Articoli

Missioni Don Bosco: la risposta salesiana al terremoto in Venezuela

Ieri un’altra forte scossa di terremoto, ancora molta paura in Venezuela.

Per far fronte alla situazione di grave emergenza i missionari salesiani hanno predisposto un piano di aiuti. Stanno fornendo assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole e dei centri salesiani attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicine e un sostegno economico di emergenza. Vogliono poter garantire questi aiuti per un periodo di tre mesi, ma hanno bisogno di un nostro aiuto, ora!

Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato Ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS:

“Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”.

Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.

La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata.

Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo:

“Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”.

A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.

Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente”. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole.

“La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”.

La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa.

Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata“.

Aiutaci a sostenere le prime 450 famiglie sfollate

Il tuo contributo ci permetterà anche di fornire generi alimentari essenziali a 10 comunità salesiane e sostegno economico a 200 membri del personale dei Centri:

  • Con 30€ contribuisci ad acquistare un kit di primo soccorso
  • Con 80€ aiuti le famiglie sfollate, ora accolte nelle case salesiane
  • Con 200€ garantisci generi alimentari per 5 persone per un mese!

Accanto a chi resiste: il viaggio di Missioni Don Bosco in Ucraina

Comunicato Stampa a cura di Missioni Don Bosco.

***

Don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco, visita le opere salesiane in
Ucraina per portare vicinanza e sostegno a giovani e famiglie segnati dal conflitto

Viaggio in Ucraina di don Luca Barone, in qualità di Presidente di Missioni Don Bosco. Porterà ai confratelli salesiani la conferma della fraterna vicinanza, che continuerà dall’Italia a inviare aiuti – come possibile nell’attuale contesto di guerra – alla popolazione per le necessità materiali e morali.

“Il senso è di andare incontro a fratelli e sorelle che soffrono e lottano per la quotidianità di una vita dignitosa e in pace” spiega alla partenza oggi don Barone. “È l’impegno di portare un messaggio di speranza sulle strade del mondo”.

È nota la situazione bellica che – forse per segnare il terreno in vista di un cessate il fuoco prossimo, come si ricaverebbe da alcune mosse diplomatiche di queste settimane – vede purtroppo un intensificarsi degli attacchi missilistici, che colpiscono ben oltre i limiti convenzionali. Don Barone ricorda al riguardo la Ukraine Recovery Conference 2026 che si terrà a Gdansk (Danzica) in Polonia dal 25 al 26 giugno 2026.

Il suo viaggio, che compie con la reporter di Missioni Don Bosco Ester Negro, servirà a fotografare anzitutto con gli occhi e con il cuore “i semi di speranza che germinano in una terra bagnata dal sangue di troppe giovani vite uccise o spente nella speranza di un futuro migliore”.

Il viaggio toccherà prima Lviv e Vynnykym, poi Kyiv e Zhytomyr, le città dove si è concentrato il supporto dell’Ente salesiano presieduto da don Barone. I progetti sono numerosi, sostenuti dai benefattori italiani fin dalla nuova fondazione della presenza salesiana in Ucraina nel 2004.

Dal 2021, quando si sono intensificati i rumori di guerra, ci sono stati scambi frequenti fra la comunità salesiana di rito greco-cattolico e l’organismo della Casa Madre di Valdocco, in molte forme. Così come gli aiuti alla missione polacca di rito cattolico hanno continuato ad alimentare iniziative a favore di giovani e famiglie nelle città di Odessa e di Zhytomyr.

“In questi giorni porto con me gli aiuti, le preghiere e la vicinanza di uomini e donne che credono nell’educazione di Don Bosco che passa attraverso la vita dei salesiani, dei volontari e degli operatori. Questi erano in Ucraina prima della guerra e non sono indietreggiati di un passo in questi anni di conflitto. Sono certo che ci saranno alla fine di questa tragedia”.

Primo viaggio 2026 di don Luca Barone, nuovo Presidente di Missioni Don Bosco

Comunicato Stampa a cura di Missioni Don Bosco.

