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Missioni Don Bosco: viaggio in Argentina – situazione Buenos Aires

Si trasmette il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco in merito alle prime informazioni fornite dal presidente dell’Associazione, Giampietro Pettenon, riguardo al suo viaggio in Argentina, in particolare a Buenos Aires, quartiere Don Bosco. Uno sguardo partecipe su un quartiere ultra-periferico della capitale, dove le famiglie vivono nella miseria.

MISSIONI DON BOSCO – Comunicato stampa 17 luglio 2019: 60mila persone vivono in condizioni disumane
Bambini giocano fra cani randagi, topi e maiali

Fra le baracche, dov’era una cava ora diventata un acquitrino, vivono tre salesiani, poveri fra i poveri, con attività rivolte ai giovani.

Il presidente di Missioni Don Bosco, Giampietro Pettenon, si trova in questi giorni in Argentina per portare aiuto ai missionari.

“La presenza dei salesiani in questa terra è coeva a quella italiana ed europea”

ricorda nel suo diario di viaggio appena trasmesso alla redazione del sito dell’ente.

“Era il 1875 quando Don Bosco inviò i primi dieci missionari in Argentina, a Buenos Aires”.

Quest’anno tra l’altro si celebrerà a fine settembre a Valdocco la 150° partenza di salesiani e salesiane verso le terre di missione.

“L’attuale massiccia presenza di opere salesiane nella città e nella provincia di Buenos Aires si può paragonare alla medesima quantità di opere dei figli di Don Bosco a Torino e in Piemonte, terra in cui il carisma salesiano è nato”

osserva Pettenon.

“Ci sono collegi con migliaia di studenti dalla scuola materna alla secondaria superiore, un tempo disseminati nella campagna che circondava la capitale argentina ed oggi al centro di enormi quartieri che costituiscono la metropoli moderna di Buenos Aires”.

Negli ultimi anni sono nate nuove opere ‘di frontiera’ nelle aree dove affluiscono centinaia di migliaia di persone provenienti dalla campagna argentina e dai Paesi limitrofi, che cercano fortuna nella capitale della federazione. Fra queste, una ha particolarmente colpito Pettenon, la parrocchia Don Bosco, a sud di Buenos Aires.

“Una parte del quartiere è costituita da case piccole e dignitose; c’è poi una zona bassa, una cava da cui hanno tratto il materiale per costruire l’autostrada vicina, che progressivamente si è popolata di gente senza nulla. Ne è nato un secondo quartiere di circa 60mila persone che vivono in condizioni disumane in cui i bambini giocano in mezzo a cani randagi, topi e maiali che circolano liberamente su mucchi di spazzatura, un acquitrino perenne sulla parte più bassa della cava”.

Con la disoccupazione che colpisce le famiglie, cresce anche la delinquenza.

“Per dare un lavoro a quanti più possibile, i salesiani hanno messo in piedi una cooperativa che raccoglie e differenzia la spazzatura: cartoni e plastica vengono raccolti da uomini che spingono carretti lungo le strade e venduti poi una volta che sono ben impacchettati. Non si guadagna molto, ma meglio che niente”

riferisce il presidente di Missioni Don Bosco. E aggiunge:

“I tre salesiani della comunità che anima la parrocchia sono persone semplici e dirette. Vivono in una casa poverissima dove è difficile trovare qualcosa di superfluo. Sono poveri tra i poveri”.

Altro grave problema è il consumo di droghe ‘anomale’: aspirazione dei residui tossici della lavorazione della cocaina o dei vapori del gasolio, versamento di alcol denaturato sugli occhi per stordirsi grazie all’alta densità di capillari che assorbono velocemente la sostanza. I salesiani cercando di impegnare i giovani con diverse attività durante il giorno. Prima di rimandarli a casa (se ne hanno una) offrono loro una cena sostanziosa.

“Un po’ di veleno nel sangue li aiuta a dimenticare la fame e la miseria in cui vivono. Questi giovani si drogano solo perché hanno fame e non hanno nulla da mangiare. La pancia piena è la miglior terapia”

sottolineano gli operatori del Don Bosco.

Oltre al centro diurno c’è una casa-famiglia, un ‘hogar’ (focolare) che accoglie 25 ragazzi di strada o che vivono situazioni di violenza e di abuso familiare. Insieme con l’oratorio, i salesiani gestiscono corsi di formazione professionale:

“Brevi e semplici per tenere occupati i ragazzi ed insegnare loro un mestiere: falegnameria, carpenteria metallica, gastronomia”

spiega Pettenon.

