Un pulmino per aprire nuove strade ai ragazzi della Comunità Harambèe

«Magari con questo pulmino andremo al mare».

Nelle parole di Said c’è tutto il valore del nuovo mezzo consegnato alla Comunità Harambèe di Casale Monferrato, che accoglie ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni segnati da ferite, distacchi e situazioni di particolare fragilità.

Il veicolo, nuovo e già pronto a partire, è stato acquistato grazie all’iniziativa promossa da Salesiani per il sociale, con il sostegno di Buzzi SpA e dei benefattori che hanno scelto di investire concretamente nel futuro dei giovani.

Non sarà soltanto un mezzo di trasporto, ma uno strumento di autonomia, educazione e inclusione. Permetterà ai ragazzi di raggiungere più facilmente scuole, impianti sportivi, corsi di formazione e attività extrascolastiche, oltre a rendere possibili gite e vacanze vissute insieme.

«È una cosa bella per la nostra famiglia. Quando prenderò la patente mi piacerebbe guidarlo», ha raccontato Said. Flora, una ragazza della Comunità ha aggiunto: «Per me significa un nuovo inizio. Ci accompagnerà nelle nostre avventure, magari in montagna. Non vedo l’ora».

Una giornata di festa e protagonismo

La cerimonia di consegna si è trasformata in una festa costruita intorno ai ragazzi, che hanno accolto gli ospiti con uno spettacolo di arti acrobatiche e circensi, tra musica, evoluzioni e applausi.

Da trent’anni la Comunità Harambèe offre sostegno scolastico, attività sportive ed educative, percorsi psicologici e opportunità formative. In questo cammino, potersi spostare in modo sicuro e agevole è fondamentale, perché le distanze e i collegamenti pubblici non sempre adeguati rischiano di diventare ulteriori ostacoli.

Don Giorgio De Giorgi, Ispettore della Circoscrizione Salesiana Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania, ha ricordato i trent’anni di storia di Harambèe e le tante vite accompagnate nel tempo. «Questo pulmino permetterà ai ragazzi di vivere esperienze belle, capaci di riempire il cuore di ossigeno e di nuovi orizzonti», ha sottolineato.

A richiamare il significato educativo della donazione è stato poi don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il sociale.

«Il vero motivo per cui siamo qui siete voi giovani. Crediamo in voi e per questo siamo impegnati a moltiplicare le azioni che generano speranza, solidarietà e inclusione. Questo dono rende possibili incontri, attività e nuove occasioni di crescita. Significa dire a ogni ragazzo che non è solo». Richiamando il Sistema Preventivo di Don Bosco, don Francesco Preite ha aggiunto: «Crediamo che la prevenzione educativa sia più forte della repressione. Creare opportunità significa generare futuro».

Un’alleanza educativa per chi ha più bisogno

Alla cerimonia hanno partecipato anche don Alberto Lagostina, direttore dell’Opera salesiana di Casale Monferrato, Valentina Bellis, vicepresidente di Salesiani per il sociale, gli educatori, i benefattori e i rappresentanti di Buzzi SpA. «È bello vedere la nostra realtà unita in una vera alleanza educativa», ha dichiarato don Alberto Lagostina. «Territorio, scuola, servizi sociali, adulti, ragazzi e Salesiani per il sociale lavorano insieme per generare il bene e mettere al centro chi ha più bisogno».

Per Silvia Marzo di Buzzi SpA, il sostegno al progetto rappresenta una scelta concreta di responsabilità sociale d’impresa. «I ragazzi potranno praticare sport, vivere vacanze più serene e affrontare esperienze importanti per la loro crescita. Questo è l’inizio di un percorso comune».

Dopo la benedizione del mezzo, Federico, il più piccolo della Comunità, ha tagliato il nastro tra gli applausi. I ragazzi sono saliti a bordo e sono partiti per il primo giro inaugurale, riempiendo il pulmino di voci, risate e sogni.

La festa si è conclusa con una torta a forma di pulmino, simbolo di un dono che accompagnerà, chilometro dopo chilometro, il cammino dei giovani di Harambèe.

L’iniziativa rientra nell’impegno nazionale di Salesiani per il sociale a sostegno delle Case famiglia salesiane e dei minori più fragili in tutta Italia, trasformando la generosità in accoglienza, educazione e concrete possibilità di futuro.

