Lettera del nuovo Ispettore don Giorgio Degiorgi

Si riporta di seguito la prima lettera del nuovo Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Giorgio Degiorgi.

Valdocco, 18 luglio 2026
Memoria di San Federico di Utrecht

Servire con gioia, custodire il tempo

Lettera dell’Ispettore

Cari confratelli,
cari laici corresponsabili,

vi scrivo al termine di una giornata intensa, nella quale mi sono sentito accompagnato dalla vostra preghiera e dal vostro affetto. Davanti al quadro di Maria  Ausiliatrice prima e successivamente accanto all’urna di don Bosco ho chiesto il dono della  paternità e la virtù della prudenza. Iniziamo insieme questo cammino orientando la nostra  vita a Dio per il bene dei giovani. 

Vi raggiungo nel pieno dell’attività estiva nella quale, in modalità diverse e con la fantasia che contraddistingue il nostro agire pastorale, ci doniamo ai ragazzi e ai giovani: dai  centri estivi ai campi scuola, dai pellegrinaggi alla programmazione del nuovo anno  pastorale.  

  1. SERVIRE IL SIGNORE NELLA GIOIA 

Don Bosco ci ha indicato la via di una santità quotidiana che si traduce nel dono di sé per amore del Signore. Vogliamo vivere verso i giovani l’esortazione di San Paolo: «Siamo i  vostri servitori per amore di Gesù» (2Cor 4,5). Sono settimane, infatti, in cui i cortili delle nostre  case sono pieni di voci, di giochi, di relazioni e di tanto lavoro. È il miracolo di Valdocco che si  compie di nuovo sotto i nostri occhi.  

In questo contesto impegnativo e ricco di potenzialità vi invito a porre attenzione speciale alla crescita degli animatori in questa età della vita in cui mettono in gioco la loro  libertà per scelte di bene. Mi permetto di sottolineare alcuni atteggiamenti. 

  • Accompagnamento e presenza. Essere salesiani e educatori nel nome di don Bosco  significa stare in mezzo ai ragazzi con amorevolezza, non come semplici supervisori, ma  come guide che conoscono per nome chi viene loro affidato. L’attenzione al singolo, che non  deve mai farci dimenticare tutto il resto, è la caratteristica che rende significativi i nostri  ambienti.
  • Scuola di gratuità. Queste settimane possono essere esperienza concreta per i giovani che  collaborano alla nostra missione di passare dal semplice “fare attività” al “donarsi per amore”.  Aiutiamoli a riflettere sulla fatica e sulla gioia del servizio, sul valore della gratuità perché  possano diventare una vera e propria scuola di vita e di discernimento vocazionale. Ci può  aiutare la rilettura del sogno di don Bosco delle “tre fermate”: i lupi diventano agnelli e gli  agnelli diventano pastori.
  • Cura spirituale. Non dimentichiamo di offrire loro spazi di preghiera ben curata e di dialogo  personale. Sostiamo accanto a loro con pazienza e fiducia, senza paura di correggerli,  sfidandoli ad assumersi responsabilità, osando chiedere loro molto, con la certezza che ogni  errore o momento critico sia un’occasione di crescita e maturazione. L’estate può essere il  tempo per potere fare loro proposte per il prossimo anno pastorale: l’impegno costante nella propria casa salesiana, la richiesta della fedeltà agli impegni presi, la cura di un gruppo, la  partecipazione alle attività ispettoriali e tanto altro ancora.
  1. CUSTODIRE IL TEMPO, DONO DEL SIGNORE 

Il Capitolo Generale 29.mo, con il tema «Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani», ci ha rivolto un appello alla conversione del cuore e delle nostre prassi quotidiane. Il  CG29 ci esorta a non creare mai una dicotomia tra ciò che siamo e ciò che facciamo, ma a  trovare in Cristo la sintesi profonda del nostro operare. Siamo chiamati a trovare un equilibrio  tra missione, preghiera e vita fraterna. L’estate è il tempo favorevole per recuperare questa  armonia. Abbiamo bisogno di tempo per stare insieme come confratelli senza l’ansia  dell’agenda, per condividere la missione, la tavola, il cammino, la distensione e la verifica  fraterna in un clima di semplice familiarità. 

L’estate non è una “pausa” dalla nostra missione di consacrati, ma un tempo qualitativamente diverso che il Signore ci affida. È uno spazio di grazia che esige una  profonda responsabilità: quella di saper custodire e valorizzare ogni giornata per la nostra crescita umana, spirituale e comunitaria. 

Vi propongo, pertanto, di trascorrere questo tempo estivo con alcune sottolineature che, seppur in modo diverso, sono da vivere sia nella vita consacrata, sia nella vocazione  laicale: 

  • La preghiera come riconoscimento del primato di Dio. Durante l’anno il ritmo frenetico  rischia di distrarci dall’essenziale. L’estate è il tempo favorevole per restituire il primato a  Dio nella nostra vita. Curiamo in modo particolare la preghiera personale, la meditazione, la  liturgia delle ore, gli esercizi spirituali. Senza questo contatto vivo con il Signore Gesù,  corriamo il rischio di ridurci a organizzatori di eventi, perdendo la nostra identità di educatori  pastori.
  • Il riposo come custodia della vita. Un salesiano stanco e demotivato fatica a trasmettere la  gioia del Vangelo. Il riposo, nella nostra tradizione, è “ricaricare le lampade di olio” per  continuare la nostra missione caritativa per i giovani. Prendetevi cura della vostra salute con  quel riposo che ristora il corpo e lo spirto, magari passando alcuni momenti con le persone  che non si riesce a vedere spesso durante l’anno. Qualche buona lettura aiuterà a  comprendere meglio la realtà.
  • La responsabilità del buon uso del tempo. Don Bosco ha sempre esortato a fuggire l’ozio.  Usare bene il tempo libero significa saperlo orientare alla bellezza della fraternità, alla  formazione personale e alla gratuità. Evitiamo le dispersioni che impoveriscono lo spirito e  cerchiamo invece ciò che edifica, pacifica e unisce la comunità.

