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Cagliero 11 – “La bellezza del matrimonio” Giugno 2021

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°150 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Giugno 2021.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA
ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

La bellezza del matrimonio

Per matrimoni cristiani provenienti dall’ambiente salesiano nella Repubblica Democratica del Congo.

Preghiamo per i giovani che si preparano al matrimonio con il sostegno di una comunità cristiana: perché crescano nell’amore, con generosità, fedeltà e pazienza.

Cari confratelli e amici,

ringrazio di cuore per questa possibilità che mi è stata data, di condividere un saluto e un ringraziamento per questa opera “diffusione di bene” che è il CAGLIERO 11.

Un compleanno impegnativo è stato raggiunto: 150! Il numero 150, un bene che dura nel tempo e aiuta tutti noi a non dimenticarci mai di una parte di noi fondamentale: lo spirito Missionario! Se Dio è il tuo Dio, la fede in lui esce fuori in ogni tua azione, in ogni tua parola, in ogni tua decisione…così è l’energia del Cristo Risorto che entra in noi… e da noi a tutti coloro che ci stanno intorno, fin dove il Signore vorrà.

Questo Spirito di Risurrezione viene a noi anche con foglio missionario che ci raggiunge ovunque e ci aiuta a non dimenticare mai quello che siamo veramente: Figli di Dio. Grazie per tutti coloro che, con cuore e competenza, di questo CAGLIERO 11 si prendono cura da 150 numeri!

Don Stefano Martoglio, SDB
Vicario del Rettor Maggiore

Cinzia Curletti: insegnante del corso di inglese online attivato per la Syria

Diversi docenti si sono offerti volontari nell’insegnare, arricchire e potenziare il livello di lingua inglese di alcune decine di ragazzi di Damasco, secondo il progetto realizzato dall’Animazione Missionaria Ispettoriale. Di seguito alcune riflessioni proposte da Cinzia Curletti, una delle insegnanti del corso di inglese online attivato per la Syria.
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Da due settimane ho iniziato il corso di inglese come volontaria con un gruppo di studenti siriani. Già dai primi contatti via WhatsApp i partecipanti si sono dimostrati attenti e disponibili. Il gruppo è composto di sei persone, ma finora ne ho conosciute soltanto cinque, quattro ragazze e un ragazzo.

Le nostre lezioni hanno luogo il martedì mattina sulla piattaforma Meet. E qui cominciano i problemi, perché a Damasco le cose non vanno come a Torino. Noi qui ci lamentiamo se perdiamo la connessione per qualche secondo, mentre lì mi raccontano che l’elettricità se ne va ogni tre ore ed è così ogni giorno.

Questi ragazzi sono studenti universitari (a parte una delle ragazze che frequenta l’ultimo anno di liceo) e lavorano come insegnanti presso il centro Don Bosco. Alcuni le lezioni le fanno lì, tutti insieme. È molto bello vederli insieme… senza mascherine, devo dire. Quando ho chiesto loro il perché, mi hanno detto che in Siria non si usano le mascherine e che l’unica chiusura per il Covid è stata quella degli ospedali!

Riescono a sorridere di cose serissime e molto tristi, mi trasmettono una grandissima voglia di aiutarli.

Le lezioni sono davvero divertenti. I ragazzi hanno un ottimo livello e partecipano molto, connessione permettendo.

Le conversazioni sono diverse da quelle a cui sono abituata. Non esiste il “sei stata al ristorante?”, o “cosa farai nelle vacanze?”. Per noi è così adesso a causa del Covid, altrimenti nel corso delle attività comunicative si parlerebbe di weekend, vacanze, viaggi. Loro, invece, mi dicono che al mare non ci possono andare, perché ci sono i posti di blocco, e al ristorante nemmeno perché non hanno i soldi.

Ciononostante, sono allegri, specialmente le ragazze, e mi raccontano dei loro amici e delle loro famiglie. Mi hanno persino fatto fare un “tour” del centro, del quale sono molte fiere, con la videocamera del cellulare.

