Un libro per il centenario di don Egidio Viganò

In occasione del centenario della nascita (1920-2020) e del venticinquesimo della morte (1995-2020) di don Egidio Viganò, settimo successore di don Bosco dal 1978 al 1995, è nato un progetto che raccoglie uno dei testi più significativi della sua produzione, inserendolo in una cornice di attualità.

Per i delegati della Pastorale Giovanile è in arrivo presso la sede ispettoriale il volume Elledici di commemorazione di don Egidio Viganò.

“L’INTERIORITA’ APOSTOLICA”

Riflessioni sulla “grazia di unità” come sorgente di carità pastorale

Prefazione di Ángel Fernández Artime, X successore di don Bosco

Postfazione di Pascual Chávez Villanueva, IX successore di don Bosco

Con un contributo di Juan Edmundo Vecchi, VIII successore di don Bosco

Cura dell’edizione e introduzione di Rossano Sal

 

«In questo testo – curato da don Rossano Sala, che ringrazio anche di questo impegno – hanno voce tutti i Rettori Maggiori che sono venuti dopo don Egidio. Molto bella la riproposizione del profilo del salesiano fatta da don J.E. Vecchi riprendendo il filo rosso di molte Lettere circolari di don Egidio. Magistrale l’attualizzazione di don P. Chávez dell’insegnamento di don Egidio a confronto con le sfide attuali. Queste sono le due ante di un trittico che mette al centro il testo forse più sintetico, completo e significativo di tutta la produzione di don Egidio Viganò: L’interiorità apostolica. Riflessioni sulla “grazia di unità” come sorgente di carità pastorale. Riproporre quest’opera è davvero una scelta felice, perché ancora oggi trovo che tanti nostri confratelli e membri della Famiglia Salesiana rischiano di smarrire la loro identità carismatica di discepoli e apostoli del Signore. Sono certo che le sagge parole di don Viganò ci aiuteranno ancora una volta a ritornare e a ripartire dal nostro primo e principale amore (cfr. Ap 2,4), cioè da quell’adesione totale al Signore Gesù, che ci ha amato per primo e anima con il suo Spirito la nostra consacrazione apostolica».

(dall’introduzione di ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME)