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23 maggio 1920 – 2020: cento anni dall’inaugurazione del monumento a Don Bosco

Domani, 23 maggio 2020, si festeggeranno i 100 anni del monumento a Don Bosco che si trova nel piazzale davanti alla Basilica Maria Ausiliatrice di Torino, Valdocco. Il 1° settembre 1911, in occasione del Congresso Internazionale degli Exallievi si concretizzò l’idea di erigere un monumento dedicato al “Santo dei giovani”, Don Bosco. L’inaugurazione ufficiale avvenne qualche anno più tardi, a causa della Prima Guerra Mondiale, il 23 maggio 1920, alla vigilia della festa di Maria Ausiliatrice e della solennità di Pentecoste.

 

Si riporta di seguito un estratto dell’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito alla ricorrenza del monumento.

Il monumento si compone di una piramide tronca e da due ali laterali che formano una sorta di altare, ed è costituito in bronzo, per la statua del santo e dei ragazzi, e per i bassorilievi, e in granito porfidico della Val Camonica per il basamento. Complessivamente, il blocco artistico misura 11,25 metri di lunghezza, per 15,65 di larghezza, ed è alto 6,50 metri.

In cima e al centro della piramide è collocato il gruppo principale costituito dalla figura del santo, circondato da 4 fanciulli; alla base della scalinata, in asse con questo, si trova il gruppo dell’“Umanità chinata al bacio della Croce” nelle vesti di una donna velata che offre a un uomo il crocifisso da baciare.

Le ali laterali sono utilizzate per rappresentare le maggiori devozioni di Don Bosco: a destra, si trova la “devozione alla SS. Eucaristia” rappresentata da un robusto operaio in adorazione, innanzi al quale una donna prega e una madre esprime la tenerezza della maternità cristiana; sulla sinistra la “devozione alla Vergine Ausiliatrice” dove un fiero indio si prostra a Maria Ausiliatrice, cui due vergini devote recano fiori.

Tutt’intorno alla piramide corre un festone con un motivo ornamentale di frutta esotica, che richiama il tema dei tre altorilievi collocati sul retro e che mostrano alcuni tra i principali ambiti di azione dei Figli spirituali di Don Bosco all’epoca del monumento: “i missionari salesiani tra gli emigranti italiani” al centro; sulla destra “le scuole professionali salesiane”, e a sinistra “le scuole agricole salesiane”.

Una volta deliberato, all’unanimità, di erigere il monumento a Don Bosco, all’interno del Consiglio direttivo della Federazione Internazionale degli Exallievi vennero costituiti un comitato promotore per la raccolta dei fondi e un comitato esecutivo per organizzare il concorso per il progetto di un monumento.

La raccolta fondi ebbe un grande successo. La somma preventivata di 200.000 £ venne presto raggiunta con le libere donazioni, con la Città di Torino che sostenne l’omaggio ad uno dei suoi cittadini più illustri con un contributo di 20.000 £.

Contemporaneamente venne avviato il concorso internazionale per la scelta del progetto. Tra 59 candidati, dopo diverse selezioni, a vincere fu Gaetano Cellini di Ravenna, perché venne ritenuto che meglio degli altri concorrenti aveva saputo catturare lo spirito di carità che aveva permeato l’attività del Santo.

L’inaugurazione fu maestosa: grande la partecipazione del pubblico, vivo e sincero l’entusiasmo da parte di tutti i presenti. Per l’occasione il comitato organizzatore dell’evento fece anche installare un sistema di illuminazione scenografica che coinvolse il monumento, la chiesa di Maria Ausiliatrice e l’oratorio adiacente.

Sul monumento a Don Bosco situato in Piazza Maria Ausiliatrice don Bruno Ferrero, Direttore del Bollettino Salesiano italiano, ha realizzato una suggestiva presentazione che ne illustra i messaggi insiti e i valori salesiani che riesce a trasmettere.

Salesiani Asti – Festa del centenario: domenica la presentazione del libro di Fabio Geda e la mostra su don Bosco

Si riporta l’articolo pubblicato su LaNuovaProvicia.it in merito alla festa del centenario dei Salesiani di Asti che avverrà domani, domenica 13 ottobre 2019.

Centenario dei salesiani ad Asti, domenica la presentazione del libro di Fabio Geda e la mostra su don Bosco.
L’esposizione contiene cimeli e fotografie che ritraggono il Santo educatore in importanti momenti della sua vita.

Doppio appuntamento, questo fine settimana, nell’ambito del cartellone di eventi per celebrare i 100 anni della presenza salesiana in città.

Il centenario
Dal novembre 2018, infatti, la parrocchia Don Bosco di Asti ha promosso una funzione religiosa solenne e varie iniziative (tra cui la presentazione del libro “Un secolo di Don Bosco ad Asti” e lo spettacolo teatrale “L’arte di Giò”) per ricordare questo importante anniversario.
La congregazione fondata da don Bosco ha infatti cominciato l‘opera nel 1919 in viale alla Vittoria, allora area dalla forte connotazione industriale, per poi trasferirsi nella zona Nord, dove nel 1962 ha inaugurato l’attuale parrocchia in corso Dante.
«L’obiettivo delle celebrazioni per i 100 anni della presenza in città – aveva spiegato in conferenza stampa don Roberto Gorgerino, direttore dell’opera salesiana del Don Bosco di Asti – è quello di tenere alta l’attenzione verso il mondo giovanile coinvolgendo la città, con una modalità di ascolto e dialogo nei confronti di tutti i ragazzi, non limitata solo a quelli che già si lasciano coinvolgere dalle iniziative parrocchiali. E questo non per autocelebrarci, ma per funzionare da stimolo e tenere alta l’attenzione sul tema».

La presentazione del libro

Ecco, quindi, le due iniziative in programma domenica 13 ottobre dalle 17.30 presso il refettorio del Seminario vescovile in piazza Seminario 1 (ingresso parcheggio da via Giobert 15).
Innanzitutto si terrà la presentazione del libro “Il demonio ha paura della gente allegra – Di don Bosco, di me e dell’educare” (Solferino) dello scrittore Fabio Geda, che dialogherà con il prof. Enrico Cico.
Affermato scrittore torinese, autore del best seller “Nel mare ci sono i coccodrilli”, in questo libro Geda ripropone la figura di don Bosco oltre i limiti del tempo, intrecciando la storia del santo dei Becchi con la propria esperienza di ex studente salesiano e di educatore.
«Il titolo del suo libro – spiegano gli organizzatori – sintetizza perfettamente almeno due aspetti. Il primo è che c’è fame di educazione ad ogni livello della nostra società. E anche oggi esistono realtà positive di accoglienza, integrazione e solidarietà che sconfiggono le paure, le tristezze, le disperazioni. Perché il demonio ha paura della gente allegra».
«Il secondo – continuano – è che la spiritualità di don Bosco non è mai stata avulsa dai problemi della realtà. Alle sue intuizioni si può tornare per incidere efficacemente nei nostri tempi affannati».

La mostra

A seguire verrà inaugurata la mostra “Don Bosco: una storia in mostra…”, curata da Julien Coggiola. Studioso di storia salesiana e importante raccoglitore di foto e cimeli di don Bosco, Coggiola ha al suo attivo numerose altre esposizioni, tra cui quelle nella chiesa parrocchiale di Villanova Monferrato e presso il castello di Casale. Nella mostra di Asti si potranno ammirare foto che ritraggono il santo educatore in importanti momenti della sua vita, e poi ancora autografi e reliquie, autografi dei suoi successori (don Rua e don Rinaldi); materiale della canonizzazione; santini e cartoline e, infine, manichini con abiti sacerdotali del periodo di don Bosco e di madre Maria Mazzarello.
«Un’occasione importante, quindi – spiega il curatore – per conoscere in dettaglio la vita e le opere di questo grande santo».
La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta da domenica 13 a sabato 19 ottobre dalle 17 alle 22; domenica 20 ottobre dalle 15.30 alle 19 (su richiesta anche in altri momenti della settimana telefonando al numero 329/3524532).
Il cartellone delle celebrazioni terminerà domenica 20 ottobre alle 10.30 con la messa solenne nella chiesa del Don Bosco.

Annullato evento: Tavola rotonda al Teatro Alfieri di Asti – Presenti Vessicchio e Cotto

Per un improvviso imprevisto che impedisce la partecipazione del maestro Peppe Vessicchio, siamo costretti ad annullare l’evento della tavola rotonda messo in programma per sabato 30 marzo al Teatro Alfieri alle ore 18.

Ci scusiamo per il disagio causato e speriamo di poterlo organizzare in un altro momento.

Grazie per la comprensione.

