5ª edizione “Minori di Diritto”: Semi di uguaglianza. Educare. Partecipare. Trasformare.

Torna a Torino “Minori di Diritto”, il seminario annuale dedicato ai temi dell’inclusione, della vulnerabilità e della marginalità sociale, con un’attenzione particolare al mondo educativo. La V edizione, in programma lunedì 9 febbraio 2026 presso Valdocco, porta il titolo “Semi di uguaglianza. Educare. Partecipare. Trasformare” e mette al centro l’Articolo 3 della Costituzione Italiana, cuore del principio di uguaglianza formale e sostanziale.

L’evento, promosso da Salesiani per il Sociale APS Piemonte e Valle d’Aosta e Vides Volontariato Internazionale Donna Sviluppo, si rivolge a educatori, insegnanti, operatori sociali e culturali e volontarie e volontari del Servizio Civile, oltre che a cittadine e cittadini interessati a promuovere una cultura dell’accoglienza e della partecipazione democratica.

Un programma per trasformare i principi in pratiche

La mattinata, della durata di quattro ore, prevede:

  • Una conferenza introduttiva con gli interventi di Andrea Farina, giurista – Università UPS Roma, e Lavinia Bianchi, pedagogista – Università Roma Tre.
  • Dieci talk tematici, condotti da professionisti, ricercatori e realtà del territorio, che offriranno strumenti operativi, esperienze concrete e spazi di confronto attivo.
    • Facilitatori dei Talk: Lavinia Bianchi e Marco Catarci – Università Roma Tre, Andrea Farina– Università UPS Roma, Paola Menotto e Daniel Mastrosimone – Università degli Studi di Torino, Chiara Ciociola – Fondazione Links, Ilaria Tarasco – Associazione Diskolé, Manuele Manco – AGS per il Territorio, Giorgio Antonino – Associazione Balon Mundial, Ilaria Zomer – Centro studi Sereno Regis, Francesca Errigo– Vides Main ODV.

I temi affrontati spaziano dalle disuguaglianze educative all’intersezionalità, dalla scuola come spazio inclusivo e di protagonismo alla protezione dei minori migranti, dalla cittadinanza nonviolenta allo sport come pratica di uguaglianza, fino alle disuguaglianze digitali, al volontariato come attivazione civica, alle reti educanti e all’educazione interculturale come giustizia sociale.

Il seminario invita a leggere l’Articolo 3 non come un enunciato astratto, ma come un programma politico, educativo e sociale che chi opera nei servizi educativi e sociali contribuisce ogni giorno a rendere concreto. La domanda guida rivolta ai partecipanti sarà:

“In che modo il tuo progetto contribuisce a rimuovere un ostacolo alla pari dignità delle persone?”

Minori di Diritto” vuole essere un luogo in cui teoria e pratica si incontrano, dove chi lavora con e per i minori possa ritrovare senso, strumenti e visioni. Un tempo per coltivare semi di uguaglianza, affinché i diritti non restino dichiarazioni, ma diventino vita quotidiana nei servizi, nelle scuole, nei territori.

La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati.

È richiesta l’iscrizione a questo link entro martedì 3 febbraio:

Per informazioni

Nasce Madama Chiosco – Un giardino per la comunità

A Torino, nella Circoscrizione 8, prende vita Madama Chiosco – Un giardino per la comunità, un progetto sociale, educativo e culturale che valorizza il Giardino Giorgio Anglesio, tra via Madama Cristina, corso Dante e via Giotto, trasformandolo in uno spazio accogliente, animato e aperto a tutte e tutti.

Il progetto è promosso dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS ed è finanziato dalla Città di Torino nell’ambito del bando ImpatTo, all’interno del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027.

Madama Chiosco nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento stabile per il quartiere e per la città, favorendo inclusione sociale, relazioni di prossimità e partecipazione attiva alla vita comunitaria.

