Festa di Don Bosco 2026: il Rettor Maggiore esorta ragazzi e ragazze dell’MGS a seguire il cammino del Santo dei Giovani

Qui a Valdocco bisogna proprio riconoscere che l’avvenire incomincia ieri. Si può pensare che ci sia uno sbaglio. Invece, no! Noi siamo eredi di un’esperienza straordinaria che a noi è data, a noi è consegnata. Coraggio!”

Con questa simpatica citazione del suo predecessore, Don Egidio Viganò, il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Fabio Attard, alla sua prima Festa di Don Bosco da quando è stato eletto a quest’incarico, ha concluso l’omelia-messaggio ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) in occasione della Festa di Don Bosco, sabato 31 gennaio 2026 – in una celebrazione eucaristica segnata da grande profondità, entusiasmo e autentica spiritualità giovanile salesiana.

La Festa di Don Bosco nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Valdocco, culla e centro spirituale del carisma salesiano a livello mondiale, era iniziata in verità già dalla serata di venerdì 30 gennaio, con i Primi Vespri della festa presieduti dallo stesso Rettor Maggiore, e una veglia di preghiera animata dai novizi del Colle Don Bosco, sul tema “Fino all’ultimo mio respiro”.

A conclusione della celebrazione dei Primi Vespri, il Rettor Maggiore ha anche consegnato ai fedeli radunati in basilica il suo pensiero della “buonanotte salesiana”, nella quale ha rimarcato due principali aspetti di Don Bosco: il suo essere “radicato in cristo” e profondamente “coinvolto con la storia” della città, in un coinvolgimento che non era meramente sociale, ma missionario, che lo portava a vedere persone e situazioni alla luce del Vangelo e dell’intelligenza.

Il giorno della festa, poi, ha visto la chiesa di Maria Ausiliatrice sempre piena di fedeli, giunti da ogni luogo per omaggiare il Padre e Maestro della Gioventù e per partecipare alle numerose Eucaristie in programma per la giornata – ben sette, dalle 7 del mattino alle 21 – o agli altri momenti spirituali previsti. Anche la scelta di chi ha presieduto le Messe è stata attenta e calcolata, volta a rinsaldare i rapporti con la comunità cittadina locale.

Ecco perché dietro l’altare della Basilica si sono alternati i Vicari Episcopali per la formazione e per la pastorale sul territorio, rispettivamente Don Michele Roselli e Don Mario Aversano; poi il Superiore della Circoscrizione speciale di Piemonte e Valle d’Aosta (ICP), Don Leonardo Mancini; sul finire della mattinata, l’arcivescovo della città, Card. Roberto Repole – in una messa concelebrata anche dal Rettor Maggiore; e, a metà pomeriggio, Mons. Alessandro GiraudoVescovo Ausiliare di Torino.

L’apice della festa ovviamente si è raggiunto con la Messa presieduta dal Rettor Maggiore, in una celebrazione gremita di fedeli fino al massimo della capienza della Basilica di Maria Ausiliatrice, liturgicamente molto curata e animata accompagnata dal Coro e dall’Orchestra dei giovani di Novara. Affiancato all’altare dall’Economo Generale della Congregazione,Don Gabriel Stawowy, Don Attard ha offerto un’omelia in collegamento con la Strenna da lui diffusa per questo 2026.

Nella sua riflessione, infatti, il Rettor Maggiore ha infatti ripreso i quattro verbi fondamentali della Strenna – guardare, ascoltare, scegliere e agire – e ha ricompiuto con loro il percorso di vita di Don Bosco, esortando i giovani presenti ad assumere gli stessi atteggiamenti per compiere anch’essi il medesimo cammino.

Guardare” è la prima esortazione che la Madonna fa al piccolo Giovannino nel Sogno dei Nove Anni, e in tal senso fa riferimento al “prendere sul serio la realtà in cui si vive”. “Abbiamo il coraggio di lasciarci interrogare di quello che sta capitando attorno a noi?” ha domandato a mo’ di provocazione.

Il secondo verbo è Ascoltare: “Possiamo guardare e prendere le distanze. Sì, ho visto, però non è che mi interessa… ”. Ascoltare, invece, significa: “Cosa mi dice quello che io vedo? Come mi interpella quello che vedo?

Da lì si passa al terzo verbo, quello decisivo: Scegliere. “Se abbiamo l’intelligenza necessaria per capire quello che guardiamo, e abbiamo anche la sincerità per ascoltare quello che ci sta dicendo ciò che guardiamo, bisogna poi mettersi in cammino: Che io arrivi a chiedermi quali sono le scelte della mia vita? Qual è la chiamata che io vorrei assumermi?” ha continuato ancora il Rettor Maggiore.

