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CNOS-FAP Châtillon: laboratori gratuiti per giovani disoccupati

Il Cnos Fap Don Bosco di Châtillon, in collaborazione con l’agenzia per il lavoro Synergie, organizza laboratori gratuiti sulle tecniche per la ricerca attiva di lavoro per giovani tra i 16 ed i 29 anni.

In un mondo del lavoro di difficile lettura e sempre in trasformazione, la ricerca e la presentazione sono alcune delle armi che vanno affinate al meglio. I laboratori, della durata di quattro ore ed incentrati su elementi quali la preparazione di un curriculum vitae o la ricerca delle offerte di lavoro presenti sul territorio regionale o nazionale, sono dedicati ai giovani disoccupati interessati alla ricerca di un lavoro.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il Centro per l’Impiego più vicino alla propria residenza oppure il Cnos Fap Don Bosco al numero telefonico: 0166563826.

Istituto Salesiano Fossano – “Io lavoro”, l’evento che mette insieme chi offre e chi cerca lavoro

Si riporta la notizia pubblicata sul settimanale “La Piazza Grande”Fossano – di martedì 2 aprile 2019 riguardo alla prima edizione locale di “Io Lavoro”la manifestazione che mette in contatto imprese e persone in cerca di lavoro e offre numerose opportunità per orientarsi e informarsi, che si svolgerà giovedì 11 aprile presso l’Istituto Salesiano di Fossano.

Io lavoro, la manifestazione che mette in contatto imprese e persone in cerca di lavoro e offre numerose opportunità per orientarsi e informarsi, fa tappa a Fossano, la prima edizione locale si terrà giovedì 11 aprile presso l’Istituto Salesiano, in via Verdi 22, dalle ore 9.30 alle 17.30.

L’evento promosso dall’Assessorato all’Istruzione, Lavoro, Formazione professionale della Regione Piemonte grazie alle risorse del Fondo sociale europeo, è organizzato dall’Agenzia Piemonte Lavoro con il Centro per l’impiego di Fossano, struttura territoriale dell’Agenzia, in coordinamento con la di Città di Fossano, CNOS FAP Regione Piemonte, Centro di Formazione Cebano Monregalese, Consorzio Monviso Solidale, Adecco, Openjobmetis, I.I.S. Vallauri Fossano.

Alla manifestazione partecipano aziende e agenzie per il lavoro del territorio con le loro offerte di impiego e formative, che saranno pubblicate, da lunedì 1 aprile, sul sito web www.iolavoro.org. Per chi cerca lavoro l’iscrizione online consente di accedere a numerose opportunità: incontrare le aziende e consegnare il proprio curriculum secondo la formula elevator pitch (brevi presentazioni della durata complessiva di 30 minuti: 15 a disposizione dell’azienda, 15 del candidato). Le persone possono assistere inoltre a workshop e seminari su temi come sostenere un colloquio di lavoro, scrivere un curriculum vitae efficace, ricevere informazioni per lavorare all’estero con il servizio Eures e suggerimenti per creare un’impresa con il programma regionale MipMettersi in Proprio.

A Io lavoro Fossano c’è anche l’Orientamento ai Mestieri WorldSkills, partecipando al “Tour dei Mestieri” gli studenti di Istituti professionali e tecnici e Agenzie formative, gli alunni delle scuole medie, docenti, famiglie e i visitatori della manifestazione possono osservare le dimostrazioni pratiche, partecipare ai laboratori e ricevere informazioni sui mestieri in mostra: acconciatore, estetista, elettricista, carrozziere, meccanico d’auto, meccanico di macchine edili e agricole, operatore di macchine a controllo numerico e termoidraulico.

Sono soddisfatta – ha dichiarato Gianna Pentenero, assessora all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte – che, dopo le edizioni di Bra, Cuneo e Alba, Iolavoro torni nella provincia Granda, con la prima edizione locale in programma a Fossano. La manifestazione, nata a Torino in occasione delle Olimpiadi invernali e negli anni arricchitasi sempre di più nei contenuti e nell’estensione geografica, risponde all’esigenza di far incontrare in un’unica sede domanda e offerta di lavoro. Inoltre, la presenza dell’orientamento ai mestieri consente di valorizzare la formazione tecnica e professionale che nella nostra regione ha una lunga e consolidata tradizione.

“Gli appuntamenti sul territorio piemontese della job fair Iolavoro – ha spiegato Claudio Spadon, direttore di Agenzia Piemonte Lavoro – proseguono anche nel mese di aprile, questa volta la manifestazione fa tappa per la prima edizione a Fossano. Un’occasione importante che mette in contatto in unica giornata le aziende, le agenzie per il lavoro accreditate, le agenzie formative e le associazioni della città di Fossano in sinergia con iterritori di Savigliano e di Saluzzo.

