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La prima ordinazione diaconale di Mons. Roberto Repole, illustre ex-allievo del Ginnasio di Torino Valdocco

Sabato 11 giugno, presso la Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, è stata celebrata con solennità e grande partecipazione l’Ordinazione Diaconale dei nove confratelli Salesiani che hanno concluso il 3° anno di studi teologici presso l’UPS. A celebrare, per la prima volta in questo suo ministero, il Vescovo ordinante mons. Roberto Repole, nuovo Arcivescovo di Torino ed illustre ex-allievo del Ginnasio di Torino Valdocco. Di seguito la notizia riportata dal sito dei Salesiani di Crocetta.

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Dopo due anni di celebrazioni in tono minore a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di covid-19, finalmente sabato 11 giugno, presso la Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, è stata celebrata con solennità e grande partecipazione di confratelli Salesiani, giovani, famiglie e amici vari l’Ordinazione Diaconale dei nove confratelli Salesiani che hanno concluso il 3° anno di studi teologici presso la Sezione torinese della Facoltà di Teologia dell’UPS.

Il Vescovo ordinante mons. Roberto Repole, nuovo Arcivescovo di Torino ed illustre ex-allievo del Ginnasio di Torino Valdocco, ha celebrato nella Basilica con gioia e sincera partecipazione, per la prima volta in questo suo ministero. La presenza, in via straordinaria, del Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime, decimo successore di Don Bosco, e di alcuni membri del Consiglio Generale, ha felicemente affiancato quella dell’Ispettore ICP don Leonardo Mancini e del Direttore della nostra comunità don Marek Chrzan nella solenne concelebrazione, accanto a tutti i vari confratelli provenienti dalle diverse realtà salesiane di Italia, dell’Europa e del Mondo.

Ringraziamo ancora il Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice don Michele Viviano, tutta la Comunità di Valdocco, don Cristian Besso (preside della nostra Facoltà) e don Vincenzo Trotta (cerimoniere della Basilica) che hanno curato la liturgia, il coro dei giovani di Venaria, i ministranti provenienti da diverse realtà salesiane, e tutti coloro che, confratelli e non, hanno contribuito con la loro collaborazione operativa e, soprattutto, con la presenza e la preghiera, alla felice realizzazione di questa bella giornata.

Vi invitiamo a sostenere e accompagnare ancora questi confratelli neo-Diaconi, che iniziano il loro ministero dedicandosi in modo particolare alla buona riuscita delle attività estive organizzate nelle rispettive Ispettorie di appartenenza.

Valdocco: corso per Ispettori di recente nomina, dai 5 continenti stretti attorno a Don Bosco

Otto Ispettori e Superiori di Visitatoria, provenienti dai cinque continenti, partecipano dall’8 al 24 giugno al Corso di Formazione e Accompagnamento per Ispettori attualmente in atto a Valdocco, Casa Madre salesiana di Torino. Di seguito la notizia pubblicata dal sito ANS.

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Sono otto e provengono dai cinque continenti e da sei regioni salesiane: sono gli Ispettori e i Superiori di Visitatoria partecipanti al Corso di Formazione e Accompagnamento per Ispettori di recente nomina, attualmente in atto presso la Casa Madre salesiana di Torino. Ad accompagnarli nell’intenso percorso c’è l’intero Consiglio Generale, anch’esso radunato a Valdocco per i lavori della sessione plenaria estiva.

Il corso, coordinato dal Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, e dal suo Segretario, don Saimy Ezhanikatt, è iniziato alla sera di mercoledì 8 giugno e si protrarrà fino al prossimo 24 giugno. Nello specifico i suoi partecipanti sono:

  • don Gregorio Junior Bicomong, Superiore della Visitatoria Papua Nuova Guinea e Isole Salomone (PGS);
  • don Morachel Bonhomme, Superiore della Visitatoria di Haiti (HAI);
  • don Francisco Inácio Vieira Júnior, Ispettore di Brasile-Recife (BRE);
  • don Jésus Benoît Badji, Ispettore della nuova Ispettoria di Africa Occidentale Nord (AON);
  • don Thomas Santiagu, Ispettore di India-Hyderabad (INH);
  • don Denis Soro, Ispettore della nuova Ispettoria di Africa Occidentale Sud (AOS);
  • don Jorge Crisafulli, Ispettore della nuova Ispettoria di Africa Nigeria Niger (ANN);
  • don James Briody, Ispettore della Gran Bretagna (GBR).

