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Lettera del nuovo Ispettore don Giorgio Degiorgi

Si riporta di seguito la prima lettera del nuovo Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Giorgio Degiorgi.

Valdocco, 18 luglio 2026
Memoria di San Federico di Utrecht

Servire con gioia, custodire il tempo

Lettera dell’Ispettore

Cari confratelli,
cari laici corresponsabili,

vi scrivo al termine di una giornata intensa, nella quale mi sono sentito accompagnato dalla vostra preghiera e dal vostro affetto. Davanti al quadro di Maria  Ausiliatrice prima e successivamente accanto all’urna di don Bosco ho chiesto il dono della  paternità e la virtù della prudenza. Iniziamo insieme questo cammino orientando la nostra  vita a Dio per il bene dei giovani. 

Vi raggiungo nel pieno dell’attività estiva nella quale, in modalità diverse e con la fantasia che contraddistingue il nostro agire pastorale, ci doniamo ai ragazzi e ai giovani: dai  centri estivi ai campi scuola, dai pellegrinaggi alla programmazione del nuovo anno  pastorale.  

  1. SERVIRE IL SIGNORE NELLA GIOIA 

Don Bosco ci ha indicato la via di una santità quotidiana che si traduce nel dono di sé per amore del Signore. Vogliamo vivere verso i giovani l’esortazione di San Paolo: «Siamo i  vostri servitori per amore di Gesù» (2Cor 4,5). Sono settimane, infatti, in cui i cortili delle nostre  case sono pieni di voci, di giochi, di relazioni e di tanto lavoro. È il miracolo di Valdocco che si  compie di nuovo sotto i nostri occhi.  

In questo contesto impegnativo e ricco di potenzialità vi invito a porre attenzione speciale alla crescita degli animatori in questa età della vita in cui mettono in gioco la loro  libertà per scelte di bene. Mi permetto di sottolineare alcuni atteggiamenti. 

  • Accompagnamento e presenza. Essere salesiani e educatori nel nome di don Bosco  significa stare in mezzo ai ragazzi con amorevolezza, non come semplici supervisori, ma  come guide che conoscono per nome chi viene loro affidato. L’attenzione al singolo, che non  deve mai farci dimenticare tutto il resto, è la caratteristica che rende significativi i nostri  ambienti.
  • Scuola di gratuità. Queste settimane possono essere esperienza concreta per i giovani che  collaborano alla nostra missione di passare dal semplice “fare attività” al “donarsi per amore”.  Aiutiamoli a riflettere sulla fatica e sulla gioia del servizio, sul valore della gratuità perché  possano diventare una vera e propria scuola di vita e di discernimento vocazionale. Ci può  aiutare la rilettura del sogno di don Bosco delle “tre fermate”: i lupi diventano agnelli e gli  agnelli diventano pastori.
  • Cura spirituale. Non dimentichiamo di offrire loro spazi di preghiera ben curata e di dialogo  personale. Sostiamo accanto a loro con pazienza e fiducia, senza paura di correggerli,  sfidandoli ad assumersi responsabilità, osando chiedere loro molto, con la certezza che ogni  errore o momento critico sia un’occasione di crescita e maturazione. L’estate può essere il  tempo per potere fare loro proposte per il prossimo anno pastorale: l’impegno costante nella propria casa salesiana, la richiesta della fedeltà agli impegni presi, la cura di un gruppo, la  partecipazione alle attività ispettoriali e tanto altro ancora.
  1. CUSTODIRE IL TEMPO, DONO DEL SIGNORE 

Il Capitolo Generale 29.mo, con il tema «Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani», ci ha rivolto un appello alla conversione del cuore e delle nostre prassi quotidiane. Il  CG29 ci esorta a non creare mai una dicotomia tra ciò che siamo e ciò che facciamo, ma a  trovare in Cristo la sintesi profonda del nostro operare. Siamo chiamati a trovare un equilibrio  tra missione, preghiera e vita fraterna. L’estate è il tempo favorevole per recuperare questa  armonia. Abbiamo bisogno di tempo per stare insieme come confratelli senza l’ansia  dell’agenda, per condividere la missione, la tavola, il cammino, la distensione e la verifica  fraterna in un clima di semplice familiarità. 

