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CnosFap Regione Piemonte – competizione VET Excellence Awards 2019

Si riporta il comunicato stampa del Cnos-Fap Regione Piemonte in merito alla competizione VET Excellence Awards 2019 che prevede l’assegnazione del premio “miglior PMI, nella realizzazione di percorsi di apprendistato”.

Tra i partecipanti vi sarà la società Arol spa, la quale collabora da tempo con l’Ente Cnos-Fap di Bra alla realizzazione del Percorso di specializzazione tecnica superiore “IFTS Tecnico Trasfertista“.

Il Cnos-Fap Regione Piemonte è orgoglioso di annunciare che l’azienda Arol spa, con cui da anni è in corso una proficua collaborazione nello sviluppo del percorso di specializzazione tecnica superiore “IFTS Tecnico Trasfertistaformazione” presso la sede Cnos-Fap di Bra, è stata candidata per l’assegnazione del prestigioso premio europeo VET Excellence Awards 2019 come “miglior PMI, nella realizzazione di percorsi di apprendistato” organizzato durante la settimana europea della Formazione Professionale che si svolgerà ad Helsinki dal 14 al 18 ottobre prossimo.

All’interno della categoria PMI saranno soltanto due le realtà aziendali a contendersi il premio organizzato dalla European Alliance for Apprenticeships (EAfA):

  • il Limerick Strand Hotel di Parigi;
  • AROL s.p.a.

Al di là della possibilità di vincere o di arrivare secondi, crediamo che questa candidatura e possibile premiazione rappresentino una bella opportunità di far conoscere, in un contesto istituzionale, la qualità del lavoro quotidiano che viene realizzato in stretta e reale collaborazione con le aziende, con i giovani studenti dei  percorsi di istruzione e formazione professionale dei CFP CNOS-FAP.

 

La vittoria sarà assegnata, oltre che dal voto espresso dalla giuria di tecnici appositamente predisposta, dalla votazione che è aperta online fino al 15 ottobre prossimo.

 

Per maggiori informazioni:
Cnos-Fap Regione Piemonte
sara.spata@cnosfap.net
Tel. 011.5224304 – Cell. 349.4457611

Salesiani di Bra: spente le 60 candeline dell’Istituto Salesiano “San Domenico Savio”

Si riporta l’articolo pubblicato da IdeaWebTV il 17 settembre a cura di Danilo Lusso in merito alla giornata di celebrazioni e di festa per i 60 anni dei Salesiani di Bra, presenti all’ombra della Zizzola dal settembre del 1959.

Le sessanta candeline dell’Istituto Salesiano “San Domenico Savio” di Bra, sono state spente ufficialmente ieri sera, il 16 settembre 2019.

Grande giornata di celebrazioni e di festa in viale Rimembranze prima e, poi, in via Piumati per la “casa salesiana” presente all’ombra della Zizzola dal settembre del 1959.

Nella palestra dell’Istituto, si sono susseguiti gli interventi di saluto e di ricordo: don Alessandro Borsello (neo-direttore braidese), Gianni Fogliato (sindaco), don Luigi Compagnoni (direttore a Bra dal 1997 al 2006), don Augusto Scavarda (ex direttore del Cfp), don Sebastiano Bergerone (ex presidente dell’Istituto Tecnico), Teresio Fraire (preside Scuola Media), Marco Fissore (intervento sull’Oratorio), Valter Manzone (direttore del Cfp, con intervento sui Cooperatori), Michelino Davico (intervento sugli Ex-Allievi), Fabrizio Berta (sintesi Its), Francesco Bombonato (intervento sulla Spagna), Franco Burdese (“anima” del Cnos-Fap cittadino braidese, intervenuto sulla banda), Bruna Sibille (ex sindaco di Bra ed ex insegnante ai Salesiani), Domenico Dogliani, il parroco don Giorgio Garrone, la PGS.

