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Opportunity Days a Borgomanero per la Festa di don Bosco, 60 incontri per crescere

Dai salesiani di Borgomanero.

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Le Giornate delle Opportunità giungono alla terza edizione: il 28 e il 29 gennaio la Scuola Don Bosco di Borgomanero interrompe l’ordinarietà per offrire nuove opportunità a studenti e studentesse liceali.

Anche quest’anno in occasione delle giornate che precedono Festa di don Bosco, con il prezioso contributo dei rappresentanti di Istituto, la scuola organizza sessanta incontri con professionisti, per un confronto su temi che le stesse ragazze e ragazzi hanno individuato di loro interesse: dalla contemporaneità alla poesia, dallo sguardo al futuro lavorativo a tematiche che approfondiscono il rispetto e la solidarietà, dalla creatività artistica alla cittadinanza attiva, fino a salute, benessere e sport.

Lo scopo è quello di poter coinvolgere e ispirare tutte le studentesse e gli studenti: secondo quanto previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in merito all’orientamento, il desiderio è quello di accendere nuovi interessi e passioni nei giovani.

Il Don Bosco di Borgomanero adotta il Modello SEM: una svolta per la didattica dell’eccellenza

Dai salesiani di Borgomanero.

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Borgomanero diventerà la seconda scuola in Italia a implementare il prestigioso Modello di Arricchimento Scolastico (Renzulli, Reis, Milan, 2021) che valorizza il potenziale creativo di ogni studente.

Una notizia che segna un momento storico per l’istituto salesiano: in seguito alla delibera del Consiglio di Istituto del 7 gennaio 2026, il Collegio Don Bosco di Borgomanero diventerà la seconda scuola in Italia ad adottare il Modello di Arricchimento Scolastico dopo l’Istituto Salesiano di Varese.

Un percorso di formazione d’eccellenza

Il cammino verso questa importante innovazione didattica è iniziato nell’aprile 2025, quando i docenti della scuola media hanno iniziato un percorso di formazione specifico sul Modello SEM, guidato dalla dott.ssa Lara Milan, massima esperta italiana in questo ambito. Grazie al suo accompagnamento, i nostri insegnanti hanno potuto scoprire il potenziale del Modello per la crescita degli studenti.

Lara Milan

La dott.ssa Lara Milan, Ph.D. è Specialist in Gifted and Talented Education, Specialist in Twice Exceptionality e SEM Specialist, nonché fondatrice di SEM Italy, centro accreditato presso i principali enti internazionali nel campo dell’educazione del talento (www.semitaly.com). Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Psicologia, Neuroscienze e Statistica Medica presso l’Università di Pavia, e ha implementato per la prima volta in Italia il Modello di Arricchimento Scolastico. La dott.ssa Lara Milan è autrice di numerosi volumi e articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali.

Riconosciuta come ambasciatrice del Modello SEM in Italia, la dott.ssa Milan ha perfezionato la sua formazione presso l’Università del Connecticut, dove ha collaborato direttamente con i creatori del modello, il Professor Joseph Renzulli e la Professoressa Sally Reis. Inoltre, ha conseguito la specializzazione sulla doppia eccezionalità presso la Bridges Graduate School of Cognitive Diversity in California. La sua attività si concentra principalmente sulla formazione dei docenti, accompagnandoli nell’implementazione di strategie didattiche innovative per riconoscere e sviluppare il talento di ogni studente, con particolare attenzione agli alunni plusdotati e doppiamente eccezionali.

Cosa cambia da settembre 2026

A partire dal prossimo anno scolastico, la scuola media del Collegio Don Bosco adotterà il Modello SEM, progettato per sviluppare il pensiero divergente e il potenziale creativo di tutti gli studenti. Il Modello SEM non si limita a valorizzare le eccellenze e gli studenti con plusdotazione e doppia eccezionalità ma offre a ciascun alunno l’opportunità di esplorare i propri talenti, interessi e capacità in un ambiente stimolante e inclusivo.

