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Weekend conclusivo della terza annualità Buoni Cristiani Onesti Cittadini

Il 22 e il 23 febbraio 2025 i giovani di Buoni Cristiani e Onesti cittadini si sono ritrovati per gli ultimi step del cammino per riflettere insieme su “L’attività dell’amore politico. Parteciparecon la presenza di relatori che hanno condiviso esperienze, conoscenze e passioni per il bene comune.

Dopo l’accoglienza presso la Pastorale giovanile delle Figlie di Maria Ausiliatrice e il saluto dell’Ispettore don Leonardo Mancini, l’equipe ha presentato la sintesi dei passi fatti insieme ringraziando i giovani per la loro presenza, con un “grazie emozionato” a coloro che avrebbero concluso la triennalitá del percorso.

Primo step: una testimonianza di impegno civico e politico. Alberto Gatto, Sindaco di Alba 

L’attività dell’amore politico è stata incarnata da uomini e donne della nostra storia su cui ci si è soffermati nell’incontro precedente. 

Oggi la storia la fanno i giovani che hanno già scelto di essere protagonisti attivi nell’impegno nelle istituzioni per il bene comune.  

Per tale motivo, l’equipe ha scelto di invitare Alberto Gatto, sindaco di Alba, che ha accolto con entusiasmo ed enorme disponibilità l’invito ad incontrare i giovani di BCOC per raccontare la sua storia di impegno civico e politico.

Cresciuto nelle scuole delle Figlie di Maria Ausiliatrice e nella parrocchia di Alba, Gatto ha condiviso come le sue esperienze formative, inclusi i campi scuola animati dai Salesiani, abbiano influenzato il suo percorso di vita. 

Nelle esperienze vissute, tra cui la gestione della mensa della Caritas e l’aiuto ad associazioni che si occupano di disabilità, ha sperimentato una formazione e una educazione al bene dell’altro da cui ancora ha origine il suo impegno nella società con un’attenzione alla “persona”. 

Nel 2009 la prima esperienza a 19 anni nelle istituzioni mettendo in gioco la sua passione e la sua disponibilità ad occuparsi della cosa pubblica per dare compimento alla sua scelta come cristiano cattolico impegnato.

Ha proseguito il suo impegno non tralasciando la sua formazione professionale a garanzia della sua libertà di agire senza dipendere dal proprio impegno istituzionale.

Questo primo racconto ha offerto ai giovani uno spazio di riflessione in cui sentirsi incoraggiati a mettersi in gioco sulla base di ciò che ciascuno può e desidera offrire nella società come studente e come professionista. 

Già questo vostro percorso è politica”.

L’incontro è proseguito nel dialogo anche attraverso le domande dei giovani sulle scelte che chi ha un impegno istituzionale come un assessore, un consigliere comunale, un sindaco si trova a fare. Alcune parole chiave emerse: coraggio, comunità, fiducia, dialogo costruttivo, ascolto, competenza, passione, apertura alla cittadinanza attiva, reciprocità, coinvolgimento e aggregazione, protagonismo, mediazione, crescita e arricchimento personale, “Agire insieme mettendo sempre al centro la persona e il bene comune”. Diverse le esortazioni fatte ai giovani:

Se vuoi cambiare qualcosa, devi agire, non puoi guardare e “lamentarti”. Ciascuno di noi può impegnarsi laddove desidera e può mettere a disposizione le proprie competenze e le proprie passioni per il bene collettivo. L’esperienza dei giovani nelle istituzioni sarebbe una fonte di cambiamento”. 

Secondo step. La Partecipazione nella Costituzione Italiana. Professoressa Valeria Marcenò, direttrice del Dipartimento dell’Università di Giurisprudenza di Torino, curatrice scientifica della manifestazione Giornate della legalità a Torino

La Dottoressa  Marcenò ha offerto un intervento illuminante sul concetto di partecipazione dal punto di vista del diritto costituzionale. Durante il suo discorso, ha esplorato il significato profondo della partecipazione e la sua applicazione pratica nella Costituzione italiana. 

Ha iniziato definendo la partecipazione come il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini nei processi decisionali e legislativi, non solo tramite il voto, ma anche attraverso altre forme di espressione e consultazione pubblica. Ha sottolineato l’importanza della partecipazione per il funzionamento delle istituzioni democratiche, citando autori come Norberto Bobbio e Giovanni Sartori che hanno evidenziato come la partecipazione attiva sia essenziale per la vitalità della democrazia. 

Durante il suo intervento, Marcenò ha citato diversi articoli della Costituzione italiana

  • Articolo 3 che sancisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
  • Articolo 48 che sancisce il diritto di voto a tutti i cittadini maggiorenni.
  • Articolo 49 che riconosce il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

La professoressa Marcenò ha anche offerto uno spazio di riflessione sulle  implicazioni costituzionali della partecipazione, affermando come essa rappresenti un elemento fondamentale per la democrazia ed evidenziando come la mancanza di partecipazione possa compromettere i principi democratici, portando a una governance meno rappresentativa e più distante dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini. 

Ha fornito diversi esempi pratici di partecipazione nelle democrazie moderne, come i referendum, le elezioni, le consultazioni pubbliche e le assemblee cittadine ribadendo nei diversi passaggi del suo intervento la necessità di promuoverla e garantirla  come diritto fondamentale dei cittadini a partire dalle  istituzioni. La riflessione è proseguita nel dialogo con i giovani, facendo emergere l’esigenza e l’urgenza di  creare le condizioni per un coinvolgimento ampio e significativo attraverso l’educazione civica, la trasparenza e l’accessibilità dei processi decisionali. 

