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Dal 17 maggio le iscrizioni all’Estate Ragazzi del Centro Don Bosco di Alessandria

L’estate si avvicina e anche quest’anno il “Centro Don Bosco Alessandria“, dal 17 maggio, aprirà le iscrizioni per l’Estate Ragazzi 2021. Di seguito la notizia pubblicata su “Radio Gold” e tutte le informazioni.

ALESSANDRIA – Da lunedì 17 maggio sarà possibile iscriversi all’Estate Ragazzi del Centro Don Bosco di Alessandria, in Corso Acqui 398. Sono numerose le attività organizzate per bambini e ragazzi dalla prima elementare alla seconda media. Giochi, tornei, gite, giornate in piscina. All’Estate Ragazzi di certo sarà impossibile annoiarsi.  E per i più grandi che frequentano la terza media e la prima superiore c’è “Estadò“, con attività e gite dal 28 giugno al 30 luglio.

Per informazioni e iscrizioni, dal 17 maggio potete contattare la segreteria dell’oratorio Don Bosco dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 18.30 (telefono 0131/346527 e-mail donboscooratorio.al@gmail.com).

Centro Don Bosco – Salesiani Alessandria – Estate ragazzi 2021

Dal 14 giugno al 30 luglio (7 settimane) e dal 30 agosto al 10 settembre (2 settimane)
Per i bambini dalla 1° elementare alla 2° media

  • Gioco libero e organizzato, tornei, momenti di formazione, spazio compiti
  • Le prime 3 settimane le gite si fanno MARTEDI’
  • A partire dalla 4° SETTIMANA: MARTEDI’ a Lavagello (PISCINA) e GIOVEDI’ altre mete (facoltativa, con un’aggiunta di 15€ alla quota settimanale).
  • La gita del GIOVEDIì (a partire dalla 4a SETTIMANA) è libera, ma per chi non viene l’oratorio è chiuso. Per le prime 3 settimane GIOVEDI’ l’oratorio è aperto.

COSTO: (POSSIBILITA’ DI PAGARE CON BANCOMAT O CARTA)

  • Iscrizione: 10€ comprensivi di maglietta + assicurazione
  • 60€ a settimana, comprensivi della gita del MARTEDI’ (PISCINA)
  • 5€ IL BUONO PASTO (POSSIBILITA’ DI PORTARESI PRANZO DA CASA)
  • 50€ per il terzo figlio; 35€ dal terzo figlio in poi

ESTADO’
Per i ragazzi di 3° media e 1° superiore

DAL 28 GIUGNO AL 30 LUGLIO

  • Attività particolari e diversificate; Gite pasti e maglietta come per l’Estate Ragazzi
  • COSTO A SETTIMANA: 55€ (COMPRESA PISCINA, GOTA DEL GIOVEDI’ 15€)

ORARIO SEGRETERIA PER LE ISCRIZIONI:
Apertura iscrizioni dal 17 Maggio dal Lunedì al Venerdì, dalle 17.00 alle 18.30, nella segreteria dell’oratorio DON BOSCO. Per la 1° settimana iscriversi entro l’11 Giugno. Durante il ESTATE RAGAZZI la segreteria rimarrà aperta per le iscrizioni alla settimane successive.

 

Convegno annuale – Ex Allievi Salesiani di Vercelli

Nella mattina di domenica 9 maggio si è tenuto il convegno annuale degli Ex Allievi Salesiani di Vercelli.

Il Presidente Paolo Pedraccini e Flavio Ardissone hanno dato appuntamento alle 10.30 nella Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore al Belvedere per la S.Messa. A seguito si è svolto il convegno per fare il punto della situazione. L’evento non è stato “senza popolo”, ma “senza pranzo finale” per i noti motivi – Covid19. I crediti anche se non formativi sono stati propizi.

Il “Vercelli Oggi” ha descritto l’appuntamento.

Salesiani Muzzano: le Giornate FAI di Primavera

Nel prossimo fine settimana la Casa Salesiana di Muzzano, scelta dal FAI, ospiterà  le Giornate di Primavera. Di seguito si riporta la notizia pubblicata su Salesiani Muzzano.