***

Il primo viaggio del 2026 fuori dall’Europa di don Luca Barone in veste di nuovo Presidente di Missioni Don Bosco Valdocco è in Africa: dal 13 al 21 febbraio è in visita alle case salesiane in Liberia e Sierra Leone.

Il viaggio missionario ha diversi significati: la vicinanza dell’intera congregazione ai confratelli che sono la punta avanzata del carisma di Don Bosco nelle situazioni più periferiche del mondo e l’osservazione in presenza delle opere attivate grazie agli aiuti che provengono da migliaia di benefattori in Italia.

In Liberia i salesiani sono arrivati nel 1979 ed hanno subìto anch’essi il dramma della guerra civile (1989-2003) e dell’epidemia di Ebola (2014). Il loro intervento per aiutare i più giovani a costruire un futuro migliore per sé stessi e per il Paese ha dovuto fare i conti con devastazioni materiali e morali, incontrando la condizione di una crescente orfanità. La delegazione di Missioni Don Bosco visiterà la casa di Monrovia, la capitale, centro propulsivo di altre presenze, come quella a Tappita nella zona della foresta.

Più articolata la visita in Sierra Leone, dove i salesiani sono arrivati nel 1986 incontrando anche qui la guerra civile (1991-2002), al termine della quale hanno finalmente potuto giocare un ruolo importante per affrontare l’emergenza scolastica.

Don Luca raggiungerà le comunità di Bo, di Freetown e di Lungi. Nella capitale è particolarmente significativo per i salesiani il Don Bosco Fambul che dà sede anche a un rifugio per le giovani vittime della prostituzione; a Lungi c’è una nuova installazione per garantire alla comunità una fonte di energia elettrica sicura, pulita e rinnovabile.

Missioni Don Bosco: concerto di Natale in Vaticano per l’Ucraina e la Nigeria

Da InfoANS.

***

Si è tenuta nel tardo pomeriggio di sabato 13 dicembre, presso l’auditorium Conciliazione a Roma, a pochi passi dal Vaticano, il tradizionale evento di musica e solidarietà del “Concerto di Natale in Vaticano”, giunto ormai alla XXXIII edizione.

Grandi star internazionali del pop, del rock, del soul, del gospel, della lirica, insieme a cori di bambini, gospel e folklorici, si esibiranno dal vivo accompagnati dall’Orchestra Italiana del Cinema per festeggiare insieme la ricorrenza del Natale in un concerto che ripropone i motivi più classici e più evocativi della festa.

Il concerto verrà ritrasmesso dall’emittente nazionale italiana Canale 5 la sera del 25 dicembre. Anche quest’anno alla manifestazione è associato un progetto benefico della onlus salesiana “Missioni Don Bosco” di Torino, volto in questa circostanza a sostenere l’educazione dei minori a rischio di Côte-Matève, presso Pointe-Noire, nella Repubblica del Congo (Congo-Brazzaville).

La realtà di Ngimbi e dei suoi compagni

Un tubo di gomma in mano a un ragazzo di Côte-Matève diventa un cerchio, usando un tronchetto di legno per unirne le estremità. È un rifiuto, un oggetto rotto e abbandonato, prontamente conquistato per farne un trofeo o un gioco. Ma è anche qualcosa di più: uno strumento per attirare l’attenzione di chi guarda e scatta la fotografia. Per adesso Ngimbi ha in mano soltanto un oggetto recuperato fra l’immondizia: domani avrà penna e quaderni per costruire il suo futuro. Lui rappresenta uno dei 350 bambini che saranno accolti nella scuola primaria che i Figli di Don Bosco vogliono costruire proprio a Côte-Matève.

