Articoli

Dall’oratorio al bus in Ucraina S.Luigi saluta don Caprioglio – Corriere di Chieri

Si riporta di seguito l’articolo del Corriere di Chieri a cura di Enrico Bassignana dedicato a don Eligio Caprioglio.

***

Dall’oratorio al bus in Ucraina S.Luigi saluta don Caprioglio

“Ha salvato la casa di Chieri: pareva potesse chiudere”

 

Il direttore dell’Istituto Salesiano San Lugi don Eligio Caprioglio a settembre lascerà Chieri, dov’è arrivato nel settembre 2014.

È destinato alla casa salesiana di San Giovanni Evangelista, nel quartiere torinese di San Salvario, dove si occuperà dell’oratorio.

Al suo posto arriverà don Genesio Tarasco, 79 anni, attualmente direttore ad Asti: sarà direttore della casa salesiana e si occuperà della gestione amministrativa e scolastica. Sarà affiancato da un confratello più giovane che si occuperà dell’oratorio.

“L’oratorio estivo continuerà la sua attività regolare fino al 22 luglio – scrive don Caprioglio, 62 ani, in questi giorni impegnato nel campeggio estivo a Castelnuovo Nigra – Grazie per la fiducia accordata nell’affidarmi i vostri ragazzi. Se vi sarà possibile vi aspetterò domenica 27 agosto alle ore 11.00 per la messa di ringraziamento di questi 9 anni bellissimi passati qui a Chieri. Un periodo meraviglioso e ricco di tante belle esperienze, che spero abbiano aiutato a conoscere un po’ di più la bontà del Signore e della mamma del Cielo Maria Ausiliatrice”.

A Chieri don Caprioglio era arrivato da Ivrea, dove aveva diretto per 12 anni la sede salesiana: era subentrato a don Guido Dutto, trasferito a Chatillon. Subito si è fatto apprezzare per il suo dinamismo:

“L’impossibile per lui è possibile – commenta la cooperatrice salesiana Alessandra Zocco, che coordina il centro di accoglienza invernale per senzatetto – Ha avuto cuore per tutto e per tutti, si è dato da fare per l’oratorio e per l’opera: è stato il nostro don Bosco“.

Molte le sue realizzazioni. Nel 2015 accoglie il Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime (che nell’occasione riceve la cittadinanza onoraria chierese), che a San Luigi inaugura il “muro del pellegrino” (sul quale i gruppi in visita a Chieri applicheranno una loro piastrella commemorativa) e i pannelli in Braille, finanziati dal Lions Club di Chieri.

Ancora nel 2015, bicentenario della nascita di don Bosco, riceve pellegrini da tutto il mondo e le centinaia di giovani partecipanti alla GMG diocesana. Inoltre, avvia un dormitorio per ospitare i senzatetto nei mesi invernali.

Avvia inoltre una curiosa raccolta: chiede alla gente di portare le banconote in lire, per poi cambiarle alla Banca d’Italia e mettere insieme una cifra necessaria per costruire una tensostruttura (poi realizzata l’anno scorso).

Nel 2019 si occupa del restauro della Cappella di Santo Stefano, con l’intenzione di usarla in particolare per le funzioni rivolte ai giovani.

Nel 2020 promuove la realizzazione di un documentario sui 10 anni chieresi di don Bosco, destinato ai partecipanti del 28° capitolo generale della congregazione che, tra l’altro, riconosce a Chieri un ruolo di primo piano tra i luoghi legati alla spiritualità salesiana.

“Nel marzo 2022 sono andato con lui e altri volontari in Ucraina per prelevare 35 profughi, accolti a Chieri – interviene il regista Antonio Palese – All’andata abbiamo viaggiato su un bus carico all’inverosimile di generi alimentari, che lui ha raccolto nel giro di pochi giorni. È giusto che lui, in base alle regole salesiane, vada altrove per proseguire il suo ministero, ma per noi di Chieri che lo perdiamo è una brutta botta”.