La Casa Salesiana di Muzzano, a pochi chilometri da Biella, è stata scelta dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) per le Giornate di Primavera di sabato 15 e domenica 16 maggio 2021.

Le Giornate di Primavera sono un importante momento di visita e condivisione del patrimonio storico che permette di aprire luoghi, normalmente non visitabili dal pubblico, e di approfondire temi e visione di beni e paesaggi.

La Casa Salesiana di Muzzano ospiterà uno spettacolo teatrale dell’Associazione Storie di Piazza (APS) in collaborazione con: il FAI di Biella, il Comune di Muzzano e la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, per far conoscere un luogo ricco di storia e suggestioni che comprende l’ex Villa Padronale della famiglia Gastaldetti, con ampio parco di 70mila metri quadri ceduti, nel 1927, ai padri gesuiti della provincia di Torino. Nel 1957 la proprietà passò ai Salesiani che ne iniziarono un importante restauro, inserendovi da subito una scuola professionale.

Il grande parco della casa, per l’occasione delle Giornate di Primavera, accoglierà un percorso culturale, sia teatrale che musicale, dove verranno raccontati alcuni episodi della vita di Muzzano dal 1600 al 1900.

La Casa Salesiana è oggi dedicata all’accoglienza e all’ospitalità di gruppi.

“Il sacramento della presenza nell’esperienza di Alexandrina da Costa e Vera Grita”: dialogo con Maria Rita Scrimieri

Sta giungendo al termine il percorso tra la Conferenza degli Ispettori Salesiani d’Italia e il Centro studi “opera dei Tabernacoli viventi”. Il 17 aprile, attraverso una diretta Facebook terranno l’ultimo incontro sul tema “Il ‘sacramento della presenza’ nell’esperienza di due salesiane cooperatrici: Alexandrina da Costa e Vera Grita”. Di seguito si riporta l’articolo pubblicato oggi, 16 aprile 2021, su “ANS“.

Il “sacramento della presenza” è il tema guida che ha accompagnato i sei incontri-intervista, organizzati dal Centro Studi “opera dei Tabernacoli viventi” in collaborazione con la Conferenza degli Ispettori Salesiani d’Italia – Formazione, che hanno visto la partecipazione del Rettor Maggiore, di Lodovica Zanet, di padre Lethèl, di don Roberto Carelli e di don Andrea Bozzolo. Tale percorso giunge alla sua ultima puntata sabato 17 aprile, dalle 9 alle 10.15, in diretta sulla pagina Facebook “Salesiani Don Bosco Italia”, con l’approfondimento sul tema: “Il ‘sacramento della presenza’ nell’esperienza di due salesiane cooperatrici: Alexandrina da Costa e Vera Grita”.

Nel dialogo con , coordinatrice del Centro Studi “Opera dei Tabernacoli Viventi”, ci sarà modo di scoprire quanto viva e trasformante sia la presenza del Risorto nell’Eucaristia. Questo non solo per chi vive con grande intensità la comunione con Lui, come è stato per la Beata Alessandrina e la Serva di Dio Vera di Gesù, ma per un numero immenso di persone che questa presenza di salvezza di Gesù vuole raggiungere. Non c’è nulla di più missionario dell’Eucaristia e nulla di più vicino all’umanità, anche più sofferente e lontana, di quanto lo sia la mistica, cioè la presenza viva di Dio dentro di chi gli apre la porta.

In Alexandrina e Vera si scopre che anche la vita apparentemente più ‘inutile’ e messa ai margini può diventare estremamente feconda, strumento di trasformazione e redenzione che cambia la storia del mondo e l’esistenza di migliaia di persone. La vita vale immensamente di più della salute e la presenza del risorto è più forte di ogni altro limite e dà ad ogni momento un valore senza fine e senza misura: un dono estremamente attuale e prezioso nel tempo difficile che tutto il mondo sta vivendo.