Il progetto solidale dei salesiani

La capitale economica della Repubblica del Congo, Pointe-Noire, è nota per la sua importanza strategica in ambito commerciale e industriale, è uno dei principali poli di sviluppo dell’Africa centrale grazie allo sfruttamento delle risorse naturali e all’attività portuale; ma è anche un luogo di profonde diseguaglianze sociali, con zone periferiche in rapida espansione urbanistica ma prive delle infrastrutture di base. Uno dei quartieri più colpiti da questo squilibrio è Côte-Mateve, dove si registra un’alta densità abitativa, una crescita demografica accelerata e una grave carenza di servizi fondamentali: acqua potabile, elettricità, strutture scolastiche, centri sanitari, sistemi di trasporto pubblico.

Qui, la mancanza di strutture educative è una delle emergenze più drammatiche. I bambini e gli adolescenti, che rappresentano la fetta più grande della popolazione (il 58% degli abitanti ha meno di 24 anni, e ben il 43% è costituito da minorenni), vedono i loro diritti sistematicamente negati. Frequentare la scuola, per molti di loro, è un privilegio inaccessibile. L’attuale rete scolastica non è in grado di rispondere alla domanda crescente: troppi pochi edifici, insegnanti insufficienti, ambienti inadeguati.

Davanti a questa realtà i salesiani, presenti nel Paese dal 1959, cioè da un anno prima che esso diventasse indipendente, non possono restare inerti. A Côte-Matève vogliono realizzare una nuova scuola primaria, in grado di accogliere almeno 350 studenti, tra i 6 e i 12 anni, provenienti da contesti di vulnerabilità socioeconomica, garantendo loro ambienti adeguati, una struttura sicura e materiali didattici appropriati. Il complesso scolastico comprenderà:

  • dieci aule didattiche con una capienza di 35 alunni per aula
  • stanze destinate a uffici, sala docenti e spazi di coordinamento
  • servizi igienici funzionali e sicuri
  • banchi, sedie, tavoli, armadietti e scaffali.

Il coinvolgimento di imprese e manodopera locali rappresenta inoltre un’opportunità importante di sviluppo economico per l’intera comunità, generando occupazione e trasferimento di competenze. I missionari vogliono contrastare le difficoltà di accesso all’istruzione per centinaia di bambini, ridurre l’abbandono scolastico, migliorare la qualità dell’insegnamento e rafforzare la comunità attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie.

L’appello di Missioni Don Bosco

Per questo, alla vigilia del concerto, il Presidente di Missioni Don Bosco, don Daniel Antúnez, SDB, ha condiviso un significativo messaggio. “Adesso Ngimbi ha di fronte prospettive nuove (…). Gli sono state fatte in passato promesse non mantenute, ma ora percepisce che può superare la propria condizione di vulnerabilità. Il futuro che gli è stato annunciato non prevede regali illusori, ma il dono della scuola: sta a noi permettergli di attraversare quell’invisibile parete che lo separa dalla speranza, garantirgli che l’invito degli adulti è reale, assicurare continuità alla cura, sua e degli amici con i quali passa le giornate inventandosi passatempi e giocattoli con materiali di scarto”.

Conclude don Antúnez: “Con questo Concerto di Natale, che è un inno alla Bellezza e alla Speranza, possiamo essere davvero vicini a lui attraverso i con una proposta carica di prospettive concrete. Una volta di più, in questo tempo di Giubileo della Speranza, le melodie che ascolteremo all’Auditorium potranno risuonare nelle orecchie anche di Ngimbi e di tanti altri bambini e bambine insieme a lui là a Côte-Matève. Grazie alla vostra generosità, grazie per credere alla Speranza, sempre”.

33° Concerto di Natale in Vaticano con Missioni Don Bosco: una scuola per Ngimbi e i suoi amici in Congo

Si pubblica di seguito il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco.

***

Una scuola per Ngimbi e i suoi amici a Côte-Matève in Congo Brazaville

Il progetto di Missioni Don Bosco per l’istruzione primaria: speranza per tutto il quartiere della periferia di Pointe-Noire

Un tubo di gomma in mano a un ragazzo di Côte-Matève (Repubblica del Congo) diventa un cerchio, usando un tronchetto di legno per unirne le estremità. È un rifiuto, un oggetto rotto e abbandonato, prontamente conquistato per farne un trofeo o un gioco. Ma è anche qualcosa di più: uno strumento per attirare l’attenzione di chi guarda e scatta la fotografia. Per adesso Ngimbi ha in mano soltanto un oggetto recuperato fra l’immondizia: domani avrà penna e quaderni per costruire il suo futuro.