Dopo i saluti finali, i presenti si sono spostati nei locali dell’ex conceria “La Novella” in via Piumati, nell’ex supermercato, per il via ufficiale alla mostra antologica dedicata ai 60 anni della Casa Salesiana. Don Borsello ha “scoperto” la foto della prima comunità salesiana braidese, poi la banda musicale “Giuseppe Verdi” ha allietato i visitatori.

Spazi concessi dalla famiglia Revello, proprietaria del Gruppo Dimar, che ha messo a disposizione un locale di oltre 450 metri quadrati. La mostra, a pochi passi dall’Istituto di viale Rimembranze, è ricca di reperti, testimonianze, foto curiosità che daranno vita ad una casa comune dei tanti insegnamenti di don Bosco, fino al 31 gennaio 2020. Gli orari di visita per il pubblico (ingresso libero) saranno resi noti nei prossimi giorni.

La Stampa: Con una mostra i salesiani celebrano i 60 anni a Bra

Si riporta l’articolo pubblicato su La Stampa il 15 settembre 2019 in merito alla mostra celebrativa dei 60 anni di attività dei salesiani a Bra.

Con una mostra i salesiani celebrano i 60 anni a Bra

I primi salesiani arrivarono a Bra nel luglio del 1959, provenienti da Fossano. Si era appena conclusa la costruzione del palazzo che si affaccia su quello che oggi è viale Rimembranze, e la piccola comunità – guidata da don Corrado Bruno – ne prese possesso, iniziando a programmare l’anno scolastico, che si sarebbe avviato il primo di ottobre. Ma il momento della «consacrazione» pubblica della loro presenza fu martedì 8 settembre di quell’anno, quando anche i confratelli si unirono alla processione della Madonna dei fiori. E domani, dalle 17 nei cortili dell’istituto, si avvieranno i festeggiamenti per i 60 anni di permanenza a Bra.

Nell’ex conceria

Spiega don Alessandro Borsello, nuovo direttore e successore di don Vincenzo Trotta:

«La presenza dei salesiani a Bra è sempre stata molto amata. In questi lungo periodo, sono stati tanti i confratelli che hanno vissuto qui una parte della loro vita, educando i giovani e formandoli per il futuro».

Aggiunge:

«Oggi l’opera è molto vivace: abbiamo una scuola media, un Centro di formazione professionale, un oratorio e ospitiamo anche gli studenti dell’Istituto professionale del “Guala”. La mostra che inaugureremo lunedì sera (domani, ndr) ripercorre questo periodo e ne mette in luce le peculiarità e le trasformazioni».

Aggiunge Franco Burdese, docente del Cfp e curatore – insieme a molti colleghi, ex allievi e cooperatori salesiani – dell’esposizione:

«Abbiamo cercato fotografie d’antan e di oggi per raccontare 60 anni di vita e lavoro dei salesiani e dei laici che collaborano con loro. Ascolteremo tante testimonianze di confratelli che sono passati nella casa di Bra e oggi sono in qualche altra opera del Piemonte salesiano».

Sono attesi inoltre il sindaco Gianni Fogliato, Domenico Dogliani, storico dirigente della Ferrero, il direttore di Confindutria Cuneo Giuliana Cirio, tanti industriali e imprenditori amici dell’opera.

Dopo la riunione celebrativa in istituto, ci si sposterà tutti alla Novella, l’ex conceria di via Piumati, che la famiglia Revello (proprietaria della Dimar e dell’immobile) ha messo a disposizione gratuitamente per realizzare la mostra. Previsto anche un momento di Festa di compleanno con torta e brindisi collettivo. L’esposizione sarà aperta tutti i pomeriggi, a ingresso gratuito, fino
al 31 gennaio. R. S.

Scuola media Salesiani di Bra: English Alive

Un’esperienza riuscita quella del corso di inglese intensivo “English Alive” tenutosi alla Scuola media dei Salesiani di Bra da parte di insegnanti madrelingua, laureati, qualificati E.F.L, specializzati nell’insegnamento dell’inglese a stranieri e provenienti dall’Inghilterra. Il corso si è svolto durante la settimana precedente l’inizio delle lezioni scolastiche, da lunedì 2 a venerdì 6 settembre 2019.