La loro presenza così rappresentativa di tutto il globo e di tante diverse realtà salesiane in un certo senso quasi certifica il compimento del percorso di recupero della normalità dopo i due anni di pandemia, considerato che gli Ispettori partecipanti al primo corso del 2021 erano sei e tutti di Ispettorie europee; a giugno invece, erano già sette, con la partecipazione di Ispettori anche del continente americano; a ottobre sempre sette, ma tutti da Africa (3), America Latina (3) e Asia (1); e a dicembre scorso ben 16: 5 dall’America del Sud, 2 dall’Africa-Madagascar e 9 dall’Asia.

Dopo il primissimo incontro di mercoledì 8, necessario più che altro per una prima conoscenza reciproca fra tutti e per l’introduzione ai lavori, il programma si è aperto ufficialmente, giovedì 9 giugno, con l’intervento del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che ha illustrato agli Ispettori le Linee Progettuali del Sessennio, e che poi, in serata, ha guidato la compagine in un’uscita fraterna.

In questi giorni le attività proseguono approfondendo i tradizionali contenuti di questo appuntamento: gli elementi giuridici rilevanti nel servizio del Superiore; le caratteristiche proprio del compito di animazione e governo dell’Ispettoria o Visitatoria; l’identità salesiana e la disciplina religiosa; il lavoro e le attività dei diversi Settori di animazione mondiale – Formazione salesiana, Pastorale Giovanile, Comunicazione Sociale, Missioni, Economato Generale, Segretariato per la Famiglia Salesiana, Postulazione Generale.

Altri elementi centrali sono poi i tempi di colloquio dei vari Superiori con il Rettor Maggiore e i membri del suo Consiglio: tempi utili per apprendere da loro la tabella di marcia del sessennio, condividere con il vertice della Congregazione le loro preoccupazioni e le sfide, e fare esperienza di comunione salesiana.

Non mancheranno anche i momenti di ricarica spirituale, salesiana e umana, attraverso liturgie ben curate, visite ai luoghi salesiani e gite culturali. Di particolare rilievo, ad esempio, sarà la partecipazione degli Ispettori al pellegrinaggio serale del prossimo 17 giugno a Moncalieri, per venerare una reliquia insigne di San Francesco di Sales, nel 400° anniversario della sua nascita al Cielo.

Prima di tornare ai rispettivi Paesi gli Ispettori avranno l’opportunità di celebrare la Festa della Riconoscenza al Rettor Maggiore, il prossimo 24 giugno, nella suggestiva cornice di Valdocco, là dove lo stesso Don Bosco veniva festeggiato dai suoi ragazzi.

 

Moncalieri: reliquia del cuore di san Francesco di Sales al Monastero della Visitazione

Quest’anno ricorre il 4° centenario dalla morte di san Francesco di Sales. Per la particolare circostanza viene portata di Monastero in Monastero della Visitazione la reliquia del cuore di san Francesco di Sales. Arriverà al Monastero della Visitazione di Moncalieri  – Str. S. Vittoria, 15 – tel. 011/647.26.38 –  giovedì 16 giugno e ripartirà sabato 18 mattina.

Per l’occasione le Monache di Moncalieri invitano le religiose, i religiosi e le consacrate di Torino e provincia a partecipare giovedì 16 giugno alle ore 18.00 all’incontro di riflessione e di preghiera attorno al “cuore di san Francesco”.

Gli altri momenti celebrativi sono indicati nella locandina allegata.

 

Annunciato il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice

Nell’incontro finale della Consulta Mondiale della Famiglia Salesiana, l’Associazione di Maria Ausiliatrice annuncia il prossimo Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice dal 29 agosto al 1° settembre 2024 a Fatima, che coinvolgerà tutta la Famiglia Salesiana, unita dalla figura di  Maria che accompagna e segna ogni giorno il cammino.

Di seguito l’articolo pubblicato su ANS.

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Nell’incontro finale della Consulta Mondiale della Famiglia Salesiana – tenutasi a Valdocco dal 19 al 22 maggio – l’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) Primaria di Torino-Valdocco ha annunciato con gioia ai superiori dei 32 gruppi della Famiglia Salesiana presenti la data ed il luogo del prossimo Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice: avrà luogo a Fatima, in Portogallo, dal 29 agosto al 1° settembre 2024.

L’annuncio arriva dopo la conferma da parte dell’equipe della Famiglia Salesiana del Portogallo, che ha il compito di coordinare la preparazione dell’evento, dopo aver raccolto il testimone al termine del precedente Congresso tenutosi a Buenos Aires nel 2019.

Quello a Fatima – luogo mariano e profetico per eccellenza, in cui il 13 maggio del 1917, per la prima volta, tre pastorelli (Lucia, Francisco e Jacinta), vedono la Vergine Maria con un Rosario in mano – sarà il IX Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice.