Lui rappresenta uno dei 350 bambini che saranno accolti nella scuola primaria che i missionari di Don Bosco vogliono costruire in uno dei quartieri periferici di Pointe-Noire, la capitale economica della Repubblica del Congo.

Sì, perché Ngimbi è nato in un luogo con grandi potenzialità economiche, almeno sulla carta: la città si è sviluppata intorno a un porto molto dinamico che congiunge l’interno dell’Africa con il resto del mondo. Gli ingenti investimenti finanziari hanno puntato su scambi commerciali e servizi logistici, che hanno fatto crescere la popolazione arrivata alla ricerca di un’occupazione a quasi un milione e mezzo di persone. Ma, come sempre, lo sviluppo affidato unicamente agli interessi di pochi, anche a Pointe-Noire determina marginalizzazioni, povertà, vulnerabilità.

È così che i missionari salesiani si ritrovano a lavorare a pieno ritmo, portando il loro servizio fra le baracche abitate da famiglie poverissime e le strade piene di bambini sottratti ai percorsi scolastici, che diventano vittima di sfruttamento, delinquenza, violenza.

Con questo Concerto di Natale (che è un inno alla Bellezza e alla Speranza) possiamo essere davvero vicini a lui attraverso i missionari salesiani con una proposta carica di prospettive concrete.

Una volta di più, in questo tempo di Giubileo della Speranza, le melodie che ascolteremo all’Auditorium potranno risuonare nelle orecchie anche di Ngimbi e di tanti altri bambini e bambine insieme a lui là a Côte-Matève. Grazie alla vostra generosità, grazie per credere alla Speranza, sempre.

don Daniel Antúnez
Presidente di Missioni Don Bosco

La conferenza stampa per presentare il Concerto di Natale in Vaticano si terrà sabato 13 dicembre alle ore 11,30 al Collegio Teutonico dentro il Vaticano, in via della Sacrestia.

150 anni di speranza: la missione continua

Notizia a cura di Missioni Don Bosco.

***

L’11 novembre 2025 a Valdocco, il cuore vivo della spiritualità salesiana, si è rinnovato un gesto che ha cambiato la storia. Esattamente 150 anni fa, l’11 novembre 1875, Don Bosco annunciava la prima partenza missionaria verso l’Argentina dalla Basilica di Maria Ausiliatrice. Quell’abbraccio, carico di fede e commozione, segnava l’inizio di un’avventura che avrebbe portato la speranza salesiana fino agli angoli più remoti del mondo.

Quella partenza non fu solo un viaggio oltre l’oceano: fu l’espressione concreta del sogno di Don Bosco, che voleva portare ai giovani di ogni continente la possibilità di una vita piena, fondata sull’amore, sull’educazione e sulla fede. I dieci salesiani che lasciarono Torino diretti in Argentina erano giovani, pieni di entusiasmo, portavano con sé il metodo educativo del loro fondatore.

Da quel giorno, la missione salesiana si è diffusa fino a raggiungere 137 Paesi, diventando un’unica grande famiglia di educatori e missionari, impegnati a trasformare le periferie del mondo in luoghi di crescita e speranza.

Questo anniversario non è solo un traguardo da ricordare, ma un punto di partenza per guardare al futuro. In un secolo e mezzo di storia, le missioni salesiane hanno attraversato crisi, guerre, carestie e profondi mutamenti sociali. Eppure, non hanno mai smesso di incarnare l’intuizione del loro fondatore: garantire istruzione ed educazione ai giovani più vulnerabili, ma anche una comunità che li accompagni nella vita. Scuole, centri di formazione, oratori e parrocchie: ogni opera salesiana, in ogni parte del mondo, continua a scrivere questa straordinaria storia d’amore per i giovani.