L’obiettivo principale era imparare e migliorare sia la padronanza linguistica che la scioltezza nell’uso della lingua e la pronuncia. Il metodo è stato interattivo e coinvolgente. Partendo dalle conoscenze linguistiche di base già possedute dagli studenti, veniva loro offerta la possibilità di utilizzare quanto avevano già appreso in un contesto fortemente comunicativo in interazione con insegnanti di inglese qualificati. Il programma era concentrato su attività di speaking e listening e volto al miglioramento della pronunciation, communication, fluency e vocabulary.

Per venire incontro alle esigenze lavorative dei genitori e per offrire ai ragazzi/e attività divertenti e utili, essendo ancora tempo di vacanza, la scuola salesiana ha proposto al pomeriggio attività ludiche, laboratoriali e culturali, anche in lingua inglese, con i docenti della stessa scuola.

E’ da anni che la scuola media salesiana di Bra organizza i corsi estivi di inglese aperti al territorio. Quest’anno però è stata scelta questa nuova impostazione, che permette un maggior apprendimento e minori costi per le famiglie. Infatti le adesioni sono state assai numerose, tanto che si sono sdoppiate le classi prime e seconde. In tutto 64 partecipanti. Il gradimento delle famiglie è stato molto elevato, come pure quello dei ragazzi partecipanti: un’esperienza senz’altro da ripetere!

Salesiani di Bra: l’ingresso del nuovo direttore, don Alessandro Borsello

Martedì 27 Agosto alle ore 19.00 si è svolta la cerimonia di insediamento di don Alessandro Borsello come nuovo direttore della Comunità Salesiana di Bra. Erano presenti l’Ispettore don Enrico Stasi, alcuni confratelli di Borgomanero venuti ad accompagnare il neo-direttore, i confratelli di Bra e alcuni membri della Famiglia Salesiana.

La funzione si è svolta in modo semplice e famigliare, ma nello stesso tempo solenne ed emozionante. Sono stati letti gli articoli della Regola riguardanti la figura e il ruolo del direttore, che l’Ispettore nel suo breve intervento ha illustrato augurando a don Alessandro di essere un direttore con il cuore di Don Bosco. Sono seguite le invocazione dei Santi per implorare protezione e aiuto. Quindi don Alessandro ha promesso fedeltà al magistero
della Chiesa e della Congregazione recitando solennemente il Credo. La firma sul protocollo ha suggellato il rito, che si è concluso con l’abbraccio dell’ispettore, la foto finale e la cena in fraternità.

Lasciamo la parola al nuovo direttore, a cui abbiamo chiesto di esprimere i sentimenti che ha provato in questo giorno per lui così significativo.

“Sto vivendo in questi ultimi giorni una serie di emozioni differenti: la gratitudine alla comunità e ai tanti amici di Borgomanero che soprattutto negli ultimi tempi mi hanno manifestato affetto e riconoscenza; la fatica del distacco da persone col tempo divenute care; l’impressione di lasciare incompiuto il lavoro pastorale avviato; la paura di non essere all’altezza del nuovo compito affidatomi. Nello stesso tempo ho avvertito subito forte il calore e l’accoglienza della comunità e della gente di Bra, manifestatami fin dalla notizia della nomina come direttore. Mi fa effetto rivedere cresciuti i ragazzi lasciati ancora bambini all’oratorio o alla scuola media, sentirmi salutare per la strada da gente che pensavo di aver dimenticato. Faccio tesoro di tutto questo, augurando a me e a tutti gli amici di Don Bosco di poter contribuire col nostro impegno a tener vivo il suo sogno, presente nella nostra città da sessant’anni”.