L’iniziativa è sostenuta da una rete di associazioni e realtà locali impegnate nella promozione sociale, culturale e nella cura del territorio: l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS (capofila), l’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario ETS, L’Alfiere Campoverde APS, LAQUP – Laboratorio Qualità Urbana e Partecipazione e l’Associazione Commercianti Madama Cristina. Collaborano inoltre l’Oratorio Salesiano San Luigi e il Comitato Genitori Pellico.

Madama Chiosco opera all’interno di un Patto di collaborazione con la Città di Torino che riconosce il Giardino Giorgio Anglesio come bene comune urbano, promuovendo una gestione condivisa tra associazioni, cittadini attivi e istituzioni. Lo spazio è concepito come presidio educativo, culturale e aggregativo permanente, presidiato con continuità da operatori e volontari e aperto a cittadini, scuole e associazioni di tutte le età.

Il progetto pone al centro l’inclusione delle persone più fragili, in particolare persone straniere, in condizione di disagio economico o di difficoltà psicologica, attraverso attività educative, servizi accessibili, ascolto e orientamento sociale. Accanto a questo, valorizza la cittadinanza attiva, coinvolgendo abitanti e realtà del territorio nella cura dello spazio pubblico e nella co-progettazione delle iniziative.

La programmazione prevede attività educative, sociali e culturali continuative, tra cui corsi di italiano in collaborazione con il CPIA, laboratori ludico-educativi e doposcuola per bambini e adolescenti, corsi e attività di scacchi con attenzione alle vulnerabilità, iniziative culturali, passeggiate di quartiere e momenti di socialità aperti alla cittadinanza. È inoltre garantita la presenza di operatori e volontari per offrire un primo supporto alle persone in situazione di fragilità e favorire l’accesso ai servizi del territorio.

Madama Chiosco promuove un dialogo costante con la comunità locale, le istituzioni e le forze dell’ordine, contribuendo a una gestione condivisa e responsabile dello spazio pubblico e favorendo la trasformazione delle criticità in occasioni di confronto, partecipazione e corresponsabilità.

Nel medio periodo, il progetto intende accompagnare il percorso di riattivazione del chiosco ex edicola presente nell’area, oggi inutilizzato, con l’obiettivo di rafforzare la funzione di sportello sociale di prossimità e restituire alla cittadinanza un ulteriore spazio di ascolto, orientamento e servizi integrati nel tessuto del quartiere.

Madama Chiosco è aperto alla partecipazione di cittadini, scuole, associazioni e volontari interessati a proporre attività, aderire agli eventi e contribuire alle iniziative di cittadinanza attiva.

Strenna 2026: il Rettor Maggiore consegna il messaggio alla Famiglia Salesiana

 

Si è svolta sabato 27 dicembre 2025, presso la Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) a Roma, la tradizionale consegna della Strenna salesiana per il nuovo anno, gesto carico di significato che ogni anno rinnova l’unità e la corresponsabilità della Famiglia Salesiana attorno al messaggio del Rettor Maggiore. Un appuntamento molto partecipato, che ha riunito numerosi membri della Famiglia Salesiana attorno alla Strenna che accompagnerà il cammino spirituale e pastorale del 2026.

 Alla presenza della Madre Generale delle FMA, Madre Chiara Cazzuola, delle Consigliere del Consiglio Generale delle  Figlie di Maria Ausiliatrice e rappresentanti dei diversi Gruppi della Famiglia Salesiana, don Fabio Attard11° Successore di Don Bosco, ha presentato ufficialmente la Strenna 2026, dal titolo “Fate quello che vi dirà – Credenti, liberi per servire”, insieme al video di lancio realizzato dal Settore della Comunicazione Sociale con la collaborazione di IME Comunicazione.

L’evento ha visto la presenza di ospiti qualificati, tra cui il Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio; il Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Fidel Orendain; il Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, don Joan Lluis Playà; il Superiore della Visitatoria “Maria Sede della Sapienza”, don Josè Anibal Milhais Mendonça Pinto; il Coordinatore Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, Antonio Boccia; e la Madre generale delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore di Gesù, Madre Graziella Maria Benghini.