In tutti loro c’è un solo sogno: quello di andarsene. Chi in Europa, chi in America o Australia. Ovviamente, la scelta dell’inglese deriva da questo. Al momento stiamo lavorando su grammatica e vocabolario, e devo dire che la partecipazione è ottima.

Spero di poterli aiutare a raggiungere i loro obiettivi, che siano in Siria o ovunque nel mondo.

Cinzia Curletti

Mandato Missionario 2021 – Animazione Missionaria

Di seguito il Mandato Missionario 2021 di sabato 22 maggio.

“Confidate ogni cosa in Gesù Eucaristico e Maria Ausiliatrice, e vedrete cosa sono i miracoli”

Don Bosco

Sotto il manto di Maria, nella novena della Pentecoste e della festa di Maria Ausiliatrice, i ragazzi dell’Animazione Missionaria 2021 hanno risposto “eccomi” al Mandato Missionario.

Con sabato scorso si è concluso il percorso di preparazione all’esperienza di missione, che porterà i 20 ragazzi della nostra Ispettoria a Torre Annunziata e in Lituania (Vilnius e Telšiai).

La giornata dedicata alla “vita di gruppo in missione” è culminata proprio con il Mandato, il cui significato risiede nella convinzione che siamo mandati ad annunciare il Vangelo con la nostra vita e le nostre opere, senza scegliere dove e con chi andare. L’affidamento al progetto di Dio si impara giorno dopo giorno guardando con amore e devozione a Maria, colei che si è lasciata guidare da Dio diventando la Mamma di Gesù.

In modi diversi, durante questa giornata speciale, l’ispettrice delle FMA, Suor Emma, e l’ispettore dei Salesiani, don Leonardo, sono stati presenti al fianco dei giovani partenti.

Suor Emma, in collegamento su Zoom, ha ricordato che missione non è volontariato, perché è preceduta da un mandato: non si va a portare sé stessi, ma si parte perché Gesù manda ad essere segni, piccoli e importanti, dell’Amore di Dio, ad accogliere il dono e portarlo ad altri.

Don Leonardo ha celebrato l’Eucarestia in cui i ragazzi hanno ricevuto il crocifisso missionario e hanno riposto nelle mani della mamma del Cielo la loro volontà di fare della loro vita un capolavoro di Dio.

Consapevoli del fatto che la forza del gruppo sia più grande della somma delle capacità dei singoli, il ritrovarsi tutti insieme dopo tanto tempo ha incrementato in loro il desiderio di conoscersi sempre più in profondità al fine di fare, nella concretezza, qualcosa di grande insieme. Il cristiano, d’altronde, è uno che lavora sempre al plurale, e la vita di Don Bosco ne è la conferma.

Le due persone che i ragazzi hanno potuto invitare (per via delle norme Covid) sono state il segno di una realtà che li circonda e che li ha accompagnati con la preghiera e con le intenzioni in questo percorso, e che farà lo stesso nel tempo che i giovani passeranno in terra di missione.

Il mandato ha segnato la fine di un capitolo ma anche l’inizio di una storia da vivere con una consapevolezza nuova: si parte non perché si abbia capito tutto, ma per capire meglio la realtà che ci circonda e scoprirci dentro il disegno di Amore di Dio.

 

 

Lituania Vilnus-Telsiai

– Don Fabio Mamino
– Don Alessandro Basso
– Ch. Vytautas Markunas
– Federico Luciano
– Simona Cavallo
– Matteo Riberi
– Arianna Colombino
– Elisa Russo
– Camilla Lucchesi
– Silvia Mandina

Torre Annunziata presso i Salesiani di Don Bosco

– Don Alessandro Botalla
– Ch. Marco Cazzato
– Alessandro Bolfo
– Alessandro Cutrupi
– Josè Luis Zorilla
– Chiara Corazza
– Eleonora Cafasso
– Fede Laurent
– Sara Boccaccio

Torre Annunziata presso le Figlie di Maria Ausiliatrice

– Suor Cristina Stara
– Erica Rao
– Giulia Meucci
– Anna de Gennaro
– Lisa Strumia
– Carola Poggio
– Cecilia Vergnano

 

 

Famiglia Cristiana – Missioni Don Bosco: con noi i ragazzi spiccano il volo

Riportiamo di seguito l’intervista a Giampietro Pettenon Presidente di Missioni Don Bosco effettuata da Famiglia Cristiana, dove si spiega l’importanza di educare i giovani nei paesi più poveri.