11 novembre 2025: una nuova chiamata

Quest’anno, nello stesso giorno e nello stesso luogo dove tutto ebbe inizio, Valdocco è tornato a essere teatro di una nuova partenza missionaria salesiana, segno vivo di una storia che continua a generare speranza. Là dove Don Bosco sognava con i suoi ragazzi, riecheggeranno ancora parole di fede, di dono e di invio. È stato un momento di intensa commozione, in cui la Famiglia Salesiana di tutto il mondo si è unita simbolicamente attorno a quei giovani che oggi, come ieri, scelgono di rispondere “Sì” a Dio e ai giovani più poveri.

Durante la celebrazione della nuova spedizione missionaria (in diretta su YouTube), diciannove missionari hanno ricevuto la croce di cuoio, segno del loro mandato e simbolo della consegna che Don Bosco fece ai suoi primi partenti. Le loro destinazioni — Mongolia, Thailandia, Cambogia, Mozambico, Sud Sudan, Brasile e Cile — raccontano la vitalità e l’attualità del carisma salesiano, che continua a spingersi là dove ci sono giovani da amare, da educare, da far crescere nella fede. Ogni Paese rappresenta una sfida e una promessa: nuove terre di missione dove la presenza salesiana semina fraternità, educazione e speranza, costruendo ponti di pace e comunità vive.

Un video racconto per rivivere la prima missione in Argentina

Per celebrare questo grande anniversario, Missioni Don Bosco ha realizzato un video racconto dedicato alla prima partenza missionaria in Argentina e all’opera salesiana attuale nella prima terra di missione.

Il racconto, arricchito da immagini storiche, luoghi sacri della salesianità, paesaggi meravigliosi della Terra del Fuoco e testimonianze di salesiani, educatori, formatori e animatori, restituisce tutta la forza di quella partenza che ha dato origine a una missione mondiale. È un viaggio nel tempo e nello spirito, alla scoperta delle origini di un sogno che, da Torino, ha saputo attraversare culture e generazioni.

Un racconto che vuole accompagnare lo spettatore nel cuore del carisma salesiano. Un ponte tra passato e futuro: un modo per dire che il sogno di Don Bosco non si è mai fermato, ma continua a viaggiare, a parlare, a generare vita!

Corsa dei Santi il 1° novembre 2025, atleti per la Pace: attivo il numero per gli SMS solidali

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco.

***

Giubileo a Roma: atleti per la Pace

Il progetto di Missioni Don Bosco “Educazione per tutti” a Calcutta

Nel cuore del Giubileo 2025, la Corsa dei Santi torna a Roma come segno di speranza e impegno. Non è soltanto una manifestazione sportiva, ma un gesto corale di festa e solidarietà, un’occasione per ribadire pubblicamente il desiderio di Pace in un tempo segnato da troppe guerre e divisioni.

La Corsa dei Santi parte da piazza San Pietro e termina lì dopo 10 km di tracciato. Ogni anno sostiene un progetto di Missioni Don Bosco. Nel 2025 i riflettori si accendono sui bambini di Howrah e Calcutta, nel Bengala Occidentale, dove i salesiani realizzano il programma “Educazione per tutti”. Ventuno scuole di strada accolgono oltre 760 bambini che vivono nelle baraccopoli, mentre altri 2.500 ricevono orientamento, supporto psicologico e assistenza sanitaria di base. L’obiettivo è restituire loro dignità, istruzione e futuro.

Per la raccolta delle donazioni è attivo il numero per gli SMS solidali 45589.

La Corsa dei Santi è organizzata dalla Società sportiva Acsi Italiatletica nella persona del presidente Roberto Debenedittis su licenza della Prime Time Promotions. Alla conferenza stampa saranno presenti gli atleti Andy Diaz (bronzo olimpico nel salto triplo) e Stefano Oppo (8 medaglie europee nel canottaggio) testimonial della Corsa insieme con Sofia Goggia (campionessa olimpica nella discesa libera, vincitrice di quattro Coppe del Mondo e di due medaglie mondiali) e con Gregorio Paltrinieri (campione europeo in carica nella 5 km stile libero).