Ad aprire la serata è stata suor Leslie Sandigo, Consigliera Generale FMA per la Famiglia Salesiana, che ha rivolto un caloroso benvenuto ai presenti e a quanti erano collegati tramite la diretta streaming. Nel suo intervento ha sottolineato il valore della Strenna come dono del Rettor Maggiore e come segno di unità per tutta la Famiglia Salesiana, richiamando il cuore del messaggio: accogliere l’invito di Maria alle nozze di Cana con la stessa disponibilità e libertà dei servi, riscoprendo la propria identità di servi del Signore al servizio dei giovani.

È seguita una intensa preghiera introduttiva, ispirata al brano evangelico delle nozze di Cana, animata dal canto delle novizie salesiane. Durante il momento orante sono state portate sul palco cinque anfore, simbolo dei grandi ambiti della vita e della missione salesiana – fede viva, passione educativa, comunione fraterna, profezia, corresponsabilità. L’ultima anfora è stata portata insieme dal Rettor Maggiore, dalla Madre Generale e dal Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori, a significare la dimensione condivisa e corresponsabile del carisma salesiano.

Al termine della preghiera è stato proiettato, in anteprima mondiale, il video di presentazione della Strenna 2026, che ha offerto una lettura attuale e coinvolgente del tema a partire dalla scena evangelica di Cana. Il video ha messo in luce come l’invito di Maria – “Fate quello che vi dirà” – apra un processo di fede, libertà e servizio, traducibile oggi in un cammino concreto scandito da quattro verbi: guardare, ascoltare, scegliere, agire. Un percorso che interpella la Famiglia Salesiana a non restare spettatrice, ma protagonista dell’azione di Dio nella storia, specialmente accanto ai giovani e a quanti “non hanno più vino”.

Dopo la visione del video, suor Ausilia De Siena, Consigliera Generale FMA per la Comunicazione, ha animato un momento di dialogo e confronto, coinvolgendo Marta Rossi, Salesiana Cooperatrice, Alice Ferrigno, studentessa dell’Auxilium, e lo stesso don Fabio Attard. Il dialogo, arricchito anche da alcuni interventi della sala, ha permesso di approfondire il significato pastorale della Strenna e le sue implicazioni concrete per la vita quotidiana delle comunità educative.

Alle domande emerse dal dialogo, sul perché i giovani dovrebbero seguire Cristo, è stato ribadito che la fede nasce da un incontro e non da un dovere, quando esperienze autentiche e testimoni credibili aprono alla libertà. Su come riportare il “vino buono” in un mondo distratto, è stato sottolineato il bisogno di uno sguardo empatico, capace di entrare nella realtà senza giudicare. Riguardo al metodo della Strenna, si è chiarito che non si tratta di tecniche, ma di processi che nascono dall’essere radicati in CristoAlla questione della distanza con i giovani, la risposta è stata la creazione di ambienti credibili dove le domande possano emergere. Su come andare oltre la prima impressione, è emerso che comunità autentiche aprono cammini, mentre le paure degli adulti rischiano di bloccare i processi.

Alla domanda sull’accompagnamento, Maria è stata indicata come modello di presenza discreta e fiduciosaSul “vino nuovo” per i Salesiani Cooperatori, è stato richiamato il ritorno alla visione originaria di Don Bosco e alla corresponsabilità dei laici. Rispetto alla distrazione tecnologica, si è affermato che si tratta di una sfida globale, da affrontare con relazioni umanizzanti. Sul ruolo dei servi nel racconto delle nozze di Cana, è stato evidenziato che non sono semplici esecutori, ma persone a cui è affidata una responsabilità: ascoltano la parola di Gesù, si fidano, rischiano e diventano parte attiva del miracolo, immagine di una Famiglia Salesiana chiamata a servire con libertà, corresponsabilità e fiducia nell’azione di Dio. Infine, sulla testimonianza della fede, è stato ricordato che converte lo Spirito Santo e che ai credenti è chiesto di seminare con fedeltà e gioia.

