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CS Don Bosco Borgomanero: il progetto Im.patto-C.I.B.O. di Nova Coop

Im.patto-C.I.B.O.: un progetto volto a favorire l’inclusione sociale, l’educazione alimentare, la promozione del territorio e la sostenibilità socio ambientale attraverso una serie di azioni rivolte all’intera comunità borgomanerese. Si riporta di seguito il Comunicato Stampa del progetto Im.patto-C.I.B.O. di Nova Coop a cui partecipa il Liceo Economico Sociale Don Bosco di Borgomanero.

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Borgomanero, 9 giugno 2021
C.I.B.O. – Comunità, Inclusione, Buone prassi, Opportunità
A Borgomanero (NO), idee e co-progettazione di 13 partner hanno dato vita al progetto Im.patto di Nova Coop.

Un progetto a favore della comunità che lavora per l’inclusione sociale, l’educazione alimentare, la promozione del territorio e la sostenibilità socio ambientale, questo è C.I.B.O. Partecipando alla Call for Ideas del progetto Im.patto di Nova Coop, tredici stakeholder (Associazione culturale Il Vergante, Associazione Rete Nondisolopane, Birrificio 100Venti, Circolo Legambiente Amici del lago – APS, CISS Borgomanero, Collegio Don Bosco, Comune di Borgomanero, Condotta Slow Food Colline Novaresi, Cooperativa sociale Il Ponte, Impresa Sociale Irene, Società Agricola La Zappa Arcobaleno, Unionbirrai) hanno co-progettato una serie di azioni a favore dell’intera comunità borgomanerese.
Il progetto prevede: un percorso di inclusione socio-lavorativa con la finalità di realizzare una realtà agro-sociale comunitaria (*), la coltivazione in serre idroponiche dei prodotti locali da far scoprire agli studenti e alle famiglie delle scuole della città (**), dei laboratori di cucina per aumentare la consapevolezza della cultura enogastronomica del territorio e lo sviluppo di opportunità lavorative per persone svantaggiate (***). Tutto questo avrà delle ripercussioni sulla comunità borgomanerese, sia sul breve che sul lungo periodo.
Il nome del progetto C.I.B.O. è acronimo di Comunità, Inclusione, Buone prassi e Opportunità.

C come Comunità.
(*) Il progetto intende partire dai più giovani per costruire una comunità più consapevole sul mondo del cibo. Verranno erogate diverse ore di laboratorio che utilizzeranno il cibo come strumento di aggregazione e di inclusione culturale, trasmettendo valori come il riciclo e il riuso del cibo, la sostenibilità ambientale ed economica, l’integrazione con altre culture attraverso il cibo. Dalle scuole dell’infanzia alle secondarie, passando per i centri di formazione, la Comunità si crea dalla base, dai più giovani. L’attività di C.I.B.O. è già stata avviata con una prima parte di laboratori, con i giovani di Enaip Borgomanero, e con alcune attività programmate presso i Centri estivi del territorio per condividere e rendere diffusa l’idea del cibo come cultura.
(**) La nuova mini-impresa del Liceo Don Bosco la “Hydroponic Solutions” si pone come mission quella di creare una nuova mentalità volta alla sensibilizzazione, all’educazione e alla cura dell’ambiente a favore del territorio. La start-up permetterà a chi sarà interessato di acquistare per la propria abitazione, per il proprio ufficio o per la propria impresa degli impianti di coltivazione idroponici. (***) A partire da settembre verranno realizzati 5 laboratori enogastronomici, composti da diversi incontri, aperti alla comunità borgomanerese. I laboratori saranno: “Alla scoperta del mondo attraverso la cucina”, “Alla scoperta dei prodotti non raffinati”, “Non la solita minestra… cucina creativa con le verdure invernali”, “Alla scoperta dei prodotti locali: cipolla, gorgonzola, birra, miele… 1000 modi di valorizzarli sulla nostra tavola” e “Dietro le quinte, alla scoperta dei produttori locali”.

I come Inclusione.
(*) I laboratori ludico-didattici hanno anche una valenza formativa ed inclusiva. Sono infatti rivolti, in modo particolare, a quelle fasce di giovani e di famiglie che necessitano di accompagnamento nel loro processo di inclusione sociale. Le attività rappresentano, infatti, anche un’occasione per apprendere competenze e saperi che possono costituire una prima base per la costruzione di un bagaglio professionale.
(**) Il percorso formativo intrapreso per la realizzazione di impianti idroponici permetterà di acquisire delle conoscenze su alcuni aspetti legati all’attenzion all’ambiente e all’alimentazione. Per questo sono state realizzate tre attività didattiche interconnesse tra loro ma con diversa finalità: Growing Up EXPO – dedicato alla sperimentazione del sistema idroponico e alla produzione orto-frutticola; Growing Up TASTE LAB: adibito alla trasformazione dei prodotti orto-frutticoli e alla produzione di micro e macro nutrienti 100% bio; Growing Up FABLAB: luogo in cui vengono creati i sistemi di aeroponica e viene curato il passaggio tra la plastica raccolta e la sua trasformazione in filato per le stampanti 3D. (***) I laboratori sono altresì il campo di sperimentazione e formazione per attività collegate al mondo del food che possono durare nel tempo e trasformarsi in attività lavorative per il futuro: in particolare sarà avviato un servizio “plastic free” con l’acquisto di una macchina lava-asciuga posate che sarà messa a disposizione del territorio e gestito da persone svantaggiate, inoltre è stato realizzato nel mese di maggio, e sarà ripetuto a settembre, un corso HACCP con l’obiettivo di formare del personale che possa lavorare per privati, associazioni e a domicilio.

