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Mandato Missionario – Nigeria, Romania e Benin

Domenica 31 marzo 2019, durante la Santa messa svoltasi nella Basilica Maria Ausiliatrice di Valdocco, è avvenuta la celebrazione del Mandato Missionario. Ecco il racconto di Martina Cociglio:

Il mandato missionario è prima di tutto un grazie.

Un grazie per il cammino fatto, desiderato, guidato, combattuto, condiviso. Quando chini la testa per ricevere la croce hai la sensazione vera dell’abbandono. Un gesto semplice, che ha però la potenza dell’incontro ravvicinato con Dio. Un Dio che ha scelto di metterti a fianco un gruppo composto da giovani che, nella diversità delle storie personali, hanno scelto – come te – di farsi spezzare e ricomporre da un’esperienza che ha il potere di allargare lo sguardo e cambiare le prospettive.

Nigeria, Romania e Benin sono le terre di missione, verso le quali i ragazzi del corso partenti saranno mandati. Il movimento giovanile salesiano e la Chiesa intera nel suo impegno a ripensarsi aperta e in uscita, come dice Papa Francesco, non può che accompagnare per mano chi sceglie di farsi abbracciare da Dio e di portare questo abbraccio fin dove Don Bosco lo ha sognato.

 

 

SaleCuneo – Animatori in missione!

Si riporta la notizia pubblicata su SaleCuneo.it, con il racconto, attraverso una intervista, dell’esperienza Missionaria che due giovani dell’oratorio vivranno durante l’estate:

Da parecchi anni l’Animazione Missionaria salesiana organizza esperienze estive di un mese in paesi di missione presso comunità salesiane. Anche dal nostro oratorio sono partiti per questa esperienza parecchi giovani che conservano ricordi e soprattutto riconoscenza per quanto nella loro vita è maturato grazie a questo mese (diventato per alcuni sei mesi o anni).

Simone e Giorgia sono prossimi alla partenza e abbiamo rivolto loro alcune domande. Tra l’altro li trovate nella foto dei partenti… mimetizzati: Giorgia al centro, con una capigliatura leonina che le copre il viso e Simone nelle retrovie, con la capigliatura assai poco leonina!

Simone Andreassi, 27 anni, in Romania (Bacau e Ciresoaia) dal 16/06 al 18/08
Giorgia Dutto, 19 anni, in Nigeria (Akure) dal 26/07 al 24/08

Come hai saputo e hai deciso per questa proposta?

Da qualche anno, la Pastorale Giovanile Salesiana e l’Animazione Missionaria propongono, a Valdocco, Torino, un corso chiamato “Corso Partenti”, un percorso dedicato ai temi della mondialità. Tema centrale è la preparazione all’esperienza estiva in terra di missione e parte integrante del cammino sono le proposte di attività di volontariato e formazione. Il corso si rivolge principalmente ai giovani dai 20 ai 30 anni provenienti da oratori e scuole salesiane, e non solo.

Com’è maturata la scelta di andare in due posti differenti?

La nostra scelta è stata quella di prepararci per partire. Fino a fine febbraio non abbiamo saputo né dove, né quando, né con chi. Abbiamo dovuto aspettare che l’équipe dell’Animazione Missionaria, dopo la nostra adesione alla partenza, ci pregasse un po’ sopra. La missione non sarebbe un dono se avessimo potuto programmare tutto quanto in anticipo e avessimo deciso tutto noi.

Cosa prevede la preparazione alla partenza?

La preparazione è stato un modo per “gustare” già ora la missione. Fino ad oggi abbiamo partecipato a cinque weekend tra cui due di esercizi spirituali. Gli argomenti e le esperienze che abbiamo trattato e vissuto sono state fondamentali per dire il nostro piccolo, grande “Sì”. Abbiamo parlato di economia, spiritualità, interculturalità e santità; ma, soprattutto, abbiamo incontrato Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, ragazzi e ragazze che, come noi, stanno cercando qualcosa e Qualcuno di grande, anche al di fuori delle solite comodità.