Appuntamento dunque per sabato 17 aprile, dalle ore 9 alle ore 10:15, sulla pagina Facebook di Salesiani Don Bosco Italia: https://www.facebook.com/salesianidonboscoitalia

San Francesco di Sales: l’esempio del santo vescovo ginevrino

Senza l’azione e la persona di Francesco di Sales, ci sarebbe mai stato il Don Bosco del Sistema Preventivo? E perché il Santo dei Giovani scelse il santo vescovo ginevrino come fonte di spiritualità per la congregazione a cui diede vita? Ancora più radicalmente: “Don Bosco fu un vero SALESiano?”. A queste domande ha dato risposta don Gianni Ghiglione, uno dei maggiori conoscitori del pensiero di San Francesco di Sales.

“Due cose belle e importanti San Francesco di Sales può insegnarci ancora oggi” sottolinea don Ghiglione. “La prima è il senso dell’amicizia”: ne troviamo ampia traccia nella sua biografia e precise definizioni nelle sue lettere. “Quando terminò gli studi a Parigi, il suo ritorno ad Annecy fu una marcia di oltre 300 chilometri a piedi, a cavallo e in carrozza insieme a quattro suoi compagni di studi con i quali evidentemente si era creato un rapporto strettissimo”. Possiamo immaginare quale confidenza esistesse fra loro, che permise di commentare in modo approfondito gli anni condivisi sui libri, le osservazioni sullo stato del mondo, i sogni di ciascuno: non una vicinanza formale, non una chiacchiera superficiale, ma un vero incontro di cuori lungo una strada che diventa simbolo di un cammino da amici.

“I suoi scritti, le sue lettere sono una miniera di considerazioni e di testimonianze sulla amicizia” ricorda don Ghiglione. Andrea Ravier raccolse le sue ‘Lettere di amicizia spirituale’ dove ogni destinatario è un uomo o una donna conosciuti in profondità da Francesco sacerdote, in molti casi fino all’intimo dell’anima.

Cosa può suggerire questo ai giovani (e non solo) di oggi?

“Hanno la tendenza a tenere lo sguardo basso, piegato sul cellulare: dovrebbero volgerlo piuttosto allo sguardo altrui in uno scambio interpersonale”. Inviamo battute e pensieri rapidi attraverso i social media ma, raccomanda don Ghiglione, “cerchiamo anche di comunicare cose profonde da vivere e da trasmettere!”.

“La seconda cosa che ci può consegnare oggi san Francesco di Sales è la cura del carattere” continua lo studioso salesiano. “Egli non era nato santo: aveva una tempra orgogliosa, pronta a scattare contro le persone avverse. L’origine nobile lo faceva essere una sorta di cavaliere medievale pronto a lavare le offese o semplicemente a sbandierare la sua superbia”. La mitezza comunemente attribuita al santo Vescovo non era espressione del suo carattere, ma di una impegnata educazione di questo: “il cervello ribolle, ma per grazia di Dio riesco a tenere sotto controllo i sentimenti” confessava ai suoi amici, come Jeanne-Françoise Frémyot, baronessa de Chantal, che divenne con lui fondatrice dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria. L’autocontrollo – al quale si è attenuto nel suo relazionarsi con gli altri e nello svolgere il suo ministero pastorale – è parte della sua ascesi spirituale. Fu un’educazione permanente non alla repressione dei sentimenti, ma alla loro conversione in empatia verso gli altri (una lezione che oggi viene spesso ricercata nelle filosofie orientali, ma che non è inedita per la cultura del cuore cristiano d’Europa).

Per don Ghiglione questa ‘lezione’ sarebbe da riprendere per risolvere i tanti problemi di relazione oggi così comuni. “Nelle famiglie, tra colleghi, fra gli stessi operatori socio-educativi prevalgono i conflitti personali. Anche le relazioni di coppia ‘saltano’ perché i due non hanno un carattere coltivato, fatto di pazienza, di rispetto, di autocontrollo”.

La salesianità è questo, e Don Bosco se n’è fatto portabandiera incastonando il nome di Francesco di Sales nello scudo della sua ‘casata’ religiosa: “Un progetto di educazione dei giovani che gradualmente si è esteso a tutto il mondo perché evidentemente è valido ad ogni latitudine, fondato sui noti principi dell’amorevolezza, della ragione e della religione” ribadisce don Ghiglione.

