Salesiani per il sociale, da Napoli riparte il cammino della rete nazionale

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa a cura di Salesiani per il sociale.

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Si è conclusa a Napoli, presso l’Istituto Salesiano Don Bosco, l’Assemblea nazionale 2026 di Salesiani per il sociale, dedicata al tema “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Dal 5 al 7 giugno con centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia, l’appuntamento si è confermato un importante momento di confronto, discernimento e corresponsabilità per il futuro della missione salesiana nel sociale.

Nel corso dei lavori è stato approvato con una larghissima maggioranza il Documento programmatico 2026-2029, insieme al Bilancio sociale 2025 e al Bilancio di esercizio 2025. 

«L’Assemblea nazionale si conclude con un risultato che va oltre il dato delle votazioni. La quasi unanime approvazione dei documenti esprime una visione condivisa e una forte assunzione di responsabilità – dichiara il presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite. Da Napoli ripartiamo più uniti, consapevoli che educare alla giustizia sociale significa costruire insieme opportunità, diritti e futuro per i giovani più fragili. Una Rete che sceglie di camminare insieme è una Rete capace di generare cambiamento».

Una rete che sceglie di camminare insieme

L’Assemblea si è aperta con la testimonianza di Alice del Forum Giovani di Salesiani per il sociale, che ha raccontato il proprio percorso di crescita nato dall’esperienza del Servizio Civile. Il suo intervento ha messo in luce il valore di comunità educative capaci di accogliere, ascoltare e responsabilizzare i giovani. La presenza dei ragazzi e delle ragazze del Forum Giovani, provenienti da diverse regioni italiane, ha rappresentato un segno concreto di partecipazione, cittadinanza attiva e corresponsabilità. Dopo il Servizio Civile, molti di loro hanno scelto di continuare il proprio impegno nella rete come volontari, restando protagonisti accanto ai minori e ai coetanei più vulnerabili.

A seguire i saluti istituzionali di don Gianpaolo Roma, Ispettore Italia Meridionale, don Giuseppe Russo, Presidente territoriale Salesiani per il sociale Italia Meridionale, e don Elio Cesari, Direttore del Centro Nazionale Opere Salesiane. Ha portato il suo saluto all’Assemblea anche don Giorgio de Giorgi, Ispettore nominato della Circoscrizione speciale Piemonte e Valle D’Aosta. Nei loro interventi è stato sottolineato il valore dell’educazione salesiana come risposta concreta alle nuove fragilità sociali e come contributo fondamentale alla costruzione del bene comune, attraverso la promozione dei diritti, della partecipazione e dell’inclusione delle giovani generazioni.

La relazione del presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite ha richiamato con forza il senso dell’Assemblea “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Educare, oggi, significa stare dalla parte dei giovani più fragili, leggere le cause delle disuguaglianze e contribuire a trasformarle. La relazione ha ribadito l’identità di Salesiani per il sociale come Rete associativa APS: un soggetto collettivo chiamato a rappresentare i territori, coordinare le esperienze, promuovere sviluppo e incidere sulle politiche sociali ed educative. Nel solco del Sistema Preventivo di don Bosco, la Rete è chiamata a passare sempre più dall’essere insieme all’agire come uno, facendo dell’educazione una scelta evangelica, sociale e pubblica.

Accanto ai momenti assembleari, ampio spazio è stato dedicato al confronto tra i partecipanti attraverso gruppi di lavoro, dialoghi e interventi che hanno permesso di condividere esperienze, buone pratiche e prospettive per il futuro. Particolarmente significativa è stata anche la visita guidata all’Opera Don Bosco di Napoli, accompagnata dal direttore don Fabio Bellino, occasione per conoscere da vicino una realtà che continua a essere presidio educativo e sociale per il territorio.