Insediamento del nuovo Ispettore: don Giorgio Degiorgi inizia il suo mandato

Torino-Valdocco, 18 luglio 2026 – Questa mattina, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la Famiglia Salesiana del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania si è riunita per accogliere l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi, nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP. La celebrazione eucaristica, animata dalla Corale della Basilica e presieduta dal Consigliere Regionale don Juan Carlos Pérez Godoy, si è svolta in un clima di profonda gratitudine e di sincera comunione, nella casa di Don Bosco che continua a essere sorgente di carisma e missione.

Il Vangelo proclamato, la celebre parabola della vite e dei tralci (Giovanni 15,1-8), ha guidato l’omelia del Consigliere Regionale e il suo augurio a don Giorgio. Un invito a rimanere nel Signore per portare frutto:

“Io sono la vite, voi i tralci… Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla… Rimanete nel mio amore.”

Parole che hanno accompagnato l’intera celebrazione e che tracceranno il cammino spirituale del nuovo Ispettore.

Il passaggio di consegne

Con questo momento, don Leonardo Mancini ha concluso il suo servizio come Ispettore, salutando l’Ispettoria e affidando il testimone a don Giorgio. La sua lettera di saluto, pubblicata nei giorni scorsi, è disponibile di seguito:

Le parole di don Giorgio: “Ho bisogno di voi”

Nel suo messaggio di ringraziamento, don Giorgio ha espresso l’impegno che caratterizzerà il nuovo incarico:

“Mi metto sotto la protezione di San Carlo Borromeo, santo delle mie origini e modello del Buon Pastore. Da solo non sarò in grado di svolgere l’incarico che il Rettor Maggiore mi ha affidato. Ma so di non essere solo: per questo vi dico che ho bisogno di voi, di ciascuno di voi. Da parte mia vi prometto che tutte le mie forze, tutto il mio tempo, tutto me stesso, nei prossimi sei anni saranno per ognuno di voi.”

Al termine della celebrazione, dopo le foto di gruppo davanti l’altare di Don Bosco in Basilica, la comunità si è ritrovata nel cortile di Valdocco per un buffet fraterno preparato dagli studenti del CNOS-FAP, occasione per salutare don Giorgio, ringraziare don Leonardo e condividere la gioia di questo nuovo inizio.

Lettera di saluto dell’Ispettore – Luglio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di luglio 2026.

Torino-Valdocco, 15 luglio 2026
Memoria di San Bonaventura

A Confratelli salesiani,
Componenti della Famiglia Salesiana,
Laici corresponsabili
e Giovani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Questa mia lettera vuol essere principalmente un rendimento di grazie a Dio per i sei anni trascorsi insieme  con voi (otto in Piemonte, se si considera anche il tempo da me vissuto in Noviziato); ma sento il bisogno  di introdurmi con una richiesta di perdono per tutto quello che in questi anni avrei dovuto o potuto fare  e non ho fatto, per quanto ho fatto di sbagliato; per quanto ho fatto ma avrei potuto svolgere con più cura  e impegno; chiedo perdono specialmente se i miei comportamenti hanno causato sofferenza ingiustamente.  Avrei certamente potuto curare con più energia e determinazione preghiera, relazioni, scelte pastorali di  animazione e governo, accompagnamento di persone, comunità e opere, riflessioni e progettazioni a lungo  termine… Vi chiedo scusa per quando questi comportamenti maldestri sono stati causati, oltre che da limiti personali invincibili, anche da mie scelte deliberate. 

Fatta tale doverosa premessa, non posso che rendere grazie a Dio per questi sei anni di vita durante i  quali il Signore mi ha messo alla prova (non ero profeta, né figlio di profeta…). Il Signore cercava uno che  dimostrasse concretamente che la potenza di Dio si rivela nella debolezza dell’uomo, nella mia debolezza;  e mi ha chiamato. Nei sei anni si sono alternati momenti di gioia e di fatica, di sicurezza e di incertezza, di  energia e di stanchezza, di entusiasmo e di abbattimento; mai di noia! Ringrazio Dio perché è stato paziente  con me e ha preso tante volte per mano la mia fragilità. Ritengo che questo tempo sia stato per me una  forte esperienza di Dio; un tempo in cui Lui mi ha chiesto di affidarmi e fidarmi di più… Come ho  risposto? Mi sembra di averci messo impegno, di aver dato tutto quel che potevo: ho cercato di pormi al servizio di Dio, dei confratelli, dei giovani, dei laici corresponsabili, della Famiglia Salesiana, della missione  insomma; questo naturalmente non vuol dire che io abbia fatto bene, ma che almeno ci ho sinceramente  provato. 