B come Buone prassi.
(*) Il progetto è conoscenza e scoperta per la comunità borgomanerese dei prodotti locali, in particolare quelli autoprodotti. Coltivazione di prodotti naturali a chilometro 0, educando la comunità ad un consumo di verdura e cibi sani fondamentali alla dieta delle persone. I laboratori consentono di trasmettere anche riflessioni e pratiche virtuose legate alla corretta gestione del cibo e alla coltivazione di piccoli orti per l’autoproduzione di ortaggi e frutta. Le attività svolte presso Enaip si sono, infatti, incentrate sulle tecniche di coltivazione biologica di piccoli ortaggi, tecniche che verranno successivamente riprese nel corso dell’esperienza dell’orto didattico.
(**) La realizzazione di impianti di coltivazione che sfruttano le tecniche dell’idrocoltura a favore della comunità di Borgomanero promuoverà azioni e cultura rivolte alla sostenibilità ambientale, riducendo sprechi e consumo di acqua per la coltivazione, e all’utilizzo di prodotti naturali, sani e a chilometro 0. (***) Gli obiettivi che si intendono raggiungere con i 5 laboratori enogastronomici sono la valorizzazione dei prodotti locali, l’attivazione di contesti di educazione alimentare e trasmissione dei saperi gastronomici casalinghi, riscoprire la bellezza della relazione attraverso la convivialità e riconoscere e diffondere la dimensione interculturale del cibo sia attraverso la riscoperta di ricette tradizionali sia conoscendo quelle di altri paesi.

O per Opportunità.
(*) La realizzazione di una realtà agro-sociale comunitaria e un percorso di inclusione lavorativa all’interno dell’orto didattico, gestito da Legambiente, situato nell’area del parco della biodiversità Ivan Cerutti di Borgomanero. Il rispetto e dalla tutela dell’ambiente, che si concretizza nell’esclusiva coltivazione di prodotti biologici e nella promozione di processi virtuosi di economici circolare, è la base del progetto.
(**) I ragazzi del Liceo Don Bosco, avranno la possibilità di studiare, organizzare e amministrare una start-up innovativa che realizzerà e promuoverà, per mezzo di interventi presso scuole, eventi locali e piattaforme social, impianti di coltivazione che sfruttano le tecniche in idrocoltura. (***) La realizzazione di un’attività lavorativa a favore di persone svantaggiate che permetta al territorio di combattere l’utilizzo della plastica impegnandosi sempre di più in azioni virtuose a favore della sostenibilità ambientale.
Massimiliano Caligara, Presidente del Circolo Legambiente Amici Del Lago – APS, sottolinea che “comunità e sostenibilità, queste le parole chiave, gli obiettivi del progetto. Percorso da compiere favorendo l’innovazione nel rispetto dell’ambiente, lo sviluppo di nuove competenze, promuovendo la formazione e mirando all’equità sociale”.
Allo stesso modo, Fabio Perna, professore del Liceo Don Bosco, conferma che “il cibo è il nutrimento dell’anima, il nostro corpo una cattedrale. Di certo non salveremo il mondo e non cambieremo la polarità del pianeta, ma comunque daremo dimostrazione che con impegno e dedizione lo straordinario può divenire ordinario”.

Daniela Giorgis della Cooperativa Sociale Il Ponte “Cos’è C.I.B.O. per noi? Un ‘opportunità di realizzare attività inclusive in un settore diverso da quello in cui operiamo abitualmente, costruendo nuove reti sul territorio, ma anche un’opportunità di coinvolgere la comunità per riflettere su tematiche legate all’ambiente e alla sana alimentazione.”

Dallo scorso 22 maggio C.I.B.O. ha anche un logo. Presso la galleria del Centro Commerciale dell’Iper Coop di Borgomanero si è tenuto un contest, alla quale hanno partecipato più di 550 persone, per scegliere uno dei tre loghi ideati e realizzati dagli studenti del Liceo Economico – Sociale del Collegio Don Bosco.

#CIBOrgomanero

Conclusione dell’anno catechistico – Oratorio salesiano di Bra

Si è concluso l’anno catechistico per i bimbi dell’Oratorio salesiano di Bra con un pellegrinaggio ai piedi del Santuario della Madonna dei Fiori Bra. Di seguito l’articolo pubblicato su “Gazzetta d’Alba“.