L’estate non è una “pausa” dalla nostra missione di consacrati, ma un tempo qualitativamente diverso che il Signore ci affida. È uno spazio di grazia che esige una  profonda responsabilità: quella di saper custodire e valorizzare ogni giornata per la nostra crescita umana, spirituale e comunitaria. 

Vi propongo, pertanto, di trascorrere questo tempo estivo con alcune sottolineature che, seppur in modo diverso, sono da vivere sia nella vita consacrata, sia nella vocazione  laicale: 

  • La preghiera come riconoscimento del primato di Dio. Durante l’anno il ritmo frenetico  rischia di distrarci dall’essenziale. L’estate è il tempo favorevole per restituire il primato a  Dio nella nostra vita. Curiamo in modo particolare la preghiera personale, la meditazione, la  liturgia delle ore, gli esercizi spirituali. Senza questo contatto vivo con il Signore Gesù,  corriamo il rischio di ridurci a organizzatori di eventi, perdendo la nostra identità di educatori  pastori.
  • Il riposo come custodia della vita. Un salesiano stanco e demotivato fatica a trasmettere la  gioia del Vangelo. Il riposo, nella nostra tradizione, è “ricaricare le lampade di olio” per  continuare la nostra missione caritativa per i giovani. Prendetevi cura della vostra salute con  quel riposo che ristora il corpo e lo spirto, magari passando alcuni momenti con le persone  che non si riesce a vedere spesso durante l’anno. Qualche buona lettura aiuterà a  comprendere meglio la realtà.
  • La responsabilità del buon uso del tempo. Don Bosco ha sempre esortato a fuggire l’ozio.  Usare bene il tempo libero significa saperlo orientare alla bellezza della fraternità, alla  formazione personale e alla gratuità. Evitiamo le dispersioni che impoveriscono lo spirito e  cerchiamo invece ciò che edifica, pacifica e unisce la comunità.

Infine, per alcuni confratelli, l’estate porta con sé la sfida di cambiare casa e obbedienza. Sono momenti che possono diventare occasioni di testimonianza per chi ci sta  accanto nella misura in cui ci apriamo con obbedienza alla volontà di Dio. Questi  cambiamenti ci aiutano a risvegliare la nostra passione apostolica e a rimetterci totalmente  nelle mani del Signore. 

  1. I PROSSIMI APPUNTAMENTI 

Ricordo alcuni appuntamenti che riguardano il periodo estivo e la ripresa dell’anno pastorale. Alcuni sono da mettere per tempo nei calendari delle nostre comunità.

Dal 27 luglio al 3 agosto un gruppo di universitari, accompagnati da alcuni confratelli e consorelle, vivranno l’esperienza di un tratto del “cammino di Santiago”. Auguriamo loro  che siano giorni di riflessione e di scoperta interiore, di una profonda esperienza della Parola  di Dio e del silenzio. 

Dal 9 al 13 agosto vi sarà il pellegrinaggio dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano a Monaco di Baviera. Quest’anno il tema scelto sarà “Uno spirito forte, un cuore  che ama”. L’esempio dei “ragazzi della rosa bianca”, la testimonianza di fede di Benedetto  XVI, la profondità della figura di Romano Guardini, saranno modelli per ricercare e  testimoniare la Verità che rende liberi. 

Come ormai da alcuni anni il 16 agosto, al Colle don Bosco si celebrerà il ricordo della nascita di don Bosco, con la Santa Messa presieduta dal Vicario Generale, Don Stefano  Martoglio. 