Ringrazio quelli che hanno pregato per me, in particolare i confratelli della Comunità Andrea Beltrami  e Beato Filippo Rinaldi; sono certo che senza la loro preghiera e quella di tanti e tante di voi sarei venuto  meno lungo il cammino. Badate bene, conviene sempre pregare per l’ispettore (presente o futuro che sia),  anche perché se l’ispettore combina guai le conseguenze ricadono su tutti… dunque se avete pregato per il  sottoscritto avete fatto bene a me, ma anche a voi stessi! Vi assicuro che pure il sottoscritto ha pregato  spesso per voi; e che continuerà a pregare anche dopo per voi, per il legame fraterno e spirituale che si è  instaurato. Vi chiedo perciò – in una logica di reciprocità evangelica – di ricordarmi ogni tanto nella vostra  preghiera, perché io possa svolgere secondo la volontà di Dio il nuovo compito che mi è stato affidato.

Ringrazio i miei confratelli uno per uno, e non perché con tutti io sia riuscito ad avere un rapporto  buono; ci sono state tensioni più esplicite con alcuni (mi sembra poche) e tensioni rimaste più nascoste,  implicite, con altri. Vi ringrazio comunque però, perché nella stragrande maggioranza delle relazioni ho  trovato disponibilità al dialogo onesto e franco; e apertura a venire incontro alle esigenze della missione in Ispettoria.

Tra i confratelli desidero ringraziare innanzitutto il Rettor Maggiore precedente e attuale, il loro Vicario e il Consigliere Regionale della Mediterranea, che in questi anni non hanno mancato di far sentire la loro  vicinanza. 

Un ringraziamento tutto particolare poi è per me doveroso – ma ancor più è un’esigenza dell’anima – rivolgerlo a quei confratelli con i quali in questi anni ho vissuto a contatto più stretto e collaborato in  modo più intenso nel Consiglio ispettoriale: a loro va la mia riconoscenza sentita e fraterna. Don Michele Molinar, che ha svolto l’incarico di Vicario ispettoriale con grande passione, sacrificio, creatività e spirito  di fraternità. Don Giorgio Degiorgi, col quale abbiamo affrontato il nodo degli aspetti economici,   amministrativi e gestionali: Don Giorgio ha svolto un lavoro molto grande per mole, qualità ed efficacia. Don Alberto Goia, per il servizio intelligente, progettuale e comunionale nella PG; con lui sono stati avviati  e realizzati alcuni progetti pastorali importanti per la vita dell’ICP. Don Claudio Belfiore, che in questi  anni ha offerto al Consiglio ispettoriale l’apporto prezioso della sua esperienza di vita salesiana, a partire  dalla prospettiva della Formazione Professionale. Don Alessandro Borsello, Don Alberto Martelli, il Sig.  Alessandro Parolini (e prima ancora Don Mauro Balma, Don Stefano Mondin, il Sig. Lucio Reghellin e  don Claudio Durando). Sono molto riconoscente a tutti per lo stile collaborativo e comunionale che abbiamo vissuto nel Consiglio in questi anni. Un augurio fraterno rivolgo ai consiglieri recentemente  nominati: Don Riccardo Frigerio e Don Fabio Mamino: vi auguro di poter supportare con grande impegno  e senso di responsabilità il servizio di Don Giorgio. Non posso infine non ringraziare Don Paolo Camussi, che ha vissuto il compito di Segretario Ispettoriale con tutta la sua competenza e saggezza. Grazie anche a Don Fabiano Gheller e Don Matteo Vignola, che, pur non essendo consiglieri, hanno  però lavorato intensamente nel Centro ispettoriale per la CP e l’Animazione Vocazionale. Un grazie infine altrettanto doveroso e sentito va al “Senato” dell’Ispettoria, e cioè al gruppo dei  Direttori; in questi anni so di aver chiesto ad alcuni di loro compiti particolarmente onerosi: il Signore ve  ne renda merito. Ho trovato in voi disponibilità e generosità, e vi ringrazio di cuore; come pure ringrazio  per i consigli che alcuni di voi hanno saputo offrire nei nostri incontri ispettoriali o a livello personale, a  beneficio mio e di tutta l’ispettoria. 

