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3 giorni al Colle don Bosco per i volontari del Servizio Civile

Nelle giornate del 15-16-17 marzo 2019, si è svolta la Formazione Generale dei volontari del Servizio Civile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta presso il Colle don Bosco. Obiettivo della tre giorni, quello di una crescita personale e culturale per ogni giovane prestante servizio nei vari ambienti educativi.

La formazione generale è un percorso didattico ed educativo che ogni operatore volontario impiegato in un progetto di Servizio Civile è tenuto a frequentare, in quanto offre gli strumenti e le chiavi di lettura necessari per affrontare l’esperienza del servizio e costituisce una valida occasione di trasmissione e promozione ai giovani dei valori e dei diritti universali dell’uomo.

Ecco le parole di Rosanna Todisco,  Responsabile del Servizio Civile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, con un riassunto delle giornate vissute al Colle:

Per il secondo anno abbiamo proposto agli Operatori Volontari impiegati nei progetti di Servizio civile dell’Ispettoria Salesiana di Piemonte e Valle d’Aosta la possibilità di una formazione generale “residenziale” al Colle don Bosco. Sono 108 i giovani operatori che nelle giornate del 13-14-15 marzo scorso, si sono ritrovati insieme per la formazione: uno spazio di riflessione e di confronto che ha aiutato i giovani a prendere maggiore consapevolezza della loro scelta e del loro ruolo all’interno del progetto nel quale sono coinvolti, sottolineando l’importanza che assume un’esperienza di cittadinanza attiva e responsabile di questo tipo.

Nella macroarea tematica “Mission e Valori dei Salesiani” gli operatori volontari hanno compiuto un percorso di formazione sulla storia di don Bosco con don Stefano Mondin e don Fabiano Gheller, anche attraverso la visita dei luoghi del Colle; hanno ascoltato diverse testimonianze di impegno concreto e di incontro con l’esperienza salesiana nelle diverse Opere attraverso la voce di don Luca Barone e Agostino Albo.

Hanno poi ricevuto importanti nozioni riguardanti le modalità di intervento del VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo con Alessandro Brescia. Nella prima giornata hanno lavorato su “Animazione: tecniche, strumenti e atteggiamento” con Egidio Carlomagno.

Nella giornata centrale del residenziale il setting della formazione è stato quello del laboratorio di Teatro Sociale di Comunità, condotto da 4 operatori professionisti del Social Community Theatre Centre dell’Università degli Studi di Torino, dove attraverso attività che hanno coinvolto mente e corpo gli operatori volontari hanno vissuto un’esperienza di apprendimento che ha coniugato il gioco, la comunicazione verbale e non verbale e l’espressione di sé.

Ha introdotto la giornata la lectio magistralis di Alessandro Pontremoli, professore ordinario dell’Università degli Studi di Torino, parlando di corporeità, alterità e relazione.

I principali temi affrontati sono stati la presenza e la consapevolezza corporea ed emotiva in una relazione educativa. Si tratta di strumenti funzionali a vivere consapevolmente il cambiamento, sono molto utili al lavoro di team, ad una relazione positiva con i destinatari dei progetti e aiutano a leggere e reagire positivamente alle situazioni, anche inaspettate, che si possono presentare in un anno di Servizio civile.

Entusiasmo, ascolto e voglia di mettersi in gioco sono stati gli elementi trainanti dei tre giorni al termine dei quali gli operatori volontari hanno potuto proiettare nel futuro e quindi nel proprio contesto reale di riferimento e valenze formative, le opportunità di apprendimento, le acquisizioni interiori esperite.

Rosanna Todisco,

Responsabile del Servizio Civile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta

Scopri qui sotto tutte le foto della tre giorni!

 

Parte la seconda edizione di Spazio Fratto Tempo – Anno 2019

Si comunica che è ripartito, per l’anno 2019, il progetto “Spazio Fratto Tempo – Luoghi di lavoro, percorsi di crescita” con il sostegno della Compagnia di San Paolo attraverso il Bando Articolo +1. Il progetto si propone di favorire l’occupazione di giovani tra i 15 e i 29 anni dell’Area metropolitana torinese, che hanno maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro.