Il diario completo del viaggio di Pettenon sarà presto pubblicato nel sito www.missionidonbosco.org.

Ai giornalisti interessati potremo fornire ulteriori anteprime, oltre che dare modo di incontrare lo stesso presidente di Missioni Don Bosco al suo rientro.

Grazie per la cortese attenzione, e buon lavoro.

Antonio R. Labanca

Fiona May testimonial per Missioni Don Bosco

Da questa settimana è ufficiale il ruolo da “testimonial” di Fiona May in relazione alle attività benefiche di Missioni Don Bosco.

L’atleta olimpica (ora anche attrice) ha accettato l’invito a farsi portavoce delle campagne a sostegno dei progetti che l’ente salesiano di Valdocco sostiene in tutto il mondo.

La prima uscita pubblica sarà in occasione della Festa della Mamma del 12 maggio, attraverso un post incentrato sull’accoglienza e il sostegno delle bambine ospitate dal Centro di Luanda in Angola.

I bambini e il loro futuro sono il tema di fondo dell’impegno di Fiona May. È una sfida sul piano degli interventi educativi ma anche su quello della comunicazione: Missioni Don Bosco sostiene questa sfida con la campagna 5×1000 di quest’anno.

“Crediamo in un futuro fatto di opportunità e di integrazione con il tessuto sociale, un futuro a portata di mano per ogni bambino, per ogni ragazzo svantaggiato”

afferma Giampietro Pettenon, Presidente di Missioni Don Bosco.

Per la sua storia e il suo impegno, la campionessa Fiona May è fra le persone più credibili per portare lontano un grande progetto come quello di Missioni Don Bosco, che oggi partecipa alla formazione di 1.140.000 giovani con 3.500 case salesiane.

 

 

 

 

 

Missioni 2018: “Perchè io no?”

“Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sè stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare”.
(Evangelii Gaudium, 273)

Queste le parole di Papa Francesco che hanno ispirato due importanti appuntamenti per l’Animazione Missionaria del Piemonte e Valle d’Aosta, che si sono tenuti a Valdocco nel corso di Sabato 21 Aprile 2018: la Consulta di Animazione Missionaria e l’assegnazione del Mandato Missionariocon la preghiera per la pace, per i ragazzi che partono e perché il Signore ci mantenga sempre dentro la verità di quanto ci dice papa Francesco“, come sottolinea Sr Carmela Busia, delegata di Animazione Missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che, insieme a Don Enrico Lupano, delegato dei Salesiani dello stesso settore, hanno coordinato e seguito i ragazzi che hanno aderito al percorso missionario.

Durante la mattinata di sabato, nel corso della Consulta di Animazione Missionaria, sono emersi alcuni dettagli circa l’organizzazione della mostra missionaria di ottobre 2018 e il corso partenti con alcune proposte ed ipotesi per l’anno venturo.

Verso il calar della sera, i ragazzi si sono riuniti nella sede delle Figlie di Maria Ausiliatrice, adiacente la Basilica, per un momento conviviale insieme ai ragazzi partecipanti al corso laboratoriale “Anima MGS”. Qui hanno assistito alla testimonianza di un professionista giocoliere che, negli anni Novanta, ai tempi della guerra in Bosnia, scelse di impegnarsi come volontario in un paese piegato dalle divisioni etniche, sociali, politiche dove molte vite umane andarono perse.

Successivamente, i partenti missionari con i genitori, i partiti degli scorsi anni e gli amici hanno partecipato alla Santa Messa presieduta dall’Ispettore, don Enrico STASI, in Basilica Maria Ausiliatrice con il mandato missionario e il suggerimento finale rappresentato dalla domanda Perchè io no?. Come ha sollecitato don Enrico Lupano: “Ognuno di noi, non solo ha una missione da compiere, ma è una missione su questa terra: l’annuncio del Vangelo porta in se´una missione di vita … e questa missione richiede coraggio, audacia e fantasia!“, tutte virtù che si possono incontrare negli occhi dei tanti ragazzi incontrati in questa occasione.

 

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Anziani e ammalati, pregate per le missioni!

 “Non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario!”, “non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!”: cita Papa Francesco, don Guillermo Basañes, Consigliere per le Missioni, nella sua Lettera ai Salesiani anziani e ammalati, per incoraggiarli a vivere lo zelo missionario anche nelle difficoltà proprie della loro condizione. Il Consigliere ha inviato il suo messaggio in occasione della ricorrenza della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, inviata l’11 novembre 1875.