Questo approccio pedagogico si basa sulla convinzione che ogni studente possieda un potenziale unico da sviluppare. Attraverso attività di arricchimento differenziate, progetti interdisciplinari e percorsi personalizzati, il modello permetterà ai ragazzi di esprimere al meglio le proprie capacità, favorendo al contempo lo sviluppo del pensiero critico, della creatività e dell’autonomia nell’apprendimento.

Un’opportunità per tutta la comunità educativa che verrà presentata negli Open Day

L’adozione del Modello SEM rappresenta un investimento significativo nella qualità dell’offerta formativa dell’istituto e conferma l’impegno del Collegio Don Bosco nell’innovazione didattica e nell’attenzione ai bisogni educativi di ciascuno studente. Entrare a far parte di questa rete selezionata di scuole italiane che applicano il Modello SEM ci pone all’avanguardia nel panorama educativo nazionale.

Siamo orgogliosi di questo traguardo e ringraziamo il corpo docente per l’impegno dimostrato nel percorso formativo, il Consiglio di Istituto per aver sostenuto questa importante decisione, e naturalmente la dott.ssa Lara Milan per la sua preziosa guida.

Negli open day di venerdì 16 gennaio (ore 18.00) e di sabato 19 (ore 10.00) verrà presentata nuova opportunità.

Per info:

  • Prof. Emanuela Negri, Preside: ‭347 5762014‬

Borgomanero: il Liceo protagonista all’evento nazionale di “Mind the School”

Dai salesiani di Borgomanero.

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L’evento che si è tenuto ieri a Le Village by Crédit Agricole – acceleratore di innovazione era rivolto a ragazzi e dirigenti scolastici provenienti da scuole selezionate su criteri di eccellenza, ispirato ad un confronto sul tema delRispetto” nelle scuole oggi.

L’idea dell’eventoMind the School” è venuta alla Fondazione Imprendi dalla constatazione che all’esame di Stato del 2025, la traccia sul “rispetto” (ispirata da un editoriale di Riccardo Maccioni sul quotidiano Avvenire), è stata scelta da quasi il 40% degli studenti partecipanti, il che lascia supporre che ci sia una particolare sensibilità dei giovani al riguardo.

Così sono state selezionate alcune scuole, chiedendo ai Presidi di partecipare ad un Panel/discussione su come introdurre/rafforzare il tema “Rispetto” nelle scuole oggi e contemporaneamente coinvolgere uno studente ed una studentessa a presentare una riflessione personale su vari aspetti e tipologie di “Rispetto”.

È stato sicuramente un importante riconoscimento per il nostro Istituto l’essere selezionati tra le scuole di eccellenza per partecipare a questo evento e molto apprezzati dagli organizzatori sono stati gli interventi della Preside Emanuela Negri e degli studenti Bianca Caramore e Federico Mora, che hanno rappresentato il Liceo Classico don Bosco di Borgomanero.

I due studenti hanno aperto il loro intervento con questa provocazione che ha fatto riflettere, catturando l’attenzione della platea: “Il rispetto è morto e noi lo abbiamo ucciso”. Una dichiarazione forte, che ha stimolato una riflessione profonda tra i presenti. L’intervento non si è fermato alla provocazione, ma ha saputo trasformarla in un’occasione costruttiva di dialogo, individuando azioni concrete per ricostruire un’autentica cultura del rispetto nella nostra società.

Nel corso del loro intervento, hanno evidenziato come il rispetto possa rinascere attraverso tre azioni fondamentali:

  • Fermarsi: prendersi il tempo necessario per non reagire d’impulso, per dare spazio alla riflessione prima dell’azione
  • Ascoltare: aprirsi autenticamente all’altro, alle sue ragioni, alle sue esperienze, senza pregiudizi
  • Riconsiderare: essere disposti a mettere in discussione le proprie certezze, a cambiare prospettiva quando necessario

Questi tre concetti rappresentano non solo un modello teorico, ma un vero e proprio programma d’azione per chiunque voglia contribuire a costruire relazioni più autentiche e rispettose. Il successo dell’intervento è frutto di un attento lavoro di preparazione condotto dal professor Giulio Ronchetti, docente di Storia e Filosofia del nostro Liceo Classico, che ha seguito gli studenti non solo nella fase preparatoria ma anche durante l’evento stesso, accompagnandoli in questa importante esperienza formativa.