Che, infine, conclude con soddisfazione: “Il nostro è un metodo che viene da lontano e che va lontano!”

La pandemia non può fermare gli aiuti a chi ha bisogno

Viene pubblicato sul sito dell’Osservatore Romano una notizia pubblicata in data 5 dicembre in cui vengono raccontati una serie di progetti Salesiani e del loro impegno per portare aiuti umanitari nonostante la crisi della Pandemia. Si ringrazia l’autore Francesco Ricupero e si riporta di seguito il testo integrale della notizia:

Articolo di Francesco Ricupero

«Per salvarci tutti insieme non si può fare a meno del volontariato. La pandemia non può e non deve fermare la nostra attività, anzi ci offre ulteriori stimoli per andare avanti e aiutare chi ha bisogno in questo particolare momento di emergenza sanitaria e sociale che sta affliggendo l’intero pianeta»: è quanto dichiara a «L’Osservatore Romano» Nico Lotta, presidente del Volontariato internazionale per lo sviluppo (Vis) l’Ong salesiana che, oltre ad occuparsi di cooperazione e solidarietà internazionale, promuove e organizza attività di sensibilizzazione, educazione, formazione per lo sviluppo e la cittadinanza globale.

Attualmente il Vis sta portando avanti 83 progetti di cooperazione internazionale con 215 persone, tra operatori di sviluppo e staff locale, impegnate in prima linea in 40 Paesi del sud del mondo, nonostante la pandemia da covid-19 che ne rallenta le attività. L’organizzazione, nata nel 1986 su iniziativa del Centro Nazionale Opere Salesiane (Cnos), si ispira al messaggio di san Giovanni Bosco e al suo sistema educativo preventivo. «Insieme, per un mondo possibile» indica l’intenzione di fare rete in Italia, in Europa e nel resto del mondo per migliorare le condizioni di vita delle bambine, dei bambini, dei giovani in condizioni di vulnerabilità e delle loro comunità, nella convinzione che attraverso l’educazione e la formazione si possano combattere alla radice le cause della povertà estrema. Gli interventi del Vis puntano su diversi ambiti: ambientale con la promozione di modelli di sviluppo sostenibile rispettosi della biodiversità e in grado di contribuire a contrastare gli effetti del cambiamento climatico in Albania, Eritrea, Senegal, Ghana ed Etiopia; nella protezione dell’infanzia, con supporto psico-sociale, promozione ed emancipazione per le bambine, i bambini e i giovani più vulnerabili, le loro famiglie e le comunità, in particolare in Africa e in America Latina; con l’educazione e la formazione professionale per combattere alla radice le cause della povertà, come strumenti chiave per un vero sviluppo di persone e comunità; con aiuti umanitari e sostegno e sviluppo della resilienza delle comunità più fragili, colpite da calamità naturali o dalle conseguenze dei conflitti. Infine, nella prevenzione della migrazione irregolare attraverso progetti integrati di sensibilizzazione, informazione e di sviluppo locale. Al riguardo, Nico Lotta ricorda l’iniziativa di sensibilizzazione Stop Tratta, che insieme a Missioni Don Bosco punta alla realizzazione di una campagna di comunicazione alternativa volta ad informare le popolazioni che vivono nelle aree rurali. «Purtroppo — spiega il presidente del Vis — ci sono ancora tanti giovani che non sanno a cosa vanno incontro affidandosi a persone senza scrupoli per raggiungere l’Europa nella speranza di trovare un lavoro. I trafficanti chiedono sempre più soldi lungo la strada. Continuamente. E il debito dei migranti cresce. Noi, grazie ai volontari e ai missionari salesiani, cerchiamo di raggiungere le aree più remote per far arrivare la giusta informazione e mettere in guardia tanti giovani disperati».