Dal Rione Sanità una storia di speranza

Uno dei momenti più intensi dell’Assemblea è stata la visita alle Catacombe di San Gaudioso e al Rione Sanità, accompagnata dall’incontro con don Antonio Loffredo. L’esperienza della Sanità ha offerto una testimonianza concreta di come sia possibile trasformare fragilità, marginalità e degrado in opportunità di sviluppo, cultura, lavoro e protagonismo giovanile, attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità e delle nuove generazioni.

La Celebrazione Eucaristica conclusiva, presieduta da don Silvio Zanchetta, Consigliere Ispettore delegato CISI, ha affidato il cammino della rete alla luce del Vangelo e al carisma educativo di Don Bosco.

Appartenenza, sostenibilità e giustizia sociale

Nelle conclusioni dell’Assemblea, don Francesco Preite ha consegnato alla rete tre parole chiave che guideranno il cammino dei prossimi anni: appartenenza, sostenibilità e giustizia sociale.

«Abbiamo scelto di essere una Rete che non si limita a gestire servizi, ma che vuole essere presenza educativa, voce pubblica e alleanza sociale a favore dei giovani più fragili. Una Rete capace di coniugare carisma salesiano, diritti, partecipazione e bene comune, dentro l’orizzonte della Costituzione italiana e delle sfide del nostro tempo»

ha affermato il presidente nazionale don Francesco Preite.

Il sogno di Don Bosco continua

A fare da filo rosso all’intera Assemblea è stato il richiamo al carisma di Don Bosco e al Sistema Preventivo, riletti oggi come proposta di giustizia sociale e risposta concreta alle disuguaglianze educative e sociali.

Da Napoli la Rete associativa riparte con una responsabilità rinnovata, trasformare le parole condivise in scelte concrete, i documenti approvati in azioni, le alleanze costruite in opportunità reali per i giovani più fragili.

Perché, oggi come ai tempi di Don Bosco, educare significa generare speranza, dignità e futuro.

I Comunicatori Salesiani d’Europa riuniti a Cracovia: “Costruire Comunione nel mondo digitale”

Notizia a cura di InfoANS.

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In un clima di fraternità, riflessione strategica e profonda comunione ecclesiale, si è svolto a Cracovia l’Incontro Regionale della Comunicazione Sociale Salesiana dell’Europa, che ha riunito i Delegati Ispettoriali per la Comunicazione Sociale provenienti da numerose realtà del continente.

Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti delle Ispettorie di Cracovia (PLS), Piła (PLN), Varsavia (PLE), Slovenia (SLO), Croazia (CRO), Repubblica Ceca (CEP), Malta (MLT), Austria (AUS), Belgio Nord e Paesi Bassi (BEN), Gran Bretagna (GBR), Germania (GER), Piemonte (ICP) e della Circoscrizione Speciale di Roma (ICC).

Presenti anche don Fidel Orendain SDB, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, e don Ricardo Campoli SDB, membro del Settore e referente per i delegati dell’America e dell’Europa.

L’incontro si è svolto presso il Seminarium Salesiano di Cracovia, casa di formazione e sede degli uffici ispettoriali, un luogo che ha favorito un’esperienza intensa di condivisione e discernimento.

Una Comunicazione che nasce dall’Eucaristia

Ogni giornata è iniziata con la celebrazione dell’Eucaristia insieme ai salesiani in formazione, segno concreto che la comunicazione salesiana affonda le sue radici nell’ascolto della Parola e nell’incontro personale con Cristo.

Nel suo intervento introduttivo, don Fidel Orendain ha offerto una lettura della situazione attuale della Comunicazione Sociale nella Congregazione, alla luce degli ultimi Capitoli Generali e in particolare del CG29. Ha invitato i delegati a vivere la comunicazione non come semplice ambito tecnico o operativo, ma come dimensione trasversale della missione salesiana, capace di animare ogni settore dell’opera educativa e pastorale.

Condivisione di esperienze e sfide comuni

Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato lo spazio dedicato alle presentazioni delle diverse ispettorie. Sono emerse esperienze significative nel campo dei media digitali, della produzione audiovisiva, della formazione dei giovani comunicatori e della gestione dei social network.