Bello e intenso ritengo sia stato anche il rapporto con alcuni/e componenti della Famiglia Salesiana (grazie Suor Emma!) e con i numerosi laici corresponsabili, in particolare con coloro che guidano opere  ad affidamento laicale. Vi ringrazio sia per l’impegno di custodia e trasmissione del carisma, sia per le  relazioni schiette e durature che nel tempo abbiamo instaurato. 

Ringrazio infine (the last but not the least!) i giovani, quelli impegnati più direttamente nel MGS e tutti i  ragazzi e giovani incontrati in questi anni nella Comunità Proposta, a Valdocco, nelle opere, nei campi  estivi, nei pellegrinaggi e nelle altre manifestazioni ispettoriali: so che i miei incontri con loro sono stati  oggettivamente pochi; tuttavia dico con forza: carissimi giovani, vi ho portato, vi porto e vi porterò sempre nel  cuore: siete la speranza della Chiesa e del mondo, e sorgente di grande gioia per me e per tutti i salesiani. Ci sono  tanti, tantissimi giovani, che hanno raccolto o che sono pronti a raccogliere il testimone del carisma di Don  Bosco nelle diverse vocazioni in cui esso si esprime. Rendo lode a Dio per tutti loro e li ringrazio per la loro  testimonianza cristiana e salesiana, oltre che per la loro presenza amichevole e gioiosa nella mia vita. 

Carissimi, in questi sei anni mi sono sentito serenamente accolto e ho potuto conoscere in modo  approfondito il territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Ho imparato ad amare profondamente  questa terra e naturalmente le persone che la abitano. Qui mi sento a casa mia e credo che continuerò a  sentirmi a casa mia anche quando vi tornerò in seguito, partendo dal luogo dove l’obbedienza a breve mi  condurrà. L’ICP è una bellissima ispettoria, di cui essere umilmente e convintamente orgogliosi! A  cominciare dalla significatività carismatica unica al mondo derivante dalla presenza dei luoghi delle origini  e del primo sviluppo del carisma (è un dono grande per me poter abitare dove Don Bosco è vissuto e ha  operato!); a seguire con l’abbondanza dei tanti esempi di santità offertici dai santi sociali vicini a Don Bosco (il chilometro quadrato della carità, come ha definito il Cardinal Repole la zona in cui è inclusa Valdocco);  a proseguire con le tante bellezze naturali e storico-artistiche, con le realizzazioni industriali…  

Bellissime poi sono le nostre opere: alcune belle anche artisticamente; ma belle soprattutto per le persone  che le compongono, a cominciare dai ragazzi; e belle per la progettualità e l’azione educativo-pastorale che  portano avanti. Questo non significa che il lavoro sia semplice e che non ci sia bisogno di migliorare: grandi  sono le sfide che le CEP devono quotidianamente affrontare; quanto lavoro da parte dei confratelli e dei  laici corresponsabili, quanto lavoro da parte dei componenti della Famiglia Salesiana e dei giovani più  impegnati! Esistono tante attività educativo-pastorali sul territorio, a testimonianza del grande impegno  profuso da tutti per il bene dei ragazzi e della gente. Bisogna rendere merito al sacrificio di numerose  persone che hanno donato la vita e continuano a donarla perché si realizzi sempre più concretamente il  regno di Dio in mezzo alla gente di questa porzione di mondo.  

Particolarmente belle sono quelle opere dove si lavora per i giovani più poveri, che riservano loro una  progettualità particolare, che sanno indirizzare per loro energie rinnovate. Don Bosco diceva “basta che  siate giovani perché io vi ami assai”, e quindi tutti i giovani si trovano nell’orizzonte della spiritualità e  dell’azione pastorale salesiana; ma diceva anche che la gioventù pericolante era quella che doveva essere  privilegiata dalla nostra attenzione educativa: dunque ben vengano opere attente a tutti i giovani, ma che  custodiscano comunque e sempre al proprio interno un’attenzione preferenziale progettuale per quelli più  poveri.