Don Roberto Gorgerino

Si riporta il Comunicato Stampa proveniente dall’oratorio salesiano di Asti che, in continuità ai festeggiamenti dei cento anni della presenza salesiana sul territorio astigiano, ha organizzato una tavola rotonda, in data sabato 30 marzo – ore 18.00 – Teatro Alfieri (Via Teatro Alfieri, 2, 14100 Asti AT).

Ospite e conduttore dell’incontro, il Maestro Giuseppe Vessicchio (un musicista, arrangiatore, direttore d’orchestra, compositore, personaggio televisivoitaliano, principalmente nell’ambito della musica leggera e della televisione) che, assieme a Massimo Cotto (giornalista, uno dei dj di Virgin Radio e scrittore nativo proprio di Asti), sono stati invitati per dialogare con i giovani su tematiche legate ai loro interessi, in particolare sulla musica e sull’arte. In che modo, cioè, questi due mondi si possano incontrare per dare suggerimenti originali per il loro cammino di crescita.

Continuano i festeggiamenti per i Cento anni di presenza dei salesiani ad Asti, abbiamo pensato di invitare il maestro Beppe Vessicchio che, insieme a Massimo Cotto e ad alcuni giovani, intratterranno l’assemblea su tematiche legate al mondo giovanile, alla musica, all’arte. Si chiederanno in particolare come la musica stessa possa rimanere in ascolto dei giovani e come i giovani oggi ascoltino la musica e si riconoscano in essa, quanto questo linguaggio e quello dell’arte possano aiutare il cammino della loro crescita e la realizzazione dei loro sogni. Il dialogo potrà anche coinvolgere il pubblico in sala.

Con questo scritto la Signoria Vostra è invitata a presenziare all’iniziativa facendomi giungere un gentile cenno di conferma.

Grazie!

Don Roberto Gorgerino

Direttore dell’oratorio Don Bosco Asti

“L’arte di Giò” arriva al teatro Alfieri di Asti

Ho il piacere di comunicarvi che sabato 2 marzo 2019 ore 20,45, si svolgerà al Teatro Alfieri di Asti la rappresentazione dello spettacolo teatrale: “L’arte di Giò”, che sarà inserito nei festeggiamenti per il centenario della presenza dei salesiani ad Asti.

Queste le parole di don Roberto Gorgerino, direttore ed incaricato dell’oratorio nella casa salesiana di Asti, per comunicare a tutta l’ispettoria l’inizio dei festeggiamenti per il centenario della presenza dei salesiani ad Asti. Lo spettacolo teatrale, L’arte di Giò, è una rappresentazione adatta per le famiglie, i giovani, gli adulti, gli anziani. A tutti coloro che hanno ancora voglia di sognare un futuro a colori!

Con la Regia di Marco Perazzolo e l’aiuto regia di don Fabio Mamino, lo spettacolo nasce nel 2017 al temine del percorso del progetto Arte di Animare, un percorso che nasce con l’intento di formare i giovani animatori dei nostri centri con competenze specifiche per l’animazione, attraverso l’esperienza di formatori professionisti.

L’opera ci parla di un mondo composto da adolescenti uniformati alla società, di giovani che perdono il senso dei valori soffocati dalla necessità di correre e dal costante bombardamento digitale:

Tornare ad essere “persone” piene e complete, ridare valore all’ordinario e al quotidiano, ritrovare la gioia nel divertirsi, riscoprire la felicità nella relazione, nel servizio con e per l’altro.

Questo il senso dello spettacolo, rivolto in primo luogo ai ragazzi, realizzato e recitato soprattutto da ragazzi, affresco di una realtà distopica, all’interno della quale, sfidando l’impossibile, filtra comunque un fascio di luce colorata ad illuminare, per ogni uomo, una realtà ed un cammino diverso, profondo e denso di significato.

Marco Perazzolo – Regista.