Salesiani Bra: il direttore don Vincenzo Trotta lascia l’Istituto dopo 6 anni di attività

Don Vincenzo Trotta dell’Istituto Salesiano San Domenico Savio di Bra lascia l’incarico di direttore a don Alessandro Borsello: “Percorso bello, accattivante, ricco di soddisfazioni”.

Si riporta l’articolo e il video pubblicati ieri da IDEAWEBTV  in merito ai 6 anni di attività di don Vincenzo Trotta presso i Salesiani di Bra.

Tra oggi e domattina si conclude, ufficialmente, l’incarico affidato a don Vincenzo Trotta. Dopo 6 anni, non sarà più il direttore dell’Istituto Salesiano “San Domenico Savio” di Bra, sito dal 1959 in viale Rimembranze. Sarà sostituito da don Alessandro Borsello, in arrivo da Borgomanero e al ritorno all’ombra della Zizzola. I nostri microfoni hanno raggiunto don Trotta nel suo ufficio, all’interno dell’Istituto braidese. Domani inizierà una “nuova avventura” alla Basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino.

Salesiani Bra: il nuovo direttore si presenta

L’Istituto Salesiano San Domenico Savio di Bra dà il benvenuto al nuovo direttore, Don Alessandro Borsello, il quale si presenta con una breve intervista condotta dai Salesiana di Bra.

Che effetto fa tornare a Bra da direttore?

Non me lo aspettavo. Il nostro ispettore da tempo mi aveva chiesto la disponibilità ad assumere incarichi nuovi nell’ambito delle nostre attività, ragionando anche su alcune possibilità concrete; ma quando a fine maggio mi ha prospettato l’eventualità di tornare a Bra con il ruolo di direttore sono stato davvero preso alla sprovvista. Ero venuto via a malincuore da quell’ambiente, nel quale per sei anni avevo operato nella scuola media, nell’oratorio, in parte nella formazione professionale, e dal quale avevo ricevuto moltissimo in termini di affetto, di stima, di opportunità di crescita. In questi ultimi quattro anni a Borgomanero però ho avuto modo di vivere un’esperienza altrettanto arricchente, in particolare nel lavoro quotidiano con ragazzi e insegnanti con i quali ho svolto un’attività pastorale che adesso, sono sincero, mi spiace dovere interrompere. E così mi trovo a vivere in questi tempi una strana sensazione: vado via col cuore un po’ rotto per tornare in un ambiente che avevo lasciato col cuore un po’ rotto.

Cosa ti porti via dall’esperienza di questi anni a Borgomanero?

Il Don Bosco di Borgomanero è un’opera prevalentemente scolastica: liceo classico, liceo delle scienze umane con indirizzo economico sociale e sperimentazioni nell’ambito del gusto e dell’innovazione, scuola media; in totale più di cinquecento allievi, una sessantina di insegnanti, scuola aperta per attività e studio fino a sera: lavorare in un ambiente così è in sé una grande ricchezza. In questi anni si è lavorato molto per rendere la scuola sempre più attenta alle innovazioni tecniche e didattiche, sperimentando nuove forme di apprendimento. Senza dubbio però quello che più mi porto via è la qualità delle relazioni costruite: la vita della comunità salesiana; la condivisione del lavoro didattico e pastorale con gli insegnanti e gli educatori; l’affetto, a volte un po’ rustico, dei ragazzi e dei giovani che mi sono trovato ad accompagnare e con i quali ho condiviso tante belle avventure.

Quali altre esperienze di vita salesiana avevi vissuto precedentemente?

Sono salesiano dal 1993, prete dal 2001. Dopo gli anni di formazione, sono stato per tre anni a Châtillon (AO) come insegnante e coordinatore pastorale nella scuola professionale (con indirizzo di meccanica e falegnameria) e responsabile del convitto delle superiori: un impegno talvolta gravoso, ventiquattr’ore su ventiquattro, a contatto però con un bel gruppo di giovani e di insegnanti, nel quadro incantevole delle montagne della Valle d’Aosta. Poi per quattro anni sono stato a Torino-Valdocco come incaricato della comunità vocazionale e insegnante e coordinatore pastorale della scuola media. Sono state attività diverse tra loro che mi hanno fatto crescere perché mi hanno obbligato a mettermi in gioco e a cercare in me risorse e competenze che mi mancavano o che non sapevo di avere.