Don Basañes ricorda le tentazioni che devono fronteggiare molti Salesiani “che si trovano in prima linea”: tentazioni di scoraggiamento, di divisioni e d’individualismo, di fedeltà alla missione. Per questo invita tutti a supplicare il Cuore di Gesù, e a collaborare alle missioni attraverso “le abbondanti e sempre crescenti preghiere”, che da sempre alimentano le missioni.

Il Consigliere ringrazia, infatti, per questo continuo apostolato della preghiera, di cui due frutti evidenti sono stati nell’anno che si conclude la 148ª Spedizione Missionaria Salesiana e la liberazione di don Tom Uzhunnalil. Mentre la beatificazione del salesiano slovacco don Titus Zeman viene presa a modello per capire “quanti frutti vocazionali e missionari” possono derivare dalla sofferenza, unita alla perseverante preghiera.

Don Basañes termina affidando ai suoi confratelli anziani e malati alcune intenzioni particolari: “i rifugiati, specialmente per quelli Sud-Sudanesi che si trovano nel nord dell’Uganda”; e “le nostre presenze salesiane tra i popoli indigeni della foresta Amazzonica”.

Lettera ai Confratelli anziani dal Consigliere per le Missioni

Roma, 11 novembre 2017

Carissimi confratelli,
Vi saluto con affetto dalla basilica del Sacro Cuore situata presso la stazione ferroviaria di Termini, a Roma. Come sapete, è questa adesso la casa del Successore di Don Bosco. E con lui, la casa di tutti noi!

Da qui, cari confratelli, penso a voi, ricordando il nostro povero padre Don Bosco che, sfinito, tra enormi fatiche e lacrime riesce a fare la sua ultima (la 20ª!) visita a Roma, lasciandoci in eredità una Congregazione giovane, vibrante, missionaria.

Ancora una volta quest’anno rivolgo un saluto a voi, carissimi confratelli, che per l’età, per malattia o per altri motivi, vi trovate abitualmente lontani dal giornaliero contatto educativo-pastorale della nostra missione.

Come sapete, offro questo saluto facendo memoria della prima Spedizione Missionaria inviata dal nostro caro padre Don Bosco, l’11 novembre 1875. Quello stesso fuoco missionario arde ancora nella nostra cara Società di San Francesco di Sales. Non pochi giovani di tutto il mondo si sentono attirati dalla chiamata del Signore Gesù vedendo il coraggio e la generosità dei missionari di oggi.

E voi, cari confratelli, avete l’enorme responsabilità di collaborare perché non si spenga questa fiamma missionaria salesiana. “Non lasciamoci rubare l’entusiasmo missionario!”, “non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!”, ci ripete Papa Francesco nella Evangelii Gaudium (n. 80 e n. 83). Ogni vostra piccola o grande sofferenza, ogni vostro piccolo o grande gesto di pazienza e di tenerezza, ogni vostra lunga o breve preghiera, è un carbone acceso che non lascia che questo fuoco si spenga!

Non sono poche le tentazioni che oggi subiscono i missionari, e che subiscono anche le nostre comunità che si trovano in prima linea dell’attività missionaria salesiana in tutti e cinque i continenti. Tentazioni di scoraggiamento, d’indebolimento o perfino di perdita della fede! Tentazioni d’intolleranza, di divisioni, d’individualismo, di potere. Tentazioni che attaccano direttamente la fedeltà del missionario nei suoi tre voti di obbedienza, povertà, castità.

Eppure, il Signore continua a dire ad ogni missionario: “renditi umile, forte e robusto”.

Caro confratello, ti prego, ti supplico: fa’ tua questa preghiera:
Cuore di Gesù, rendi umili i nostri missionari!
Cuore di Gesù, rendi forti i nostri missionari!
Cuore di Gesù, rendi robusti i nostri missionari!

Certo, ho anche l’obbligo di ringraziare vivamente ognuno di voi, per le abbondanti e sempre crescenti preghiere di quest’anno che volge al termine. Un frutto lampante delle vostre preghiere è stata l’ultima Spedizione Missionaria, la 148ª. È stata inviata dal nostro caro Rettore Maggiore, don Ángel Fernández Artime, il 24 settembre scorso da Valdocco. Sono stati inviati ventun nuovi missionari, che hanno tra i 22 ed i 61 anni di età, in tutti e cinque i continenti. Coadiutori, sacerdoti e chierici, in voti temporanei o perpetui: tutti pronti, ad annunciare Gesù Cristo dappertutto.