Grazie all’intervento della professoressa Marcenò, i giovani sono stati sollecitati sul ruolo cruciale della partecipazione nella democrazia così come descritta ed enunciata  nella Costituzione italiana, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini per mantenere viva la democrazia e assicurare che le decisioni pubbliche riflettano veramente la volontà del popolo. 

La serata è proseguita con un’attività “Play and decide” animata da Enrica Favaro: i giovani sono stati sollecitati a sostenere una tesi comune sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale dopo uno scambio in gruppi e una restrizione in plenaria. Anche questo momento è stata un’opportunità di confronto, riflessione e allenamento ad un pensiero critico e costruttivo sul mondo e nel mondo.

Terzo step. La Sfida della Natalità in Italia. Gigi De Palo,  presidente della Fondazione per la Natalità che si occupa ogni anno di organizzare gli Stati Generali della Natalità

Nella giornata di domenica, Gigi De Palo ha incontrato i giovani e con entusiasmo e la passione che con lo contraddistingue, li ha da subito sollecitati a riflettere sul potenziale impatto di incontri come quelli proposti dal cammino di BCOC possono avere poiché rappresentano grandi opportunità per discutere e affrontare temi rilevanti per la società.

Dodici persone hanno cambiato la storia, hanno cambiato il mondo. Ventitré, ventiquattro persone potranno un minimo impattare sul Piemonte“. 

L’intervento di Gigi De Palo ha offerto una riflessione profonda e articolata sulla questione della natalità in Italia, un tema di cruciale importanza per il futuro del paese. 

De Palo ha presentato dati allarmanti sulla natalità in Italia. Nel 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, nascevano circa 800.000 bambini all’anno, numero che è sceso a 449.000 nel 2000 e a 379.000 nel 2024. “Nel 2024 saranno ancora di meno“.

Ha evidenziato come il calo delle nascite abbia un impatto diretto sul sistema sanitario e pensionistico: diminuendo il numero dei lavoratori e aumentando gli anziani, si creerà un problema enorme e questo squilibrio potrebbe portare a una sanità sempre più a pagamento, penalizzando i più fragili. 

La natalità è la seconda causa di povertà dopo la perdita del lavoro di uno dei componenti della famiglia“.

L’invito ai giovani è la necessità di rivedere la percezione della natalità come una questione sia sociale che culturale. 

Un aspetto particolarmente interessante dell’intervento di De Palo riguarda il desiderio dei giovani di avere figli. Ha citato dati che mostrano come il 74% dei giovani tra gli 11 e i 19 anni desideri una famiglia e dei figli.

Se addirittura oggi il 74% dei ragazzi dagli 11 ai 19 anni ti risponde che voglia una famiglia e dei figli, vuol dire che il desiderio noi ce l’abbiamo, vuol dire che il desiderio non è vero che manca“.

Tuttavia, ha sottolineato che con l’avanzare dell’età, questo desiderio tende a diminuire a causa delle difficoltà economiche e sociali che i giovani devono affrontare. 

Per affrontare questi problemi, De Palo ha suggerito diverse soluzioni, tra cui il miglioramento delle politiche familiari e un approccio più equilibrato all’immigrazione di famiglie che andrebbe valorizzata per aiutare il ricambio intergenerazionale. 

I giovani in ascolto sono stati sollecitati dall’intervento di Gigi De Palo che concluso la prima parte del suo intervento sottolineando l’importanza di un approccio positivo e proattivo:

Il mondo ha bisogno di persone capaci di mediare, di trovare soluzioni, di creare il bello“,  

Quarto step. “La nostra linea del tempo”

Ai giovani è stato proposto di collocare i fatti più salienti da loro vissuti negli ultimi tre anni su tre linee differenti (personale, nazionale/cittadino, globale) dedicando un momento di riflessione personale su come il percorso abbia interagito con la loro storia di vita influenzandone il cammino (vita, fede, studio, lavoro).

Nella restituzione in plenaria, i giovani hanno condiviso la loro storia di giovani in cammino che non vogliono essere indifferenti ma fare la differenza:

Non posso lavarmi le mani, voglio sporcarmele”, “Esserci con un stile che attrae”, “Oggi scelgo mettendo al primo posto sulla base di un equilibrio etico-umano”, “Piu consapevole di far parte di una comunita che riconosce i problemi della sua comunitá”, “La mia formazione non termina qui e desidero continuare a condividerla con altri giovani che hanno a cuore il bene comune”, “La provvidenza ha scritto anche sulle righe storte della mia vita”, “Anche io, anche noi possiamo contribuire al cambiamento”, “Desidero partecipare ancora di più, spendermi nella mia vita facendo unitá”, “Non possiamo essere Cristiani a metà”, “Oggi so rispondere con più consapevolezza e chiarezza ai motivi perché mi sono impegnato e desidero continuare a impegnarmi nelle istituzioni a partire dal mio territoritorio”.