Suor Maria Giovanna Mammarella inizierà il servizio di Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte lunedì 24 agosto, alle ore 15.30, con la Santa Messa nella Basilica di  Maria Ausiliatrice. Assicuriamo a sr. Maria Giovanna la nostra preghiera e il nostro ricordo.  Mentre ringraziamo ancora sr. Emma per essersi donata ogni giorno nella fedeltà  all’obbedienza ricevuta. Continueremo a costruire insieme la famiglia salesiana nel nostro  territorio nella condivisione dello stesso carisma e nella passione apostolica verso i giovani. 

Il 29 agosto ci troveremo per affidare il nuovo anno pastorale a Maria Ausiliatrice e per vivere l’Assemblea Ispettoriale dei confratelli.  

Il 5 settembre, a Valdocco, è in programma l’incontro dei consigli delle CEP, con un momento di formazione da parte di don Andrea Bozzolo, Rettore dell’Università Pontificia  Salesiana. Ci confronteremo insieme a lui sul modo di vivere lo stile educativo del sistema  preventivo. È il tema che approfondiremo nel prossimo anno pastorale che segnerà anche il  cammino di formazione delle nostre Comunità Educative Pastorali. 

La giornata di ente del CNOS-FAP si svolgerà il 9 settembre, sempre a Valdocco, con questa tema: “Ecco il tuo campo, riconoscere per educare/formare”. In quella giornata  affideremo l’anno formativo a don Bosco e a Maria Ausiliatrice con la Santa Messa.

Infine, il 12 settembre, al Colle don Bosco, vi sarà l’Mgs day e al pomeriggio la professione perpetua di Antonio Squillace (ICP), Velankanniraj Jesuray (INT), Noel Andrew Clement (RMG-Pakistan), Thomas Warwara (PSG/PNG). Accompagniamo i nostri confratelli  in questo passo in cui per sempre si donano a Dio nella Congregazione Salesiana: la loro vita  sia tutta consegnata al Signore e offerta ai giovani con il cuore di don Bosco!  

In Don Bosco, con affetto fraterno,
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore

Insediamento del nuovo Ispettore: don Giorgio Degiorgi inizia il suo mandato

Torino-Valdocco, 18 luglio 2026 – Questa mattina, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la Famiglia Salesiana del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania si è riunita per accogliere l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi, nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP. La celebrazione eucaristica, animata dalla Corale della Basilica e presieduta dal Consigliere Regionale don Juan Carlos Pérez Godoy, si è svolta in un clima di profonda gratitudine e di sincera comunione, nella casa di Don Bosco che continua a essere sorgente di carisma e missione.

Il Vangelo proclamato, la celebre parabola della vite e dei tralci (Giovanni 15,1-8), ha guidato l’omelia del Consigliere Regionale e il suo augurio a don Giorgio. Un invito a rimanere nel Signore per portare frutto:

“Io sono la vite, voi i tralci… Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla… Rimanete nel mio amore.”

Parole che hanno accompagnato l’intera celebrazione e che tracceranno il cammino spirituale del nuovo Ispettore.

Il passaggio di consegne

Con questo momento, don Leonardo Mancini ha concluso il suo servizio come Ispettore, salutando l’Ispettoria e affidando il testimone a don Giorgio. La sua lettera di saluto, pubblicata nei giorni scorsi, è disponibile di seguito:

Le parole di don Giorgio: “Ho bisogno di voi”

Nel suo messaggio di ringraziamento, don Giorgio ha espresso l’impegno che caratterizzerà il nuovo incarico:

“Mi metto sotto la protezione di San Carlo Borromeo, santo delle mie origini e modello del Buon Pastore. Da solo non sarò in grado di svolgere l’incarico che il Rettor Maggiore mi ha affidato. Ma so di non essere solo: per questo vi dico che ho bisogno di voi, di ciascuno di voi. Da parte mia vi prometto che tutte le mie forze, tutto il mio tempo, tutto me stesso, nei prossimi sei anni saranno per ognuno di voi.”

