Lettera dell’Ispettore – Aprile 2026
Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di aprile 2026.
Valdocco, 30 aprile 2026
Memoria di San Giuseppe Benedetto Cottolengo
A confratelli e laici corresponsabili
di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,
Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi.
Superata da poco la domenica del Buon Pastore, ci accingiamo a entrare nel mese di maggio. Poiché quest’anno lo stiamo dedicando in modo particolare al consolidamento della animazione vocazionale locale, è bello e opportuno ricordare – essendo da poco trascorsa la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, coincidente appunto con la IV domenica di Pasqua – che la promozione di tutte le vocazioni, e in particolare delle vocazioni “apostoliche”, richiede alcune attenzioni fondamentali: richiede
riflessione e progettazione da parte di ogni comunità educativo-pastorale (lavorando sulla dimensione vocazionale del PEPS); richiede l’elaborazione e la realizzazione di itinerari di educazione alla fede che conducano alla maturazione di atteggiamenti che favoriscono nei giovani il dialogo con Dio e specialmente l’ascolto di Dio (nella Sua Parola, nella storia, nei piccoli e nei poveri, nei doni ricevuti…); richiede l’accompagnamento personale, oltre che di ambiente e di gruppo, per aiutare il discernimento su se stessi; e richiede – naturalmente – la preghiera: La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe (Lc 10,2).
La Visita straordinaria che abbiamo vissuto a fine 2024 ci ha ricordato che la “sfida vocazionale” è per noi una grande priorità. È fondamentale rinsaldare la nostra personale vocazione; ma è altrettanto fondamentale ravvivare i nostri sforzi per donare a ogni giovane, a ogni persona, la consapevolezza che ciascuno custodisce in sé un sogno di Dio unico e originale, una chiamata, una missione, il mandato di realizzare con la propria vita un capolavoro di grazia.
Lo avevano capito bene 150 anni fa quei salesiani che si sono sentiti chiamati a partire per una grande avventura nella Prima Spedizione Missionaria, e che abbiamo commemorato insieme il 25 aprile scorso – ricordando il Cardinal Cagliero – , durante la Festa ispettoriale vissuta a Ivrea, festa preparata con grande cura dalla Comunità Educativo Pastorale locale.
E lo capiamo bene anche noi; ma, in una cultura spesso non favorevole o comunque indifferente al Vangelo, oggi sappiamo che c’è bisogno di esplicitare maggiormente, in modo più chiaro e più “caldo”, questo aspetto del tesoro contenuto nel messaggio evangelico.
Le Costituzioni Salesiane ci indicano nell’articolo 11 che nella lettura del Vangelo siamo più sensibili a certi lineamenti della figura del Signore; e il primo di questi lineamenti è la gratitudine al Padre per il dono della vocazione divina a tutti gli uomini.
L’articolo 37, intitolato Orientamento alle scelte vocazionali, ci ricorda in che modo siamo chiamati a tradurre in azione pastorale per tutti “la gratitudine al Padre per il dono della vocazione divina”: Educhiamo i giovani a sviluppare la loro vocazione umana e battesimale con una vita quotidiana progressivamente ispirata e unificata dal Vangelo.
Il clima di famiglia, di accoglienza e di fede, creato dalla testimonianza di una comunità che si dona con gioia, è l’ambiente più efficace per la scoperta e l’orientamento delle vocazioni.
Quest’opera di collaborazione al disegno di Dio, coronamento di tutta la nostra azione educativa pastorale, è sostenuta dalla preghiera e dal contatto personale, soprattutto nella direzione spirituale.
E l’articolo 28 infine, intitolato I giovani chiamati per un servizio nella Chiesa, ci richiama alla cura un po’ più attenta – tra tutte le vocazioni – di alcune, quelle definite “apostoliche”.
Rispondendo alle necessità del suo popolo, il Signore chiama continuamente e con varietà di doni a seguirlo per il servizio del Regno.
Siamo convinti che tra i giovani molti sono ricchi di risorse spirituali e presentano germi di vocazione apostolica. Li aiutiamo a scoprire, ad accogliere e a maturare il dono della vocazione laicale, consacrata, sacerdotale, a beneficio di tutta la Chiesa e della Famiglia salesiana.
Con pari diligenza curiamo le vocazioni adulte.
Carissimi/e, questi articoli non hanno bisogno di grandi spiegazioni. La nostra missione, in ordine alla dimensione vocazionale, è molto chiara. A noi mettere in atto tutte quelle iniziative, a cominciare dalla fedeltà alla propria vocazione (consacrata, sacerdotale, laicale), che possano mettere i giovani (e anche gli adulti) in condizione di scoprire, accogliere e maturare il dono della vocazione divina.
Mentre oggi rendiamo grazie al Signore per tutti i confratelli di cui abbiamo festeggiato date giubilari nella recente festa ispettoriale, rendiamo contemporaneamente grazie per quanti tra i laici corresponsabili dei nostri ambienti quest’anno festeggiano date giubilari del proprio matrimonio. E mentre preghiamo per chi si prepara ad unirsi nel vincolo matrimoniale, preghiamo per quei giovani confratelli che si avvicinano a tappe più o meno decisive della loro vita: il chierico Antonio Squillace, che domenica 3 maggio a Roma riceverà il ministero dell’Accolitato; don Giorgio Ramundo, che sabato 16 maggio riceverà, nella basilica di S. Maria Ausiliatrice, l’ordinazione sacerdotale per l’imposizione della mani e la preghiera consacratoria di Mons. Alessandro Giraudo; i chierici Alessio Moretto e Tomas Kivita che sabato 13 giugno, sempre a Maria Ausiliatrice, riceveranno il diaconato insieme con i loro compagni della Crocetta. Partecipiamo volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza!
Accompagniamo nello stesso tempo, con grande affetto e con la nostra preghiera, il giovane Riccardo Naviglio, che, dopo un discernimento serio e attento, in accordo con il Maestro, ha lasciato il Noviziato di Colle Don Bosco per continuare il suo cammino di sequela del Signore. Lo affidiamo – e ci affidiamo anche noi -, sul limitare del mese di maggio, all’intercessione materna di Maria Ausiliatrice.
Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP






