Aggiunge Agostino Franco, registra della Filodrammatica Tosco:

Ha salvato la casa di Chieri, di cui a un certo punto si diceva che potesse chiudere. Nove anni fa i bambini che partecipavano alle nostri Olimpiadi erano 12, all’ultima edizione ce ne sono stati 300″.

Châtillon: uscite didattiche per la scuola media

Alcune notizie dalla scuola media dei salesiani Don Bosco di Chatillon.

***

I ragazzi della prima e della seconda medie di Chatillon in visita a Chieri.

Nella giornata di martedì 18 aprile, gli alunni di prima e di seconda media sono stati in uscita formativa a Chieri, sui luoghi di Giovannino Bosco. I ragazzi hanno ripercorso, attraverso le vie della città, i suoi dieci anni che valgono una vita.

Nel pomeriggio hanno visitato la casa di San Domenico Savio di Mondonio, dove ha trascorso i suoi ultimi anni di vita. La giornata si è conclusa con un buon gelato all’agrigelateria SanPe.

***

I ragazzi della scuola media di Don Bosco Chatillon in visita a Valdocco, Sermig e la città di Torino

I ragazzi della scuola media di Don Bosco si sono recati in gita a Torino per la visita di Valdocco e del museo Casa Don Bosco.

Al pomeriggio, inoltre, i ragazzi hanno raggiunto il SERMIG per una visita guidata e sono stati accompagnati nel cuore della città, al museo diffusa della resistenza. La giornata si è conclusa con un’ottima cena in compagnia!

Istituto E. Agnelli: Prima ITT e prima Liceo in ritiro a Chieri

Giovedì 23 febbraio, i ragazzi di prima ITT A e prima liceo hanno vissuto una giornata di ritiro spirituale a Chieri, ripercorrendo i passi di Giovannino Bosco.

Scelte di oggi per decidere il loro domani!

Chieri: visita teatrale guidata “Discovery Don Bosco” per la festa di San Giovanni Bosco

L’Opera di Chieri presenta, il prossimo 29 gennaio, Discovery Don Bosco: una visita teatrale guidata in occasione dei tradizionali festeggiamenti dedicati alla Festa di San Giovanni Bosco. Di seguito i dettagli nella notizia apparsa sul sito di Don Bosco Chieri.

***

Una visita teatrale guidata in occasione dei tradizionali festeggiamenti dedicati a San Giovanni Bosco nei luoghi più significativi della sua vita, che fanno parte del patrimonio storico-culturale della città di Chieri e che rimarranno aperti per tutto il pomeriggio di domenica 29 gennaio grazie ai volontari salesiani.

Gli attori de I Fabbricanti di Giocherie proporranno un’esperienza innovativa e immersiva tra le strade e piazze del centro storico, narrando aneddoti e rievocando persone e personaggi importanti per la storia di Chieri.

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Chieri, dall’Istituto Salesiano San Luigi e dall’Istituto Santa Teresa, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.

Chieri ha avuto un ruolo fondamentale nella vita del più celebre Santo piemontese-spiega l’assessore alla Cultura Antonella GIORDANO-Don Bosco trascorse qui l’adolescenza e gli anni della formazione, dal 1831 al 1841, lavorando come garzone al Caffè Pianta e studiando al seminario di San Filippo Neri, che custodisce la “Stanza del Sogno”. Siamo lieti, nel giorno della Festa del fondatore dei Salesiani, in collaborazione con la rete delle istituzioni salesiane, di proporre anche quest’anno “Discovery Don Bosco”, un itinerario in alcuni dei luoghi più importanti della presenza salesiana a Chieri, a cominciare dal Centro Visite Don Bosco, museo e luogo di documentazione gestito dal Comune, ubicato all’interno dell’edificio che nell’Ottocento ospitava il Seminario di San Filippo Neri. Come amministrazione crediamo nella promozione della città e del suo territorio anche attraverso la valorizzazione dei suoi personaggi illustri, a cominciare dai Santi Giovanni Bosco e Giuseppe Benedetto Cottolengo.