Inoltre sono presenti i servizi pubblici per il lavoro, con la partecipazione attiva del Centro per l’impiego di Fossano, che porta in manifestazione le offerte di lavoro e il servizio “SOS CV” di supporto alla redazione del curriculum vitae. Inoltre l’Agenzia Piemonte Lavoro conferma l’impegno nella promozione dell’orientamento formativo e professionale ai mestieri WorldSkills, con l’organizzazione di spazi dedicati alla conoscenza di vari mestieri, dove far incontrare studenti, docenti e famiglie, oltre a chiunque desideri mettersi alla prova in un mestiere tecnico e pratico attraverso il Tour dei Mestieri”.

“Il lavoro è il problema del momento – ha dichiarato Davide Sordella, sindaco di Fossano -. Lavoro non è solo entrata economica, ma anche dignità della persona. Il lavoro non lo creano le istituzioni, ma gli imprenditori. Quindi il nostro compito è quello di favorire i soggetti coinvolti: la formazione, le imprese, gli strumenti di supporto e ricerca del lavoro”.

“La Città di Fossano è lieta di ospitare per la prima volta Iolavoro – ha dichiarato Cristina Ballario, assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale Città di Fossano -. Un evento che concretamente offre l’opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro e va ad integrare le azioni di politica attiva messe in atto dal Comune di Fossano in questi ultimi anni con l’intensificarsi delle problematiche lavorative riguardanti particolari fasce della popolazione fossanese. Il dialogo e il confronto tra i soggetti territoriali interessati alle tematiche del lavoro, della formazione professionale e dell’istruzione sono stati adottati quali modalità al fine di individuare una strategia unitaria attraverso la formalizzazione di una rete coordinata e sistemica di informazioni e servizi in materia di riqualificazione, inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro”.

“Con i giovani sono urgenti percorsi personalizzabili” – Don Claudio Belfiore, Agnelli.

Si segnala l’articolo di Federico Biggio della redazione La Voce e il Tempo, nel quale ha intervistato il nuovo direttore dell’istituto Edoardo Agnelli di Torino, Don Claudio Belfiore, toccando l’annosa tematica del lavoro giovanile, che l’istituto ha sempre posto al centro del suo sistema, cercando di trovare una chiave per declinarlo nell’azione educativa.

 

Visita il sito dell’Istituto Edoardo Agnelli

Don Belfiore all’Agnelli:«con i giovani sono urgenti percorsi ‘personalizzabili’»

Arrivato da Roma, dopo aver ricoperto per dieci anni il ruolo di presidente del Centro nazionale Opere salesiane (Cnos), coordinatore nazionale della Pastorale giovanile per i Salesiani d’Italia e segretario della Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia (Cisi), don Claudio Belfiore è il nuovo direttore della Casa salesiana Edoardo Agnelli, nominato lo scorso giugno. L’intera comunità, accanto al parroco di San Giovanni Bosco don Gianmarco Pernice, si sta preparando alla festa di avvio del nuovo anno oratoriano in programma domenica 7 ottobre, e ad accogliere ufficialmente il nuovo direttore: «io e don Claudio siamo legati da una lunga amicizia», racconta don Pernice, «ci siamo conosciuti a Cuneo, durante il mio noviziato quando lui era direttore dell’Opera salesiana. Come comunità siamo entusiasti per l’inizio di questo nuovo cammino sotto la sua guida».Abbiamo incontrato il nuovo direttore don Belfiore per riflettere sulle sfide educative che oggi coinvolgono la comunità nel quartiere Mirafiori.

 

Don Claudio, lei è nato a Nichelino, ma lasciò la Provincia di Torino diciotto anni fa. Che cosa significa per un salesiano tornare a Torino?

È una bella sfida, e dico bella perché tornare – da direttore di un’Opera salesiana – significa partecipare ai cambiamenti in corso che caratterizzano la città tutta. Torino oggi è un’altra Torino rispetto a vent’ anni fa, maturata socialmente grazie al turismo ed evoluta dal punto di vista urbanistico, lavorativo, culturale. È una realtà ricca di giovani molto diversi tra loro e di famiglie giovani eterogenee, per cui è fondamentale pensare percorsi differenziati ma che favoriscano l’incontro e l’integrazione tra tutti. E poi tornare a Torino è sempre come ripartire dalle radici del carisma salesiano: qui ci sono i luoghi di don Bosco dove è nato il celebre «sistema preventivo».

In una Torino postindustriale dove la disoccupazione giovanile sfiora ancora il 40%, dove non si attenua il fenomeno dei «neet», giovani che né studiano né lavorano, quali sono le sfide educative che interpellano la comunità salesiana dell’Agnelli?

Sicuramente incontrare i singoli giovani del nostro quartiere e cercare di comprendere quali siano i loro bisogni, al di là delle etichette.
È importante tracciare percorsi «personalizzabili» che puntino tutti alla valorizzazione dei carismi di ciascuno. L’oratorio e la parrocchia sono di grande aiuto: qui all’ Agnelli, ad esempio, ci sono i percorsi di formazione professionale, c’è il progetto «Dalla strada alla scuola passando per il cortile», strutturato in rete con i servizi sociali, la cooperativa Et e l’Educativa di strada del territorio per favorire il riavvicinamento dei ragazzi dai 15 ai 25 anni a percorsi formativi e professionali, e ancora l’ Housing sociale, un progetto di accoglienza residenziale che fa vivere fianco a fianco universitari e giovani italiani e stranieri.

