San Francesco di Sales ispiratore di cammini di santità – GSFS don Pierluigi Cameroni

Da info ANS – Nel corso delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2022, dedicate all’approfondimento spirituale e pastorale della Strenna del Rettor Maggiore incentrata su San Francesco di Sales, don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, ha offerto un contributo che evidenzia come “il nostro cammino di santità e la promozione delle Cause di Beatificazione e Canonizzazione della nostra Famiglia Salesiana traggono da lui grande ispirazione e forte motivazione”. Infatti, dalla sua persona e dalla sua dottrina emanano un’impressione di rara pienezza, dimostrata nella serenità della sua ricerca intellettuale, ma anche nella ricchezza dei suoi affetti, e nella “dolcezza” dei suoi insegnamenti che hanno avuto un grande influsso sulla coscienza cristiana.

Si direbbe allora che Francesco di Sales tanto nelle sue opere più rappresentative (Introduzione alla vita devota e Trattato dell’amore di Dio), quanto nella sua continua prassi pastorale si presenti sulla scena della storia della Chiesa come uno degli antesignani più rappresentativi di quella che il Vaticano II chiamerà “vocazione universale alla santità” (cap. 5 della Costituzione dogmatica Lumen gentium).

Nelle opere maggiori, tanto quanto nell’epistolario Francesco esorta, invita, sollecita a prendere coscienza che la santità non è di per sé legata ad uno stato di vita particolare, ma – insistendo direttamente sulla dimensione battesimale dell’appartenenza a Cristo – è un’esigenza richiesta dall’essere membra della Chiesa. È una santità per tutti come spesso ricorda Papa Francesco: “Molte volte abbiamo la tentazione di pensare che la santità sia riservata a coloro che hanno la possibilità di mantenere le distanze dalle occupazioni ordinarie, per dedicare molto tempo alla preghiera. Non è così. Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova” (Gaudete et exsultate n.14).

Da Don Bosco fino ai nostri giorni, è attestata una tradizione di santità cui merita dare attenzione, perché incarnazione del carisma che da lui ha avuto origine e che si è espresso in una pluralità di stati di vita e di forme. Si tratta di uomini e donne, giovani e adulti, consacrati e laici, vescovi e missionari che in contesti storici, culturali, sociali diversi nel tempo e nello spazio hanno fatto brillare di singolare luce il carisma salesiano, rappresentando un patrimonio che svolge un ruolo efficace nella vita e nella comunità dei credenti e per gli uomini di buona volontà.

Nel corso del 2022 oltre che ricordare il IV Centenario della morte di San Francesco di Sales, (Lione, 28 dicembre 1622), si fa particolare memoria anche di altre ricorrenze significative:

–         175° della nascita della Beata Maddalena Morano, Figlia di Maria Ausiliatrice (Chieri, 15 novembre 1847).

–         150° della nascita del Beato Giuseppe Calasanz (Azanuy – Spagna, 23 novembre 1872), capofila dei martiri della Spagna.

–         125° della morte del Venerabile Andrea Beltrami, Salesiano di Don Bosco (Torino-Valsalice, 30 dicembre 1897).

–         100° della nascita della Serva di Dio Rosetta Marchese, Figlia di Maria Ausiliatrice (Aosta, 20 ottobre 1922).

–         50° della morte del Servo di Dio Giuseppe Cognata (Pellaro – Reggio Calabria, 22 luglio 1972), vescovo salesiano, fondatore delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore.

–         50° della Beatificazione di Michele Rua (Roma, 29 ottobre 1972).

–         50° della morte del Venerabile Attilio Giordani (Campo Grande – Brasile, 18 dicembre 1972), Salesiano Cooperatore.

La Famiglia Salesiana intende ravvivare il grande tema della chiamata universale alla santità, valorizzando la varietà e molteplicità di vocazioni presenti nei Gruppi di questa grande Famiglia carismatica.

L’intervento completo di don Cameroni è disponibile a fondo pagina in italiano (Relazione e Presentazione sintetica) e in inglese (Relazione).

Italia – GSFS 2022: “Faremo tutto per amore, nulla per forza”

(ANS – Torino) – La sessione finale delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana è un momento più delicato: l’ampio e fervido lavoro dei gruppi regionali dei giorni precedenti deve arrivare a una sintesi che indichi le “novità” emerse e gli “intenti” per l’anno che si apre. Come Don Bosco voleva imprimere un “pensiero forte” ai suoi ragazzi, così il Rettore Maggiore oggi deve poter constatare se il filo che lega i 32 Gruppi alla comune ispirazione sia sufficientemente robusto, per assicurare l’unità dei propositi, e sufficientemente lungo, per avvolgere una realtà estesa a 134 Paesi. Il “miracolo” avviene: nel minuto e mezzo assegnato a ciascun referente, emerge che il tema è stato adeguatamente rimuginato, sia singolarmente, sia dall’insieme dei 150 partecipanti, e soprattutto che ognuno torna con un bagaglio ricco da condividere nei Gruppi.

“Siamo una famiglia grande con radici di santità – ha esordito suor Leslie del Socorro Sándigo, Consigliera Generale per la Famiglia Salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice – “abbiamo gratitudine per questi giorni in cui siamo cresciuti nel senso di appartenenza”. Le ha fatto eco suor Chiara Cazzuola, Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che nel suo audio-messaggio ha parlato “della bellezza della fraternità e del dono di speranza e di amore che ci facciamo”.