Quali progetti e desideri hai nel cuore arrivando come direttore a Bra?

Da sessant’anni ai Salesiani è chiesto di essere presenza viva di Don Bosco tra la gente di Bra e in particolare tra i giovani. Se nei primi anni l’opera è stata fondamentalmente in mano alla comunità religiosa, col tempo è maturata la consapevolezza, anche a livello di Chiesa e di Congregazione, che questa missione è condivisa con tutta la comunità educativo-pastorale: salesiani, cooperatori e amici dell’opera; insegnanti e formatori; giovani e famiglie di oratorio, scuola e CFP; tessuto ecclesiale e sociale in cui si è inseriti e con il quale si è chiamati a collaborare. Credo allora che il primo compito affidato a me come direttore, così come a quanti mi hanno preceduto, sia quello di guidare questa grande comunità nel compiere questa missione, curando la qualità delle relazioni, il dialogo, la condivisione di progetti e di attività. È la prima volta che mi trovo a svolgere questo tipo di incarico e non nego qualche timore; nello stesso tempo penso che questo possa diventare per tutti un’occasione di crescita e di rinnovamento. E poi, non avevo chiesto io di andare via da Bra e non ho chiesto di tornarci: il Signore ci metterà del Suo!

Un tocco d’artista nella Chiesa dei salesiani

Riportiamo l’articolo pubblicato su “Bra Oggi” di martedì 30 luglio 2019, con l’intervista a Silvia Allocco – giovane e promettente artista, cresciuta come animatrice nell’oratorio salesiano di Bra – riguardo gli abbellimenti a tema sulle pareti del salone dell’oratorio e della sala mensa dell’istituto.

L’autrice è Silvia Allocco, giovane e promettente artista. Dopo i primi faticosi passi compiuti con tenacia ed estro, ora é molto conosciuta e richiesta sul nostro territorio per interventi artistici di vario tipo. L’esperienza in sud America ha reso ancora più originale e versatile la sua vena artistica. E’ cresciuta come animatrice nell’oratorio e nella scuola dei Salesiani. Qui ha lasciato l’impronta dei suoi primi lavori: gli abbellimenti a tema sulle pareti del salone dell’oratorio e della sala mensa dell’istituto. Non restava che la chiesa, un compito che ha fatto suo fin da subito e che ha portato a termine con grande perizia. A lei rivolgiamo alcune domande per comprendere meglio il senso del suo lavoro. Alcuni riquadri sono riportati in questa pagina.

Da dove è nata l’idea di dipingere la chiesa del Salesiani?

Già da cinque anni si’ parlava con don Vincenzo di rinnovare la chiesa, ma per varie ragioni il progetto finora non aveva mai potuto essere avviato. Il desiderio era quello di ringiovanire l’ambiente, che ormai da parecchi anni conservava lo stesso aspetto. Oltre alla ricerca di uno stile più moderno e di un’atmosfera che conciliasse la preghiera, vi era anche un intento didascalico: l’obiettivo di creare delle immagini che parlassero di Gesù e della fede ai tanti giovani che frequentano la chiesa quotidianamente. l’attesa ha dato frutto ed è stata in fondo provvidenziale, perché mi ha portata ad affrontare il lavoro con maggior esperienza e consapevolezza rispetto a cinque anni fa, quando ero ancora all’inizio della mia attività artistica.

Come ti sei preparata alla realizzazione del progetto?

Ho cercato di lasciarmi ispirare, ho pregato tanto e sono andata a messa qualche mattina. Ho provato a non aver fretta e ho trascorso qualche giornata più con la Bibbia che con la matita in mano. Poi l’ispirazione pian piano è arrivata e di idee che inizialmente mi sembravano nebulose ho scoperto, nel corso del lavoro, significati e collegamenti che inizialmente non avevo neanche immaginato.