Che, infine, ha chiosato sul quarto verbo, Agire: “Quando arriviamo a quel punto allora l’agire diventa una conseguenza. Faccio quelle scelte che nel discernimento dello scegliere fanno maturare quello che ho guardato e quello che ho ascoltato”.

Le celebrazioni per la Festa di Don Bosco 2026 a Torino-Valdocco – che avevano previsto nel pomeriggio anche la benedizione dei ragazzi all’altare di Don Bosco, e un tempo per l’adorazione e i Secondi Vespri – si sono infine concluse con l’Eucaristia celebrata assieme ai membri del cosiddetto “arsenale della pace” del “Sermig” – il Servizio Missionario Giovani.

Fonte: infoANS

Lettera dell’Ispettore – Gennaio 2026 (Solennità di San Giovanni Bosco)

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di gennaio 2026.

Valdocco, 31 gennaio 2026
Solennità di San Giovanni Bosco

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi, in questa fine di novembre 2025.

Desidero farvi gli auguri per la festa del nostro padre Don Bosco, in questo anno che vede il nostro Rettor Maggiore offrirci una Strenna dal titolo: Fate quello che vi dirà. Credenti, liberi per servire.

Per commentare la Strenna e farvi gli auguri prendo in prestito il testo di un’altra Strenna, ben più antica: quella che Don Bosco ha offerto ad artigiani e studenti di Mirabello il 31 dicembre 1863. Questo testo mi sembra che abbia diversi punti in comune con la Strenna di quest’anno. Ecco le parole che Don Bosco rivolge ai ragazzi di Mirabello, che alternerò con alcuni commenti.

Al cominciare di quest’anno nuovo che cosa debbo io chiedervi? che cosa promettervi e che consigliarvi? Sono tre cose.

Quanto a chiedervi non posso altro che domandarvi quanto forma il programma di questa casa e che sta scritto nella mia camera: “Da mihi animas caetera tolle”. Io non chieggo che le vostre anime, non desidero che il vostro bene spirituale.

Don Bosco chiede che i ragazzi gli consentano di aiutarlo a salvare la loro anima. Fate quello che vi dirà! Sono le parole pronunciate da Maria durante le nozze di Cana e riprese dal Rettor Maggiore. Non credo che Maria abbia chiesto allora e chieda oggi a ciascuno di noi qualcosa di molto diverso da quanto chiedeva Don Bosco nel 1863 ai suoi ragazzi: Che cosa potrebbe volerci dire Gesù? Lui ci ama e ci vuole salvi e felici, nel tempo e nell’eternità; vuole che le nostre persone, create a immagine sua, collaborino per giungere a condividere la figliolanza divina. Gesù – e Maria con Lui – desidera che l’acqua della nostra povera umanità, portata dai servi, possa trasformarsi nel vino nuovo di Cana; desidera che la fragilità delle nostre “anime” possa lasciarsi trasformare dal dono della Grazia offerto dal Signore, e rendere l’uomo “nuova creatura”. Mi pare proprio che le richieste di Maria (e Gesù) e di Don Bosco coincidano… Questo dunque è quanto “chiede” Don Bosco; e che cosa “promette”?

Promettervi? lo vi prometto e vi do tutto quel che sono e quel che ho. Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo e per voi sono disposto anche a dare la vita.

Mi pare che non ci sia un modo migliore per descrivere salesianamente l’espressione: liberi per servire, indicata dal Rettor Maggiore. E non mi pare che ci sia una descrizione più bella dell’educatore, di colui che dedica la sua vita per il bene dei ragazzi. Ognuno di noi naturalmente potrà adattare le parole di Don Bosco al proprio stato di vita; quel che credo rimanga vero per tutti è che la missione educativa ci coinvolge così profondamente a livello relazionale, che ci spinge a dare ai ragazzi il meglio di noi.

Vediamo adesso che cosa “consiglia” Don Bosco.

Consigliarvi? Statemi bene attenti ad intendermi. Immaginatevi di vedere un gran globo sospeso pei due poli a due colonne. Sopra una sta scritto: “Regina mundi”; sopra l’altra: “Panis vitae”. /…/ Sopra questo globo camminano molti uomini in ogni verso. Ma quelli che stanno presso le due colonne godono di una luce vivissima, mentre gli altri che stanno distanti da esse, cioè nel mezzo del globo sono in oscure tenebre /…/ Il globo rappresenta il mondo. Le due colonne sono: una Maria SS., l’altra il SS. Sacramento. Esse sono che veramente sostengono il mondo, imperciocchè se non fosse di Maria SS. e del SS. Sacramento a quest’ora il mondo sarebbe già rovinato. E gli uomini che vogliono camminare alla luce, cioè per la via del paradiso, bisogna che si accostino a queste due fonti di luce od almeno, ad una. Coloro poi che da esse si allontanano, camminano “in tenebris et in umbra mortis”. Ecco quello che io vi consiglio di praticare voi e di farlo praticare agli altri per mezzo dell’esempio, per mezzo dei consigli, per mezzo delle prediche. Notate che suggerendovi la divozione al SS. Sacramento, io intendo l’accostarsi alla Comunione, le visite in Chiesa, l’udire la S. Messa, le giaculatorie ecc…