Riceverete un “mandato”… quando, dove e con chi? Che senso ha questo “mandato” e il crocifisso che riceverete?

Riceveremo il Mandato Missionario nella Basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino, domenica 31 marzo alle 15.00, dove ci verrà dato un piccolo crocifisso missionario dalle mani di Don Enrico Stasi, il superiore dei Salesiani del Piemonte. Con noi ci saranno altri 12 giovani e 5 accompagnatori, divisi nelle tre destinazioni: Romania, Nigeria e Benin. Per noi, questo è un grande passo, che ci ricorderà che, oltre ad essere missionari all’estero, dovremo e potremo esserlo nella vita di ogni giorno, portando in noi lo stesso Amore che Gesù porta e che nessuno potrà impedire mai di portare agli altri.

Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana – Cagliero 11, marzo 2019

Si rendono disponibili qui in allegato degli spunti di riflessione “missionari”:

  • Cagliero 11, il Bolletino mensile della comunità Salesiana nell’ambito dell’Animazione Missionaria. In occasione dell’imminente quaresima, all’interno saranno presenti spunti di preghiera ed una serie di notizie provenienti dal mondo missionario.

  • Il commento dell’Arcivescovo di Rabat, monsignor Cristobal Lopez Romero, riguardo il testo firmato ad Abu Dhabi Articolo proveniente da “La Stampa” a cura di Cristina Uguccioni.

 

don Antonio César Fernández – “Il male non ha mai l’ultima parola”

Lettera del Rettor Maggiore a motivo dell’uccisione di
don Antonio César Fernández (SDB)

(Roma, 18 febbraio 2019) – Il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, ha scritto una lettera a tutti i suoi confratelli e alla Famiglia Salesiana nel mondo, a seguito della tragica morte di don Antonio César Fernández, missionario salesiano spagnolo, dell’Ispettoria Africa Occidentale Francofona (AFO), colpito a morte in un agguato teso da assassini jihadisti, venerdì 15 febbraio 2019, in Burkina Faso.

Roma, 16 febbraio 2019

Ai miei Confratelli Salesiani. Alla Famiglia Salesiana nel mondo. Miei cari confratelli: sono appena arrivato a Roma, Sacro Cuore, direttamente dall’Irlanda, dove ho concluso la visita all’Ispettoria “San Patrizio” con sede a Dublino, e subito mi metto in comunicazione con tutti voi.

Lo faccio per la dolorosissima notizia ricevuta alcune ore fa, la notte scorsa, quando ci hanno informato che il nostro confratello missionario salesiano Antonio César Fernández, missionario in Africa dal 1982, è stato assassinato ieri, alle ore 15:00 locali, con 3 colpi di arma da fuoco, durante un attacco jihadista avvenuto a quaranta chilometri dalla frontiera sud del Burkina Faso. Fortunatamente, altri due confratelli che erano con lui sono sopravvissuti all’assalto. Provenivano da Lomé (Togo), dove avevano celebrato la prima sessione del Capitolo Ispettoriale dell’AFO (Ispettoria Africa Occidentale Francofona).

Cari confratelli, molte volte durante l’anno ricevo la notizia della morte per causa naturale di confratelli salesiani. Fa parte della vita, e arriverà anche per noi. In questi casi rendiamo grazie al Signore per tante vite meravigliose consumate generosamente.

Al nostro confratello Antonio César invece hanno strappato la vita, gliel’hanno tolta senza nessun motivo. Un uomo buono e un uomo di Dio che, come il Signore, è passato nella vita “facendo il Bene”, soprattutto nel suo amato popolo Africano. Antonio César aveva 72 anni, 55 di Professione Religiosa e 46 di Ordinazione Sacerdotale. Alcuni mesi fa lo avevamo incontrato in Burkina Faso, proprio nella sua comunità di Ouagadougou, dove era direttore e parroco.