Il ruolo della scuola nell’educazione al rispetto

Al termine della sessione dedicata agli interventi degli studenti, il dibattito si è allargato coinvolgendo i dirigenti scolastici presenti. Il focus si è spostato su una questione centrale: come le scuole possano utilizzare efficacemente le linee guida dell’educazione civica per promuovere un senso civico autentico, fondato sul rispetto del prossimo.

Un momento di confronto prezioso che ha sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni educative nel formare cittadini consapevoli e rispettosi. In particolare è stato evidenziato che il Metodo Preventivo di don Bosco, ha come obiettivo centrale la formazione integrale della persona e si fonda su tre pilastri: la ragione, ossia l’appello alla capacità di giudizio critico, la religione intesa come atteggiamento solidale verso l’altro e l’accoglienza e l’amorevolezza di un ambiente familiare.

Il sistema preventivo evita la repressione e si concentra invece sull’accompagnamento dei giovani. L’educazione al rispetto è quindi vissuta come parte della crescita integrale, che include rispetto per sé stessi, per gli altri e per le regole della convivenza civile.

A fronte delle riflessioni sulle linee guida dell’Educazione Civica si è condiviso che non deve essere un approccio disciplinare, non è un contenuto da trasmettere o da insegnare: occorre invece far vivere agli studenti e alle studentesse delle esperienze che permettano loro di costruire il senso civico.

Un motivo d’orgoglio

La partecipazione a “Mind the School” rappresenta per il Collegio Don Bosco non solo un riconoscimento dell’eccellenza del nostro percorso formativo, ma anche la conferma che i valori salesiani di educazione integrale della persona siano ancora oggi all’avanguardia. I nostri studenti hanno dimostrato maturità, capacità critica e, soprattutto, il coraggio di mettersi in gioco su temi complessi e attuali.

Complimenti a Bianca e Federico per la loro brillante performance, al professor Ronchetti ed alla Preside per l’impegno profuso nella loro preparazione. Un grazie particolare a Fondazione Imprendi per aver offerto ai nostri ragazzi questa preziosa opportunità di crescita e confronto.

Borgomanero: notte di pesca sul Lago Maggiore per la Prima LES

Dai salesiani di Borgomanero.

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Anche quest’anno gli studenti della curvatura Gusto (enogastronomia) delle classi prime del Liceo Economico Sociale hanno partecipato a un’interessante uscita didattica presso la Cooperativa Solcio di Lesa, realtà storica legata alla pesca e alla valorizzazione del territorio lacustre.

La serata è iniziata con una cena presso il ristoranteLe Scuole” di Lesa, gestito da Elena Brovelli, dove gli studenti hanno potuto degustare piatti preparati con prodotti ittici provenienti direttamente dalla Cooperativa Solcio.

Successivamente, il signor Mario, volontario appassionato della cooperativa, ha accompagnato i ragazzi in una passeggiata alla scoperta del paese di Lesa, raccontando storie, tradizioni e il profondo legame con il territorio. Durante il percorso, gli studenti hanno riflettuto sull’importanza dei prodotti locali non solo come strumenti economici di profitto, ma anche come espressione di restituzione e rispetto verso il territorio, le persone e la comunità.

La visita è poi proseguita all’interno dell’incubatoio ittico, dove vengono allevati piccoli avannotti destinati alla reintroduzione nel lago. Questo processo consente di mantenere l’equilibrio biosistemico e di promuovere una pesca sostenibile, fondata sull’integrazione tra competenze umane e rispetto dell’ambiente.