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di Giusi Galimberti

«Le opere che mi stanno più a cuore sono quelle scolastiche perché, visitando la parte del mondo più povera, mi sono reso conto che la cultura e la formazione professionale sono gli strumenti con i quali noi salesiani possiamo insegnare ai giovani a “pescare”. Non gli diamo solo un pesce per sfamarsi oggi», spiega con una metafora Giampietro Pettenon, presidente di Missioni Don Bosco, Onlus che compie quest’anno 30 anni di attività e che sarà presente nella trasmissione di Rete 4 I viaggi del cuore e anche in questo spazio ormai consueto del nostro giornale. «Credo che il nostro sia uno strumento nelle mani di Dio, per far sì che la solidarietà nei confronti di chi ha veramente bisogno possa incontrare la generosità di chi un aiuto può e vuole darlo», continua. «Raccogliamo fondi in Italia da destinare a progetti di avvio e primo sostegno alle opere. Quando noi salesiani avviamo un progetto puntiamo a fare in modo che questo diventi economicamente autosufficiente. Ma per muovere i primi passi del
servizio educativo e pastorale c’è bisogno di sostegno». Dove siete presenti? «Siamo in 134 Paesi. Alcune sono presenze storiche, fondate dal nostro padre don Bosco, altre recentissime». Da dove partite per fondare una Missione? «I nostri destinatari sono i giovani. Spesso siamo entrati in zone pericolose, cominciando a giocare a pallone per strada. Sono i ragazzi i nostri “ambasciatori” presso gli adulti. La prima cosa che costruiamo è l’oratorio con un cortile per giocare e una cappella. Poi viene la scuola, magari una chiesa per il quartiere o il villaggio. Non siamo colonizzatori: partiamo con poco e rispondiamo via via ai bisogni di ogni realtà. Quando avviamo un’opera non lo facciamo per consegnarla e andarcene. La nostra scelta è di condividere tutta la vita con la gente del posto: gioie e dolori, fatiche, guerre e processi di pace. Come fratelli». L’aspetto più importante per voi è l’educazione.

«”L’educazione è cosa di cuore”, ripeteva don Bosco. Richiede tempi lunghi e prossimità, cioè lo stare sempre a fianco dei ragazzi. Ciò che educa è l’esempio, non le prediche. Per questo avviamo sempre, dove siamo presenti, scuole e centri di formazione. Vogliamo insegnare ai giovani un lavoro, così che diventino adulti responsabili e si formino una famiglia che potranno sostenere. La ricompensa più bella è vederli spiccare il volo e andarsene a testa alta verso il mondo». Come vi sostenete? «Don Bosco ci ha trasmesso un senso profondo del lavoro fatto bene: il nostro è quello educativo. Ma immaginate lo sforzo anche economico di una comunità di consacrati che ogni giorno lavora e mette tutto in comune. Nei confronti dei benefattori cerchiamo di essere più trasparenti possibile. Alcuni donatori sono stati in visita alle Missioni e hanno poi raccontato l’arricchimento personale di questa esperienza, che hanno scelto di fare per vedere con i propri occhi l’avanzamento di progetti che seguono e conoscere da vicino alcune realtà».

Cagliero 11 – “Il mondo della finanza” Maggio 2021

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°149 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Maggio 2021.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA
ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

Il mondo della finanza
Per un’equa distribuzione e regolamentazione dei fondi in Sud Africa, Lesotho ed Eswatini

Preghiamo perché i responsabili della finanza collaborino con i governi per regolamentare i mercati finanziari e proteggere i cittadini dai suoi pericoli.

Cari confratelli e amici,

Viviamo in un “mondo a due velocità”. Noi Salesiani percepiamo che da un lato “si produce ricchezza” e dall’altro “si crea disuguaglianza”. I nostri centri giovanili sentono la necessità di aiutare ma spesso mancano i mezzi per operare al meglio (personale e denaro). Come “avvocati” dei giovani, dobbiamo svolgere il nostro impegno verso di loro in modo ancora più radicale ed onesto, ricordandoci che in ogni giovane c’è Cristo che ci aspetta.