Come personale augurio e incoraggiamento per ciascuno di voi (lo dico per tutti, ma specialmente per  i confratelli) mi sento di dire questo: vi auguro di vivere con sempre rinnovata passione il carisma di Don  Bosco, il Da mini animas cetera tolle. Vi auguro di non lasciar spegnere mai dentro di voi il fuoco che il  Signore vuole continuare a tenere acceso – o vuole accendere ex novo – nel nostro territorio, tra le tante  persone, specialmente giovani, che Lui ha voluto e vuole continuare ad affidarci. Vi auguro di rimanere  sanamente inquieti se non riuscite a raggiungere, ad avvicinare, a dialogare con i giovani! Siamo chiamati a questo, non dimentichiamoci di rimanere in ascolto degli appelli che il Signore – attraverso i giovani – ci  indirizza. La vitalità del carisma di conseguenza comporta – per il Centro ispettoriale, le comunità religiose  e le CEP – anche una costante attenzione al ridisegno delle nostre presenze, e cioè al ripensamento  continuo sia dell’efficacia pastorale delle opere o dei settori posti all’interno di esse, sia della qualità di vita  fraterna che riusciamo a generare. 

Ai corresponsabili della missione (consacrate/i o laici che siano) auguro – perché ce lo chiede la storia, in  cui abita il Signore – di lavorare sempre più insieme (sdb, consacrate/i, laici, giovani), e di prepararci  alla missione attraverso una formazione condotta anch’essa insieme e messa gradualmente a sistema.  Ciò comporta sia un accompagnamento sempre più calibrato alle opere e ai settori guidati direttamente da  laici corresponsabili; sia un modo diverso di intendere il “potere”, la responsabilità, il governo. Siamo  chiamati a sperimentare una sorta di contaminazione dell’idea di governo” così come la abbiamo intesa  fino ad ora; parlo di una modalità di governo che non è attualmente codificata, ma che è da ricercare con  saggio discernimento (per esempio nel rapporto tra Consiglio locale e Consiglio della CEP). Per rinnovare  la missione non mi pare ci sia altra strada – se vogliamo essere veramente efficaci – di quella di mettere  insieme le forze delle diverse vocazioni nella CEP!  

Circa i destinatari, vi auguro di poter conservare e rafforzare il desiderio e la scelta di lavorare per i  ragazzi più poveri, quelli che nessuno è interessato a rubarci… ma che sono invece particolarmente cari  agli occhi e al cuore di Dio. Oso rivolgervi (ai consacrati in particolare) ancora un altro augurio: che possiate  accogliere sempre più giovani in casa nostra, scegliendo di condividere con loro diversi momenti della  nostra vita; alcune comunità già lo facevano, altre hanno ripreso a farlo con modalità innovative, altre  ancora stanno provando a progettarlo; credo sinceramente che la nostra efficacia pastorale e il  rinnovamento del nostro carisma passi anche attraverso questa scelta di “contaminazione fraterna”  fortemente desiderata da Don Bosco. 

Permettetemi un penultimo saluto e augurio affettuoso a Pierluigi Livani che incomincerà il cammino  di Noviziato l’8 settembre; al futuro professo perpetuo Antonio Squillace; ai diaconi Don Tomas Kivita e  Don Alessio Moretto che si preparano a ricevere l’ordinazione sacerdotale.

Lultimo pensiero va a Don Giorgio Degiorgi: il Rettor Maggiore lo ha scelto per l’ICP nella certezza che farà molto bene all’Ispettoria: sapete certamente che Don Giorgio è una persona ricca di qualità umane  e spirituali, è stimato da tutti, ha il cuore rivolto ai ragazzi più poveri come Don Bosco e desidera seguire  

il Signore con grande passione e fedeltà. Però – dirò un’ovvietà, ma la dico lo stesso – all’ICP non sarà sufficiente il solo suo impegno (che ci sarà, e sarà certamente tanto, anzi, sarà totale!), se accanto a lui non  si vedrà contemporaneamente la collaborazione e l’impegno di tutti; la forza della comunione, del vivere e  lavorare insieme, sarà la carta vincente per far continuare a crescere questa particolare porzione di Chiesa,  che ha il mandato di trasmettere il carisma salesiano nel territorio della ICP. Buon lavoro allora, carissimo  Don Giorgio, e buon lavoro a tutti voi nella vigna del Signore; un Lavoro che certamente si si abbinerà al  Pane e al Paradiso (cfr il Campo PLP…). 