A mezzanotte e mezza gli studenti si sono imbarcati per un’uscita notturna di pesca: una parte del gruppo a bordo di un gozzo, l’altra su un piccolo peschereccio incaricato di recuperare le reti calate nel pomeriggio. La pesca ha portato alla cattura di lucioperca, persico, lavarello e trota salmonata, offrendo ai ragazzi l’occasione di osservare da vicino la complessità e la concretezza di un lavoro che unisce tradizione, fatica e dedizione.

L’esperienza ha permesso agli studenti di comprendere il vero valore di un prodotto alimentare, andando oltre l’apparenza o il semplice prezzo di mercato. Hanno potuto toccare con mano la costanza, la passione e l’impegno che caratterizzano chi ogni notte si dedica alla pesca, affrontando ritmi irregolari, condizioni meteorologiche mutevoli e incertezze quotidiane.

Come ogni anno, un sentito ringraziamento va al signor Giorgio Brovelli e al suo team, che accolgono sempre con entusiasmo i nostri studenti, condividendo con loro la propria esperienza e la passione per il mestiere. Il signor Giorgio Brovelli, uomo di grande valore, porta avanti con dedizione una storica tradizione di famiglia, gestendo una delle aziende ittiche più importanti del Lago Maggiore, esempio concreto di professionalità, rispetto per la natura e amore per il territorio.

Un’attività formativa preziosa, che unisce conoscenza, esperienza e sensibilità verso le materie prime, la sostenibilità e il territorio.

Borgomanero: una mattinata di pesca e solidarietà per la prima media

Dai salesiani di Borgomanero.

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Giovedì 25 ottobre, la classe 1A dell’Istituto di Borgomanero ha partecipato a una mattinata davvero significativa presso il laghetto di San Marco, a Borgomanero.

Accompagnati dalla prof.ssa Cecilia Ponti, dal prof. Daniele Panaretti e dal prof. Oscar Godio, i ragazzi hanno preso parte a un’attività di pesca che si è rivelata non solo divertente, ma anche educativa e formativa.

In un tempo in cui tutto sembra correre veloce, la pesca ha offerto ai nostri studenti l’opportunità di rallentare, osservare, ascoltare e attendere. Ad offrire questa opportunità alla classa è stata l’Associazione Pesca Sportiva Gruppo Roggi.

Infatti, grazie alla presenza dei volontari, i ragazzi e le ragazze sono state guidati in piccoli gruppi ed hanno imparato a lavorare con pazienza, a rispettare i ritmi della natura e a collaborare con gli altri. La concentrazione richiesta, l’attenzione ai dettagli e la cura nel gesto sono competenze che si riflettono positivamente anche nel percorso scolastico, dove l’apprendimento non è solo questione di nozioni, ma anche di atteggiamento, metodo e relazioni.

Ma il cuore di questa uscita è stato il gesto solidale che ha concluso l’esperienza: le 235 trote pescate dai ragazzi sono state donate alla Casa della Carità di Borgomanero, dove ci ha accolti con grande disponibilità e gentilezza Mario Metti.

Così, il frutto dell’impegno si è trasformato in dono concreto. È stata una mattinata serena, piacevole, ma soprattutto ricca di significato. Un’esperienza che ha unito la classe, ha rafforzato i legami tra compagni e ha permesso ai ragazzi di conoscersi meglio in un contesto diverso da quello scolastico, favorendo un clima positivo e di fiducia reciproca.

Come nel Vangelo, quando Gesù chiama i primi discepoli sulle rive del lago dicendo:

«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini» (Mt 4,19)

anche ai nostri ragazzi è stata offerta una chiamata: non solo imparare, ma crescere nella responsabilità e nella solidarietà.

Incontro di inizio anno scolastico docenti Borgomanero: presente l’Ispettore Leonardo Mancini

Notizia a cura dei salesiani di Borgomanero.

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La Comunità Educante (docenti, tutor, educatori giovanili, Salesiani, CGA, personale di segreteria e non docente) del Don Bosco di Borgomanero si è trovato ieri per l’incontro di inizio anno. Il Direttore Giovanni Campagnoli ha ripreso il tema del 1 settembre, “Capodanno della Scuola“, ma anche Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato (a 10 anni dalla Laudato si) proposto da Papa Leone, in cui – partendo dell’immagine del seme – il Papa ha ricordato come ogni semina nasce da una scelta consapevole e coraggiosa, è un segno di speranza per costruire un luogo di vita e, per questo, c’è bisogno di mani che piantino, di cuori che ascoltino, di occhi che vigilino.