(Memorie Biografiche, Vol. VII, pagg. 585-586)

Anche questo testo mi pare che disegni proprio una bella definizione di credenti! Credenti è appunto l’altra espressione utilizzata da don Attard per indicare coloro che prendono sul serio l’invito di Maria a Cana. Questa definizione coincide, per Don Bosco, con l’amore all’Eucaristia e a Maria.

Carissimi/e, ecco che cosa intendevo portare oggi alla vostra attenzione. Il mio augurio, con tutto il cuore, è che questa festa di Don Bosco, illuminata anche dalla Strenna offerta dal Rettor Maggiore (Fate quello che vi dirà. Credenti, liberi per servire; che vi invito a leggere), possa essere un’occasione rinnovata per crescere nella fede (da credenti), intesa come ascolto di Dio nella sua Parola, nei giovani e nella storia (Fate quello che vi dirà). E che il nostro ascolto possa costantemente trasformarsi in servizio libero, generoso e gioioso, possa trasformarsi in “fatti di Vangelo” (liberi per servire).

Buona festa a tutti!

Con affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Seconda tappa del percorso BCOC: economia circolare e finanza etica

Il 23 novembre 2025, presso la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si è svolta la seconda tappa del percorso “Buoni Cristiani Onesti Cittadini, dedicato all’approfondimento dell’“Economia e comunità” come spazio di responsabilità, cura e trasformazione sociale.

Dopo il primo incontro incentrato sul “ri-animare l’economia”, questa giornata ha sviluppato due focus principali: l’economia circolare come paradigma rigenerativo e la finanza etica come strumento al servizio del bene comune, permettendoci di comprendere meglio il sistema bancario e la coerenza che desideriamo avere nelle nostre scelte.

L’incontro si è aperto con il saluto di Don Alberto Goia, che -attraverso le parole del Papa- ha richiamato la necessità di un’educazione integrale: la persona non può essere ridotta a competenze tecniche o algoritmi, ma è volto, storia, vocazione.

L’economia è stata dunque presentata come cura dell’uomo in tutte le sue dimensioni, e la formazione offerta dal percorso come un dono che diventa missione. L’equipe ha presentato la sintesi dei passi fatti insieme, ricordando il desiderio emerso di essere “changemakers” e mettendo i giovani su un piano concreto attraverso una breve attività di scelta economica e responsabilità.

Primo step: Cos’è l’economia circolare? Nadia Lambiase, socia fondatrice di Mercato Circolare Società Benefit

Nadia Lambiase socia fondatrice di “Mercato Circolare”, una società benefit nata nel 2018 a Torino con lo scopo di generare un impatto sociale e ambientale e rendere applicabile e accessibile il paradigma dell’economia circolare affinché tutte e tutti possano essere protagonisti del cambiamento. I loro servizi sono consulenza, formazione, divulgazione e connessione.

Nadia Lambiase ha sollecitato i giovani presenti con alcune domande:

  • Quando è la fine del mondo?
  • Che cosa ci rende felici?
  • Quali 3 parole useremmo per descrivere l’economia?
  • Qual è il rapporto tra economia e felicità?

Ha fatto emergere da subito come la narrazione dominante sia quella del capitalismo ma non l’unica possibile: altre narrazioni, come l’economia civile e circolare, aprono spazi di senso diversi.

Etimologia di economia

Attraverso un percorso storico-filosofico, Nadia ha mostrato l’evoluzione del concetto di economia, partendo da Aristotele (oikos–nomos: buona gestione della casa) fino a Smith e alla nascita della scienza economica moderna.

Sono emerse le distinzioni tra economia (produzione per l’uso e la sussistenza) e crematistica (produzione orientata al guadagno).

L’economia moderna ha poi assunto il ruolo di scienza e pian piano ha visto la centralità dell’homo oeconomicus (da Stuart Mill), ovvero con l’individuo razionale orientato alla massimizzazione dell’utilità personale, perdendo la dimensione del fine e del bene comune.

È stato messo in luce come l’attuale sistema economico superi i limiti del pianeta, consumando risorse come se esistessero tre Terre. È stata richiamata anche la sesta estinzione di massa, dovuta alla pressione umana sulla biodiversità e il cosiddetto “overshoot day” che ci mette di fronte concretamente all’utilizzo che facciamo delle nostre risorse.

