5ª edizione “Minori di Diritto”: Semi di uguaglianza. Educare. Partecipare. Trasformare.

Torna a Torino “Minori di Diritto”, il seminario annuale dedicato ai temi dell’inclusione, della vulnerabilità e della marginalità sociale, con un’attenzione particolare al mondo educativo. La V edizione, in programma lunedì 9 febbraio 2026 presso Valdocco, porta il titolo “Semi di uguaglianza. Educare. Partecipare. Trasformare” e mette al centro l’Articolo 3 della Costituzione Italiana, cuore del principio di uguaglianza formale e sostanziale.

L’evento, promosso da Salesiani per il Sociale APS Piemonte e Valle d’Aosta e Vides Volontariato Internazionale Donna Sviluppo, si rivolge a educatori, insegnanti, operatori sociali e culturali e volontarie e volontari del Servizio Civile, oltre che a cittadine e cittadini interessati a promuovere una cultura dell’accoglienza e della partecipazione democratica.

Un programma per trasformare i principi in pratiche

La mattinata, della durata di quattro ore, prevede:

  • Una conferenza introduttiva con gli interventi di Andrea Farina, giurista – Università UPS Roma, e Lavinia Bianchi, pedagogista – Università Roma Tre.
  • Dieci talk tematici, condotti da professionisti, ricercatori e realtà del territorio, che offriranno strumenti operativi, esperienze concrete e spazi di confronto attivo.
    • Facilitatori dei Talk: Lavinia Bianchi e Marco Catarci – Università Roma Tre, Andrea Farina– Università UPS Roma, Paola Menotto e Daniel Mastrosimone – Università degli Studi di Torino, Chiara Ciociola – Fondazione Links, Ilaria Tarasco – Associazione Diskolé, Manuele Manco – AGS per il Territorio, Giorgio Antonino – Associazione Balon Mundial, Ilaria Zomer – Centro studi Sereno Regis, Francesca Errigo– Vides Main ODV.

I temi affrontati spaziano dalle disuguaglianze educative all’intersezionalità, dalla scuola come spazio inclusivo e di protagonismo alla protezione dei minori migranti, dalla cittadinanza nonviolenta allo sport come pratica di uguaglianza, fino alle disuguaglianze digitali, al volontariato come attivazione civica, alle reti educanti e all’educazione interculturale come giustizia sociale.

Il seminario invita a leggere l’Articolo 3 non come un enunciato astratto, ma come un programma politico, educativo e sociale che chi opera nei servizi educativi e sociali contribuisce ogni giorno a rendere concreto. La domanda guida rivolta ai partecipanti sarà:

“In che modo il tuo progetto contribuisce a rimuovere un ostacolo alla pari dignità delle persone?”

Minori di Diritto” vuole essere un luogo in cui teoria e pratica si incontrano, dove chi lavora con e per i minori possa ritrovare senso, strumenti e visioni. Un tempo per coltivare semi di uguaglianza, affinché i diritti non restino dichiarazioni, ma diventino vita quotidiana nei servizi, nelle scuole, nei territori.

La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati.

È richiesta l’iscrizione a questo link:

Per informazioni

Strenna 2026: il Rettor Maggiore consegna il messaggio alla Famiglia Salesiana

 

Si è svolta sabato 27 dicembre 2025, presso la Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) a Roma, la tradizionale consegna della Strenna salesiana per il nuovo anno, gesto carico di significato che ogni anno rinnova l’unità e la corresponsabilità della Famiglia Salesiana attorno al messaggio del Rettor Maggiore. Un appuntamento molto partecipato, che ha riunito numerosi membri della Famiglia Salesiana attorno alla Strenna che accompagnerà il cammino spirituale e pastorale del 2026.

 Alla presenza della Madre Generale delle FMA, Madre Chiara Cazzuola, delle Consigliere del Consiglio Generale delle  Figlie di Maria Ausiliatrice e rappresentanti dei diversi Gruppi della Famiglia Salesiana, don Fabio Attard11° Successore di Don Bosco, ha presentato ufficialmente la Strenna 2026, dal titolo “Fate quello che vi dirà – Credenti, liberi per servire”, insieme al video di lancio realizzato dal Settore della Comunicazione Sociale con la collaborazione di IME Comunicazione.