E questa metafora permette di descrivere la Comunità Educante, che progetta, si prende cura, sa mettere al centro i ragazzi. C’è stato spazio anche per presentare il tema dell’anno Pastorale da parte di Valentina Zanone ed il Codice Etico da Marianna Servidio. Elior ha invece presentato la APP per le prenotazioni dei pranzi.

Per ispirare il primo collegio docenti, la Preside Emanuela Negri ha presentato l’opera “Non basta il canto delle sirene”. La scultura monumentale dell’artista piemontese è stata inaugurata lo scorso 7 agosto ed è collocata sulla banchina del porto canale tra Cervia e Milano Marittima. Una visione suggestiva, soprattutto al tramonto quando il cielo assume delicate sfumature e dialoga con il bronzo dell’opera che rappresenta una sirena-bambina, non la figura mitologica che ammalia e seduce, ma una fanciulla simbolo di purezza, speranza verso il futuro e accoglienza. L’invito ai docenti è di riflettere sulla duplice visione, quella che si ha dal molo e quella che si ha dal mare, ricordandoci che accogliere significa non giudicare. La scultura è trasparente e ci permette di guardare oltre. Oltre le apparenze.

L’Ispettore don Leonardo Mancini ha tenuto una lezione sul tema “La presenza salesiana come atteggiamento e metodo”, insistendo sul fatto che il sistema preventivo esige la presenza educativa “quotidiana”, fisica, preventiva, fraterna e amichevole, non autoritaria o solo istituzionale, attiva e propositiva, animatrice (favorire creatività e responsabilità). E “testimoniante”, cioè i valori che l’educatore professa, che si fanno trasparenti nel suo comportamento esteriore, non possono non colpire i ragazzi, provocare interrogativi e far brillare nuovi orizzonti nella loro esistenza.

Dobbiamo d’altra parte ricordare che siamo costantemente sotto le telecamere virtuali (e talvolta reali!) dei ragazzi stessi e che è necessario essere fedeli e precisi nel proprio ruolo educativo ed essere presenti nei diversi momenti di un ambiente di vita, che sono alcuni tra i modi per testimoniare la coerenza di quanto noi annunciamo loro a parole.

 

Borgomanero: una maturità anticipata nel segno del talento e della musica

Notizia a cura dei salesiani di Borgomanero.

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Aurora Biondi studentessa del Liceo Classico Don Bosco di Borgomanero ha conseguito il diploma di maturità con un anno di anticipo grazie al percorso di abbreviazione per merito. Un traguardo eccezionale (sono 80 in Italia) che fa di lei la seconda studentessa nella storia dell’istituto a usufruire di questa opportunità, seguendo le orme di Aurora Orrigo, oggi brillante studentessa di Giurisprudenza.

Il percorso scolastico di Aurora Biondi è iniziato proprio al Don Bosco, dove ha frequentato fin dalla seconda media, distinguendosi da subito per una pluralità di talenti. Tra questi spicca quello musicale, coltivato con passione e dedizione, che l’ha portata – a soli 18 anni – a frequentare il primo anno dei corsi accademici presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, con specializzazione in strumenti a percussione.

La scelta di anticipare la conclusione del percorso liceale nasce dal forte desiderio di seguire a pieno la propria vocazione musicale. Attualmente, Aurora è infatti iscritta contemporaneamente a due corsi accademici di primo livello: Batteria Jazz al Conservatorio Verdi di Milano e Strumenti a Percussione per la musica classica alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

Raggiungere un traguardo tanto impegnativo non è stato semplice, ma Aurora ha dimostrato una straordinaria tenacia e un impegno costante. Fondamentale, in questo percorso, è stato anche il supporto del suo tutor, il professor Corrado Maio, che l’ha accompagnata nell’organizzazione del carico scolastico e nella gestione delle sfide legate a un percorso di studi così intensivo e fuori dall’ordinario. Questo nell’ambito del percorsokairos” – abbreviazione del percorso liceale in quattro anni, per merito – attivato al don Bosco già dal 2022.