Ultimo step. La Partecipazione. Gigi De Palo

Gigi De Palo ha concluso offrendo una riflessione profonda e articolata sul tema della partecipazione, sottolineando l’importanza di coinvolgere attivamente le persone nella vita comunitaria e sociale. De Palo ha condiviso un aneddoto personale, ricordando un sacerdote che gli diceva sempre: “Fai bene quello che stai facendo“. Questo consiglio, secondo De Palo, è il segreto per una partecipazione autentica e significativa. 

De Palo ha poi parlato del progettoImmischiati“, un’iniziativa volta a promuovere la partecipazione tra i cattolici e non solo che mira a far comprendere l’importanza della partecipazione non solo all’interno della parrocchia, ma anche nella vita cittadina:

Non ci si salva solamente in parrocchia o all’oratorio. Ci si salva anche vivendo la nostra cittadinanza nel miglior modo possibile“. 

Un altro punto chiave del suo intervento è stato il concetto di partecipazione come attrazione, non come obbligo.

Il cristianesimo non funziona per convincimento, ma funziona per attrazione. Se noi facessimo la testa tanta dicendo agli amici dovete impegnarvi, dovete impegnarvi dopo un po’ voi non verrebbe minimamente il desiderio di impegnarvi, ma se sentite un profumo che vi fa venire il desiderio di impegnarvi…“. 

De Palo ha concluso il suo intervento con un invito alla creatività e all’impegno personale, sottolineando che la partecipazione non deve essere vista come un dovere ma come un’opportunità per fare qualcosa di bello e significativo per la comunità

Conclusioni 

La partecipazione nel cammino di Buoni Cristiani Onesti cittadini è stata stimolata, accompagnata e formata attraverso tanti semi per un discernimento con l’obiettivo di suscitare nei giovani un “impegno concreto a partire dalla fede per la costruzione di una società nuova (…), vivendo in mezzo al mondo e alla società per evangelizzare le sue diverse istanze”.

Un sincero grazie agli ospiti che hanno fornito spunti di riflessione e incoraggiamento, invitando i partecipanti a impegnarsi attivamente per il bene comune e a partecipare alla vita democratica del paese.  Un grazie ai giovani presenti, changemakers creativi e coraggiosi visionari.

L’incontro si è concluso nella messa concelebrata da don Fabio Mamino e don Alberto Goia, al termine della quale è stato consegnato ai giovani un “attestatodi partecipazione ai tre anni di Buoni Cristiani Onesti cittadini ringraziandoli per la loro presenza attenta, curiosa e incoraggiante per altri giovani desiderosi di essere protagonisti della storia di oggi e di domani.

Secondo incontro della terza annualità di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”

Il 12 gennaio 2025 si è svolto il secondo incontro della terza annualità del percorso “Buoni Cristiani Onesti Cittadini“, dal titolo “La politica di cui c’è bisogno”.

Dopo l’accoglienza presso la Pastorale giovanile delle Figlie di Maria Ausiliatrice, l’equipe ha presentato la sintesi dei primi passi fatti insieme ai giovani che in questo anno proseguono o iniziano il cammino di Buoni Cristiani Onesti Cittadini.

Primo step

“L’influenza della Dottrina Sociale della Chiesa nella storia politica italiana, attraverso la presentazione del profilo politico, umano e spirituale di alcune figure del cattolicesimo impegnate in politica”.

Il primo relatore, Luca Rolandi, giornalista storico del pensiero sociale e politico, ha introdotto la riflessione esortando i giovani ad avere “coraggio” nel proprio sguardo, un coraggio che necessita di un cammino di consapevolezza e adesione che chiede “di avere una passione grande di cui prendersi cura, in cui mettere il cuore”: i giovani sono quelli che hanno la percezione dell’avvenire, di quello che deve ancora arrivare

sono come le rondini

(La Pira)”

Occorre conoscere e studiare la storia che ci precede, interpretarla per poter agire con uno sguardo al futuro caratterizzata da processi che alimentano ancora oggi spinte disgregative di natura economica e politica.

“Un popolo può rialzare la sua testa se si sente unito e se a ciascuno dei suoi individui sono riconosciute libertà dal bisogno e dignità della persona. Un popolo sovrano è quello che sa di aver diritti, ma anche poteri e responsabilità per la loro realizzazione.

Se non c’è questo, nessuna sovranità popolare potrà emergere”.

La riflessione è proseguita soffermandosi sulla politica come espressione più alta di fraternità umana, una forma di servizio che richiede “coscienza e consapevolezza per realizzare un bene tanto difficile quanto essenziale: il bene umano possibile”. Sono stati illustrati in modo progressivo e dettagliato e, per certi aspetti provocatorio, i motivi di crisi che coinvolgono le scelte di ognuno di noi come cittadini e la necessità di “una cultura adeguata, innovativa, ad ampio raggio, creativa, universale, professionale e scientifica, purché non sia fine a sé stessa ma abbia come ispirazione l’idealità di contribuire all’opera di cambiamento”.

Il bene comune coincide con una realtà relazionale: la fraternità che si realizza nel costruire insieme una società più giusta. Perché il cristiano deve interessarsi della politica e offrire, secondo le proprie possibilità, il proprio contributo? Quali sono le difficoltà oggi? Guardando alla storia politica di uomini e donne credenti (Luigi Sturzo, Giorgio La Pira, Tina Anselmi, Aldo Moro, Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti), quali cambiamenti hanno portato nella società? Parliamo di Politica? Ci educhiamo alla politica?