L’evento ha visto la presenza di ospiti qualificati, tra cui il Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio; il Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Fidel Orendain; il Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, don Joan Lluis Playà; il Superiore della Visitatoria “Maria Sede della Sapienza”, don Josè Anibal Milhais Mendonça Pinto; il Coordinatore Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, Antonio Boccia; e la Madre generale delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore di Gesù, Madre Graziella Maria Benghini.

Ad aprire la serata è stata suor Leslie Sandigo, Consigliera Generale FMA per la Famiglia Salesiana, che ha rivolto un caloroso benvenuto ai presenti e a quanti erano collegati tramite la diretta streaming. Nel suo intervento ha sottolineato il valore della Strenna come dono del Rettor Maggiore e come segno di unità per tutta la Famiglia Salesiana, richiamando il cuore del messaggio: accogliere l’invito di Maria alle nozze di Cana con la stessa disponibilità e libertà dei servi, riscoprendo la propria identità di servi del Signore al servizio dei giovani.

È seguita una intensa preghiera introduttiva, ispirata al brano evangelico delle nozze di Cana, animata dal canto delle novizie salesiane. Durante il momento orante sono state portate sul palco cinque anfore, simbolo dei grandi ambiti della vita e della missione salesiana – fede viva, passione educativa, comunione fraterna, profezia, corresponsabilità. L’ultima anfora è stata portata insieme dal Rettor Maggiore, dalla Madre Generale e dal Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori, a significare la dimensione condivisa e corresponsabile del carisma salesiano.

Al termine della preghiera è stato proiettato, in anteprima mondiale, il video di presentazione della Strenna 2026, che ha offerto una lettura attuale e coinvolgente del tema a partire dalla scena evangelica di Cana. Il video ha messo in luce come l’invito di Maria – “Fate quello che vi dirà” – apra un processo di fede, libertà e servizio, traducibile oggi in un cammino concreto scandito da quattro verbi: guardare, ascoltare, scegliere, agire. Un percorso che interpella la Famiglia Salesiana a non restare spettatrice, ma protagonista dell’azione di Dio nella storia, specialmente accanto ai giovani e a quanti “non hanno più vino”.

Dopo la visione del video, suor Ausilia De Siena, Consigliera Generale FMA per la Comunicazione, ha animato un momento di dialogo e confronto, coinvolgendo Marta Rossi, Salesiana Cooperatrice, Alice Ferrigno, studentessa dell’Auxilium, e lo stesso don Fabio Attard. Il dialogo, arricchito anche da alcuni interventi della sala, ha permesso di approfondire il significato pastorale della Strenna e le sue implicazioni concrete per la vita quotidiana delle comunità educative.

Alle domande emerse dal dialogo, sul perché i giovani dovrebbero seguire Cristo, è stato ribadito che la fede nasce da un incontro e non da un dovere, quando esperienze autentiche e testimoni credibili aprono alla libertà. Su come riportare il “vino buono” in un mondo distratto, è stato sottolineato il bisogno di uno sguardo empatico, capace di entrare nella realtà senza giudicare. Riguardo al metodo della Strenna, si è chiarito che non si tratta di tecniche, ma di processi che nascono dall’essere radicati in CristoAlla questione della distanza con i giovani, la risposta è stata la creazione di ambienti credibili dove le domande possano emergere. Su come andare oltre la prima impressione, è emerso che comunità autentiche aprono cammini, mentre le paure degli adulti rischiano di bloccare i processi.

Alla domanda sull’accompagnamento, Maria è stata indicata come modello di presenza discreta e fiduciosaSul “vino nuovo” per i Salesiani Cooperatori, è stato richiamato il ritorno alla visione originaria di Don Bosco e alla corresponsabilità dei laici. Rispetto alla distrazione tecnologica, si è affermato che si tratta di una sfida globale, da affrontare con relazioni umanizzanti. Sul ruolo dei servi nel racconto delle nozze di Cana, è stato evidenziato che non sono semplici esecutori, ma persone a cui è affidata una responsabilità: ascoltano la parola di Gesù, si fidano, rischiano e diventano parte attiva del miracolo, immagine di una Famiglia Salesiana chiamata a servire con libertà, corresponsabilità e fiducia nell’azione di Dio. Infine, sulla testimonianza della fede, è stato ricordato che converte lo Spirito Santo e che ai credenti è chiesto di seminare con fedeltà e gioia.