L’obiettivo è quello di “facilitare” tale processo attraverso la predisposizione di un percorso di accompagnamento educativo/formativo rivolto ai ragazzi, concorrendo, nel contempo, alla formazione di tutor-educativi specializzati e competenti.

Il partenariato proponente, formato dagli enti di formazione professionale​ CNOS- FAP Regione Piemonte, CIOFS-FP Piemonte ed ENAIP Piemonte, dall’Associazione AGS per il territorio (Associazione giovanile ed educativa) e da IUSTO (Istituto Universitario Salesiano Torino), alla luce dei risultati positivi della I edizione vuole evidenziare la necessità di proseguire in pratiche di sperimentazione innovative, facendo leva sul binomio educazione-lavoro, per ridurre le distanze tra i giovani ed il mondo del lavoro.

La speranza è quella che la valorizzazione delle competenze di ciascuno possa contribuire alla sperimentazione di nuovi modelli d’intervento nell’ambito delle politiche attive per il lavoro, tema assai cruciale per i giovani del territorio e per le loro comunità. Oltre a ciò è opportuno sviluppare e potenziare le reti di prossimità, in particolar modo con le imprese, affinché sia possibile attuare percorsi di inserimento lavorativo flessibili e destrutturati, rispondenti alle esigenze dei giovani più vulnerabili.

È possibile trovare maggiori informazioni qui:

 

Spazio Fratto Tempo
Pagina Facebook
AGS per il territorio

 

Condominio Solidale – Via Romolo Gessi, Torino

Si pubblica una notizia proveniente da “La Voce e il Tempo” riguardo al Condominio Solidale di via Gessi di Torino. Buona lettura!

Cos’è il Condominio Solidale di via Gessi?

Il Condominio Solidale di via Romolo Gessi 4/6, nel quartiere Santa Rita di Torino, è nato da un bando del Comune di Torino del 2008 per la gestione di un housing sociale in una struttura di alloggi popolari dell’Atc, con il finanziamento e il supporto della Compagnia di San Paolo. L’Associazione Giovanile Salesiana (Ags) per il Territorio, ha ottenuto per 12 anni la gestione della struttura attuata attraverso le cooperative sociali “Un sogno per tutti” e la Cooperativa E.T.

Il condominio è composto da 30 alloggi, 6 per piano, di cui i 18 dei piani alti sono assegnati dall’Atc in modo permanente ad anziani over 65, mentre i due piani bassi sono per persone in fragilità sociale, prevalentemente donne con figli, in maggioranza straniere, che vi abitano per un massimo di 18 mesi entro i quali devono raggiungere un’autonomia lavorativa e abitativa.

Questo avviene in 8 alloggi, i restanti sono abitati da volontari che vivono nel condominio come affidatari delle persone in fragilità fornendo loro supporto quotidiano. Esistono poi alcuni spazi comuni, oltre a una sala giochi e un giardinetto esterno attrezzato per i bambini.

In dieci anni hanno abitato il condominio nella parte dedicata alla fragilità sociale 47 nuclei per un totale di 108 persone, con problematiche di vario genere.

Articolo a cura di Marco Mascia

 

Housing Sociale

a cura di Enrico Panero

«È possibile vivere oggi a Torino, in un condominio, fondando tutto sulla relazione e la solidarietà?».

A questa domanda ha provato a rispondere il progetto di Condominio Solidale, un’esperienza di housing sociale avviata dieci anni fa nel quartiere di Santa Rita su iniziativa del Comune, con il supporto di Compagnia di San Paolo e la gestione dell’Associazione Giovanile Salesiana (Ags) per il Territorio attraverso due cooperative sociali. Da allora l’housing sociale, cioè la pratica che intende rispondere all’emergenza abitativa anche con l’accompagnamento sociale delle persone temporaneamente accolte, si è diffuso in varie esperienze e forme, con in comune l’idea che mettendo insieme le forze (anche se poche) si possono trovare migliori soluzioni ai problemi.