Quest’anno, in occasione della Giornata internazionale del volontariato, le Nazioni Unite hanno scelto lo slogan «Together We Can Through Volunteering» e come logo un cuore blu che punta a evidenziare il ruolo chiave, ma anche il tema dell’accesso alle cure, dei volontari impegnati in prima linea nelle risposte all’emergenza Covid. «La pandemia — aggiunge Lotta — non ci ha fermati, ma ci ha fatto capire che bisognava riorientare la nostra attività. I volontari del Vis, per lo più giovani che hanno conseguito la laurea e anche un master, sono riusciti comunque a raggiungere i luoghi di destinazione per aiutare, insieme ai sacerdoti salesiani e ai cooperatori, le popolazioni che hanno visto peggiorare le loro condizioni di vita. Sebbene nei mesi scorsi le Ong siano state oggetto di campagne infamanti — prosegue il nostro interlocutore — siamo comunque riusciti a dare aiuto e sostegno a migliaia di persone. Questo grazie anche alle donazioni istituzionali e ai privati che continuano a credere nelle attività benefiche dei salesiani nel mondo».

Lettera di un giovane ai salesiani

Gli incaricati dell’Animazione Vocazionale delle singole Ispettorie italiane hanno posto attenzione alle parole dei giovani in vista del CG28

Nelle singole regioni i giovani sono stati interpellati per vivere prima il Sinodo, poi i capitoli ispettoriali, e poi ancora il capitolo generale. Questo ascolto è stato l’humus nel quale è nata questa lettera: avendo nelle orecchie le loro esortazioni, coloro che per incarico hanno un occhio sulla realtà vocazionale, si sono immedesimati in un giovane. Uno di quelli che in quest’anno ha scrutato i salesiani della sua opera di riferimento. Ne è nata una lettera, indirizzata a ciascun confratello. Ci sono dentro riconoscenza, augurio e speranza, per ricordarci ancora una volta che il dono più prezioso che possiamo offrire ai giovani è la nostra santità, e che questa passa per il nostro “sì” feriale.

Caro salesiano che lavori e ti spendi per me in italia, in questi ultimi mesi ci siamo visti davvero poco, eppure non ho smesso di guardarti ed apprezzare diverse cose di te. Mi colpisce come continui a camminare sorridendo con gli occhi, in questa situazione così particolare, così piena di spine. Ci hai parlato spesso della gioia, quella vera, quella di chi ha una stoffa buona, ma vederla ora costante in te è un dono che mi fa davvero bene, mi rasserena, mi dice che è possibile anche in questo tempo guardare con Speranza al domani, pur sentendo la puntura ad ogni passo. 

Ho notato come tu abbia custodito la tua vocazione, che per te non un è monolite freddo da sorvegliare, ma un albero da far germogliare ogni giorno. Non hai smesso di procedere nel pergolato della vita salesiana, attento che non ci perdessimo e premuroso nel non lasciare indietro gli altri che sono la tua famiglia. Immagino che lo scoraggiamento di non vederci ti abbia bussato, e che dall’esterno non tutti abbiano compreso bene quanto ti pesi la nostra assenza, ma credo che proprio in questo tempo, nel silenzio del tuo cuore, tu abbia ri-scelto il Signore, in modo nuovo, ancora una volta. Questa è perseveranza, questa è fedeltà: nel nascondimento delle tue scelte segrete e feriali mi hai mostrato che amare come Gesù, oggi, è possibile. Sì, oggi, quando tutti, nessuno escluso, sentiamo la fatica delle chiusure e l’impossibilità di vedersi in faccia. Lo vivi tu, lo vivono tutti i tuoi confratelli, lo vivono le famiglie dei miei amici. 

Vedendoti con tempi e modi limitati, scorgo da te in meet, in chiesa o in cortile, che cosa sia qui la santità. Sì, hai letto bene: santità. Quella normale, possibile, di casa. Come dire… salesiana! Ho bisogno come il pane di vederti puntare lì, e so di essere esigente, perché solo gli sprovveduti sono illusi che tu passeggi fra morbidi petali. Proprio perchè so che fantasia zelante e gioiosa dedizione rischiano di affievolirsi, ti ringrazio se riesci a leggere spesso le vite dei santi. Lì, come mi hai insegnato, ci sono maestri per creare un ambiente di generosità fresca e coinvolgente, attingendo ad una Fonte che mai si secca, e che vuole per tutti Vita in abbondanza. So che don Bosco dice a te, prima che a me, quelle parole all’orecchio che ti fanno guardare la meta, non tanto come luogo di riposo, ma di festa piena, in tanti. 