Antonio César si aggiunge a tanti altri martiri della Chiesa di oggi nel mondo (alcuni di essi Salesiani e membri della nostra Famiglia Salesiana). Vi invito a rendere grazie al Signore per la vita meravigliosa del nostro confratello don Antonio César. Vi invito anche a chiedere al Padre che aiuti questa sua Umanità a mettere fine a queste escalation di violenza che fanno solo del male. E voglia il Buon Dio che il suo sangue, sparso in terra africana, sia seme di cristiani, seguaci fedeli di Gesù, e di giovani vocazioni al servizio del Regno.

Riposa in pace, caro César.

Fratelli, continuiamo più uniti che mai nel servizio al Popolo di Dio e dei giovani più poveri.
Il male non ha mai l’ultima parola.
La Risurrezione del Signore ce lo ha dimostrato e continua a essere vero, pur nel dolore, che il Signore trasforma tutte le cose.

Un grande abbraccio e la preghiera di tutti noi per l’eterno riposo di don Antonio César.

La nostra affettuosa vicinanza sia anche per la sua famiglia e i suoi cari a Pozoblanco (Spagna) e nei luoghi in cui vivono, alla cara Ispettoria AFO alla quale apparteneva, e a quella “Maria Ausiliatrice” (SMX) in Spagna, dove avevi imparato ad amare Don Bosco fino a vivere come lui.

Con vero affetto,
D. Ángel Fernández A., SDB
Rettor Maggiore

L’animazione Missionaria al San Luigi

Si è svolto la sera di sabato 9 febbraio l’incontro con il gruppo missionario presso l’oratorio Salesiano San Luigi di Torino. Ecco l’articolo proveniente da donBoscoSanSalvario.it:

La sera di sabato 9 febbraio sono venuti a trovarci venti ragazzi del gruppo partenti di Animazione Missionaria di Valdocco, che quest’estate faranno esperienze di missione in Nigeria, Albania e Benin, accompagnati nel percorso di avvicinamento da Suor Carmela e Don Fabio.

Dopo un primo momento di cena condivisa in cui i ragazzi hanno fatto conoscenza tra loro, Don Mauro ha presentato le iniziative della comunità nel territorio di San Salvario. In seguito, la parola è passata ai ragazzi, sia ai minori della comunità che ai partenti, che si sono presentati a vicenda, tramite l’ausilio di loro foto proiettate.

Per concludere la serata, un ragazzo della comunità si è esibito cantando una canzone e il gruppo partenti ha proposto un bans coinvolgendo i minori del San Luigi. Infine, si è tenuto un momento di confronto tra i nostri ospiti e l’equipe della comunità presente che ha presentato brevemente il lavoro “dietro le quinte”. E’ stata una bella occasione di scambio interculturale, con il coinvolgimento festoso e positivo di tutti i partecipanti.

Enrico Gallo – Servizio Civile presso il San Luigi

Lasciare spazio alla domanda e allo stupore, rileggere la propria storia attraverso lo sguardo degli altri e non fare delle proprie abitudini una gabbia che ci fa percepire come sbagliato tutto ciò che esce dai nostri schemi.

Nell’incontro interculturale siamo chiamati a far nostri questi atteggiamenti se desideriamo davvero non essere solo una accozzaglia di persone dalla lingua e dal colore della pelle diverso ma un giallo e un rosso che diventano arancione, un verde e un blu che diventano viola. Pierluigi Dovis, direttore dell’ufficio diocesano della Caritas di Torino, ci ha infatti raccontato che diventare altro da sé non vuol dire assimilarsi ma mantenere la differenza e farne punto di partenza per superare la rigidità della nostra identità. Identità che nell’incontro con un tu si arricchisce di un tassello del mosaico che va a comporre la nostra storia.

