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Tu come stai? E se lo chiedessimo anche all’IA

Nel progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”,finanziato da Con i Bambini, l’attenzione parte da un dato preciso: tra gli adolescenti cresce il disagio legato a scuola, relazioni, famiglia ed emozioni. Una condizione che si intreccia sempre più con il bisogno di trovare ascolto e orientamento in un contesto complesso.

Chiedere a ChatGPT cosa fare della propria vita non è solo una curiosità tecnologica: è il segnale di un bisogno più profondo di orientamento, ascolto e assenza di giudizio. Sempre più spesso, infatti, soprattutto i più giovani cercano nell’intelligenza artificiale uno spazio in cui poter esprimere dubbi e fragilità senza sentirsi esposti.

Come racconta anche Save the Children nell’Atlante dell’Infanzia “Senza filtri”, l’IA è ormai parte della quotidianità degli adolescenti, utilizzata anche nei momenti di difficoltà emotiva o per orientarsi nelle scelte importanti della vita. Un dato che interroga: cosa sta mancando nelle relazioni reali?

Nel suo articolo, Giuseppe Porrovecchio evidenzia proprio questo nodo: viviamo una nuova “grammatica dello stare insieme”, in cui si cerca ascolto senza rischio e risposte senza conflitto. Ma crescere significa anche attraversare fragilità, emozioni complesse e domande aperte, non da soli ma dentro relazioni autentiche.

Dentro questa prospettiva si colloca il progetto, che prova a rispondere proprio a questa esigenza: non solo intervenire sul disagio, ma ricostruire condizioni di ascolto e attenzione diffusa, in cui la domanda “Tu come stai?” torni a essere un gesto concreto di relazione e non una formalità.

Per approfondire la riflessione completa si rimanda all’articolo di Giuseppe Porrovecchio.

 

“Tu come stai”: il Gate, uno spazio per crescere insieme

Casale Monferrato, 17  dicembre 2025

Nel percorso del progetto “Tu come stai”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, uno degli strumenti attivati sul territorio di Casale Monferrato è il Gate, uno spazio dedicato ai ragazzi e alle ragazze dagli 11 ai 18 anni pensato per offrire ascolto, orientamento e supporto in un ambiente accogliente e accessibile.

Il Gate nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per gli adolescenti, un luogo in cui poter parlare liberamente delle proprie difficoltà, confrontarsi con professionisti qualificati e trovare un sostegno personalizzato nei momenti di fragilità o cambiamento.

L’accesso al servizio può avvenire spontaneamente durante le aperture del lunedì e del venerdì pomeriggio oppure tramite appuntamento. Nel tempo, il Gate è diventato anche una risorsa riconosciuta dalla rete territoriale: numerosi ragazzi arrivano infatti attraverso segnalazioni di operatori impegnati nelle attività di prevenzione e aggancio del progetto o grazie alla collaborazione con altri servizi e professionisti del territorio, tra cui psicologhe degli sportelli di ascolto, assistenti sociali, servizi dell’ASL, allenatori sportivi, pediatri e medici di medicina generale.

Uno degli elementi distintivi del Gate è il lavoro integrato di un’équipe multidisciplinare composta da figure educative e psicologiche che, insieme ai ragazzi e alle loro famiglie, costruiscono percorsi di supporto personalizzati. Il progetto di accompagnamento viene definito caso per caso, valorizzando bisogni, risorse e obiettivi di ciascun giovane.

Accanto agli incontri individuali con l’educatrice e la psicoterapeuta, il Gate propone attività di gruppo e laboratori che favoriscono la socializzazione, il confronto tra pari e la costruzione di relazioni positive. Condividere esperienze e sperimentarsi in contesti protetti rappresenta infatti una parte importante del percorso di crescita e benessere.

Negli ultimi mesi hanno preso avvio anche i GateLab, laboratori tematici aperti a tutti i ragazzi interessati, indipendentemente dalla partecipazione a un percorso individuale. I GateLab offrono occasioni di incontro, espressione e scoperta attraverso attività diversificate come scrittura creativa, yoga, ASMR, gruppi di parola e altre proposte costruite a partire dagli interessi e dai bisogni emersi tra gli adolescenti del territorio.

Attraverso il Gate, il progetto “Tu come stai?” intende rafforzare la comunità educante del territorio, promuovendo una rete capace di intercettare precocemente le situazioni di disagio e di accompagnare adolescenti e famiglie nella costruzione di percorsi di benessere e crescita.

Giovani, fragilità e salute mentale: cosa ci stanno dicendo davvero?

Nel progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini, una delle sfide più importanti è contribuire a costruire una cultura del benessere psicologico che coinvolga non solo i ragazzi e le ragazze, ma l’intera comunità educante.