Accanto alle buone pratiche, non sono mancate le sfide: sostenibilità dei progetti, formazione continua degli operatori, coordinamento strategico e necessità di una visione condivisa a livello europeo.

Intelligenza artificiale: opportunità e responsabilità

Mercoledì 3 giugno i partecipanti hanno seguito online l’intervento dell’esperto di tecnologie informatiche e intelligenza artificiale Marcin Dudek. Il suo contributo ha offerto una panoramica sulle tecnologie emergenti, mettendo in evidenza opportunità, rischi e responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale.

È emersa con chiarezza la necessità di un discernimento etico: gli strumenti digitali possono diventare preziosi alleati della missione educativa ed evangelizzatrice, purché siano utilizzati con competenza, responsabilità e fedeltà al carisma salesiano.

Nel pomeriggio si è affrontato il tema della comunicazione nelle situazioni di crisi. Il confronto ha permesso di condividere esperienze concrete e di riflettere sull’importanza di una comunicazione tempestiva, trasparente e coordinata.

Progetti digitali e visione per il futuro

Il 4 giugno don Andrei Munteanu SDB, membro del Settore per la Comunicazione Sociale e responsabile di Don Bosco Online e del sito web della Congregazione, ha presentato i progetti in corso e le prospettive future legate allo sviluppo degli strumenti digitali al servizio della missione globale salesiana.

Successivamente, don Fidel Orendain ha presentato il manifesto elaborato durante l’incontro: un documento che raccoglie convinzioni e impegni condivisi dai partecipanti per rispondere alle sfide culturali e comunicative del contesto europeo contemporaneo.

Le sessioni si sono concluse con una celebrazione ispirata alla Parola di Dio, che ha richiamato la dimensione spirituale della comunicazione come servizio ai giovani, specialmente ai più poveri e vulnerabili.

In Comunione con i nuovi Beati

L’incontro è stato ulteriormente arricchito dal contesto straordinario della beatificazione dei nove salesiani martiri polacchi, celebrata il 6 giugno presso il Santuario di San Giovanni Paolo II. I partecipanti hanno anche assistito alla proiezione speciale del documentario Passione – l’inizio della santità, realizzato dall’Ispettoria di Cracovia, che ripercorre il cammino verso il martirio di Jan Świerc e Compagni.

La testimonianza dei nuovi Beati ha rappresentato un forte richiamo alla coerenza e alla fedeltà, anche nel campo della comunicazione: annunciare il Vangelo con coraggio, anche quando il contesto culturale è complesso o ostile.

Costruire comunione

Al termine dei lavori, i partecipanti hanno sottolineato che la comunicazione salesiana non consiste soltanto nel produrre contenuti o gestire piattaforme digitali, ma soprattutto nel costruire comunione, sostenersi reciprocamente e riconoscere i segni di speranza che Dio continua a suscitare nella missione.

Per intercessione dei nuovi Beati Jan Świerc e Compagni, i comunicatori salesiani d’Europa hanno rinnovato il loro impegno ad annunciare il Vangelo nel mondo digitale e a costruire ponti di incontro al servizio dei giovani, nello spirito di Don Bosco.

Cagliero 11 – “Sport” – Giugno 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°210 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Giugno 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

“Preghiamo affinché lo sport sia uno strumento di pace, incontro e dialogo tra culture e nazioni, e perché promuova valori come il rispetto, la solidarietà e il miglioramento personale.”

Per i valori dello sport.

Carissimi e carissime,

il mondo odierno è sempre più invaso dalla tecnologia. Non sorprende nessuno che viviamo in un ambiente iperconnesso. I nuovi media digitali ci forniscono ogni giorno più informazioni, ma ciò non significa che riceviamo un’interpretazione corretta e adeguata della realtà che ci circonda. Il paradosso di tutto ciò è che abbiamo più informazioni e meno comunicazione.