“Togliere gli intervalli tra la vita e la spiritualità, rapportarsi con gli altri da cuore a cuore, vivere lo spirito dell’amicizia con san Francesco di Sales”: i Salesiani Cooperatori, per bocca di Marina e di Andrea, faranno diventare quanto messo a fuoco in queste Giornate il tema dei cammini di formazione dei loro Gruppi. Così anche l’Associazione di Maria Ausiliatrice, per la quale Renato ha invitato “ad avere più relazione e meno cose da fare. Siamo stati richiamati all’essenziale del nostro essere cristiani, e al coraggio di evangelizzare essendo ‘disarmati’, rispettando la libertà sull’esempio di san Francesco di Sales”.

Exallievi ed exallieve hanno sottolineato la continuità con il passato, ma con grande attenzione ai nuovi segni dei tempi. “La nostra responsabilità e continuare l’opera di chi ci ha preceduto, e dobbiamo riflettere su questo passato mentre ci viene chiesto di capire il futuro” ha detto dal palco Bryan Magro, Presidente Confederale degli Exallievi di Don Bosco; mentre Maria Carmen Castillon, Presidente Confederale degli Exallievi FMA, dal Minnesota: “Non è cambiata la nostra affiliazione con la Famiglia Salesiana, e la domanda a cui vogliamo rispondere è ‘cosa direbbe oggi Don Bosco’ nelle situazioni in cui siamo”.

La Responsabile Maggiore delle Volontarie di Don Bosco ha individuato due punti: “Spiritualità e interiorità vera per servire meglio, per umanizzare le relazioni; discernere il significato della bontà per attuarlo nella pratica.”

“Difficile il lavoro di evangelizzazione nella società giapponese, difficile superare il livello della filantropia, ma continueremo a comunicare l’amore di Dio con coraggio e pazienza” ha esordito la portavoce delle Suore della Carità di Gesù, sostenuta dalla nuova Madre Generale, Madre Emiliana Park, che ha ricordato l’impegno missionario nei cinque continenti, con le nuove frontiere in Sudan del Sud e in Uganda: “Orgoglio e responsabilità anche per il sorgere di nuove professe in quei Paesi”.

Infine, un gruppo di lavoro eterogeno che comprendeva Canção Nova e le Salesiane Oblate del Sacro Cuore di Gesù ha raccomandato “l’impegno del cuore per fare passi anche piccoli, per attuare quanto seminato, guardando anche al campo sociale e politico”. Pure la Fraternità Contemplativa Maria di Nazareth ha suggerito di “considerare il mondo il nostro monastero, avendo fiducia nell’azione di Dio”.

“Quale il senso dell’informazione cattolica?”: tavola rotonda del Centro Culturale Salesiano di Roma

La Circoscrizione Italia Centrale, con la Parrocchia San Giovanni Bosco di Roma e il Centro Culturale Salesiano presentano una tavola rotonda in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Domenica 23 gennaio, dalle 12.30, in diretta sul canale Youtube della ICC e sulle pagine Facebook della Parrocchia e del CCS si svolgerà l’evento:

Tavola Rotonda: “Quale il senso dell’informazione cattolica?”
Intervengono:
Benedetta Rinaldi, Marco Tarquinio
Modera: Luciano Ghelfi
alla presenza di don Stefano Martoglio, Vicario del Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco

 

 

 

“San Francesco di Sales e l’Eucaristia”: nuovo appuntamento di “Quali salesiani per i giovani di oggi?”

Il Rettor Maggiore da pochi giorni ha inaugurato a Torino, nel museo casa don Bosco, l’anno dedicato a San Francesco di Sales nel 400° anniversario della sua morte. Il contenuto della strenna e l’approfondimento della figura del santo vescovo savoiardo durante le giornate di spiritualità della Famiglia Salesiana vissute a Torino dal 13 al 16 gennaio hanno dato il “La” all’inizio dell’anno a Lui dedicato.

In continuità con queste iniziative il Centro Studi Opera dei Tabernacoli Viventi in collaborazione con la Conferenza delle Ispettorie Salesiane dell’Italia (CISI) settore formazione promuove sabato 22 gennaio dalle ore 9 alle 10,15 in diretta sulla pagina Facebook “Don Bosco Italia” il terzo incontro del percorso “Quali Salesiani per i giovani di oggi?” sul tema “San Francesco di Sales e l’Eucaristia”.

Don Silvio Roggia intervisterà don Morand Wirth attraverso alcune domande centrali nella spiritualità salesiana: qual è il tesoro nel campo, la perla preziosa che questo centenario può regalare alla chiesa e in particolare alla famiglia salesiana? Qual è stato il posto dell’Eucaristia nella missione di Francesco di Sales? Cosa è stata l’Eucarestia per lui, per il suo cammino di vita cristiana? Come l’Eucaristia ha che fare anche con l’amore del prossimo per Francesco? Nei suoi scritti, in sintesi quali sono le luci più importanti che offre per vivere di eucaristia? Quale parentela spirituale tra Francesco di Sales e la serva di Dio salesiana cooperatrice Vera Grita?

Oltre a queste domande, ci sarà la possibilità in diretta di rivolgerne altre da parte di coloro che seguiranno l’intervista on line.

Le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2022 – Rivivi gli incontri

Di seguito si riportano i video degli incontri che si stanno svolgendo per le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2022 a Torino – Valdocco dal 13 gennaio, le quali termineranno domenica 16 gennaio subito dopo la S.Messa delle ore 12.15 presieduta dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, presso la Basilica Maria Ausiliatrice.