Infine, per alcuni confratelli, l’estate porta con sé la sfida di cambiare casa e obbedienza. Sono momenti che possono diventare occasioni di testimonianza per chi ci sta  accanto nella misura in cui ci apriamo con obbedienza alla volontà di Dio. Questi  cambiamenti ci aiutano a risvegliare la nostra passione apostolica e a rimetterci totalmente  nelle mani del Signore. 

  1. I PROSSIMI APPUNTAMENTI 

Ricordo alcuni appuntamenti che riguardano il periodo estivo e la ripresa dell’anno pastorale. Alcuni sono da mettere per tempo nei calendari delle nostre comunità.

Dal 27 luglio al 3 agosto un gruppo di universitari, accompagnati da alcuni confratelli e consorelle, vivranno l’esperienza di un tratto del “cammino di Santiago”. Auguriamo loro  che siano giorni di riflessione e di scoperta interiore, di una profonda esperienza della Parola  di Dio e del silenzio. 

Dal 9 al 13 agosto vi sarà il pellegrinaggio dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano a Monaco di Baviera. Quest’anno il tema scelto sarà “Uno spirito forte, un cuore  che ama”. L’esempio dei “ragazzi della rosa bianca”, la testimonianza di fede di Benedetto  XVI, la profondità della figura di Romano Guardini, saranno modelli per ricercare e  testimoniare la Verità che rende liberi. 

Come ormai da alcuni anni il 16 agosto, al Colle don Bosco si celebrerà il ricordo della nascita di don Bosco, con la Santa Messa presieduta dal Vicario Generale, Don Stefano  Martoglio. 

Suor Maria Giovanna Mammarella inizierà il servizio di Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte lunedì 24 agosto, alle ore 15.30, con la Santa Messa nella Basilica di  Maria Ausiliatrice. Assicuriamo a sr. Maria Giovanna la nostra preghiera e il nostro ricordo.  Mentre ringraziamo ancora sr. Emma per essersi donata ogni giorno nella fedeltà  all’obbedienza ricevuta. Continueremo a costruire insieme la famiglia salesiana nel nostro  territorio nella condivisione dello stesso carisma e nella passione apostolica verso i giovani. 

Il 29 agosto ci troveremo per affidare il nuovo anno pastorale a Maria Ausiliatrice e per vivere l’Assemblea Ispettoriale dei confratelli.  

Il 5 settembre, a Valdocco, è in programma l’incontro dei consigli delle CEP, con un momento di formazione da parte di don Andrea Bozzolo, Rettore dell’Università Pontificia  Salesiana. Ci confronteremo insieme a lui sul modo di vivere lo stile educativo del sistema  preventivo. È il tema che approfondiremo nel prossimo anno pastorale che segnerà anche il  cammino di formazione delle nostre Comunità Educative Pastorali. 

La giornata di ente del CNOS-FAP si svolgerà il 9 settembre, sempre a Valdocco, con questa tema: “Ecco il tuo campo, riconoscere per educare/formare”. In quella giornata  affideremo l’anno formativo a don Bosco e a Maria Ausiliatrice con la Santa Messa.

Infine, il 12 settembre, al Colle don Bosco, vi sarà l’Mgs day e al pomeriggio la professione perpetua di Antonio Squillace (ICP), Velankanniraj Jesuray (INT), Noel Andrew Clement (RMG-Pakistan), Thomas Warwara (PSG/PNG). Accompagniamo i nostri confratelli  in questo passo in cui per sempre si donano a Dio nella Congregazione Salesiana: la loro vita  sia tutta consegnata al Signore e offerta ai giovani con il cuore di don Bosco!  

In Don Bosco, con affetto fraterno,
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore

Insediamento del nuovo Ispettore: don Giorgio Degiorgi inizia il suo mandato

Torino-Valdocco, 18 luglio 2026 – Questa mattina, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la Famiglia Salesiana del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania si è riunita per accogliere l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi, nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP. La celebrazione eucaristica, animata dalla Corale della Basilica e presieduta dal Consigliere Regionale don Juan Carlos Pérez Godoy, si è svolta in un clima di profonda gratitudine e di sincera comunione, nella casa di Don Bosco che continua a essere sorgente di carisma e missione.

Il Vangelo proclamato, la celebre parabola della vite e dei tralci (Giovanni 15,1-8), ha guidato l’omelia del Consigliere Regionale e il suo augurio a don Giorgio. Un invito a rimanere nel Signore per portare frutto:

“Io sono la vite, voi i tralci… Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla… Rimanete nel mio amore.”

Parole che hanno accompagnato l’intera celebrazione e che tracceranno il cammino spirituale del nuovo Ispettore.