Al termine del dialogo è seguito l’intervento conclusivo di Madre Chiara Cazzuola, che ha espresso un sentito ringraziamento al Rettor Maggiore per la profondità spirituale e la ricchezza di contenuti della Strenna 2026, sottolineando come essa rappresenti una chiamata attuale e profetica a vivere una fede radicata in Cristo, capace di generare libertà autentica e servizio gioioso, in piena fedeltà al carisma di Don Bosco. Un dono particolarmente significativo ha suggellato il momento conclusivo: la Madre Generale ha offerto al Rettor Maggiore un’icona del Buon Pastore, segno di comunione, affidamento e responsabilità pastorale condivisa.

La serata si è conclusa con il canto del Magnificat, in un clima di gratitudine, comunione e rinnovato impegno, affidando alla Famiglia Salesiana di tutto il mondo la Strenna 2026 come bussola spirituale e pastorale per l’anno che verrà.

Ad Avigliana il primo incontro di “Amare da Dio”: un percorso per educare il cuore al vero amore

Il 13 e 14 dicembre 2025 si è svolto presso la Casa Salesiana Madonna dei Laghi di Avigliana il primo incontro del nuovo percorso formativo “Amare da Dio”, promosso dalla Pastorale Giovanile Salesiana e dedicato a giovani single e fidanzati dai 19 ai 29 anni.

Un weekend intenso di formazione, preghiera e condivisione, nato per aiutare i partecipanti a comprendere le basi del vero amore umano e cristiano, nella relazione con sé stessi e con l’altro.

“Amare da Dio” vuole offrire ai giovani strumenti interiori e relazionali per costruire legami maturi e duraturi, imparando a supportarsi, sopportarsi e perdonarsi. Il cammino propone un approccio integrale, che unisce dimensione affettiva, spirituale, psicologica e morale, sempre alla luce del Vangelo e della tradizione salesiana.

Il primo incontro ha aiutato a leggere le dinamiche dell’amore come un dialogo continuo tra ciò che sentiamo e ciò a cui siamo chiamati, offrendo strumenti per vivere le relazioni in modo più consapevole.

Sono stati affrontati i principali nodi della vita affettiva, dal disegno di Dio e gli “scarabocchi” degli uomini ai bisogni e desideri, dal rapporto tra passione e ragione alla tensione tra spontaneità e volontà, dal cammino che va dal piacere alla responsabilità fino al dialogo tra eros e agape.

Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata alla bellezza della differenza uomo-donna, riflettendo sul rapporto tra sesso e genere, sui significati fondamentali della sessualità umana, sui caratteri distintivi dei sessi — biologici, affettivi e spirituali — e offrendo alcuni suggerimenti pratici e spirituali per imparare ad amarsi e rispettarsi nella relazione di coppia.

La proposta formativa ha sottolineato come la differenza non sia un ostacolo, ma un dono reciproco, una grammatica da imparare e da vivere con delicatezza, verità e coraggio.

Tra momenti di catechesi, confronto, adorazione e preghiera, il weekend ha offerto ai partecipanti l’occasione di interrogarsi sul proprio cammino vocazionale, sul desiderio di amare e lasciarsi amare, e sulla presenza di Dio nella vita affettiva.

Il clima di familiarità e sincerità ha reso possibile un’esperienza profonda, capace di generare fiducia, apertura e discernimento.

Conclusione Servizio Civile Digitale 2024/2025

Mercoledì 4 dicembre, si è concluso il percorso degli Operatori Volontari del Servizio Civile Digitale 2024/2025.
Di seguito l’augurio di Rosanna Todisco, Referente del Servizio Civile con i Salesiani Piemonte e Valle d’Aosta.