Il nuovo paradigma: Economia Civile e Circolare

L’economia civile è stata presentata come spazio in cui assumono centralità la consapevolezza, la responsabilità sociale e il benessere della comunità, la responsabilità economica e ambientale. L’economia circolare è stata proposta come strategia operativa di tale paradigma.

L’economia civile si basa su un bene comune (moltiplicatorio) e non un bene totale (sommatorio). Nella moltiplicatoria, se c’è un valore nullo, il risultato finale diventa nullo, di conseguenza, diventa interesse comune far sì che nemmeno un singolo abbia una felicità pari a zero.

Secondo step: gioco di carte “eRRRando”

L’incontro è proseguito attraverso l’individuazione delle “R” dell’economia circolare. Attraverso il gioco di carte “errrando”, sono state esplorate le principali strategie circolari.

  • Rifiutare: rifiutare di acquistare o di produrre nuovi beni è il primo passo per evitare di generare rifiuti, dire no al superfluo e al modello dell’iperproduzione.
  • Ripensare: chiedersi se esistano anche modi differenti di fare ciò che abbiamo sempre fatto in un unico modo, passare dalla proprietà all’uso (noleggio, condivisione).
  • Ridurre: limitare sprechi, imballaggi, emissioni.
  • Riusare / Riutilizzare: allungare la vita dei beni, passarlo a qualcun altro.
  • Ricontenere: imballaggi riutilizzabili.
  • Riparare: progettare beni riparabili.
  • Ricondizionare / Rigenerare: restituire nuova vita agli oggetti aggiornandoli anche dal punto di vista meccanico.
  • Riconvertire: upcycling creativo.
  • Riciclare: dar vita ad una nuova materia prima, a partire da un prodotto esistente
  • Recupero: l’incenerimento dei materiali con recupero energetico. Questo avviene per tutti quei rifiuti che non  è possibile riciclare.

Ecco qui una definizione di economia come la scienza che prova a capire quali siano le leggi, le regole, che aiutano a gestire bene una casa affinché tutte e tutti (anche chi ancora deve venire al mondo) possano essere felici, a partire dalle risorse che sono disponibili.

Economia è responsabilità e cura

L’incontro si è concluso con la suggestione di Kate Raworth (L’economia della ciambella):

“Lo strumento più potente in economia non è né l’algebra né il denaro, ma è una matita, perché con una matita si può ridisegnare il mondo”

L’augurio con cui Nadia Lambiase ha salutato i giovani è che si riparta dalla collettività per ridisegnare il mondo, insieme ad altri ed altre.

Terzo step: Il sistema bancario. Una strada eticamente sostenibile. Emanuele Mollo – Responsabile filiale di Torino – Banca Etica

Banca Etica, spiega Emanuele Mollo, nasce nel 1998 ma che già a partire da inizio secolo iniziava a mettere le sue radici.

Ha inizialmente chiarito cosa sia una banca, qual è il funzionamento di una banca come impresa che raccoglie denaro (conti, depositi) e presta denaro (credito) Ha poi evidenziato la differenza tra società per azioni e cooperative: le prime mirano alla massimizzazione del profitto, le seconde alla sostenibilità economica.

Come guadagna una banca? Attraverso il margine di intermediazione (differenza tra interessi attivi e passivi) e le commissioni. È stata descritta la struttura del bilancio bancario (attivo/passivo) e l’utilizzo della raccolta per attività speculative o per l’economia reale spiegando la distanza crescente tra finanza ed economia reale, con capitali che circolano 24 ore su 24 generando “soldi dai soldi”.

Sono stati analizzati i dati sui rendimenti dei settori azionari, mostrando come aerospazio e difesa siano tra i comparti più redditizi nel comune sistema bancario, con incrementi superiori al 120% in tre anni.

Emanuele ha quindi risposto al frequente dubbio del percorso dei propri soldi in banca e il loro utilizzo. È stato presentato il report sull’esposizione delle banche italiane al settore degli armamenti, mostrando che la finanza tradizionale spesso sostiene attività che molti cittadini non condividono e la necessità di fare scelte coerenti con il nostro pensiero.

I principi della finanza etica

La finanza etica, fondata sul Manifesto del 1998, si basa su sette principi:

  1. Il credito come diritto umano
  2. Fare impresa senza scopo lucrativo primario
  3. L’efficienza è una componente della responsabilità etica
  4. Trasparenza sull’uso del denaro
  5. Partecipazione attiva dei soci
  6. Attenzione agli impatti sociali e ambientali
  7. Coerenza totale dell’attività finanziaria

Inoltre, è stata distinta la finanza etica dalla finanza sostenibile/ESG, spesso limitata agli aspetti ambientali e soggetta a rischio di greenwashing.