Gli eventi mondiali sono trasmessi in diretta da ANS sulla propria pagina Facebook e sul suo canale YouTube, in cinque lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese).

Giovedì 13 gennaio

Sessione d’apertura; presentazione delle Giornate da parte di don Joan Lluís Playà, Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana; conclusione solenne dell’anno dedicato a Don Paolo Albera; presentazione della Strenna da parte del Rettor Maggiore.

Venerdì 14 gennaio

Tavola rotonda sulla spiritualità di San Francesco di Sales da parte di vari esperti della materia; intervento di don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, sulla santità salesiana.

Sabato 15 gennaio

Condivisioni dei lavori di gruppo realizzati nei primi due giorni a livello regionale; presentazione due esperienze significative di spiritualità salesiana in azione; inaugurazione della mostra per i 400 anni dalla morte di San Francesco di Sales presso il Museo Casa Don Bosco di Torino.

Domenica 16 gennaio

Celebrazione dell’Eucaristia dalla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino, presieduta dal Rettor Maggiore, e il congedo finale.

Specialista in Terapia ricreativa: nuovo corso di studi per il CNOSFAP Ligure

Il Centro di Formazione Professionale di Genova Sampierdarena, lancia un nuovo corso di formazione in Child Play specialist che deriva dall’idea e dall’esperienza sul campo di oltre 16 anni di attività dell’Associazione Il Porto dei piccoli. Una professionalità che, su ispirazione del Child Life Specialist inglese e americano, usa la cultura del mare tipica delle attività del Porto dei piccoli, il gioco, la musica, il teatro e la pet therapy come strumenti di dialogo e di cura.

Ecco la notizia proveniente da cittàdellaspezia.it con maggiori dettagli:

Al via la selezione per il corso di formazione in Child Play specialist che deriva dall’idea e dall’esperienza sul campo di oltre 16 anni di attività dell’Associazione Il Porto dei piccoli. Si tratta di una nuova figura professionale, riconosciuta per la prima volta in Italia dalla Regione Liguria, che facilita il rapporto tra i giovani pazienti, le famiglie e il team sanitario durante il percorso della malattia. Una professionalità che, su ispirazione del Child Life Specialist inglese e americano, usa la cultura del mare tipica delle attività del Porto dei piccoli, il gioco, la musica, il teatro e la pet therapy come strumenti di dialogo e di cura.

“Come Regione Liguria non possiamo che accogliere con soddisfazione la nascita di un corso come questo che crea una figura nuova – dichiara l’assessore alla Formazione di Regione Liguria Ilaria Cavo – Si tratta di un profilo che ha una grande funzione sociale in un settore in cui c’è sempre bisogno di nuove professionalità. E’ significativo che si arrivi a tutto questo grazie a ‘Match Point’, misura innovativa lanciata da Regione nel luglio scorso a cui abbiamo complessivamente destinato 4 milioni di euro. Quella dello ‘Specialista in Terapia Ricreativa’ è una delle oltre 90 domande che abbiamo soddisfatto proponendo la formula del 50% della formazione in aula e del 50% sul campo. La proposta, nel caso specifico, risulta trasversale e ancora più efficace: si utilizzano le leve dell’inclusione sociale per creare occupazione”

Al termine del corso progettato dal centro di formazione salesiano di Sampierdarena CNOS FAP Liguria e superato l’esame finale, gli allievi conseguiranno la qualifica in Child Play specialist per operare con il Porto dei piccoli nelle principali pediatrie e strutture sociosanitarie liguri.

Le iscrizioni sono ancora aperte.

La domanda di iscrizione può essere scaricata al seguente link:

Il corso si rivolge a disoccupati, inoccupati e inattivi di età compresa tra i 18 e i 30 anni non compiuti in possesso di una laurea prioritariamente ad indirizzo psico-educativo, artistico sanitario (della riabilitazione) e prevede una durata di 600 ore, così suddivise:

Modulo di base: motivazione-orientamento e conoscenza di base (205 ore)
Modulo professionalizzante (95 ore);
Tirocinio curriculare (300 ore).
Il tirocinio si terrà presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, le pediatrie dei principali ospedali e le strutture sociosanitarie pubbliche e private liguri.

Per info: https://www.cnosfap.it – 0104694493

Portare il mare a tutti i bambini ricoverati in ospedale attraverso un percorso di gioco e conoscenza guidato da operatori e volontari formati con l’obiettivo primario di avvicinarli alla cultura del mare e del porto, distrandoli dalla malattia: questa è la mission de Il Porto di piccoli ONLUS, Associazione nata nel 2005 da un’idea di Gloria Camurati Leonardi e che, partendo dall’Istituto Gaslini di Genova, ha coinvolto più di 10.000 bambini tra Liguria, Piemonte, Toscana, Lombardia, Emilia, Roma e Malta, per far rete con le realtà locali e portare gioia e serenità a tutti i bimbi in terapia, anche dove il mare non c’è.

Ricerche Storiche Salesiane n° 77

È stato pubblicato il numero 77 (luglio-dicembre 2021) di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista bimestrale di Storia religiosa e civile, pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS). In questa seconda pubblicazione della rivista del 2021 – anno che è stato dedicato a Don Paolo Albera, a motivo del centenario della sua morte – tutti e tre i saggi sono dedicati alla figura del II Successore di Don Bosco. A seguire, l’articolo a cura di InfoAns.