Il Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice è un momento forte, che coinvolge ed unisce tutta la Famiglia Salesiana, che a Maria vuole affidare il proprio impegno educativo, missionario e caritativo, per puntare all’unico obiettivo di Don Bosco: “Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo, vicino o lontano io penso sempre a voi. Uno solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità”.

Dal 1988 ad oggi, si sono celebrati otto Congressi Internazionali:

–     1988 – Torino-Valdocco (Italia), nel centenario della morte di Don Bosco;

–     1995 – Cochabamba (Bolivia);

–     1999 – Siviglia (Spagna);

–     2003 – Torino-Valdocco (Italia) – centenario dell’incoronazione di Maria Ausiliatrice;

–     2007 – Città del Messico (Messico);

–     2011 – Czestochowa (Polonia);

–     2015 – Torino-Valdocco/Colle Don Bosco (Italia) – bicentenario della nascita di Don Bosco;

–     2019 – Buenos Aires (Argentina)

Maria ha accompagnato e segnato il cammino della Famiglia Salesiana anche grazie a questi appuntamenti, che hanno avuto come filo conduttore quello di scoprire la profondità della dimensione mariana del carisma salesiano e di rinnovare l’affidamento a Maria Ausiliatrice nell’impegno che le diverse generazioni hanno di ricevere e trasmettere il dono della fede.

Il congresso a Fatima segnerà un altro passo in avanti a partire proprio dal messaggio conclusivo del congresso di Buenos Aires, che Don Ángel Fernández Artime aveva così riassunto nel suo intervento finale: “Prima di tutto conta l’autenticità della nostra vita e della nostra testimonianza di vita… La nostra Famiglia Salesiana, con lo sguardo di Maria donna credente, può dare qualcosa agli altri se noi offriamo un modo di essere, una vita sana, credibile, sensibile… Come essere mariani, ognuno personalmente e nella Famiglia Salesiana, possiamo riassumerlo in questi punti:

–     Dobbiamo essere sempre più e più mariani, più e più di Maria.

–     Senza Maria non siamo i figli e le figlie che Don Bosco sognò (saremo altro, ma non il sogno di Don Bosco).

–     Abbiamo il dovere di annunciare e proporre senza timore e vergogna Gesù e sua Madre Maria (Don Bosco aveva sempre il nome di Maria sulle labbra. I primi salesiani erano pazzi di amore per Maria Ausiliatrice. Noi lo siamo oggi?).

–     Nel nostro cammino Maria non può essere un elemento decorativo ma è essenziale.

–     Senza di Lei la nostra educazione e la nostra pastorale saranno vuote, povere e senza consistenza.

–     Facciamo più annuncio esplicito di Gesù e teniamo più Maria sulle nostre labbra”.

Sotto la benedizione di Maria Ausiliatrice, inizia ora dunque, il lavoro dell’equipe e di tutti coloro che saranno chiamati a collaborare per la preparazione e la riuscita di questo grande evento di famiglia.

“Le persone fanno possibili i sogni”: il Rettor Maggiore ha inaugurato al nuova sede del Centro nazionale salesiano

“Le persone fanno possibili i sogni”: il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, sabato 28 maggio ha inaugurato la nuova sede del Centro Nazionale delle Opere Salesiane. Il Rettor Maggiore ha visitato la struttura dove trovano sede diverse associazioni salesiane e uffici. Guidato dal presidente del Centro Nazionale, don Roberto Dal Molin, e dai presidenti delle Associazioni, ha potuto incontrare i dipendenti e visitare gli uffici. Don Erino Leoni, poi, ha concluso la visita con la spiegazione del “filo rosso” che ricorda la stoffa tessuta da Don Bosco e l’architettura della Cappella, al primo piano del nuovo palazzo.

Presente all’inaugurazione anche la Madre Generale delle FMA, madre Chiara Cazzuola, con alcune Figlie di Maria Ausiliatrice delle comunità residenti a Roma. Presenti anche gli Ispettori delle Ispettorie Salesiane, i presidenti delle associazioni CGS e TGS, una rappresentanza dell’associazione dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia Medioriente e Malta e degli Exallievi di Don Bosco, e uno dei membri della segreteria nazionale MGS.

La visita del Rettor Maggiore è partita dal piano terra dove, guidato da don Francesco Preite presidente di Salesiani per il Sociale, ha potuto visitare e conoscere le persone che lavorano per l’associazione che si occupa del disagio ed emarginazione giovanili in Italia. Al primo piano, poi, ha visitato gli uffici della redazione di Note di Pastorale Giovanile, quelli di rappresentanza del CNOS-Fap e del Cnos Scuola, di TGS e CGS, gli uffici del CNOS e del Don Bosco Formation.