Il passaggio di consegne

Con questo momento, don Leonardo Mancini ha concluso il suo servizio come Ispettore, salutando l’Ispettoria e affidando il testimone a don Giorgio. La sua lettera di saluto, pubblicata nei giorni scorsi, è disponibile di seguito:

Le parole di don Giorgio: “Ho bisogno di voi”

Nel suo messaggio di ringraziamento, don Giorgio ha espresso l’impegno che caratterizzerà il nuovo incarico:

“Mi metto sotto la protezione di San Carlo Borromeo, santo delle mie origini e modello del Buon Pastore. Da solo non sarò in grado di svolgere l’incarico che il Rettor Maggiore mi ha affidato. Ma so di non essere solo: per questo vi dico che ho bisogno di voi, di ciascuno di voi. Da parte mia vi prometto che tutte le mie forze, tutto il mio tempo, tutto me stesso, nei prossimi sei anni saranno per ognuno di voi.”

Al termine della celebrazione, dopo le foto di gruppo davanti l’altare di Don Bosco in Basilica, la comunità si è ritrovata nel cortile di Valdocco per un buffet fraterno preparato dagli studenti del CNOS-FAP, occasione per salutare don Giorgio, ringraziare don Leonardo e condividere la gioia di questo nuovo inizio.

Lettera dell’Ispettore – Luglio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di luglio 2026.

Torino-Valdocco, 15 luglio 2026
Memoria di San Bonaventura

A Confratelli salesiani,
Componenti della Famiglia Salesiana,
Laici corresponsabili
e Giovani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Questa mia lettera vuol essere principalmente un rendimento di grazie a Dio per i sei anni trascorsi insieme  con voi (otto in Piemonte, se si considera anche il tempo da me vissuto in Noviziato); ma sento il bisogno  di introdurmi con una richiesta di perdono per tutto quello che in questi anni avrei dovuto o potuto fare  e non ho fatto, per quanto ho fatto di sbagliato; per quanto ho fatto ma avrei potuto svolgere con più cura  e impegno; chiedo perdono specialmente se i miei comportamenti hanno causato sofferenza ingiustamente.  Avrei certamente potuto curare con più energia e determinazione preghiera, relazioni, scelte pastorali di  animazione e governo, accompagnamento di persone, comunità e opere, riflessioni e progettazioni a lungo  termine… Vi chiedo scusa per quando questi comportamenti maldestri sono stati causati, oltre che da limiti personali invincibili, anche da mie scelte deliberate. 

Fatta tale doverosa premessa, non posso che rendere grazie a Dio per questi sei anni di vita durante i  quali il Signore mi ha messo alla prova (non ero profeta, né figlio di profeta…). Il Signore cercava uno che  dimostrasse concretamente che la potenza di Dio si rivela nella debolezza dell’uomo, nella mia debolezza;  e mi ha chiamato. Nei sei anni si sono alternati momenti di gioia e di fatica, di sicurezza e di incertezza, di  energia e di stanchezza, di entusiasmo e di abbattimento; mai di noia! Ringrazio Dio perché è stato paziente  con me e ha preso tante volte per mano la mia fragilità. Ritengo che questo tempo sia stato per me una  forte esperienza di Dio; un tempo in cui Lui mi ha chiesto di affidarmi e fidarmi di più… Come ho  risposto? Mi sembra di averci messo impegno, di aver dato tutto quel che potevo: ho cercato di pormi al servizio di Dio, dei confratelli, dei giovani, dei laici corresponsabili, della Famiglia Salesiana, della missione  insomma; questo naturalmente non vuol dire che io abbia fatto bene, ma che almeno ci ho sinceramente  provato. 

Ringrazio quelli che hanno pregato per me, in particolare i confratelli della Comunità Andrea Beltrami  e Beato Filippo Rinaldi; sono certo che senza la loro preghiera e quella di tanti e tante di voi sarei venuto  meno lungo il cammino. Badate bene, conviene sempre pregare per l’ispettore (presente o futuro che sia),  anche perché se l’ispettore combina guai le conseguenze ricadono su tutti… dunque se avete pregato per il  sottoscritto avete fatto bene a me, ma anche a voi stessi! Vi assicuro che pure il sottoscritto ha pregato  spesso per voi; e che continuerà a pregare anche dopo per voi, per il legame fraterno e spirituale che si è  instaurato. Vi chiedo perciò – in una logica di reciprocità evangelica – di ricordarmi ogni tanto nella vostra  preghiera, perché io possa svolgere secondo la volontà di Dio il nuovo compito che mi è stato affidato.

Ringrazio i miei confratelli uno per uno, e non perché con tutti io sia riuscito ad avere un rapporto  buono; ci sono state tensioni più esplicite con alcuni (mi sembra poche) e tensioni rimaste più nascoste,  implicite, con altri. Vi ringrazio comunque però, perché nella stragrande maggioranza delle relazioni ho  trovato disponibilità al dialogo onesto e franco; e apertura a venire incontro alle esigenze della missione in Ispettoria.

Tra i confratelli desidero ringraziare innanzitutto il Rettor Maggiore precedente e attuale, il loro Vicario e il Consigliere Regionale della Mediterranea, che in questi anni non hanno mancato di far sentire la loro  vicinanza. 