L’equipe ha invitato i giovani a “parlarNe” a partire dalla lettura di alcuni testi: “L’arte della convivenza civile” e “La conversione ecologica” di Alex Langer ed “Ecologia” (Assisi 2020), “Fermare l’onda del sovranismo” (discorso 2019) di Davide Sassoli, proseguendo con la condivisione finale di 5 parole chiave emerse in ciascun gruppo.

Nella restituzione in plenaria, i giovani hanno illustrato alcuni degli elementi cardine emersi nella condivisione in gruppo che riportano alla radice cristiana: la scelta della conversione che porta con sé un richiamo al pentimento e alla consapevolezza, il necessario riconoscimento della dignità a tutti gli uomini e a tutte le donne, la piena consapevolezza della differenza tra integrazione e fusione, l’allenamento e la disponibilità al dialogo e alla reciprocità, il coinvolgimento personale nella comunità locale con uno sguardo sul mondo anche più fisicamente lontano, la responsabilità di ogni buon Cristiano e Onesto cittadino nella custodia quotidiano del creato e delle persone che lo abitano.

Le parole di Papa FrancescoTutto è collegato” costituiscono una sintesi efficace del cammino dei giovani: li esorta a essere protagonisti attivi, changemakers creativi e coraggiosi visionari.

Ultimo step della giornata: “Dall’individuo alla comunità”.

Stefano Lepri, ex parlamentare ed autore del testo Riformismo comunitario, ha accolto l’invito a dialogare con i giovani suscitando domande, dubbi e riflessioni sui timori ma anche sulla bellezza e importanza della “partecipazione”. Una partecipazione che nasce dal desiderio di essere protagonista attivo nelle scelte che hanno al centro le persone e la loro dignità.

“Per farlo bene, è necessaria una visione capace di valorizzare la persona entro la famiglia, le reti parentali e di vicinato, i corpi intermedi, le varie forme associative, mutualistiche e cooperative, il sindacato, i servizi pubblici locali, le piccole imprese locali e quelle partecipate e responsabili, il civismo, il municipalismo.

Solo così si possono battere le sirene del consumismo, del populismo e del sovranismo”.

La partecipazione va stimolata, accompagnata e formata attraverso un autentico discernimento: questo è ciò che il cammino di Buoni Cristiani Onesti Cittadini desidera fare con i giovani per un

impegno concreto a partire dalla fede per la costruzione di una società nuova (…), vivendo in mezzo al mondo e alla società per evangelizzare le sue diverse istanze

(Esortazione apostolica post sinodale Christus vivit”, Papa Francesco).

Un sincero grazie a Luca Rolandi e a Stefano Lepri che hanno offerto uno spazio e un tempo condiviso di studio della storia passata e presente, vissuta da uomini e donne che hanno avuto e hanno oggi il desiderio di incarnare come buoni cristiani e onesti cittadini “La politica di cui c’è bisogno”.

L’incontro si è concluso nella preghiera guidata da don Fabio Mamino con “La politica del Padre nostro”:

“Un giorno [Pier Giorgio Frassati], dopo la comunione che faceva quotidianamente, poiché per ringraziamento diceva il rosario, avendo premura uscì dalla chiesa con il rosario ancora in mano.

Mentre discendeva i gradini dell’atrio, un compagno vedendolo gli disse: “Pier Giorgio, sei diventato bigotto?”. “No” – rispose – “sono rimasto cristiano”.

Il 22 e il 23 febbraio 2025 i giovani di Buoni Cristiani e Onesti cittadini si ritroveranno per gli ultimi step insieme del cammino: “L’attività dell’amore politico. Partecipare”.

Il primo incontro della terza annualità di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”

“Se non state dove si prendono le decisioni la storia vi passerà sopra”.

Con il nuovo anno Pastorale ha avuto inizio il terzo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, il percorso formativo triennale rivolto a giovani universitari e lavoratori di età compresa tra i 19 e i 29 anni promosso dalla Famiglia Salesiana del Piemonte e Valle d’Aosta (Salesiani di Don Bosco, Figlie di Maria Ausiliatrice e Salesiani Cooperatori): circa 40 giovani hanno aderito, la maggioranza costituita da coloro che hanno vissuto i primi due anni un cammino “di consapevolezza sul coraggio di pensarsi come una comunità che si sente chiamata ad un coinvolgimento personale e comunitario nella vita quotidiana. Un percorso che offre uno spazio di confronto e dialogo, nella convinzione che i credenti avvertono l’importanza  della PARTECIPAZIONE alla vita sociale e democratica”. 

Anche in questo anno, il magistero del Santo Padre ha illuminato lo studio del percorso di BCOC perché “Il tempo per la democrazia non è mai tempo perso”; pertanto, è il tema dell’impegno nella comunità sociale e politica a partire dalla Dottrina Sociale della Chiesa e dall’enciclica Fratelli Tutti, a guidare il cammino dei giovani.

Il 19 ottobre 2024 si è svolto il primo incontro in cui, dopo l’accoglienza con i saluti della nuova consigliera FMA suor Anna Bailo e l’Ispettore dei Salesiani, don Leonardo Mancini, l’equipe ha presentato in sintesi il percorso vissuto nei primi due anni della triennalità e dato avvio al cammino “Carità sociale politica politica” a partire da “I principi e valori: Costituzione e Dottrina Sociale della Chiesa, dalla Costituzione alla Dottrina Sociale della Chiesa: quale legge?”.