La rivista accoglie, nel settore STUDI, i saggi:

L’articolo La risposta salesiana al problema dei “poveri figli della strada” durante il rettorato di don Albera. Le richieste di apertura di case salesiane dal Nord-Italia nel periodo 1910-1921. Seconda parte è il frutto della ricerca di Paolo Vaschetto. La seconda parte dell’articolo sulle domande di aperture di case salesiane nel periodo del Rettorato di Don Paolo Albera (1910-1921) descrive come venivano percepite da diversi interlocutori le tipiche opere salesiane come l’oratorio, il collegio, la scuola d’arti e mestieri e l’orfanotrofio. L’oratorio, ancor prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, era ormai conosciuto ed apprezzato come un’opera organizzata e funzionale per l’educazione integrale dei giovani. Il Collegio era visto, dagli adulti, come un’esperienza da promuovere tra i giovani per proteggerli dall’azione di molteplici avversari della Chiesa e dell’educazione cristiana. La scuola d’arti e mestieri sembrava possedere i requisiti migliori per rispondere ai bisogni sociali di un’epoca di profonde trasformazioni e di forte crisi derivante dal conflitto mondiale. L’orfanotrofio, infine, rispondeva ad un’esigenza pressante di cura di bambini in enorme necessità, un bisogno avvertito in ogni nazione. La risposta della Congregazione salesiana fu quindi multiforme e coraggiosa ed ogni religioso fu impegnato in questa grandiosa opera di ricostruzione della società a partire dalle giovani generazioni.

Il secondo articolo Orientamenti di vita spirituale nelle circolari di don Paolo Albera ai salesiani soldati durante la Grande Guerra è di don Aldo Giraudo. Le 32 lettere mensili inviate, tra 19 marzo 1916 e 24 dicembre 1918, da Don Paolo Albera ai salesiani chiamati alle armi durante la Prima Guerra Mondiale avevano lo scopo di sostenere il morale dei salesiani e alimentare il loro senso di appartenenza, riformulando, nei nuovi scenari, i tratti caratterizzanti dell’identità vocazionale propria. Esse sono anche riflesso dell’animo del Superiore, ne restituiscono la percezione degli eventi, la sensibilità e la fede, le convinzioni e le preoccupazioni, la sua visione della missione salesiana. Si può dire che rappresentino un’incisiva sintesi del suo magistero spirituale e carismatico. Il presente studio le analizza per identificare i nodi centrali della proposta spirituale presentata da Don Albera ai salesiani e le connotazioni essenziali dello spirito di un vero salesiano, che egli riassume in tre qualità: “la grande attività nel bene, l’ardente amor di Dio e l’inalterabile dolcezza col prossimo”. Quest’accentuazione, squisitamente spirituale, ma non disgiungibile dal fervore apostolico e dalla passione educativa, risulta la nota caratterizzante dell’immagine di Don Bosco e del carisma salesiano che Don Albera costantemente volle offrire ai suoi confratelli.

Nell’ultimo articolo di questo settore, don Morand Wirth indaga sui Salesiani soldati durante la Grande Guerra secondo le lettere francesi a Don Albera. L’Archivio Centrale della Congregazione Salesiana conserva una o più lettere indirizzate al Rettor Maggiore Don Albera provenienti da una quarantina di confratelli francesi e belgi mobilitati durante la Prima Guerra Mondiale. Testimoniano un rapporto di fiducia con Don Albera, primo Ispettore della Francia, dal 1881 al 1892. Queste lettere raccontano la situazione senza precedenti e spesso ad alto rischio che stanno vivendo. Ciò che caratterizza i salesiani è la loro nuova mistica del dovere patriottico; tuttavia due di loro esprimono apertamente le lotte interiori della loro coscienza cristiana. Se la guerra ha cambiato il loro modo di vivere, la missione continua in altra forma, la vita spirituale del soldato salesiano è chiamata ad approfondirsi, così come la fedeltà alla vocazione, alla congregazione e a Don Bosco, proclamato venerabile nel 1907, e di cui tutti desiderano la beatificazione.

Nel settore FONTI è presentato un testo originale:

L’edizione critica del testo Relazione di don Paolo Albera a don Domenico Belmonte sul primo viaggio di don Michele Rua in Palestina (1895) è curata da don Aldo Giruado. Tra febbraio e marzo 1895 si svolse il primo viaggio di Don Rua in Palestina. Scopo principale era la visita alle tre comunità di Betlemme, Cremisan e Beitgemal, fondate dal canonico Antonio Belloni e passate nel 1891, col loro fondatore e parte dei membri della Congregazione dei Fratelli della Santa Famiglia da lui istituita, alla Società salesiana. A sostegno delle tre opere, tra 1891 e 1894, erano già stati inviati alcuni Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. Superate le iniziali difficoltà col Patriarcato di Gerusalemme e con la Congregazione di Propaganda Fide, permanevano problemi pratici, alcuni di carattere economico, altri di indole relazionale e pedagogica. Dopo le visite annuali di alcuni delegati, si erano create le condizioni per la visita ufficiale del Rettor Maggiore, accompagnato da Paolo Albera, all’epoca Direttore spirituale della Congregazione Salesiana. Salparono da Marsiglia il 16 febbraio, fecero tappa ad Alessandria d’Egitto e sbarcarono a Giaffa il giorno 28. Si fermarono in Palestina fino al 20 marzo, visitando le opere di Betlemme, Cremisan e Beitgemal e parlando coi singoli religiosi; a Gerusalemme incontrarono le autorità religiose e consolari; furono anche a Nazaret, ove si era acquistato un terreno per una nuova opera. Don Albera fece un’accurata relazione del viaggio, ricca di particolari e di impressioni personali, in cinque lettere indirizzate al Prefetto Generale, don Domenico Belmonte. Qui si restituisce l’edizione critica di queste corrispondenze che rivestono una particolare rilevanza per le informazioni contenute a riguardo delle opere e dei salesiani e le osservazioni sull’ambiente storico e geografico in generale, ma anche per comprendere la sensibilità e la visione di Don Albera.