Al termine del dialogo è seguito l’intervento conclusivo di Madre Chiara Cazzuola, che ha espresso un sentito ringraziamento al Rettor Maggiore per la profondità spirituale e la ricchezza di contenuti della Strenna 2026, sottolineando come essa rappresenti una chiamata attuale e profetica a vivere una fede radicata in Cristo, capace di generare libertà autentica e servizio gioioso, in piena fedeltà al carisma di Don Bosco. Un dono particolarmente significativo ha suggellato il momento conclusivo: la Madre Generale ha offerto al Rettor Maggiore un’icona del Buon Pastore, segno di comunione, affidamento e responsabilità pastorale condivisa.

La serata si è conclusa con il canto del Magnificat, in un clima di gratitudine, comunione e rinnovato impegno, affidando alla Famiglia Salesiana di tutto il mondo la Strenna 2026 come bussola spirituale e pastorale per l’anno che verrà.

Gennaio 2026: i martedì salesiani in Basilica Maria Ausiliatrice

Notizia a cura della Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco.

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Don Bosco, le sue lettere e il nostro tempo” è il tema che si affronta in Basilica Maria Ausiliatrice di Torino nei tre martedì 13, 20 e 27 di questo gennaio 2026 per conoscere di più il Santo torinese invocato ormai in tutto il mondo come “padre e maestro dei giovani”.

In genere si conosce il santo dei giovani attraverso i suoi biografi, in queste tre sere attraverso i suoi scritti, cominciando dalle sue lettere, è don Bosco stesso che svela la sua personalità, il suo pensiero e il suo cuore dove si evince chiaramente che l’intera sua vita è totalmente orientata, come lui stesso dichiarava, a fare di tutto per rendere i giovani di allora e di sempre “felici nel tempo e nell’eternità”. Recentemente è stata completata la pubblicazione del suo epistolario in dieci volumi (G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto. Volumi I-X [1838-1888], LAS, Roma 1992-2024) che raccoglie ben 4.682 lettere: un tesoro tutto da scoprire!

I temi delle tre serate, affidati a studiosi autorevoli e in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, sono stati organizzati in riferimento ai destinatari delle sue lettere.

Primo incontro | Martedì 13 Gennaio ore 20.30

Nella prima serata, martedì 13 gennaio ore 20:30, sono quelle indirizzate alle Istituzioni civili e aristocratiche. Il primo relatore è Alberto Riccadonna, direttore del settimanale diocesano”La Voce e il Tempo” di Torino e portavoce dell’Arcivescovo, Card. Roberto Repole, che presenta “Don Bosco e le Istituzioni piemontesi nelle lettere del Santo”.

Segue la relazione “Il rapporto epistolare di don Bosco con l’aristocrazia piemontese” della Dott.ssa Rosanna Roccia, storica, membro della Deputazione Subalpina di Storia Patria e della Commissione Nazionale per la pubblicazione dei Carteggi del Conte di Cavour e direttrice della Rivista “Studi piemontesi”.

Secondo incontro | Martedì 20 Gennaio ore 20.30

Nel secondo martedì, 20 gennaio ore 20:30, si affrontano le lettere indirizzate alle Istituzioni ecclesiali ed educativePaolo Cozzo, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo e delle Chiese, e Direttore del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, presenta l’argomento “La Chiesa torinese e piemontese nell’epistolario di don Bosco”.

La relazione successiva: “Le istituzioni scolastico- educative [salesiane] nelle lettere di don Bosco” è svolta dalla Prof.ssa Maria Cristina Morandini, Professore ordinario di Storia della Pedagogia nel Dipartimento di Filosofia e di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

Terzo incontro | Martedì 27 Gennaio ore 20.30

Nel terzo e ultimo martedì, 27 gennaio ore 20:30, a motivo dell’anniversario della 150ma spedizione missionaria appena celebrato (11 novembre 1875-2025), il Dott. Edoardo Garis, Funzionario archivista e docente di Paleografia latina alla Scuola APD dell’Archivio di Stato di Torino, tiene la relazione dal titolo: “Un’anima sola vale più che tutto il mondo”: le lettere missionarie di Don Bosco.

A concludere le tre serate è direttamente il curatore della pubblicazione dei dieci volumi dell’epistolario di Don Bosco, il salesiano don Francesco Motto, Direttore emerito dell’Istituto Storico Salesiano – Roma: “Le lettere di don Bosco: riflessioni conclusive”.

Tutte e tre gli incontri sono moderati dal prof. Silvano Oni.