Il significato profondo della comunicazione è legato a due concetti: communio, cioè mettere in comune, e communitas, il senso di comunità. L’essere umano è essenzialmente un comunicatore, siamo stati creati per mettere in comune le nostre visioni e cercare di svelare la realtà del mondo che ci circonda. Ma abbiamo anche la sfida di costruire una comunità, di stabilire legami che vadano oltre le superficialità.

Cari fratelli e sorelle, come cristiani, non dimentichiamo la nostra missione: comunicare la nostra esperienza con il Signore risorto, che ci comunica la verità del Padre e ci unisce nella grazia del suo Spirito.

 

Don Carlos Mendez SDB,
Membro del Settore per la Pastorale Giovanile

Museo Don Bosco di Chieri: presentazione dei nuovi interventi “Nel segno di don Bosco”

Il Museo Don Bosco di Chieri si arricchisce di nuovi elementi espositivi, che permetteranno ai visitatori di avvicinarsi in modo ancora più diretto alla figura del giovane Giovanni Bosco e agli anni trascorsi in città. La presentazione ufficiale delle novità è fissata per sabato 23 maggio, alle ore 15.45, e sarà aperta alla cittadinanza.

Interverranno il Sindaco Alessandro Sicchiero, l’assessora alla Cultura Antonella Giordano, il direttore dell’Istituto Salesiano San Luigi don Genesio Tarasco e don Enrico Lupano, Salesiano del Colle Don Bosco.

La novità di maggiore rilievo è l’esposizione di tre oggetti di straordinario valore storico e spirituale: una camicia appartenuta a don Bosco, il messale che egli utilizzava per la celebrazione della Messa e una reliquia del Santo donata ai Salesiani di Chieri da Adriana Tosco, moglie di Luigi Fasano. I preziosi cimeli sono concessi in comodato d’uso dalla Congregazione Salesiana.

La camicia e il messale sono collocati in una nuova teca espositiva appositamente realizzata e accompagnati da un pannello informativo che ne illustra la provenienza e il significato. La reliquia proviene da Smirne, dove fu acquistata dal domenicano padre Innocenzo Tosco (1888-1963), che la donò come regalo di nozze a Giovanni e Laura Tosco, genitori della donatrice.

Il percorso espositivo è stato inoltre integrato con quattro nuovi pannelli fotografici che aiuteranno i visitatori nella conoscenza di alcuni luoghi direttamente legati alla biografia di Don Bosco.
In particolare due pannelli ospiteranno immagini d’epoca rispettivamente della Cappella interna e del Cortile del Seminario, mentre altri due mostreranno fotografie di luoghi torinesi strettamente connessi alla prosecuzione del percorso formativo del giovane don Bosco: la Chiesa della Visitazione e la Chiesa di San Francesco d’Assisi.

Completano il rinnovamento alcuni elementi di arredo, che contribuiscono a rendere lo spazio più accogliente e funzionale per i visitatori.

Le integrazioni sono state curate da Mediacor, la stessa società che aveva già seguito il restyling complessivo del museo nel 2024, garantendo così continuità di linguaggio visivo con il percorso già esistente.

Il Museo Don Bosco di Chieri custodisce la memoria degli anni giovanili di Giovanni Bosco a Chieri, dove, dopo aver svolto umili lavori manuali per mantenersi, compì gli studi ginnasiali e maturò la sua vocazione sacerdotale. L’arricchimento del percorso espositivo si inserisce nel più ampio impegno di valorizzazione di questo patrimonio storico e spirituale.

Informazioni
  • Museo Don Bosco – Complesso San Filippo
  • via Vittorio Emanuele II, 63 – Chieri
  • www.turismochieri.it

Cagliero 11 – “Alimentazione” – Maggio 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°209 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Maggio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo affinché ciascuno, dai grandi produttori ai piccoli consumatori, si impegni per evitare gli sprechi di alimenti e perché ogni persona abbia accesso a un’alimentazione di qualità.