Per farlo, è fondamentale partire dall’ascolto delle loro esperienze, dei loro bisogni e delle domande che attraversano la crescita oggi. È proprio l’ascolto, infatti, il punto di partenza per comprendere cosa significhi essere giovani in un tempo caratterizzato da grandi opportunità ma anche da profonde incertezze.

Non so proprio come sarà il mio futuro, non me lo immagino proprio.

Dietro questa frase non c’è soltanto l’incertezza di un adolescente. C’è una condizione che sempre più giovani condividono: la difficoltà di immaginare il proprio futuro in un contesto percepito come instabile e imprevedibile.

Secondo la ricerca Fragile – Mappae mundi di una nuova generazione dell’Osservatorio Unfiltered di Unhate Foundation, i ragazzi e le ragazze di oggi crescono in una realtà profondamente diversa da quella delle generazioni precedenti. Vivono in un Paese che invecchia rapidamente, in cui i giovani sono sempre meno numerosi, e in un contesto segnato da precarietà economica, difficoltà di accesso al lavoro e alla casa e crescente incertezza rispetto alle prospettive future.

La ricerca evidenzia come le nuove generazioni si trovino ad affrontare una vera e propria “policrisi“: instabilità economica, tensioni internazionali, emergenza climatica e trasformazioni sociali che rendono più difficile costruire progetti di vita stabili. Non sorprende quindi che molti giovani dichiarino di sentirsi sotto pressione, disorientati o in difficoltà nel dare una direzione al proprio percorso.

In questo scenario, la salute mentale non può essere letta soltanto come una questione individuale. Il benessere psicologico è strettamente legato al contesto in cui una persona vive, alle relazioni che può costruire, alle opportunità che incontra e alla possibilità di sentirsi parte di una comunità.

La ricerca mette in luce un elemento particolarmente importante: la fragilità non nasce necessariamente dall’assenza di capacità o risorse personali, ma spesso dalla mancanza di punti di riferimento stabili. Quando relazioni, luoghi educativi e occasioni di partecipazione vengono meno, aumenta il rischio di isolamento, sfiducia e disagio.

Per questo parlare di salute mentale significa anche parlare di comunità. Significa creare spazi di ascolto, rafforzare le relazioni educative e offrire ai giovani occasioni concrete per esprimersi, partecipare e sentirsi protagonisti.

È una sfida che riguarda tutti: famiglie, scuole, servizi, associazioni e territorio. Perché il benessere dei giovani non si costruisce da soli, ma attraverso una comunità capace di ascoltare, accogliere e accompagnare.

La domanda “Tu come stai?” assume allora un significato diverso. Non è soltanto una formula di cortesia, ma un invito ad ascoltare davvero ciò che i giovani stanno vivendo. Perché comprendere il loro benessere significa comprendere il futuro della comunità intera.

Cinema Teatro Don Bosco Cuneo: serata evento “Prove di crescita” per genitori di adolescenti

La Sala della Comunità Cinema Teatro Don Bosco si animerà il 28 Aprile alle ore 21 con la serata evento “Prove di crescita“, dedicata ai genitori con figli adolescenti per avviare una riflessione sul rapporto con i ragazzi in un’età che sappiamo tutti essere particolare. Interverranno Elisa Dani ed Elisa Tavera, in collaborazione con il CSAC e il Liceo E. De Amicis. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Di seguito la notizia pubblicata dal sito dei Salesiani di Cuneo.

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La Sala della Comunità Cinema Teatro Don Bosco propone una serata evento dedicata ai genitori con figli dai 12 ai 15 anni (o nei dintorni), giovedì 28 aprile, alle ore 21, per avviare una riflessione sul rapporto con gli adolescenti. Un’età che sappiamo tutti essere particolare, caratterizzata da grandi cambiamenti che sviluppano potenti energie, a volte entusiasmanti, a volte difficili da gestire, sia per le ragazze e i ragazzi, sia per i genitori. Il tutto reso più complesso da questi anni tormentati, prima da una pandemia che ha colto tutti alla sprovvista rivelando fragilità inaspettate, poi da venti di guerra sempre più turbinosi e vicini.

Come guardare, con amore e passione, ai propri figli adolescenti che crescono in questi tempi caratterizzati da cambiamenti repentini e inattesi? Come esercitare la difficile arte di essere adulti, sapendo sostenere senza sostituirsi, senza comprimere le energie esuberanti ma vitali che esprimono gli adolescenti

La serata affronta queste domande con un format particolare:

  • in apertura Elisa Dani (attrice e regista teatrale di Boves) proporrà un insieme di
    suggestioni e spunti, come materiale emotivo per attivare la riflessione;
  • a seguire Elisa Tavera (psicologa psicoterapeuta del centro per la famiglia del
    Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese) condurrà un dialogo con i genitori in
    sala, partendo dalle risonanze (e dalle dissonanze) generate dagli spunti proposti
    nella prima parte.