La particolarità di questo condominio sta nelle trasversalità intergenerazionale e interculturale, cioè la convivenza tra anziani e giovani che spesso sono stranieri, prevalentemente donne con figli. Un progetto che riporta al passato, spiegano i promotori:

«Al cascinale, con la sua famiglia allargata in cui le diverse generazioni crescevano insieme, dove c’era una forte partecipazione alla vita sociale, gli spazi erano comuni ma anche privati, i bambini erano accuditi dai genitori, ma anche dai nonni e dai fratelli maggiori».

Inoltre, il continuo confronto e scambio tra culture diverse rappresenta un indubbio valore aggiunto. In estrema sintesi, dice il coordinatore del Condominio Solidale,

«la multigenerazionalità, la territorialità, la collettività e l’assunzione di responsabilità lo rendono uno spazio particolare, l’umanità e la fragilità delle persone che lo abitano gli danno invece un aspetto di normalità».

Housing sociale della parrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli

La Parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino – San Salvario – destinata a diventare una casa di ospitalità per giovani immigrati ed italiani che abbiano il desiderio di vivere assieme, formare una comunità e costruire un progetto di autonomia nel lavoro e nello studio.

Queste le parole di don Mauro Mergola, parroco dell’opera salesiana San Luigi di Torino, per raccontare il progetto di Housing Sociale che partirà a breve nella struttura. Progetto nato attraverso un bando della Compagnia di San Paolo per social Housing, al quale appunto ha partecipato la parrocchia di Torino, ottenendo cosi un finanziamento per avviare i lavori. Con l’aiuto inoltre del CEIConferenza Episcopale Italiana – che ha coperto parte dei costi dei lavori legati alla struttura, questo progetto potrà realmente partire.

Sarà dedicata a tutti i giovani di sesso maschile dai 18 ai 39 che hanno il desiderio di vivere in comunità aderendo a pieno al progetto.

Scopri di più sul progetto:

In attesa di avere le autorizzazioni del comune vi presentiamo la struttura dell'housing sociale della parrocchia Santi Pietro e Paolo Apostoli di via Saluzzo 25bis.Cerchiamo 18 piumini per letti singoliPentole per piastre ad induzione elettrica Partecipa anche tu.

Publiée par Santi Pietro e Paolo – Torino sur Dimanche 17 février 2019

 

 

Spazio Fratto Tempo – Riparte la formazione degli operatori

Nella mattinata di mercoledì 13 febbraio, gli educatori del progetto Spazio Fratto Tempo, sono stati convocati per la prima volta a Valdoccoin Pastorale Giovanile – per un incontro di formazione sul funzionamento della piattaforma online contenente tutti i dati degli utenti, di tutti quei ragazzi che sono parte attiva del progetto. Verrà utilizzata dagli operatori, gli educatori, che sono il motore di queste attività.

Spazio Fratto Tempo è un programma finanziato all’interno di Articolo +1, un bando della Compagnia San Paolo che ha come obiettivo principale l’aumento dell’occupazione dei giovani con difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro e con maggiore attenzione a quelli con bassi livelli di occupabilità. Nato nel 2016, ha avviato nel novembre 2018 la sue seconda attività. (clicca qui per saperne di più).

Si terranno incontri periodici con l’obiettivo di accompagnare, supportare e formare il gruppo dalla realizzazione delle attività, con gli operatori che contattano le imprese e coinvolgono i ragazzi, alla nascita di un’incontro tra le due realtà.

Nella prima parte della mattinata Daniela Gulino, la referente per il progetto articolo+1 e Lisa Zaquini dell’Asvapp (ente valutatore e per indagini statistiche rispetto al progetto) hanno illustrato il funzionamento della piattaforma dove vengono inseriti tutti i ragazzi che sono nel progetto.

Ecco le parole di Daniela Gulino:

“Sono stata invitata da Spazio Fratto Tempo, per un focus di approfondimento rispetto alla piattaforma utilizzata all’interno del progetto per analizzare a approfondire le modalità con cui Spazio Fratto Tempo sarà in grado di portare all’occupazione i giovani NEET.

E’ stato un momento di conoscenza reciproca con gli operatori del progetto e poi di approfondimento, ma anche un’ impostazione per il lavoro che ci vedrà impegnati per i prossimi 24 mesi. Sono state trattate le modalità di utilizzo di una piattaforma online e l’avvio al lavoro NEET, che sono i giovani non in formazione, non in percorsi di istruzione e che non lavorano”.

