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La famiglia è sempre casa e cammino: si è concluso il percorso “Partiamo da Cana”

Si è concluso “Partiamo da Cana“, il cammino di formazione e condivisione che ha accompagnato numerose coppie in un viaggio profondo all’interno della bellezza, delle sfide e della complessità della vita sponsale e familiare alla luce dell’Amoris Laetitia. 

 Il percorso, guidato dalle catechesi di don Roberto Carelli, ha offerto alle coppie partecipanti uno spazio protetto di riflessione per scendere in profondità nel proprio vissuto, riscoprendo il valore dei legami alla luce della fede. 

 La famiglia come equilibrio dinamico

Il focus dell’ultimo appuntamento ha scardinato l’idea comune di famiglia come sinonimo di stabilità statica. Al contrario, è emerso come il nucleo familiare sia un organismo in continua evoluzione, dove gli equilibri mutano costantemente giorno dopo giorno. 

 In questo dinamismo, le coppie hanno appreso che ogni crisi non è un punto di arresto, ma l’occasione preziosa per arrivare “a bere insieme il vino migliore”. 

 Un cammino di amicizia e Grazia

Nato come un itinerario condiviso da un bel gruppo di partecipanti, “Partiamo da Cana” si è trasformato in un’esperienza di profonda amicizia comunitaria. Durante gli incontri, i partecipanti hanno potuto riconoscere le molteplici Grazie che costellano la vita quotidiana, anche quando si presentano sotto forma di “doni incartati male”. Il percorso ha aiutato a comprendere che ogni istante, se affrontato accogliendo le reciproche fragilità e ricchezze, diventa una tappa di crescita, nella certezza che “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”. 

 Difendere gli spazi dello spirito nella frenesia quotidiana

In una società dai ritmi vorticosi, dove il rischio concreto è quello di lasciarsi travolgere dalle scadenze e dal “fare”, l’iniziativa ha voluto ribadire l’importanza di difendere gli spazi dedicati alla cura dello spirito e della vita di coppia. Questi momenti di formazione si sono rivelati occasioni preziose, un bisogno spesso silenzioso che emerge in tutta la sua importanza solo dopo essere stato vissuto. 

 Ad ottobre si riparte

Visto il grande valore dell’esperienza e l’entusiasmo dei partecipanti, gli organizzatori hanno annunciato che da ottobre 2026 prenderà il via una nuova edizione di “Partiamo da Cana. Il cammino sarà nuovamente pensato per supportare e rafforzare l’amore e la fede nella vita di coppia.

L’invito a partecipare è aperto fin da ora a tutte le coppie che desiderano ritagliarsi un tempo di qualità per la propria crescita personale e relazionale. 

 I dettagli sul programma, le date e le modalità di iscrizione per la nuova edizione saranno resi noti prossimamente.  

 Per ulteriori informazioni: info@madonnadeilaghi.it 

Partiamo da Cana – quarta tappa ad Avigliana: la carità coniugale, tra dono di grazia e dialogo del quotidiano

Il 6 febbraio, nella suggestiva cornice del Santuario Madonna dei Laghi di Avigliana, circa 50 persone si sono ritrovate per un nuovo appuntamento del percorso di formazione “Partiamo da Cana.

Questo itinerario, dedicato alle coppie che desiderano approfondire il mistero dell’amore nuziale, è stato animato da Don Roberto Carelli, che ha guidato i presenti in una profonda meditazione sul quarto capitolo di Amoris Laetitia, definito il “cuore pulsante” dell’esortazione di Papa Francesco.

La riflessione è partita da un assunto fondamentale: nel matrimonio, “se manca la carità, tutto il resto non serve“. Don Roberto ha ricordato che la carità coniugale non è un semplice “esperimento affettivo” o un’impresa puramente umana, ma un dono di grazia da ricevere e custodire quotidianamente attraverso lo Spirito Santo.

Richiamando il cuore del carisma di Don Bosco, è stato sottolineato come nell’amore “non basta amare, bisogna che l’altro si senta amato“. Questo passaggio dall’intenzione alla percezione dell’altro richiede un’ascesi costante e il superamento dell’orgoglio, vero nemico del dialogo che “rompe la partita“.

Citando San Tommaso d’Aquino, Don Roberto ha illustrato il matrimonio come “amicizia massima“, un’unione totale che integra l’affetto, la tenerezza e la passione erotica in un disegno divino più grande. In questa prospettiva, la sessualità non è un idolo né un tabù, ma un “momento celebrativo della coppia“, un dialogo dei corpi che deve riflettere il dialogo delle anime.