Care Operatrici e cari Operatori Volontari del Servizio Civile Digitale,
Care e cari OLP,

oggi si conclude un anno intenso, generoso, a tratti faticoso ma profondamente significativo. Un anno che avete abitato con responsabilità, con attenzione agli altri, con disponibilità ad imparare e a mettervi in gioco.

Il Servizio Civile non è solo un tempo “di servizio”: è un tempo politico, di scelta, di cittadinanza attiva.

Avete scelto di esserci, di prendervi cura delle persone, dei ragazzi e delle ragazze, dei territori, delle relazioni. Avete scelto di credere che la coesione sociale si costruisce un gesto alla volta, con pazienza, con un ascolto attento e con uno sguardo che accoglie.

In questo c’è tutto il valore della vostra presenza, della vostra dedizione e della qualità del lavoro svolto a fianco degli OLP e delle equipe delle sedi.

Allo stesso tempo, farlo in un ambiente salesiano dà a questa esperienza un significato ancora più profondo: vi siete inseriti in una comunità che vive l’educazione come missione, che vede i giovani come protagonisti. Avete contribuito a rendere le nostre case e i nostri centri luoghi in cui crescere insieme, imparare, sbagliare, riprovare, e soprattutto sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Per questo vi diciamo grazie, di cuore.

A voi OLP, il nostro riconoscimento per la guida, il tempo dedicato, la pazienza nelle complessità, la capacità di sostenere i volontari e le volontarie e rendere questo anno un laboratorio reale di crescita personale, professionale e civica. Il Servizio Civile vive grazie a voi.

A voi volontarie e volontari, l’augurio di portare con voi ciò che avete imparato: la cura delle persone, il coraggio di mettervi al servizio, la consapevolezza del vostro valore e della vostra voce.

Grazie per quello che avete fatto.
Grazie per chi siete stati.
Buona vita!

Con stima e affetto,
Rosanna Todisco e l’Ufficio Servizio Civile dei Salesiani

Un viaggio condiviso: l’evento conclusivo del progetto Erasmus+ alla Scuola Media Salesiana San Domenico Savio di Bra

Nella mattinata di giovedì 27 Novembre, alla Scuola Media Salesiana San Domenico Savio di Bra, si è svolto l’evento conclusivo del progetto Erasmus+, un percorso che ha portato un gruppo di studenti delle classi seconde e terze in Irlanda per un’esperienza interculturale unica.

Il progetto, promosso dall’Unione Europea a sostegno della partecipazione, della crescita personale e della mobilità dei giovani in Europa, è stato realizzato anche grazie alla preziosa collaborazione dell’agenzia viaggi Effatà Tour, che ha accompagnato la scuola nell’organizzazione del viaggio.

Guidati dalla professoressa Chiara Noello, i ragazzi rientrati dall’Erasmus hanno condiviso con i compagni foto e video che raccontavano le attività vissute durante la loro permanenza in Irlanda.
Tra queste, le più amate dai ragazzi sono state:

  • la caccia al tesoro per scoprire la città;
  • gli incontri con le famiglie ospitanti;
  • i giochi interattivi come il bingo, il quiz sui piatti tipici e le interviste alle persone del posto;
  • la giornata di Halloween, con l’intaglio delle zucche;
  • la visita alla città di Galway;
  • i laboratori di cucina con i cupcake preparati insieme e i momenti dedicati ai balli tradizionali irlandesi, vissuti proprio con i coetanei irlandesi.

Prima della partenza, gli studenti che non hanno preso parte al viaggio hanno realizzato una presentazione dedicata alla loro scuola, destinata ai ragazzi  irlandesi come gesto di accoglienza e scambio culturale.

Durante l’evento di questa mattina hanno partecipato con entusiasmo, provando i balli irlandesi insegnati dai compagni rientrati dall’esperienza. All’incontro hanno preso parte la Preside Lorenza Fissore e l’Assessore alla Cultura del Comune di Bra Lucilla Ciravegna, che hanno portato il loro saluto, riconoscendo il valore educativo e culturale del progetto Erasmus+ nel percorso di crescita dei ragazzi.