Nella seconda parte della mattinata invece Alessandro Brescia (referente della progettazione per la parte della pastorale giovanile e AGS) e Nicola Dell’Aquila (referente della progettazione per la parte del Cnos-Fap), hanno fatto un intervento su:

  • sull’organizzazione, la supervisione e la formazione,
  • le azioni progettuali, degli operatori di spazio fratto tempo,
  • gli educatori e gli operatori dei servizi al lavoro (SAL).

 

 

Più tecnologia e meno relazioni: questa la fotografia delle famiglie italiane a cura del Censis

La fotografia del primo Rapporto Auditel-Censis sulle famiglie italiane, presentato il 25 Settembre 2018 al Senato, rivela uno scenario preoccupante: 5,7 milioni le persone che vivono sole; oltre 6 milioni le donne capofamiglia; i bambini tra 4 e 10 anni si rivelano precoci digitali (quasi 1 su 2 connesso al web); i figli, moltiplicatori di consumi.

Dedicato a “Convivenze, relazioni e stili di vita”, il primo Rapporto Auditel-Censis si fonda sulla ricerca di base Auditel, che 7 volte l’anno intervista, casa per casa, oltre 41 mila italiani. Le case degli italiani, evidenziano ancora i ricercatori, sono stracolme di elettrodomestici tradizionali o di ultima generazione. I televisori sono nelle case del 97,1% delle famiglie italiane, 14 milioni di pc portatili (48,1%), 7,4 milioni di tablet (26,4%), 5,6 milioni di pc fissi (22,1%). Non solo: il 19,3% delle famiglie dispone di almeno un televisore connesso al web (smart tv o apparecchio tradizionale connesso al web con dispositivo esterno). I telefoni cellulari sono presenti in oltre il 95% delle famiglie, i telefoni fissi solo nel 60% circa. Dal Rapporto emerge poi che la connessione al web è ormai capillare e coinvolge anche gli anziani: l’82,2% delle famiglie italiane è connesse a internet.

La famiglia, conseguentemente, «ha cambiato pelle con l’evoluzione sociale: siamo passati dalla famiglia Spa, che combinava redditi e patrimoni, alla famiglia di cura garante di welfare informale e reddito per i componenti non autosufficienti e i figli precari, fino all’attuale rischio di una famiglia disintermediata, alle prese con le sfide che minacciano la relazionalità interna», ha affermato il presidente del Censis Giuseppe De Rita.

Ecco alcune relazioni di approfondimento del 1° Rapporto Auditel-Censis su “Convivenze, relazioni e stili di vita”: buona lettura!

 

1° Rapporto Auditel-Censis: scattata la fotografia della società italiana e dei cambiamenti che sta attraversando

Oltre 6 milioni di donne sono capofamiglia. Aumentano le coabitazioni per ragioni economiche. I bambini tra 4 e 10 anni si rivelano precoci digitali. Clamoroso il boom di accessori domestici: mentre la tv spopola e lo smartphone invade anche il letto (28 milioni di adulti navigano sul web di notte), nelle case sono più i forni a microonde che le lavastoviglie, scompare la segreteria telefonica e si fa largo la vasca idromassaggio.
Continua a leggere…

 

di PAOLO G. BRERA

La nuova famiglia? “Connessi anche a letto. E continua a comandare l’uomo”

Presentato oggi il 1° Rapporto Auditel-Censis su “Convivenze, relazioni e stili di vita”. Aumentano le convivenze per ragioni economiche, e il 17,6% dei bambini fino a 10 anni ha già il cellulare

Ci droghiamo di aria condizionata e mangiamo a colpi di microonde, conviviamo spesso per convenienza e ci portiamo sistematicamente a letto il web: la fotografia che ci ha scattato il “Primo rapporto Auditel-Censis su convivenze, relazioni e stili di vita delle famiglie italiane” è un bell’affondo al modello di famiglia tradizionale dei vecchi spot, quella tutta coccole e mulini bianchi.