Al termine della celebrazione, dopo le foto di gruppo davanti l’altare di Don Bosco in Basilica, la comunità si è ritrovata nel cortile di Valdocco per un buffet fraterno preparato dagli studenti del CNOS-FAP, occasione per salutare don Giorgio, ringraziare don Leonardo e condividere la gioia di questo nuovo inizio.

Ingresso dell’Ispettore: Basilica Maria Ausiliatrice, 18 luglio 2026

La mattina di sabato 18 luglio, alle ore 11.00, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco accoglierà l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi come nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP.

Durante l’Eucaristia, presieduta dal Consigliere Regionale, don Juan Carlos Pérez Godoy, don Giorgio inizierà ufficialmente il suo servizio di guida per l’Ispettoria del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Un passaggio importante, vissuto nella cornice spirituale e familiare di Valdocco, dove tutto parla ancora oggi del carisma di Don Bosco.

Le comunità religiose e le CEP saranno presenti per accompagnare don Giorgio con la preghiera e l’affetto, ringraziandolo per la sua disponibilità e affidando al Signore il suo nuovo compito.

La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Basilica e in tv su Rete 7.

 

 

ICP: Nomina del nuovo Ispettore

Si pubblica la comunicazione dell’Ispettore, don Leonardo Mancini, riguardante la nomina del nuovo Superiore dell’Ispettoria ICP.

Torino, 26 Marzo 2026

Carissimi Confratelli, membri della Famiglia Salesiana, laici corresponsabili.
E carissimi giovani!

Con gioia vi annuncio che il Rettor Maggiore Don Fabio Attard, con il consenso degli altri membri del Consiglio Generale, ha nominato come Superiore dell’Ispettoria salesiana “Maria Ausiliatrice” di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania (ICP), per il sessennio 2026-2032, Don Giorgio Degiorgi, SDB, attualmente Economo ispettoriale.

Don Giorgio é nato a Borgomanero (NO) il 5 luglio 1979. È stato in Noviziato a Pinerolo – Monte Oliveto, emettendo la Prima Professione l’8 settembre 1999. Ha vissuto il post- noviziato a RM-San Tarcisio, il tirocinio a Chatillon e gli studi teologici a TO-Crocetta. Professo perpetuo al Colle Don Bosco l’11 settembre 2005, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino il 26 maggio 2007. Oltre al baccalaureato in Filosofia, don Giorgio ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico e la laurea civile in Giurisprudenza.

Lungo la sua vita salesiana ha ricoperto i seguenti incarichi pastorali: a partire dal 2009 é stato catechista della Scuola di Novara (prima nelle Medie e poi nelle Superiori) e Incaricato vocazionale zonale; nel 2015 ha ricevuto la nomina a Direttore ed Economo dell’opera di Novara; dal 2019 é Consigliere ispettoriale e dal 2021 Economo ispettoriale.

Attualmente Don Giorgio sta svolgendo anche la funzione di “Difensore del vincolo e Promotore di Giustizia” presso il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese e ha esercitato durante questi ultimi anni in più occasioni la docenza in Diritto Canonico.

Ringraziamo Don Giorgio per la disponibilità manifestata al Rettor Maggiore e fin da ora ci dichiariamo aperti ad accogliere il suo servizio di padre e guida dell’Ispettoria ICP e della
Famiglia Salesiana di questo territorio.

Lo supportiamo volentieri con la nostra preghiera, perché il Signore possa riempirlo costantemente dei doni di cui ha e avrà bisogno per il suo ministero. Siamo certi che non mancherà – proprio qui a Valdocco! – l’accompagnamento di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco.

Carissimo don Giorgio, ci stringiamo a te con affetto, certi che saprai guidarci con saggezza, bontà e determinazione nel continuare a offrire il dono del carisma salesiano alla Chiesa e ai giovani di questa nostra terra.