Per un’alimentazione per tutti.

Cari amici,

Siamo a maggio. Lasciamo che ad ispirarci sia la prima ad andare in fretta, a portare il VERBO FATTO CARNE nella casa di Elisabetta, che aveva bisogno del suo aiuto. È un’icona evangelica che ci accompagna in ogni Ave Maria, fino a quell’ora per cui sempre chiediamo a lei di pregare per noi, l’ora dell’AMEN che concluderà la nostra missione sulla terra.

Quando in Nigeria in questo mese facevamo a piedi un pellegrinaggio di una cinquantina di chilometri tra Ondo e Akure, al santuario dell’Ausiliatrice. Quasi un migliaio di ragazzi e giovani, camminando, danzando, cantando tutta la notte: una lode “no stop” per e con la madre di tutti, cattolici e non. Maria è la prima a partire: per lei ci sono solo figli e figlie, fratelli e sorelle; sarà anche la prima ad aspettarci nell’ora dell’AMEN.

Lasciamoci accompagnare come Giovanni, nel sogno dei nove anni, dalla Patagonia a Pechino, fino all’ultimo respiro.

Don Silvio Roggia SDB,
Consigliere Generale per la Formazione

Cagliero 11 – “Sacerdoti” – Aprile 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°208 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Aprile 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo per i sacerdoti che stanno affrontando momenti di crisi nella loro vocazione: perché trovino l’accompagnamento di cui hanno bisogno e perché le comunità li sostengano con comprensione e preghiera.

Per i sacerdoti in crisi.

Cari amici,

questo mese celebriamo la festa più importante di tutte: la Pasqua.

Al centro della nostra fede c’è una verità semplice ma di grande impatto: Cristo è risorto. Questo singolo evento ha cambiato il mondo e ha spinto persone comuni a compiere azioni straordinarie. Da una tomba vuota è iniziata una missione che ancora oggi ci commuove.

La Pasqua non è solo un ricordo del passato, è un fuoco vivo nel cuore. È la gioia che rifiuta di rimanere privata. Come Paolo e i missionari, siamo spinti ad attraversare i confini – geografici, culturali e personali – con un unico messaggio: Gesù è vivo.

Perché andiamo? Perché rimaniamo missionari, anche quando la strada è lunga e impegnativa? Perché la gioia pasquale arde dentro di noi.

Possa questa gioia riempire la nostra vita quotidiana – nella nostra missione, nelle nostre comunità, nelle nostre amicizie – dal mattino alla sera. Possa la nostra vita proclamare silenziosamente ciò in cui crediamo con tutto il cuore: Cristo è risorto. Veramente risorto.

Don Sathish Paul SDB,
Membro del Settore Comunicazione Sociale

“Don Bosco voleva essere sempre all’avanguardia del progresso”: alla Fiera Didacta i Salesiani presentano “Go Beyond”, progetto sull’uso dell’AI in aula

I Salesiani sono presenti a Didacta con uno stand per presentare la proposta formativa della Scuola e della Formazione Professionale.  L’occasione di Didacta ha permesso di presentare i risultati del progetto nazionale sull’Intelligenza Artificiale, dimostrando che l’algoritmo può essere uno strumento al servizio della pedagogia.

Il legame tra il carisma di un santo dell’Ottocento e i moderni modelli linguistici di IA non è un semplice artificio retorico. “Don Bosco voleva essere sempre all’avanguardia del progresso”, è stato ribadito durante l’incontro. Oggi, quella spinta si traduce nel progettoGO Beyond”, una rete che unisce circa 80 scuole e 1.600 insegnanti in tutta Italia, coordinati a livello nazionale per governare la rivoluzione digitale anziché subirla.