Primo step, guidato da Don Fabio Mamino e Ivana Borruso.

I giovani sono stati invitati a riflettere sul rapporto esistente tra Diritto e morale:  “Il diritto riflette ma non determina il valore morale di una società. Tanto più una società sarà giusta, tanto meno diritto ci sarà.  Tanto più una società è ingiusta, tanto più il diritto ci sarà” (cit. Grant Gilmore). 

L’ascolto di “Odio gli indifferenti” di Gramsci ha sollecitato a chiedersi quanto l’indifferenza operi potentemente nella storia: “Se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?”!

L’indifferenza nasce anche da una mancata consapevolezza da cui deriva inerzia nella responsabilità individuale. La mostra “Diritti in bella mostra” del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, che ha fatto da cornice all’intera giornata, ha offerto la possibilità di ripercorrere date e avvenimenti che hanno cambiato la storia: in particolare, il dialogo tra gli articoli della Costituzione e quelli della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo illustrato sui pannelli, ha consentito una lettura e uno sguardo attento e forse più consapevole facendo emergere la straordinaria attualità della necessità di conoscere tutti gli strumenti a nostra disposizione per proteggere realmente e concretamente i diritti di ogni donna e di ogni uomo.

I giovani hanno potuto poi visitare la mostra ponendosi alcune domande: “Cosa e quanto ne so? Mi interessa? Di fronte a quale diritto e dovere ho omesso?”. 

Di fronte alla richiesta di scrivere un nome conosciuto di chi ha agito nella storia per la tutela dei diritti illustrati, è stato interessante e arricchente leggere nomi conosciuti ma anche i nomi di di Associazioni/cooperative del territorio, Santi, uomini e donne uccisi dalla criminalità organizzata, missionari SDB, missionarie FMA, missionari laici ma anche volontari delle proprie comunità di appartenenza. 

Secondo step con l’intervento del prof. Budini

Dopo un piccolo break, il secondo step con l’intervento del prof. Budini, professore di storia delle dottrine politiche e filosofo politico per UPS e LUISS.

Il professor Budini, dopo un primo momento introduttivo sulle fonti del diritto (la storia, la filosofia) e sul significato e origine della “politica” con una attenta analisi di due grandi “parti” che hanno caratterizzato la storia, destra e sinistra, passato e futuro, tradizione e progresso, ha centrato la sua riflessione sul ruolo del cristianesimo nella storia a partire dalla Dottrina Sociale della chiesa. 

Tanti e diversi sono stati i passaggi che hanno provocato e suscitato domande sulla nostra indifferenza e la nostra paura di essere protagonisti attivi: “La nostra fede qui e ora”, “Il nostro oggi è il tempo per la tua santità”, “Di che pasta sei fatto?”, “Dai sapore?”, “Chi mi sta vicino, la luce la vede?”.

La definizione della Dottrina sociale come profetica che illumina i nostro poter essere nel mondo, ha offerto strumenti di lettura anche su chi ha avuto sempre uno sguardo profetico: “Oggi Papa Francesco sta descrivendo il mondo che può essere” invitando tutti a una conversione spirituale.

Terzo step con i giovani

Il terzo step ha visto come protagonisti i giovani, invitati a realizzare secondo un preciso modello a loro fornito, un progetto civico per sperimentarsi su modalità e strategie possibili per riflettere insieme sul bene possibile nel “qui ed ora”.

I giovani hanno dedicato tempo al confronto e al dialogo ipotizzando quali possibilità e opportunità di impegno e partecipazione offrono e chiedono gli spazi da loro vissuti nel quotidiano.

Dopo la restituzione finale condivisa in plenaria, Simone Budini ha esortato i giovani a impegnarsi perché “partecipare è bello”.

Un sincero grazie a Simone Budini che ha guidato i giovani con grande passione, entusiasmo che lasciano a tutti i presenti  una forte esortazione ad uno sguardo di speranza sull’oggi di ciascuno nel mondo.

L’incontro, concluso nella preghiera e infine con cena preparata dai giovani del Centro Professionale di Valdocco, proseguirà nel mese di gennaio con “La politica di cui c’è bisogno”.

Weekend conclusivo secondo anno Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

“Se non state dove si prendono le decisioni la storia vi passerà sopra”.

Il 17 e il 18 febbraio 2024 si è concluso il secondo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, un percorso formativo triennale rivolto a giovani universitari e lavoratori di età compresa tra i 19 e i 29 anni che nel suo secondo anno ha affrontato il tema dell’ecologia e della cura della “casa comune”, a partire dall’Enciclica “Laudato sì” e dell’Esortazione Apostolica “Laudate Deum” nella quale Papa Francesco ha voluto sollecitare ogni uomo e donna alla necessità di reagire perché “l’impatto climatico è un problema sociale globale intimamente legato alla dignità della vita umana”.

I relatori invitati, esperti, professionisti ma soprattutto testimoni di ricerca, di azione e di vita donata per il bene comune, hanno accolto l’invito a guidare i giovani presenti a riflettere sulla necessità e sull’urgenza di essere protagonisti di un cammino in cui l’impegno di ciascuno ha anche fare con la dignità umana e i grandi valori.

Due interventi e un’esperienza di ascolto sul territorio hanno caratterizzato la prima parte del weekend.