Qual è stata la fonte di ispirazione?

La chiesa non ha una vera e propria dedicazione quindi ho ricercato nello spirito salesiano e nella sua predilezione per i giovani lo spunto per il taglio da dare all’ambiente e per i temi da raffigurare. Per quanto riguarda invece lo stile, ho fatto riferimento ad un artista brasiliano contemporaneo, Claudio Pastro, che apprezzo particolarmente per i colori, la stilizzazione moderna con richiami all’arte bizantina, e per il senso di eterno, di “astrazione dal tempo”, che mi trasmettono le sue opere.

Quali scene hai voluto rappresentare? Perché?

Dietro l’altare sono raffigurati alcuni episodi della vita di Gesù, l’eternamente giovane” (come lo definisce Papa Francesco nell’esortazione apostolica Christus vivit), una sequenza di scene che raccontano gli ultimi giorni della sua vita dall’unzione di Betania fino alla salita al Calvario. Il crocifisso (in legno, in posizione centrale) si pone come chiave di volta della storia della salvezza.

Seguono le scene successive alla deposizione dalla croce, dalla resurrezione fino alla discesa dello Spirito Santo. Lungo le pareti della chiesa sono invece raffigurati quattro episodi del Vangelo i cui protagonisti sono giovani: l’annunciazione (Maria che da fanciulla accoglie l’annuncio dell’angelo con il suo si), la moltiplicazione dei pani e dei pesci (in cui un giovane mette a disposizione tutto quello che ha per permettere a Gesù di compiere il miracolo), la parabola del padre misericordioso (un ragazzo ritorna dal padre dopo averne sperperato l’eredità ed è riaccolto con un abbraccio ai perdono) e infine la resurrezione della figlia di Giairo (Gesù ridona la vita a una fanciulla).

I primi due episodi rappresentano l’impegno dell’uomo. Il piccolo o grande sì che ciascuno dice a Dio mettendo a frutto i propri doni e impegnandosi in un cammino di santità. Le ultime due scene invece rappresentano la grazia di Dio, che dona il perdono, la vita e la salvezza a chi ha fede al di là del merito e delle opere. Questi due aspetti si congiungono e si completano nel cammino verso la salvezza. Essa non può essere “meritata” e dovuta per le nostre opere se non c’è un intervento della grazia di Dio che ci salva. D’altro canto Dio attende il nostro si per portare a compimento il progetto di salvezza che ha per ciascuno.

E’ stato un lavoro impegnativo?

Abbastanza. Sia per l’estensione della chiesa, sia tecnicamente. Per esempio, ho valorizzato alcuni particolari con la tecnica della doratura, che non avevo quasi mai utilizzato prima. Si tratta dell’applicazione di foglia oro per dare maggior lucentezza.

Sei soddisfatta per quanto hai realizzato?

Sono molto soddisfatta. Sentivo parecchio la responsabilità di questo lavoro. Intanto perché la considero la “mia” chiesa, quella che frequento da 15 anni. Questo mi imponeva di realizzare un’opera che soddisfacesse in primis me stessa e la mia autocritica per poter continuare a pregarci dentro senza distrazioni e senza aver l’occhio che cade” su errori o particolari mal riusciti.

Inoltre sentivo una grande responsabilità nei confronti della comunità: avendo ricevuto tanta fiducia desideravo davvero realizzare un’opera che piacesse alla gente. Mettere d’accordo tutti è difficile e i cambiamenti a volte possono non essere apprezzati. Spero di Essere riuscita nell’intento.

Sai indicare quali lavori ti hanno dato finora maggiori soddisfazioni?

Senz’altro un paio di lavori che ho svolto in Perù: la pittura di un abside di oltre 7 metri nel Santuario Serair de la vida a Chimbote e la realizzazione di una cappella in una casa salesiana a Lima (lavoro che ha incluso la progettazione, oltre che dei dipinti sulle pareti, anche delle vetrate, della via crucis, del design di panche e mobili). Insomma un progetto completo.