Don Elio Cesari, Presidente del CNOS (Centro Nazionale Opere Salesiani), ha inquadrato la questione:

“L’ultimo rapporto Censis parla di un’età selvaggia fatta di predatori e prede. L’IA non è solo una questione tecnologica, ma un rivolgimento d’epoca che ci interroga sul nostro destino. La scuola deve analizzarne tutta la potenza, restandoci dentro con intelligenza e coscienza”.

E ancora:

“La tradizione personalista salesiana vede la tecnologia come un potenziamento dell’umano, non come una sua sostituzione: la centralità della persona e dell’incontro tra docente e studente resta il criterio ultimo per valutare l’innovazione. L’IA si configura come “un’assistente pedagogico” sotto la mediazione degli adulti, capace di liberare il docente da compiti ripetitivi per restituirgli tempo prezioso da dedicare all’ascolto e all’accompagnamento”.

La Partnership strategica: Google e MR Digital

Il progetto vanta la collaborazione di Google Education Italia e MR Digital.

Marco Berardinelli (Google) ha evidenziato come l’obiettivo sia personalizzare l’apprendimento per ogni studente, uscendo dalla logica del “copia e incolla” per stimolare l’inclusione di chi ha bisogni educativi speciali. Andrea Russo (MR Digital), invece, ha rivelato che Google segue questo progetto come un caso studio mondiale prioritario per l’approccio etico e di ricerca condotto insieme all’Università Salesiana (UPS).

Esperienze dal campo: quando l’IA diventa un Tutor

Due docenti hanno portato a Didacta la prova tangibile di come l’IA cambi la lezione. Il professor Carlo Spironello (Mestre) ha mostrato come l’IA possa simulare un processo storico a Luigi XVI. Facendo generare al software accuse e difese talvolta errate, ha spinto gli studenti a verificare le fonti, trasformando l’errore della macchina in una lezione di spirito critico. Il professor Francesco Fraccaro (Mestre) ha presentato il “laboratorio aumentato”. Attraverso Google AI Studio, i ragazzi inquadrano impianti reali ricevendo istantaneamente schede tecniche:

“L’IA libera lo studente dal ruolo di spettatore passivo e lo rende esploratore attivo”.

Lo sguardo delle istituzioni e della ricerca: INDIRE e l’Università Salesiana

A chiudere l’evento sono stati due contributi fondamentali per la validazione scientifica del progetto. Il referente di INDIRE, Samuele Borri, ha posto l’accento sulla dimensione educativa globale, sottolineando l’importanza di un affiancamento costante di ragazzi e ragazze nell’uso dell’IA. Secondo l’istituto, questa guida non deve limitarsi strettamente alla didattica in aula, ma deve estendersi all’uso quotidiano che i giovani fanno di queste tecnologie, per renderli cittadini digitali consapevoli.

Successivamente, don Michal Vojtas dell’Università Salesiana ha illustrato il rigore scientifico che sostiene l’iniziativa. Ha parlato di una ricerca metodologica e rigorosa che l’ateneo sta portando avanti sull’impatto dell’IA nei processi di educazione e apprendimento. L’obiettivo è quello di monitorare i risultati per correggere la rotta in tempo reale, assicurando che la tecnologia resti sempre un mezzo per potenziare l’umano e mai un fine.

L’evento si è chiuso con un monito che resterà il manifesto di questa edizione di Didacta:

“L’Intelligenza Artificiale non sostituirà gli umani, ma chi la usa sostituirà chi non la usa”.

Giornata Missionaria Salesiana 2026: cuori aperti, missione viva!

Nel giorno in cui ricorrono i 100 anni dalla morte di don Giovanni Cagliero (28 febbraio 1926), salesiano cardinale e capo della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, il Settore per le Missioni lancia la Giornata Missionaria Salesiana (GMS).

Quest’anno la Giornata Missionaria Salesiana, promossa dal Settore per le Missioni, ha come tema la solidarietà missionaria, in particolare il ruolo delle procure missionarie salesiane, secondo il motto: “Cuori aperti, missione viva!