Programma:

  • ORE 11.00: Santa Messa solenne all’istituto Salesiano San Luigi (via Vittorio Emanuele II, 80) presieduta dal Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime.
  • DALLE ORE 15.30: visita teatrale guidata: l’Istituto San Luigi; la Chiesa di San Domenico; il Ghetto Ebraico; la Chiesa di San Filippo; il Centro visite don Bosco – Seminario; il Duomo – Collegiata di Santa Maria della Scala (al cui interno si trova una statua lignea della Madonna delle Grazie di fronte alla quale ogni giorno il giovane Giovanni si fermava a pregare); il Caffè Pianta (dove Giovanni ed i suoi amici fondarono la “Società dell’Allegria”) e l’Istituto Santa Teresa dove sarà offerto un rinfresco in stile salesiano.

L’iniziativa è gratuita.

Per prenotare (consigliato):

Press tour: i giornalisti sui passi di Don Bosco e i luoghi salesiani

Dal 16 al 18 dicembre 2022, 30 giornalisti accreditati presso la Sala Stampa Vaticana e la Stampa Estera Italiana hanno vissuto il “press toursui passi di Don Bosco organizzato da don Giuseppe Costa, Co-portavoce della Congregazione salesiana. Di seguito la notizia a cura di ANS.

***

Un tempo di conoscenza, di approfondimento, ma anche di meraviglia e di sorpresa: per i 30 giornalisti accreditati presso la Sala Stampa Vaticana e la Stampa Estera Italiana, il “press toursui passi di Don Bosco organizzato da don Giuseppe Costa, Co-portavoce della Congregazione salesiana, è stata un’esperienza ricca di scoperte e di opportunità per ammirare da vicino la bellezza, la rilevanza e la perenne attualità del carisma salesiano, a partire dalla conoscenza del suo fondatore.

Il gruppo, composto da vaticanisti ed esperti di giornalismo religioso – “qualificati e uniti da una comune simpatia verso la figura di Don Bosco”, come ben sintetizzato da don Costa – si è ritrovato a Torino-Valdocco a metà della giornata di venerdì 16 dicembre. Già il primo momento del pranzo insieme è stato all’insegna della salesianità, con il pasto offerto e preparato dagli allievi del centro CNOS-FAP di Torino.

Nel pomeriggio le attività sono entrate subito nel vivo con la conferenza stampa concessa dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che ha brevemente illustrato loro la realtà attuale della Congregazione e si è poi messo a disposizione, con franchezza e apertura, a tutte le loro domande: dai temi più emergenti e spinosi della cronaca attuale, fino alle riflessioni sull’azione pastorale salesiana oggi, nessuna delle domande rivolte al X Successore di Don Bosco è rimasta inevasa, né ha ricevuto risposte puramente “diplomatiche”.

Successivamente i giornalisti presenti hanno potuto visitare i vari ambienti del “Museo Casa Don Bosco”, guidati dalla sua Direttrice, Stefania De Vita. È stata l’occasione per loro per ammirare gli spazi abitati da Don Bosco, gli ambienti del primo Oratorio, così come le storie ed alcuni aneddoti inerenti alle 13 figure di santità vissute a Valdocco ai tempi del Fondatore della Congregazione e agli santi della Famiglia Salesiana i cui cimeli arricchiscano il museo.

Al mattino di sabato 17 il gruppo, accompagnato da don Mike Pace, Vicedirettore del “Museo Casa Don Bosco”, ha compiuto una visita ai luoghi delle origini di Don Bosco. Facendo un percorso a ritroso dalla Torino che lo vide padre di tanti giovani poveri abbandonati, i giornalisti si sono fermati dapprima a Chieri, dove hanno conosciuto la storia vocazionale del Santo dei Giovani e il suo percorso formativo e umano negli anni della giovinezza; e sotto la guida di don Thathireddy Vijaya Bhaskar e don Livio Faganello, rispettivamente Direttore e Direttore d’Oratorio della comunità del Colle Don Bosco, hanno fatto tappa presso la chiesa dove vennero battezzati lo stesso Don Bosco, così come don Giuseppe Cafasso e Domenico Savio.