Ai bambini “dai 4 ai 10 anni” invece dei biscottini fatti in casa ficchiamo in mano un bel cellulare o il tablet. Quando li facciamo, i figli: su cinque famiglie, tre li hanno e due no. Di tradizionale, in compenso, è rimasto il ruolo di comando: se cresce il numero di donne “capofamiglia”, a prendere tutte le decisioni importanti che non riguardino gli acquisti quotidiani o di elettrodomestici sono sempre gli uomini.

Il rapporto, presentato oggi in Senato, nasce da uno studio sulle risposte di ventimila famiglie intervistate nell’ultimo anno: ne emerge un paese con “sei milioni di donne capofamiglia” in cui scompare la segreteria telefonica e si fa largo la vasca idromassaggio, e in cui regina resta la tv: ancora oggi è più diffusa dello smartphone. Continua a leggere sul sito di Repubblica.it…

Rapporto Caritas Migrantes 2017-2018: l’emergenza “culturale” dei migranti e una nuova grammatica della comunicazione

Caritas e Migrantes hanno presentato, nei giorni scorsi, i nuovi dati sul fenomeno migratorio italiano: una fotografia oggettiva degli stranieri presenti nel Paese.

I dati del Rapporto Caritas Migrantes 2017-2018 rileva non solo i numeri delle migrazioni ma sottolinea un aspetto importante degli ultimi 12 anni: i riferimenti all’immigrazione nei Tg sono aumentati di oltre 10 volte, perciò si rende necessario – come si legge nel Rapporto – “mettere in campo tutte le risorse educative capaci di stimolare, da un lato, il necessario approfondimento rispetto a temi che sono ormai cruciali, e dall’altro lato di accompagnare le nostre comunità verso l’acquisizione di una nuova grammatica della comunicazione che sia innanzitutto aderente ai fatti e rispettosa delle persone”.

Qui di seguito si propongono alcuni approfondimenti circa il Rapporto Caritas Migrantes 2017-2018, buona lettura!

 

 

Ci troviamo di fronte ad una “emergenza culturale” che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. È necessario mettere in campo tutte le risorse educative capaci di stimolare, da un lato, il necessario approfondimento rispetto a temi che sono ormai cruciali, e dall’altro lato di accompagnare le nostre comunità verso l’acquisizione di una nuova “grammatica della comunicazione” che sia innanzitutto aderente ai fatti e rispettosa delle persone. Papa Francesco non ha mancato di sottolineare che «la prevenzione e l’identificazione dei meccanismi della  disinformazione richiedono anche un profondo e attento discernimento». In tale contesto “emergenziale” i due organismi della CEI, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, hanno voluto confermare il loro impegno anche attraverso la pubblicazione dell’annuale Rapporto Immigrazione che da oltre 25 anni analizza il fenomeno migratorio nelle sue molteplici dimensioni. L’edizione 2017-2018 presenta molte novità, a partire da una nuova veste grafica che vuole essere più aderente al mutato contesto culturale, in conseguenza del quale la narrazione del fenomeno migratorio è cambiata nello stile e nella forma…

 

– Un Nuovo linguaggio per le migrazioni – CONCLUSIONI a cura di don Francesco Soddu, Direttore Caritas Italiana

Gli stereotipi che affollano le menti di un numero crescente di persone sul tema dei migranti, ci interrogano sul futuro di un paese che talvolta sembra aver smarrito la bussola, in preda ad un’isteria collettiva che, al di là di tutto, va compresa e non semplicemente stigmatizzata. Certamente non posso tacere la mia apprensione verso la diffusa tendenza, anche a livello istituzionale, a costruire luoghi comuni sui migranti e su coloro che lavorano per accoglierli e tutelarli. Quante voci, minacce, provocazioni abbiamo ascoltato negli ultimi tempi a proposito di immigrati, rifugiati e organizzazioni non governative, dipinti come il nemico contro cui scaricare tutte le ansie e le paure contemporanee. Quante volte la solidarietà è stata messa in discussione e con lei tutti coloro che fino a ieri pensavano di operare per il bene comune. Bene comune e solidarietà, che è opportuno ricordare, stanno alla base della buona politica e della Costituzione del nostro paese…