Al termine della visita, ha salutato i presenti con un brave discorso. “Il sentimento che ho avuto nel cuore è molto bello – ha detto parlando ai presenti -: quanta vita, quante belle storie, quanti sogni, quanta progettazione. Crediamo che con quello che facciamo insieme, portiamo avanti una realtà e un sogno bellissimi. La mia parola oggi è un grazie, grazie a tutti noi, per tutta la missione che condividiamo anche con le sorelle delle FMA, con la presenza delle Madre. La cosa più preziosa che abbiamo sono le persone – ha proseguito – : una casa salesiana senza vita non serve a niente”. Ripercorrendo la storia del Centro Nazionale, il Rettor Maggiore ha sottolineato che i cambiamenti appartengono alla storia salesiana: “Mi hanno raccontato che a Valdocco solo per pochi anni Don Bosco non ha avuto cantieri aperti. Io credo tantissimo nel grande valore delle decisioni che prendiamo, a volte con dolore, a volte con difficoltà. Credo che Dio guida la storia e la accompagna con la nostra libertà e nella sua provvidenza siamo portati nelle sue mani”.

Io credo che questa realtà ci parla di un impegno molto profondo e serio – ha aggiunto il Rettor Maggiore – . Sono convinto che il Centro Nazionale con i salesiani in Italia e con tutti noi debba camminare per essere più significativi possibile, in comunione con il dicastero di Pastorale Giovanile, con le ispettorie. Dobbiamo fare in modo che con tutti quelli che lavorano qui, con i salesiani significativi che ci sono, il Centro nazionale abbia una parola qualificata da dire nella società e Chiesa italiane nell’orientare tante decisione pedagogiche, sociali e di formazione spirituali. Questo è un impegno che abbiamo, ispettori e anche io perché le persone fanno possibili i sogni”, ha concluso.

Centro Nazionale Opere Salesiane, il 28 maggio il Rettor Maggiore inaugura la nuova sede a Roma

Il 28 maggio 2022, alle ore 11, si svolgerà l’inaugurazione della nuova sede del Centro Nazionale delle Opere Salesiane in via Giacomo Costamagna, 6 a Roma, all’interno dell’Opera Salesiana del Pio XI.  A inaugurare la nuova sede ci sarà il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime.

Questo il programma:

ore 11.00 – Accoglienza del Rettor Maggiore e degli ospiti

ore 11.30 – Presentazione dei locali della nuova sede del Centro Nazionale

ore 12.30 – Saluto del Rettor Maggiore

A seguire, buffet preparato dai ragazzi del Centro di Formazione Professionale del Borgo Ragazzi Don Bosco

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Il Centro Nazionale Opere Salesiane – CNOS – è l’Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che rappresenta i Salesiani in Italia, promuove e anima gli Uffici, gli Ambienti, le Associazioni nazionali per il coordinamento delle Opere Salesiane. Opera seguendo le indicazioni della CISI – Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia – e in sinergia con le realtà salesiane presenti sul territorio italiano. I suoi compiti sono:

  • Coordinare e promuovere la condivisone delle prassi e dei cammini educativo-pastorali tra le Ispettorie salesiane e gli Uffici Nazionali;
  • Favorire percorsi e occasioni di studio e confronto sui temi dell’educazione dei giovani e della pastorale giovanile;
  • Rappresentare presso le istituzioni civili ed ecclesiali i Salesiani in Italia e collaborare con le diverse realtà che hanno a cuore l’educazione dei giovani.

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L’Opera Salesiana PIO XI  sorge nel quartiere Tuscolano a Roma. Iniziata nel 1928, venne ultimata nelle sue strutture principali nel 1936 e fu intitolata al Pontefice della beatificazione e canonizzazione di Don Bosco. Quei salesiani che nel 1928 arrivarono sui terreni periferici della città non pensavano a uno sviluppo così fulgido e fecondo di bene. Negli anni ’30, attorno all’Istituto e alla parrocchia si è strutturato uno dei quartieri più densamente abitati della città con vie intitolate a nomi che dicono la storia salesiana. Il Cardinal Cagliero, don Filippo Rinaldi, madre Maria Domenica Mazzarello, San Domenico Savio e Santa Maria Ausiliatrice. Il Centro Nazionale Opere Salesiane sorge in via Giacomo Costamagna che fu il primo salesiano a giungere tra gli indigeni dell’Ecuador.