Per l’insediamento di don Giorgio come sapete ci diamo appuntamento sabato 18 alle 11, nella  basilica di Maria Ausiliatrice. Seguirà un pranzo a buffet per tutti. È un momento molto importante di  comunione per l’Ispettoria: spero dunque che riusciremo a essere presenti in massa, sia come SDB che  come CEP. 

Un grande abbraccio a tutti, unito all’augurio di poterci incontrare in occasione di qualche vostra visita  a Roma, magari nel Comprensorio Callistiano. 

Il Signore vi benedica e vi protegga, Maria Ausiliatrice sia per voi Madre e Maestra; Don Bosco rimanga  il modello da seguire e colui che ci insegna la passione per la salvezza terrena ed eterna dei giovani, nel  cercare la quale troviamo la nostra personale salvezza. Buon cammino nell’infinito mistero di Dio! 

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 Con tanto affetto e riconoscenza in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Torino dedica una via a Don Aldo Rabino: il sacerdote salesiano che ha educato generazioni di giovani

Nel giorno in cui avrebbe compiuto 87 anni, la Città di Torino ha intitolato a Don Aldo Rabino, sacerdote salesiano e storico padre spirituale del Torino FC, la via di accesso al Centro Sportivo Robaldo, all’intersezione con il civico 290 di strada Castello di Mirafiori. La cerimonia si è svolta mercoledì 15 luglio alle ore 10.00, alla presenza delle istituzioni cittadine, dei familiari e dei rappresentanti del mondo sportivo.

Un riconoscimento alla sua vita spesa per i giovani

Sacerdote salesiano dal 1968, Don Aldo ha dedicato la sua esistenza ai ragazzi, ai più piccoli e agli ultimi, sia a Torino sia nelle missioni in Bolivia, dove nacque l’Associazione OASI – Ora Amici Sempre Insieme, fondata per sostenere i poveri dell’America Latina.

Dal 1971 fu padre spirituale del Torino FC: una presenza discreta ma decisiva, capace di accompagnare generazioni di calciatori con uno stile educativo diretto, appassionato e profondamente umano. Per lui lo sport era prima di tutto uno strumento educativo, un luogo dove crescere come persone prima ancora che come atleti.

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha ricordato come l’incontro con Don Aldo abbia segnato la vita di molti:

“Ci ha lasciato il senso profondo dell’umanità. Diceva che bisognava educare i ragazzi prima ancora che insegnare loro a stoppare un pallone”.

La presidente della Presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi, i nipoti Luca Rabino e Aldo Frola, il dirigente del Torino FC Paolo Bellino e il presidente della Fondazione OASI Sebastiano Gamba hanno sottolineato il valore educativo e sociale della sua eredità.

Una via che invita a percorrere il cammino che Don Aldo ha indicato con la sua vita: stare accanto ai giovani, educarli, sostenerli, credere in loro.

Premio Letterario “Meco”: ultimi giorni per candidarsi alla seconda edizione dedicata agli “Atti di cura, scelte di legalità”

La seconda edizione del Premio Letterario “Meco” entra nella sua fase decisiva: mancano pochi giorni alla chiusura delle candidature, fissata per il 31 luglio 2026. Un’occasione preziosa per chi desidera raccontare, attraverso la scrittura o la musica, come la legalità possa nascere da gesti quotidiani di cura, responsabilità e attenzione verso sé stessi, gli altri e la comunità.

Il concorso, promosso dal Forum del Terzo Settore Piemonte ETS, dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS) e sostenuto dai Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, invita giovani e adulti dai 14 anni in su a partecipare con un racconto breve, un saggio breve o una canzone originale. Le opere devono essere inedite e capaci di interpretare il tema dell’anno: “Atti di cura, scelte di legalità”.

Tre le fasce d’età previste (14–20, 21–30, 31+), con premi in denaro, borse di studio presso la Scuola Holden e menzioni speciali dedicate ai giovani del Ferrante Aporti, alle persone private della libertà personale e alle migliori opere per ciascuna categoria. I contributi più significativi saranno raccolti in una pubblicazione destinata alla beneficenza, proseguendo l’eredità educativa di don Domenico “Meco” Ricca.

La giuria, presieduta da don Alberto Martelli e accompagnata dall’Ambasciatore del Premio, il rapper e attivista Francesco “Kento” Carlo, riunisce professionisti del mondo editoriale, sociale e accademico.