La santità coniugale, dunque, non si gioca su gesti straordinari, ma nella concretezza domestica delle tre parole chiave care a Papa Francesco: “grazie, scusa, permesso“. Queste espressioni, se vissute con autenticità, diventano lo strumento per rigenerare il rapporto e testimoniare ai figli la bellezza di un amore che sa perdonare e ricominciare.

L’esperienza dei laboratori: dal dialogo di coppia alla condivisione

La seconda parte della serata ha visto i partecipanti passare dalla teoria alla pratica attraverso un momento di laboratorio. Le coppie sono state invitate a vivere innanzitutto un tempo di confronto privato, mettendosi in gioco su domande concrete riguardanti la qualità del loro ascolto e la capacità di farsi spazio a vicenda, senza fretta e senza “interferenze nel cuore”.

Successivamente, la riflessione si è allargata alla condivisione di gruppo, dove è emerso quanto sia vitale mantenere aperta la relazione di fronte alle fatiche della “mezza età” e ai cambiamenti fisiologici del desiderio, puntando sempre sulla “decisione di appartenersi”.

L’incontro si è concluso con l’invito a guardare a Maria Ausiliatrice, modello di ascolto e di disponibilità al progetto di Dio. Come i discepoli a Cana, le famiglie sono chiamate a “fare quello che Lui dirà“, trasformando l’acqua della fatica quotidiana nel vino nuovo della gioia.

La serata ad Avigliana ha confermato che, camminando insieme e invocando lo Spirito, ogni coppia può riscoprire il proprio matrimonio non come un obbligo dottrinale, ma come una missione feconda al servizio della Chiesa e della società.

“Partiamo da Cana”, terza tappa ad Avigliana: al centro la carità, cuore dell’amore cristiano

Il 9 gennaio si è svolta ad Avigliana, presso il Santuario Madonna dei Laghi, la terza tappa del percorso “Partiamo da Cana”, ispirato all’esortazione apostolica Amoris Laetitia. L’incontro ha riunito circa trenta coppie, che si sono ritrovate per vivere un tempo di ascolto, riflessione e preghiera, approfondendo il dono del Matrimonio cristiano come autentica “miniera di Grazia”.

Questa terza tappa ha riportato i partecipanti al cuore di Amoris Laetitia: l’amore che si fa carità, pazienza e dono di sé, fondamento di ogni relazione autentica, nella famiglia come nella comunità. Tema centrale dell’incontro è stato l’”Inno alla carità” della Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, presentato come il “programma infallibile dell’amore felice”.

La carità, così descritta dall’Apostolo – paziente, benigna, capace di perdono, mai fine a se stessa – diventa per gli sposi un vero e proprio programma di vita, una meta alta che non può essere raggiunta con le sole forze umane, ma che si realizza attraverso l’affidamento a Dio e la fedeltà alla propria vocazione.

Nel corso della riflessione è emerso come, ogni volta che si sceglie di obbedire a Dio piuttosto che agli impulsi immediati, anche nei piccoli gesti quotidiani, accada qualcosa di nuovo: la Promessa si fa esperienza concreta, e la gioia del cuore diventa profonda e duratura.

Il percorso Partiamo da Cana continua così a offrire alle coppie uno spazio prezioso di accompagnamento, formazione e condivisione, ricordando che l’amore cristiano è un cammino da rinnovare ogni giorno, sostenuto dalla grazia dei Sacramenti e dalla presenza dei sacerdoti che accompagnano le famiglie.

Un sentito ringraziamento va a tutte le coppie partecipanti, che continuano a camminare insieme lasciandosi guidare dal Vangelo.

Amoris Laetitia si conferma un percorso di gioia e gratitudine, da scoprire, riscoprire e testimoniare.

Per ulteriori informazioni: info@madonnadeilaghi.it.

Pastorale Giovanile e Famiglia nell’anno di “Amoris Laetitia” – Info ANS

L’opuscolo “Pastorale Giovanile e Famiglia” sarà a disposizione degli Ispettori, dei Delegati di Pastorale Giovanile e di tutti gli operatori pastorali dei vari ambienti a partire da settembre. Quest’ultimo, frutto del lavoro della Pastorale Giovanile Salesiana, ha l’obiettivo di approfondire la sinergia tra pastorale giovanile e famiglia e verrà pubblicato nell’Anno “Famiglia Amoris Laetitia“. Di seguito l’articolo pubblicato su “Info ANS“.