Nel pomeriggio di sabato 5 giugno le classi terza e quarta elementare dell’Oratorio salesiano di Bra, guidate dalle loro catechiste e da don Livio Sola, hanno fatto la tradizionale conclusione dell’anno catechistico con il pellegrinaggio a piedi al Santuario.

Qui sono stati accolti dal Rettore, Mons. Beppe Trucco che ha li ha condotti dapprima davanti al grande mosaico e al portale, poi nel Nuovo Santuario poi nel giardino del pruneto. La giornata si è conclusa con la merenda nei giardini del Viale.

Istituto Salesiano: Nuovo pullmino con il contributo della banca BCC di Cherasco – Bra

L’Istituto Salesiano di Bra, grazie al contributo della banca BCC di Cherasco, ha ricevuto un nuovo pullmino 9 posti che verrà utilizzato, dai diversi settori dell’opera, per lo svolgimento delle diverse attività educative con i giovani che le frequentano. La notizia pubblicata su “Salesiani Bra“.

Aggiornamenti da Bra

Di seguito una serie di notizie pubblicate sul sito di Salesiani Bra.

Scuola salesiana aperta ai futuri primini

Nella mattinata di sabato scorso 22 maggio si sono ritrovati un buon numero di futuri allievi delle due classi prime medie con i loro genitori. Ad accoglierli il direttore, il preside, le prof.sse Longo e Noello, alcuni genitori ed allievi di terza. Eseguito il triage d’obbligo, il direttore ed il preside hanno rivolto parole di saluto e indicato la modalità di svolgimento della mattinata. I genitori, conversando tra di loro e con il personale della scuola, hanno iniziato a conoscersi e a famigliarizzare con l’ambiente che li accoglierà nei prossimi tre anni.

Invece i futuri allievi si sono recati nella nuova sala polifunzionale. Divisi in gruppi hanno collaudato con grande partecipazione i nuovi giochi di sala appena acquistati. Il prof.Dalmasso e gli allievi di terza hanno animato questo momento, che ha permesso ai futuri alunni di conoscersi tra di loro. Nell’ultima parte della mattinata i genitori si sono radunati nell’aula magna per ascoltare dal direttore e dal preside le indicazioni utili per il prossimo anno, oltre alle iniziative estive a cui anche i loro figli possono partecipare. E’ stato un momento semplice, ma molto utile e bello, che tutti i presenti hanno apprezzato.

KANGOUROU DELLA MATEMATICA 2021

All’inizio degli anni ’80 il presidente della World Federation of National Mathematics Competitions propose in Australia una iniziativa matematica: un questionario con risposte a scelta multipla da somministrare a centinaia di studenti, con valutazione automatica delle risposte. L’idea fu importata in Europa da due matematici francesi all’inizio degli anni ’90 e nel giugno 1994 nove nazioni, Francia, Bielorussia, Ungheria, Olanda, Polonia, Romania, Russia, Italia e Spagna fondarono a Strasburgo l’Associazione “Kangourou senza Frontiere”.

Il nostro Istituto da anni partecipa alla competizione e sfida i suoi alunni a cimentarsi in quesiti logico matematici. La gara di quest’anno si è svolta online, a causa delle restrizioni sanitarie, ma nonostante le difficoltà logistiche molti allievi hanno partecipato con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco.

Venerdì 21 maggio nella nostra scuola si è tenuta la Semifinale Individuale a cui parteciperanno i tre alunni che hanno superato la fase eliminatoria: Anna Caputo della classe prima, Fogliatto Pietro della classe seconda e Molinaro Francesco della classe 3A. La finale, per chi si aggiudicherà il miglior punteggio, verrà disputata a Cervia, Mirabilandia. In bocca al lupo ai nostri tre semifinalisti!

A tutti loro vanno i migliori complimenti da parte del corpo docente e a tutti i partecipanti un sentito ringraziamento per la partecipazione e l’impegno profuso.

Prof.ssa Lorenza Fissore

Alunno premiato alla Casa del Cottolengo

Sabato 24 aprile Francesco Molinaro, studente di terza della scuola media salesiana San Domenico Savio di Bra, ha ricevuto ulteriori riconoscimenti per il primo posto recentemente ottenuto al concorso letterario “Premio della Bontà”. La premiazione è avvenuta presso la casa natale di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, santo su cui è incentrato il testo vincitore. Presenti, oltre ai titolari della casa, organizzatori dell’incontro, anche il sindaco, in rappresentanza della città di Bra, assieme ad una delegazione della scuola salesiana.

Dopo alcuni interventi, i presenti hanno voluto omaggiare Francesco con diversi premi, oltre al riconoscimento per un risultato così importante, soprattutto per il significato che assume la tematica, la scelta dell’argomento e del luogo da descrivere.

Il concorso in questione è stato indetto dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova. Da più di quarant’anni l’Arciconfraternita è impegnata nell’Apostolato verso i giovani organizzando un Concorso denominato oggi “Premio della Bontà sant’Antonio di Padova”. Concorso nazionale e internazionale, dal momento che è rivolto a tutti gli allievi di ogni ordine e grado di lingua italiana ovunque residenti in Italia e nel mondo (molti elaborati sono giunti dall’estero). Lo scopo è quello di cogliere le aspirazioni e i pensieri dei giovani, che saranno gli attori della società del futuro.