Primo step: “Alcune linee di orientamento nell’azione” 

Grazie alla presenza del professore Leonardo Becchetti, si è dato spazio ad una riflessione sull’urgenza di una transizione ecologica, fondamentale per il clima, la salute e la pace. 

In particolare, queste le domande a lui fatte in preparazione dell’incontro: 

  • come si possono tenere insieme sviluppo economico, sostenibilità ambientale e giustizia sociale? 
  • Come possono essere coinvolti i cittadini ? Che ruolo hanno i cittadini e le comunità locali? Che ruolo abbiamo noi?
  • Cosa ha a che fare la felicità con la nostra vita?

Leonardo Becchetti ha risposto approfondendo i seguenti aspetti:

  1. Anatomia e patologia: il mondo ha una serie di problemi, il corpo sociale è affetto da comorbilitá ovvero una serie di malattie tutte correlate tra loro.
  2. La cura, una visione di salute: guarire il corpo sociale. Decrescita, benessere e felicità.
  3. Le ricette e in che modo ciascuno può essere coinvolto.

Primo aspetto: l’innalzamento della temperatura globale è un dato che nessuno può più negare anche se rimane il rischio dell’iperazionismo. Tutto è correlato: inflazione, mercato del lavoro, disuguaglianza, povertà, individualismo, meno fiducia nelle istituzioni, complottismo, populismo. 

È necessaria una grande rivoluzione, una transizione: creare valore economico ma in modo sostenibile con il riciclo, con il riuso, con la rigenerazione, con materia seconda. 

Secondo aspetto: la cura dipende dalla visione della persona, della cultura, del benessere e dell’azione politica. Interessante, è stato l’approfondimento del benessere inteso come generativitá da cui deriva la felicità. “Abbiamo bisogno di cose che siano generative”, perché “la felicità ha il massimo impatto sociale – ambientale”, “più la vita è generativa più siamo felici”, e siamo generativi se siamo utili.

Ultimo aspetto: “l’arte delle relazioni” è ciò su cui soffermarsi. Nelle scuole occorrerebbe insegnare la cooperazione necessaria per cambiare e creare giustizia che passa attraverso il dono. “Questa è l’economia del Vangelo!”.

Il prof. Becchetti ha concluso riprendendo la frase di Don Bosco che dà il nome al cammino dei giovani presenti evidenziando come la qualità della politica dipende dalla qualità dei cittadini. 

I giovani, invitati ad una consapevolezza sulla loro ricerca di senso che li può guidare nei loro desideri di generativitá, hanno potuto comprendere la complessità e l’interconnessione esistente tra l’uomo e la casa da lui abitata, capirne le origini e gli effetti guardando alla felicità individuale che è tale se vissuta nella e per la Comunità.

Secondo step: Il principio del bene comune” 

La presenza del dottor Giancarlo Caselli è stata un’opportunità preziosa di incontro e ascolto di chi ha fatto della propria vita una testimonianza autentica di giustizia.

Ex allievo dei salesiani, ha citato don Bosco evidenziando il grande merito di essere stato capace di abitare il suo tempo senza cedere alle mode, decidendo di cambiare il sistema educativo con coraggio e investendo sul mondo giovanile.

La sintesi “Buoni Cristiani e Onesti cittadini” affianca la fede alla vita sociale:

“Don Bosco parte dall’onestà come senso della giustizia vissuto nell’intimità della propria coscienza per essere più liberi, solidali, buoni, educati”.

Il dottor Caselli ha proseguito delineando il tema della legalità che riguarda tutti, ricordando che la legalità “conviene” perché si vive meglio. L’illegalità al contrario crea povertà: illegalità economica, corruzione e mafia il cui fatturato toglie risorse ai cittadini. 

Questa premessa ha consentito di comprendere da subito il motivo per cui all’interno del percorso di “Buoni Cristiani e Onesti cittadini” fosse un’opportunità approfondire il tema delle mafie e delle agromafie.

In particolare, è stato evidenziato come l’agroalimentare sia un settore portante della nostra economia e che in quanto tale attira opacità, irregolarità, illegalità, mafiosi.

La presenza delle agromafie va dalla terra, allo scaffale, alla tavola e l’illecito ha un impatto ambientale: il traffico illecito dei rifiuti, lo sversamento dei liquami tossici nei terreni e nei corsi d’acqua con conseguenti danni spesso irreparabili. Questi sono i temi che rappresentano una delle emergenze e sfide cruciali dell’attuale sistema giuridico, sociale ed  economico.

L’analisi del settore alimentare, in particolare della sua contraffazione, ha permesso ai giovani di riflettere sulla necessità del non essere miopi, di parlare anche di questi problemi presenti nella nostra quotidianità, di capire, di approfondire tutte le volte in cui è possibile senza cedere all’”indifferentismo”, a non cadere nell’indifferenza alla politica (citando alcuni passaggi del discorso sulla Costituzione di Pietro Calamandrei fatto ai giovani milanesi il 26 gennaio del 1955).

I giovani hanno potuto dialogare con il dott. Caselli il quale ha saputo rispondere con la grinta che lo contraddistingue incoraggiandoli a partecipare alla vita della polis, alla vita della Comunità, in prima persona, stando insieme, l’un l’altro concludendo con una frase di Don Tonino Bello:

“Gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati”. 

Esperienza sul territorio

Dopo la cena condivisa con il gruppo dell’Animazione Missionaria, i giovani sono stati stati accolti al Sermig.