28 settembre 2018

Migranti, l’emergenza è culturale: nei tg visti sempre più come minaccia

Non un’emergenza nei numeri, ma un’“emergenza culturale” che richiede un intervento strutturato e di lungo periodo. E’ questo il messaggio lanciato oggi da Caritas e fondazione Migrantes in occasione dell’annuale Rapporto Immigrazione che da oltre 25 anni analizza il fenomeno migratorio nelle sue molteplici dimensioni. Nell’edizione 2017-2018 i promotori hanno voluto sottolineare come, complice il clima politico, sia “necessario mettere in campo tutte le risorse educative capaci di stimolare, da un lato, il necessario approfondimento rispetto a temi che sono ormai cruciali, e dall’altro lato di accompagnare le nostre comunità verso l’acquisizione di una nuova grammatica della comunicazione che sia innanzitutto aderente ai fatti e rispettosa delle persone”. Continua a leggere sul sito del Redattore Sociale…

 

Bando 2018 per il Servizio Civile

È stato pubblicato lunedì 20 agosto il BANDO 2018 del SERVIZIO CIVILE che scade il 28 settembre 2018 alle ore 23:59

Sul sito della Pastorale Giovanile trovate una scheda sintetica per ogni progetto di Servizio civile di Salesiani Piemonte e Valle d’Aosta.

La scheda sintetica indica:

  • sedi
  • numero posti disponibili
  • obiettivi del progetto e area di intervento
  • orario settimanale/monte ore annuale
  • attività richieste all’operatore volontario
  • competenze acquisibili

Ufficio Servizio Civile Salesiani

L’Ufficio competente della Pastorale Giovanile riprenderà l’attività dal giorno 27 agosto.
Per ulteriori informazioni sui progetti e sulle modalità di presentazione della candidatura scrivere a: serviziocivile@salesianipiemonte.it.
È a disposizione, da mercoledì 29 agosto, uno spazio di orientamento informativo a chi consegna la domanda a mano: referente Rosanna Todisco.

Open Day – Sala don Cocco a Valdocco

  • giovedì 6 settembre ore 16:30 -18:30
  • sabato 15 settembre ore 9:30 – 12:00

Info utili e Materiale per la compilazione della domanda

Di seguito la possibilità di scaricare il materiale necessario per la compilazione della domanda, con una particolare che la documentazione da presentare risulta essere differente rispetto a quella degli anni passati.

Il principale requisito previsto è quello dell’età: è necessario avere tra i 18 e 29 anni non compiuti al momento della presentazione della domanda.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:
– redatta secondo il modello riportato nell’Allegato 3 attenendosi scrupolosamente alle istruzioni riportate sul modello stesso e avendo cura di indicare la sede per la quale si intende concorrere;
– accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale e copia del Codice Fiscale;
– corredata dall’Allegato 4 relativo all’autocertificazione dei titoli posseduti;
– corredata dall’Allegato 5 debitamente firmato relativo all’informativa “Privacy”

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile. La presentazione di più domande comporta l’esclusione.
Si raccomanda ovviamente di leggere con attenzione il bando prima di inviare la candidatura.

Modalità di invio della candidatura

Di seguito sono riportate le uniche modalità accettate di presentazione della domanda. Le domande inviate tramite altre forme saranno escluse.

  • Nella candidatura vanno indicati sia il titolo del progetto sia la sede prescelta.
  • Il recapito della candidatura oltre la data e l’orario di chiusura del bando è causa di esclusione della domanda:
  • > Il termine per l’invio delle domande è fissato al 28/09/2018.
    > Il termine “l’invio” significa che è considerato valido il timbro dell’Ufficio Postale di invio della domanda o l’orario di spedizione della PEC e non la data di ricezione presso l’Ente.
    > Scadenza 28/09/2018 – Ore 23:59 per invio via pec o via posta raccomandata.
    > Scadenza 28/09/2018 – Ore 18:00 per recapito a mano

1) Via posta, solamente tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Inviare a:
SALESIANI PER IL SOCIALE Piemonte e Valle d‘Aosta
UFFICIO SERVIZIO CIVILE
Via Maria Ausiliatrice 32
10152 Torino

Va indicato sulla busta – Oggetto: Candidatura per progetto Servizio Civile

2) Tramite PEC, al seguente indirizzo: serviziocivile@pec.federazionescs.org.
La PEC con cui viene inviata la candidatura deve essere intestata al candidato/a (la denominazione dell’indirizzo PEC deve essere riconducibile all’anagrafica dell’interessato).
La documentazione allegata deve essere esclusivamente in formato PDF.