Se siamo convinti di ciò, troveremo anche il modo di finanziare i nostri progetti. Per sapere se la nostra “economia salesiana” sta funzionando in maniera efficiente oppure no, dobbiamo vedere se siamo stati capaci di mostrare agli altri le “impronte di Dio” presenti in questo mondo, che è la cosa più importante!

Jean Paul Muller, SDB
Economo generale

Animazione Missionaria: aggiornamenti attività gemellaggio MOR

Di seguito gli aggiornamenti delle attività dell’Animazione Missionaria riguardo il gemellaggio MOR.

La Syria è un po’ più vicina da mercoledì 21 aprile scorso!
Dopo una lunga sensibilizzazione durante la quaresima di fraternità, le iniziative a beneficio del Medio Oriente cominciano a dare i primi riscontri.
Il primo passo è stato in Google Meet, dove si è dato appuntamento il nostro primo gruppo di volontari.
L’obiettivo di questa sfida è poter arricchire e potenziare il livello di lingua inglese di alcune decine di ragazzi di Damasco, che hanno come riferimento la nostra casa salesiana.
Sappiamo tutti quanto sia importante questa competenza per potersi muovere e magari continuare gli studi in paesi esteri.
Particolarmente difficile è in questo momento poter garantire una connessione di rete stabile con un territorio ancora segnato da danni strutturali e privazioni non secondarie sui servizi: pensate che per collegarsi, i ragazzi dovranno andare in oratorio, perché il segnale nelle abitazioni è ancora troppo debole e instabile.
Una decina di docenti attualmente impiegati nelle case dell’ispettoria si è messa dunque a disposizione per iniziare un corso online con i giovani della capitale siriana: hanno partecipato e coordinato la prima programmazione don Theophilus Ehioghilen per l’AM ICP e Spiro Morcos, giovane collaboratore della casa di Damasco.
Nell’incontro, in occasione del quale l’inglese è risuonato nelle sue diverse pronunce del mondo, si è raggiunto l’accordo per una prima parte di collegamenti in maggio, per poter filtrare e proporzionare i livelli di insegnamento in base alle effettive necessità dei ragazzi siriani.
Ci auguriamo di poter presto “parlare la stessa lingua” e che anche questo seme diventi frutto nel futuro di questi giovani di don Bosco che chiedono di non essere dimenticati nelle violenze della storia.
So… good luck!

Cagliero 11 – “I diritti fondamentali” Aprile 2021

Si allega di seguito il  Cagliero 11 n°148 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Aprile 2021.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Cari confratelli e amici,

Ci troviamo già in vena di Pasqua: Pasqua del Salvatore e  Pasqua di chi da tempo era in attesa, in un Venerdì Santo che non sembrava finire più.

Nel Sud Sudan i in varie parti del mondo, milioni di bambini, donne e uomini portano la loro croce con coraggio e speranza, al fianco di Gesù. Perciò la missione fa brillare la nostra vocazione “pasquale” quella di essere la Veronica ed il Cireneo odierni, oppure  apostoli della Vittoria di Cristo, ed imitatori del Compagno di Emmaus, pellegrini capaci di raggiungere i fratelli e le sorelle scoraggiati o smarriti, e di riaccendere al fuoco della Parola e del Pane la fiamma della testimonianza.

Buona festa di Pasqua a tutti voi!

Don Alphonse Owoudou, SDB
Consigliere Regionale
per Africa-Madagascar

La serata “No MOR War” con i Salesiani del Medio Oriente

Nella serata di venerdì 19 marzo si è tenuto l’incontro online organizzato dall’animazione Missionaria dell’Ispettoria per conoscere la realtà dei Salesiani del Medio Oriente (MOR). L’appuntamento online dal titolo “No MOR War, diario di un gemellaggio tra Torino e Aleppo” ha visto coinvolti don Alejandro Mendoza (Ispettore del Medio Oriente), don Simon Zakarian e don Dani Gaurie in una sorta di volo “virtuale” fra Betlemme, Beirut e Aleppo ma con orizzonti ancora più ampi.