Lo spirito missionario ha bisogno di essere sempre sostenuto e ravvivato in tanti modi, tra cui momenti forti di animazione missionaria, come la GMS: un’occasione offerta alle comunità SDB, alle Comunità Educativo-Pastorali (CEP), a tutti i giovani e ai membri della Famiglia Salesiana per vivere bene questo aspetto del carisma salesiano e diffondere la sensibilità missionaria.

Nonostante il nome possa ingannare, non si tratta di una giornata in particolare: non esiste una data unica perché ogni Ispettoria può scegliere il periodo che più si adatta al proprio ritmo e calendario per vivere al meglio questo momento forte di animazione missionaria. La GMS, inoltre, è il culmine di itinerari educativi-pastorali e non un’attività slegata dal resto.

Lo spirito e lo scopo della Giornata Missionaria Salesiana ricordano il profondo impatto di un impegno collettivo alla solidarietà missionaria. La GMS 2026 è dedicata all’esplorazione del ruolo fondamentale delle Procure Missionarie Salesiane in tutto il mondo nel promuovere le relazioni, condividere le risorse e responsabilizzare le comunità al fine di accompagnare i giovani a vivere una vita dignitosa.

VIS, da 40 anni accanto ai giovani di tutto il mondo insieme a Don Bosco

Il giorno in cui 14 persone, giovani, uomini e donne che sognavano un mondo più giusto, decisero di dare vita a questa nuova avventura avevano solo un desiderio: stare accanto ai giovani come aveva fatto Don Bosco.

In questi 40 anni il VIS ha realizzato oltre mille progetti di sviluppo ed emergenza e supportato il lavoro dei Salesiani nei cinque continenti raggiungendo milioni di bambine, bambini e giovani con programmi educativi, di inserimento socio professionale e formando generazioni di persone impegnate nella cooperazione internazionale, nella promozione dei diritti umani e della pace.

Lo racconta il nuovo video istituzionale, realizzato con Ime Comunicazione e diffuso oggi per la prima volta, attraverso i volti delle operatrici e degli operatori che sul campo ogni giorno si dedicano alle persone e alle comunità con cui il VIS lavora. Come mostra il video, questi 40 anni sono stati possibili solo grazie all’impegno e alla passione di tante e tanti che hanno creduto in quel sogno. Per questo motivo, il VIS per i suoi primi 40 anni ha scelto di compiere un percorso insieme a tutte le persone che attraverso il proprio contributo sono parte di questa storia. Non sarà quindi un anno di celebrazioni, ma di incontri, dialoghi, esperienze condivise, di approfondimento e sguardo al futuro con una rinnovata visione. Questo percorso si realizzerà con diversi linguaggi e in diversi luoghi rappresentativi dell’identità del VIS: Torino, Roma, i territori in cui agiscono i volontari e i sostenitori, ma anche i Paesi partner in cui si realizzano i progetti e in cui sono presenti le operatrici e gli operatori sul campo.

Questo compleanno cade in un momento di grande cambiamento per il VIS, da pochi mesi trasformato in Fondazione di partecipazione con ente fondatore Missioni Don Bosco Valdocco, con cui sta compiendo un percorso di condivisione e sinergia per aumentare l’impatto e l’efficacia degli interventi. Per tutti coloro che sono parte dello staff espatriato e di sede, nell’anno dell’anniversario è previsto un processo strutturato di ascolto e analisi del clima interno, realizzato insieme ad altri enti del Terzo Settore e in collaborazione con l’Università di Verona.

Parte di questo percorso è anche il lavoro che il VIS ha compiuto insieme alle ragazze e ai ragazzi del Corso di Graphic Design dello Iusve (Istituto Universitario Salesiano di Venezia), per realizzare un logo dedicato all’anniversario, che accompagnerà tutte e tutti in questo anno speciale.