L’ingresso per lo spettacolo sarà gratuito (Teatro Alfieri – Via Teatro Alfieri, 2, 14100 Asti AT), ma ci sarà bisogno di una prenotazione obbligatoria. Ecco le modalità:

“Io lasco l’abbozzo, i miei figli stenderanno i colori”

 

1918 – 2018: Cent’anni di Salesiani in Borgo San Paolo

L’opera salesiana del San Paolo di Torino ha avviato all’inizio dell’anno corrente le celebrazioni del centenario della presenza dei salesiani tra le strade di uno dei borghi più popolosi e caratteristici della città di Torino, ripercorrendo la storia degli inizi, quando i fondatori dell’opera si inserirono in un contesto difficile e anticlericale, ma dove era evidente la necessità di stare accanto ai giovani, #nessunoescluso, come recita il leitmotiv che accompagna tutta la manifestazione: da allora, un impegno costante fedele al carisma di don Bosco. La comunità salesiana di Borgo San Paolo invita così a costruire insieme il San Paolo del domani, con due appuntamenti speciali in collaborazione con la Circoscrizione 3 di Torino:

  • Venerdì 23 Novembre 2018 – ore 17.30
    Presentazione del libro “Cento Anni per un Futuro – Emozioni di una nuova nascita”
    a cura dell’autore don Onorino Pistellato
    Sala Consiliare della Circoscrizione 3 – c.so Peschiera 193
  • SABATO 8 DICEMBRE 2018 –
    Festeggiamenti in occasione del Centenario della presenza dei Salesiani in Borgo San Paolo
        Programma
    Ore 10.30 – Celebrazione Eucaristica
    Ore 11.30 – Festa in cortile e interventi delle autorità
    Ore 12.00 – Cerchio mariano

L’assurdità e l’inutilità della guerra in scena con gli allievi dell’Istituto San Lorenzo di Novara

Gli allievi dell’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara,
presentano lo spettacolo 

LA PAURA

Venerdì 9 Novembre 2018 – ore 21.00
Teatro don Bosco di Novara

La Sezione di Udine della Associazione Nazionale Alpini, in collaborazione con l’Associazione Partigiani Osoppo, l’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara e la Cooperativa Verde Azzurra di Galliate, organizzano la rappresentazione teatrale LA PAURA, liberamente tratta dall’omonima novella dello scrittore catanese Federico De Roberto, e che viene considerato uno dei vertici del racconto italiano dell’intero XX secolo.

Lo spettacolo, con ingresso gratuito, avrà luogo Venerdì 9 Novembre 2018 alle ore 21.00 presso il Teatro
don Bosco di Novara e il 17 novembre alle ore 20.30 presso l’Auditorium del Centro Culturale alle Grazie in via Pracchiuso 21 a Udine.

Vedrà impegnati i ragazzi dell’Istituto San Lorenzo di Novara, i quali hanno preparato la rappresentazione quest’anno in cui ricorre il centenario della conclusione della Grande Guerra. Nelle scorse settimane lo spettacolo è stato rappresentato a Galliate raccogliendo un sorprendente successo.

Il testo di De Roberto, uscito nel 1921, quindi subito dopo la fine del confitto, racconta la trincea, soldati uccisi dai cecchini nemici, mentre tentano di raggiungere un posto di vedetta, la paura che coinvolge tutti ed il suicidio finale di protesta è però un potente atto d’accusa contro l’assurdità e l’inutilità della guerra. De Roberto, che pur non prese parte alla guerra, sa descrivere con realismo la vita nelle trincee e l’immensa carneficina nei campi di battaglia. La scrittura è dura e babelica, dove si mescolano italiano e dialetti di tutta la penisola.

E’ una riflessione drammatica su quello che De Roberto chiama l’«orrore della guerra»:  La paura, così, mette in scena la guerra nei suoi aspetti meno digeribili ed edificanti. I ragazzi dell’Istituto San Lorenzo, con la regia di Matteo Pozzi, docente presso l’Istituto novarese, hanno saputo interpretare questo lavoro teatrale non semplice riuscendo a far emergere le loro capacità espressive. La rappresentazione trova un indispensabile arricchimento nell’accompagnamento musicale del Corpo Bandistico Verde Azzurra di Galliate diretta dal maestro Riccardo Giarda. La parte storica è stata curata dal prof. Roberto Penna, docente di Stori e Filosofia. Lo sviluppo dei trattati di pace, nel contesto del diritto internazionale dell’epoca del Prof. Don Giorgio Degiorgi, direttore dell’Istituto salesiano San Lorenzo e docente di diritto.

Gli amici di Galliate – afferma Dante Soravito de Franceschi, presidente della Sezione ANA di Udine – ci offrono la possibilità, non frequente, di vedere dei ragazzi delle scuole superiori affrontare il difficile tema della guerra, così lontano dai loro orizzonti e dalle loro esperienze quotidiane.