Di seguito il video della serata.

Giornata di preghiera in memoria dei missionari martiri – Intervista al salesiano Piero Ramello

La giornata di oggi, 24 marzo, è dedicata al ricordo e alla preghiera dei missionari martiri. Per l’occasione, il giornale online L’Agenda News dedica un articolo-intervista al salesiano Piero Ramello, arrivato il 2 ottobre scorso in Pakistan (nella città di Lahore) per dedicarsi alla missione. Di seguito il testo.

I Salesiani per la Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri
Intervista al salesiano Piero Ramello

TORINO – Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. I salesiani del Pakistan hanno ricordato il 15 marzo scorso il sesto anniversario del martirio di Akash Bashir. Era il diciottenne ex-allievo dell’Istituto tecnico Don Bosco di Lahore, il quale che impedì ad un attentatore di accedere nella chiesa del quartiere di Youhanabad gremita di fedeli. Evitò una strage più pesante di quella che avvenne quando il terrorista si fece esplodere causando la morte di venti persone all’esterno.

“Morirò, ma non ti lascerò entrare” furono le ultime parole di Akash.

Piero Ramello fino a poco più di un anno fa viveva a Torino, insegnava fisica e matematica all’Istituto Agnelli. È un salesiano coadiutore, originario del Pinerolese. Oggi vive a Lahore, capitale culturale del Pakistan.

L’INTERVISTA
Com’è la società pakistana?

“La religione occupa un posto di primo piano. Quello che colpisce di più arrivando da una società secolarizzata, è la religiosità diffusa. Del resto, non può essere altrimenti: la religione permea tutta la società. Sette volte al giorno gli altoparlanti delle moschee annunciano la preghiera, e la città in quei momenti si ferma. Tante usanze e tradizioni sono legate a significati religiosi. Molti libri o discorsi, anche di carattere laico, iniziano nel nome di Allah”.

Com’è il rapporto delle istituzioni civili con la fede islamica?

“A fianco di questa considerazione positiva, credo però che l’Islam in Pakistan debba ancora trovare una sintesi nel delicatissimo equilibrio tra religione e politica. Quando la religione entra a gamba tesa nella vita politica e nel diritto, dettando comportamenti concreti che vincolano ogni cittadino, si creano grossi pericoli per la democrazia e il rispetto delle minoranze. Molto pericolosa è anche una interpretazione letterale del Corano da parte di alcuni gruppi integralisti”.

I CRISTIANI
Com’è la condizione e dei cristiani?

“Al di là di questo, comunque, ci sono problemi a livello culturale e sociale. Non parlerei di persecuzione dei cristiani in Pakistan, ma di discriminazione sì. Essendo un’esigua minoranza, i cristiani sono considerati di minore importanza e hanno poche opportunità all’interno della società. La maggioranza dei cristiani discende dalle classi basse Hindu che si sono convertite durante il dominio britannico, e ancora oggi rappresentano la parte economicamente più debole della popolazione”.

Animazione Missionaria: “No MOR War” – Diario di un gemellaggio tra Torino e Aleppo

L’Animazione Missionaria propone una serata per conoscere la realtà dei Salesiani del Medio Oriente (MOR) per venerdì 19 marzo alle ore 21.00 in diretta streaming: “No MOR War“, diario di un gemellaggio tra Torino e Aleppo.

Ospite della serata don Alejandro Josè Leon Mendoza, Ispettore del Medio Oriente.

Per seguire la serata alle ore 21.00:

Intervisteremo don Alejandro Mendoza, don Simon Zakarian e don Dani Gaurie in una sorta di volo “virtuale” fra Betlemme, Beirut e Aleppo ma con orizzonti ancora più ampi.
La serata è per i confratelli, ma anche per cooperatori, collaboratori e laici impegnati e universitari ad ogni titolo interessati.
Spiegheremo anche i bisogni, il senso e lo stile del gemellaggio e delle iniziative proposte nella Quaresima di Fraternità.
Équipe AM