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L’Esperienza AM di Michele Dettoni al concorso fotografico “Finestre di Speranza”

Michele Dettoni, un ragazzo proveniente dall’Oratorio Salesiano Agnelli di Torino, ha partecipato al concorso fotografico “Finestre di Speranza” promosso dall’Arcidiocesi di Torino – Ufficio Missionario diocesano, con il quale ha voluto raccontare l’esperienza vissuta in Romania  con l’Animazione Missionaria ICP attraverso ad alcuni scatti.

Si riporta di seguito la presentazione di Michele Dettoni con le immagini utilizzate per il concorso.

“Non sarà la tua presenza a fare qualcosa di importante alla missione, ma sarà la missione a fare qualcosa di importante a te”.
Queste sono le parole pronunciate da don Riccardo la prima sera dell’esperienza estiva di missione in Romania. Una missione che è stata sempre un incontro, un incontro con l’altro, un incontro con una cultura differente, un incontro con il Signore.

Sono Michele Dettoni, 34 anni, proveniente dall’Oratorio Salesiano Agnelli di Torino. Tramite i salesiani di don Bosco ho frequentato il “corso partenti” tra ottobre 2018 e giugno 2019. Il tutto finalizzato a svolgere una esperienza missionaria nell’estate. Mi ero spesso avvicinato a questa proposta ma non avevo mai oltrepassato il sottile diaframma che divide il parlarne e il sostenerne la progettazione per altri e il viverla in prima persona.

Sono un educatore dalla lunga esperienza presso i salesiani dell’Agnelli di Torino, lavoro qui ormai da 12 anni. Sono laureato in psicologia e qui ho percorso tutta la gamma dei servizi, compresi quelli nella scuola come insegnante di sostegno. Sono cresciuto in oratorio con i racconti della missione di don Serafino Chiesa in Bolivia, salesiano incaricato dell’oratorio quando lo frequentavano i miei genitori.

Nel 2018 sono andato in pellegrinaggio in Terra Santa insieme al Movimento Giovanile Salesiano e proprio lì, durante una visita all’oratorio salesiano di Nazareth, è successo qualcosa. A gennaio 2019 mi hanno comunicato la destinazione: Romania, Ciresoaia. Una missione che ormai da 10 anni viene visitata da un gruppo di giovani dell’Ispettoria Salesiana del Piemonte, Valle D’Aosta e Lituania. Insieme ad altri 6 giovani e don Riccardo Grassi, siamo andati a svolgere 3 settimane di servizio presso la parrocchia di Nicoresti e di Ciresoaia. Tre settimane di “estate ragazzi”. Ho scelto queste 3 foto perché rappresentano ciò che ha catturato subito la mia attenzione. Gli sguardi di questi bambini. Sguardi di speranza.

FOTO IN CONCORSO

Inaugurazione della Accoglienza residenziale

Segnaliamo che in data 1 febbraio alle ore 16:30 presso l’Oratorio Salesiano di Torino San Paolo, in via Luserna di Rorà 16, si terrà l’inaugurazione della Accoglienza residenziale temporanea per giovani maggiorenni e dei nuovi locali Caritas.

Il progetto di Accoglienza è stato realizzato dai salesiani dell’opera con il contributo offerto da un benefattore ed ha lo scopo di offrire uno soluzione a quei giovani universitari o lavoratori, neo maggiorenni italiani e stranieri, che necessitano, nel loro cammino di indipendenza, di una residenza temporanea con la formula dell’housing sociale.

Gli spazi che verranno inaugurati e che hanno beneficiato dell’intervento di ristrutturazione comprendono i locali della Caritas siti all’interno dell’opera ed un appartamento contiguo che ospiterà fino a 7 giovani.

Questi gli orari:

  • ORE 16.30 – Accoglienza dei partecipanti
  • ORE 16.45 – Saluto dell’Ispettore dei Salesiani del Piemonte – don Enrico Stasi
  • ORE 16.55 – Saluto delle autorità civili presenti
  • ORE 17.10 – Saluto della Presidente della Circoscrizione 3 del Comune di Torino – Francesca Troise
  • ORE 17.30 – Inaugurazione e visita dei locali
  • ORE 18.00 – Buffet conviviale preparato dal Gruppo Mamme dell’Oratorio salesiano

Avvenire: Disagio giovanile e periferie, la Chiesa di Torino in campo – Don Domenico Ricca

La settimana scorsa a Torino, presso l’Urban Lab, è stata presentata la ricerca “Il disagio nelle periferie di Torino” dell’economista Mauro Zangola. Tra gli operatori che si occupano in città di disagio giovanile e di integrazione, don Domenico Ricca, salesiano, cappellano del carcere minorile “Ferrante Aporti”.