La mattinata si è conclusa con una merenda tutti insieme, un momento semplice ma significativo che ha saputo racchiudere lo spirito dell’intero progetto: scoprire, condividere, crescere.

 

 

Esercizi Spirituali MGS Giovani e MGS Plus

Nel weekend del 29 e 30 novembre si sono svolti gli Esercizi Spirituali dedicati ai giovani universitari e lavoratori, un appuntamento consueto che per la prima volta ha visto la partecipazione di due gruppi distinti in due diverse sedi:

  • Al Colle Don Bosco, presso la casa Zatti, si sono ritrovati i giovani nati tra il 2004 e il 2006. A guidare le meditazioni è stato don Giorgio Degiorgi SDB, che ha accompagnato i ragazzi in un percorso di riflessione e preghiera.

  • A Pianezza, nella cornice di Villa Lascaris (Via Lascaris 4), hanno invece partecipato i giovani nati tra il 1997 e il 2003. Qui la predicazione è stata affidata a don Cristian Besso SDB, che ha proposto spunti di spiritualità e vita cristiana per chi è già inserito nel mondo universitario e lavorativo.

Entrambi i gruppi hanno vissuto l’esperienza dalle 9.30 di sabato fino alle 17.00 di domenica, condividendo momenti di preghiera, meditazione e fraternità.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione preziosa di crescita spirituale e comunitaria.

Lettera dell’Ispettore – Novembre 2025

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di novembre 2025.

Valdocco, 30 novembre 2025
Prima Domenica di Avvento

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi confratelli, carissime laiche e laici corresponsabili, un saluto cordiale a tutti/e voi, in questa fine di novembre 2025.

Siamo appena entrati nel nuovo anno liturgico e nel Tempo di Avvento. C’è un nuovo cammino di grazia che si apre davanti a noi. Un cammino lungo il quale il Signore vuole essere atteso, cercato, trovato, accolto, incontrato, ascoltato, seguito, imitato, amato fino alla fine!

Sappiamo bene che il tempo di Avvento chiede di coltivare gli atteggiamenti virtuosi della ricerca vigile, della fede viva, dell’attesa gioiosa. Vorrei fermarmi a riflettere brevemente su uno di questi atteggiamenti, quello della gioia, che è parte integrante della spiritualità cristiana ma anche della spiritualità salesiana.

Mi sembra utile proporre questa riflessione, perché la nostra vita talora viene appesantita da difficoltà personali, comunitarie, familiari, provenienti dalla nostra missione o anche dalle vicende spesso dolorose che il mondo vive. E la gioia rischia di venire meno, di capitolare, di essere rinviata a tempi migliori.

Nonostante ciò la gioia (o allegria) fin dalle origini è un ingrediente fondamentale dell’Oratorio di Valdocco. È Domenico Savio – sulla scorta di quanto imparato da Don Bosco – che nell’ottobre 1855 dice a Camillo Gavio, ragazzo quindicenne arrivato convalescente a Valdocco da Tortona, e che appariva un po’ malinconico e intimidito, ma anche profondo e disponibile a fare la volontà di Dio: Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Noi procureremo soltanto di evitare il peccato, come un gran nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore; procureremo di adempiere esattamente i nostri doveri e frequentare le cose di pietà. Comincia fin d’oggi a scriverti per ricordo: Servite Domino in laetitia: serviamo il Signore in santa allegria (Memorie Biografiche V, 356).