Come partecipare

Le candidature devono essere inviate entro il 31 luglio 2026 tramite il form online disponibile di seguito. La selezione dei finalisti è prevista per il 5 ottobre 2026, mentre la cerimonia di premiazione si svolgerà durante le Giornate della Legalità nel mese di ottobre.

Graduatorie Servizio Civile Universale 2026/27

Sono disponibili le graduatorie provvisorie relative alle selezioni del Bando di Servizio Civile Universale 2026-2027. Le graduatorie possono essere consultate su www.salesianiperilsociale.it.

Come consultare la graduatoria

Per garantire la tutela della privacy, i nominativi dei candidati che hanno partecipato alla sezione “posti riservato giovani minori opportunità” non sono riportati negli elenchi.
Per individuare la propria posizione è necessario cercare il Riferimento Domanda, il codice riportato nella parte superiore della domanda di candidatura ricevuta via e-mail al momento della presentazione.

Esito della selezione

Accanto al proprio codice/nome sarà indicato uno dei seguenti esiti:

  • Selezionato/a: il candidato/a è stato/a ammesso/a al progetto. Nelle prossime settimane riceverà una comunicazione con tutte le informazioni utili per l’avvio del servizio, previsto per il 9 ottobre 2026.
  • Idoneo/a non selezionato/a: il candidato/a possiede i requisiti richiesti ma, al momento, non rientra tra i posti disponibili. In caso di rinunce o disponibilità di altri posti, la graduatoria potrà scorrere.
  • Non idoneo/a / Non presente al colloquio: il candidato non può essere inserito nel progetto relativo a questo bando.

Rinuncia al posto

Chi, pur essendo stato selezionato, decidesse di non intraprendere il Servizio Civile è invitato a comunicarlo inviando una e-mail a: serviziocivile@salesianipiemonte.it.

Una comunicazione tempestiva permetterà di aggiornare la graduatoria e dare la possibilità ai candidati idonei non selezionati di subentrare.

Le graduatorie diventeranno definitive solo dopo la validazione del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Una volta concluse le verifiche, i candidati selezionati riceveranno una comunicazione ufficiale con tutte le indicazioni per l’inizio del progetto.

 

Ingresso dell’Ispettore: Basilica Maria Ausiliatrice, 18 luglio 2026

La mattina di sabato 18 luglio, alle ore 11.00, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco accoglierà l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi come nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP.

Durante l’Eucaristia, presieduta dal Consigliere Regionale, don Juan Carlos Pérez Godoy, don Giorgio inizierà ufficialmente il suo servizio di guida per l’Ispettoria del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Un passaggio importante, vissuto nella cornice spirituale e familiare di Valdocco, dove tutto parla ancora oggi del carisma di Don Bosco.

Le comunità religiose e le CEP saranno presenti per accompagnare don Giorgio con la preghiera e l’affetto, ringraziandolo per la sua disponibilità e affidando al Signore il suo nuovo compito.

La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Basilica e in tv su Rete 7.

 

 

Tutte le foto dai Campi Animatori 2026

I Campi Animatori 2026 hanno dato il via all’estate con giorni intensi di condivisione, gioco e crescita in stile salesiano. Sono disponibili le gallery del Campo Base 1, Campo Base 2 e Campo 1:

Campo Base 1 – Cesana (17-21 giugno)

Per i giovani che hanno terminato la prima superiore, il Campo Base 1 a Cesana ha offerto cinque giorni di attività, giochi e momenti di riflessione condivisa.

Un’esperienza intensa di gruppo, vissuta con entusiasmo e accompagnata dagli animatori più grandi.

Campo Base 2 – Pracharbon (17-21 giugno)

I ragazzi che hanno concluso la seconda superiore hanno vissuto il Campo Base 2 a Pracharbon, immersi nella natura e nel clima di fraternità tipico dei campi MGS.

Le giornate hanno alternato formazione, gioco, preghiera e attività di squadra, creando legami nuovi e significativi.

Campo 1 – Cesana (11-15 giugno)

Per i giovani che hanno terminato la terza superiore, il Campo 1 a Cesana ha rappresentato un passo ulteriore nel cammino di crescita personale e spirituale.

Tra attività formative, momenti di confronto, esperienze di servizio e tempo libero condiviso, i partecipanti hanno vissuto giornate che lasciano il segno.

Proposta pastorale 2026-2027

Anche quest’anno per giungere alla proposta pastorale salesiana in Italia il Movimento Giovanile Salesiano e la Famiglia Salesiana hanno camminato insieme.

