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Poster della Strenna del Rettor Maggiore per il 2020

Si riporta l’articolo proveniente dalla ANS – Agenzia Info Salesiana, pubblicato in data odierna, riguardante il poster della Strenna 2020 che ricorda l’inizio dell’opera salesiana.

(ANS – Roma) – È disponibile da oggi in rete il poster della Strenna 2020, che sviluppa il motto: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6,10). “BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI”. Il poster della strenna 2020 ferma nel ricordo la scintilla dell’inizio dell’opera salesiana.

C’era una scalinata vicina al grande mercato di Porta Palazzo dove i giovani si sedevano a ridere, scherzare e fare merenda. Don Bosco va ad incontrarli là. Là “fuori”, dove si ritrovano normalmente. Non tiene un predicozzo, offre semplicemente la sua amicizia.

Don Bosco non possedeva niente, solo quel suo grande cuore, che si rivelava nello sguardo indimenticabile: “Quel che in Don Bosco più spiccava era lo sguardo, dolce ma penetrantissimo, fino all’intimo del cuore, cui ap­pena si poteva resistere fissandolo” testimoniò un antico alunno.

Il poster è una pagina del Vangelo secondo Don Bosco: Gesù chiamò un bambino, lo mise in mezzo a loro e disse: “Vi assicuro che se non cambiate e non diventate come bambini, non entrerete nel regno di Dio. Chi si fa piccolo come questo bambino, quello è il più grande nel regno di Dio. E chi, per amor mio, accoglie un bambino come questo, accoglie me” (Mt 18, 1-5).

Don Bosco è tutto qui. Ha gli stessi occhi e lo stesso cuore di Gesù.

Aveva una convinzione riguardo ai giovani: “Questa porzione è la più delicata e la più preziosa della umana società, su cui si fondano le speranze di un felice avvenire”. È la sua scelta decisiva: “Tu sei la parte più importante della mia giornata”, “Tu sei speciale, e significhi molto per me” dice ai giovani che incontra. Imagine, finally, that two people are talking to each other about their inner lives. È in questa dinamica quotidiana che si costruisce la personalità dei giovani, è lì che c’è il cuore del processo educativo che riesce a formare “buoni cristiani e onesti cittadini”!

Il suo obiettivo è semplice e immenso: “Voglio che i giovani siano felici nel tempo e nell’eternità”.

Nel poster, in cima alla scalinata c’è una porta spalancata. È la porta della casa di Don Bosco, la porta della chiesa e la porta della vita. I giovani, oggi, trovano spesso solo porte chiuse. Don Bosco vuole che abbiano porte aperte. Quelle di un futuro e una vita felici e responsabili, quelle di una fede matura e appagante, quelle della gioia, della solidarietà, della libera creatività.

Per questo esiste la Famiglia Salesiana.

Il poster della Strenna, opera del disegnatore Stefano Pachi, è in spedizione in questi giorni a tutti gli abbonati di ANSFoto. La versione digitale, in sei lingue, è disponibile su ANSFlickr e qui.

La lettera del Consigliere per le Missioni ai Salesiani anziani e ammalati

Si riporta l’articolo proveniente da ANS – Agenzia Info Salesiana – riguardo la lettera inviata ai salesiani anziani e ammalati da parte del Consigliere Generale per le Missioni, don Guillermo Basañes, nel giorno in cui si commemora la partenza della prima Spedizione Missionaria Salesiana.

(ANS – Roma) – Nel giorno in cui si commemora la partenza della prima Spedizione Missionaria Salesiana, l’11 novembre, nell’anno della 150° spedizione, il Consigliere Generale per le Missioni, don Guillermo Basañes, ha inviato, come tradizione, una lettera ai salesiani anziani e ammalati.

“Incomincio a scrivere questa lettera a Shillong, nel Nord-Est dell’India, e riesco ad inviarvela da Dili, capitale di Timor Est. Quello che io riesco a fare attraverso faticose giornate di viaggi… voi riuscite a farlo… a volte senza uscire dalle vostre camere, ma unendo tutti i punti del globo nella vostra preghiera e offerta silenziosa” esordisce il Consigliere per le Missioni, rinnovando la sua gratitudine verso tutti quei suoi confratelli che accompagnano l’azione missionaria della Congregazione attraverso il sostegno spirituale e la donazione delle proprie fatiche quotidiane.

Successivamente don Basañes ricorda l’emozione dell’Invio Missionario celebrato lo scorso 29 settembre nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, aggiungendo che i 36 neo-missionari sono stati non solo frutto dell’appello missionario del Rettor Maggiore, ma anche “delle vostre perseveranti preghiere per le missioni e per i missionari”.

Per questo esorta i salesiani anziani e ammalati a perseverare nell’accompagnamento della preghiera. E, citando la Lettera Apostolica Maximum Illud che Papa Benedetto XV scrisse 100 anni – a motivo della quale Papa Francesco ha dichiarato ottobre 2019 come “Mese Missionario Straordinario” – sottolinea il loro contributo nel tenere acceso “il fuoco” della missione in una Congregazione, e nella Chiesa, “costantemente in cammino”.

La lettera non poteva chiudersi senza un fraterno ricordo dei due missionari salesiani uccisi nei primi mesi del 2019 in Burkina Faso, don Antonio César Fernández e don Fernando Hernández. “Questi due martiri ci aiutino davvero ad avvicinarci sempre di più alle risposte più adeguate alla domanda cruciale del prossimo Capitolo Generale 28°: ‘Quale salesiano…?’ Potremmo dire, un salesiano che viva in permanente stato di martirio”.

Dei salesiani, cioè, “sempre e dappertutto pronti a ‘dare ragione della loro speranza’, ad irradiare la loro fede, anche se questa predicazione dovesse essere sfumata con il rosso del proprio sangue”.

Il testo completo della lettera è disponibile qui.