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Don Bosco Borgomanero: trasformazione digitale nella narrazione dei progetti didattici

Il quotidiano “La tecnica della Scuola” dedica un articolo ai progetti didattici dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Borgomanero, in particolare presentando 3 video dedicati alle attività di trasformazione digitale messe in atto dall’Istituto. Di seguito l’articolo pubblicato ieri.

Trasformazione digitale nella narrazione dei progetti didattici: tre video

Giovanni Campagnoli, Dirigente scolastico dell’Istituto Bosco di Borgomanero (NO), con Media e licei Classico ed Economico-Sociale, ci segnala tre video realizzati nella sua scuola, nella quale è stata avviata una trasformazione digitale anche rispetto al modo di raccontare i progetti didattici, oltre che rispetto alla DaD e ad un approccio data driven per quanto riguarda progettazione, verifica e sviluppo dei processi di lavoro.

Ecco cosa ci scrive:

Parto da questo video sulla rigenerazione degli spazi vuoti del don Bosco di Borgomanero, avvenuta grazie ad un video rendering dove i ragazzi della Media sono stati i curatori di una mostra su Magritte e Avanguardie, andando a riempire i vuoti delle aule con creatività, competenze, arte e passione.

Don Bosco Borgomanero: l’innovazione della stampa 3D al servizio della situazione attuale

In questo tempo di emergenza sanitaria, i ragazzi di Prima Les (indirizzi del Liceo Economico Sociale) del Collegio don Bosco Borgomanero, grazie alla stampa 3D e coordinati dalla docente Assia Hassanein, hanno costruito dei dispositivi elastici per mascherine, per impedire lo sfregamento sulla parte posteriore delle orecchie, fornendo così 100 cinturini al reparto Ostetricia dell’Ospedale di Borgomanero e altri 100 all’Ambulanza del Vergante. Di seguito l’articolo oggi pubblicato dal sito dell’opera.

L’INNOVAZIONE È UN’ABITUDINE AL SERVIZIO DEL QUOTIDIANO

La 1 Les e la stampa dei cinturini per le infermiere dell’Ospedale di Borgomanero

Che cos’è la tecnologia? A cosa serve? Come può migliorare la vita delle persone? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui il corso di Innovazione, uno dei due indirizzi del Liceo economico sociale del don Bosco, tenta di rispondere. Si tratta di una materia pratico – teorica che mette in primo piano l’ingegno umano, in quanto capace di progettare a partire da un bisogno, a patto di usare la tecnologia come mezzo e non come fine del processo creativo.

Uno degli strumenti di cui ci si avvale nella didattica dell’Innovazione è la stampante 3D, una macchina in grado di compiere la rivoluzione che dai bit (il digitale) porta agli atomi (oggetti reali). Tramite questi strumenti è possibile, in poche decine di minuti, rispondere a un’esigenza specifica, trasformando un modello tridimensionale, cioè un disegno eseguito su un computer, in qualcosa di fisico, che possiamo toccare con mano.

Per concepire e creare questi oggetti su misura è possibile contare su un’intera comunità che, attraverso il web, condivide e modifica i progetti, trasformando i bit in atomi. Anche questa dimensione di condivisione è rivoluzionaria: un’idea è tanto più forte quanto è messa in circolazione, migliorata e declinata secondo le specifiche esigenze del maker (così si chiamano questi artigiani digitali).

In questo periodo di isolamento forzato, la portata della condivisione delle buone idee è ancora più dirompente, specie se finalizzata a migliorare un qualche aspetto della quotidianità.

Pensando alla difficile realtà attuale degli infermieri e servendosi della stampante 3D, i ragazzi di Prima Les, coordinati dalla docente Assia Hassanein, hanno costruito dei dispositivi in plastica, quasi dei cinturini, per alleggerire il peso degli elastici delle mascherine e impedire lo sfregamento sulla parte posteriore delle orecchie, evitando irritazioni, prurito, fastidio e ferite.

L’intuizione è frutto dell’estro e della creatività di Quinn Callander, ragazzo canadese di appena 13 anni, che ha messo la sua idea a disposizione senza brevetto e gratuitamente online, permettendo ai ragazzi di prima di implementare il progetto e personalizzarlo prima della stampa.

L’esito di questa attività didattica è stato la fornitura di 100 cinturini al reparto Ostetricia dell’Ospedale di Borgomanero e altri 100 all’Ambulanza del Vergante. Per saperne di più sull’ideazione e la realizzazione di questi oggetti: è possibile visitare il canale Don Bosco Borgomanero su Youtube.

Don Bosco Borgomanero: il progetto “Change The World Model United Nations”

Dal 6 al 14 novembre scorso, negli Emirati Arabi, tre studenti di Prima Liceo Classico del Collegio don Bosco di Borgomanero, hanno partecipato al progettoChange The World Model United Nations“.

Si riporta l’articolo pubblicato ieri dal sito dell’opera, a cura di Barbara Franco.

Change The World Model United Nations negli Emirati Arabi

Dal 6 al 14 novembre tre studenti di Prima Liceo Classico del Collegio don Bosco di Borgomanero hanno partecipato a Change The World Model United Nations negli Emirati Arabi con l’Associazione Diplomatici.

Il progetto, che ogni anno coinvolge oltre 3000 studenti di tutto il mondo, consiste in una simulazione dell’Assemblea Generale dell’ONU, durante la quale ciascun ragazzo deve rappresentare uno stato membro e la sua posizione sulle tematiche di geopolitica internazionale proposte. Prima della partenza i ragazzi sono stati preparati attraverso dei webinar, con i quali hanno imparato le regole di organizzazione e svolgimento dei lavori e hanno svolto delle ricerche sullo stato di cui sarebbero stati i delegati.

Gli studenti hanno raccontato con entusiasmo quanto vissuto:

“L’esperienza al CWMUN di Abu Dhabi è stata davvero indimenticabile: i giorni in assemblea sono stati molto interessanti e mi hanno permesso di scoprire la professione del diplomatico. Durante i giorni a Dubai ho invece stretto parecchie amicizie e conosciuto ragazzi da tutto il mondo, avendo inoltre la possibilità di visitare luoghi nuovi ed entrare in contatto con la cultura del posto”.