Con affetto in Don Bosco,

 

Don Leonardo Mancini

Domenica delle Palme: all’Istituto Card. Cagliero d’Ivrea iniziano i festeggiamenti per i 130 dell’opera

Il 10 aprile, nella Domenica della Palme, sono iniziati i festeggiamenti all‘Istituto Missionario Salesiano Cardinal Cagliero per i 130 di vita dell’opera. Per l’occasione, il Delegato Ispettoriale don Giorgio Degiorgi ha presieduto la S.Messa. A concelebrare, don Pietrobon Dante e il diacono Marco Cazzato. La giornata è proseguita con momenti di festa, il pranzo insieme e momenti di gioco per tutti.

L’Istituto “Cagliero” nasceva infatti nel 1892 e il suo nome riporta ad una grande persona, il Cardinal Cagliero, nato a Castelnuovo d’Asti, un uomo, che seguendo le orme di don Bosco, dedicò la sua vita ai giovani e alle missioni.

 

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L’esperienza degli EESS a Mornese per Presidi, Catechisti, Direttori CFP e CGA

Dai giorni 3-5 si sono svolti a Mornese gli EESS per i ruoli laicali apicali della Ispettoria.

50 direttori CFP, presidi, CGA e catechisti, accompagnati da don Fabiano, don Alberto Martelli e don Giorgio Degiorgi, hanno svolto un percorso guidato da don Michele Molinar sulla spiritualità di san Francesco di Sales.

Il titolo delle giornate “un Dio amico, Dio del mio cuore“: dalla Parola di Dio alla scoperta di Dio operata da Francesco, la sua lettura della nostra umanità fragile e amata, alle relazioni improntate alla dolcezza innervata di verità.

Ascolto, Preghiera, silenzio, condivisione e convivialità sono stati gli elementi valorizzati assieme ad una sintetica ma dettagliata spiegazione della vita di Maria Domenica Mazzarello presentata sui luoghi della sua infanzia e scelta vocazionale.

Altre volte si erano fatte esperienze spirituali per figure laicali, ma per la prima volta il gruppo è stato esteso a ruoli educativi e non soltanto gestionali.

Incontro Economi e CGA: “Non ebbe a cuore altro che le anime”

“Non ebbe a cuore altro che le anime”

Questa la frase di don Bosco che ha guidato il momento formativo degli economi e i coordinatori della gestione amministrativa delle case dell’Ispettoria nella giornata di mercoledì 15 dicembre a Valdocco. Di seguito un resoconto dell’incontro.
***

“La formazione carismatica – ha introdotto l’economo ispettoriale, don Giorgio Degiorgi – è ancora più importante di quella professionale, perché in qualche modo la sottende. Essere economi e coordinatori della gestione amministrativa di una casa salesiana significa guardare a questi aspetti con il gli occhi e il cuore di don Bosco. A Valdocco si faceva un “commercio di anime” per portarle al Cielo e tutto, ma proprio tutto, era al servizio della missione. Solo così sappiamo che il nostro ruolo, spesso immerso nelle cose terrene, ha un orizzonte di senso molto più alto”.

Il momento formativo è stato guidato da don Enrico Lupano:

“L’Economia al servizio del carisma e della missione, ci ricorda che il criterio ultimo delle scelte economiche e gestionali è il carisma, ovvero è la vita vissuta come hanno fatto i santi. Don Bosco “non ebbe a cuore altro che le anime”.