L’opera dell’Agnelli ha sempre posto al centro del suo sistema il tema del lavoro: come può essere declinato nell’azione educativa a partire dagli anni della formazione?

Il tema del lavoro è centrale per il carisma salesiano e qui crediamo molto nell’ alternanza scuola-lavoro, un modello che si è rilevato positivo sia nel Liceo scientifico che nell’ Istituto tecnico e nella formazione professionale. Anche le scuole del quartiere Mirafiori sono un utile interlocutore per questa missione che deve puntare non tanto a curare l’emergenza del lavoro, ma a restituirne il senso nella vita quotidiana.

 

 

CONVEGNO “ORIENTARE ED EDUCARE I GIOVANI AL LAVORO E ALLA POLITICA”

Un evento di approfondimento dedicato ai giovani e agli esperti di orientamento.

Organizzato in collaborazione con: COSPES ITALIA – Centri di Orientamento Scolastico Professionale e Sociale. L’Associazione Nazionale “COSPES/CNOS/CIOFS” nasce nel 1978 svolgendo attività psico-pedagogica nel campo dell’orientamento a supporto delle istituzioni scolastiche e formative e nei diversi servizi educativi. Opera nell’ambito socio-educativo-assistenziale con la metodologia preventiva ispirata a Don Bosco e a Madre Mazzarello.

PROGRAMMA: Venerdì 5 OTTOBRE

  • 9.00 Accreditamento, Benvenuto e Saluti

IL BENE COMUNE E L’ORIENTAMENTO ALLA CITTÀ DELL’UOMO

Modera, Irene Raimondi

  • 10.00 Francesco Botturi, Università Cattolica, Milano: prolusione sullo Stato. Lectio Magistralis “Bene comune: società civile e Stato”
  • 11.00 Il pensiero degli esponenti della politica: “Interpretare e costruire il bene comune: il contributo delle istituzioni e delle forze politiche”.
  • 12.00 – 13.00 Dibattito
  • 12.00 – 13.00 Pranzo a buffet

ORIENTARE ED EDUCARE I GIOVANI AL LAVORO E ALLA POLITICA

Modera, Ezio Risatti

  • 14.30 – 16.30 Felice Vai della CDO, Presidente della Compagnia delle Opere, Stefano Molina Ricerche e progetti /Education della Fondazione Agnelli, Maria Grazia Penna, Segretario Generale della CISL Scuola, Alessandro SvalutoFerro, Direttore Ufficio Pastorale sociale e del lavoro, Suor Lauretta Valente, già Presidente nazionale del Ciofs-Fp e membro del Cospes Nazionale.
  • 16.30 – 17.30 Dibattito

Il convegno è l’evento lancio del corso di politiche che si svolgerà in 10 lezioni da ottobre a dicembre, il giovedì dalle 16.00 alle 18.00.

in collaborazione con Pensare con Lode

Per maggiori info:  011 2340083 – info@ius.to

 

 

Aosta: Corso post-diploma gratuito da tecnico di cantiere edile

Si terrà ad Aosta il corso post-diploma gratuito da tecnico di cantiere edile rivolto a 15 soggetti disoccupati o inoccupati di età compresa tra i 18 ed i 30 anni non compiuti, con diploma nel settore costruzioni o qualifica professionale afferente almeno almeno al III livello EQF. Si chiuderanno il prossimo 27 aprile 2018 le iscrizioni al corso post-diploma gratuito da tecnico di cantiere edile organizzato dall’ente di formazione CNOS/FAP Regione Valle d’Aosta – Don Bosco.

Qui un’articolo a cura della redazione di AostaSera che ben descrive le modalità e caratteristiche del corso:

Si chiuderanno il prossimo 27 aprile 2018 le iscrizioni al corso post-diploma gratuito da tecnico di cantiere edile organizzato dall’ente di formazione CNOS/FAP Regione Valle d’Aosta – Don Bosco. Il corso si terrà ad Aosta ed è rivolto a 15 soggetti disoccupati o inoccupati di età compresa tra i 18 ed i 30 anni non compiuti, con diploma nel settore costruzioni (ad esempio Geometra, Perito edile, ecc…) o qualifica professionale afferente almeno al III livello EQF coerente con il profilo professionale in esito (ad esempio Operatore Edile).

Potranno candidarsi anche persone con titolo di studio non coerenti, ma con esperienza professionale e lavorativa significativa in ambito edile, previo riconoscimento crediti di ammissione.

Se il numero di iscrizioni supererà la quota massima di 15 persona verrà effettuata una selezione. Il corso si svolgerà dal 10 maggio 2018 al 30 aprile 2019, per una durata complessiva di 1000 ore, di cui 300 di stage da svolgere in azienda/cantiere, ed è prevista un’indennità di frequenza fino a un massimo di 3.750 euro a corsista.

E’ possibile iscriversi presso la sede dell’ente di Châtillon dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30, e presso la nostra sede di Aosta in Via Saint-Martin de Corléans, 185, previo appuntamento.