Il tema annuale viene annunciato in autunno e la Cerimonia conclusiva viene celebrata solennemente a Padova nel mese di maggio ed è comprensiva di una suggestiva cerimonia trasmessa anche in diretta tv, oltre a una serie di eventi dedicati.

La sezione “narrativa” richiedeva la stesura di un testo seguendo la seguente traccia “Un luogo o un monumento può essere testimone di storie o eventi di bontà e solidarietà, che hanno lasciato tracce nelle nostre Città e Paesi. Racconta ciò che puoi scoprire nei luoghi in cui vivi.”

Francesco per questo tema ha scelto la Piccola Casa della Divina Provvidenza, riuscendo a conciliare i passi più importanti della vita di San Giuseppe Benedetto Cottolengo con l’opera da lui realizzata quotidianamente, personalizzando l’elaborato con l’inserimento di considerazioni personali e spunti di riflessione davvero encomiabili. Il tutto con una scrittura fluente e introspettiva. “Il santo – scrive Francesco – ha sempre dedicato la sua vita ai poveri, che sono Gesù e come tali bisogna servirli. La Casa della Divina Provvidenza si ispira a lui cercando di portare avanti il suo progetto, prendendosi cura della persona povera, malata, abbandonata, particolarmente bisognosa, senza distinzione alcuna e basandosi sull’uguaglianza perché in essa riconosce il volto di Cristo”. E ancora: “La persona che entra alla Piccola Casa viene accolta con il massimo rispetto come se fosse a casa sua. Questo luogo è fondato sull’amore, sull’amicizia e sulla speranza di vita eterna e ha come sostegno ogni giorno la preghiera e la fede.”

Il risultato ottenuto è una bella soddisfazione sia per Francesco, sempre puntuale nello studio, preciso e dal comportamento impeccabile, che dimostra grande sensibilità e un animo buono e generoso, sia per la scuola salesiana San Domenico Savio presente qui a Bra.

Una piccola curiosità: Francesco è stato premiato quest’anno anche ad un altro concorso letterario, “La scuola che vorrei”, ed ha interamente donato il proprio premio alla scuola salesiana per l’acquisto di materiale didattico. Anche da questi particolari, si evince che il premio della bontà sia un titolo quanto mai appropriato.

Concludo con le parole di Francesco riguardo a San Giuseppe Benedetto Cottolengo: “Sono davvero fortunato ad avere un concittadino santo da cui prendere esempio nella vita di tutti i miei giorni e al quale rivolgere la mia preghiera. Quando penso a lui provo una sensazione di grande pace, di armonia e di forza. Ognuno di noi deve ascoltare il messaggio che il santo vuole trasmetterci ovvero l’amore verso gli ultimi.  Anche noi ragazzi possiamo metterlo in pratica partendo dalle piccole e buone azioni quotidiane nella nostra vita e accogliendo e aiutando chi è in difficoltà.”   Prof.Marco Dalmasso

Salesiani Bra: premiata la classe prima della scuola media al concorso “La mia scuola ai tempo del Covid”

La classe prima della Scuola Media Salesiana di Bra è stata premiata al concorso regionale “LA MIA SCUOLA AL TEMPO DEL COVID”, l’iniziativa che ha visto coinvolti il Consiglio regionale del Piemonte, attraverso la Consulta femminile, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, l’Associazione Save The Children e la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Piemonte. Di seguito il racconto scritto dall’allieva Marta Gandino gentilmente fornito alla Redazione dai Salesiani di Bra.

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CONCORSO “LA MIA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID” premiata la classe prima della scuola media salesiana

CONCORSO “LA MIA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID” premiata la classe prima della scuola media salesiana (II parte)

Dopo aver pubblicato uno stralcio del testo di classe, oggi presentiamo il racconto scritto dall’allieva Marta Gandino: un’originale versione di come può esser vista la scuola “ai tempi del Covid”. 

La strana scuola del Mondolàfuori

(Due gemelli nella pancia della loro mamma, ascoltando i discorsi dei genitori e della sorella maggiore, si interrogano su cosa sia la “scuola” di cui sentono continuamente parlare. Non riuscendo facilmente a spiegarsi la natura di questa “scuola”, decidono di immaginarsela…)

[…] Cominciammo concretamente a immaginare una scuola tutta nostra. Ragionammo, pensammo, condividemmo tutte le idee possibili immaginabili, rielaborandole, scartando quelle che, secondo noi, non c’ entravano nulla e le ordinammo per bene.

Alla fine, venne fuori una scuola bellissima e organizzatissima. Perfetta per noi e da proporre anche là fuori, a nostra sorella. 