Infine, ogni martedì sarà introdotto e concluso con un canto a don Bosco eseguito rispettivamente dalla Corale della Basilica di Maria Ausiliatrice, dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e dai giovani salesiani dello Studentato di TO-Crocetta.

Missioni Don Bosco: concerto di Natale in Vaticano per l’Ucraina e la Nigeria

Da InfoANS.

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Si è tenuta nel tardo pomeriggio di sabato 13 dicembre, presso l’auditorium Conciliazione a Roma, a pochi passi dal Vaticano, il tradizionale evento di musica e solidarietà del “Concerto di Natale in Vaticano”, giunto ormai alla XXXIII edizione.

Grandi star internazionali del pop, del rock, del soul, del gospel, della lirica, insieme a cori di bambini, gospel e folklorici, si esibiranno dal vivo accompagnati dall’Orchestra Italiana del Cinema per festeggiare insieme la ricorrenza del Natale in un concerto che ripropone i motivi più classici e più evocativi della festa.

Il concerto verrà ritrasmesso dall’emittente nazionale italiana Canale 5 la sera del 25 dicembre. Anche quest’anno alla manifestazione è associato un progetto benefico della onlus salesiana “Missioni Don Bosco” di Torino, volto in questa circostanza a sostenere l’educazione dei minori a rischio di Côte-Matève, presso Pointe-Noire, nella Repubblica del Congo (Congo-Brazzaville).

La realtà di Ngimbi e dei suoi compagni

Un tubo di gomma in mano a un ragazzo di Côte-Matève diventa un cerchio, usando un tronchetto di legno per unirne le estremità. È un rifiuto, un oggetto rotto e abbandonato, prontamente conquistato per farne un trofeo o un gioco. Ma è anche qualcosa di più: uno strumento per attirare l’attenzione di chi guarda e scatta la fotografia. Per adesso Ngimbi ha in mano soltanto un oggetto recuperato fra l’immondizia: domani avrà penna e quaderni per costruire il suo futuro. Lui rappresenta uno dei 350 bambini che saranno accolti nella scuola primaria che i Figli di Don Bosco vogliono costruire proprio a Côte-Matève.

Il progetto solidale dei salesiani

La capitale economica della Repubblica del Congo, Pointe-Noire, è nota per la sua importanza strategica in ambito commerciale e industriale, è uno dei principali poli di sviluppo dell’Africa centrale grazie allo sfruttamento delle risorse naturali e all’attività portuale; ma è anche un luogo di profonde diseguaglianze sociali, con zone periferiche in rapida espansione urbanistica ma prive delle infrastrutture di base. Uno dei quartieri più colpiti da questo squilibrio è Côte-Mateve, dove si registra un’alta densità abitativa, una crescita demografica accelerata e una grave carenza di servizi fondamentali: acqua potabile, elettricità, strutture scolastiche, centri sanitari, sistemi di trasporto pubblico.

Qui, la mancanza di strutture educative è una delle emergenze più drammatiche. I bambini e gli adolescenti, che rappresentano la fetta più grande della popolazione (il 58% degli abitanti ha meno di 24 anni, e ben il 43% è costituito da minorenni), vedono i loro diritti sistematicamente negati. Frequentare la scuola, per molti di loro, è un privilegio inaccessibile. L’attuale rete scolastica non è in grado di rispondere alla domanda crescente: troppi pochi edifici, insegnanti insufficienti, ambienti inadeguati.

Davanti a questa realtà i salesiani, presenti nel Paese dal 1959, cioè da un anno prima che esso diventasse indipendente, non possono restare inerti. A Côte-Matève vogliono realizzare una nuova scuola primaria, in grado di accogliere almeno 350 studenti, tra i 6 e i 12 anni, provenienti da contesti di vulnerabilità socioeconomica, garantendo loro ambienti adeguati, una struttura sicura e materiali didattici appropriati. Il complesso scolastico comprenderà:

  • dieci aule didattiche con una capienza di 35 alunni per aula
  • stanze destinate a uffici, sala docenti e spazi di coordinamento
  • servizi igienici funzionali e sicuri
  • banchi, sedie, tavoli, armadietti e scaffali.

Il coinvolgimento di imprese e manodopera locali rappresenta inoltre un’opportunità importante di sviluppo economico per l’intera comunità, generando occupazione e trasferimento di competenze. I missionari vogliono contrastare le difficoltà di accesso all’istruzione per centinaia di bambini, ridurre l’abbandono scolastico, migliorare la qualità dell’insegnamento e rafforzare la comunità attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie.