Nel settore PROFILI viene presentato un saggio di Hendry Selvaraj Dominic: Ignacy Muttu (1879-1967): the First Indian Salesian Priest.

Nel settore NOTA vi sono due contributi. Il primo è di don Thomas Anchukandam: The “Kerala Element” in the Growth and Spread of the Salesian Congregation in India e il secondo di don Francesco Motto: Forme di comunicazione interpersonale e sociale nella Valdocco di don Bosco.

Nel settore Recensioni sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane:

Stanisław Wilk, Nadzwyczajne uprawnienia Prymasa Polski Augusta kard. Hlonda w świetle dokumentów Stolicy Apostolskiej / Die Sondervollmachten des polnischen Primas August Hlond im Lichte der Dokumente des Heiliges Stuhls [Gli straordinari poteri del primate di Polonia, Augusto, card. Hlond alla luce dei documenti della Santa Sede]. Lublin, Towarzystwo Naukowe Katolickiego Uniwersytetu Lubelskiego Jana Pawła II 2020;

Maria Andrea Nicoletti, Patagonia: misiones, poder y territorio (1879-1930). Bertal, Universidad Nacional de Quilmes Editorial 2020;

Jarosław Wąsowicz (a cura di), Listy z KL Dachau Wiktora Jacewicza SDB [Lettere da KL Dachau di Wiktor Jacewicz SDB]. Opracowanie dokumentów Jacek Brakowski, Krzysztof Kolasa, Rafał Sierchuła, Jarosław Wąsowicz. Poznań, Instytut Pamięci Narodowej – Komisja Ścigania Zbrodni przeciwko Narodowi Polskiemu. Oddział w Poznaniu 2020;

Alasdair Richardson, The Salesian Martyrs of Auschwitz. Bolton, Don Bosco Publications 2021;

Pietro Zovatto, Mons. Paolo Lino Zovatto (1910-1971). Tra ricordi personali e storia paleocristiana. Trieste, Luglio Editore 2021;

Ferruccio Pallavera, Ho fatto cristiano il papa. Don Enrico Pozzoli, il missionario salesiano che ha battezzato papa Francesco. Prefazione di Maurizio Malvestiti. Roma, Libreria Editrice Vaticana (2021).

Nel settore Segnalazioni si presentano i seguenti libri:

Maria Vanda Penna – Piera Cavaglià, La nobiltà del cuore. Madre Laura Maraviglia FMA. Roma, Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice 2021;

Marek Rybiński, Come mai? Un salesiano prete in Tunisia. Torino, Editrice Elledici 2021.

Servizio Civile all’estero con i Salesiani: 63 posti disponibili in Brasile, Africa ed Europa

Con i Salesiani si può svolgere un anno di servizio civile anche all’estero: Salesiani per il Sociale e VIS mettono a disposizione 63 posti in Brasile, Angola, Namibia, Ghana, Senegal e in Europa in Albania e Spagna. I posti sono così suddivisi:

  • 6 progetti Salesiani per il Sociale per 53 posti
  • 3 progetti VIS per 10 posti
  • I progetti, tutti di 12 mesi, si situano nel campo dell’educazione, formazione e cooperazione allo sviluppo, accanto a minori e giovani in situazione di svantaggio socio-culturale ed economico, a rischio devianza e di emarginazione sociale
  • Per i volontari in servizio è previsto un compenso economico mensile compreso tra i 700 e gli 850 euro, sono inoltre coperte le spese di vitto e alloggio.

Biblioteca Digitale Salesiana: musica per le feste salesiane di gennaio, e non solo

La Biblioteca Digitale Salesiana (SDL, nel suo acronimo inglese) ospita numerosi materiali utili e d’interesse sopratutto per il mese di gennaio. Da un semplice sguardo alla pagina di riferimento su SDL si possono trovare Inni e Canoni (Mantras), o brevi responsori per le varie figure di santità già elencate. Di seguito l’articolo ANS.

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Gennaio è il mese più impegnativo per le celebrazioni salesiane dei Santi e Beati della Famiglia Salesiana. Si comincia con il Beato Titus Zeman, l’8 gennaio, e si prosegue poi con il Beato Luigi Variara, il 15; la Beata Laura Vicuña, il 22; e San Francesco di Sales, il 24 – particolarmente importante in quest’anno in cui su celebra il 400° anniversario della sua morte –. E non è finita qui: perché il 30 quest’anno cade di domenica, ma non bisogna dimenticare il Beato Bronislaw Markiewicz; e, ovviamente, il 31 si celebra San Giovanni Bosco!

Bene, forse non tutti i lettori sono consapevoli che in rete sono disponibili dei brani musicali per il proprio liturgico di ognuna di queste figure di santità.

La Biblioteca Digitale Salesiana (SDL, nel suo acronimo inglese), infatti, ospita numerosi materiali utili in tal senso. Attualmente la selezione più ricca è indubbiamente quella per i lettori/cantori di lingua inglese, seguita dalla collezione di brani in italiano. Le versioni in altre lingue sono invece ancora da popolare, ma questa può essere proprio l’opportunità per favorire la condivisione di simili materiali, inviandoli all’amministratore del sito SDB.org – admin@sdb.org

Intanto, da un semplice sguardo alla pagina di riferimento su SDL si possono trovare Inni e Canoni (Mantras), o brevi responsori per le varie figure di santità già elencate.