La storia di Aurora Biondi è quella di una giovane che ha saputo unire rigore classico e creatività musicale, dimostrando che con passione, disciplina e una guida attenta è possibile costruire un percorso scolastico personalizzato, capace di valorizzare i talenti e aprire le porte al futuro.

Complimenti ad Aurora ed ai docenti che l’hanno accompagnata in questo percorso.

 

Al Don Bosco di Borgomanero cinque ragazzi hanno ottenuto il diploma di High School americana insieme alla Maturità

Sabato 12 luglio, a Verona, si è tenuta la Class of 2025 Graduation Ceremony, con la consegna del Diploma di High School americano nell’ambito del Programma Doppio Diploma di Mater Academy. Cinque i riconoscimenti al Don Bosco di Borgomanero.

Il Programma Doppio Diploma di Mater Academy Italia permette agli studenti italiani di ottenere il diploma di scuola superiore americano (high school) contemporaneamente al diploma di maturità italiano. Al don Bosco, da cinque anni, questo è un percorso di eccellenza che viene proposto per permettere ai liceali di frequentare corsi online e di ottenere il Diploma Americano, completando contemporaneamente anche gli studi in Italia.

È un percorso interamente in lingua inglese che i ragazzi svolgono nel pomeriggio utilizzando strumenti digitali per studiare, consegnare i compiti e interfacciarsi con i loro docenti negli USA. Quest’anno sono cinque i diplomati del don Bosco: Marta Agliaudi, Clelia Ferrari, Alessio Riboni e Alessandro Zitelli, studenti della ex V LES Innovazione e Simone Cerutti di Quinta Classico.

Un grande orgoglio per il Don Bosco e bravissimi i cinque studenti per aver raggiunto questo splendido traguardo dopo tre anni di sforzi e impegno aggiuntivi rispetto a quello ordinario delle lezioni ed il recente conseguimento del diploma di maturità italiano.

A Borgomanero la Summer School di formazione per docenti del Don Bosco

Dal Don Bosco di Borgomanero.

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È cominciata, fino al 27 giugno, la Scuola Estiva per i docenti del Don Bosco. Differenziata per Media e Licei, si parlerà di “Metodo Sem per la valorizzazione dei talenti”, di “Intelligenza Artificiale applicata alla didattica”, di “Benessere a scuola nell’era digitale” e di “Identità del docente Salesiano”.

Don Bosco attribuiva un valore fondamentale alla formazione continua dei docenti, affermando che “l’avvenire è nelle case dove si forma il personale”: la formazione non era per lui un’opzione, ma una priorità strategica. Don Bosco ha sempre considerato i docenti molto più che insegnanti, veri e propri educatori e testimoni del sistema preventivo: quindi non solo trasmettitori di conoscenza, ma testimoni vivi del carisma salesiano.

Di conseguenza, la formazione dei docenti venne concepita come un equilibrio tra studio teorico e pratica educativa, seguendo il modello “osmoticamente” vivo nel sistema preventivo, progettando un percorso continuativo di crescita professionale, che oggi unisce lo studio del sistema preventivo, l’auto-formazione e aggiornamento (anche attraverso corsi, letture e confronto), un accompagnamento personale strutturato, fatto di dialogo e presenza (anche per questo, a fine anno scolastico, Preside e Direttore incontrano ogni docente in un momento di colloquio riservato).

Questa tre giorni di formazione è la condivisione di un percorso formativo comunitario, in cui ciascuno cresce grazie ad insegnamento e corresponsabilità, all’interno della fedeltà allo spirito preventivo. I docenti hanno come riferimenti due testi sulla figura dell’insegnante educatore al don Bosco:

  • Formare DOCENTI per la Scuola Salesiana. LINEE GUIDA NAZIONALI (2023), Ed. Salesiani per la Scuola, Roma;
  • La Scuola salesiana (2025). Ed. Salesiani di don Bosco, Roma.