“Questo del 40° – afferma Michela Vallarino, presidente del VIS – è un anno di grandi cambiamenti per la nostra organizzazione e non avremmo potuto festeggiarlo in modo migliore: con il cuore colmo di stima e gratitudine per chi ha contribuito a scrivere questa storia, siamo pronti a trasformarla e rilanciarla con rinnovato entusiasmo e motivazione in un momento in cui sembra urgente più che mai parlare di (e lavorare per) lo sviluppo umano integrale, la giustizia sociale, il rispetto del diritto e dei diritti, la pace”.

“Appena terminata la celebrazione per il 150° della prima spedizione missionaria salesiana – ha aggiunto Don Luca Barone, presidente di Missioni Don Bosco e vice presidente del VIS – auguro che come VIS sappiamo celebrare il passato per vivere il presente e sognare il futuro nella fedeltà e nella creatività che don Bosco ci insegna. Per i giovani e con i giovani stessi come protagonisti, mettiamo in pratica ciò che il Rettor Maggiore consegna nella Strenna di questo 2026 alla Famiglia Salesiana – Fate quello che vi dirà -: guardiamo la storia e i suoi eventi con realismo per accogliere e affrontare le sfide; ascoltiamo i segni di Dio nel mondo, scegliamo con passione e professionalità i fronti missionari e agiamo con l’audacia della fede e il coraggio dei pionieri.”

Sabato 14 e Domenica 15 marzo 2026 torna la Violetta di Don Bosco!

Nel fine-settimana del 14 e 15 marzo 2026 torna in tutta Italia “La Violetta di Don Bosco”, l’iniziativa nazionale promossa dalla rete di Salesiani per il Sociale, giunta alla quarta edizione e realizzata in collaborazione con l’Associazione dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia, Medio Oriente e Malta.

Saranno oltre 90 le piazze, gli oratori e le parrocchie coinvolti lungo tutta la Penisola, dove Salesiani Cooperatori, volontarie e volontari offriranno la tradizionale piantina di violetta per sostenere i bambini e i ragazzi delle case-famiglia e dei centri diurni salesiani, rafforzando i progetti educativi dedicati ai minori in difficoltà e alle loro famiglie.

La violetta è un simbolo di solidarietà e di sostegno per i bambini e i ragazzi delle nostre Case famiglia e Centri diurni in tutta Italia, acquistandola sarai ogni giorno al fianco di bambini e ragazzi soli: tanti di loro hanno bisogno ora di qualcuno che li prenda per mano e li accompagni verso un futuro migliore.

“Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo.”

— San Giovanni Bosco

Quest’anno la “Violetta di Don Bosco”, si apre a una nuova e significativa collaborazione: parteciperà infatti anche l’Associazione dei Salesiani Cooperatori, segno concreto di una Famiglia Salesiana sempre più unita e attiva.

La collaborazione tra l’Associazione dei Salesiani Cooperatori e Salesiani Per il Sociale nasce dal comune desiderio di servire i giovani con il cuore e lo stile di Don Bosco, nel pieno rispetto delle distinte identità e nature giuridiche delle due realtà.

L’Associazione dei Salesiani Cooperatori è un’associazione di fedeli di natura ecclesiale, promossa e fondata da don Bosco, parte integrante della Famiglia Salesiana e riconosciuta dalla Chiesa come espressione della vocazione laicale salesiana. Salesiani per il sociale, invece, è una rete associativa del Terzo Settore di natura civile, fondata e promossa dai Salesiani di Don Bosco d’Italia, che realizza azioni educative, sociali e di inclusione a favore dei minori e dei giovani in difficoltà.

Questa collaborazione, nel rispetto delle reciproche autonomie, vuole essere un segno concreto di corresponsabilità e di comunione nella missione, dove la dimensione ecclesiale e quella civile si integrano per rispondere insieme alle sfide educative e sociali del nostro tempo.

La Violetta di Don Bosco si conferma un evento che, anno dopo anno, cresce e si arricchisce grazie al vostro entusiasmo, al vostro sostegno e alla vostra generosità, e che aspira a diventare sempre più un’iniziativa di respiro nazionale.