Nella nostra scuola ideale, le lezioni si sarebbero svolte quattro giorni su sette, più uno “facoltativo”, il venerdì. Le lezioni sarebbero state separate da 
due intervalli all’aperto. Per noi, nella pancia, non c’era grande varietà di spazio, ma bastava un pizzico di immaginazione per sentirci in cortile. 

Ogni giorno ci sarebbe stato un professore, che avrebbe insegnato per tutto il dì le sue materie (minimo 2 per ogni insegnante). La lezione sarebbe stata organizzata in  mezz’ora di spiegazione e mezz’ora di esercizi insieme: nella pancia, io e mia sorella ci saremmo alternati nello svolgimento. 

Gli alunni, in questa scuola, sarebbero dovuti essere massimo 25 per ogni classe: ci piaceva quel numero anche se, nella nostra di sezione, ci stavamo solo in due.

 In aula, ciascuno avrebbe avuto un vicino di banco, che avrebbe cambiato ogni mese o quando ce ne fosse stato bisogno. Io avrei volentieri fatto cambio ogni tanto ma, sapevo che per i successivi 3 mesi, non avrei avuto che mia sorella accanto.

Tra compagni di banco ci si sarebbe potuti aiutare e ognuno avrebbe potuto considerare come “socio”, per i lavori a coppie, il suo vicino (cambiandolo però regolarmente). Volevo bene alla mia gemella, ma mi sarebbe piaciuto conoscere presto anche qualcun altro. 

I ragazzi, in questa scuola, avrebbero potuto parlare, ovviamente, solo alzando la mano (mentre noi, nella pancia, ci saremmo prenotati con un “calcetto”).
Le regole dell’anno sarebbero state dettate all’inizio del primo trimestre. Le “leggi scolastiche” sarebbero dovute essere rispettate da tutti, per garantire una buona convivenza civile (roba che non avevamo ben capito cosa fosse, ma ci era sembrata importante). 

Il primo giorno di scuola sarebbe stato dedicato alla “Genesi del Lavoro”, un compito che sarebbe consistito nel trovare, personalmente, un obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno e qualcosa da migliorare di sé in termini di amicizia o di impegno. Io e mia sorella, per esempio, nella pancia, ci eravamo ripromessi di non scalciare troppo e di non tentare uscite anticipate o capriole. 

Più o meno a metà anno, in questa magnifica scuola, si sarebbe tenuta una festa che, in base alle decisioni del Preside e dei docenti (o della mamma), avrebbe contemplato un tema diverso: si sarebbe potuto trattare di una Festa-Ballo (in cui un ragazzo avrebbe invitato una ragazza), una Festa-PigiamaParty (molto raro), Festa-di-Compleanno o una Festa-di-Fine-Anno, a cui sarebbero state invitate anche le famiglie degli alunni.

Il trimestre passò tra progetti, immaginazione e “scuola in pancia”, una nuova dicitura che si sarebbe potuta accostare a quelle più note di “scuola in presenza” e “scuola a distanza”. 

Poi, un bel giorno, suonò la campanella: non fu l’allarme antincendio, anche se qualche grido non mancò. Io e mia sorella fummo come spinti via di corsa dall’aula. 
Quando riuscii ad aprire gli occhi, mi guardai attorno e rimasi stupito. Il Mondolàfuori era bellissimo. Mi avevano chiamato MICHELE. Mia sorella si chiamava ARIANNA.
Dentro la pancia era molto più facile parlare, guardarsi intorno, pensare… lì c’era di nuovo tutto da imparare. 

Era forse stato tutto inutile quel progettare, quell’immaginare? Chi lo sa. Ora si doveva pensare a crescere ripartendo da zero.  Avevamo cambiato aula, compagni e professori: eppure amavamo già quella nuova scuola. 

Marta Gandino

Prima media

Nuovo evento organizzato dagli allievi di terza e quarta Automotive del Cnos Fap Vercelli

The virtual show exhibition of motorcycles è un evento organizzato dagli allievi di terza e quarta Automotive del Centro di Formazione Professionale Don Bosco di Vercelli. Al concorso si partecipa inviando foto e video a tema motociclistico. La premiazione si terrà sabato 29 maggio dalle ore 16.00 e sarà visibile in diretta streaming sulla pagina Facebook CNOS Fap Vercelli. Di seguito si riporta l’articolo pubblicato su “Info Vercelli 24“.

THE VIRTUAL SHOW EXHIBITION OF MOTORCYCLES

È il nuovo evento organizzato dagli allievi di terza e quarta Automotive del Centro di Formazione Professionale Don Bosco di Vercelli.
Un concorso al quale si partecipa inviando foto e video a tema motociclistico. Oltre agli allievi hanno aderito anche ex allievi e docenti per un totale di circa 100 concorrenti dai quali sono stati selezionati una cinquantina di finalisti. Come è abitudine di Ardissone Flavio l’evento  ha coinvolto didatticamente i ragazzi che lo hanno creato tramite un’ unità di apprendimento relativa al marketing ove sono confluiti i saperi di diverse discipline quali lingua italiana e inglese, informatica e meccanica.