Abbiamo ritenuto – continua Soravito de Franceschi assieme alla Associazione Partigiani Osoppo di
offrire questa opportunità alla città di Udine e all’intero Friuli, così intensamente colpiti dalle due guerre mondiali, proprio in queste giornate dove ricordiamo il centenario della conclusione della Grande Guerra, e riteniamo che nessuno meglio di questi giovani di oggi sappia testimoniare la grande tragedia che la guerra rappresentò per i ragazzi loro coetanei di cento anni fa.

Seguirà la deposizione della corona presso il monumentale cimitero di Re di Puglia, a nome degli allievi del San Lorenzo di Novara.

1919-2019: cent’anni di salesiani ad Asti

Correva l’anno 1919, quando i Salesiani iniziarono la loro attività pastorale nell’astigiano nell’Italia del primo dopoguerra.

L’oratorio don Bosco svolge da oltre cinquant’anni la sua attività educativa all’interno dell’opera salesiana dapprima nell’oratorio salesiano in viale alla Vittoria, storica sede poi trasferita all’inizio degli anni ’60 nella zona nord di Asti. La comunità dei salesiani, oggi composta da una decina di confratelli, in collaborazione con un numeroso gruppo di educatori, volontari, catechisti e animatori porta avanti la missione educativa di don Bosco: accompagnare i giovani di oggi alla scoperta della vita sana del vangelo.

In occasione dei festeggiamenti per i cento anni della presenza ad Asti, la comunità Salesiana, don Roberto Gorgerino, direttore dell’opera salesiana del don Bosco di Asti, e l’équipe di collaboratori, hanno realizzato un calendario di iniziative, progetti e sogni futuri per celebrare la geniale intuizione di Don Bosco, riguardante la sua attenzione ai giovani, che oggi continua attraverso i suoi figli spirituali.

Il ventaglio delle proposte per la celebrazione del centenario della presenza dei Salesiani di Asti verrà presentato in conferenza stampa Mercoledì 7 Novembre 2018 alle ore 11, 30 presso i locali dell’Oratorio Salesiano don Bosco in corso Dante, 188 ad Asti.

Cento anni di don Bosco al San Paolo

L’opera salesiana del San Paolo di Torino celebra in questo anno il centenario della presenza dei salesiani tra le strade di uno dei borghi più popolosi della città di Torino.

Sabato 27 gennaio, alle ore 10:00 presso il salone don Bosco di via Luserna di Rorà 16, don Aldo Giraudo, docente di Storia salesiana presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, terrà una conferenza dal tema “1918 – 2018 da 100 anni #nessunoescluso. Storia degli inizi della presenza Salesiana in Borgo San Paolo“: una prima iniziativa che intende fare memoria del passato, conoscendo la storia di questi 100 anni, soprattutto delle origini quando i fondatori dell’opera si inserirono in un contesto difficile e anticlericale, ma dove era evidente la necessità di essere accanto ai giovani.

Alla luce del passato, si intende comprendere il contesto sociale attuale del quartiere e della città, per progettare il futuro dell’opera salesiana. Cercando di essere fedele al carisma di don Bosco, la comunità salesiana invita così a costruire insieme il San Paolo del domani.

 

Ben rivà ‘n Riva: a Biella i festeggiamenti per la festa del Patrono, San Cassiano

Come ogni seconda domenica di ottobre, lo scorso fine settimana si è svolta a Biella l’edizione 2017 di “Ben rivà ‘n Riva“, il tradizionale appuntamento che festeggia sia il Santo Patrono biellese, San Cassiano (13 Agosto), che il Rione Riva, quartiere dinamico del paese. L’Ente Manifestazioni Biella-Riva, che ha caldeggiato la manifestazione, è composto da oltre quaranta persone volontarie, che si impegnano tutto l’anno nelle molteplici attività parrocchiali.

Dapprima, una rievocazione storica dal titolo “Il Piccolo Alpino e La Grande Guerra”, spettacolo mimico che ripercorre alcuni episodi della Prima Guerra Mondiale, quando nel 1917, nel pieno del conflitto bellico, fu istituita ufficialmente la parrocchia “San Cassiano”. Quest’anno dunque i festeggiamenti sono stati dedicati anche a questo centenario, che oggi nel 2017 vede una realtà parrocchiale solida e variegata che “ha rimesso insieme il paese come quello di Peppone e Don Camillo!” – come afferma il parroco, don Piero Grosso.