Il dono di Madre Chiara Cazzuola al Rettor Maggiore: le reliquie della FMA a Torino-Valdocco

Domenica 10 aprile 2022, la Madre generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Chiara Cazzuola, ha voluto donare al Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime diverse reliquie rappresentative delle FMA da destinare al “Museo Casa Don Bosco” di Torino, Valdocco.

Di seguito l’articolo pubblicato sul sito delle FMA il 12 aprile scorso.

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Il 10 aprile 2022 Madre Chiara Cazzuola ha donato al Rettor Maggiore diverse reliquie rappresentative delle FMA da destinare al “Museo Casa Don Bosco” di Torino, Valdocco.

Roma (Italia). Il 10 aprile 2022, Domenica delle Palme, la Madre generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Chiara Cazzuola, con la Vicaria generale, Suor María del Rosario García Ribas, ha raggiunto il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, presso la Sede Centrale SDB Sacro Cuore di Gesù a Roma.

Nell’incontro familiare Madre Chiara, oltre a porgere a nome di tutte le FMA gli auguri per la Pasqua imminente, in risposta a una specifica richiesta del Successore di don Bosco, animatore e centro di unità della Famiglia Salesiana (Cf Art. 3 della Regola di vita FMA) ha consegnato a Don Ángel diverse reliquie rappresentative (2° grado) delle FMA.

Si tratta di oggetti appartenuti ad alcune sorelle incamminate agli onori degli altari, che serviranno ad impreziosire con l’apporto femminile il settore della Santità Salesiana del “Museo Casa don Bosco” di Torino, Valdocco.

Nel testo “Le Cause dei Santi. Sussidio per lo Studium” della Congregazione delle Cause dei Santi, nello specifico del Capitolo II dedicato al culto delle reliquie, si trovano elementi importanti che aiutano a comprendere il valore del significativo gesto svoltosi in un colloquio tra il Rettor Maggiore e Madre Chiara.

Il termine reliquia letteralmente significa “frammento” e viene riferito al corpo umano o ad una sua parte; in senso lato, viene usato per indicare anche gli oggetti di proprietà di un defunto. In senso prettamente religioso le reliquie si dividono in:

– reliquie insigni (1° grado), il corpo intero o una parte rappresentativa non piccola di un Santo o Beato;

–  reliquie non insigni o rappresentative (2° grado), gli oggetti che sono appartenuti ai Santi o che sono stato in contatto con loro. Già nel Nuovo Testamento si vedono i presupposti per il culto delle reliquie rappresentative: i credenti che toccavano gli abiti appartenuti a San Paolo (cf At 19,11) venivano risanati (Cf. “Le Cause dei Santi. Sussidio per lo Studium”, a cura di Vincenzo Criscuolo, Carmelo Pellegrino, Robert J. Sarno, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2018,227-230).

Infine esistono anche le reliquie di 3° grado che corrispondono a qualsiasi oggetto che sia entrato in contatto con reliquie insigni.

Il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, al n. 111, chiarisce il fine genuino e corretto della devozione delle reliquie«La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini. Le feste dei Santi, infatti, proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare».

La venerazione delle reliquie ha come scopo dare Gloria a Dio, magnificare e lodare la bontà del Signore manifestata in quella creatura ed imitare il/la Santo/a nella sua disponibilità a corrispondere al dono sovrabbondante della Grazia.

Le reliquie non insigni consegnate nelle mani del Rettor Maggiore sono: gli occhiali, il libro delle preghiere “Piccolo ufficio della Beata Vergine Maria” della Venerabile Madre Laura Meozzi (1873-1951); un fazzoletto e un biglietto autografo della Serva di Dio Madre Rosetta Marchese (1922-1984); la camicia da notte, un libro di spartiti e un libro sulla cosmologia in francese della Venerabile Suor Teresa Valsé Pantellini (1878-1907); due corone del rosario, tre medaglie e un fazzoletto della Beata Maddalena Morano (1847-1908), un’armonica a bocca e un quaderno autografo della Beata Maria Romero (1902 – 1977) con trascrizioni di brani poetici di vari autori; una pinza utilizzata nell’assistenza ai malati e una corona del rosario Beata Maria Troncatti (1883 – 1969).

Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha ringraziato vivamente Madre Chiara Cazzuola per questo dono, segno eminentemente pasquale di donazione di queste sorelle in cammino verso la Santità, che arricchisce tutta la Famiglia Salesiana.

Le reliquie della FMA a Torino-Valdocco

Il 10 aprile 2022 Madre Chiara Cazzuola – Superiora Generale dell’Istituto FMA – ha donato al Rettor Maggiore diverse reliquie rappresentative delle FMA da destinare al “Museo Casa Don Bosco” di Torino, Valdocco.

Ecco il racconto proveniente dalla notizia su www.cgfmanet.org – sito ufficiale dell’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice.