È questo il passaggio conclusivo di un triennio che ha avuto come riferimento fondamentale le tre virtù teologali: gioiosi nella speranza, saldi nella fede, operosi nella carità.

La presente proposta pastorale è in piena continuità con le due precedenti e per molti aspetti le porta a pienezza: essa ci chiede di essere Operosi nella carità. L’amore, infatti, è la fonte e il culmine della vita cristiana e quindi ricapitola in sé ogni virtù e ci chiede azioni concrete a beneficio del prossimo.

Ci sono tre elementi trasversali che attraversano tutta la proposta pastorale di quest’anno.

  • Il primo elemento, che sta come sottofondo, è la lettera enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI. Tale testo rimane quasi un pavimento che ci offre solidità e sicurezza, così da ben posizionarci a livello teologico sul tema dell’amore che, come vedremo, è un termine che purtroppo si presta a comprensioni distorte e a manipolazioni che siamo chiamati a governare con intelligenza critica e sapienza pedagogica.
  • Il secondo elemento viene dalla declinazione educativa della carità. Nel 2027 ricorrerà l’anniversario di un importante scritto di don Bosco: Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù, che fu pubblicato nel lontano 1877, ma continua ad essere un testo per noi fondamentale.
  • Il terzo elemento di continuità, che sarà presente negli orientamenti, viene dalla prima lettera di san Giovanni. Abbiamo ravvisato in questa lettera alcuni elementi ispirativi che ci aiuteranno a creare connessione tra l’amore per Dio e quello per il prossimo, tra la teoria e la pratica della carità. È proprio in questa lettera che l’apostolo amato afferma che “Dio è amore”, e quindi proprio da queste parole ci lasceremo ispirare per trattare i grandi temi che ci stanno a cuore.

La Proposta Pastorale è composta complessivamente da quattro elementi, tra loro interconnessi:

  1. Quaderno di Lavoro: esso è da intendere non come sussidio pratico di pronto utilizzo, ma come strumento di ispirazione ecclesiale, biblica e carismatica sui temi scelti;
  2. Materiali QRcode: sarà previsto uno spazio che sia una sorta di archivio di materiale che via via verrà messo a disposizione come strumento utile alla progettazione e alla costruzione di percorsi ispettoriali, territoriali e locali. Si tratterà prevalentemente di rimandi a pagine di approfondimento dal sito della rivista Note di pastorale giovanile:
    1. Testi significativi di documenti magisteriali o salesiani;
    2. Bibliografia tematica per l’approfondimento;
  3. Numero speciale NPG: questo vuole essere da una parte approfondimento di alcune tematiche dell’anno pastorale, e dall’altra una proposta di concretizzazione del metodo di lavoro per le realtà locali, scandito dai tre momenti già sperimentati del riconoscere, interpretare, scegliere. Così, se il Quaderno di Lavoro offre le ispirazioni, il numero speciale di NPG potrà offrire una metodologia;
  4. Sussidio formativo per le comunità SDB/FMA: questo è lo strumento che riprende la proposta pastorale per il cammino spirituale delle comunità salesiane e di alcuni gruppi della Famiglia Salesiana.

Missioni Don Bosco: la risposta salesiana al terremoto in Venezuela

Ieri un’altra forte scossa di terremoto, ancora molta paura in Venezuela.

Per far fronte alla situazione di grave emergenza i missionari salesiani hanno predisposto un piano di aiuti. Stanno fornendo assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole e dei centri salesiani attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicine e un sostegno economico di emergenza. Vogliono poter garantire questi aiuti per un periodo di tre mesi, ma hanno bisogno di un nostro aiuto, ora!

Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato Ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS:

“Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”.

Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.

La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata.

Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo:

“Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”.

A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.

Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente”. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole.

“La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”.

La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa.

Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata“.

Aiutaci a sostenere le prime 450 famiglie sfollate

Il tuo contributo ci permetterà anche di fornire generi alimentari essenziali a 10 comunità salesiane e sostegno economico a 200 membri del personale dei Centri:

  • Con 30€ contribuisci ad acquistare un kit di primo soccorso
  • Con 80€ aiuti le famiglie sfollate, ora accolte nelle case salesiane
  • Con 200€ garantisci generi alimentari per 5 persone per un mese!