Ultima tappa Capitolo Ispettoriale IX

Dal 3 al 5 marzo si è celebrata a Torino Valdocco la sessione conclusiva del IX Capitolo Ispettoriale della ICP (Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania).

Si è trattato del terzo passo metodologico che ha accompagnato l’iter capitolare. Dopo il passo dell’ascolto della realtà, il secondo è stato l’interpretazione di quanto emerso e nella sessione finale si lavorato per tradurre in scelte operative e scelte di indirizzo per i prossimi anni della vita della nostra ispettoria. Il lavoro compiuto in questi mesi non ha solo prodotto un documento che sarà il contributo della ICP al Capitolo Generale prossimo della nostra congregazione ma ha provato a innescare dei processi di discernimento e di decisione a beneficio delle case salesiane e dei giovani in particolare.

Ritengo che proprio il “movimento” di idee sul tema e condivisioni suscitate in questi mesi di lavoro sia il frutto più interessante di questo cammino.

Don Luca Barone

In secondo luogo il numero di persone coinvolte: salesiani di ogni età e incarico, tantissimi laici che vivono il carisma di don Bosco in Piemonte e Valle d’Aosta e poi un gran numero di giovani che hanno fatto sentire la loro voce e le loro idee.

Vivere la fase conclusiva del capitolo nella cornice di Valdocco ci ha permesso di sentire ancora una volta di appartenere ad un sogno di bene che viene da lontano.

Don Luca Barone

 

Festa di don Bosco: La celebrazione solenne in duomo, domenica 27 gennaio

“Nell’Eucarestia una vita piena”

Le parole ai giovani del superiore don Enrico Stasi

Un augurio, e un invito, ad avere “una vita piena di fede, speranza e amore, ad avere desideri, a scoprire e amare il proprio essere persona unica e originale, a rispondere il proprio sì all’invito del Signore a sedere a mensa con Gesù Eucarestia”.

Lo ha fatto ai giovani presenti don Enrico Stasi, superiore dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta e della Lituania la scorsa domenica 27 gennaio, nell’omelia della messa solenne in cattedrale, in onore di San Giovanni Bosco (la cui memoria liturgica è stata celebrata giovedì 31 gennaio).

Animata dai canti proposti dal coro di giovani diretti dal direttore dei frati di San Nazzaro alla Costa e alcuni sacerdoti diocesani. A occuparsi del servizio liturgico tanti chierichetti in rappresentanza delle scuole salesiane di Novara, primarie, secondarie di primo grado e del liceo.

Proprio gli alunni hanno gremito la cattedrale durante la celebrazione, con la presenza numerosa anche delle famiglie, degli insegnanti degli amici di don Bosco.

 

Festa Don Bosco 2019: l’augurio di Don Enrico Stasi

In occasione della Festa di don Bosco, ecco le parola di Don Enrico Stasi – Ispettore di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania e presidente Cnos-Fap Piemonte – che arriva a tutti noi con una lettera per un augurio ed un saluto:

Carissimi formatori, allievi, genitori e personale tutto del CNOS FAP Piemonte,

in occasione della festa di don Bosco vi giunga il mio saluto più affettuoso.

La festa del padre e amico dei giovani è motivo di grande speranza. Don Bosco credeva nei giovani, era un grande scopritore di talenti e invitava tutti gli educatori a trovare in ogni giovane “un punto accessibile al bene su cui far leva”. La formazione professionale salesiana ha questo grande obiettivo: scoprire e far crescere talenti e capacità accompagnando ogni giovane nel suo percorso di crescita ed educandolo ad essere, come diceva don Bosco: “un buon cristiano, un onesto cittadino e un futuro abitatore del cielo”.

L’ultimo sinodo dei vescovi che si è occupato dei giovani, ci esorta a camminare con loro e soprattutto ad ascoltarli dedicando tempo ed energie; purtroppo oggi i giovani sperimentano come la loro voce non sia ritenuta interessante e utile in ambito sociale, politico ed ecclesiale. E per quanto riguarda il tema del lavoro il Sinodo così si esprime:

“Il mondo del lavoro resta un ambito in cui i giovani esprimono la loro creatività e la capacità di innovare. Al tempo stesso sperimentano forme di esclusione e di emarginazione. La prima e più grave è la disoccupazione giovanile, che in alcuni Paesi raggiunge livelli esorbitanti”.

Don Bosco nel suo tempo appena arrivato nella città di Torino si indirizza proprio a loro, a quei giovani che egli definisce poveri abbandonati e pericolanti. Essi vivevano nei quartieri più poveri e dovevano provvedere a loro stessi con tutti i mezzi possibili. Tra loro c’erano anche giovani immigrati che venivano da fuori città e svolgevano lavoro stagionale nei cantieri edili. Per don Bosco tutti erano a rischio, commettevano reati che li esponevano al carcere e erano vittime dello sfruttamento del lavoro senza alcuna tutela. Si deve tenere anche conto che il 40% circa dei giovani sotto i venti anni era analfabeta e che nei posti di lavoro si contraevano malattie, allora mortali, come la tubercolosi, e le infezioni virali di diverso tipo. Non erano rispettata alcuna attenzione nei confronti delle condizioni igieniche né venivano considerati i più elementari diritti inerenti le attività lavorative.

Tutto questo interpellò don Bosco a tal punto che subito elaborò la proposta che oggi è diventata la Formazione professionale e l’inserimento che forma concreta di salvezza della loro vita o, come direbbe lui, per la salvezza delle anime.

Don Bosco oggi è vivo attraverso i suoi figlie e sue figlie che si spendono per donare ai giovani, soprattutto i più bisognosi, tutto il sostegno necessario per la loro crescita integrale e per garantire loro un futuro dignitoso.

Al lui affidiamo la formazione professionale dei salesiani della sua terra e chiediamo la sua potente intercessione

Torino, 31 gennaio 2019

 

Servizio Civile – Pubblicate le graduatorie del bando 2018

Si rende noto che in data 27 Novembre 2018, sono stati pubblicate le  GRADUATORIE BANDO NAZIONALE – ISPETTORIA SALESIANA DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D’AOSTA (ICP).

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