L’appello di Missioni Don Bosco

Per questo, alla vigilia del concerto, il Presidente di Missioni Don Bosco, don Daniel Antúnez, SDB, ha condiviso un significativo messaggio. “Adesso Ngimbi ha di fronte prospettive nuove (…). Gli sono state fatte in passato promesse non mantenute, ma ora percepisce che può superare la propria condizione di vulnerabilità. Il futuro che gli è stato annunciato non prevede regali illusori, ma il dono della scuola: sta a noi permettergli di attraversare quell’invisibile parete che lo separa dalla speranza, garantirgli che l’invito degli adulti è reale, assicurare continuità alla cura, sua e degli amici con i quali passa le giornate inventandosi passatempi e giocattoli con materiali di scarto”.

Conclude don Antúnez: “Con questo Concerto di Natale, che è un inno alla Bellezza e alla Speranza, possiamo essere davvero vicini a lui attraverso i con una proposta carica di prospettive concrete. Una volta di più, in questo tempo di Giubileo della Speranza, le melodie che ascolteremo all’Auditorium potranno risuonare nelle orecchie anche di Ngimbi e di tanti altri bambini e bambine insieme a lui là a Côte-Matève. Grazie alla vostra generosità, grazie per credere alla Speranza, sempre”.

Basilica Maria Ausiliatrice: celebrazioni Natale 2025 ed inizio anno 2026

Si rende nota la programmazione della Basilica Maria Ausiliatrice di Valdocco in merito alle celebrazioni per il Natale e per l’inizio del nuovo anno 2026.

Martedì 16 – Martedì 23 Dicembre

  • Ore 17.00: “Canto delle Profezie” e S. Messa
  • Ore 19.00: “Canto delle Profezie” e Vespri

Sabato 20 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: “Canto delle Profezie” e S. Messa
  • Ore 19.00: “Canto delle Profezie” e Vespri
  • Ore 21.00: Concerto di Natale “Coro di voci bianche” del Teatro Regio di Torino

Domenica 21 Dicembre | Quarta domenica di Avvento

  • Ore 16.00: “Canto delle Profezie”, Adorazione e Vespri

Lunedì 22 Dicembre

  • Ore 20.30: Liturgia penitenziale e scambio degli auguri

Natale del Signore

Mercoledì 24 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: “Canto delle Profezie” e S. Messa
  • Ore 19.00: Canto delle Profezie” e Primi Vespri
  • Ore 21.00 e ore 24.00: S. Messa della notte
    (con presepio vivente e suono della cornamusa)
  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00

Giovedì 25 Dicembre

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Ottava di Natale (26 – 31 Dicembre)

Venerdì 26 Dicembre | Santo Stefano

  • Ore 16.30: Preghiera del Rosario
  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00 | 17.00 | 18.30

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe | Conclusione dell’anno Giubilare

Sabato 27 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Domenica 28 Dicembre

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Lunedì 29 – Martedì 30 Dicembre

  • Ore 16.30: Preghiera del Rosario
  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00 | 17.00 | 18.30

Mercoledì 31 Dicembre

  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00

Con Maria SS. Madre di Dio concludiamo il 2025
e iniziamo il 2026

AUGURI DI BUON ANNO DA PP LEONE

“Come alla globalizzazione dell’indifferenza Papa Francesco oppose la cultura dell’incontro, così vorrei che oggi, insieme, iniziassimo a opporre alla globalizzazione dell’impotenza una cultura della riconciliazione. Riconciliarsi è un modo particolare di incontrarsi. Oggi dobbiamo incontrarci curando le nostre ferite, perdonandoci il male che abbiamo fatto e anche quello che non abbiamo fatto, ma di cui portiamo gli effetti. […] Il male si trasmette da una generazione all’altra, da una comunità all’altra. Ma anche il bene si trasmette e sa essere più forte! Per praticarlo, per rimetterlo in circolo, dobbiamo diventare esperti di riconciliazione. Bisogna riparare ciò che è infranto, trattare con delicatezza le memorie che sanguinano, avvicinarci gli uni agli altri con pazienza, immedesimarci nella storia e nel dolore altrui, riconoscere che abbiamo gli stessi sogni, le stesse speranze. […]È la cultura della riconciliazione. […] Così si moltiplicheranno le isole di pace, diventeranno piloni di ponti, affinché la pace possa raggiungere tutti i popoli e tutte le creature. … ”