Con i cortili vuoti e la casa deserta, ho percepito che hai pregato per me, forse più di prima. E credo che anche i salesiani che abitano con te siano stati contenti di pregare con te più a lungo, con più calma. Spesso, spiando dalla serratura del portone della tua casa, ti ho visto col Rosario in mano mentre nel corridoio buio o nel cortile, da solo, parlavi a Maria di me, dei miei amici. Non so quanti altri adulti hanno fatto tanto per me, ma so che tu non ti sei risparmiato. 

Non solo. Ultimamente ti ho visto anche stanco, con gli occhi arrossati per gli innumerevoli incontri di gruppo online: proprio tu, che fino a qualche mese fa – tra infiniti incontri, confessioni e chiacchierate – sembravi avere energie inesauribili! Ho sentito che anche tu sei stato colpito dalla spina di questo virus, e per un po’ sei rimasto fermo a letto; ho sentito che sei rimasto solo in camera, tu così abituato a donarti alla gente e a noi giovani ogni giorno; mi hanno detto di lutti e di ricoveri in ospedale fra i tuoi conoscenti, fra i confratelli dell’ispettoria… Ti ho visto così, e sinceramente ti sento vicino a me, alla mia esperienza di vita! Le tue debolezze sono le mie debolezze. Stiamo davvero camminando fianco a fianco in questo cammino di spine: sapere che ci sei anche tu mi dà sicurezza e sostegno per camminare a testa alta. 

Permettimi di dirti una cosa: niente di tutto questo che io ho visto di te lo getterò via. Non desidero archiviarlo quanto prima o dimenticarlo, perchè le spine non hanno senso da sole, ma difendono e fanno parte della rosa. Guardando il tuo quotidiano vedo che è possibile continuare ad amare anche oggi, sorridere, spendersi per gli altri, pregare per chi sta peggio. Pensavo che la carità fosse un giardino bello e profumato in cui camminare, e forse è realmente così. Ma ora vedo soprattutto che la carità è accogliere con bontà il quotidiano così come viene, senza sceglierlo o fantasticarlo, senza subirlo, senza lamentarsi e al contempo rimanere uniti a Dio e agli altri. Se è davvero così… cosa ci può buttare giù?

Uscendo dal cancello della tua casa (quando posso venire) o chiuso in casa (quando non ho alternative) in queste settimane immagino quanta ricchezza hai intorno a te. Se sei più giovane, penso che potresti “rubare” da quelli più anziani le iniziative antiche, inventate dall’estro di chi ti ha preceduto, e come te ha vissuto tempi complicati. Quanta fatica per me andare a passare un po’ di tempo con i miei nonni e ascoltare le loro storie! Se sei coi capelli bianchi o più curvo, sarai una fanfara di incoraggiamento a chi si butta, più giovane, nelle nuove sperimentazioni pastorali da inventare. Nella mia fantasia, potete riversarvi gli uni negli altri fiumi di energia contenta e vi fate un mare di bene, come don Bosco a Valdocco coi suoi figli, nei refettori poveri di luce ma straripanti di speranza e confidenza. Che bello pensare che i miei salesiani, in un caseggiato vicino a casa mia, hanno queste potenzialità vive, ogni giorno! 

Un’ultima cosa. Forse alla fine di questo tempo ci guarderemo in faccia gli uni gli altri e ci scorgeremo un po’ segnati, affaticati, disorientati, e forse anche in pochi rispetto ai cortili di qualche mese fa. Ma non mi preoccupo, non mi abbatto! Ti ho visto camminare sulle spine per tutto questo tempo, e ti ho visto farlo con dignità e donando dignità a chi barcollava, senza perdere la speranza, unito al tuo Signore. Per questo sono sicuro che ti vedrò respirare di novità, al sentore della prima brezza leggera che guarirà le nostre ferite di questo tempo. Sono sicuro che ti vedrò rinvigorito nella passione apostolica e nel desiderio di santità, perché in questo tempo hai avuto in mente e nel cuore noi giovani e il tuo Signore. E chissà quanti altri giovani, come me, guardandoti così rinnovato, rimarranno affascinati dal profumo di risurrezione che spanderai, e torneranno nella nostra casa salesiana con accresciuta stima in don Bosco. Forse ti sorprenderai nel vederli attorniarti e scegliere di lavorare al tuo fianco, gomito a gomito, gioiosi di spendere tempo ed energia per i giovani, come tu hai insegnato loro. 