Un ringraziamento tutto particolare poi è per me doveroso – ma ancor più è un’esigenza dell’anima – rivolgerlo a quei confratelli con i quali in questi anni ho vissuto a contatto più stretto e collaborato in  modo più intenso nel Consiglio ispettoriale: a loro va la mia riconoscenza sentita e fraterna. Don Michele Molinar, che ha svolto l’incarico di Vicario ispettoriale con grande passione, sacrificio, creatività e spirito  di fraternità. Don Giorgio Degiorgi, col quale abbiamo affrontato il nodo degli aspetti economici,   amministrativi e gestionali: Don Giorgio ha svolto un lavoro molto grande per mole, qualità ed efficacia. Don Alberto Goia, per il servizio intelligente, progettuale e comunionale nella PG; con lui sono stati avviati  e realizzati alcuni progetti pastorali importanti per la vita dell’ICP. Don Claudio Belfiore, che in questi  anni ha offerto al Consiglio ispettoriale l’apporto prezioso della sua esperienza di vita salesiana, a partire  dalla prospettiva della Formazione Professionale. Don Alessandro Borsello, Don Alberto Martelli, il Sig.  Alessandro Parolini (e prima ancora Don Mauro Balma, Don Stefano Mondin, il Sig. Lucio Reghellin e  don Claudio Durando). Sono molto riconoscente a tutti per lo stile collaborativo e comunionale che abbiamo vissuto nel Consiglio in questi anni. Un augurio fraterno rivolgo ai consiglieri recentemente  nominati: Don Riccardo Frigerio e Don Fabio Mamino: vi auguro di poter supportare con grande impegno  e senso di responsabilità il servizio di Don Giorgio. Non posso infine non ringraziare Don Paolo Camussi, che ha vissuto il compito di Segretario Ispettoriale con tutta la sua competenza e saggezza. Grazie anche a Don Fabiano Gheller e Don Matteo Vignola, che, pur non essendo consiglieri, hanno  però lavorato intensamente nel Centro ispettoriale per la CP e l’Animazione Vocazionale. Un grazie infine altrettanto doveroso e sentito va al “Senato” dell’Ispettoria, e cioè al gruppo dei  Direttori; in questi anni so di aver chiesto ad alcuni di loro compiti particolarmente onerosi: il Signore ve  ne renda merito. Ho trovato in voi disponibilità e generosità, e vi ringrazio di cuore; come pure ringrazio  per i consigli che alcuni di voi hanno saputo offrire nei nostri incontri ispettoriali o a livello personale, a  beneficio mio e di tutta l’ispettoria. 

Bello e intenso ritengo sia stato anche il rapporto con alcuni/e componenti della Famiglia Salesiana (grazie Suor Emma!) e con i numerosi laici corresponsabili, in particolare con coloro che guidano opere  ad affidamento laicale. Vi ringrazio sia per l’impegno di custodia e trasmissione del carisma, sia per le  relazioni schiette e durature che nel tempo abbiamo instaurato. 

Ringrazio infine (the last but not the least!) i giovani, quelli impegnati più direttamente nel MGS e tutti i  ragazzi e giovani incontrati in questi anni nella Comunità Proposta, a Valdocco, nelle opere, nei campi  estivi, nei pellegrinaggi e nelle altre manifestazioni ispettoriali: so che i miei incontri con loro sono stati  oggettivamente pochi; tuttavia dico con forza: carissimi giovani, vi ho portato, vi porto e vi porterò sempre nel  cuore: siete la speranza della Chiesa e del mondo, e sorgente di grande gioia per me e per tutti i salesiani. Ci sono  tanti, tantissimi giovani, che hanno raccolto o che sono pronti a raccogliere il testimone del carisma di Don  Bosco nelle diverse vocazioni in cui esso si esprime. Rendo lode a Dio per tutti loro e li ringrazio per la loro  testimonianza cristiana e salesiana, oltre che per la loro presenza amichevole e gioiosa nella mia vita. 

Carissimi, in questi sei anni mi sono sentito serenamente accolto e ho potuto conoscere in modo  approfondito il territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Ho imparato ad amare profondamente  questa terra e naturalmente le persone che la abitano. Qui mi sento a casa mia e credo che continuerò a  sentirmi a casa mia anche quando vi tornerò in seguito, partendo dal luogo dove l’obbedienza a breve mi  condurrà. L’ICP è una bellissima ispettoria, di cui essere umilmente e convintamente orgogliosi! A  cominciare dalla significatività carismatica unica al mondo derivante dalla presenza dei luoghi delle origini  e del primo sviluppo del carisma (è un dono grande per me poter abitare dove Don Bosco è vissuto e ha  operato!); a seguire con l’abbondanza dei tanti esempi di santità offertici dai santi sociali vicini a Don Bosco (il chilometro quadrato della carità, come ha definito il Cardinal Repole la zona in cui è inclusa Valdocco);  a proseguire con le tante bellezze naturali e storico-artistiche, con le realizzazioni industriali…  

Bellissime poi sono le nostre opere: alcune belle anche artisticamente; ma belle soprattutto per le persone  che le compongono, a cominciare dai ragazzi; e belle per la progettualità e l’azione educativo-pastorale che  portano avanti. Questo non significa che il lavoro sia semplice e che non ci sia bisogno di migliorare: grandi  sono le sfide che le CEP devono quotidianamente affrontare; quanto lavoro da parte dei confratelli e dei  laici corresponsabili, quanto lavoro da parte dei componenti della Famiglia Salesiana e dei giovani più  impegnati! Esistono tante attività educativo-pastorali sul territorio, a testimonianza del grande impegno  profuso da tutti per il bene dei ragazzi e della gente. Bisogna rendere merito al sacrificio di numerose  persone che hanno donato la vita e continuano a donarla perché si realizzi sempre più concretamente il  regno di Dio in mezzo alla gente di questa porzione di mondo.  