Qui hanno potuto ascoltare il racconto circa le attività di rete presenti nell’Arsenale della Pace per lo sviluppo di progetti sostenibili nei paesi in via di sviluppo, finalizzati a produrre auto sviluppo che incoraggia l’avvio di attività produttrici di reddito, valorizzando le risorse e le opportunità locali e offrendo risposte concrete e durevoli al bisogno di lavoro e sviluppo. 

La serata è terminata con un momento di preghiera nella cappella del Sermig, guidato da don Fabio Mamino in cui i giovani hanno affidato quanto ascoltato e le persone incontrate. 

Terzo step: “Ecologia della vita quotidiana” 

Una possibile strada per coniugare sviluppo economico e sostenibilità sociale ed ambientale è quella dell’economia circolare. Tale concetto, già presentato durante il primo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, è stato ripreso e ampliato con un intervento della dott.ssa Nadia Lambiase, presidente di Mercato Circolare srl, che ne ha evidenziato la stretta correlazione tanto con le tematiche economiche quanto con quelle ecologiche e politico – sociali, sollecitando i presenti a ritornare al punto di vista con il quale scegliamo di guardare il mondo. “Il nostro modo di vivere dipende dalla nostra postura, dal nostro sguardo”. 

114 sono le definizioni di economia circolare, darne una è una scelta politica.

Lo scopo è di mettere in piedi uno sviluppo sostenibile che tiene insieme la sfera ambientale, sociale ed economica ma anche una sfera temporale per un’equità sociale, una prosperità ambientale e un benessere economico per oggi e per domani. 

Dato questo assunto, Nadia Lambiase ha illustrato le 10 R dell’economia circolare affermando come un nuovo paradigma, declinabile su scale diverse, realizzi uno sviluppo sostenibile.

Diverse sono le esperienze e le scelte di azione che ognuno nel proprio quotidiano può mettere in pratica:

  • rifiutare, agire diversamente da come si è abituati a fare mettendo in piedi una pratica di allungamento della vita,
  • ripensare il proprio modo di usare, di rapportarsi con gli oggetti, con i servizi pubblici, 
  • riutilizzare e ricontenere,
  • riparare, riconvertire,
  • riciclare.

Per provare a mettere all’opera il proprio spirito critico come cittadine e cittadini, Nadia Lambiase ha presentato due documenti redatti dal Comune di Torino, “Piani d’azione locale del progetto Respondet (economia circolare e comunità energetiche)” e “Local Green Deal”, progetto Sme4Green (economia circolare e cibo) e ha invitato i giovani a dare il proprio contributo immaginando di essere l’amministrazione Comunale di Torino che deve decidere quali azioni mettere in campo, in particolare, nei seguenti ambiti:

  • incentivo alla raccolta separata per ridurre la produzione dei rifiuti, 
  • incentivo per tutti i servizi che allungano la vita,
  • riduzione dello spreco e approvvigionamento locale ed educazione alimentare sana ed equilibrata,
  • supporto ai mercati rionali e incentivi ai cittadini sull’utilizzo del mercato di prossimità rispetto alla grande distribuzione.

Diverse e interessanti sono state le idee e le proposte, tutte con un denominatore comune: il valore, la dignità, il benessere della persona radicata nella propria comunità, su un territorio. 

 Ultimo step: “La nostra terra, essere changemakers”

A conclusione del percorso, i giovani hanno dedicato tempo e spazio a fare una prima sintesi del cammino attraverso un questionario di verifica e un’ultima domanda sull’amore sociale con cui Papa Francesco conclude la Laudato Sì: Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale a livello politico economico culturale facendone la norma costante suprema dell’agire“.

La plenaria è terminata con un momento di condivisione da cui è emerso la gratitudine di un percorso in cui équipe e i giovani presenti hanno deciso di far parte di un cambiamento. 

La scelta di un cammino in cui blindare un tempo per l’incontro, l’ascolto, per la formazione che non è solo informazione ma acquisizione di chiavi di lettura critica, di speranza, di generativitá è il frutto e il seme di Buoni Cristiani Onesti Cittadini. 

I giovani hanno sperimentato la presenza di tanti giovani e di tanti uomini e donne che OGGI come changemakers riconoscono nell’invito di Santità di San Giovanni Bosco la strada da percorrere.

Buoni Cristiani e Onesti Cittadini: visita alla mostra “The Circle” alle Gallerie d’Italia

Il 20 gennaio 2024 i giovani di Buoni Cristiani e Onesti Cittadini insieme all’equipe si sono recati alle Gallerie d’Italia, con sede in Piazza San Carlo, per visitare la mostraThe Circle” (SCOPRI DI PIÙ), un progetto fotografico di Luca Locatelli commissionato dalle stesse Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo.

Il percorso espositivo ha offerto spunti di riflessione sul tema della “circolarità, oggi una delle più promettenti, ed ambiziose, strategie alla base della creazione di un futuro sostenibile da un punto di vista sia ambientale, che produttivo ed industriale”.

Attraverso le storie di sperimentazione e avanzamento industriale sostenibile “Nature Based Solutions”, i giovani si sono confrontati con fonti di informazione diverse da quelle a cui spesso si è abituati.

Nel percorso di BCOC il tentativo è di mettere sul tavolo l‘informazione completa, “estesa e affidabile per adottare decisioni orientate al bene comune presente e futuro (Laudato Si)”.