Missioni Don Bosco: Concerto di Natale in Vaticano 2024

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco del 14 dicembre 2024.

***

Concerto di Natale in Vaticano 2024

All’Auditorium della Conciliazione gli artisti cantano per “il futuro”

Coinvolti da Missioni Don Bosco per dare voce ai minori vulnerabili
Due progetti esemplari dei salesiani in Nigeria e in Ucraina

All’insegna della dichiarazione “il futuro è la nostra missione”, la Onlus radicata nella Casa Madre dei salesiani a Torino Valdocco, Missioni Don Bosco, invita il pubblico televisivo a seguire il 32° Concerto di Natale in Vaticano che sarà trasmesso da Canale 5 la sera del 25 dicembre in prima serata, con replica il 26.

Numerosi i cantanti italiani e stranieri che hanno accolto la proposta di esibirsi per l’appello solidale a inviare SMS solidali al numero 45594 a sostegno di due fra i numerosi progetti nel mondo che vanno incontro ai minori, soprattutto a quelli più ostacolati nella loro crescita affettiva e intellettiva.

Sul palco dell’Auditorium della Conciliazione a Roma salgono anche due testimoni diretti:

  • p. Linus Onyenagubo, responsabile accoglienza rete “Bosco Boys” in Nigeria
  • p. Mykhaylo Chaban, responsabile della comunità salesiana dell’Ucraina

intervistati da Federica Panicucci, amabile guida della serata.

È la prima volta che Missioni Don Bosco propone agli spettatori del Concerto di Natale di aiutare due particolari progetti, fra le centinaia in atto in tutto il mondo (i salesiani sono in 136 Paesi), che risultano esemplari degli interventi, secondo la pedagogia di Don Bosco, a favore dei minori più vulnerabili dal punto di vista fisico e psicologico.

Il Concerto di Natale gode del patrocinio della Fondazione Cultura per l’Educazione, del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione.

I numerosi artisti, di prestigio nazionale e internazionale, sono stati ricevuti in udienza privata dal Santo Padre questa mattina.

 

Missioni Don Bosco: l’impegno dei salesiani per i più poveri fra i giovani in Argentina

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco del 4 novembre 2024.

***

Viaggio di Missioni Don Bosco nella prima metà di novembre

Tra storia e attualità, l’impegno dei salesiani per i più poveri fra i giovani in Argentina

La delegazione prepara il terreno alla celebrazione dei 150 anni dalla prima partenza missionaria
diretta alla capitale sudamericana. L’aiuto ai migranti italiani e l’evangelizzazione ai confini del mondo

Arriva oggi in Argentina la delegazione di Missioni Don Bosco Onlus, guidata dal presidente don Daniel Antùnez, per incontrare i salesiani e i loro collaboratori in quattro importanti località: Buenos Aires, Rio Grande, Viedma e Ushuaia.

L’iniziativa costituisce l’avvio di una ricerca di informazioni e di documentazione audio-video in relazione all’arrivo in Argentina dei primi salesiani nel 1875. Fu lo stesso Don Bosco a destinare lì il primo gruppo dei suoi missionari, seguendo l’impegno della Congregazione da lui fondata a occuparsi di giovani in tutto il mondo, soprattutto di quelli nelle situazioni più difficili anche nei territori più lontani da Torino. Rispondendo inizialmente alla richiesta delle autorità civili e religiose di sostenere spiritualmente gli italiani in Sud America, i suoi giovani collaboratori pre-sto si resero conto dell’importanza di evangelizzare la vasta regione della Patagonia.