Particolarmente belle sono quelle opere dove si lavora per i giovani più poveri, che riservano loro una  progettualità particolare, che sanno indirizzare per loro energie rinnovate. Don Bosco diceva “basta che  siate giovani perché io vi ami assai”, e quindi tutti i giovani si trovano nell’orizzonte della spiritualità e  dell’azione pastorale salesiana; ma diceva anche che la gioventù pericolante era quella che doveva essere  privilegiata dalla nostra attenzione educativa: dunque ben vengano opere attente a tutti i giovani, ma che  custodiscano comunque e sempre al proprio interno un’attenzione preferenziale progettuale per quelli più  poveri.

Come personale augurio e incoraggiamento per ciascuno di voi (lo dico per tutti, ma specialmente per  i confratelli) mi sento di dire questo: vi auguro di vivere con sempre rinnovata passione il carisma di Don  Bosco, il Da mini animas cetera tolle. Vi auguro di non lasciar spegnere mai dentro di voi il fuoco che il  Signore vuole continuare a tenere acceso – o vuole accendere ex novo – nel nostro territorio, tra le tante  persone, specialmente giovani, che Lui ha voluto e vuole continuare ad affidarci. Vi auguro di rimanere  sanamente inquieti se non riuscite a raggiungere, ad avvicinare, a dialogare con i giovani! Siamo chiamati a questo, non dimentichiamoci di rimanere in ascolto degli appelli che il Signore – attraverso i giovani – ci  indirizza. La vitalità del carisma di conseguenza comporta – per il Centro ispettoriale, le comunità religiose  e le CEP – anche una costante attenzione al ridisegno delle nostre presenze, e cioè al ripensamento  continuo sia dell’efficacia pastorale delle opere o dei settori posti all’interno di esse, sia della qualità di vita  fraterna che riusciamo a generare. 

Ai corresponsabili della missione (consacrate/i o laici che siano) auguro – perché ce lo chiede la storia, in  cui abita il Signore – di lavorare sempre più insieme (sdb, consacrate/i, laici, giovani), e di prepararci  alla missione attraverso una formazione condotta anch’essa insieme e messa gradualmente a sistema.  Ciò comporta sia un accompagnamento sempre più calibrato alle opere e ai settori guidati direttamente da  laici corresponsabili; sia un modo diverso di intendere il “potere”, la responsabilità, il governo. Siamo  chiamati a sperimentare una sorta di contaminazione dell’idea di governo” così come la abbiamo intesa  fino ad ora; parlo di una modalità di governo che non è attualmente codificata, ma che è da ricercare con  saggio discernimento (per esempio nel rapporto tra Consiglio locale e Consiglio della CEP). Per rinnovare  la missione non mi pare ci sia altra strada – se vogliamo essere veramente efficaci – di quella di mettere  insieme le forze delle diverse vocazioni nella CEP!  

Circa i destinatari, vi auguro di poter conservare e rafforzare il desiderio e la scelta di lavorare per i  ragazzi più poveri, quelli che nessuno è interessato a rubarci… ma che sono invece particolarmente cari  agli occhi e al cuore di Dio. Oso rivolgervi (ai consacrati in particolare) ancora un altro augurio: che possiate  accogliere sempre più giovani in casa nostra, scegliendo di condividere con loro diversi momenti della  nostra vita; alcune comunità già lo facevano, altre hanno ripreso a farlo con modalità innovative, altre  ancora stanno provando a progettarlo; credo sinceramente che la nostra efficacia pastorale e il  rinnovamento del nostro carisma passi anche attraverso questa scelta di “contaminazione fraterna”  fortemente desiderata da Don Bosco. 

Permettetemi un penultimo saluto e augurio affettuoso a Pierluigi Livani che incomincerà il cammino  di Noviziato l’8 settembre; al futuro professo perpetuo Antonio Squillace; ai diaconi Don Tomas Kivita e  Don Alessio Moretto che si preparano a ricevere l’ordinazione sacerdotale.

Lultimo pensiero va a Don Giorgio Degiorgi: il Rettor Maggiore lo ha scelto per l’ICP nella certezza che farà molto bene all’Ispettoria: sapete certamente che Don Giorgio è una persona ricca di qualità umane  e spirituali, è stimato da tutti, ha il cuore rivolto ai ragazzi più poveri come Don Bosco e desidera seguire  

il Signore con grande passione e fedeltà. Però – dirò un’ovvietà, ma la dico lo stesso – all’ICP non sarà sufficiente il solo suo impegno (che ci sarà, e sarà certamente tanto, anzi, sarà totale!), se accanto a lui non  si vedrà contemporaneamente la collaborazione e l’impegno di tutti; la forza della comunione, del vivere e  lavorare insieme, sarà la carta vincente per far continuare a crescere questa particolare porzione di Chiesa,  che ha il mandato di trasmettere il carisma salesiano nel territorio della ICP. Buon lavoro allora, carissimo  Don Giorgio, e buon lavoro a tutti voi nella vigna del Signore; un Lavoro che certamente si si abbinerà al  Pane e al Paradiso (cfr il Campo PLP…). 

Per l’insediamento di don Giorgio come sapete ci diamo appuntamento sabato 18 alle 11, nella  basilica di Maria Ausiliatrice. Seguirà un pranzo a buffet per tutti. È un momento molto importante di  comunione per l’Ispettoria: spero dunque che riusciremo a essere presenti in massa, sia come SDB che  come CEP. 

Un grande abbraccio a tutti, unito all’augurio di poterci incontrare in occasione di qualche vostra visita  a Roma, magari nel Comprensorio Callistiano. 

Il Signore vi benedica e vi protegga, Maria Ausiliatrice sia per voi Madre e Maestra; Don Bosco rimanga  il modello da seguire e colui che ci insegna la passione per la salvezza terrena ed eterna dei giovani, nel  cercare la quale troviamo la nostra personale salvezza. Buon cammino nell’infinito mistero di Dio! 