L’allegria alla quale siamo invitati dall’insegnamento di Don Bosco non ha radici superficiali; non ignora i problemi e i mali del mondo. Ma ricorda che la comunione con Dio è l’unica condizione che può donare pace al nostro cuore, così assetato di gioia. E questo segreto Don Bosco ha voluto comunicarlo con insistenza a ragazzi, confratelli, laici impegnati nella comune missione, tanto da farlo diventare una caratteristica portante della spiritualità salesiana. Tale caratteristica viene fortemente ribadita dall’articolo 17 delle Costituzioni Salesiane, che si intitola Ottimismo e gioia. Esso recita così:

17. Il salesiano non si lascia scoraggiare dalle difficoltà, perché ha piena fiducia nel Padre: «Niente ti turbi», diceva Don Bosco. Ispirandosi all’umanesimo di san Francesco di Sales, crede nelle risorse naturali e soprannaturali dell’uomo, pur non ignorandone la debolezza. Coglie i valori del mondo e rifiuta di gemere sul proprio tempo: ritiene tutto ciò che è buono, specie se gradito ai giovani. Poiché annuncia la Buona Novella, è sempre lieto. Diffonde questa gioia e sa educare alla letizia della vita cristiana e al senso della festa: «Serviamo il Signore in santa allegria».

L’articolo 17 è chiaramente diretto ai salesiani consacrati, ma penso sia legittimo estenderne i destinatari a tutti coloro che lavorano e si riconoscono nel nome di Don Bosco. Non è un caso infatti che nella Carta d’Identità della Famiglia Salesiana, l’articolo 33 si intitoli: Ottimismo e gioia nella speranza. E che tale articolo risulti in qualche modo la ripresa e l’estensione dell’art. 17 delle Costituzioni salesiane.

Si legge tra l’altro nell’articolo 33: La gioia che proviamo quaggiù è un dono pasquale, anticipo della gioia piena di cui godremo nell’eternità. Don Bosco ha intercettato il desiderio di felicità presente nei giovani e ha declinato la loro gioia di vivere nei linguaggi dell’allegria, del cortile e della festa; ma non ha mai cessato di indicare Dio quale fonte della gioia vera. E più avanti: Alla scuola di Don Bosco l’appartenente alla Famiglia Salesiana coltiva dentro di sé alcuni atteggiamenti che favoriscono la gioia e la comunicano agli altri. 1. La fiducia nella vittoria del bene /…/. 2. L’apprezzamento dei valori umani /…/. 3. L’educazione alle gioie quotidiane…

Nonostante le difficoltà e le sofferenze che il quotidiano ci può riservare, non c’è dubbio che il nostro cuore nel profondo continui a desiderare la gioia; e vale lo stesso, certamente, per il cuore dei giovani. Sappiamo che solo il Signore Gesù può soddisfare la nostra sete di gioia e di infinito. Vi auguro perciò di vivere il tempo di Avvento come ricerca gioiosa del Signore, una ricerca costellata da piccole o grandi sorsate di gioia, attinte dal quotidiano; prima di giungere nuovamente alla celebrazione della pienezza sorgiva di Cristo, che si rivela nel mistero dell’Incarnazione.

Buon tempo di Avvento!

Con affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

“Le professioni non hanno un genere”: l’evento speciale sulle Pari Opportunità del CNOS-FAP Piemonte

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il CNOS-FAP Piemonte ha organizzato Le professioni non hanno un genere!, un appuntamento speciale dedicato alle Pari Opportunità.

L’iniziativa, svoltasi nella mattinata di martedì 25 novembre 2025 presso il Teatro Grande Valdocco a Torino, ha riunito oltre 800 giovani ed Educatori dai vari centri CNOS-FAP del Piemonte, rappresentando un momento significativo di riflessione e confronto sul tema degli stereotipi di genere nel mondo del lavoro.

Costruire un futuro senza barriere

Condotto da Sonia Arnolfo e Fabio Tripaldi, Referenti Pari Opportunità e Formatori dei Centri CNOS-FAP di Bra e Savigliano, l’incontro ha posto al centro la necessità di superare pregiudizi e condizionamenti che ancora oggi limitano le scelte professionali di tanti giovani. È stato ribadito un messaggio chiaro: ogni giovane deve poter costruire il proprio futuro lavorativo senza vincoli legati al genere, ma guidato da passioni, talenti e competenze.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di don Michele Molinar, Vicario Ispettoriale, e Antonella Bertarello del Settore Standard formativi e orientamento permanente di Regione Piemonte. A seguire, la proiezione di un video introduttivo al tema, realizzato dall’Ufficio Comunicazione dell’Ispettoria Salesiana del Piemonte.