Incontrare i minori non accompagnati della comunità del San Luigi e i giovani della movida del sabato sera a Torino ha permesso ai ragazzi del corso partenti di sperimentare la fatica del lasciarsi trasformare in prima persona dalla relazione con l’altro. Per quanto diverse e all’apparenza lontane, le nostre storie sfregano tra loro e il grido che ciascuno di noi ha dentro di sè rimarrebbe eco infinito se non permettessimo a un altro di salvarci. Che bellezza, alla fine, riscoprirci nuovi, più ricchi e meno soli.

Martina Cociglio – Animazione Missionaria

 

Intenzione Missionaria Salesiana – Febbraio 2019

Per la tratta delle persone.

Per l’accoglienza generosa delle vittime della tratta delle persone, della prostituzione forzata e della violenza. I Salesiani in diverse parti del mondo sono impegnati nella prevenzione e nella accoglienza di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, vittime dello sfruttamento e della tratta. Preghiamo per queste presenze affinché siano una cura alle ferite, una famiglia dove s’impara e si sperimenta l’amore vero e una speranza per un futuro

Week end missionario – L’incontro con “l’altro”

Si è svolto nel week end del 9 e 10 febbraio 2019, l’incontro del corso partenti con tutti i giovani che si stanno interrogando e formando per capire come gestire un’esperienza missionaria o semplicemente per capire se sono pronti o meno per vivere un’esperienza cosi forte.

Ecco qui di seguito le parole che arrivano dei componenti dell’equipe di animazione missionaria per riassumere le due giornate vissute:

Lasciare spazio alla domanda e allo stupore, rileggere la propria storia attraverso lo sguardo degli altri e non fare delle proprie abitudini una gabbia che ci fa percepire come sbagliato tutto ciò che esce dai nostri schemi.

Nell’incontro interculturale siamo chiamati a far nostri questi atteggiamenti se desideriamo davvero non essere solo una accozzaglia di persone dalla lingua e dal colore della pelle diverso ma un giallo e un rosso che diventano arancione, un verde e un blu che diventano viola.

Pierluigi Dovis, direttore dell’ufficio diocesano della Caritas di Torino, ci ha infatti raccontato che diventare altro da sé non vuol dire assimilarsi ma mantenere la differenza e farne punto di partenza per superare la rigidità della nostra identità. Identità che nell’incontro con un tu si arricchisce di un tassello del mosaico che va a comporre la nostra storia.

Incontrare i minori non accompagnati della comunità del San Luigi e i giovani della movida del sabato sera a Torino ha permesso ai ragazzi del corso partenti di sperimentare la fatica del lasciarsi trasformare in prima persona dalla relazione con l’altro. Per quanto diverse e all’apparenza lontane, le nostre storie sfregano tra loro e il grido che ciascuno di noi ha dentro di sè rimarrebbe eco infinito se non permettessimo a un altro di salvarci.

Che bellezza, alla fine, riscoprirci nuovi, più ricchi e meno soli.

Giornata Mondiale contro la Tratta – Quaranta milioni di schiavi

In occasione della Giornata Mondiale contro la Tratta che si celebra ormai da 4 anni nella giornata di oggi, 8 febbraio, proponiamo un articolo proveniente da “Il Corriere della Sera”.

Regalano il proprio corpo, lavorano senza salario per ripagare debiti che non verranno mai saldati, puliscono case per riconquistare il passaporto. Gli schiavi del terzo millennio sono milioni. Quaranta, secondo alcune stime.

L’ufficio dell’Onu contro droga e crimine (Unodc) ha da poco divulgato un rapporto allarmante:

«Il numero delle vittime della tratta è in aumento mentre gruppi armati e terroristi stanno trafficando donne e bambini per generare fondi e reclutare nuovi membri», si legge.