Per informazioni
CNOS/FAP Regione Valle d’Aosta – Don Bosco – Via Tornafol, 1 – 11024 – CHâTILLON (AO) segreteria@cnosfapvda.it – www.cnosfapvda.it – tel. 0166.563826 – 0166.560286 – fax 0166.521907

Sportelli in Salvario: supporto e accompagnamento in percorsi formativi professionalizzanti e nel mondo del lavoro

L’Oratorio Salesiano San Luigi promuove già da alcuni anni un servizio di sostegno per la ricerca attiva di lavoro e formazione professionale. Attualmente, le attività sono distribuite su più sedi, diverse per la caratterizzazione dei servizi che offrono:

progetto “Spazio Anch’Io” presso il Parco del Valentino come punto di primo accesso ed indirizzamento, soprattutto dei giovani incontrati durante le attività diurne e notturne di educativa di strada;

Oratorio San Luigi (via Ormea 4) rivolto ad adulti e giovani in cerca di lavoro o formazione, che giungono in contatto con l’oratorio sia attraverso le sua attività diurne (es: genitori dei ragazzi che lo frequentano), sia attraverso gli invii della Caritas Parrocchiale;

– presso “Giancarlo 2”, dove alcune postazioni informatiche permettono, due pomeriggi a settimana, di consultare annunci ed offerte di lavoro on-line.

Diverse sono le prestazioni offerte alle persone che si rivolgono agli sportelli, tra le quali:

  • Aiuto nella redazione del curriculum vitae in formato europeo;
  • Aiuto per l’apertura e gestione di una casella mail;
  • Offerta di informazioni relative al mondo del lavoro e le norme che lo regolano, concernenti la formazione professionale;
  • Presentazione di informazioni inerenti le diverse agenzie, istituzionali e non, che si occupano di lavoro ed illustrazione del loro operato e dei contatti a cui rivolgersi;
  • Aiuto nella ricerca di opportunità di lavoro su internet.

Lo sportello è stato attivato in tre sedi diverse:

– in oratorio, due volte a settimana (lunedì e giovedì) per 6 ore ciascuna;

– presso “Spazio Anch’io” e “Giancarlo2”

Obiettivo generale è quello di fornire supporto e accompagnamento nell’ingresso/re-ingresso in percorsi formativi professionalizzanti e nel mondo del lavoro, attraverso il colloquio, aiuto nella creazione di un Curriculum Vitae, ri-motivazione e riscoperta delle proprie risorse personali.

 Quest’anno, in collaborazione con il Tavolo Lavoro della Circoscrizione VIII, l’oratorio San Luigi è riuscito per la prima volta, ad attivare due borse lavoro presso due esercizi del quartiere. Inoltre, mediante la presentazione al bando promosso dal Comune di Torino nell’ambito dell’iniziativa “Reciproca Solidarietà e Lavoro Accessorio”, è stato possibile impiegare 7 persone (4 per l’Istituto e 3 per la Parrocchia) in attività di pulizia, manutenzione ordinaria della struttura e animazione di bambini e ragazzi.

Imparare, lavorando? In Italia si può fare, ecco i primi passi avanti con il sistema duale

Il primo numero 2018 del magazine specializzato “Parts” ha pubblicato uno speciale sul sistema duale e il recente report su “Monitoraggio sulla Sperimentazione del Sistema Duale degli enti Forma e Confap” mappando i percorsi di circa 4mila allievi  con annesso coinvolgimento di 3.250 imprese.

 

Don Enrico Peretti, direttore generale dei Salesiani Italiani per la Formazione Professionale e il Lavoro (CNOS-FAP), coordinatore del Progetto “La nostra via Duale”

Il sistema duale italiano

Il sistema duale, cioè la possibilità di imparare lavorando, fa un passo in avanti per uscire dalla sperimentazione con il rifinanziamento di 50 milioni di euro per il 2018. Un monitoraggio sui percorsi di 4mila ragazzi e 3.250 imprese, promuove il primo anno