So anche che siete stati molto vicini, attraverso le vostre preghiere e sacrifici, alla difficile prova per la quale è passato il nostro caro confratello missionario, don Tom Uzhunnalil, prigioniero per diciotto mesi nello Yemen. La sua testimonianza di preghiera, fortezza e serenità ha messo in evidenza quanto debbano pregare i missionari e quanto dobbiamo sostenerli attraverso le nostre preghiere.

Finalmente, la Beatificazione del nostro confratello slovacco, don Titus Zeman, ci ha fatto capire quanti frutti vocazionali e missionari il Signore ha saputo offrire alla Congregazione e a tutta la sua Chiesa, attraverso la sua lunga sofferenza, i tormenti che ha subito e la sua fiduciosa e perseverante preghiera. Mentre il suo attivo e coraggioso lavoro diretto a salvare le vocazioni è durato meno di un anno, è stato più tardi – attraverso una lunga passione – che il Signore l’ha guidato nel completare nella sua carne “quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1, 24).

So dunque, cari confratelli, che l’esempio di don Tom e adesso l’intercessione del Beato Titus Zeman, li avete sentiti molto vicini a voi e alla vostra vita quotidiana.
Per concludere, vi affido, oltre alle vostre preghiere giornaliere per i missionari salesiani in tutto il mondo, queste due intenzioni particolari:
– Per i rifugiati, specialmente per quelli Sud Sudanesi che si trovano nel nord dell’Uganda; al giorno di oggi si contano più di 1.4 milioni, di cui, la maggioranza, bambini e giovani. Come salesiani già siamo presenti ma dobbiamo ancora irrobustire questa presenza;

– Per le nostre presenze salesiane tra i popoli indigeni della foresta Amazzonica; siamo in Perù, Ecuador, Brasile e Venezuela. La convocazione di un Sinodo speciale per il 2019 su questa tematica, rafforza la nostra responsabilità missionaria in quei contesti.

Vi affido alla benedizione materna e consolatrice dell’Ausiliatrice!
In don Bosco,

 

don Guillermo Basañes
Consigliere per le Missioni

 

08/04 – Asta To>Kami

L’Associazione Volontari Progetto Kami, nata per agevolare la missione di padre Serafino Chiesa, salesiano originario della nostra ispettoria, ha dato vita al progetto To>Kami finalizzato alla raccolta di fondi destinati all’operazione “Terzo Salto”.

Un grande progetto che consentirà di triplicare la produzione di energia elettrica, a beneficio diretto ed indiretto delle popolazioni di Kami, villaggio della Bolivia posto a 4.000 metri di altezza.

Si tratta di un’asta di opere d’arte, offerte da artisti di varia provenienza, che si terrà sabato 8 Aprile 2017, presso la Casa d’Aste Sant’Agostino in corso Tassoni 56 a Torino.

Oltre 100 opere d’arte contemporanea saranno proposte a collezionisti, investitori ed intenditori, nel corso dell’asta.

 

 

 

 

Corso intensivo sull’immigrazione a Torino

Mediazione Interculturale e Gestione dei Servizi per l’Immigrazione

Torino sarà protagonista di un corso intensivo di alta formazione in “Mediazione Interculturale e Gestione dei Servizi per l’Immigrazione”, che si terrà a Torino da lunedì 7 novembre a venerdì 11 novembre 2016 presso gli Uffici di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria. E’ una proposta di perfezionamento offerta dal Centro di Formazione per lo Sviluppo Umano del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), ONG di cooperazione internazionale e agenzia educativa leader nella formazione per il Terzo Settore, che si rivolge a persone e professionisti di vario genere che operano a contatto con il mondo dell’immigrazione.

Il percorso di studi sarà tenuto in lingua italiana, nella formula di una settimana di formazione intensiva, e proporrà un contesto formativo nel quale le informazioni, le riflessioni e le condivisioni di buone pratiche contribuiscano ad una maggiore consapevolezza nella ricerca e nell’uso di metodologie aperte a continue trasformazioni. Tutti i materiali didattici saranno resi disponibili tramite una piattaforma di e-learning. La stessa piattaforma verrà utilizzata, al termine del periodo seminariale, per realizzare, individualmente o in gruppi virtuali, un project work che concorre alla valutazione complessiva. Al termine del corso intensivo di alta formazione per “Mediatori Interculturali e Operatori dei Servizi per l’Immigrazione”, sarà rilasciato un certificato di diploma, attestante una formazione di 100 ore complessive, che equivalgono a 4 crediti formativi per la formazione continua.