Lo sfruttamento sessuale continua ad essere la causa principale, ovvero il 59 per cento dei casi denunciati, seguito dal lavoro forzato (34 per cento). C’è un netto aumento del numero di bambini-schiavi,il 30per cento del totale: i maschi sono perlopiù destinati al lavoro forzato (50 per cento), ma anche a prostituzione, accattonaggio,reclutamento militare o piccole attività criminali; le ragazzine sono al 72 per cento condannate al mercato del sesso.

L’8 febbraio è la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta, nata per volontà di papa Francesco, cui Mani Tese dedica il convegno Nuovi muri, nuovi schiavi. Ogni nazione è coinvolta da questo fenomeno sommerso sia come Paese di origine, transito o destinazione delle vittime.

«In Europa – spiega Antonio Maria Costa, ex vicesegretario generaleOnu direttore di Unodc – oltre il 70 per cento dei casi riguarda lo sfruttamento sessuale. In Asia si tratta invece perlopiù di lavoro forzato in condizioni di servitù nei nuovi centri industriali, dove si producono merci a poco prezzo o contraffatte che poi sono vendute in Occidente, grazie a multinazionali e consumatori poco attenti a ciò che accade all’origine, ossia in Paesi come Pakistan, Vietnam, Cina. In Africa e in parte dell’America Latina è più diffusa la servitù agricola, che spesso coinvolge bambini fra i 9 e i 14 anni. Giovanissimi che nelle zone di conflitto diventano anche preda del reclutamento militare forzato».

In ogni parte del pianeta i più vulnerabili alle nuove schiavitù sono i migranti. Gli strumenti normativi a disposizione dei governi non mancano:

«Tutti gli Stati hanno aderito alla Convenzione Onu di Palermo contro la criminalità e al suo protocollo addizionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di perso», ricorda il professore Marco Quiroz Vitale, sociologo del diritto all’Università di Milano.

In Europa circa 20mila persone all’anno entrano nei sistemi di protezione e assistenza. In attesa della nuova strategia nazionale antitratta, in Italia il dipartimento Pari Opportunità ha stanziato quasi 24 milioni per un nuovo Bando antitratta che coinvolge le Ong su tutto il territorio. I dati del 2018, che il Corriere ha avuto in esclusiva, parlano di 1914 assistiti nell’ambito dei progetti finanziati dal dipartimento, di cui 820 nuove emersioni.

Per quasi il 90 per cento sono donne, in gran parte nigeriane, l’11,23 per cento è formato da minori. Nell’88 per cento dei casi si tratta di sfruttamento sessuale ma, dicono al dipartimento, sta emergendo anche quello lavorativo di giovani asiatici maschi e continua a preoccupare il fenomeno del caporalato. I casi sospetti possono essere segnalati al numero verde 800290290.

L’illegalità italiana

Dal 2014 la Caritas opera in quei luoghi d’illegalità, dal Nord al Sud Italia attraverso i suoi presidi:

«Lo sfruttamento – spiega Virginia Sabbatini, autrice del secondo rapporto del Presidio Caritas Italiana – è comune fra i lavoratori agricoli stagionali ma colpisce anche altri settori, come l’edilizia, il settore domestico o le strutture ricettive. Spesso il fenomeno nasce da reti d’intermediazione che all’ inizio operano come un efficiente sistema di inserimento lavorativo per i migranti e di sostegno per gli imprenditori nella fase del raccolto, in mancanza di un reclutamento trasparente della mano d’opera, ma che con il tempo si trasformano in reti di sfruttamento».

Si paga per tutto, rileva il rapporto: per il trasporto, per l’alloggio e perfino per lavorare, la tariffa di «ingresso» va dai 200 ai 500 euro. L’opinione pubblica non sa, o non vuole vedere.

«C’è una fortissima distorsione fra realtà e percezione: si pensa che 1 persona su 4 in Italia sia straniera, quando è appena 1 su 10. Da qui nasce l’atteggiamento ostile», dice il professor Marco Valbruzzi, politologo all’Università di Bologna. La buona notizia? «La cultura dei diritti umani – risponde Vitale – si può costruire collettivamente. È un processo: siamo tutti insegnanti e tutti allievi dei diritti umani».