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 Con tanto affetto e riconoscenza in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Madama Chiosco: due giorni a Riga per riunire i partner del progetto IMPATTO

Il 9 e 10 luglio Riga ha accolto il progetto Madama Chiosco – Un giardino per la comunità con la sua luce estiva e con l’energia di una città che, di notte, cambia volto e racconta storie diverse. L’occasione era la partecipazione all’evento finale del progetto 2Nite, una tappa importante che ha riunito tutti i Paesi coinvolti nel programma IMPATTO. Due giorni intensi, pieni di incontri, scoperte e relazioni che continueranno a crescere.

Il primo giorno è iniziato con un momento di confronto dedicato al progetto 2Nite: abbiamo ascoltato le esperienze di chi lavora ogni giorno sulla vita notturna di Riga, sulle sue sfide e sulle opportunità che può offrire ai giovani.

Poi, quando il sole è sceso, abbiamo iniziato il nostro tour notturno. Camminare per le strade di Riga di sera è stato come entrare in un’altra città: più viva, più complessa. Abbiamo visitato i locali e gli spazi in cui nasceranno le attività con i ragazzi, osservando da vicino le dinamiche che emergono dopo il tramonto. È stato un momento prezioso per capire davvero il contesto in cui il progetto si muove.

Il giorno successivo ci siamo ritrovati nelle sale del Comune di Riga. Uno dopo l’altro, i partner di Spagna, Romania, Portogallo e Italia hanno presentato i propri progetti, condividendo visioni, metodi e risultati. Ascoltare le esperienze degli altri Paesi è stato come aprire una finestra su mondi diversi, ma uniti dalla stessa volontà: creare spazi più inclusivi, più sicuri e più partecipati per i giovani.

Con i rappresentanti dei progetti IMPATTO è stato bello confrontarsi, scambiare idee, conoscere nuove realtà e rafforzare una rete che non si ferma qui. Anche Madama Chiosco ha trovato spazio per raccontarsi, per intrecciare relazioni e per portare la propria esperienza dentro un dialogo europeo che continua a crescere.

Abbiamo anche fatto un giro nel quartiere e al mercato, incontrando persone, ascoltando storie e respirando quella quotidianità che dà senso concreto ai progetti e alle relazioni che vogliamo continuare a coltivare

L’incontro si è concluso con una foto di gruppo, semplice ma significativa, che racchiude il senso di un percorso condiviso.

Questi due giorni sono stati uno dei momenti più significativi del percorso: tutti i Paesi coinvolti nel progetto IMPATTO si sono ritrovati nello stesso luogo, hanno condiviso visioni e hanno costruito un pezzo di strada comune.

Madama Chiosco è un progetto sociale, educativo e culturale che valorizza il Giardino Giorgio Anglesio, tra via Madama Cristina, corso Dante e via Giotto a Torino, trasformandolo in uno spazio accogliente, animato e aperto a tutte e tutti.

Premio Letterario “Meco”: ultimi giorni per candidarsi alla seconda edizione dedicata agli “Atti di cura, scelte di legalità”

La seconda edizione del Premio Letterario “Meco” entra nella sua fase decisiva: mancano pochi giorni alla chiusura delle candidature, fissata per il 31 luglio 2026. Un’occasione preziosa per chi desidera raccontare, attraverso la scrittura o la musica, come la legalità possa nascere da gesti quotidiani di cura, responsabilità e attenzione verso sé stessi, gli altri e la comunità.

Il concorso, promosso dal Forum del Terzo Settore Piemonte ETS, dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS) e sostenuto dai Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta, invita giovani e adulti dai 14 anni in su a partecipare con un racconto breve, un saggio breve o una canzone originale. Le opere devono essere inedite e capaci di interpretare il tema dell’anno: “Atti di cura, scelte di legalità”.

Tre le fasce d’età previste (14–20, 21–30, 31+), con premi in denaro, borse di studio presso la Scuola Holden e menzioni speciali dedicate ai giovani del Ferrante Aporti, alle persone private della libertà personale e alle migliori opere per ciascuna categoria. I contributi più significativi saranno raccolti in una pubblicazione destinata alla beneficenza, proseguendo l’eredità educativa di don Domenico “Meco” Ricca.

La giuria, presieduta da don Alberto Martelli e accompagnata dall’Ambasciatore del Premio, il rapper e attivista Francesco “Kento” Carlo, riunisce professionisti del mondo editoriale, sociale e accademico.

Come partecipare

Le candidature devono essere inviate entro il 31 luglio 2026 tramite il form online disponibile di seguito. La selezione dei finalisti è prevista per il 5 ottobre 2026, mentre la cerimonia di premiazione si svolgerà durante le Giornate della Legalità nel mese di ottobre.

Graduatorie Servizio Civile Universale 2026/27

Sono disponibili le graduatorie provvisorie relative alle selezioni del Bando di Servizio Civile Universale 2026-2027. Le graduatorie possono essere consultate su www.salesianiperilsociale.it.

Come consultare la graduatoria

Per garantire la tutela della privacy, i nominativi dei candidati che hanno partecipato alla sezione “posti riservato giovani minori opportunità” non sono riportati negli elenchi.
Per individuare la propria posizione è necessario cercare il Riferimento Domanda, il codice riportato nella parte superiore della domanda di candidatura ricevuta via e-mail al momento della presentazione.