Poi hanno proseguito ancora il loro cammino fino a Castelnuovo Don Bosco: lì hanno potuto ammirare l’umile casa in cui il piccolo Giovannino crebbe e dove ebbe il famoso sogno dei 9 anni che orientò tutta la sua vita e azione pastorale; e poi anche il maestoso tempio sul Colle Don Bosco eretto sopra quella che fu la sua casa natale. L’accompagnamento puntuale e preciso delle guide ha permesso loro di approfondire da un lato tutta l’asprezza della vita contadina dell’epoca di Don Bosco e le difficoltà quotidiane che sperimentava anche la sua famiglia; e dall’altro la ricchezza artistica e di significati della basilica salesiana.

“È la prima volta che vengo qui, e devo ammettere che non mi sarei mai potuto immaginare che una Congregazione ampia e diffusa in tutto il mondo con migliaia di opere e apostolati potesse avere avuto delle origini così umili e povere. Mi ha davvero sorpreso”

ha commentato il giornalista del Tg2 Enzo Romeo.

Nel pomeriggio del sabato il gruppo ha fatto ritorno a Torino, per una visita della città, con la possibilità di godere ancora dell’accompagnamento di don Pace come guida turistica alla scoperta dei posti più significativi in rapporto alla vita di Don Bosco e agli inizi della Congregazione.

“Mi capita spesso di accompagnare gruppi di pellegrini in visita a Torino e sui Luoghi Salesiani, ma non è frequente, invece, che il mio gruppo sia composto da così tante personalità del mondo dell’informazione e della comunicazione, in grado di incidere a livello internazionale – ha raccontato il Vicedirettore del Museo Casa Don Bosco –. Devo ammettere che sono stato davvero stupito dalla loro semplicità, dalla loro voglia di conoscere, ascoltare, capire, dalla disponibilità mostrata, e soprattutto dalla loro umanità”.

Conclusa la giornata centrale del press tour con una visita notturna a Torino e ai suoi giochi di luce natalizi, la mattinata di domenica ha visto consumarsi gli atti finali del ricco programma: dapprima la proposta di un momento spirituale per tutto il gruppo, con la Messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Rettore del Tempio, don Michele Viviano, e concelebrata anche da don Gildasio Mendes, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale; e infine l’agape conclusiva.

Soddisfattissimo, al termine di questa tre giorni, il suo organizzatore, don Costa, che così ha commentato:

“Non posso che essere felice per come si è sviluppato l’intero programma, ma ancora di più per la partecipazione, per nulla formale, ma viva e vivace di questi miei illustri colleghi. Sono contento, in particolar modo, perché ho potuto registrare da parte di tutti una grande disponibilità a conoscere e ad ascoltare, a comprendere, insieme a suscitare un atteggiamento di vera empatia e simpatia verso Don Bosco e l’opera salesiana”.

 

“Questo tour sui passi di Don Bosco mi ha aperto un nuovo mondo, che non conoscevo in profondità e nei dettagli. Ora invece mi sono potuta immergere nella fonte e nelle origini del carisma di Don Bosco e della Famiglia Salesiana”

ha commentato a conclusione di quest’esperienza Giovanna Chirri, già giornalista dell’ANSA.

La realizzazione di questo press tour è stata resa possibile grazie alla generosa disponibilità del Rettor Maggiore.

Salesiani Chieri: proiezione del docufilm “Chieri – Ucraina una di tante linee di pace” il 20 dicembre

A Chieri è in programma una serata dedicata ai profughi ucraini il 20 dicembre alle 20.45, con la proiezione del docufilm “Chieri – Ucraina una di tante linee di pace” di Antonio Palese. Di seguito i dettagli dalla notizia apparsa sul sito dei salesiani di Chieri.