Il carisma è come una finestra attraverso cui si vede tutto lo spazio. C’è un modo evangelico in cui vivere l’economia e un modo che, inquinando il carisma, ci porta lontano da Dio. La Chiesa ci ricorda che «mai l’economia e la sua gestione sono eticamente e antropologicamente neutre. O concorrono a costruire rapporti di giustizia e di solidarietà, o generano situazioni di esclusione e di rifiuto». Le scelte gestionali possono essere illuminate dal carisma, o possono essere fine a se stesse o, peggio, fatte per interessi personali e logiche di potere. Non solo. Non stiamo lavorando per la salvezza di una banca o di una ditta, ma all’interno di un respiro molto più ampio: il progetto di Dio per l’umanità e quindi per ogni uomo”

La giornata di formazione è poi proseguita con la visita del Museo Casa Don Bosco con gli “occhi dell’economo” per poi concludere con la preghiera del Vespro nella comunità ispettoriale e la cena fraterna.

Incontro Economi e CGA: “nessuno costruisce una torre se non ha i mezzi per farlo”

La tradizione salesiana insegna a fidarsi della Provvidenza, ma non a sfidarla. Per questo durante l’incontro degli economi e dei CGA del 10 di novembre scorso è stato presentato lo strumento del piano finanziario che ogni casa dovrà elaborare nei prossimi mesi.

Il dott. Alessandro Ferrucci ha presentato il piano finanziario della casa del Michele Rua insieme ad alcuni collaboratori dell’economato. Successivamente è stato illustrato il percorso di lavoro svolto, concentrandosi su criticità rilevate in fase di realizzazione e proposte operative. Dopo un lavoro di gruppo per casa, sono stati riepilogati i principali punti dell’analisi.

Sono poi seguite alcune comunicazioni da parte dell’Economo Ispettoriale, Don Giorgio Degiorgi relative all’accesso ai differenti bonus fiscali. Uno spazio è stato poi dedicato al confronto circa le ultime normative per il contenimento del COVID. Infine, un ultimo momento è stato dedicato alla scuola e ai contributi stanziati da parte del Ministero.

Salesiani Novara: “I salesiani insegnano: ragione, religione e amore”

L’edizione sud del settimanale diocesano di Novara L’AZIONE dedica un articolo all’Istituto San Lorenzo dei Salesiani di Novara. Di seguito l’articolo pubblicato oggi, 9 ottobre 2020, a cura di Michela Chioso.

I salesiani insegnano:
ragione, religione e amore

Dal 1894 propongono una scuola che educhi alla vita

Una scuola che educa alla vita. È questo il fine che l’Istituto salesiano San Lorenzo persegue dagli inizi del secolo scorso. Cuore pulsante dell’Opera Salesiana di Novara – attiva in città dal 1893 – si propone di orientare i giovani nel loro progetto di vita attraverso conoscenze da acquisire ma anche valori da assumere e verità da scoprire. Circa 600 i ragazzi che attualmente frequentano l’istituto paritario al Baluardo Lamarmora: 358 alla secondaria di I grado e circa 240 al liceo scientifico. Quest’ultimo, lo ricordiamo, dal 2011 comprende anche l’indirizzo Scienze Applicate, profilo che fornisce agli studenti competenze avanzate in ambito scientifico e tecnologico.

«Educare alla vita – fine ultimo di ogni scuola ma in modo particolare della scuola di don Bosco – vuol dire formare coscienze libere e persone capaci di camminare con la schiena diritta – dice don Giorgio Degiorgi, da sei anni alla guida del San Lorenzo –. Don Bosco non era un teorico dell’educazione, era un prete che veniva dal mondo contadino e aveva il grande dono di non estraniarsi dalla realtà. Il suo sistema pedagogico posava su tre pilastri: ragione, religione e amorevolezza. Ed è da questa prospettiva che noi, ancora oggi, cerchiamo di mostrare ai ragazzi la strada per imparare l’arte di vivere ed essere felici creando un ambiente in cui si sentano ben voluti, le regole non siano imposte e la religione diventi l’incontro con il Dio della gioia».

Un contesto dove il binomio “cultura-vita” tiene conto di tutte le dimensioni della personalità, non ultima la fede.