Le melodie, e occasionalmente le armonie, elencate nella sezione inglese sono tutte opera di “un salesiano”, come predilige definirsi l’autore, preferendo rimanere in incognito per non distogliere in alcun modo l’attenzione dal dare gloria a Dio attraverso la sua abilità musicale. La sua speranza è che questo suo servizio incoraggi altri, in inglese o in qualsiasi altra lingua, che hanno scritto musica “salesiana”, a condividere i loro sforzi.

Mentre i materiali per gennaio sono già stati completamente inseriti in questa raccolta, e nonostante il fatto che le altre musiche per le altre celebrazioni successive siano già pronte, i brani per le memorie dei prossimi mesi devono essere ancora caricati sul sito.

I lettori sono invitati a frequentare con regolarità la Biblioteca Digitale Salesiana, e in particolare la sezioni relative ai documenti musicali, per trovare di volta in volta le novità che verranno progressivamente messe a disposizione.

Papa Francesco: il messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2022

Nella Solennità dell’Epifania, Papa Francesco ha rilasciato il Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2022 che si celebrerà domenica 23 ottobre sul tema “Di me sarete testimoni” (At 1,8), facendo riferimento all’ultimo colloquio di Gesù Risorto con i suoi discepoli, prima di ascendere al Cielo. Il Papa analizza i diversi segmenti di questo versetto per illustrare il fondamento, i fini e le modalità d’azione di ogni missionario.

Di seguito il messaggio del Santo Padre.

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Cari fratelli e sorelle!

Queste parole appartengono all’ultimo colloquio di Gesù Risorto con i suoi discepoli, prima di ascendere al Cielo, come descritto negli Atti degli Apostoli: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (1,8). E questo è anche il tema della Giornata Missionaria Mondiale 2022, che come sempre ci aiuta a vivere il fatto che la Chiesa è per sua natura missionaria. Quest’anno essa ci offre l’occasione di commemorare alcune ricorrenze rilevanti per la vita e missione della Chiesa: la fondazione, 400 anni fa, della Congregazione de Propaganda Fide – oggi per l’Evangelizzazione dei Popoli – e, 200 anni fa, dell’Opera della Propagazione della Fede, che, insieme all’Opera della Santa Infanzia e all’Opera di San Pietro Apostolo, 100 anni fa hanno ottenuto il riconoscimento di “Pontificie”.

Fermiamoci su queste tre espressioni-chiave che riassumono i tre fondamenti della vita e della missione dei discepoli: «Mi sarete testimoni», «fino ai confini della terra» e «riceverete la forza dallo Spirito Santo».

1. «Di me sarete testimoni» – La chiamata di tutti i cristiani a testimoniare Cristo

È il punto centrale, il cuore dell’insegnamento di Gesù ai discepoli in vista della loro missione nel mondo. Tutti i discepoli saranno testimoni di Gesù grazie allo Spirito Santo che riceveranno: saranno costituiti tali per grazia. Ovunque vadano, dovunque siano. Come Cristo è il primo inviato, cioè missionario del Padre (cfr Gv 20,21) e, in quanto tale, è il suo “testimone fedele” (cfr Ap 1,5), così ogni cristiano è chiamato a essere missionario e testimone di Cristo. E la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testimonianza a Cristo. L’identità della Chiesa è evangelizzare.

Una rilettura d’insieme più approfondita ci chiarisce alcuni aspetti sempre attuali per la missione affidata da Cristo ai discepoli: «Di me sarete testimoni». La forma plurale sottolinea il carattere comunitario-ecclesiale della chiamata missionaria dei discepoli. Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto particolare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato. Come insegnava San Paolo VI nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, documento a me molto caro: «Evangelizzare non è mai per nessuno un atto individuale e isolato, ma profondamente ecclesiale. Allorché il più sconosciuto predicatore, catechista o pastore, nel luogo più remoto, predica il Vangelo, raduna la sua piccola comunità o amministra un Sacramento, anche se si trova solo compie un atto di Chiesa, e il suo gesto è certamente collegato mediante rapporti istituzionali, ma anche mediante vincoli invisibili e radici profonde dell’ordine della grazia, all’attività evangelizzatrice di tutta la Chiesa» (n. 60). Infatti, non a caso il Signore Gesù ha mandato i suoi discepoli in missione a due a due; la testimonianza dei cristiani a Cristo ha un carattere soprattutto comunitario. Da qui l’importanza essenziale della presenza di una comunità, anche piccola, nel portare avanti la missione.

In secondo luogo, ai discepoli è chiesto di vivere la loro vita personale in chiave di missione: sono inviati da Gesù al mondo non solo per fare la missione, ma anche e soprattutto per vivere la missione a loro affidata; non solo per dare testimonianza, ma anche e soprattutto per essere testimoni di Cristo. Come dice l’apostolo Paolo con parole davvero commoventi: «Portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo» (2 Cor 4,10). L’essenza della missione è il testimoniare Cristo, vale a dire la sua vita, passione, morte, e risurrezione per amore del Padre e dell’umanità. Non è un caso che gli Apostoli abbiano cercato il sostituto di Giuda tra coloro che, come loro, erano stati testimoni della sua resurrezione (cfr At 1,22). È Cristo, e Cristo risorto, Colui che dobbiamo testimoniare e la cui vita dobbiamo condividere. I missionari di Cristo non sono inviati a comunicare sé stessi, a mostrare le loro qualità e capacità persuasive o le loro doti manageriali. Hanno, invece l’altissimo onore di offrire Cristo, in parole e azioni, annunciando a tutti la Buona Notizia della sua salvezza con gioia e franchezza, come i primi apostoli.