Esito della selezione

Accanto al proprio codice/nome sarà indicato uno dei seguenti esiti:

  • Selezionato/a: il candidato/a è stato/a ammesso/a al progetto. Nelle prossime settimane riceverà una comunicazione con tutte le informazioni utili per l’avvio del servizio, previsto per il 9 ottobre 2026.
  • Idoneo/a non selezionato/a: il candidato/a possiede i requisiti richiesti ma, al momento, non rientra tra i posti disponibili. In caso di rinunce o disponibilità di altri posti, la graduatoria potrà scorrere.
  • Non idoneo/a / Non presente al colloquio: il candidato non può essere inserito nel progetto relativo a questo bando.

Rinuncia al posto

Chi, pur essendo stato selezionato, decidesse di non intraprendere il Servizio Civile è invitato a comunicarlo inviando una e-mail a: serviziocivile@salesianipiemonte.it.

Una comunicazione tempestiva permetterà di aggiornare la graduatoria e dare la possibilità ai candidati idonei non selezionati di subentrare.

Le graduatorie diventeranno definitive solo dopo la validazione del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Una volta concluse le verifiche, i candidati selezionati riceveranno una comunicazione ufficiale con tutte le indicazioni per l’inizio del progetto.

 

Ingresso dell’Ispettore: Basilica Maria Ausiliatrice, 18 luglio 2026

La mattina di sabato 18 luglio, alle ore 11.00, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco accoglierà l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi come nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP.

Durante l’Eucaristia, presieduta dal Consigliere Regionale, don Juan Carlos Pérez Godoy, don Giorgio inizierà ufficialmente il suo servizio di guida per l’Ispettoria del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Un passaggio importante, vissuto nella cornice spirituale e familiare di Valdocco, dove tutto parla ancora oggi del carisma di Don Bosco.

Le comunità religiose e le CEP saranno presenti per accompagnare don Giorgio con la preghiera e l’affetto, ringraziandolo per la sua disponibilità e affidando al Signore il suo nuovo compito.

La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Basilica e in tv su Rete 7.

 

 

Tutte le foto dai Campi Animatori 2026

I Campi Animatori 2026 hanno dato il via all’estate con giorni intensi di condivisione, gioco e crescita in stile salesiano. Sono disponibili le gallery del Campo Base 1, Campo Base 2 e Campo 1:

Campo Base 1 – Cesana (17-21 giugno)

Per i giovani che hanno terminato la prima superiore, il Campo Base 1 a Cesana ha offerto cinque giorni di attività, giochi e momenti di riflessione condivisa.

Un’esperienza intensa di gruppo, vissuta con entusiasmo e accompagnata dagli animatori più grandi.

Campo Base 2 – Pracharbon (17-21 giugno)

I ragazzi che hanno concluso la seconda superiore hanno vissuto il Campo Base 2 a Pracharbon, immersi nella natura e nel clima di fraternità tipico dei campi MGS.

Le giornate hanno alternato formazione, gioco, preghiera e attività di squadra, creando legami nuovi e significativi.

Campo 1 – Cesana (11-15 giugno)

Per i giovani che hanno terminato la terza superiore, il Campo 1 a Cesana ha rappresentato un passo ulteriore nel cammino di crescita personale e spirituale.

Tra attività formative, momenti di confronto, esperienze di servizio e tempo libero condiviso, i partecipanti hanno vissuto giornate che lasciano il segno.

Proposta pastorale 2026-2027

Anche quest’anno per giungere alla proposta pastorale salesiana in Italia il Movimento Giovanile Salesiano e la Famiglia Salesiana hanno camminato insieme.

È questo il passaggio conclusivo di un triennio che ha avuto come riferimento fondamentale le tre virtù teologali: gioiosi nella speranza, saldi nella fede, operosi nella carità.

La presente proposta pastorale è in piena continuità con le due precedenti e per molti aspetti le porta a pienezza: essa ci chiede di essere Operosi nella carità. L’amore, infatti, è la fonte e il culmine della vita cristiana e quindi ricapitola in sé ogni virtù e ci chiede azioni concrete a beneficio del prossimo.

Ci sono tre elementi trasversali che attraversano tutta la proposta pastorale di quest’anno.

  • Il primo elemento, che sta come sottofondo, è la lettera enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI. Tale testo rimane quasi un pavimento che ci offre solidità e sicurezza, così da ben posizionarci a livello teologico sul tema dell’amore che, come vedremo, è un termine che purtroppo si presta a comprensioni distorte e a manipolazioni che siamo chiamati a governare con intelligenza critica e sapienza pedagogica.
  • Il secondo elemento viene dalla declinazione educativa della carità. Nel 2027 ricorrerà l’anniversario di un importante scritto di don Bosco: Il sistema preventivo nell’educazione della gioventù, che fu pubblicato nel lontano 1877, ma continua ad essere un testo per noi fondamentale.
  • Il terzo elemento di continuità, che sarà presente negli orientamenti, viene dalla prima lettera di san Giovanni. Abbiamo ravvisato in questa lettera alcuni elementi ispirativi che ci aiuteranno a creare connessione tra l’amore per Dio e quello per il prossimo, tra la teoria e la pratica della carità. È proprio in questa lettera che l’apostolo amato afferma che “Dio è amore”, e quindi proprio da queste parole ci lasceremo ispirare per trattare i grandi temi che ci stanno a cuore.