Si riporta l’articolo pubblicato da Avvenire in data odierna riguardante la presentazione della ricerca, a cura di Marina Lomunno.

LA MAPPA DEI BISOGNI E IL LAVORO DA FARE

Disagio giovanile e periferie, la Chiesa di Torino in campo

A Mirafiori, il quartiere nato attorno alla grande fabbrica ogni due “nonni” c’è un giovane: nel 1981 per ogni anziano c’era un giovane e mezzo. Dall’altra parte della città, in Barriera di Milano, periferia nord, ogni due giovani stranieri c’è n’è uno italiano. Sono alcuni dei dati della ricerca dell’economista Mauro Zangola “Il disagio nelle periferie di Torino” presentata settimana scorsa nel capoluogo piemontese durante l’incontro “Chi sono i giovani a Torino”, presso “Urban Lab”, Laboratorio Urbano, associazione nata nel 2005 grazie a un accordo tra Città di Torino e Compagnia di San Paolo per raccontare come cambia la città sotto la Mole e l’area metropolitana.

Torino da sempre, è stato sottolineato, è città laboratorio: fin dai tempi dei santi sociali, dove emarginazione e disagio giovanile hanno offerto lo spunto per far nascere gli oratori e la formazione professionale. E nella città che fu della Fiat e che adesso sta cercando di reinventarsi, disoccupazione giovanile e invecchiamento della popolazione stanno diventando un’emergenza sociale: anche oggi in prima linea a trovare soluzioni, soprattutto per contribuire a rimotivare i Neet, i giovani che né studiano né lavorano (oggi sarebbero i «ragazzi discoli e pericolanti» di don Bosco) c’è la Chiesa torinese.

Nel giugno scorso l’arcivescovo Cesare Nosiglia ha commissionato all’economista Zangola una ricerca sui giovani nelle periferie di Torino. Il testo è stato lo spunto per mettere attorno al tavolo, invitati da “Urban Lab”, gli operatori che si occupano in città di disagio giovanile e di integrazione. Oltre a Nosiglia e alla pastorale del Lavoro sono intervenuti tra gli altri don Domenico Ricca, salesiano, cappellano del carcere minorile “Ferrante Aporti”, il vicesindaco Sonia Schellino e Marco Giusta, assessore alle Politiche giovanile del Comune e i rappresentanti di Politecnico, Università, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt e alcune associazioni giovanili impregnate nelle periferie con attività di aggregazione sportiva e sociale.

In generale la ricerca evidenzia come i giovani disoccupati siano a bassa scolarità e provenienti da famiglie «con potenziale disagio economico» che vivono nei quartieri dove anziani e stranieri sono in prevalenza: periferie urbane come Mirafiori e Torino nord, quartieri Vallette, Borgo Vittoria, Aurora, Barriera di Milano, Falchera. Ultimi tra gli ultimi, come ha evidenziato don Domenico Ricca, sono i ragazzi che incappano nelle maglie della giustizia ma che sono lo specchio dell’abbandono delle periferie non solo torinesi.

«La vera emergenza è l’istruzione: dobbiamo dichiarare guerra alla dispersione scolastica e incrementare l’accompagnamento educativo di avvicinamento al lavoro» ha sottolineato il cappellano.

Un allarme condiviso dall’arcivescovo Nosiglia che, ricordando come la diocesi sia in prima linea nelle parrocchie in cui sono attivi decine di sportelli lavoro, gli oratori, i centri di formazione professionale di ispirazione cristiana che «soccorrono e qualificano» i ragazzi che abbandonano i corsi di studi superiori, ha avanzato una proposta per dare futuro alla città:

«Se non si fa sistema, tutto diventa più frammentato» ha detto Nosiglia. «Occorre una progettualità condivisa tra tutti coloro che in città si occupano dei giovani: per questo proponiamo di dar vita a un comitato permanente sul disagio giovanile cittadino in cui i rappresentanti dei centri e degli sportelli lavoro che operano sul territorio elaborino una mappa aggiornata sui servizi offerti, sui fabbisogni formativi degli operatori e sulle opportunità di lavoro».

Proposta accolta subito da “Urban Lab” che ha dato la disponibilità per ospitare il comitato per i giovani torinesi più fragili.

Scuola Don Bosco Cumiana: Visita al Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino

Il 27 novembre scorso, i ragazzi delle terze medie del don Bosco di Cumiana, hanno visitato il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dal sito dell’opera.