Misurare l’impatto di Banca Etica

Banca Etica eroga esclusivamente credito d’impatto, ovvero tutti  i suoi finanziamenti devono erogare un impatto, rendicontato ogni anno attraverso un Report di Impatto che valuta: risultati ambientali, ricadute sociali, benefici per comunità e territori. Esempi 2024: rifiuti riciclati, persone fragili inserite lavorativamente, turismo sostenibile.

La valutazione avviene tramite il contributo di soci valutatori, formati e coinvolti nel processo i quali controllano -recandosi personalmente nel luogo- che il questionario compilato dalle realtà sia concreto.

Banca Etica organizza gruppi di iniziativa territoriale, promuove la cultura e, inoltre, non ha azioni remunerate e quindi l’utile a fine anno viene rimesso nella società per renderla più solida.

Conclusioni

L’incontro ha mostrato come economia e finanza possano diventare luoghi di cura, responsabilità e trasformazione, capaci di generare impatto positivo e di promuovere scelte consapevoli.

La giornata si è conclusa con l’invito a continuare a essere costruttori di speranza e a ridisegnare insieme nuove mappe per il futuro, affidandole in preghiera animata da Don Fabio Mamino e Suor Cristina.

Festa di Don Bosco 2026: il Rettor Maggiore parla ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano

Rinnovando una “bella tradizione” propria dei Rettori Maggiori, per la Festa di Don Bosco 2026 l’XI Successore di Don Bosco, Don Fabio Attard, consegna un messaggio di speranza e coinvolgimento ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS).

Tre sono i punti principali sottolineati dal Rettor Maggiore. In primo luogo, Don Attard rimanda al messaggio della Strenna per il 2026, rinnovando l’invito ad essere, come Maria, attenti a ciò che accade attorno a sé e a fare sempre affidamento a Gesù.

In secondo luogo, riprendendo degli spunti di Papa Leone XIV, il Rettor Maggiore invita a “coltivare il dono dell’amicizia autentica” – un tratto veramente salesiano.

E, infine, sempre con riferimento a quanto indicato in questi primi mesi di pontificato da Papa Leone, l’XI Successore di Don Bosco esorta i ragazzi e le ragazze dell’MGS ad avere “il coraggio della verità – un atteggiamento che significa evitare qualsiasi ambiguità e prepotenza, anche verbale, verso il prossimo.

Tutto questo, conclude il Rettor Maggiore, perché i giovani siano “protagonisti di bontà, soprattutto per i giovani più bisognosi”.

Fonte: infoANS

Scuola Libera Tutti: Workshop per educatori e LabOratorio in Famiglia a Venaria Reale

Nell’ambito del progetto Scuola Libera Tutti prende avvio un ampio programma di iniziative, con l’obiettivo di promuovere il benessere a scuolarafforzare le relazioni educative e prevenire la dispersione scolastica.

Un percorso che coinvolge docentieducatorifamiglie e ragazzi, valorizzando la collaborazione tra scuolaterritorio e realtà sociali.

Workshop formativi per docenti e personale scolastico

Il primo filone di attività propone un ciclo di workshop dedicati a insegnanti, educatori e operatori sociali.

Gli incontri offrono spazi di confronto e approfondimento su temi cruciali per il lavoro educativo quotidiano:

  • la gestione dei comportamenti aggressivi e dei conflitti;
  • l’educazione all’affettività;
  • il ruolo della scuola di fronte alle fragilità e alle diagnosi;
  • la valorizzazione dell’alleanza educativa tra scuola, famiglie e territorio.

I workshop sono condotti dalla Dott.ssa Giulia Costa, psicologa.

LabOratorio in Famiglia

Prende il via anche LabOratorio in Famiglia, un percorso di prevenzione e crescita rivolto a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 16 anni, alle loro famiglie e agli adulti della comunità educante.

Il progetto propone un ciclo di incontri laboratoriali e di dialogo in cui adulti e adolescenti affrontano gli stessi temi con linguaggi e modalità differenti, per rafforzare l’alleanza educativa, migliorare la comunicazione e promuovere il benessere relazionale.

Gli incontri si svolgeranno presso l’Oratorio Salesiano San Francesco di Venaria Reale tra gennaio e aprile 2026 e si concluderanno con un evento finale di restituzione e la costruzione del Patto Educativo di Comunità.

Un progetto che mette al centro le persone e le relazioni, perché nessuno cresce da solo.

Bando INDID+: una nuova area per il RebaBimbi, inclusiva, sicura, colorata dove poter CRESCERE in LIBERTÀ!