***

Il 20 dicembre 2022 a partire dalle 20.45 presso il cinema Splendor (via XX Settembre 6, Chieri) verrà proiettato il docufilm “Chieri – Ucraina una di tante linee di pace” di Antonio Palese, il racconto del viaggio di Don Eligio e quattro volontari giunti al confine tra Slovacchia e Ucraina per aiutare e accogliere persone in fuga dalla guerra.

Una produzione Cochlea Pictures in collaborazione con l’Istituto Salesiano San Luigi, sarà proiettato in una serata dedicata ai profughi ucraini e a tutte le famiglie chieresi che si sono rese disponibili a dare aiuto.

Chieri – Pellicole storiche su San Giovanni Bosco: due proiezioni nel cortile del Comune – Corriere

Questa sera, giovedì 1 settembre, alle ore 21.15 presso il Cortile del Palazzo Comunale di Chieri (Via Palazzo di Città , 10) si terrà la proiezione di 2 pellicole storiche su San Giovanni Bosco datate 1935 e 1945. Di seguito l’articolo dedicato all’iniziativa pubblicato sul settimanale Corriere di Chieri e dintorni.

***

“Per il film volevo persone di razza piemontese con caratteri somatici e che sapessero parlare piemontese. Questo film nasce sapendo di viaggiare oltre i confini nazionali, ma senza perdere la dimensione nativa di don Bosco”.

Sono le parole di Goffredo Alessandrini, regista del film “Don Bosco” (1935, 89 minuti) e del documentario “Don Bosco ritorna” (1945, 21 minuti), in programma giovedì alle 21,30 alla rassegna “Cinema e teatro in corte” (via Palazzo di Città 10,4 euro il costo del biglietto).

«Si tratta di due pellicole storiche di grande valore, e di notevole interesse per i chieresi introduce Gianni Deambrogio, titolare del cinema Splendor e organizzatore della rassegna estiva di proiezioni – Non solo perché riguardano don Bosco e i salesiani, presenze di spicco nel nostro territorio, ma anche perché offrono rapidi scorci della città e delle colline com’erano quasi novantanni fa».

La proiezione sarà preceduta da un inquadramento storico da parte di Elena Testa, responsabile dell’Archivio nazionale cinema impresa di Ivrea, e da Daria Magni che ha curato il restauro digitale della pellicola del 1935. Elena Testa riassume la trama della pellicola, prodotta dalla Lux Film:

«Racconta la vita del santo piemontese: dall’infanzia nelle campagne del Monferrato, alla giovinezza in seminario, dall’attività educativa e sociale compiuta a Torino con i ragazzi degli strati sociali più umili, fino alla fondazione dell’opera salesiana e alla canonizzazione», il film fu girato tra Torino, Chieri, il Monferrato e gli studi della Fert-Microtecnica Del Chierese che cosa si vede? «Soprattutto le colline, più qualche scorcio della città. Ma gran parte delle scene, comprese quelle torinesi, sono o in interni oppure in luoghi che è difficile localizzare». Per realizzarlo furono impressionati 40.000 metri di Alcune immagini del film sulla vita di San Giovanni Bosco girato nel 1935 pellicola, 2500 dei quali furono montati. Il costo del film fu di oltre 2 milioni di lire. Il film uscì un anno esatto dopo la canonizzazione di don Bosco, dopo soli sei mesi di lavorazioni. Dietro la macchina da presa c’è Goffredo Alessandrini, regista noto per le commedie “dei telefoni bianchi” ambientate nei palazzi dell’alta borghesia, ma anche per film di propaganda come “Luciano Serra pilota” o “Giarabub”. Per rendere più verosimile il film fa recitare persone reali, non attori professionisti: un centinaio tra sacerdoti, ragazzi d’oratorio, ma anche monsignori e vescovi, con la sarta Maria Vincenza Stiffi nei panni di mamma Margherita. L’unica eccezione è per l’interprete di don Bosco: il regista sceglie il torinese Gian Paolo Rosmino, anche per una evidente somiglianza col Santo.