[PP LEONE, Lampedusa venerdì 12 settembre 2025]

Mercoledì 31 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa con TE DEUM (preghiera di ringraziamento)
  • Ore 22.30: Vegliamo con Maria aspettando il 2026
    Adorazione – Ufficio delle Letture – Te Deum – Benedizione
  • Ore 24.00: Scambio di auguri con brindisi

Giovedì 1 Gennaio

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Sabato 3 Gennaio

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Domenica 4 Gennaio | Seconda domenica dopo Natale

  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Lunedì 5 Gennaio

  • S. Messe: 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00

Epifania del Signore

Lunedì 5 Gennaio

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Martedì 6 Gennaio

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Battesimo del Signore

Sabato 10 Gennaio

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Domenica 11 Gennaio

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Conclusione Servizio Civile Digitale 2024/2025

Mercoledì 4 dicembre, si è concluso il percorso degli Operatori Volontari del Servizio Civile Digitale 2024/2025.
Di seguito l’augurio di Rosanna Todisco, Referente del Servizio Civile con i Salesiani Piemonte e Valle d’Aosta.

Care Operatrici e cari Operatori Volontari del Servizio Civile Digitale,
Care e cari OLP,

oggi si conclude un anno intenso, generoso, a tratti faticoso ma profondamente significativo. Un anno che avete abitato con responsabilità, con attenzione agli altri, con disponibilità ad imparare e a mettervi in gioco.

Il Servizio Civile non è solo un tempo “di servizio”: è un tempo politico, di scelta, di cittadinanza attiva.

Avete scelto di esserci, di prendervi cura delle persone, dei ragazzi e delle ragazze, dei territori, delle relazioni. Avete scelto di credere che la coesione sociale si costruisce un gesto alla volta, con pazienza, con un ascolto attento e con uno sguardo che accoglie.

In questo c’è tutto il valore della vostra presenza, della vostra dedizione e della qualità del lavoro svolto a fianco degli OLP e delle equipe delle sedi.

Allo stesso tempo, farlo in un ambiente salesiano dà a questa esperienza un significato ancora più profondo: vi siete inseriti in una comunità che vive l’educazione come missione, che vede i giovani come protagonisti. Avete contribuito a rendere le nostre case e i nostri centri luoghi in cui crescere insieme, imparare, sbagliare, riprovare, e soprattutto sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Per questo vi diciamo grazie, di cuore.

A voi OLP, il nostro riconoscimento per la guida, il tempo dedicato, la pazienza nelle complessità, la capacità di sostenere i volontari e le volontarie e rendere questo anno un laboratorio reale di crescita personale, professionale e civica. Il Servizio Civile vive grazie a voi.

A voi volontarie e volontari, l’augurio di portare con voi ciò che avete imparato: la cura delle persone, il coraggio di mettervi al servizio, la consapevolezza del vostro valore e della vostra voce.

Grazie per quello che avete fatto.
Grazie per chi siete stati.
Buona vita!

Con stima e affetto,
Rosanna Todisco e l’Ufficio Servizio Civile dei Salesiani

Esercizi Spirituali MGS Giovani e MGS Plus

Nel weekend del 29 e 30 novembre si sono svolti gli Esercizi Spirituali dedicati ai giovani universitari e lavoratori, un appuntamento consueto che per la prima volta ha visto la partecipazione di due gruppi distinti in due diverse sedi:

  • Al Colle Don Bosco, presso la casa Zatti, si sono ritrovati i giovani nati tra il 2004 e il 2006. A guidare le meditazioni è stato don Giorgio Degiorgi SDB, che ha accompagnato i ragazzi in un percorso di riflessione e preghiera.

  • A Pianezza, nella cornice di Villa Lascaris (Via Lascaris 4), hanno invece partecipato i giovani nati tra il 1997 e il 2003. Qui la predicazione è stata affidata a don Cristian Besso SDB, che ha proposto spunti di spiritualità e vita cristiana per chi è già inserito nel mondo universitario e lavorativo.

Entrambi i gruppi hanno vissuto l’esperienza dalle 9.30 di sabato fino alle 17.00 di domenica, condividendo momenti di preghiera, meditazione e fraternità.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione preziosa di crescita spirituale e comunitaria.

Lettera dell’Ispettore – Novembre 2025

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di novembre 2025.