La serata è realizzata in collaborazione con il Centro per la Famiglia dello CSAC e il Liceo E. De Amicis di Cuneo. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, con possibilità di prenotazione scrivendo una mail a prenotazionidonbosco.cuneo@gmail.com (indicare nome, cognome, un telefono di riferimento, numero di posti da prenotare).

La gestione della sala avverrà nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza per il contrasto dell’epidemia da Covid-19 secondo le disposizioni vigenti nel momento degli spettacoli. Alla luce delle norme attuali, fino al 30/04/2022 compreso per l’accesso è necessario mostrare il green pass valido ed indossare una mascherina FFP2. La Sala sarà aperta un’ora prima dello spettacolo: si invita il pubblico a presentarsi in anticipo per svolgere in tutta calma le operazioni di ingresso e biglietteria.

Altre informazioni e aggiornamenti disponibili sul sito dei Salesiano di Cuneo.

 

Educazione e adolescenti: un master per aggiornarsi e qualificarsi

Istituto di Catechetica dell’UPS

Master di 1° livello per Educatori di Adolescenti

Questo Master vuole essere un contributo dell’Istituto di Catechetica alla Chiesa italiana nel contesto e in preparazione al Sinodo dei Vescovi del 2018: i giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

L’esigenza di sostenere e accompagnare le Chiese locali nel rinnovamento dei processi di educazione alla fede relativi alla fascia degli adolescenti (14-19 anni), in un orizzonte che privilegia  l’educazione integrale del «buon cristiano e onesto cittadino», spinge l’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione (FSE) dell’Università Pontificia Salesiana (UPS), su richiesta e in collaborazione con l’Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) e il Servizio Nazionale per laPastorale Giovanile (SNPG) della Conferenza Episcopale Italiana, a proporre un Master di primo livello per educatori degli adolescenti in ambito ecclesiale.

La proposta risponde anche al sentito bisogno di una qualificazione specifica e di aggiornamento per i Direttori degli Uffici Catechistici e del Servizio per la Pastorale Giovanile nell’ambito delle Diocesi italiane e per i collaboratori che li affiancano a vari livelli nell’animazione pastorale e catechistica diocesana.

Il Master, con finalità di aggiornamento nelle scienze dell’educazione e di formazione specifica nella metodologia catechetico-pastorale, intende abilitare le persone indicate dall’Ordinario all’assunzione di responsabilità e coordinamento a livello diocesano e parrocchiale della pastorale e catechesi con gli adolescenti.

Il Master è rivolto a Direttori e Collaboratori degli Uffici Catechistici Diocesani (UCD) e del Servizio di Pastorale giovanile Diocesano (SPGD) e a Educatori che svolgono un servizio negli Oratori e Centri Giovanili (OCG).

Per accedere come studenti Ordinari al Master si richiede il Baccalaureato/Laurea in Filosofia o Teologia o Scienze dell’Educazione o, più in generale, Scienze umane. Possono essere ammessi come Ospiti quegli studenti che hanno un “curriculum vitae” ritenuto idoneo dal Direttore del Master.

In linea con gli intenti del progetto, il Master intende garantire non solo la conoscenza dei contenuti ma la capacità di padroneggiarli, elaborarli, gestirli e applicarli. Il Master prevede delle aree tematiche e contenuti della formazione, offerti nelle lezioni frontali, approfonditi e sperimentati poi nei laboratori e nel tirocinio. Il Master, con forte accentuazione applicativa è strutturato in 1500 ore, pari a 60 ECTS.

Il Master ha una durata di 15 mesi (settembre 2017 – dicembre 2018), con la frequenza così distribuita:

  • [Tre settimane intensive di 5 giorni] 11-15 settembre 2017; 9-13 febbraio 2018 e 7-11 (14-18) settembre 2018.
  • [Due incontri di 3 giorni] 13-15 novembre 2017 e 11-13 maggio 2018 (lunedì-mercoledì).

Sede del Master sarà l’Università Pontificia Salesiana, Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 – 00139 ROMA.

Per informazioni e Iscrizioni: master.catechetica@unisal.it oppure clicca qui.

 

“Diaro (quasi segreto) di un prof.” di Marco Pappalardo

Si intitola «Diario (quasi segreto) di un prof. Pozioni e incantesimi per connettersi con gli adolescenti» ed è pubblicato dalle Edizioni San Paolo il nuovo libro nel quale Marco Pappalardo raccoglie sogni e quotidianità, fatica e bellezza della sua vita di insegnante.

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica “Diario di Prof”, per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell’educazione attraverso l’oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate.

Intervista a don Domenico Ricca: Ci sono ragazzi che uccidono i genitori

Nel numero di Domenica 22 gennaio, il settimanale della Diocesi di Torino, La Voce e il Tempo, pubblica una lunga intervista a don Domenico Ricca, cappellano del carcere minore Ferrante Aporti di Torino, relativa ai recenti fatti che hanno visto degli adolescenti protagonisti di un efferato delitto famigliare.