Perciò, in ultima analisi, il vero testimone è il “martire”, colui che dà la vita per Cristo, ricambiando il dono che Lui ci ha fatto di Sé stesso. «La prima motivazione per evangelizzare è l’amore di Gesù che abbiamo ricevuto, l’esperienza di essere salvati da Lui che ci spinge ad amarlo sempre di più» (Evangelii gaudium, 264).

Infine, a proposito della testimonianza cristiana, rimane sempre valida l’osservazione di San Paolo VI: «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni» (Evangelii nuntiandi, 41). Perciò è fondamentale, per la trasmissione della fede, la testimonianza di vita evangelica dei cristiani. D’altra parte, resta altrettanto necessario il compito di annunciare la sua persona e il suo messaggio. Infatti, lo stesso Paolo VI così prosegue: «Sì, è sempre indispensabile la predicazione, questa proclamazione verbale di un messaggio. […] La parola resta sempre attuale, soprattutto quando è portatrice della potenza di Dio. Per questo resta ancora attuale l’assioma di S. Paolo: “La fede dipende dalla predicazione” (Rm 10,17): è appunto la Parola ascoltata che porta a credere» (ibid., 42).

Nell’evangelizzazione, perciò, l’esempio di vita cristiana e l’annuncio di Cristo vanno insieme. L’uno serve all’altro. Sono i due polmoni con cui deve respirare ogni comunità per essere missionaria. Questa testimonianza completa, coerente e gioiosa di Cristo sarà sicuramente la forza di attrazione per la crescita della Chiesa anche nel terzo millennio. Esorto pertanto tutti a riprendere il coraggio, la franchezza, quella parresia dei primi cristiani, per testimoniare Cristo con parole e opere, in ogni ambiente di vita.

2. «Fino ai confini della terra» – L’attualità perenne di una missione di evangelizzazione universale

Esortando i discepoli a essere i suoi testimoni, il Signore risorto annuncia dove essi sono inviati: «A Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). Emerge ben chiaro qui il carattere universale della missione dei discepoli. Si mette in risalto il movimento geografico “centrifugo”, quasi a cerchi concentrici, da Gerusalemme, considerata dalla tradizione giudaica come centro del mondo, alla Giudea e alla Samaria, e fino “all’estremità della terra”. Non sono mandati a fare proselitismo, ma ad annunciare; il cristiano non fa proselitismo. Gli Atti degli Apostoli ci raccontano questo movimento missionario: esso ci dà una bellissima immagine della Chiesa “in uscita” per compiere la sua vocazione di testimoniare Cristo Signore, orientata dalla Provvidenza divina mediante le concrete circostanze della vita. I primi cristiani, in effetti, furono perseguitati a Gerusalemme e perciò si dispersero in Giudea e Samaria e testimoniarono Cristo dappertutto (cfr At 8,1.4).

Qualcosa di simile ancora accade nel nostro tempo. A causa di persecuzioni religiose e situazioni di guerra e violenza, molti cristiani sono costretti a fuggire dalla loro terra verso altri Paesi. Siamo grati a questi fratelli e sorelle che non si chiudono nella sofferenza ma testimoniano Cristo e l’amore di Dio nei Paesi che li accolgono. A questo li esortava San Paolo VI considerando la «responsabilità che spetta agli emigranti nei Paesi che li ricevono» (Evangelii nuntiandi, 21). In effetti, sempre più sperimentiamo come la presenza dei fedeli di varie nazionalità arricchisce il volto delle parrocchie e le rende più universali, più cattoliche. Di conseguenza, la cura pastorale dei migranti è un’attività missionaria da non trascurare, che potrà aiutare anche i fedeli locali a riscoprire la gioia della fede cristiana che hanno ricevuto.

L’indicazione “fino ai confini della terra” dovrà interrogare i discepoli di Gesù di ogni tempo e li dovrà spingere sempre ad andare oltre i luoghi consueti per portare la testimonianza di Lui. Malgrado tutte le agevolazioni dovute ai progressi della modernità, esistono ancora oggi zone geografiche in cui non sono ancora arrivati i missionari testimoni di Cristo con la Buona Notizia del suo amore. D’altra parte, non ci sarà nessuna realtà umana estranea all’attenzione dei discepoli di Cristo nella loro missione. La Chiesa di Cristo era, è e sarà sempre “in uscita” verso i nuovi orizzonti geografici, sociali, esistenziali, verso i luoghi e le situazioni umane “di confine”, per rendere testimonianza di Cristo e del suo amore a tutti gli uomini e le donne di ogni popolo, cultura, stato sociale. In questo senso, la missione sarà sempre anche missio ad gentes, come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, perché la Chiesa dovrà sempre spingersi oltre, oltre i propri confini, per testimoniare a tutti l’amore di Cristo. Vorrei in proposito ricordare e ringraziare i tanti missionari che hanno speso la vita per andare “oltre”, incarnando la carità di Cristo verso i tanti fratelli e sorelle che hanno incontrato.