Valdocco, 30 novembre 2025
Prima Domenica di Avvento

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi confratelli, carissime laiche e laici corresponsabili, un saluto cordiale a tutti/e voi, in questa fine di novembre 2025.

Siamo appena entrati nel nuovo anno liturgico e nel Tempo di Avvento. C’è un nuovo cammino di grazia che si apre davanti a noi. Un cammino lungo il quale il Signore vuole essere atteso, cercato, trovato, accolto, incontrato, ascoltato, seguito, imitato, amato fino alla fine!

Sappiamo bene che il tempo di Avvento chiede di coltivare gli atteggiamenti virtuosi della ricerca vigile, della fede viva, dell’attesa gioiosa. Vorrei fermarmi a riflettere brevemente su uno di questi atteggiamenti, quello della gioia, che è parte integrante della spiritualità cristiana ma anche della spiritualità salesiana.

Mi sembra utile proporre questa riflessione, perché la nostra vita talora viene appesantita da difficoltà personali, comunitarie, familiari, provenienti dalla nostra missione o anche dalle vicende spesso dolorose che il mondo vive. E la gioia rischia di venire meno, di capitolare, di essere rinviata a tempi migliori.

Nonostante ciò la gioia (o allegria) fin dalle origini è un ingrediente fondamentale dell’Oratorio di Valdocco. È Domenico Savio – sulla scorta di quanto imparato da Don Bosco – che nell’ottobre 1855 dice a Camillo Gavio, ragazzo quindicenne arrivato convalescente a Valdocco da Tortona, e che appariva un po’ malinconico e intimidito, ma anche profondo e disponibile a fare la volontà di Dio: Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Noi procureremo soltanto di evitare il peccato, come un gran nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore; procureremo di adempiere esattamente i nostri doveri e frequentare le cose di pietà. Comincia fin d’oggi a scriverti per ricordo: Servite Domino in laetitia: serviamo il Signore in santa allegria (Memorie Biografiche V, 356).

L’allegria alla quale siamo invitati dall’insegnamento di Don Bosco non ha radici superficiali; non ignora i problemi e i mali del mondo. Ma ricorda che la comunione con Dio è l’unica condizione che può donare pace al nostro cuore, così assetato di gioia. E questo segreto Don Bosco ha voluto comunicarlo con insistenza a ragazzi, confratelli, laici impegnati nella comune missione, tanto da farlo diventare una caratteristica portante della spiritualità salesiana. Tale caratteristica viene fortemente ribadita dall’articolo 17 delle Costituzioni Salesiane, che si intitola Ottimismo e gioia. Esso recita così:

17. Il salesiano non si lascia scoraggiare dalle difficoltà, perché ha piena fiducia nel Padre: «Niente ti turbi», diceva Don Bosco. Ispirandosi all’umanesimo di san Francesco di Sales, crede nelle risorse naturali e soprannaturali dell’uomo, pur non ignorandone la debolezza. Coglie i valori del mondo e rifiuta di gemere sul proprio tempo: ritiene tutto ciò che è buono, specie se gradito ai giovani. Poiché annuncia la Buona Novella, è sempre lieto. Diffonde questa gioia e sa educare alla letizia della vita cristiana e al senso della festa: «Serviamo il Signore in santa allegria».

L’articolo 17 è chiaramente diretto ai salesiani consacrati, ma penso sia legittimo estenderne i destinatari a tutti coloro che lavorano e si riconoscono nel nome di Don Bosco. Non è un caso infatti che nella Carta d’Identità della Famiglia Salesiana, l’articolo 33 si intitoli: Ottimismo e gioia nella speranza. E che tale articolo risulti in qualche modo la ripresa e l’estensione dell’art. 17 delle Costituzioni salesiane.

Si legge tra l’altro nell’articolo 33: La gioia che proviamo quaggiù è un dono pasquale, anticipo della gioia piena di cui godremo nell’eternità. Don Bosco ha intercettato il desiderio di felicità presente nei giovani e ha declinato la loro gioia di vivere nei linguaggi dell’allegria, del cortile e della festa; ma non ha mai cessato di indicare Dio quale fonte della gioia vera. E più avanti: Alla scuola di Don Bosco l’appartenente alla Famiglia Salesiana coltiva dentro di sé alcuni atteggiamenti che favoriscono la gioia e la comunicano agli altri. 1. La fiducia nella vittoria del bene /…/. 2. L’apprezzamento dei valori umani /…/. 3. L’educazione alle gioie quotidiane…

Nonostante le difficoltà e le sofferenze che il quotidiano ci può riservare, non c’è dubbio che il nostro cuore nel profondo continui a desiderare la gioia; e vale lo stesso, certamente, per il cuore dei giovani. Sappiamo che solo il Signore Gesù può soddisfare la nostra sete di gioia e di infinito. Vi auguro perciò di vivere il tempo di Avvento come ricerca gioiosa del Signore, una ricerca costellata da piccole o grandi sorsate di gioia, attinte dal quotidiano; prima di giungere nuovamente alla celebrazione della pienezza sorgiva di Cristo, che si rivela nel mistero dell’Incarnazione.