Prosegue il percorso avviato grazie al bando INDID+, lanciato da Regione Piemonte con il sostegno dell’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che sta permettendo a diverse realtà educative di migliorare spazi e strumenti dedicati ai più piccoli. Gestito da Finpiemonte S.p.A. in qualità di organismo intermedio, il bando prevede contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili.

Un nuovo tassello riguarda ora la Scuola dell’infanzia “San Giuseppe Lavoratore” di Torino, dove è stato possibile realizzare i seguenti interventi:

  • Nuova lavagna multimediale nel salone comune
  • Riqualificazione area esterna e creazione di un nuovo spazio per il gioco

L’intervento punta a favorire servizi educativi di qualità per tutti, in particolare per studenti con disabilità o bisogni educativi speciali, sostenendo la libera scelta educativa e la modernizzazione del sistema scolastico piemontese.

MGS: il programma della Festa di Don Bosco 2026

Tutto pronto per la Festa di Don Bosco del 31 gennaio 2026 dedicata al Movimento Giovanile Salesiano!

Programma

  • Ore 17.30: Ritiro ticket per la cena (davanti alla Cappella Pinardi)
  • Ore 18.30: Santa Messa
    • a seguire cena e giochi in Oratorio
  • Ore 21.45: Buonanotte

Il contributo è di 5€, per iscrizioni compilare il seguente form entro il 28 gennaio:

Info

5ª edizione “Minori di Diritto”: Semi di uguaglianza. Educare. Partecipare. Trasformare.

Torna a Torino “Minori di Diritto”, il seminario annuale dedicato ai temi dell’inclusione, della vulnerabilità e della marginalità sociale, con un’attenzione particolare al mondo educativo. La V edizione, in programma lunedì 9 febbraio 2026 presso Valdocco, porta il titolo “Semi di uguaglianza. Educare. Partecipare. Trasformare” e mette al centro l’Articolo 3 della Costituzione Italiana, cuore del principio di uguaglianza formale e sostanziale.

L’evento, promosso da Salesiani per il Sociale APS Piemonte e Valle d’Aosta e Vides Volontariato Internazionale Donna Sviluppo, si rivolge a educatori, insegnanti, operatori sociali e culturali e volontarie e volontari del Servizio Civile, oltre che a cittadine e cittadini interessati a promuovere una cultura dell’accoglienza e della partecipazione democratica.

Un programma per trasformare i principi in pratiche

La mattinata, della durata di quattro ore, prevede:

  • Una conferenza introduttiva con gli interventi di Andrea Farina, giurista – Università UPS Roma, e Lavinia Bianchi, pedagogista – Università Roma Tre.
  • Dieci talk tematici, condotti da professionisti, ricercatori e realtà del territorio, che offriranno strumenti operativi, esperienze concrete e spazi di confronto attivo.
    • Facilitatori dei Talk: Lavinia Bianchi e Marco Catarci – Università Roma Tre, Andrea Farina– Università UPS Roma, Paola Menotto e Daniel Mastrosimone – Università degli Studi di Torino, Chiara Ciociola – Fondazione Links, Ilaria Tarasco – Associazione Diskolé, Manuele Manco – AGS per il Territorio, Giorgio Antonino – Associazione Balon Mundial, Ilaria Zomer – Centro studi Sereno Regis, Francesca Errigo– Vides Main ODV.

I temi affrontati spaziano dalle disuguaglianze educative all’intersezionalità, dalla scuola come spazio inclusivo e di protagonismo alla protezione dei minori migranti, dalla cittadinanza nonviolenta allo sport come pratica di uguaglianza, fino alle disuguaglianze digitali, al volontariato come attivazione civica, alle reti educanti e all’educazione interculturale come giustizia sociale.

Il seminario invita a leggere l’Articolo 3 non come un enunciato astratto, ma come un programma politico, educativo e sociale che chi opera nei servizi educativi e sociali contribuisce ogni giorno a rendere concreto. La domanda guida rivolta ai partecipanti sarà:

“In che modo il tuo progetto contribuisce a rimuovere un ostacolo alla pari dignità delle persone?”

Minori di Diritto” vuole essere un luogo in cui teoria e pratica si incontrano, dove chi lavora con e per i minori possa ritrovare senso, strumenti e visioni. Un tempo per coltivare semi di uguaglianza, affinché i diritti non restino dichiarazioni, ma diventino vita quotidiana nei servizi, nelle scuole, nei territori.

La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati.

È richiesta l’iscrizione a questo link:

Per informazioni

Nasce Madama Chiosco – Un giardino per la comunità

A Torino, nella Circoscrizione 8, prende vita Madama Chiosco – Un giardino per la comunità, un progetto sociale, educativo e culturale che valorizza il Giardino Giorgio Anglesio, tra via Madama Cristina, corso Dante e via Giotto, trasformandolo in uno spazio accogliente, animato e aperto a tutte e tutti.