La premiazione  si svolgerà in diretta streaming e sarà visibile sulla pagina Facebook CNOS Fap Vercelli sabato 29 maggio 2021 a partire dalle ore 16. La  Giuria è composta da 4 illustri fotografi legati al mondo di Don Bosco per diversi motivi : Andrea Cherchi, Alessio Pozzato, Fabrizio Carrubba e Andrea Mangano. E’ prevista anche la possibilità di esprimere un giudizio popolare attraverso un link pubblicato sulla pagina fb e instagram del Cnos di Vercelli.

E’ importante evidenziare che l’evento ha una connotazione speciale. Infatti è stato coinvolto in qualità di testimonial il famoso motociclista Vanni Oddera che svolge un’attività di mototerapia a favore dei bimbi ricoverati negli ospedali. Pensate che addirittura comparteciperà a questa grande giornata l’ASL di Vercelli ed in particolare il reparto di pediatria dell’Ospedale S. Andrea con tutto il personale medico e paramedico guidato dal dottor Gianluca Cosi e dalla caposala dott.ssa Michela Braghin.
Durante la diretta è previsto anche l’intervento dello scrittore vercellese Simone Sarasso autore del libro 65 LA MIA VITA SENZA PAURA-biografia di Loris Capirossi. L’evento ha ottenuto il patrocinio del comune di Vercelli. Un particolare ringraziamento a :Dario Pizzuto  collaboratore di  Vanni Oddera, a Paolo Pomati, agli sponsor che hanno contribuito alla formazione del montepremi: ABC Motors di Bianzè, Racing Shop di Borgosesia, Nuova Sacar di Caresanablot, Ufficio Stile di Fabio Mosca, bar Sottosopra di piazza Pajetta, distributore Tamoil tangenziale ovest, Colorificio Tressoldi. Ringraziamo i formatori Angela Zuccarello, Protti Denis, Carlo Michelone, Luca Albus e Alberto Bonino.
Gli allievi Nappo Michael, Gabriel Borghi, Fabio Nobile, Andrea Conte, Simone Chioda Marco Torchio membri della redazione del tg cnos e della Don Bosco Production’s. Gli allievi del corso di meccanica Ingui Stefano, Dario Candeo, Pirro Giulio, Ardiani Lorenzo, Negro Gianluca Fabio Spinello. Il dottor Patrizio Bertola, Cesare Rinaldi della Gallo Artigrafiche, Moto Club Vercelli, Paolo Ignetti  di vercelliweb.tv e tutti gli organi di stampa che hanno dato risalto all’iniziativa.
Raggiungeremo le circa 7000 visualizzazioni ottenute durante l’ultima diretta? Tocca a voi!

L’albero di Giovanni Falcone – Torino Agnelli

Per l’anniversario della strage di Capaci, i ragazzi della prima media A di “Torino Agnelli“, sono riusciti a far appendere il loro cartellone sull’Albero di Falcone a Palermo ed infine, colpiti dalla sua storia, hanno riprodotto l’opera nella loro sede. Di seguito l’articolo.

A pochi giorni dal ventinovesimo anniversario della strage di Capacisull’Albero di Falcone a Palermo svetta anche un cartellone realizzato dalla prima media A. I ragazzi, dopo aver letto il libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando sulla vita di Giovanni Falcone, sono rimasti colpiti dalla figura del magistrato siciliano e hanno voluto riprodurre l’albero di Falcone su cui hanno attaccato i loro pensieri. La classe è poi riuscita a far appendere il proprio cartellone all’Albero di Falcone in via Notarbartolo a Palermo.

Complimenti ragazzi!

Notte Nazionale Liceo Classico – 28 maggio 2021

Il 28 maggio 2021 dalle 16.00 alle 20.00 si terrà la settima edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico 2021. Di seguito il Comunicato Stampa ufficiale, comune a tutti i licei d’Italia che aderiscono, e il programma del Liceo di Valsalice.

NOTTE NAZIONALE DEL LICEO CLASSICO – VII edizione
28 maggio 2021 – 16:00-20:00 

COORDINAMENTO NAZIONALE: prof. Rocco Schembra

COMUNICATO STAMPA 

La Notte Nazionale del Liceo Classico, uno degli eventi più innovativi nella scuola degli ultimi anni, è già arrivata alla sua settima edizione. Nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale  (CT), sostenuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, e introdotta dal brano inedito “La  DAD” del cantautore fiorentino Francesco Rainero, quest’anno si celebrerà venerdì 28 maggio 2021, dalle ore 16:00 alle ore 20:00, in circa 300 licei classici su tutto il territorio  nazionale, un numero altissimo se consideriamo le condizioni di emergenza sanitaria in cui  ci troviamo e che hanno pregiudicato e messo a dura prova la normale attività didattica. 