Mercoledì 27 novembre i ragazzi delle terze medie del don Bosco di Cumiana, per il secondo anno consecutivo, hanno potuto visitare in forma esclusiva e privata il Museo Storico Nazionale d’Artiglieria di Torino. La visita di questo “Museo Capannone” nella sede provvisoria della Caserma Amione di Piazza Rivoli a Torino, è stata guidata dal Primo Luogotenente Galletti, tra i massimi esperti Nazionali oltreché consegnatario del Museo, e dal signor Hasley Hogg.

Con una magistrale lezione, partendo da una delle bombarde con cui Maometto II distrusse le mura di Costantinopoli per arrivare ai moderni fucili d’assalto come il kalashnikov, le due guide hanno aperto scenari di storia che hanno permesso ai nostri allievi di conoscere l’evoluzione tecnica applicata all’evolversi dei conflitti negli ultimi 600 anni.

I continui riferimenti storici sul progredire della scienza con avvenimenti noti, ha consentito ai ragazzi di apprendere in due ore quello che sarebbe stato difficilmente raggiungibile in aula.

Conoscere il modo di vivere nei secoli applicato agli scenari dei conflitti, ha messo in luce anche l’origine di alcune espressioni comunemente usate; affermare, ad esempio, che qualcosa “è inchiodato” per esprimere che è inservibile, risalirebbe all’atto di sabotaggio delle artiglierie nemiche, dove, per renderle inservibili, si piantava un chiodo nel posto in cui doveva passare la miccia di accensione della polvere (focone).

L’attenzione di ragazzi e ragazze, e la possibilità di toccare con mano le armi disattivate usate nei tanti conflitti, hanno permesso loro di capire la fatica e le privazioni sopportate dai loro bisnonni durante la Grande Guerra. Si è in questo modo raggiunto anche l’obiettivo di non far cadere nel dimenticatoio il sacrificio di tanti giovani ragazzi italiani ed europei che in essa dovettero confrontarsi e soccombere per gli ideali di Patria.

L’applicazione del metodo di “toccare con mano la storia”, particolarmente sentito al Don Bosco di Cumiana, consente di conoscere senza pregiudizi per formare una coscienza critica al fine di costruire gli onesti cittadini di domani.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la grande disponibilità del Comandante delle Truppe Alpine Gen. C.A. Claudio Stefano Berto, che, tramite la Sua catena di Comando (Col. Mulciri, Ten. Col. Corrado), ha permesso alla Nostra Scuola questo privilegio.

Don Bosco San Salvario – Cep riunite per camminare insieme

Si è svolto lunedì 18 novembre, presso l’opera Salesiana in San Salvario (Torino), l’incontro di formazione per tutti i membri della CEP: la Comunità Educativa Pastorale. Ecco i dettagli dell’incontro:

Lunedì sera si è svolto il secondo incontro di formazione per tutti coloro che fanno parte della Comunità Educativa Pastorale. Il percorso prevede 4 incontri su 4 parole chiave emerse da un lungo percorso partecipato dello scorso anno in cui si è iniziato, in collaborazione con la Pastorale Giovanile Salesiana, il lavoro sulla costruzione del Progetto Educativo Pastorale Salesiano dell’opera in San Salvario. Le parole chiave sono: formazione (primo incontro), accompagnamento (secondo incontro), rete/territorio (terzo incontro) e comunicazione (quarto incontro).

L’ampia partecipazione di molti rappresentanti dei diversi ambiti della Casa (oratorio, parrocchia, collegio universitario, cappellania filippina) ha permesso di lavorare seriamente e innovativamente nei primi due incontri. Ogni incontro prevede un momento conviviale, la preghiera iniziale con un’icona biblica che diventa il lancio del tema, attività di condivisione e partecipazione che facilitino il coinvolgimento e una parte formativa in cui si approfondisce il tema. Il terzo appuntamento sarà nel mese di gennaio.

Basilica Maria Ausiliatrice: 20° Mostra di Presepi

Fervono i preparativi per la mostra dei presepi che ormai festeggia i suoi 20 anni di edizione presso la Basilica di Maria Ausiliatrice, offrendo così la possibilità di prepararsi al meglio al Santo Natale.

La 20° Edizione della mostra dei Presepi vedrà il suo avvio il 1° dicembre 2019 e terminerà il 6 gennaio 2020 nella Cripta della Basilica di Maria Ausiliatrice.

Per l’occasione, sarà esposto il presepe che nel Natale 2015 ha rappresentato il Piemonte nella Mostra al Quirinale di Roma.