«Nel film c’è una netta separazione tra la vita di campagna faticosa, povera ma ricca di valori, e la vita in città dove don Bosco trova un vuoto di valori da riempire – prosegue Elena Testa –  i salesiani seguono il film in ogni sua fase, sanno che la pellicola dovrà avere un valore catechistico ed educativo. Non abbiamo trovato documenti che provino un preaccordo tra la Lux e i salesiani, forse l’accordo era sulla distribuzione di cui i salesiani potevano garantire la diffusione in tutto il mondo. Di certo è che i salesiani sapevano che i diritti sarebbero stati ceduti a loro».

Proprio a causa dell’uso che si farà del film nascono contrasti tra il regista, più attento alla dimensione spettacolare, e i salesiani legati alla storicità dei fatti: «Nella prima versione uscita nell’aprile del 1935, Alessandrini inserisce un episodio inventato della vita del santo. Un gruppo di ragazzi della “Generala”, il riformatorio di Torino, esce dal carcere per una passeggiata con don Bosco. Ma alcunicli loro scappano, salvo poi ripresentarsi pentiti dal santo».

Nella versione successiva, la seconda (quella che è stata restaurata e sarà proiettata a Chieri), questa scena viene modificata: don Bosco non è più in rassegnata attesa di chi si e dileguato ma ha un ruolo attivo, quasi a far percepire un miracolo.

«Sembra che la difficoltà più grande sia stata quella di conciliare il documentario con lo spettacolo: la produzione e il regista sono più attenti all’uomo e meno al santo».

All’uscita il film ha più consensi di critica che di pubblico: ma dalla fine del ’35 inizia un viaggio che lo porta in Francia, Spagna, Ungheria, Stati Uniti, Olanda, Canada, Messico, Belgio, Brasile e Sud America, nel circuito delle case salesiane dove riscuote un enorme successo. Per il restauro si è partiti dal negativo conservato nel Fondo Salesiani depositato da Direzione Generale Opere Don Bosco nel 2016 a Ivrea.

Questa copia si è rivelata completa per quanto riguarda la seconda parte, ma lacunosa per la prima che è stata ricostruita grazie a una copia positiva della Cineteca di Bologna, una copia positiva del Museo Nazionale del Cinema e due copie in 16 mm conservate a Ivrea Per il secondo tempo, invece, è stato usato quasi interamente il negativo originale del fondo salesiano di Ivrea, eccetto che per la scena della “Generala”, ricostruita con le copie positive e sul cui lavoro è stato fondamentale utilizzare come riferimento sonoro una copia conservata alla George Eastman Museum di Rochester.

“Don Bosco ritorna”, sempre firmato da Alessandrini, racconta invece il rientro a Valdocco dell’urna di don Bosco, il 13 maggio 1945: «Per evitare che potesse andare persa in un bombardamento nel 1942 era stata trasferita in segreto al Colle, dov’era stata collocata nel santuarietto di Maria Ausiliatrice. Il ritorno a Torino, con una processione che attraversò la città, fu un evento con una partecipazione eccezionale».

Casa che accoglie – Ripartiamo da casa di don Bosco

Riportiamo il racconto dell’esperienza nata dalla volontà di aiutare la famiglia salesiana ucraina stravolta dalla guerra. Così don Eligio Caprioglio, direttore della casa salesiana di Chieri, ha mosso il primo passo e, coinvolgendo volontari ed animatori e con il sostegno di Salesiani per il Sociale, è partito, destinazione Leopoli, con un pulmino da 26 posti carico di aiuto. Un aiuto concreto fatto di pannolini, cibi in scatola e tachipirine.

I salesiani hanno sempre dato disponibilità delle loro case per ospitare giovani bisognosi o famiglie in difficoltà. Anche per questa emergenza, dovuta alla guerra in Ucraina, i salesiani del Piemonte hanno aperto le loro porte e ospitato diversi giovani e nuclei familiari in fuga. Sulla casa di don Bosco al Colle c’è una targa che dice “Questa è la mia casa”. Abbiamo provato ad essere casa che accoglie con lo spirito di famiglia che ha sempre contraddistinto il nostro fondatore.