Quali altri lavori in altri contesti trovi più congeniali al tuo estro?

Amo gli acquerelli, i colori allegri e le linee morbide. Un mondo che mi ha sempre attratta è quello delle illustrazioni per bambini. Ho potuto realizzare qualche lavoro in questo ambito per l’editrice Elledici negli anni passati.

Quali progetti professionali coltivi per il futuro?

I progetti più interessanti in cantiere per il, prossimo periodo sono la progettazione e realizzazione dei dipinti per una chiesa salesiana a San Paolo, in Brasile e di un salone-chiesa in una casa salesiana di Torino. Insomma, sempre all’opera sotto lo sguardo di don Bosco.

Salesiani di Bra: Campo Scuola a Lanzo

Anche quest’anno, la Scuola Media dei Salesiani di Bra ha organizzato il Campo scuola per gli allievi/e.

In 35 hanno partecipato nell’ultima settimana di giugno alla bella esperienza in località Lanzo torinese, che si trova all’imbocco di tre valli alpine.

Le giornate sono state scandite da momenti formativi, con testimonianze e attività di gruppo e da momenti ludici in varie strutture.

Non sono mancate le passeggiate al famoso “Ponte del Diavolo” e fino al Santuario di Sant’Ignazio che svetta sul paesaggio circostante.

Memorabile anche la giornata trascorsa alla frescura della piscina. Responsabile dell’iniziativa è stato don Livio Sola validamente coadiuvato da Stefano, detto Ippo, esperto animatore dell’oratorio di Lanzo.

Al Preside, il compito dell’assistenza in alcuni momenti della giornata.

Un soggiorno vario, divertente e formativo, che i ragazzi ricorderanno a lungo.

CnosFap Bra – Casa della formazione formatori!

Si riporta la notizia proveniente dal Centro di Formazione Professionale di Bra: da quest’anno è divenuto ufficialmente la “Casa della formazione formatori”. Lunedì 24 giugno si sono avviati i corsi di aggiornamento a livello nazionale nei settori di meccanica industriale e dell’informatica digitale.

Quest’anno il CFP braidese è diventato, ufficialmente, la «casa della formazione formatori», con tre corsi estivi in contemporanea.

Ieri – lunedì 24 giugno – si sono infatti avviati i corsi di aggiornamento, a livello nazionale, nei settori meccanica industriale (Tecniche di digitalizzazione dei sistemi didattici nella meccanica industriale), in quello dell’informatica digitale (Didattica attiva, tecniche innovative di apprendimento in ambiente digitale, sicurezza e privacy web) e, infine, in quello del settore turistico-alberghiero/agroalimentare (Il mondo del latte e i suoi prodotti lattiero-caseari), coordinati dai rispettivo segretari nazionali Maurizio Todeschini, Fabrizio Venere (braidese) e Andrea Cesaro, coadiuvato dal collega braidese Franco Burdese che ha curato la logistica delle visite tecniche.

Nel corso della settimana, attivato anche il primo «infettamento» digitale in un’area professionalizzante, con in attività di didattica attiva in comunione tra digitali e meccanici. Particolarmente itinerante quello del settore agroalimentare, i cui utenti vanno alla scoperta del mondo lattiero-caseario, laddove si producono sia il latte sia i suoi derivati. L’accoglienza, nel Cfp braidese, è stata positiva e anche apprezzata dai corsisti, grazie al lavoro sinergico di tanti formatori, che sono impegnati a vario titolo in questa esperienza. Il saluto iniziale agli oltre 60 formatori, provenienti da molte regioni italiane, è stato portato dal direttore dell’opera salesiana don Vincenzo Trotta e dal direttore del Centro Valter Manzone; atteso anche il direttore di sede nazionale Cnos Fap, don Pietro Mellano; ricco il calendario delle attività extracorsuali che sono state messe in atto nelle varie serate.