In effetti ricorderemo quest’anno, come quello precedente, come uno dei più funesti della  nostra storia recente. Una pandemia, quella scatenata dal Coronavirus, che, oltre alle  vittime e all’elevatissimo numero di contagi, non solo ha travolto il settore sanitario, l’economia, le attività sportive, culturali e di aggregazione sociale, ma anche la scuola, che  ne ha risentito negativamente in termini di propagazione del sapere, formazione degli  studenti, maturazione della personalità di questi ultimi. In una realtà così capovolta (come  assai bene descrive la locandina ideata dal grafico, prof.ssa Valeria Sanfilippo), la  tentazione di mettere a tacere per quest’anno la Notte Nazionale del Liceo Classico è stata  grande. Ma alla fine, forti del messaggio e degli insegnamenti di resilienza che proprio i  nostri classici ci hanno insegnato e ci continuano a insegnare giorno dopo giorno, abbiamo  deciso di esserci. Esserci, ovviamente, con le modalità che la pandemia ci ha imposto, ossia  non in diretta, senza pubblico presente, con trasmissione streaming sui canali social dei  vari licei, riducendo la durata da sei a quattro ore e anticipando gli orari di inizio e di fine.  Ma l’idea di fondo rimane sempre la stessa, quell’idea di fondo che sin dalla sua prima  edizione si rivelò vincente. 

Nata per dimostrare in maniera evidente che il curricolo del classico, nonostante tutti gli  attacchi subiti in quegli anni, era ancora pieno di vitalità ed era popolato da studenti  motivati, ricchi di grandi talenti e con abilità e competenze che oltrepassavano di gran  lunga quelle richieste a scuola, la Notte Nazionale del Liceo Classico ha oggi fatto breccia  nell’opinione pubblica, ha contribuito in maniera rilevante a focalizzare l’attenzione dei  media e della gente comune su quello che è il fiore all’occhiello del sistema scolastico italiano. E ha probabilmente fatto sì che si determinasse quell’inversione di tendenza nelle  iscrizioni al liceo classico che ormai da qualche anno hanno ripreso a salire a livello  nazionale.

Anche quest’anno, per la settima volta, prenderà magicamente forma l’idea del prof. Rocco  Schembra e, in contemporanea, pur nelle modalità cui accennavamo prima, in quelle  quattro ore straordinarie, i licei classici aderenti trasmetteranno, non più solo alla cittadinanza e al territorio su cui insiste la scuola, ma potenzialmente a tutti gli utenti che  si vorranno collegare, tutta una serie di performance in cui protagonisti saranno gli  studenti e il valore formativo della cultura classica declinata in tutte le sue forme. Chi  durante quelle ore si collegherà ad uno dei canali social di questi licei, potrà assistere a  maratone di lettura, recitazioni teatrali, concerti, dibattiti, presentazioni di volumi, incontri  con gli autori, cortometraggi, e quant’altro la fantasia e la voglia di fare degli studenti e dei docenti saprà mettere in atto. 

Anche quest’anno è stato confermato il partenariato che RAI Cultura e RAI Scuola hanno  voluto siglare con il Coordinamento Nazionale della Notte. Tale accordo permetterà di  avere delle riprese registrate dalla Notte di un Liceo Classico ancora da definire.  Quest’anno, inoltre, gli studenti di tutti i licei classici d’Italia si sono cimentati nella  composizione di un elaborato poetico che si ispirasse alla locandina dell’evento, concorso  in cui si è classificata per prima la giovane Alessandra Sgammato, del liceo classico  “Agostino Nifo” di Sessa Aurunca (CE), componendo una lirica dal titolo “Alla deriva”,  che verrà letta in contemporanea in tutti i licei aderenti all’evento. 

La Notte Nazionale del Liceo Classico, soprattutto quest’anno, più che una festa, è una  testimonianza. È anche un modo alternativo e innovativo di fare scuola e di veicolare i  contenuti, un puntare su una formazione di natura diversa che non va a sostituire quella  tradizionale, ma le si affianca in maniera produttiva e proficua. Il bello della Notte  Nazionale non è solo nella Notte stessa, ma nei lunghi e laboriosi preparativi che la  precedono, che fanno sì che gli studenti identifichino i locali in cui quotidianamente vivono le ansie e le aspettative di un cammino di studio, faticoso ma gratificante, con un ambiente  ludico, in cui cultura vuol dire gioia, piacere di condivisione, rispetto dei tempi e delle  parti. Tutti assieme, in una Italia finalmente unita nell’ideale di difesa, promozione e  salvaguardia delle nostre radici più autentiche, quelle della civiltà greco -romana. 

