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1° aprile 2024: 90° anniversario della Canonizzazione di Don Bosco

Dall’agenzia ANS.

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Il 1° aprile 2024 è stato il 90° anniversario della canonizzazione di Don Bosco, fatta da papa Pio XI nel giorno stesso di Pasqua, 1° aprile 1934, per accomunare Don Bosco alla gloria del Cristo Risorto, a conclusione dell’Anno santo della redenzione, indetto dallo stesso Pio XI per celebrare i 1900 anni della Redenzione, della morte e risurrezione di Gesù Cristo.

È commovente recarsi nella primitiva cappella Pinardi a Torino, vera Porziuncola salesiana, e contemplare il dipinto di fondo che rappresenta la Risurrezione.

Il mistero pasquale segna l’esistenza di don Bosco e lo conduce nel cuore dell’avvenimento cristiano: riceve la prima comunione il giorno di Pasqua del 1826; inizia l’oratorio con sede stabile a Valdocco nella Pasqua del 1846 (12 aprile); viene canonizzato da Pio XI il 1° aprile 1934 Domenica di Pasqua, Anno santo della redenzione.

Nella lettera Decretale con cui si proclama la santità di Don Bosco, Pio XI così si esprime:

«Oggi invero a Noi, forti dell’infinita virtù del Sangue del Crocifisso Redentore, mercé la vicaria potestà della quale siamo insigniti, vien concesso di aggiungere a quella schiera di Santi un altro eroe della santità, il quale, per i tanti e sì grandi benefìci che alla religione e alla civiltà continuamente apporta per mezzo della sua spirituale figliolanza, vivrà in memoria ed in benedizione sino agli ultimi tempi: vogliam dire Giovanni Bosco, il quale pochi anni or sono annoverammo nei fasti dei Beati, e che (dolce è ancora all’animo il ricordo) non solo con l’aspetto e con la parola confortò la Nostra giovinezza, ma pur ancor per le meravigliose sue opere e per lo splendore della sua virtù si attirò tutta la Nostra ammirazione».

Infatti, nell’autunno del 1883, giovane sacerdote, don Achille Ratti andò a far visita a don Giovanni Bosco e al suo Oratorio a TorinoValdocco, ove si fermò due giorni, sedette alla mensa di Don Bosco e se ne partì pieno di profondi e soavi ricordi. Quel contatto avuto con il Santo fu per lui quasi sempre un vanto.

Se ci si reca in San Pietro si può notare che l’unico Santo accompagnato da due giovani è proprio San Giovanni Bosco. E i due giovani sono San Domenico Savio e il Beato Zefirino Namuncurà.

È una specie di inno alla santità salesiana, alla santità del maestro e dei discepoli. Questo gruppo di Santi si trova nella parte destra della navata, sopra l’antica statua in bronzo di San Pietro, quasi a sottolineare la grande devozione del Santo al Vicario di Cristo.

Nella lettera apostolica Iuvenum Patris San Giovanni Paolo II evidenzia il fatto che Don Bosco

«realizza la sua personale santità mediante l’impegno educativo vissuto con zelo e cuore apostolico, e che sa proporre, al tempo stesso, la santità quale meta concreta della sua pedagogia. Proprio un tale interscambio tra “educazione” e “santità” è l’aspetto caratteristico della sua figura: egli è un “educatore santo”, si ispira a un “modello santo” – Francesco di Sales -, è un discepolo di un “maestro spirituale santo” – Giuseppe Cafasso -, e sa formare tra i suoi giovani un “educando santo”: Domenico Savio… Nella Chiesa e nel mondo la visione educativa integrale, che vediamo incarnata in Giovanni Bosco, è una pedagogia realista della santità. Urge ricuperare il vero concetto di “santità”, come componente della vita di ogni credente. L’originalità e l’audacia della proposta di una “santità giovanile” è intrinseca all’arte educativa di questo grande Santo, che può essere giustamente definito “maestro di spiritualità giovanile”. Il suo particolare segreto fu quello di non deludere le aspirazioni profonde dei giovani (bisogno di vita, di amore, di espansione, di gioia, di libertà, di futuro), e insieme di portarli gradualmente e realisticamente a sperimentare che solo nella “vita di grazia”, cioè nell’amicizia con Cristo, si attuano in pieno gli ideali più autentici».

Centro Nazionale Opere Salesiane, il 28 maggio il Rettor Maggiore inaugura la nuova sede a Roma

Il 28 maggio 2022, alle ore 11, si svolgerà l’inaugurazione della nuova sede del Centro Nazionale delle Opere Salesiane in via Giacomo Costamagna, 6 a Roma, all’interno dell’Opera Salesiana del Pio XI.  A inaugurare la nuova sede ci sarà il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime.

Questo il programma:

ore 11.00 – Accoglienza del Rettor Maggiore e degli ospiti

ore 11.30 – Presentazione dei locali della nuova sede del Centro Nazionale

ore 12.30 – Saluto del Rettor Maggiore

A seguire, buffet preparato dai ragazzi del Centro di Formazione Professionale del Borgo Ragazzi Don Bosco

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Il Centro Nazionale Opere Salesiane – CNOS – è l’Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che rappresenta i Salesiani in Italia, promuove e anima gli Uffici, gli Ambienti, le Associazioni nazionali per il coordinamento delle Opere Salesiane. Opera seguendo le indicazioni della CISI – Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia – e in sinergia con le realtà salesiane presenti sul territorio italiano. I suoi compiti sono:

  • Coordinare e promuovere la condivisone delle prassi e dei cammini educativo-pastorali tra le Ispettorie salesiane e gli Uffici Nazionali;
  • Favorire percorsi e occasioni di studio e confronto sui temi dell’educazione dei giovani e della pastorale giovanile;
  • Rappresentare presso le istituzioni civili ed ecclesiali i Salesiani in Italia e collaborare con le diverse realtà che hanno a cuore l’educazione dei giovani.

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L’Opera Salesiana PIO XI  sorge nel quartiere Tuscolano a Roma. Iniziata nel 1928, venne ultimata nelle sue strutture principali nel 1936 e fu intitolata al Pontefice della beatificazione e canonizzazione di Don Bosco. Quei salesiani che nel 1928 arrivarono sui terreni periferici della città non pensavano a uno sviluppo così fulgido e fecondo di bene. Negli anni ’30, attorno all’Istituto e alla parrocchia si è strutturato uno dei quartieri più densamente abitati della città con vie intitolate a nomi che dicono la storia salesiana. Il Cardinal Cagliero, don Filippo Rinaldi, madre Maria Domenica Mazzarello, San Domenico Savio e Santa Maria Ausiliatrice. Il Centro Nazionale Opere Salesiane sorge in via Giacomo Costamagna che fu il primo salesiano a giungere tra gli indigeni dell’Ecuador.