I percorsi formativi – come detto – sono differenziati: l’1 ed il 2 sono per i docenti Liceo, il 4 per la Media, il 3 per tutti. I formatori saranno la Dott.ssa Lara Milan (percorso 4, “Plus dotazione e talento”) e il team di Creativ, con Lara Montanari, Simone Merciadri e Alfredo Cenini (percorso 3).

1. Ben-essere in classe nell’era della transizione digitale

Come costruire il ben-essere degli insegnanti, degli alunni e delle alunne nell’era della transizione digitale. Si rifletterà e opererà sull’identità degli alunni e le alunne di oggi e sui loro bisogni, soprattutto in merito alle life skills, ma anche sul gruppo classe e sulle sue caratteristiche. Oggetti di lavoro saranno il riconoscimento, l’espressione e la gestione delle emozioni da parte degli alunni, e la comunicazione e i suoi possibili errori, in modo che la scuola possa essere percepita come un luogo sicuro ed accogliente in cui esprimerle.

2. Come utilizzare l’IA per potenziare la didattica e le relazioni educative

Si tratta di un percorso laboratoriale che avrà come oggetti di lavoro il prompting (l’arte di formulare richieste in modo efficace per ottenere risposte o comportamenti desiderati da parte di un modello AI)e alcuni programmi, quali

  • Brisk, piattaforma di intelligenza artificiale progettata per semplificare il lavoro quotidiano degli insegnanti
  • Notebook LM, assistente di ricerca e presa di appunti sviluppato da Google Labs, progettato per aiutare gli utenti a comprendere e organizzare informazioni complesse creando, ad esempio, mappe mentali che permetteranno un’organizzazione e un approfondimento dei contenuti che si vogliono analizzare (pdf, pagine web, doc, video e altro)
  • Panquiz, piattaforma educativa italiana che consente ai docenti di creare e somministrare quiz, test e questionari online in modo semplice e interattivo. È ideale per l’apprendimento in tempo reale, sia in presenza che a distanza, grazie alla possibilità di proiettare le domande su schermo e consentire agli studenti di rispondere tramite dispositivi personali.
  • Magic School, la piattaforma permette di generare automaticamente piani di lezione, quiz e rubriche

3. Identità̀ e ruolo del docente in una scuola cattolica salesiana

Obiettivo del laboratorio è farci lavorare operativamente sui valori pedagogici e cristiani fondamentali della tradizione salesiana per comprendere e sviluppare la propria missione educativa, sia a livello professionale che spirituale. Contenuti:

  • L’identità salesiana del docente
    • Origini e pedagogia salesiana: Don Bosco e la sua visione educativa.
    • Ruolo educativo e cristiano
  • La missione educativa: educare alla vita, al pensiero e alla fede
    • L’educazione come accompagnamento
    • Fede e ragione
  • Il docente come modello di relazione educativa
    • L’importanza della relazione con gli studenti
    • Educare alla libertà e alla responsabilità, per riflettere su come i docenti possono aiutare gli studenti a diventare cittadini responsabili, liberi di fare scelte consapevoli e orientate al bene comune.
  • Strumenti e metodi pedagogici salesiani
    • Metodo preventivo di Don Bosco e pratiche didattiche quotidiane.
    • Attenzione al singolo studente per favorire l’inclusione e una didattica personalizzata che rispetti le diversità e promuova la crescita di ogni singola persona.

4. Le nuove piattaforme digitali per l’innovazione didattica in tema dello sviluppo dei talenti e del potenziale ed. 1 e 2

Il percorso di formazione propone di introdurre i docenti al tema della valorizzazione del talento e del potenziale per una scuola davvero inclusiva, per sviluppare doni e talenti di tutti e di ciascuno ma anche in grado di accogliere i bisogni educativi speciali degli studenti ad alto potenziale, doppiamente eccezionali e a rischio di sottorendimento scolastico.

