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“Tutto per gioco, nulla per gioco”: il secondo incontro

Venerdì 9 aprile 2021 si è tenuto nel pomeriggio il secondo appuntamento di “Tutto per gioco, nulla per gioco”: l’attività formativa per educatori, insegnanti e associazioni culturali del Museo Casa Don Bosco in collaborazione con Museo Etnografico Missioni Don Bosco e promossa dal progetto “Crescere in città” della Città di Torino.
Ospite d’eccezione è stata Isabella Pedicini, storica dell’arte, saggista, scrittrice. L’evento è stato condotto Stefania De Vita, direttrice museo Casa Don Bosco e Elisabetta Gatto, curatrice Museo Etnografico Missioni Don Bosco sul tema “Regole del gioco: scopriamo il mondo attraverso i giocattoli”.
Di seguito il video del secondo incontro:

“Tutto per gioco, nulla per gioco”: il secondo appuntamento con Isabella Pedicini

Venerdì 9 aprile 2021, dalle ore ore 17.00 alle ore 18.00, si terrà il secondo incontro di “Tutto per gioco, nulla per gioco”: l’attività formativa per educatori, insegnanti e associazioni culturali del Museo Casa Don Bosco in collaborazione con Museo Etnografico Missioni Don Bosco e promossa dal progetto “Crescere in città” della Città di Torino.
Il secondo appuntamento, in diretta streaming sulla Pagina Facebook @museocasadonbosco, avrà come ospite d’eccezione Isabella Pedicini, storica dell’arte, saggista, scrittrice. Insegna storia dell’arte al liceo classico Sannazaro di Napoli. Per Strega Alberti e Fondazione Bellonci è co-curatrice della rassegna “Stregonerie- Premio Strega tutto l’anno”, dedicata alla storia del premio letterario. A Roma, ha lavorato presso la Fondazione Pastificio Cerere e la libreria-galleria Il museo del Louvre. Tra le sue pubblicazioni: “Francesca Woodman. Gli anni romani tra pelle e pellicola” (Contrasto, 2012); “Mimmo Jodice. La camera incantata” (Contrasto, 2013); “Ricette Umorali” (Fazi, 2012); “Ricette Umorali. Il bis” (Fazi, 2015); “Byblos Art Hotel. Un’esperienza sensazionale” (Electa Mondadori, 2015); “Vita ardimentosa di una prof” (Laterza 2018).

“Qualcosa di speciale e misterioso avviene in classe e, aprendo un libro, finiamo tutti per essere trasportati altrove. Come al teatro o al cinema. O davanti a un brano musicale o a un’opera d’arte. Con la differenza però che, in aula, siamo noi i traghettatori e negli occhi dei ragazzi possiamo monitorare costantemente lo stato della nostra navigazione”.
(Isabella Pendici)