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(ANS – Roma) – Da settembre sarà a disposizione degli Ispettori, dei Delegati di Pastorale Giovanile e di tutti gli operatori pastorali dei vari ambienti, l’opuscolo “Pastorale Giovanile e Famiglia”. Quest’ultimo è stato realizzato in sei lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, polacco, portoghese) e sarà accessibile in formato elettronico e cartaceo. È il frutto di un lavoro che il Settore per la Pastorale Giovanile Salesiana sta portando avanti da alcuni mesi, con l’obiettivo di approfondire la sinergia tra pastorale giovanile e famiglia, che vada ad integrare e aggiornare il cammino iniziato nel 2014 e che è proseguito con l’importante Congresso Internazionale Pastorale Giovanile e famiglia (Madrid, 2017). Inoltre, la pubblicazione coincide con un evento ecclesiale: il 19 marzo 2021 papa Francesco ha inaugurato l’Anno “Famiglia Amoris Laetitia”, dopo 5 anni dalla pubblicazione di “Amoris Laetitia”. Si concluderà il 26 giugno 2022 in occasione del X Incontro mondiale delle famiglie a Roma con il Santo Padre.

A partire dall’ultimo trimestre del 2020, il Settore per la Pastorale Giovanile ha iniziato un lavoro di reperimento e analisi di tutto il materiale riguardante i percorsi intrapresi dalla Congregazione su questo tema (riunioni di delegati, documenti di esperti e contributi del Congresso). Contestualmente è stata esaminata la recente letteratura (successiva alla pubblicazione di Amoris Laetitia) nel panorama internazionale, relativa alla relazione tra pastorale giovanile e famiglia. In un secondo momento, è stato chiesto a un grande gruppo di persone provenienti dalle varie Regioni di inviare contributi e suggerimenti rispetto ai contenuti e sono pervenuti materiali molto preziosi. Contemporaneamente, il Rettor Maggiore e il suo Consiglio hanno studiato il testo in diverse sessioni di lavoro, per poi approvarne la versione definitiva e la successiva pubblicazione.

Il testo si configura, infatti, come una raccolta sintetica e organica di ciò che di essenziale è emerso durante questo ricco e proficuo percorso.

Queste pagine mirano a evidenziare quanto il coinvolgimento e l’integrazione di queste due realtà (pastorale giovanile salesiana e famiglia) ci portino a riflettere insieme sulla significatività e sulle esigenze che questa duplice prospettiva comporta per il nostro rinnovamento educativo e pastorale.

I destinatari di questo documento sono i Salesiani di Don Bosco e tutti gli operatori pastorali che hanno responsabilità nell’animazione dei diversi settori e ambiti. Di fronte alla situazione familiare che viviamo oggi, infatti, i salesiani, con la Famiglia Salesiana, sono chiamati a fare una proposta educativa pastorale per accompagnare tutte le tipologie di famiglie che compongono le CEP e tutti i giovani.

Il testo si compone di tre parti; nella prima si ricorda il valore della famiglia nell’esperienza di Don Bosco e a Valdocco, per poi offrire, nella seconda sezione, alcune riflessioni sulla qualità dell’incontro educativo e sullo spirito di famiglia nel Sistema Preventivo. Nell’ultimo capitolo, viene sottolineata l’importanza della famiglia in sé, del suo contributo nell’ecosistema della formazione dei giovani, evidenziando positivamente il suo apporto nella vita quotidiana della Comunità Educativo Pastorale (CEP). Vengono poi presentate alcune indicazioni concrete per il PEPS.

Come afferma Papa Francesco, le famiglie “non sono un problema, ma soprattutto un’opportunità” (AL 7). Basti pensare all’esperienza di Gesù nella sua famiglia (Lc 2, 51-52): opportunità di imparare ad essere, a vivere insieme, ad aiutare, a curare, ad amare.

“Mettersi a servizio delle famiglie: tempo di speranza”, incontro del settore Famiglie dei Salesiani Cooperatori con P. Vianelli

Nel quinto anniversario della pubblicazione dell’enciclica Amoris Laetitia e nell’anno dedicato a San Giuseppe, il settore Famiglie dell’associazione dell’associazione salesiani cooperatori Regione Italia-Medio oriente – Malta, ha organizzato un incontro on line dal titolo: “Mettersi al servizio delle famiglie: tempo di speranza”
A guidare l’incontro sarà Padre Marco Vianelli, Direttore dell’Ufficio della  Pastorale della FAMIGLIA della CEI.
L’incontro si terrà il 31 marzo, dalle ore 21, sulla piattaforma Zoom.
Per iscriversi, inviare una email a Ruggiero Diella e Loredana Simeone a questo indirizzo:
settore-famiglie@salesianicooperatori.eu