 

Mostra fotografica di Riccardo Lorenzi – Ragazzi (in)visibili, il diritto di sognare

Si segnala il comunicato stampa a cura di Missioni Don Bosco, riguardo l’inaugurazione della mostra fotografica che avrà luogo venerdi 8 febbraio, ore 10,00, all’IISS Des Ambrois di Oulx (Torino):

 

Comunicato stampa 7 febbraio 2018

Dal 9 al 23 febbraio 2019 all’IISS Des Ambrois di Oulx (Torino) mostra fotografica di Riccardo Lorenzi:

Ragazzi (in)visibili,
il diritto di sognare

Inaugurazione venerdì 8 febbraio ore 10.
La mostra, promossa da Missioni don Bosco e
dalla Animazione 
Missionaria Salesiana del Piemonte,
intende affrontare il tema dell’impatto della povertà sulla società internazionale

e sul singolo individuo, indipendentemente dalla collocazione
e dall’appartenenza religiosa e socioculturale.

Dalla scheda di presentazione:

La seconda mostra promossa da Animazione Missionaria e Missioni Don Bosco affronta il tema dell’impatto della povertà sulla società internazionale e sul singolo individuo, indipendentemente dalla collocazione geografica, dal-l’appartenenza religiosa e socioculturale. La tematica è stata sviluppata attraverso l’illustrazione dell’impegno rivolto ai giovani poveri dei Salesiani in Piemonte e nel Mondo.

Diverse sono le manifestazioni di povertà, come la fame, l’assenza di cure sanitarie, di pace, di istruzione e lavoro. Esse determinano la privazione di un futuro, la negazione a priori dei sogni di ciascuno.

Attenzione particolare è stata data all’art.12 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Esso prevede infatti il diritto dei bambini di essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. 

Tutti i bambini hanno il diritto di esprimere i propri sogni.

Altro concetto analizzato dalla mostra è stato l’invisibilità. Non necessariamente conseguenza della povertà, essa passa attraverso la mancanza di attenzioni, di amore, di uno sguardo che si posa sull’individuo, restituendogli la gioia di “essere guardato”, di essere visibile!

Chi sono quindi i ragazzi invisibili?
A questa domanda hanno risposto gli scatti del fotografo Riccardo Lorenzi esposti in mostra e che hanno immortalato i ragazzi ospitati presso il Centro di Accoglienza Minori Stranieri non accompagnati presso l’Oratorio Salesiano San Luigi di Torino, la Comunità di Accoglienza Minori Stranieri dell’Istituto Salesiano San Paolo di Torino e la Casa di Accoglienza per Minori dell’Oratorio Salesiano di Casale Monferrato.

I visitatori sono stati inoltre condotti a sperimentare le difficoltà di far valere i propri diritti, e a scoprire come i Salesiani affrontano questa situazione, con il video “Shégués. I figli della strada di Lubumbashi”, promosso da Missioni Don Bosco. Shégués significa vagabondi, il nomignolo affibbiato ai bambini e ai ragazzi che vivono in strada a Lubumbashi (Repubblica Democratica del Congo).

Il percorso interattivo, dedicato in particolare ai ragazzi della terza media e delle scuole superiori, è strutturato in tre fasi consecutive per la durata di un’ora e mezzo e si avvale di supporti tecnologici audiovisivi per un maggior coinvolgimento del visitatore.

Siamo a disposizione per fornirvi ulteriori materiali di documentazione.

Grazie per la cortese attenzione, e buona giornata.

Antonio Labanca
Ufficio Stampa

Missioni Don Bosco
Telefono: +390113990157
Email: antonio.labanca@missionidonbosco.org
Web: www.missionidonbosco.org