Il progetto è promosso dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS ed è finanziato dalla Città di Torino nell’ambito del bando ImpatTo, all’interno del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027.

Madama Chiosco nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento stabile per il quartiere e per la città, favorendo inclusione sociale, relazioni di prossimità e partecipazione attiva alla vita comunitaria.

L’iniziativa è sostenuta da una rete di associazioni e realtà locali impegnate nella promozione sociale, culturale e nella cura del territorio: l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS (capofila), l’Agenzia per lo Sviluppo Locale di San Salvario ETS, L’Alfiere Campoverde APS, LAQUP – Laboratorio Qualità Urbana e Partecipazione e l’Associazione Commercianti Madama Cristina. Collaborano inoltre l’Oratorio Salesiano San Luigi e il Comitato Genitori Pellico.

Madama Chiosco opera all’interno di un Patto di collaborazione con la Città di Torino che riconosce il Giardino Giorgio Anglesio come bene comune urbano, promuovendo una gestione condivisa tra associazioni, cittadini attivi e istituzioni. Lo spazio è concepito come presidio educativo, culturale e aggregativo permanente, presidiato con continuità da operatori e volontari e aperto a cittadini, scuole e associazioni di tutte le età.

Il progetto pone al centro l’inclusione delle persone più fragili, in particolare persone straniere, in condizione di disagio economico o di difficoltà psicologica, attraverso attività educative, servizi accessibili, ascolto e orientamento sociale. Accanto a questo, valorizza la cittadinanza attiva, coinvolgendo abitanti e realtà del territorio nella cura dello spazio pubblico e nella co-progettazione delle iniziative.

La programmazione prevede attività educative, sociali e culturali continuative, tra cui corsi di italiano in collaborazione con il CPIA, laboratori ludico-educativi e doposcuola per bambini e adolescenti, corsi e attività di scacchi con attenzione alle vulnerabilità, iniziative culturali, passeggiate di quartiere e momenti di socialità aperti alla cittadinanza. È inoltre garantita la presenza di operatori e volontari per offrire un primo supporto alle persone in situazione di fragilità e favorire l’accesso ai servizi del territorio.

Madama Chiosco promuove un dialogo costante con la comunità locale, le istituzioni e le forze dell’ordine, contribuendo a una gestione condivisa e responsabile dello spazio pubblico e favorendo la trasformazione delle criticità in occasioni di confronto, partecipazione e corresponsabilità.

Nel medio periodo, il progetto intende accompagnare il percorso di riattivazione del chiosco ex edicola presente nell’area, oggi inutilizzato, con l’obiettivo di rafforzare la funzione di sportello sociale di prossimità e restituire alla cittadinanza un ulteriore spazio di ascolto, orientamento e servizi integrati nel tessuto del quartiere.

Madama Chiosco è aperto alla partecipazione di cittadini, scuole, associazioni e volontari interessati a proporre attività, aderire agli eventi e contribuire alle iniziative di cittadinanza attiva.

Strenna 2026: il Rettor Maggiore consegna il messaggio alla Famiglia Salesiana

 

Si è svolta sabato 27 dicembre 2025, presso la Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) a Roma, la tradizionale consegna della Strenna salesiana per il nuovo anno, gesto carico di significato che ogni anno rinnova l’unità e la corresponsabilità della Famiglia Salesiana attorno al messaggio del Rettor Maggiore. Un appuntamento molto partecipato, che ha riunito numerosi membri della Famiglia Salesiana attorno alla Strenna che accompagnerà il cammino spirituale e pastorale del 2026.

 Alla presenza della Madre Generale delle FMA, Madre Chiara Cazzuola, delle Consigliere del Consiglio Generale delle  Figlie di Maria Ausiliatrice e rappresentanti dei diversi Gruppi della Famiglia Salesiana, don Fabio Attard11° Successore di Don Bosco, ha presentato ufficialmente la Strenna 2026, dal titolo “Fate quello che vi dirà – Credenti, liberi per servire”, insieme al video di lancio realizzato dal Settore della Comunicazione Sociale con la collaborazione di IME Comunicazione.

L’evento ha visto la presenza di ospiti qualificati, tra cui il Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio; il Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Fidel Orendain; il Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, don Joan Lluis Playà; il Superiore della Visitatoria “Maria Sede della Sapienza”, don Josè Anibal Milhais Mendonça Pinto; il Coordinatore Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, Antonio Boccia; e la Madre generale delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore di Gesù, Madre Graziella Maria Benghini.