Nella mattinata domenicale si è svolta SS. Messa presieduta da Don Enrico Stasi, ispettore dei Salesiani del Piemonte, con il sindaco e numerose autorità cittadine presenti. Non sono mancate le attenzioni per i volontari di Croce Rossa, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e tanti altri ancora che hanno popolato le vie di Biella con le loro specialità e alcune esibizioni, per esempio quella del reparto Cinofilo.

A seguire, un momento di convivialità con la “Panissa per tutti“, un piatto antico che ha il sapore della tradizione biellese, e alcuni momenti ludici a cura di Egidio Carlomagno che hanno animato tutto il quartiere con giochi e utensili legati al folclore autoctono.

Nel cuore di Biella, in piazza del Monte, debitamente addobbata da esposizioni, mostre e giochi per adulti e bambini, ha avuto luogo la “Nutellata Gigante”, i cui fondi sono stati devoluti in beneficenza alla Mensa del Pane, istituzione biellese della Caritas che provvede quotidianamente ai pasti di oltre 50 bisognosi.

La vivacità biellese e la sua Festa Patronale sono state premiate dal bel tempo che ha incorniciato l’intera edizione con uno splendido arrivederci alla prossima edizione di “Ben rivà ‘n Riva”.

Ecco alcuni scatti dei festeggiamenti di Ben rivà ‘n Riva 2017:

Centenario della morte di Mons. Fagnano

UNA TRE GIORNI DEDICATA A MONS. GIUSEPPE FAGNANO DA PARTE DI ROCCHETTA TANARO

Il 18 settembre 2016 ricorre il centenario dalla morte di Mons Giuseppe Fagnano, nato a Rocchetta Tanaro il 9 Marzo 1844.

La prossima settimana il 15, 16 e 18 settembre Rocchetta Tanaro concluderà un anno dedicato al Centenario di Mons. Giuseppe Fagnano: Missionario, esploratore, costruttore di pace agli ordini di Don Bosco e.. Rocchettese. Uomo di straordinarie doti di intraprendenza. Osservatore ed esploratore dotato di grande curiosità fu nominato da Don Bosco Prefetto apostolico della Patagonia meridionale. Si trasferì in Cile per fare della Terra del Fuoco il campo preferenziale della sua attività missionaria e apostolica.

Il Comune di Rocchetta T., la Proloco, unitamente alla Parrocchia SS Nicolao e Stefano e con la collaborazione del Museo Missionario del Colle Don Bosco organizzerà una tre giorni in ricordo dell’illustre concittadino.

  • Giovedì 15/09

presso il “Museo del Tanaro e delle Contadinerie” nella Fattoria Roceta, inaugurazione della “Mostra di Pittura e Disegno” dedicata agli artisti di Rocchetta, del gruppo “Officina Creativa”. L’idea della Mostra scaturisce dall’intenzione di accostare lo spirito Rocchettese di creatività, ingegno e passioni con lo spirito intraprendente, esplorativo e ricco di curiosità di Mons, Fagnano.

  • venerdì 16/09

alle 16.30 la Banda Municipale di Rocchetta T. diretta dal M. Corrado Schialva accoglierà gli ospiti. Alle 17 la S. Messa, celebrata dal Vescovo di Asti, Mons. Francesco Ravinale. Seguirà poi un breve ma intenso concerto della Banda Municipale. Successivamente Presso il “Salone Comunale Giacomo Bologna” – Fattoria Roceta si terrà un interessante convegno storico con relazioni del Prof. Don Francesco Motto, Storico Salesiano e del Prof. Nicola Bottiglieri, dell’Università di Cassino. Alle 21 sempre nel Salone Giacomo Bologna si concluderanno le celebrazioni con la proiezione del film “A Sud del Sud” a cui parteciperà Giovanni De Agostini.

Nel corso della manifestazione sarà anche attivo un ufficio di Poste Italiane per l’annullo filatelico, dedicato all’evento. E’ stata fatta per l’occasione una cartolina raffigurante un dipinto dell’artista rocchettese e consigliera comunale, Silvia Ravetti.

Sarà presente l’Ambasciatore Argentino presso la Santa Sede Rogelio Pfirter.

  • domenica 18/09

L’anno celebrativo del centenario si concluderà ufficialmente nella mattinata di domenica 18 settembre, con la Santa Messa presieduta dal Responsabile Mondiale delle Missioni Salesiane Don Guillermo Basanes.

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