La Proposta Pastorale è composta complessivamente da quattro elementi, tra loro interconnessi:

  1. Quaderno di Lavoro: esso è da intendere non come sussidio pratico di pronto utilizzo, ma come strumento di ispirazione ecclesiale, biblica e carismatica sui temi scelti;
  2. Materiali QRcode: sarà previsto uno spazio che sia una sorta di archivio di materiale che via via verrà messo a disposizione come strumento utile alla progettazione e alla costruzione di percorsi ispettoriali, territoriali e locali. Si tratterà prevalentemente di rimandi a pagine di approfondimento dal sito della rivista Note di pastorale giovanile:
    1. Testi significativi di documenti magisteriali o salesiani;
    2. Bibliografia tematica per l’approfondimento;
  3. Numero speciale NPG: questo vuole essere da una parte approfondimento di alcune tematiche dell’anno pastorale, e dall’altra una proposta di concretizzazione del metodo di lavoro per le realtà locali, scandito dai tre momenti già sperimentati del riconoscere, interpretare, scegliere. Così, se il Quaderno di Lavoro offre le ispirazioni, il numero speciale di NPG potrà offrire una metodologia;
  4. Sussidio formativo per le comunità SDB/FMA: questo è lo strumento che riprende la proposta pastorale per il cammino spirituale delle comunità salesiane e di alcuni gruppi della Famiglia Salesiana.

Al via “R-Estate con noi”: un’estate di inclusione, crescita e protagonismo giovanile

Grazie al contributo della Fondazione CRT all’interno del bandoIl mio posto nel mondo, dal 15 giugno al 4 settembre 2026 prende vita “R-Estate con noi”, il progetto estivo promosso da Salesiani per il Sociale Piemonte e Valle d’Aosta APS per offrire a bambini, ragazzi e adolescenti un’esperienza educativa capace di coniugare apprendimento, gioco, inclusione e partecipazione attiva.

L’iniziativa coinvolgerà cinque opere salesiane distribuite tra la provincia di Alessandria e la cintura metropolitana torinese – Don Bosco di Alessandria, Sacro Cuore di Gesù di Casale Monferrato, San Giovanni Bosco di Rivoli, Edoardo Agnelli di Torino e San Francesco d’Assisi di Venaria.

Una risposta educativa ai bisogni del territorio

Il progetto nasce in un contesto regionale che evidenzia crescenti fragilità educative e sociali. I dati più recenti mostrano infatti come una parte significativa degli studenti piemontesi presenti difficoltà negli apprendimenti di base e come la pratica regolare dell’attività fisica sia ancora limitata tra i più giovani.

In questo scenario, la pausa estiva rischia di amplificare disuguaglianze già esistenti, soprattutto per i minori provenienti da contesti familiari fragili, con background migratorio o seguiti dai Servizi Sociali. “R-Estate con noi” intende quindi trasformare il tempo libero estivo in un’occasione concreta di crescita, offrendo un presidio educativo stabile e accessibile a tutti.

Inclusione e pari opportunità al centro

Uno degli elementi qualificanti del progetto è la forte attenzione all’inclusione. Oltre la metà dei partecipanti previsti si trova in condizioni di fragilità sociale o educativa e potrà beneficiare di percorsi di accompagnamento personalizzati.

Particolare cura sarà dedicata ai minori con disabilità o Bisogni Educativi Speciali (BES), grazie alla presenza di educatori e operatori specializzati che garantiranno la piena partecipazione alle attività proposte.

L’accessibilità economica rappresenta un ulteriore pilastro dell’iniziativa: attraverso tariffe agevolate basate sull’ISEE e riduzioni dedicate ai nuclei familiari numerosi, il progetto punta ad abbattere le barriere economiche che spesso limitano la partecipazione alle attività estive.

Gioco, sport e laboratori per crescere insieme

Le giornate si svolgeranno dalle 9.00 alle 16.30, con servizi di accoglienza anticipata e uscita posticipata per favorire la conciliazione dei tempi familiari e lavorativi.

Le attività saranno organizzate attorno a un filo conduttore educativo e comprenderanno:

  • giochi di squadra e attività di animazione;
  • laboratori creativi, artistici e manuali;
  • percorsi sportivi e motori;
  • studio assistito e sostegno ai compiti;
  • momenti formativi e di riflessione;
  • uscite culturali sul territorio;
  • giornate in piscina e parchi acquatici.

Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo delle competenze relazionali, alla collaborazione tra pari e alla valorizzazione dei talenti individuali attraverso esperienze diversificate e coinvolgenti.

Giovani protagonisti della comunità educativa

“R-Estate con noi” rappresenta anche un’importante opportunità di crescita per gli adolescenti: giovani tra i 16 e i 18 anni saranno coinvolti come aiuto-animatori all’interno dei centri estivi, dopo aver partecipato a specifici percorsi formativi avviati nei mesi precedenti.

Attraverso l’esperienza del volontariato educativo, i ragazzi potranno sviluppare senso di responsabilità, capacità organizzative e competenze relazionali, diventando protagonisti attivi della vita delle proprie comunità.

Una rete salesiana che guarda al futuro

La realizzazione del progetto è resa possibile grazie alla collaborazione tra direttori delle opere, educatori professionali, animatori universitari, volontari senior e giovani animatori, in un modello di corresponsabilità educativa che da sempre caratterizza l’esperienza salesiana.

“R-Estate con noi” si inserisce infatti all’interno di una progettualità consolidata, radicata nei territori e sostenuta da una rete educativa capace di dialogare con famiglie, scuole, servizi sociali e realtà associative locali.

L’obiettivo finale è quello di offrire a ogni bambino e ragazzo un’estate ricca di relazioni positive, occasioni di apprendimento e opportunità di crescita, affinché nessuno resti escluso dalle esperienze che contribuiscono a costruire il proprio futuro.