Buon tempo di Avvento!

Con affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Secondo incontro GxG: un weekend per riscoprire la Chiesa con il cuore

Durante il weekend del 22 e 23 Novembre un centinaio di giovani, provenienti da diverse realtà del territorio, si sono ritrovati a Valdocco per il secondo incontro dei Gruppi Ricerca GxG.

Tema del finesettimana “La Parola e i sacramenti come luoghi di crescita nel rapporto con Dio nella Chiesa: più cresce il mio rapporto con Dio più sento la Chiesa“.

Giorni intensi, fatti di esperienze, riflessioni e condivisione, incentrati sulla domanda:

Sono nella Chiesa in base alla profondità della mia vita cristiana: ci posso essere con il cuore o solo con il corpo?

Sabato: esperienze locali e relazioni che costruiscono

La giornata di sabato ha visto i ragazzi divisi per vivere due esperienze complementari:

  • I ragazzi si sono recati alla casa salesiana del Michele Rua, dove hanno incontrato la comunità locale per comprendere come ci si prende cura della Chiesa nella quotidianità.
  • Le ragazze, rimaste a Valdocco presso la sede delle Figlie di Maria Ausiliatrice, hanno partecipato a un percorso a tappe attraverso quattro stand tematici, ciascuno dedicato a una dimensione delle relazioni che aiutano a costruire la propria relazione con Cristo.

La serata ha riunito tutti i partecipanti per un gioco comunitario alle 21.00, seguito da una veglia di preghiera alle 22.00, prima del meritato riposo.

Domenica: sacramenti e appartenenza

Il giorno seguente, i giovani si sono ritrovati tutti insieme alla sede delle FMA per approfondire il senso di appartenenza alla Chiesa attraverso i sacramenti. Anche qui, il percorso si è articolato in quattro stand, animati dai novizi salesiani, che hanno accompagnato i ragazzi in una riflessione viva e coinvolgente.

La Santa Messa delle 12.00 ha rappresentato il culmine spirituale del weekend, seguita da un pranzo comunitario che ha chiuso l’incontro in un clima di gioia e fraternità.

Questo secondo appuntamento dei GxG ha confermato quanto sia prezioso offrire ai giovani spazi di ricerca autentica, dove la fede si intreccia con la vita, le relazioni e il desiderio di costruire una Chiesa vissuta con il cuore.

Savio Club al Colle Don Bosco: due giornate di gioia e spiritualità

Il 15 e 16 novembre 2025 il Colle Don Bosco ha accolto con entusiasmo il ritorno dei Savio Club, l’appuntamento dedicato ai ragazzi dalla prima alla terza media per scoprire e vivere il segreto della santità di Domenico Savio.

Sono stati due giorni intensi e ricchi di esperienze, che hanno visto la partecipazione di numerosi gruppi provenienti da diverse realtà del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Il filo conduttore è stato l’invito di Domenico Savio: Domenico Savio viveva così, e noi?. Una domanda che ha accompagnato i ragazzi nelle attività, stimolandoli a riconoscere Dio come compagno di vita e a mettersi in gioco con coraggio e gioia.

La giornata si è aperta con gli arrivi alle 9.30 e l’inizio delle attività poco dopo, tra dinamiche di gruppo e spazi di riflessione. Nel pomeriggio, il momento centrale è stato la celebrazione della Santa Messa alle 16.00, vissuta con grande partecipazione e raccoglimento. La conclusione alle 17.00 ha lasciato nei ragazzi il desiderio di portare a casa non solo ricordi, ma anche impegni concreti per la loro crescita spirituale.

Il clima di festa, la disponibilità degli animatori e l’accoglienza del Colle Don Bosco hanno reso queste giornate un’occasione preziosa per crescere insieme, rafforzando il legame tra fede, amicizia e gioco.