3. «Riceverete la forza dallo Spirito Santo» – Lasciarsi sempre fortificare e guidare dallo Spirito

Annunciando ai discepoli la loro missione di essere suoi testimoni, Cristo risorto ha promesso anche la grazia per una così grande responsabilità: «Riceverete la forza dello Spirito Santo e di me sarete testimoni» (At 1,8). Effettivamente, secondo il racconto degli Atti, proprio in seguito alla discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù è avvenuta la prima azione di testimoniare Cristo, morto e risorto, con un annuncio kerigmatico, il cosiddetto discorso missionario di San Pietro agli abitanti di Gerusalemme. Così comincia l’era dell’evangelizzazione del mondo da parte dei discepoli di Gesù, che erano prima deboli, paurosi, chiusi. Lo Spirito Santo li ha fortificati, ha dato loro coraggio e sapienza per testimoniare Cristo davanti a tutti.

Come «nessuno può dire: “Gesù è Signore”, se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1 Cor 12,3), così nessun cristiano potrà dare testimonianza piena e genuina di Cristo Signore senza l’ispirazione e l’aiuto dello Spirito. Perciò ogni discepolo missionario di Cristo è chiamato a riconoscere l’importanza fondamentale dell’agire dello Spirito, a vivere con Lui nel quotidiano e a ricevere costantemente forza e ispirazione da Lui. Anzi, proprio quando ci sentiamo stanchi, demotivati, smarriti, ricordiamoci di ricorrere allo Spirito Santo nella preghiera, la quale – voglio sottolineare ancora – ha un ruolo fondamentale nella vita missionaria, per lasciarci ristorare e fortificare da Lui, sorgente divina inesauribile di nuove energie e della gioia di condividere con gli altri la vita di Cristo. «Ricevere la gioia dello Spirito è una grazia. Ed è l’unica forza che possiamo avere per predicare il Vangelo, per confessare la fede nel Signore» (Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie, 21 maggio 2020). Così è lo Spirito il vero protagonista della missione: è Lui a donare la parola giusta al momento giusto nel modo giusto.

È alla luce dell’azione dello Spirito Santo che vogliamo leggere anche gli anniversari missionari di questo 2022. L’istituzione della Sacra Congregazione de propaganda fide, nel 1622, fu motivata dal desiderio di promuovere il mandato missionario in nuovi territori. Un’intuizione provvidenziale! La Congregazione si è rivelata cruciale per rendere la missione evangelizzatrice della Chiesa veramente tale, indipendente cioè dalle ingerenze dei poteri mondani, al fine di costituire quelle Chiese locali che oggi mostrano tanto vigore. Ci auguriamo che, come nei quattro secoli passati, la Congregazione, con la luce e la forza dello Spirito, continui e intensifichi il suo lavoro nel coordinare, organizzare, animare le attività missionarie della Chiesa.

Lo stesso Spirito, che guida la Chiesa universale, ispira anche uomini e donne semplici per missioni straordinarie. Ed è stato così che una ragazza francese, Pauline Jaricot, ha fondato esattamente 200 anni fa l’Associazione della Propagazione della Fede; la sua beatificazione si celebra in quest’anno giubilare. Pur in condizioni precarie, lei accolse l’ispirazione di Dio per mettere in moto una rete di preghiera e colletta per i missionari, in modo che i fedeli potessero partecipare attivamente alla missione “fino ai confini della terra”. Da questa idea geniale nacque la Giornata Missionaria Mondiale che celebriamo ogni anno, e la cui colletta in tutte le comunità è destinata al fondo universale con il quale il Papa sostiene l’attività missionaria.

In questo contesto ricordo anche il Vescovo francese Charles de Forbin-Janson, che iniziò l’Opera della Santa Infanzia per promuovere la missione tra i bambini con il motto “I bambini evangelizzano i bambini, i bambini pregano per i bambini, i bambini aiutano i bambini di tutto il mondo”; come pure la signora Jeanne Bigard, che diede vita all’Opera di San Pietro Apostolo per il sostegno dei seminaristi e dei sacerdoti in terra di missione. Queste tre Opere missionarie sono state riconosciute come “pontificie” proprio cent’anni fa. Ed è stato pure sotto l’ispirazione e la guida dello Spirito Santo che il Beato Paolo Manna, nato 150 anni or sono, fondò l’attuale Pontificia Unione Missionaria per sensibilizzare e animare alla missione i sacerdoti, i religiosi e le religiose e tutto il popolo di Dio. Di quest’ultima Opera fece parte lo stesso Paolo VI, che le diede il riconoscimento pontificio. Menziono queste quattro Pontificie Opere Missionarie per i loro grandi meriti storici e anche per invitarvi a gioire con esse in questo anno speciale per le attività svolte a sostegno della missione evangelizzatrice nella Chiesa universale e in quelle locali. Auspico che le Chiese locali possano trovare in queste Opere un solido strumento per alimentare lo spirito missionario nel Popolo di Dio.

Cari fratelli e sorelle, continuo a sognare la Chiesa tutta missionaria e una nuova stagione dell’azione missionaria delle comunità cristiane. E ripeto l’auspicio di Mosè per il popolo di Dio in cammino: «Fossero tutti profeti nel popolo del Signore!» (Nm 11,29). Sì, fossimo tutti noi nella Chiesa ciò che già siamo in virtù del battesimo: profeti, testimoni, missionari del Signore! Con la forza dello Spirito Santo e fino agli estremi confini della terra. Maria, Regina delle missioni, prega per noi!

Roma, San Giovanni in Laterano, 6 gennaio 2022, Epifania del Signore.

FRANCESCO