«La questione – prosegue don Giorgio – non è tanto che un giovane possa perderla, quanto piuttosto che questa fede non raggiunga l’adultità. Se non c’è una crescita nella fede quest’ultima rimane relegata all’infanzia e a un certo punto si pensa che Dio sia “cosa da bambini”, non il Signore che ti può cambiare l’esistenza».

Da qui la necessità di promuovere una scuola – ispirata dai valori evangelici – che metta i giovani al centro, che li renda protagonisti della loro formazione e del futuro del Paese, ma anche capaci di affrontare le sfide che li assediano:

«La prima vivere il tempo libero nella logica della gratuità: parlando con i ragazzi più grandi trovo in loro la fatica di programmare ogni istante della settimana. Non lasciare spazio alla gioia, alla festa nel senso cristiano del termine, a lungo andare fa perdere il senso del dono. La seconda, abituarsi alla fatica. Troppo spesso evitiamo loro ogni sforzo per raggiungere una meta. Questo non significa lasciarli soli nelle difficoltà bensì insegnare che le cose raggiunte senza impegno, di solito, sono quelle che durano poco».

Il San Lorenzo presenta dunque una “fisionomia” propria, una matrice educativa specifica, concepita da don Bosco e via via tramandata dagli educatori, attualmente una cinquantina – direttore e coordinatori inclusi – di cui 26 alle medie (3 religiosi, 23 laici) e 20 al liceo (1 religioso, 19 laici). La riapertura della scuola, così come racconta Marco Nagari, coordinatore delle attività educative e didattiche della scuola media, li ha messi di fronte alla necessità di ripensare il loro lavoro, di inventarsi un nuovo modo di approcciare i ragazzi scandito dalla regola del distanziamento e dall’uso della mascherina.

«Oggi la scuola sta vivendo un periodo particolarmente complesso e le frustrazioni sono all’ordine del giorno. In questa contingenza così particolare, tuttavia, è possibile raccogliere qualche gratificazione nello sguardo dei ragazzi».

Occhi che si nutrono della luce di altri occhi, occhi che traboccano di vita, colmi di ottimismo e curiosità.

«La scuola è vita – conclude Marco Maria Schiorlin, coordinatore delle attività educative e didattiche del liceo scientifico –. Vita che negli ultimi mesi è profondamente cambiata ma che ci ha fatto riscoprire la bellezza dei gesti semplici, dei segni d’affetto, della quotidianità. Le novità, le sfide e le incertezze sono tante: unica sicurezza la grande passione educativa che gli insegnanti mettono nella loro missione per dare senso e valore alla scuola».

Una scuola in bilico fra passato e futuro, stabilità e cambiamento, tradizione e innovazione. Ma, nel caso dell’istituto San Lorenzo, con un obiettivo costante e di grande integrità: portare i giovani a essere “onesti cittadini e buoni cristiani”.

Michela Chioso

Salesiani Novara: La festa di San Giovanni Bosco – Podcast Vatican News

Il 2 febbraio scorso, il podcast Doppio Click di Vatican News dedica la puntata alla ricorrenza di San Giovanni Bosco. Ospite del collegamento il direttore dell’opera salesiana di Novara, don Giorgio Degiorgi.

Di seguito l’articolo pubblicato con il podcast dedicato.

Nella “macchina del tempo radiofonica” di Doppio click in questa puntata celebreremo la festa di San Giovanni Bosco. Sono 134 i Paesi nel mondo dove la presenza dei salesiani permette ogni giorno di dare forma alle indicazioni del sacerdote piemontese: “Siate buoni cristiani ed onesti cittadini“. Ascolteremo le parole pronunciate dal Papa a Valdocco nel 2015, in occasione del bicentenario della nascita del santo. Ospite don Giorgio Degiorgi, direttore dell’istituto salesiano San Lorenzo di Novara. Spazio anche ai sogni di don Bosco, fondamentali per capirne la figura, ed al primo contratto di apprendistato in Italia, voluto anche dal fondatore dei salesiani.