Roma (Italia). Il 10 aprile 2022, Domenica delle Palme, la Madre generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Chiara Cazzuola, con la Vicaria generale, Suor María del Rosario García Ribas, ha raggiunto il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, presso la Sede Centrale SDB Sacro Cuore di Gesù a Roma.

Nell’incontro familiare Madre Chiara, oltre a porgere a nome di tutte le FMA gli auguri per la Pasqua imminente, in risposta a una specifica richiesta del Successore di don Bosco, animatore e centro di unità della Famiglia Salesiana (Cf Art. 3 della Regola di vita FMA) ha consegnato a Don Ángel diverse reliquie rappresentative (2° grado) delle FMA.

Si tratta di oggetti appartenuti ad alcune sorelle incamminate agli onori degli altari, che serviranno ad impreziosire con l’apporto femminile il settore della Santità Salesiana del “Museo Casa don Bosco” di Torino, Valdocco.

Nel testo “Le Cause dei Santi. Sussidio per lo Studium” della Congregazione delle Cause dei Santi, nello specifico del Capitolo II dedicato al culto delle reliquie, si trovano elementi importanti che aiutano a comprendere il valore del significativo gesto svoltosi in un colloquio tra il Rettor Maggiore e Madre Chiara.

Il termine reliquia letteralmente significa “frammento” e viene riferito al corpo umano o ad una sua parte; in senso lato, viene usato per indicare anche gli oggetti di proprietà di un defunto. In senso prettamente religioso le reliquie si dividono in:

  • reliquie insigni (1° grado), il corpo intero o una parte rappresentativa non piccola di un Santo o Beato;
  • reliquie non insigni o rappresentative (2° grado), gli oggetti che sono appartenuti ai Santi o che sono stato in contatto con loro. Già nel Nuovo Testamento si vedono i presupposti per il culto delle reliquie rappresentative: i credenti che toccavano gli abiti appartenuti a San Paolo (cf At 19,11) venivano risanati (Cf. “Le Cause dei Santi. Sussidio per lo Studium”, a cura di Vincenzo Criscuolo, Carmelo Pellegrino, Robert J. Sarno, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2018,227-230).

Infine esistono anche le reliquie di 3° grado che corrispondono a qualsiasi oggetto che sia entrato in contatto con reliquie insigni.

Il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, al n. 111, chiarisce il fine genuino e corretto della devozione delle reliquie: «La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini. Le feste dei Santi, infatti, proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare».

La venerazione delle reliquie ha come scopo dare Gloria a Dio, magnificare e lodare la bontà del Signore manifestata in quella creatura ed imitare il/la Santo/a nella sua disponibilità a corrispondere al dono sovrabbondante della Grazia.

Le reliquie non insigni consegnate nelle mani del Rettor Maggiore sono: gli occhiali, il libro delle preghiere “Piccolo ufficio della Beata Vergine Maria” della Venerabile Madre Laura Meozzi (1873-1951); un fazzoletto e un biglietto autografo della Serva di Dio Madre Rosetta Marchese (1922-1984); la camicia da notte, un libro di spartiti e un libro sulla cosmologia in francese della Venerabile Suor Teresa Valsé Pantellini (1878-1907); due corone del rosario, tre medaglie e un fazzoletto della Beata Maddalena Morano (1847-1908), un’armonica a bocca e un quaderno autografo della Beata Maria Romero (1902 – 1977) con trascrizioni di brani poetici di vari autori; una pinza utilizzata nell’assistenza ai malati e una corona del rosario Beata Maria Troncatti (1883 – 1969).

Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha ringraziato vivamente Madre Chiara Cazzuola per questo dono, segno eminentemente pasquale di donazione di queste sorelle in cammino verso la Santità, che arricchisce tutta la Famiglia Salesiana.

Agustín de la Torre spiega come è nato il poster della Strenna 2022

Agustín de la Torre, autore del poster della Strenna 2022 racconta come è stato sviluppato questo progetto e come la sua vicinanza al mondo salesiano abbia ispirato questo disegno.

Dal sito dell’agenzia ANS

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L’artista spagnolo Agustín de la Torre, autore del poster della Strenna 2022 con il grande cuore rosso al centro dell’opera, ha raccontato come è stato sviluppato questo progetto e come la sua vicinanza al mondo salesiano abbia ispirato questo disegno di grande impatto visivo.

Il legame di Agustín de la Torre, membro dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, con la Congregazione Salesiana inizia quando lui aveva sei anni e prosegue ancora oggi, dal momento che lavora nella scuola “Maria Ausiliatrice” di Siviglia come insegnante di disegno. “La mia vita ha sempre ruotato intorno alle figure e alla pedagogia di Don Bosco e di Madre Mazzarello”, spiega de la Torre.