“L’apprendistato in Italia si può fare: le aziende sono interessate e disponibili e i risultati formativi sono più che incoraggianti”, afferma Paola Vacchina, presidente di Forma, l’associazione nazionale che riunisce i principali Enti di formazione professionale. Combattere la disoccupazione giovanile, ridurre la dispersione scolastica, ampliare l’offerta formativa e rafforzare il collegamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro passano anche dal rilancio del sistema di formazione e istruzione professionale in Italia e dall’offerta di percorsi che consentano ai ragazzi di misurarsi presto con il mondo del lavoro. Hanno dai 15 ai 17 anni e studiano e lavorano. Guadagnano inizialmente 500 euro al mese, che però salgono presto, appena
l’azienda impara a conoscerli e ad apprezzarli. All’impresa questi dipendenti costano meno di un tirocinante, perché c’è un contributo di 3mila euro per le spese relative al tutor aziendale più una decontribuzione che arriva fino al 40% per chi assume l’apprendista al termine del percorso formativo. Ad aprile 2017 erano quasi 11mila in Italia i ragazzi con un contratto di apprendistato di primo livello: sono iscritti a percorsi della formazione e istruzione professionale (IeFP), diventeranno meccanici, elettricisti, operatori del legno, parrucchieri, estetiste, ristoratori e camerieri, svolgendo una buona metà delle ore di
formazione direttamente in azienda, retribuiti per le ore di lavoro svolte. Tra i settori produttivi collegati ai CCNL dei contratti utilizzati per gli apprendisti, si ritrovano il Turismo, l’Alberghiero, l’Acconciatura ed estetica e il Commercio, ma in prima posizione compare il settore metalmeccanico, con un’incidenza del 20%, e il manifatturiero in generale. Quest’ultimo dato è contenuto nel monitoraggio realizzato al termine del primo anno di sperimentazione dei percorsi formativi del sistema duale su 148 Centri dalla rete Forma e Confap, distribuiti in 14 regioni italiane. Il report ha mappato i percorsi di circa 4mila allievi, con 3.250 imprese coinvolte, di cui il 66% ha collaborato attivamente alla programmazione e realizzazione dei percorsi di apprendistato per il conseguimento della qualifica e del diploma professionale. Il report si intitola “Monitoraggio sulla Sperimentazione del Sistema Duale degli enti Forma e Confap” ed è stato presentato in una conferenza stampa al Senato l’8 luglio scorso. Più di mille dei giovani coinvolti vivono nella sola Lombardia e una netta concentrazione di allievi si registra in generale nelle regioni settentrionali, in particolare appunto in Lombardia (26%), Veneto (19%) e Piemonte (16%). Il 18% dei ragazzi ha sottoscritto contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma, a fronte del 7% del dato complessivo della sperimentazione nazionale (dato INAPP). Per le imprese, è di assoluto rilievo il peso consistente delle piccole: si tratta di oltre il 90% del totale, seguite da una percentuale residuale di medie (7%) e grandi (1%). Secondo il report, il coinvolgimento di tante piccole imprese denota la capacità degli Enti di formazione di aver ideato approcci e soluzioni organizzative adatte a realtà poco strutturate come, appunto, le aziende piccole. Nel motivare le ragioni del loro coinvolgimento, il 54% delle imprese ha risposto di averlo fatto per l’opportunità di formare una risorsa giovane, un altro 26% per la sostenibilità del costo azienda derivante dagli incentivi economici. Il livello di soddisfazione registrato dagli attori coinvolti (operatori, imprese, allievi, famiglie) è elevato: su scala da 1 a 4 si attesta in media sopra il 3. Il sistema duale rappresenta quindi l’occasione per attuare un modello formativo integrato tra sistema educativo e lavoro che, da un lato, favorisca la creazione di un rapporto continuativo e coerente tra formazione e lavoro e, dall’altro, migliori la transizione aula-azienda, riducendo il gap tra competenze acquisite in contesti formativi e competenze richieste dal tessuto produttivo. Le difficoltà registrate nel primo anno di sperimentazione sono legate soprattutto alla poca conoscenza dello strumento contrattuale dell’apprendistato da parte delle imprese e dei consulenti del lavoro: il 21% delle imprese ha riportato l’opposizione dei consulenti del lavoro per questo tipo di contratto. Le aziende non si sentono invece ostacolate dal carico formativo dell’apprendistato né dai vincoli derivanti dalla normativa sul lavoro minorile. Il monitoraggio tuttavia ha registrato la proattività dei Centri di formazione di fronte a tali difficoltà: spesso infatti i Centri di formazione si sono fatti carico anche
delle problematiche di tipo giuslavoristico. “Questi numeri danno ragione dell’importanza di investire in modo strutturato e non più sperimentale per creare un collegamento diretto fra il mondo della formazione e la spendibilità professionale in azienda dei nostri ragazzi”, afferma don Enrico Peretti, direttore generale dei Salesiani Italiani per la Formazione Professionale e il Lavoro (CNOS-FAP), coordinatore del Progetto “La nostra via Duale”. “Il modello di riferimento è evidentemente quello tedesco, che da anni ha stabilizzato il rapporto ormai inscindibile fra il mondo della formazione e quello del lavoro. Stiamo facendo pressione all’interno del mondo istituzionale affinché si intuisca il doppio valore del sistema duale, che da una parte genera giovani professionisti che soddisfano le proprie capacità di autonomia attraverso il lavoro, dall’altra rappresenta una modalità di riattivazione della macchina produttiva italiana per le aziende, le quali potranno contare su allievi formati. Con la sperimentazione del sistema duale, infatti, è potenziato il rapporto con le imprese, che diventano non più solo luoghi di accoglienza degli allievi per esperienze di tirocinio, ma veri e propri partner per la progettazione e la realizzazione congiunta dei percorsi formativi”. Permane ancora il paradosso di avere 5,6 milioni di giovani europei disoccupati e il 36% delle imprese che riporta difficoltà a reclutare personale qualificato, con i più alti tassi di disoccupazione giovanile nei Paesi in cui vi è una maggiore diffusione di un’istruzione secondaria superiore di tipo generale, come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo, mentre i giovani inseriti in percorsi di apprendistato conseguono risultati occupazionali migliori rispetto ai coetanei che, allo stesso livello di qualifica, hanno frequentato percorsi formativi all’interno della scuola (Wallenborn & European Training Foundation, 2011). In Italia, una ricerca Cedefop (2012) dimostra che lo status di lavoratori dei giovani europei di età compresa tra i 18 e i 24 anni era del 34,2% tra coloro che avevano frequentato un percorso di studi di tipo generale (licei), del 53,4% tra coloro che avevano frequentato un percorso di IeFP ordinario all’interno di un istituto formativo e del 78,3% tra i giovani che avevano frequentato un percorso di IeFP in modalità duale sia in apprendistato sia in alternanza scuola-lavoro.