3) Consegna a mano presso
UFFICIO SERVIZIO CIVILE
SALESIANI PER IL SOCIALE PIEMONTE E VALLE D’AOSTA
via Maria Ausiliatrice 32, 10152 – TORINO

Orari ufficio per consegna a mano (riapertura dell’Ufficio dal 27 agosto)
Lunedì al Venerdì: orario 9 – 13
Martedì e Giovedì: orario 9 – 13; 14 – 16
L’Ente appone sulla domanda un timbro recante data e orario di acquisizione affinché sia valida la ricezione.

Termine di invio della candidatura

Il termine per l’invio delle domande via PEC o a mezzo raccomandata A/R è fissato al 28 settembre 2018 entro le ore 23:59
Il termine di consegna della domanda a mano è fissato alle ore 18.00 del 28 settembre 2018. Le domande trasmesse con modalità diverse da quelle sopra indicate e pervenute oltre i termini innanzi stabiliti non saranno prese in considerazione.

Ulteriori aggiornamenti sulla pagina Facebook di Salesiani Servizio Civile ICP.

La testimonianza: Renato e il Servizio Civile al San Luigi

Cosa vuol dire don Bosco a San Salvario? Ecco la testimonianza di Renato, 26 anni, dalla Sardegna, studente al quinto anno della magistrale in ingegneria civile al Politecnico, che all’Oratorio San Luigi ha svolto il Servizio Civile:

Ciao mi chiamo Renato, ho 26 anni e vengo dalla Sardegna; sono uno studente di ingegneria civile al Politecnico e sto frequentando il 5° anno. Le mie esperienze passate di scout mi hanno dato tanto e ricercavo il modo di poterle vivere anche adesso. Così ho pensato di svolgere il Servizio Civile e viverlo in un oratorio.

La testimonianza: Denise, Julia, Luca, tirocinanti di scienze dell’Educazione al San Luigi

Cosa vuol dire don Bosco a San Salvario? Ecco la testimonianza di Denise, Julia e Luca, giovani studenti di scienze della Educazione all’Università di Torino che al San Luigi hanno avuto la possibilità di svolgere il tirocinio curriculare previsto nel proprio piano di studi universitario:

Ciao! Sono Denise e studio all’Università degli Studi di Torino alla facoltà di Scienze dell’Educazione, indirizzo Socio-culturale. Ho appena cominciato il tirocinio all’Oratorio San Luigi di Torino. Perché ho scelto questa sede? Ebbene, quale posto migliore per sperimentare il ruolo di educatore! Qui, infatti, sono richieste diverse competenze in campo umanitario per rapportarsi con minori, stranieri, persone in difficoltà. Spero che questa esperienza possa approfondire e ampliare le qualità che deve avere un educatore. Perché Educare è una continua riflessione su se stessi, e qui lo imparerò!

Ciao! Sono Julia, arrivo dalla Spagna e studio Scienze dell’ Educazione Socioculturale. Sto facendo il tirocinio presso l’Oratorio San Luigi. Mi aspetto di imparare dai ragazzi e conoscere tanta gente differente che mi faccia crescere come persona e a livello professionale.

Sono Luca Velotta, sono al terzo anno di scienze dell’educazione. Sono un tipo sportivo ho sempre praticato sport nella mia vita con particolare interesse per le palestre e il calcio, mi piace il teatro e trovo appassionante la politica e le differenze tra classi sociali. Ho cominciato lunedì il mio percorso di tirocinio. Le motivazioni? La curiosità di provare in prima persona a vivere una realtà altamente formativa come quella oratoriana e di vedere come un’organizzazione cristiana si muove nel campo del sociale, inoltre mi era stata suggerita da diverse persone come realtà positiva.
P.s. sono dislessico!