Una delle sue più grandi passioni è proprio il mondo della grafica e dell’illustrazione e da molti anni pubblica sulle reti sociali, cercando di fare dell’arte uno strumento di evangelizzazione e una “traduzione” del messaggio di Gesù. Ha anche prodotto numerosi disegni dell’ambiente salesiano che circolano in molte parti del mondo; alcuni di essi adornano scuole, opere sociali e sono stati persino sulla copertina del Bollettino Salesiano.

“Tuttavia, mi mancava qualcosa – ha raccontato l’artista – Ogni anno aspettavo la Strenna del Rettor Maggiore e guardavo le foto e le immagini che la accompagnavano. Ho sempre pensato la stessa cosa: ‘Un giorno avrò il privilegio di fare io stesso il poster’. E quel giorno è arrivato. Quando mi è stata offerta la possibilità di farlo, ho sentito che uno dei miei sogni si era realizzato e sappiamo cosa significano e quanto sono importanti i sogni in termini salesiani”, ha aggiunto.

Agustín de la Torre si è prontamente messo al lavoro, concentrandosi sulla frase di San Francesco di Sales che ispira la Strenna 2022. “Ho pensato che l’AMORE, parola centrale del messaggio di San Francesco, Don Bosco e Gesù di Nazareth, che iconograficamente è rappresentato come un cuore, doveva essere composto da giovani di diverse età, culture, etnie, situazioni sociali. Un cuore presieduto e abbracciato da Don Bosco, sostenuto da San Francesco di Sales e, naturalmente, dalla sua Ausiliatrice”, spiega ancora l’artista.

Il disegno, inoltre, è anche ricco di riferimenti al mondo salesiano, che sono distribuiti in modo più o meno nascosto nell’insieme: dalle date di nascita e morte di Don Bosco, al Progetto di Vita Apostolica dei Salesiani Cooperatori, dalle castagne, alla margherita, in onore al nome della madre di Don Bosco. È presente anche un cane che, pur non essendo grigio come il famoso “angelo custode” di Don Bosco, ha la parola italiana “grigio” scritta sulla zampa.

Tutto nel poster è “salesiano”, persino le ombre dei personaggi, che, infatti, hanno un’opacità del 24% (il numero di Maria Ausiliatrice).

“Ringrazio Dio per questo dono – conclude Agustín de la Torre – Spero di continuare a disegnare e dipingere il messaggio del Vangelo per molti anni a venire, soprattutto attraverso l’immagine e la testimonianza di persone che lo mettono in pratica e che sono grandi e indispensabili come San Giovanni Bosco”.

Il messaggio del Rettor Maggiore: Il grande dono di San Francesco di Sales

Dall’agenzia ANS.

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“Che la carità e la dolcezza di Francesco di Sales mi guidino in ogni cosa”. Questa fu la risoluzione che Don Bosco prese all’inizio della sua vita di sacerdote educatore. Ed è in questo riferimento a san Francesco di Sales che la pedagogia salesiana prende il suo nome.

Una insegnante ha scritto: «Ogni giorno faccio il giro delle classi. Prima del Covid quando entravo tutti si alzavano in piedi e si stringevano intorno alle mie gambe. Ora non accade più. I bambini di quarta e quinta elementare hanno l’impulso di correre da me e lo frenano. Quelli di prima elementare invece restano fermi, senza reazioni, freddi. Questo mi preoccupa molto per la loro futura capacità di esprimere l’affettività». Un’altra aggiunge: «Dobbiamo af­frontare un evidente aumento dell’aggressività tra i ra­gazzi delle medie». «Stai lontano dagli altri!» si sentono raccomandare dai genitori i bambini.

Quale carico di solitudine, depressione e insicurezze si porteranno dietro per molto tempo i bambini di oggi? Qual è il miglior intervento pedagogico?

«Chi si sente amato, amerà» diceva Don Bosco. Ma la gentilezza e la bontà non sono mai state virtù spontanee.

Anche per Don Bosco la dolcezza non era una dote naturale. Egli affermava di essersi svegliato dal «sogno» dei suoi nove anni con i pugni doloranti per i colpi menati a dei giovani bestemmiatori.

Da adolescente difese con irruenza l’amico Luigi Comollo. Racconta lui stesso: «Chi dice ancora una parolaccia, dovrà fare i conti con me. I più alti e sfacciati fecero muro davanti a me, mentre due ceffoni volavano sulla faccia di Luigi. Persi il lume degli occhi, mi lasciai trasportare dalla rabbia. Non potendo avere tra mano un bastone o una sedia, con le mani strinsi uno di quei gio­vanotti per le spalle, e servendomene come di una clava comin­ciai a menare botte agli altri. Quattro caddero a terra, gli altri se la diedero a gambe ur­lando».