Guidati da uno dei più fedeli protagonisti dell’oratorio di Valdocco, Giovanni Cagliero, la presenza salesiana si spinse sempre più a Sud, fino a raggiungere la fin del mundo, come usualmente viene definita l’estremità del cono sudamericano che si affaccia sull’Antartide. Missioni Don Bosco calcherà i principali percorsi di quei pionieri per leggere con gli occhi di oggi il passato eroico di decine e centinaia di missionari, alcuni dai quali hanno lasciato un’impronta riconosciuta anche sul piano civile e culturale. La delegazione cercherà gli elementi che permettano di valorizzare in Italia la ricorrenza dei 150 anni dalla prima partenza missionaria, in considerazione anche dei forti legami fra Argentina e Italia che tuttora persistono attraverso i numerosissimi discendenti dei nostri migranti.

Quello della delegazione di Missioni Don Bosco non sarà solo un viaggio che guarda al passato: fedele al suo mandato di sostegno i progetti di sviluppo, incontrerà gli attuali responsabili dei vari interventi educativi realizzati sia attraverso le scuole (la più prestigiosa fra quelle visitate, è la Scuola tecnico agraria di Rio Grande, dove fu direttore lo stesso don Antùnez) sia attraverso le presenze significative nei quartieri della vasta periferia della capitale (come nella baraccopoli di Villa Itati dove la povertà assume molteplici valenze). Le tappe sono segnate dal valore sociale della presenza salesiana, arricchita in Argentina dalla forte corresponsabilità di donne e uomini laici, ma anche da ciò che hanno lasciato le persone più eminenti sul piano della santità, come Ceferino Namuncurà, Laura Vicuña e Artemide Zatti.

Non marginale sarà infine l’attenzione di Missioni Don Bosco ai percorsi del giovane Jorge Bergoglio, che con la sua famiglia e poi in autonomia frequentò i luoghi salesiani di Buenos Aires, maturando la sua vocazione e facendosi permeare dello spirito gioioso e intraprendente dei maestri di spiritualità che lì incontrò.

Il viaggio verrà documentato sui social di Missioni Don Bosco, Facebook Instagram.

 

Il 1° novembre torna la Corsa dei Santi

Da Roma Sette.

***

Si corre venerdì 1° novembre a Roma la “Corsa dei Santi”, arrivata alla XVI edizione. 4mila i runner iscritti, da 53 nazioni. Percorreranno 10 chilometri che li porteranno da piazza Pio XII – dove il ritrovo è per tutti alle 8 – ai luoghi più significativi della città, dal Colosseo ai Fori Imperiali, fino ad arrivare in piazza San Pietro, per ricevere, al termine dell’Angelus, la benedizione di Francesco.

Il progetto associato a questa edizione è promosso da Missioni Don Bosco e si intitola: “Subito in campo per ripartire”. Si può contribuire inviando un sms solidale al numero 45594, attivo fino al 5 novembre.

Il progetto è destinato alla realizzazione di una infrastruttura sportiva a Leopoli, in Ucraina: si prevede di ristrutturare un campo di calcio del centro Don Bosco di Leopoli. La struttura  sarà utilizzata dai circa 600 giovani, tra cui 70 bambini e ragazzi, accolti nella casa famiglia Prokova, di età compresa tra i 6 e i 19 anni. Si tratta di orfani o minori sfollati dalle zone più colpite della guerra. A beneficiare del campo di calcio saranno anche 45 ragazzi che hanno subito lesioni agli arti a causa del conflitto. «Il 45594 non è solo un numero. Dietro quel numero ci sono delle persone, i volti di bambini e di ragazzi che chiedono un segno di speranza», dichiara presentando l’iniziativa don Daniel Antùnez, presidente di Missioni don Bosco.

A gareggiare con il pettorale numero 1 sarà la primatista italiana di maratona Sofia Yaremchuk, una degli atleti di elite in gara.

Questa manifestazione – commenta – è un messaggio di sport e solidarietà in un periodo così tragico che sta vivendo la mia Ucraina e la mia Leopoli, città nella quale sono nata e sono cresciuta. Fa male sentire le cose terribili che sta vivendo il mio popolo a causa della guerra. E il pensiero va soprattutto ai bambini che hanno diritto di futuro, hanno diritto di vivere liberi e felici. Grazie allo sport possono crescere migliori perché lo sport apre porte e unisce le persone».