Il lavoro di giornalista: il caporedattore della Stampa incontra gli studenti del Don Bosco

Si pubblica l’articolo a cura di Simone Zatti che descrive l’incontro di Alberto Infelise, caporedattore del quotidiano La Stampa ed ex allievo del Don Bosco di Borgomanero, con gli studenti dello stesso istituto:

Alberto Infelise incontra gli studenti del Don Bosco.

Orientamento al futuro. Nella mattinata di lunedì, Alberto Infelise ha incontrato gli alunni del Don Bosco. Nel salone gremito di studenti il caporedattore della Stampa di Torino, che si è diplomato nel 1991 proprio al Don Bosco, ha parlato del futuro dei giovani, invitando gli studenti ad avere il coraggio di osare e di buttare il proprio cuore oltre gli ostacoli che incontreranno nel loro percorso scolastico e lavorativo, spronandoli a leggere e informarsi per tenere aperta la mente e allenata la loro facoltà critica. Infelise ha voluto spendere alcune parole riguardo ad un tema
d’attualità nelle scuole italiane, l’alternanza scuola-lavoro, che dev’essere vissuta nell’ottica di una preparazione ai meccanismi ed alle dinamiche del mondo del lavoro: gli studenti devono scegliere esperienze di alternanza che possano assicurare loro la possibilità di lavorare davvero, per capire appieno i valori.

Le fake news. Terminato l’intervento davanti a tutte le classi dei Licei, Infelise proseguito l’incontrato solamente con i quarti ed i quinti anni. In un primo momento ha parlato della professione di giornalista come possibile sbocco lavorativo, soprattutto rispetto al mondo del giornalismo e dell’editoria: un mondo che, sottolinea Infelise, presuppone impegno costante, capacità di mettere a frutto le proprie passioni, flessibilità ed in misura sempre maggiore capacità in ambito digitale. Nell’ultima ora gli alunni sono diventati protagonisti: alcuni di loro hanno
organizzato una piccola tavola rotonda, ponendo al caporedattore alcune domande su un tema d’attualità, le fake news: è seguito un interessante dibattito, in cui gli alunni hanno potuto confrontarsi con un esperto del settore su un tema che ormai diventa sempre più pressante.

“Facciamo presto” a creare lavoro in chiave generativa e solidale

“FACCIAMO PRESTO”
venerdì 24 novembre 2017
Fossano, Palestra presso CNOSFAP (via Verdi 22)

L’evento nasce in questo fine 2017 dall’esigenza di stabilire un confronto tra tutte quelle realtà che si sono impegnate per cogliere i bisogni sociali e culturali emergenti e giocare un ruolo attivo nella costruzione di una società più coesa e resiliente.

L’Officina del Possibile, le Manuattenzioni, il Pensolato e il Museo Social Club: quattro progetti che hanno generato e rinnovato molti valori e che hanno visto il coinvolgimento di volontari e imprese profit e non profit, organizzazioni pubbliche e private, detenuti a fine pena, insegnanti, agricoltori e molti altri ancora.

“FACCIAMO PRESTO” è un invito per tutti coloro che sono attivi nel contrasto alla crisi attraverso azioni solidali, che hanno il senso di condividere, discutere e consolidare apprendimenti e prospettive, nella direzione di cercare ulteriori sinergie affinché il “lavoro creato” sia l’ingrediente fondamentale di percorsi sostenibili e solidali che portano fuori da condizioni di marginalità, vulnerabilità o inattività.

Di seguito, il programma di attività della giornata del 24 novembre 2017, durante la quale vi saranno sia momenti di dialogo ispirati al confronto e all’ascolto di tutti i punti di vista, che una
conferenza con contributi di esperti ed infine un rinfresco preparato con i prodotti delle Cooperative.
Farà da cornice la palestra di Via Verdi, uno spazio rinnovato e colorato attraverso le Manuattenzioni.

 

Si pubblica qui di seguito l’articolo di “Targato CN” relativo a due incontri sul tema lavoro, bene comune e scenari futuri: due appuntamenti il 24 novembre alle 14.30 e alle 17 a Fossano per confrontarsi su nuovo welfare, fine pena, beni comuni e agricoltura sociale partendo da 4 esperienze realizzate.