Ad aprire la serata è stata suor Leslie Sandigo, Consigliera Generale FMA per la Famiglia Salesiana, che ha rivolto un caloroso benvenuto ai presenti e a quanti erano collegati tramite la diretta streaming. Nel suo intervento ha sottolineato il valore della Strenna come dono del Rettor Maggiore e come segno di unità per tutta la Famiglia Salesiana, richiamando il cuore del messaggio: accogliere l’invito di Maria alle nozze di Cana con la stessa disponibilità e libertà dei servi, riscoprendo la propria identità di servi del Signore al servizio dei giovani.

È seguita una intensa preghiera introduttiva, ispirata al brano evangelico delle nozze di Cana, animata dal canto delle novizie salesiane. Durante il momento orante sono state portate sul palco cinque anfore, simbolo dei grandi ambiti della vita e della missione salesiana – fede viva, passione educativa, comunione fraterna, profezia, corresponsabilità. L’ultima anfora è stata portata insieme dal Rettor Maggiore, dalla Madre Generale e dal Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori, a significare la dimensione condivisa e corresponsabile del carisma salesiano.

Al termine della preghiera è stato proiettato, in anteprima mondiale, il video di presentazione della Strenna 2026, che ha offerto una lettura attuale e coinvolgente del tema a partire dalla scena evangelica di Cana. Il video ha messo in luce come l’invito di Maria – “Fate quello che vi dirà” – apra un processo di fede, libertà e servizio, traducibile oggi in un cammino concreto scandito da quattro verbi: guardare, ascoltare, scegliere, agire. Un percorso che interpella la Famiglia Salesiana a non restare spettatrice, ma protagonista dell’azione di Dio nella storia, specialmente accanto ai giovani e a quanti “non hanno più vino”.

Dopo la visione del video, suor Ausilia De Siena, Consigliera Generale FMA per la Comunicazione, ha animato un momento di dialogo e confronto, coinvolgendo Marta Rossi, Salesiana Cooperatrice, Alice Ferrigno, studentessa dell’Auxilium, e lo stesso don Fabio Attard. Il dialogo, arricchito anche da alcuni interventi della sala, ha permesso di approfondire il significato pastorale della Strenna e le sue implicazioni concrete per la vita quotidiana delle comunità educative.

Alle domande emerse dal dialogo, sul perché i giovani dovrebbero seguire Cristo, è stato ribadito che la fede nasce da un incontro e non da un dovere, quando esperienze autentiche e testimoni credibili aprono alla libertà. Su come riportare il “vino buono” in un mondo distratto, è stato sottolineato il bisogno di uno sguardo empatico, capace di entrare nella realtà senza giudicare. Riguardo al metodo della Strenna, si è chiarito che non si tratta di tecniche, ma di processi che nascono dall’essere radicati in CristoAlla questione della distanza con i giovani, la risposta è stata la creazione di ambienti credibili dove le domande possano emergere. Su come andare oltre la prima impressione, è emerso che comunità autentiche aprono cammini, mentre le paure degli adulti rischiano di bloccare i processi.

Alla domanda sull’accompagnamento, Maria è stata indicata come modello di presenza discreta e fiduciosaSul “vino nuovo” per i Salesiani Cooperatori, è stato richiamato il ritorno alla visione originaria di Don Bosco e alla corresponsabilità dei laici. Rispetto alla distrazione tecnologica, si è affermato che si tratta di una sfida globale, da affrontare con relazioni umanizzanti. Sul ruolo dei servi nel racconto delle nozze di Cana, è stato evidenziato che non sono semplici esecutori, ma persone a cui è affidata una responsabilità: ascoltano la parola di Gesù, si fidano, rischiano e diventano parte attiva del miracolo, immagine di una Famiglia Salesiana chiamata a servire con libertà, corresponsabilità e fiducia nell’azione di Dio. Infine, sulla testimonianza della fede, è stato ricordato che converte lo Spirito Santo e che ai credenti è chiesto di seminare con fedeltà e gioia.

Al termine del dialogo è seguito l’intervento conclusivo di Madre Chiara Cazzuola, che ha espresso un sentito ringraziamento al Rettor Maggiore per la profondità spirituale e la ricchezza di contenuti della Strenna 2026, sottolineando come essa rappresenti una chiamata attuale e profetica a vivere una fede radicata in Cristo, capace di generare libertà autentica e servizio gioioso, in piena fedeltà al carisma di Don Bosco. Un dono particolarmente significativo ha suggellato il momento conclusivo: la Madre Generale ha offerto al Rettor Maggiore un’icona del Buon Pastore, segno di comunione, affidamento e responsabilità pastorale condivisa.

La serata si è conclusa con il canto del Magnificat, in un clima di gratitudine, comunione e rinnovato impegno, affidando alla Famiglia Salesiana di tutto il mondo la Strenna 2026 come bussola spirituale e pastorale per l’anno che verrà.