E allora mio caro salesiano, insieme, se necessario torneremo a camminare su altre spine, quelle che il Signore vorrà. Senza paura. Ancora una volta, pieni di speranza.

Emergenza Covid-19, il Rettor Maggiore ringrazia quanti si sono adoperati per i bisognosi

Pubblichiamo il video del Rettor Maggiore con il quale Don Ángel Fernández Artime ringrazia tutti i salesiani impegnati nell’aiuto ai più bisognosi a causa dell’emergenza sanitaria nel mondo. Il video è disponibile sul canale YouTube di ANS in italiano e spagnolo.

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(ANS – Torino) – Da quando la pandemia di coronavirus si è propagata in tutto il mondo, i salesiani si sono subito attivati per aiutare, in qualsiasi modo possibile, la popolazione. Si sono susseguite numerose iniziative per raggiungere i più bisognosi, i giovani e le famiglie in difficoltà. A coloro che non hanno esitato ad aiutare e a dare il proprio contributo è andato il sentito ringraziamento del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

Da Torino, dove si trova per l’inaugurazione del “Museo Casa Don Bosco”, il Successore di Don Bosco ha invitato tutti a continuare a fare del bene. “Mesi fa abbiamo fatto una chiamata dicendo: possiamo aiutarci tutti e subito c’è stata una risposta molto bella”, ha sottolineato il Rettor Maggiore.

Prime Professioni Religiose – Colle Don Bosco 8 settembre 2020

Riconoscenti al Padre, la Società di San Francesco di Sales e la Comunità del Noviziato annunciano con gioia le Prime Professioni Religiose presso la Basilica del Colle Don Bosco.

“Fissò lo sguardo su di lui, lo amò…”

(MC 10,21)
Basilica del Colle Don Bosco 8 settembre 2020 – ore 15.00

L’accesso in Basilica sarà possibile solo con PASS.

La celebrazione verrà trasmessa sulla Pagina Facebook dell’Ispettoria ICP e visibile anche sul sito.

CG28: disponibile il video sui “Salesiani nel mondo, oggi”

L’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS rende disponibile il video dedicato ai “Salesiani nel mondo, oggi“, in preparazione al Capitolo Generale 28. Si riporta di seguito il video e l’articolo correlato.

RMG – CG28: disponibile il video sui Salesiani nel mondo, oggi

(ANS – Roma) – Oratori, scuole, Centri di Formazione Professionale, Parrocchie, università, programmi di apostolato, progetti sociali e di sviluppo… Tutto quello che c’è di più tipico del carisma e della missione salesiana viene sintetizzato in 4 minuti e 33 secondi di video, da oggi messo a disposizione di tutti sulla rete per presentare al mondo, a pochi giorni dal loro 28° Capitolo Generale, chi sono e cosa fanno i Salesiani di Don Bosco.

Alla conferenza stampa di presentazione ufficiale del CG28, realizzata a Roma lo scorso 23 gennaio, il video che illustra con numeri e immagini lo stato dell’arte della Congregazione Salesiana è stato tra gli elementi più apprezzati e che più hanno attirato l’attenzione.

Realizzato dall’ANS in collaborazione con IME Comunicazione, e con i dati forniti dalla Segreteria Generale della Congregazione, il video presenta in maniera accattivante in che modo prosegua oggi il sogno di “un prete di fine ‘800, vissuto perché i giovani potessero essere felici nel tempo e nell’eternità”.

Il video è disponibile su ANSChannel in sei versioni linguistiche – italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e polacco – ciascuna accessibile nel rispettivo canale.