Le realtà protagoniste di 4 nuove esperienze di welfare generativo: “L’Officina del Possibile”, “Manuattenzioni”, “La Coop Agricola sociale Pensolato” e “Il Museo Diocesano Social Club” hanno programmato due incontri, venerdì 24 novembre con inizio alle ore 14.30 e alle 17, al CNOS-FAP in via Verdi 22 a Fossano. Il primo è un “confronto aperto a più voci” tra chi collabora a progetti lavorativi, formativi, sociali e culturali che mettono al centro le persone fragili. Il secondo è una conferenza con esperti e rappresentanti di organizzazioni impegnate in politiche locali e nazionali.

L’appuntamento delle 14.30 parte con un confronto con il metodo open space technology sulla domanda: “Come possiamo creare più lavoro generando molteplici valori?”.

Dalle 17.00 le riflessioni saranno al centro di una conferenza che muoverà dal tema della creazione di lavoro in chiave generativa. Saranno tre le macro-aree sulle quali si alterneranno i relatori.

La prima nell’ambito del “fine pena e beni comuni” vedrà le riflessioni di Laura Bottero (direttrice U.E.P.E. Cuneo), Giuseppina Piscioneri (direttrice della Casa di reclusione di Fossano), Bruno Mellano (garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà) e Domenico Arena (dirigente U.E.P.E. Torino, competente per le regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta).

La seconda tratterà di “agricoltura sociale” con le riflessioni di Andrea Olivero (vice ministro alle politiche agricole alimentari e forestali), Mino Taricco (gruppo Pd Camera e Vicepresidente della Commissione bicamerale per la semplificazione), Delia Revelli (presidente Federazione regionale e provinciale Coldiretti Cuneo), Piero Delbosco (vescovo della Diocesi di Cuneo e Fossano) e Cristina Ballario (assessore alle politiche del lavoro e dell’agricoltura a Fossano).

A chiudere la conferenza è il “welfare e territorio” con interventi di Chiara Gribaudo (vicepresidente gruppo Pd Camera, responsabile lavoro), Gianpiero Piola (presidente del Consorzio Monviso Solidale), Antonella Ricci (responsabile del settore politiche sociali, Compagnia di San Paolo), Andrea Silvestri (direttore generale Fondazione Crc) e Gianfranco Mondino (Presidente Fondazione Crf).

La presentazione dei 4 progetti avviati quest’anno a Fossano e dei risultati conseguiti vuole stimolare ulteriori sinergie, ampliando la collaborazione tra imprese, enti no profit ed istituzioni pubbliche.

“L’Officina del Possibile” (Fondazione NoiAltri con le realtà sociali del fossanese): un emporio sociale aperto a tutti in cui le cose, ma anche le persone, trovano nuove possibilità. Sono state create 30 opportunità lavorative che hanno coinvolto 16 persone e supportato oltre 200 famiglie.
“Manuattenzioni” (CNOS-FAP in rete con altri): detenuti a fine pena, in un passaggio delicato dal carcere al reinserimento in società, si occupano di beni comuni. Hanno frequentato un corso di “manutenzione e bioedilizia”, hanno restituito alla città una palestra più bella ed anche efficiente dal punto di vista energetico ed hanno intrapreso percorsi lavorativi all’esterno.
“La Cascina Pensolato” (Caritas Fossano con Orti del Casalito e altre realtà sociali): 10 detenuti a fine pena ed ex detenuti hanno realizzato 5 serre, prodotto e venduto 600 quintali di ortaggi freschi. Prossimo obiettivo è l’inserimento lavorativo anche di persone con disabilità.
“Il museo diocesano social club” (Diocesi di Fossano con Culturadalbasso e altre organizzazioni): le opere di arte sacra sono diventate spazio di ascolto e dialogo tra persone fragili e la comunità. I protagonisti hanno dimostrato di saper ricominciare e guardare oltre.

Il pomeriggio si concluderà con il rinfresco, a base dei prodotti agricoli coltivati nella cascina Pensolato, in programma alle 19.00.

I progetti e gli eventi sono realizzati grazie al contributo delle Fondazioni bancarie tra cui la Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano e all’impegno di un gran numero di persone, istituzioni e organizzazioni attive nel contrasto alla povertà e nella costruzione di un nuovo welfare.

 

48° Settimana Sociale a Cagliari

“Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale” questo il tema scelto per la 48° Settimana Sociale dei Cattolici appena conclusasi a Cagliari, pensata come prosecuzione ideale dell’impegno che Papa Francesco aveva affidato alla Chiesa Italiana durante il quinto Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze di avviare un approfondimento della Evangeli gaudium: …nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita…” (Francesco, Evangeli Gaudium, 192).

La Settimana Sociale dei Cattolici, nata all’inizio del ‘900 (1907) in Italia, non vuole essere un “evento” o un convegno, ma sancire il “momento d’inizio di un processo” o quantomeno del “cambio di passo”: “…sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una Società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune” questa è stata la conclusione dell’Instrumentum Laboris per la Settimana Sociale di Cagliari.