Prof. Rocco Schembra 

Coordinatore Nazionale della Notte Nazionale del Liceo Classico

Liceo Salesiano Valsalice

Programma della Notte Nazionale del Liceo Classico

28 Maggio 2021
Ricominciare Ricostruire Rinascere

  • 16:00 – 16:20 Introduzione comune a tutti i licei partecipanti: Inno della NNLC – Saluti iniziali del coordinatore nazionale prof. Rocco Schembra – Lettura della poesia vincitrice del concorso
  • 16:30 – 17:00 Lectio magistralis del prof. Antonio Varaldo sul tema “Il classico nell’astronomia”
  • 17:00 – 18:00 Incontro con lo scrittore vincitore del premio Strega 2020 Daniele Mencarelli
  • 18:00 – 19:00 Avvio delle celebrazioni per il settecentenario della morte di Dante Alighieri
  • 19:00 – 19:45 Messa in onda dei contributi filmati dei ragazzi sul tema della Notte Ricominciare Ricostruire Rinascere
  • 19:45 – 20:00 Conclusione con la lettura drammatizzata del brano di Museo, Ero e Leandro: voce recitante Carlo Ponti – Accompagnamento musicale Roberto Polderman

Cosa farò da grande? – Don Bosco di Châtillon

Il mondo del lavoro del territorio valdostano ha incontrato, nella settimana del 17 maggio, i giovani delle classi V del “Don Bosco di Châtillon“. Di seguito l’articolo.

Come da tradizione, anche quest’anno, nella settimana del 17.05.2021, molte aziende del territorio valdostano hanno incontrato i nostri allievi delle classi V. Alcune tra queste hanno contattato direttamente la scuola richiedendo espressamente l’individuazione di risorse da impiegare nella loro azienda e, sulla base di tale opportunità, i ragazzi interessati hanno avuto modo di visitare personalmente i siti lavorativi. Altre, invece, hanno preferito mostrare la loro offerta lavorativa/formativa presentandola direttamente all’intero gruppo classe.

In tal senso, per quanto riguarda la filiera falegnameria, i ragazzi hanno avuto l’occasione di conoscere le lavorazioni eseguite dall’azienda “Casa Country”; mentre, per il settore manutenzione, l’offerta si è incentrata sull’azienda “Grappein”.

Gli incontri hanno visto la partecipazione anche della società interinale SYNERGIE, uno dei massimi esponenti a livello nazionale ed europeo nell’ambito della consulenza, formazione ed offerta di lavoro.

Ai ragazzi sono state mostrate le modalità con cui affacciarsi al mondo lavorativo soffermandosi, soprattutto, sull’importanza del “capitale umano”; ovvero il patrimonio di tutte quelle competenze trasversali, relazionali e “di mestiere” che possono fare la differenza in un mercato, come quello del lavoro, in continua espansione. Non da ultimo, i contatti con le aziende, come è chiaramente emerso nel corso dei vari momenti di condivisione, spaziano su tutto il territorio regionale, nonché nel canavese e nel torinese.

Per i nostri studenti è stata sicuramente un’opportunità di crescita formativa e personale.

I ragazzi della meccanizzazione agricola incontrano la Fendt di Barale Stefano – CFP Fossano

L’azienda Trattori e Macchine Agricole di Barale Stefano, collabora con il Centro di Formazione Professionale di Fossano. Diego Chiaramello ha rappresentato la ditta durante i quattro incontri con i ragazzi della meccanizzazione agricola del CFP. Di seguito l’articolo pubblicato su “CNOS-FAP Fossano“.

Il corso di meccanizzazione agricola continua a crescere e ad evolversi grazie ad aziende che credono fermamente nel progetto e soprattutto nei ragazzi, il nostro futuro. L’azienda Trattori e Macchine Agricole di Barale Stefano nella persona di Diego Chiaramello, ex allievo salesiano, ha trasmesso ai 25 allievi del primo anno la passione per il lavoro sulle macchine agricole. Diego Chiaramello ha portato la sua grandissima esperienza e l’ha messa a disposizione dei ragazzi con semplicità e professionalità … con spirito salesiano.

Quattro mercoledì pomeriggio dalle 14 alle 17. I primi 3 all’interno del laboratorio dell’istituto mentre il quarto visita tecnica presso l’azienda e officina meccanica Trattori e Macchine Agricole di Barale Stefano che dista poche centinaia di metri. Il tutto organizzato nel rispetto delle normative Covid e della sicurezza.

Durante i suoi interventi nel CFP il signor Chiaramello ha portato 3 trattori (Fendt 828, 724 e 514). Ha spiegato agli allievi l’evoluzione nel mondo dei trattori meccanica ed elettronica, i sistemi di sicurezza, le comodità….facendo toccare con mano il tutto sui veicoli.

Il quarto intervento si è invece svolto all’interno dell’azienda. I ragazzi hanno potuto ammirare e visitare il parco macchine dell’azienda (trattori, mietitrebbie, macchine per la fienagione…) e a piccoli gruppi, seguiti dal capo officina e dai formatori Mellano e Tallone, visitare il magazzino, il banco prova, l’officina meccanica e la zona consegna macchine.

La professionalità, la preparazione e la cura dei contenuti trattati, la passione per il proprio lavoro restano valori fondamentali, da trasmettere agli allievi. In questo modo sarà possibile ambire a futuri traguardi e ad altre collaborazioni con aziende del territorio (lo speriamo veramente). Gli interventi di Diego Chiaramello hanno suscitato molto interesse, curiosità e domande negli allievi; l’esperienza avrà sicuramente un seguito nei mesi e negli anni futuri, grazie a Persone (con la P maiuscola) che ne fanno parte.