La Mostra nasce da un’idea di don Morra che, per numerose edizioni, ha gestito l’iniziativa, poi seguita nel 2016  da don Alberto Guglielmi che ha articolato l’esposizione per aree geografiche: Asia, Africa, Americhe, Europa. Renzo Bailo, responsabile dei volontari della Basilica di Maria Ausiliatrice, sta portando avanti la tradizione cercando di innovarla creando collaborazioni che variano di anno in anno.

Orario:

Sabato – Domenica e Festivi: ore 9.00 – 13.30; 15.00 – 19.30

Giorni Feriali: ore 15.00 – 18.30

31 dicembre: chiuso

Per informazioni:

Tel. 011 52241 – Cell. 347 5144183 – 342 3721175

Per gruppi/scolaresche è possibili prenotare visite: accoglienza@valdocco.it anche in orari diversi da quelli del volantino.

Don Jonny Eduardo Reyes – Una visita a Valdocco!

In occasione del Sinodo dell’Amazzonia indetto da Papa Francesco che si terrà in Vaticano dal 6 ottobre al 27 ottobre, Mons. Jonny Eduardo ReyesVescovo in Venezuela – ha fatto visita alla casa di Valdocco e si è reso disponibile per una breve intervista toccando i temi dell’ecologia e della situazione sociale e politica in Venezuela.

In un primo momento ci ha parlato appunto del Sinodo e di quello che si aspetterà durante questa esperienza. Per maggiori informazioni riguardo al Sinodo clicca qui.

Ha concluso infine facendo un quadro generale su quella che è l’attuale situazione in Venezuela e di come la Chiesa di stia muovendo per venire incontro alle esigenze delle persone che la abitano.

 

Open Day all’Istituto Edoardo Agnelli di Torino – AA 2019/2020

Si riporta la notizia relativa alla pubblicazione delle date delle giornate di Open Day che si terranno all’Istituto Edoardo Agnelli di Torino nelle giornate di:

  • Sabato 19 ottobre;
  • Sabato 16 novembre;
  • Sabato 14 dicembre;
  • Sabato 18 gennaio.

Tutte le giornate saranno dedicate ai 4 ambiti della scuola: MediaLiceo Scientifico CambridgeIstituto Tecnico TecnologicoCentro di Formazione Professionale; gli orari delle giornate saranno divisi in due turni, il primo dalle ore 9.00 alle 10.30 ed il secondo dalle ore 10.30 alle ore 12.00.

Possibilità di parcheggio interno gratuito

Con la fine di gennaio si sono chiuse le iscrizioni, con grande soddisfazione. La Secondaria di primo grado (medie) ha 4 sezioni complete con 30 alunni ciascuna, mentre nell’indirizzo bilinguismo inglese/tedesco sono 25 alunni.

Anche le due classi del Liceo scientifico hanno ottenuto un ottimo risultato: nell’indirizzo opzione scienze applicate la classe è completa con 30 alunni, mentre nel tradizionale sono 29.

Alcuni posti sono ancora disponibili all’Istituto Tecnico Industriale (meccanica e meccatronica, informatica ed elettronica), dove ciascuna delle classi è composta da 25 alunni.
E per concludere anche il Centro di Formazione Professionale ha raccolto una buona risposta sui corsi di operatore alla riparazione dei veicoli a motore, operatore meccanico saldocarpenteria e operatore meccanico costruzione su macchine utensili. Alcuni posti sono ancora disponibili in questi ultimi due corsi.

Per ulteriori informazioni sui posti e sugli indirizzi è possibile parlare con le rispettive segreterie:

– segreteria Istituto Agnelli (Medie, ITI e Liceo): segreteria@istitutoagnelli.it, tel. 011-6198311

– segreteria Cnos-Fap Agnelli: segreteria.agnelli@cnosfap.net, 011/6198411

Per quanto riguarda la Secondaria di Primo e Secondo Grado (Medie, Liceo e ITI) è possibile fare una preiscrizione dal 6 al 31 maggio 2019, in modo da avere la garanzia del posto, contattando la segreteria e compilando il modulo appositamente consegnato.

Istituto Agnelli

  • Scuola Media: con sezioni di potenziamento di inglese, sezioni di bilinguismo (inglese/francese e inglese/tedesco), sezione di potenziamento musicale e spagnolo e ampliamento dell’area scientifica con 1 ora in più di matematica;
  • Liceo Scientifico Tradizionale e Scienze Applicate: con sezioni di potenziamento di matematica e potenziamento di inglese e informatica nel biennio, percorsi di alternanza scuola/lavoro e vacanze studio / stage lavorativi all’estero;
  • Istituto Tecnico Industriale: con potenziamento curriculare dell’inglese nel biennio, robotica durante tutto il quinquennio, partecipazione a numerosi concorsi di settore, percorsi di alternalnza scuola-lavoro e stage estivi in Italia e all’estero;
  • Centro di Formazione Professionale: con corsi in meccanica autoveicolo, meccanica industriale, saldatura e carpenteria. Sportello servizi al lavoro e orientamento, percorsi di alternanza scuola/lavoro e tirocini estivi, didattica innovativa e multimediale;

Lo studio pomeridiano è assistito dai docenti fino alle 18.00.
La settimana scolastica si svolge dal lunedì al venerdì.
Sono previsti, inoltre, percorsi formativi per le famiglie durante l’anno.