Il contributo di iscrizione è di 350 euro e la scadenza di iscrizione è fissata al 22 ottobre 2016. Per iscriversi è necessario inviare una e-mail a iscrizionecorsi@volint.it, indicando nell’oggetto ISCRIZIONE CORSO IMMIGRAZIONE TORINO e allegando alla richiesta un breve curriculum vitae.

Maggiori informazioni sul sito del VIS

Fotogallery Harambée 2016

Sabato 24 e domenica 25 settembre a Valdocco si è svolto l’Harambèe. L’Harambée, “incontro e raduno festoso”, organizzato dall’Animazione Missionaria salesiana italiana e dal VIS si è svolto in spirito di semplicità e condivisione. Anche quest’anno circa 400 giovani provenienti da tutta Europa si sono trovati per due giorni a Torino Valdocco per celebrare il loro impegno ad abbattere ogni barriera tra nord e sud del mondo. Erano presenti i giovani che negli scorsi mesi estivi hanno fatto un’esperienza di vita di qualche settimana nelle missioni salesiane e tutti coloro che condividono la spinta missionaria di Don Bosco e il suo amore per i giovani emarginati dei Paesi Poveri.

All’Harambèe ha partecipato il rettor maggiore dei Salesiani, Don Angel Fernàndez Artime, decimo successore di Don Bosco, che ha presieduto la Santa Messa di domenica 25 settembre.

Di seguito alcuni scatti dell’evento.

 

Foto ANS (Andrea Cherchi)
Italia - 147° Spedizione Missionaria

 

Missioni: aperte le iscrizioni al Corso Partenti

Anche quest’anno le Ispettorie piemontesi dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice organizzano il Corso Partenti di primo livello, un percorso che aiuta i giovani ad aprirsi alla missionarietà secondo il carisma di Don Bosco.

Il corso è aperto a tutti i giovani, principalmente dai 20 ai 30 anni, e prevede 5 incontri, composti da 3 week end “residenziali” da sabato a domenica pomeriggio, e 2 week end di esercizi spirituali.

Il corso si concluderà il 23 aprile 2017 con la consegna del mandato missionario presso la Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco.

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi a:

  • (SDB) Don Enrico Lupano – cel. 3405061592 – email enrico.lupano@salesianipiemonte.it, oppure alla Segreteria AM-SDB – tel. 0115224506 – email am@salesianipiemonte.it
  • (FMA) Suor Carmela Busia – cel. 3387811936 – email carmelabusia@gmail.com, oppure alla segreteria AM-FMA pg-missioni@fma-ipi.it

Scarica la brochure dal sito della Pastorale Giovanile.

 

brochure-corso-partenti-2016-fronte

brochure-corso-partenti-2016-retro

Harambée 2016

Come ogni anno, sabato 24 e domenica 25 settembre torna Harambèe, il tradizionale appuntamento della famiglia salesiana dedicato ai giovani.

L’Harambée, “incontro e raduno festoso”, è organizzato dall’Animazione Missionaria salesiana italiana e dal VIS e si svolge in spirito di semplicità e condivisione da più di venti anni, per offrire testimonianze di fede, di amicizia e di impegno.

Dunque, come ogni fine settembre, anche quest’anno circa 400 giovani provenienti da tutta l’Europa si riuniranno per due giorni a Torino Valdocco per celebrare il loro impegno ad abbattere ogni barriera tra nord e sud del mondo. In particolare sono invitati a partecipare i giovani che nei mesi estivi hanno fatto un’esperienza di vita di qualche settimana nelle missioni salesiane e tutti coloro che condividono la spinta missionaria di Don Bosco e il suo amore per i giovani emarginati dei Paesi Poveri.

All’Harambèe parteciperà anche il rettor maggiore dei Salesiani, Don Angel Fernàndez Artime, decimo successore di Don Bosco, che presiederà la Santa Messa di domenica 25 settembre.

Il programma di Harambèe 2016:

Sabato 24 settembre

  • ore 15.00: accoglienza

  • ore 16.00: saluti, preghiera iniziale, presentazione di Harambèe

  • ore 17.00: percorsi formativi per Torino

  • ore 21.00: festa insieme

  • ore 22.00: celebrazione in basilica

Domenica 25 settembre

  • ore 9.00: momento di formazione e confronto in teatro

  • ore 12.00: S. Messa con Mandato Missionario presieduta da Don Angel Fernàndez Artime

  • ore 13.30: pranzo e partenza

 

Video tematico Harambée 2016 – “L’avete fatto a me”

 

Visita la pagina sul sito di Pastorale Giovanile con l’invito all’evento.

Scarica la locandina di Harambèe 2016!

 

harambee2016nazionale