La mostra, sotto questo aspetto, ha saputo raccontare la rivoluzione delle soluzioni possibili, buone pratiche, sperimentazioni, ambizioni e percorsi di questa “nuova utopia” lasciando al temine del percorso dubbi, domande uniti al desiderio di essere changemakers di questa circolarità.

Primo incontro della seconda annualità del percorso “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”

“Se non state dove si prendono le decisioni la storia vi passerà sopra”.

L’invito di Papa Francesco ha ispirato, nel 2022, la progettazione del percorso “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, il percorso formativo triennale rivolto a giovani universitari e lavoratori di età compresa tra i 19 e i 29 anni promosso dalla Famiglia Salesiana del Piemonte e Valle d’Aosta (Salesiani di Don Bosco, Figlie di Maria Ausiliatrice e Salesiani Cooperatori) e pensato a partire dai temi suggeriti dagli stessi giovani desiderosi di continuare a essere accompagnati nel loro cammino di discernimento per riconoscere i dati di realtà, interpretarli alla luce del Vangelo e quindi scegliere di vivere la propria identità cristiana nel mondo.

Il magistero del Santo Padre ha illuminato lo studio del percorso di BCOC offrendo una traccia di cammino in tre tappe, una per ogni anno, così sintetizzabile:

  • ANNO 1: Economia e Comunità
  • ANNO 2: Ecologia e Casa Comune
  • ANNO 3: Politica e carità

La proposta del secondo anno affronta il tema dell’ecologia e dalla cura della “casa comune”, a partire dall’Enciclica Laudato Sì

Il 29 ottobre 2023, presso la Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, 40 giovani provenienti dalle case salesiane del Piemonte, hanno risposto all’invito: la maggior parte dei presenti ha scelto di continuare il percorso intrapreso il primo anno.

In questo primo incontro ci siamo soffermati sul “L’adesso di Dio – giovani e casa comune”. In linea con l’Enciclica Laudato Sì, grazie alla guida e all’aiuto di Isabella Brianza e Sergio Sereno, i giovani sono stati invitati a fare i primi passi nel Vedere, Giudicare e Agire.

In particolare:

  • vedere “Il grido della Terra e il grido dei poveri” a partire dall’analisi della crisi climatica con l’aiuto dei migliori frutti della ricerca scientifica per “lasciarsi toccare in profondità e dare una base di concretezza al percorso etico e spirituale” intrapreso;
  • giudicare attraverso una lettura della radice umana indicata da Papa Francesco;
  • agire chiedendoci “ Quale forma di “resistenza” per il futuro dell’umanità?

Dopo i saluti dell’Ispettore dei Salesiani, del Delegato SDB e della consigliera FMA, l’equipe ha introdotto il percorso ripercorrendo i passi fatti nel primo anno per evidenziare che i grandi temi affrontati sono legati gli uni agli altri perché “Tutto è connesso”.

I giovani si sono fatti coinvolgere da un primo momento di innesco in cui si sono interrogati su quanto ne sanno della crisi ambientale, step preliminare per riflettere sulle cause, sulle conseguenze e sugli scenari, frutto della letteratura scientifica attuale.

Nello step successivo, i giovani sono stati sollecitati a domandarsi qual è il paradigma tecnocratico di riferimento? Un approfondimento filosofico-economico sulla radice umana indicata dal Papa ha evidenziato quanto il paradigma di cui siamo sommersi si “nutre mostruosamente di se stesso” (Laudate Deum) facendo “credere a tutti che sono liberi se conservano una pretesa libertà di consumare, quando in realtà coloro che possiedono la libertà sono quelli che fanno parte della minoranza che detiene il potere economico e finanziario” (Laudato Sì).

Dopo un breve coffee break, il terzo step: il nostro sguardo da cristiani deve essere uno sguardo di speranza

Quale forma di “resistenza” per il futuro dell’umanità e quali ambiti coinvolge, a che tipo di cambiamento possiamo aspirare? Perché è “anche” un tema di noi cristiani? Queste le domande che hanno visto interagire i giovani con i relatori prima di interrogarsi personalmente e di confrontarsi in gruppo sull’antropologia cristiana che sta alla base dell’ecologia integrale e da cui emerge una forte interconnessione tra Dio, la Terra (Casa Comune) e il Prossimo.

Ai giovani, suddivisi in gruppo, sono stati consegnati stralci della Laudato Sì con l’invito, attraverso la ricerca di alcuni siti suggeriti, di verificare se esistono esperienze che incarnano le parole di Papa Francesco ma anche se è possibile sognarne alcune o ancora, se alcune esperienze le stanno magari già realizzando e/o incarnando i giovani stessi con le loro scelte quotidiane. 

L’incontro con i relatori si è concluso con una restituzione ricca e interessante e con un grazie a Isabella e Sergio che con competenza, professionalità e passione insieme alla loro testimonianza hanno reso l’incontro uno spazio fecondo per far maturare la consapevolezza di tutti i presenti nella cura della nostra casa comune. 

La preghiera ha voluto “Celebrare” l’incontro partendo dalle parole di Papa Francesco: “Quando cerchiamo prima di tutto il regno di Dio, mantenendo una giusta relazione con Dio, l’umanità e la natura, allora la giustizia e la pace possono scorrere, come una corrente inesauribile di acqua pura, nutrendo l’umanità e tutte le creature“.