Si suggerisce la lettura dell’articolo apparso su “L’ancora” del 12 Novembre 2017  a margine della Settimana Sociale:

La 48ª settimana sociale dei cattolici italiani

Riflessioni e proposte

L’eco della Settimana sociale dei cattolici italiani che si è tenuta a Cagliari la scorsa settimana si va già attenuando ed allora è importante che le proposte emerse vengano concretamente diffuse e sviluppate nelle diocesi e nella società. Si tratta di proposte concrete incentrate sul tema del lavoro, frutto di una preparazione scrupolosa dell’evento (il comitato scientifico voluto dalla CEI era composto da sacerdoti e laici, esperti e tecnici di risonanza nazionale ed internazionale accumunati dalla fede) in cui accanto e spesso prima delle statistiche e delle teorie economiche o sociologiche si è dato conto di esperienze e di volti di persone; di una regia accurata delle giornate caratterizzate da un confronto appassionato e sinodale fra tutti i delegati, dalla preghiera e dalla liturgia da relazioni, mostre ed interventi ricchi di contenuti e sempre ancorati alla realtà (i giornali, in particolare Avvenire e la televisione, in particolare Tele 2000, ne hanno dato ampia informazione); di una sintesi finale che ha evitato i discorsi generici per assumere una dimensione insieme pastorale e politica con la consegna in diretta al Presidente del Consiglio italiano, Gentiloni, e del Parlamento europeo, Tajani, di un articolato pacchetto di richieste specifiche (le proposte cantierabili) per la difesa e lo sviluppo del lavoro insieme ad un simbolico metro, per indicare che i cattolici ed i loro pastori misureranno attentamente l’impegno e gli atti dei parlamenti italiano ed europeo e del governo nazionale. La frase conduttrice della 48ª settimana sociale dei cattolici italiani era “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”. Ispirandosi alla concezione cristiana del lavoro, che attingendo alla bibbia e al magistero della chiesa lo considera connaturato alla natura dell’uomo che partecipa al progetto creativo di Dio e lo prolunga nella storia, si sono analizzate le buone pratiche ma pure gli aspetti più indegni del mondo del lavoro e dell’economia, anche attraverso testimonianze dirette. Uno degli aspetti più dibattuti è stato quello dei giovani, scuola, formazione, lavoro. Non stupisce, in Italia la disoccupazione giovanile tocca mediamente il 40% e le esperienze che sono state portate hanno toccato davvero i cuori di tutti. Ma sono le stesse esperienze che facciamo nei nostri paesi, nelle nostre parrocchie e comunità, nelle nostre famiglie. Da una lettura che ha accomunato tutti i delegati d’Italia sono emersi vari fattori di crisi fra cui: la solitudine e la difficoltà dei giovani di fronte al mondo del lavoro e alle sue evoluzioni tecnologiche; l’incapacità del sistema scolastico ma anche della politica, delle famiglie e dei mass media di orientare i ragazzi verso percorsi scolastici e formativi tecnici e professionali (ad esempio, la scuola italiana ha visto negli ultimi 10 anni dimezzarsi il numero dei diplomati tecnici ma il mercato del lavoro ci informa che alle imprese mancano 250.000 tecnici); la mancanza di un patto generazionale per cui, ad esempio, nei nostri territori non nascono o non si sviluppano imprese che possano occupare i giovani ma allo stesso tempo i depositi bancari hanno numeri da capogiro e questa ricchezza, per lo più detenuta da ultracinquantenni, non viene utilizzata per finanziare lo sviluppo ma solo per ottenere facili rendite; la situazione dei Centri per l’impiego che non riescono adeguatamente a prendersi carico dei giovani in cerca di occupazione; la frammentarietà dell’ informazione e la carenza di cultura imprenditoriale e di strutture e sevizi per sostenere i giovani che vogliono intraprendere nuove attività economiche; la piaga dei giovani che abbandonano l’Italia per trovare lavoro all’estero. Insomma, un campo vasto di criticità rispetto al quale però non basta l’analisi e la denuncia, ma bisogna anche e soprattutto proporre e agire, prendendo come riferimento le buone pratiche (le cooperative sociali, le imprese che puntano sul capitale umano, la formazione professionale di qualità come quella dei centri salesiani, l’alternanza scuola lavoro, l’apprendistato,..) che si stanno sviluppando in tutta Italia e investendo tanto anche nella formazione delle coscienze dei cattolici e nell’azione politica. Forse qualche gesto profetico aiuterebbe, ci guiderà in questo il discernimento personale e comunitario alla luce del magistero della chiesa e delle nostre personali esperienze e competenze. Mi permetto di suggerirne alcuni con specifico riferimento al mondo giovanile: finanziare tirocini formativi e di orientamenti di giovani diplomati e laureati attraverso la raccolta di fondi nei periodi forti dell’avvento e della quaresima, promuovere incontri fra tutti gli attori del mondo del lavoro e della formazione professionale nelle varie zone della diocesi per stimolare l’esigenza di fare rete, creare centri per l’informazione e l’accompagnamento al lavoro dei giovani attraverso la formazione di giovani appositamente preparati a questo compito, sostenere gli oratori che diventano anche laboratori.