La formazione permetterà ai docenti di acquisire competenze, strumenti, strategie e softwares per la personalizzazione degli apprendimenti basandosi sui punti di forza, interessi, stili di apprendimento e stili espressivi di tutti gli studenti.

Al Don Bosco di Borgomanero le voci dei ragazzi diventano un podcast

Articolo a cura di Ivan Ferraro, docente di italiano al Don Bosco di Borgomanero.

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Chi avrebbe mai pensato che un libro potesse trasformarsi in qualcosa di più di una semplice lettura in classe? Che potesse diventare un’esperienza collettiva, viva, da ricordare nel tempo? È successo nella classe 3A della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Don Bosco di Borgomanero, dove un’intera classe si è lasciata sorprendere, coinvolgere e trasformare da un progetto nato tra i banchi durante l’ora di narrativa.

Tutto è cominciato quasi in sordina, con la proposta di leggere insieme il libro di Mario CalabresiCosa tiene accese le stelle”. Un titolo che, a primo impatto, ha suscitato più domande che entusiasmo. I ragazzi non capivano fino in fondo il senso profondo di quelle parole e guardavano con sospetto la possibilità che un libro potesse parlare davvero a loro. Ma è bastato aprire le prime pagine per accorgersi che lì dentro si nascondevano storie capaci di toccare corde personali: si parlava di futuro, di passione, di cadute e rinascite, di senso da cercare, da costruire.

La lettura si è trasformata subito in qualcosa di speciale. Non un esercizio scolastico, ma un’esperienza condivisa. Ogni capitolo veniva letto ad alta voce, con i ragazzi che si alternavano spontaneamente. L’invito “Chi vuole leggere?” riceveva sempre più mani alzate, segno che quella storia aveva iniziato a toccare qualcosa. Le riflessioni nate tra una pagina e l’altra diventavano vere e proprie conversazioni sulla vita, sulle scelte, sulla propria posizione nel mondo.

A quel punto è nata l’idea: perché non registrare le letture? Perché non dare una forma più duratura a quel coinvolgimento autentico? Così, il docente si è presentato la settimana successiva con un microfono professionale e un treppiedi. L’aula si è trasformata in uno studio di registrazione e i ragazzi, inizialmente sorpresi, hanno presto raccolto la sfida. Dopo qualche istante di esitazione, qualcuno ha detto: “Mi lancio io!” E da quel momento le voci hanno iniziato a fluire.

Le letture registrate erano genuine, intense, piene di sfumature. Non mancavano i piccoli rumori di fondo – una penna che cade, una sedia che si muove, un colpo di tosse – ma proprio quegli elementi restituivano un’atmosfera reale, viva. Ogni voce diventava unica, portatrice di emozione e verità. Anche i più timidi, quelli che magari all’inizio cercavano di evitare il microfono, hanno finito per alzare la mano e leggere. Si sono ascoltati e, spesso, si sono stupiti: “Quella è la mia voce?” chiedevano increduli, con un sorriso pieno di orgoglio.

Settimana dopo settimana, il progetto ha preso forma. Ogni nuova registrazione veniva riascoltata insieme, e si percepiva il senso di appartenenza crescente. Non era solo una raccolta di letture: era il frutto di un percorso condiviso, un cammino fatto insieme tra parole e silenzi, pensieri e emozioni.

Quando l’ultima registrazione è stata completata, un lungo applauso ha attraversato la classe. Era un applauso diverso, più profondo: non solo per l’ultimo lettore, ma per tutti. Perché tutti avevano dato qualcosa, tutti avevano partecipato a modo loro. Era la chiusura di un’esperienza che li aveva resi, forse senza accorgersene, più consapevoli, più uniti, più coraggiosi.

E ora quelle voci resteranno. Forse un giorno, riascoltandole, quei ragazzi sorrideranno ricordando quella mattina in cui hanno superato l’imbarazzo, hanno preso in mano un libro, e si sono fatti sentire.