Il mondo granata ricorda don Aldo Rabino a quattro anni dalla sua scomparsa

Il Torino Football Club, il “mondo granata”, l’ex allenatore Moreno Longo e il Direttore operativo Alberto Barile ricordano il cappellano salesiano del Torino, don Aldo Rabino, a 4 anni dalla sua scomparsa, il 18 agosto 2015.

Don Aldo Rabino era nato a Torino nel 1939 ed era diventato sacerdote salesiano nel 1968. Dal 1969 si era dedicato interamente ai giovani di Torino e ai poveri dell’America Latina attraverso l’Associazione OASI (Ora Amici Sempre Insieme) da lui fondata e che conta oggi circa 500 volontari. Nel 1971 don Francesco Ferraudo gli lasciò l’incarico di padre spirituale del Torino e quindi da oltre quarant’anni seguiva le gesta della squadra e dei suoi ragazzi.

 

Sul proprio sito ufficiale, il Torino ha salutato don Aldo definendolo “straordinario erede di don Bosco, lungimirante “imprenditore della carità”, grande appassionato di sport e storico cappellano del Torino”. Ha fatto lo stesso Moreno Longo, ex allenatore della primavera granata, che ha condiviso una foto in compagnia di don Aldo, con un cuore e le mani unite a mo’ di preghiera. Infine anche Alberto Barile, direttore operativo del Toro gli ha dedicato un saluto: “Caro amico Don, sei sempre al nostro fianco”.

San Salvario House – Il benvenuto ai primi ragazzi che lo abitano

San Salvario House, l’housing sociale inaugurato nel mese di giugno presso la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Torino (in San Salvario), accoglie e dà il benvenuto ai primi giovani che entrano ad abitarci. Ecco la notizia pubblicata su donboscosansalvario.it:

 

Da alcune settimane i primi giovani risiedono all’housing. Don Mauro e il gruppo di famiglie volontarie hanno celebrato insieme la S. Messa di ringraziamento e di affidamento per il cammino che si sta intraprendendo. Il vangelo ha ricordato come il Signore semina sempre il buon seme, ma che questo dovrà imparare a crescere anche vicino al maligno. Così sarà per l’avventura dell’housing, saper accogliere tutti i giovani che arrivano come segno di Dio e resistere alle tante tentazioni che potranno arrivare. Dopo la celebrazione le famiglie hanno condiviso la cena con i giovani e hanno iniziato a conoscersi. Chi sono questi ragazzi:

Moussa, 18 anni, senegalese, lavora come operaio per Astelav-rigenerazione di elettrodomestici, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi.

Mansour, 21 anni, senegalese, lavora come panettiere, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi, ha provato l’indipendenza di vivere da solo con amici e ora ha deciso di iniziare questa nuova convivenza.

Dame, 22 anni, senegalese, lavora come operaio per Stige-addetto allo stampaggio, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi, poi si è trasferito in altre regioni per alcuni anni dove aveva un lavoro mal retribuito e così è tornato a chiedere aiuto, è stato inserito nei corsi organizzati dal progetto M’Interesso di Te e di è guadagnato con l’impegno un posto di lavoro.

Carlos, 19 anni, ecuadoreño, lavora come cameriere e aiuto cuoco presso Savourè, ha vissuto nel centro accoglienza dell’oratorio San Luigi e grazie all’oratorio è riuscito a trovare lavoro, per un periodo ha vissuto con un amico capendo quante difficoltà ci sono per diventare indipendenti ed ha così deciso di essere ancora accompagnato per un periodo vivendo nell’housing.

Ale, 18 anni, senegalese, lavora come cameriere con una borsa lavoro.

Desai, 25 anni, indiano, studia ingegneria al Politecnico.

Abdulkarim, 20 anni, senegalese, lavora come operaio per Stige-addetto allo stampaggio.

Nei prossimi mesi vi saranno nuovi inserimenti, tra questi alcuni di essi studenti italiani. Per chi fosse interessato a conoscere meglio la realtà può contattare Luca al 3667763601