A rendere l’evento ancora più intenso la partecipazione dell’Associazione Tedacà, che ha portato in scena lo spettacolo Donne”: un viaggio ironico e avventuroso nel ‘900 italiano per raccontare il percorso di emancipazione femminile nel nostro Paese. Un’opera potente e diretta, che ha saputo incantare e coinvolgere tutti i giovani presenti.

La premiazione dei ragazzi CNOS-FAP

La giornata si è conclusa con un momento di festa e riconoscimento: la premiazione dei ragazzi dei centri CNOS-FAP che hanno partecipato al contest fotografico dedicato al tema delle pari opportunità. Attraverso le loro immagini, i giovani hanno raccontato il proprio senso di equità e inclusione nel mondo del lavoro, offrendo spunti creativi e profondi.

A salire sul podio e a ricevere i buoni spesa del valore di 50€, 100€ e 350€ sono stati:

  • 1° posto: Emanuele Silvestri
  • 2° posto: Lucrezia Mirto
  • 3° posto: Davide Giacchino

Menzioni speciali anche per Nicolò Greco, Naomi Cenedese, Anas Bouqaroune, Beatrice Paschetta.

L’evento ha rappresentato non solo un’occasione di sensibilizzazione, ma anche un invito concreto ad agire insieme per costruire un futuro più equo e inclusivo.

 

Secondo incontro GxG: un weekend per riscoprire la Chiesa con il cuore

Durante il weekend del 22 e 23 Novembre un centinaio di giovani, provenienti da diverse realtà del territorio, si sono ritrovati a Valdocco per il secondo incontro dei Gruppi Ricerca GxG.

Tema del finesettimana “La Parola e i sacramenti come luoghi di crescita nel rapporto con Dio nella Chiesa: più cresce il mio rapporto con Dio più sento la Chiesa“.

Giorni intensi, fatti di esperienze, riflessioni e condivisione, incentrati sulla domanda:

Sono nella Chiesa in base alla profondità della mia vita cristiana: ci posso essere con il cuore o solo con il corpo?

Sabato: esperienze locali e relazioni che costruiscono

La giornata di sabato ha visto i ragazzi divisi per vivere due esperienze complementari:

  • I ragazzi si sono recati alla casa salesiana del Michele Rua, dove hanno incontrato la comunità locale per comprendere come ci si prende cura della Chiesa nella quotidianità.
  • Le ragazze, rimaste a Valdocco presso la sede delle Figlie di Maria Ausiliatrice, hanno partecipato a un percorso a tappe attraverso quattro stand tematici, ciascuno dedicato a una dimensione delle relazioni che aiutano a costruire la propria relazione con Cristo.

La serata ha riunito tutti i partecipanti per un gioco comunitario alle 21.00, seguito da una veglia di preghiera alle 22.00, prima del meritato riposo.

Domenica: sacramenti e appartenenza

Il giorno seguente, i giovani si sono ritrovati tutti insieme alla sede delle FMA per approfondire il senso di appartenenza alla Chiesa attraverso i sacramenti. Anche qui, il percorso si è articolato in quattro stand, animati dai novizi salesiani, che hanno accompagnato i ragazzi in una riflessione viva e coinvolgente.

La Santa Messa delle 12.00 ha rappresentato il culmine spirituale del weekend, seguita da un pranzo comunitario che ha chiuso l’incontro in un clima di gioia e fraternità.

Questo secondo appuntamento dei GxG ha confermato quanto sia prezioso offrire ai giovani spazi di ricerca autentica, dove la fede si intreccia con la vita, le relazioni e il desiderio di costruire una Chiesa vissuta con il cuore.