Valentina Bellis – Responsabile Emarginazine e Disagio Salesiani Piemonte

Il video sottostante descrive questa storia, buona visione!

Oratorio Salesiano di Chieri: concerto di beneficenza per le famiglie ucraine

Sabato 7 Maggio 2022 presso il Teatro dell’Oratorio Salesiano San Luigi di Chieri si terrà un concerto di beneficenza per raccogliere fondi per le famiglie ucraine ospitate dall’istituto.

A suonare saranno i New Horizons che dalle 21 animeranno la serata con brani inediti e cover!

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

 

“Anelli del Cammino di don Bosco” – la presentazione dell’itinerario a Villa Simeom

Nella giornata di sabato 26 febbraio, presso la Villa Simeom del Comune di Andezeno, si è svolto l’evento di presentazione “IL CAMMINO DI DON BOSCO UNA RISORSA PER IL TERRITORIO” sugli “Anelli del Cammino di don Bosco”: un itinerario escursionistico dedicato ai luoghi legati alla vita di San Giovanni Bosco sulle direttrici lungo le quali il fondatore dei Salesiani portava i suoi ragazzi a camminare, meditare e pregare, attraverso le colline del torinese, chierese ed astigiano.

Di seguito un breve resoconto gentilmente fornito alla Redazione da parte del giornalista Enrico Bassignana.
***

Nuovi percorsi per conoscere il Chierese tra sentieri e strade bianche: sono gli “Anelli del Cammino di don Bosco”, presentati sabato 26 febbraio presso la Villa Simeom del Comune di Andezeno.

Gli “Anelli” vanno ad arricchire il “Cammino”, che parte dalla basilica di Maria Ausiliatrice e conduce al Colle,proponendo tre alternative di percorso (per complessivi 165 km): il Cammino alto (della Superga-Crea, tocca la basilica di Superga e l’abbazia di Vezzolano), il Cammino medio (del lago di Arignano) e il Cammino basso (di San Domenico Savio, tocca l’Eremo dei Camaldolesi).

«L’idea ci è venuta nel 2010, dopo un pellegrinaggio a Santiago: perché non organizzare qualcosa del genere anche da noi, legando l’itinerario a una figura come don Bosco che è conosciuta e apprezzata? – introduce Claudio Baldi, dell’associazione Nordic walking Andrate – Nel 2011 l’itinerario era pronto e l’abbiamo inaugurato con una prima camminata, da Cinzano al Colle. Nel 2016 abbiamo pubblicato la cartina e la guida, realizzate con Ute Ludwig».

Dall’anno scorso si sta lavorando ad “anelli” locali, per una conoscenza più approfondita del territorio attraversato dal Cammino.
«Perché le tappe escursionistiche sono impegnative, e offrono relativamente poco spazio per conoscere le comunità locali che man mano si incontrano. Di qui gli “anelli”, che partono e arrivano dallo stesso punto, hanno lunghezza contenuta e sono alla portata di tutti».
«Il “Cammino” è registrato tra gli itinerari di maggior importanza del Piemonte – aggiunge per la Città Metropolitana Elena Di Bella – A breve ci sarà anche un nuovo sito web, a disposizione dei turisti. Così Torino non avrà solo un’offerta turistica limitata al concentrico ma, sulla scorta di altre grandi città europee, allargherà anche ai dintorni».
Sonia Cambursano è la consigliera delegata al Turismo per la Città Metropolitana:
«Sono fondamentali i cammini che partono “dal basso”, perché nascono grazie a chi conosce bene il territorio e lo può valorizzare al meglio. In appoggio a ciò Città Metropolitana vuole potenziare il trasporto pubblico, utile supporto anche per  turisti che arrivano dall’estero».
Enrico Bassignana