Più tardi, il buon Luigi lo rimproverò per quella veemente esibizione di forza: «Basta. La tua forza mi spaventa. Dio non te l’ha data per massacrare i tuoi compagni. Perdona e restituisci bene per male, per favore». Quasi un’eco al personaggio del sogno che aveva detto: «Non è con i colpi, ma con la dolcezza e l’amore che devi mantenere la loro amicizia».

Giovanni imparò così non solo come si perdona, ma quanto sia importante dominare se stessi. Non lo dimenticherà mai. Porterà sempre dovunque il soffio del mite e nessuno saprà quanto gli costerà sempre, ma per questo, secondo le parole di Gesù “possederà la terra”.

I panegirici di san France­sco di Sales, che si tenevano di regola nel seminario, lo fecero riflettere. Secondo il suo Testamento spirituale, s’impose come quarto proposito dell’ordinazione sacerdotale la formula: «La carità e la dolcezza di S. Francesco di Sales mi guidino in ogni co­sa».

E quando dovette scegliere un nome per il nascente Oratorio non ebbe dubbi: «Si chiamerà Oratorio di San Francesco di Sales» e più tardi ai primi giovani che condivideranno la sua vita dirà: «Ci chiameremo salesiani». La ragione? «Perché la parte di quel nostro ministero esigendo grande calma e mansuetudine, ci era­vamo messi sotto alla protezione di questo Santo, affinché ci ottenesse da Dio la grazia di poterlo imitare nella sua straordinaria mansuetudine e nel guadagno delle anime».

La dolcezza, questa virtù «più rara della perfetta castità», è «il fiore della carità», è la carità messa in pratica, aveva insegnato san Francesco di Sales. «Vi raccomando soprattutto lo spirito di dolcezza, che è quello che riscalda il cuore e conquista le anime», scriveva a una giovane bades­sa.

Alla fine di una guerra che, durante quattro lunghi anni, l’aveva per­lomeno ignorata e disprezzata nelle relazioni tra i popoli, il Rettor Maggiore Don Paolo Albera dedicò alla dolcezza un’intera lettera cir­colare. «La virtù della dolcezza impone di dominare la vivacità del proprio ca­rattere, di reprimere ogni movimento di impazienza e di proibire alla pro­pria lingua di pronunciare una sola parola offensiva per la persona con cui si tratta. Essa esige il rifiuto di ogni forma di violenza nel comporta­menti, nelle proposte e nelle azioni». A Don Albera pareva impossibile di­menticare, nel quadro della dolcezza lasciatoci, «un cenno di quello sguardo sereno e pieno di bontà, che è il vero e limpido specchio di un animo sinceramente dolce e unicamente desideroso di rendere felice chiunque l’avvicina».

Dolce non è sinonimo di mellifluo e dolciastro, che sono le sue subdo­li caricatureDolcezza non è affatto debolezza. La violenza incontrollata è debolezza. La gentilezza è forza pacifica, paziente e umile. Don Bosco univa, nel suo governola dolcezza e la fermezza.

Questo spirito di bontà, dolcezza e mitezza si è profondamente inciso nei primi salesiani e appartiene alla nostra più antica tradizione. Tutto ciò sta ad indicare che non possiamo trascurarlo, né tantomeno perderlo, con il rischio di danneggiare significativamente la nostra identità carismatica.

Per molti dei nostri giovani, l’esperienza maggiormente ricordata dell’incontro con la Famiglia Salesiana nel mondo è spesso la familiarità, l’accoglienza e l’affetto con cui si sono sentiti trattati. Insomma, lo spirito di famiglia. Nei primi tempi si parlava di un “quarto voto salesiano”, che comprendeva la bontà (prima di tutto), il lavoro e il sistema preventivo.

Non possiamo immaginare una presenza salesiana nel mondo, una presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei Salesiani di Don Bosco e degli attuali trentadue gruppi che compongono la Famiglia Salesiana di Don Bosco, che non abbia la caratteristica della bontà come elemento distintivo; o almeno dovremmo averla, come ha voluto ricordare Papa Francesco con la sua illuminante espressione di “opzione Valdocco”.

Si tratta della nostra opzione per lo stile salesiano fatto di gentilezza, affetto, familiarità e presenza.

Abbiamo un tesoro, un dono ricevuto da Don Bosco, che ora tocca a noi ravvivare.