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CFP Alessandria: alleanze per il Lavoro e la Formazione

Il 24 maggio al CNOSFAP di Alessandria i due centri Cnosfap dell’area – Alessandria e Serravalle – hanno intessuto i rapporti e i dialoghi con i diversi attori aderenti all’iniziativa Alleanze per il Lavoro e la Formazione attraverso un convegno che ha avuto più il sapore del confronto, in vista della stipula di una vera e propria alleanza per favorire il lavoro e la formazione sul territorio. Di seguito la notizia riportata dal sito del CFP di Alessandria.

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Un incontro più conviviale che tecnico, quello del 24 maggio al Centro di Formazione CNOSFAP di Alessandria.

Un lavoro iniziato mesi fa con l’idea di creare una sinergia concreta sul territorio, celebrato con un convegno che ha avuto più il sapore di un confronto, aperto e lungimirante, in vista della stipula di una vera e propria alleanza per favorire il lavoro e la formazione nel territorio alessandrino e novese.

I Centri del CNOS-FAP nell’Alessandrino

I due centri Cnosfap dell’area – Alessandria e Serravalle – hanno intessuto i rapporti e i dialoghi con i diversi attori aderenti all’iniziativa Alleanze per il Lavoro e la Formazione”.

I protagonisti al tavolo tecnico

I protagonisti al tavolo tecnico sono stati i rappresentanti dell’Unione Industriale CONFINDUSTRIA Alessandria, nella persona di Marinella Bonomo, responsabile education e formazione; il Dirigente dell’Istituto tecnico Nervi-Fermi-Vinci-Migliara, Filippo Pelizza, insieme al suo Staff di vicedirezione; i rappresentanti locali del sindacato per le Parti Sociali nonché una qualificata rappresentanza della Sezione locale dei Maestri del Lavoro, con la persona del Cav. Giovanni Casaleggio. Non poteva mancare la Presidenza dell’Unione Ex-Allievi del Cnos-Fap, sempre attiva e collaborativa.

In rappresentanza dei Centri Cnosfap, hanno accolto e favorito gli interventi il Direttore di Alessandria, Don Pietro Mellano con il Coordinatore di Centro Lodovico Como e la Referente del Settore Servizi al Lavoro Martina De Mori, mentre per il Centro di Serravalle il direttore Roberto Mandirola con la Referente del Settore Servizi al Lavoro Valeria Anna Teti.

La presenza delle Imprese

Cruciale è stata la presenza di alcuni consiglieri delle imprese associate in Confindustria: Bonino S.p.A., Fratelli Bigaran, Gefit, Michelin Italia, Italvalv, Abazia, Paglieri.

Con loro si sono andati a definire i fabbisogni del territorio, le esigenze formative, nuovi progetti per dare ascolto e voce a chi quotidianamente offre al tessuto sociale dignità attraverso il lavoro.

Ecco perché Alleanze per il Lavoro e la Formazione il tema dell’incontro.

“Alleanze per i giovani, che sono al centro di ogni pensiero e di ogni fatica che i Salesiani fanno insieme a tutti i collaboratori in tutti i settori e in particolare qui che siamo in un centro di formazione professionale”

ci ha tenuto a ribadire il Direttore Don Pietro Mellano, intervenuto subito dopo il saluto di benvenuto di Don Luigi Compagnoni, direttore dell’Opera Salesiana Don Bosco di Alessandria.

Alleanze per i giovani che tutti gli ospiti presenti, a partire dai firmatari hanno tenuto a confermare con l’intento di renderle concrete e fattive, con azioni che non devono lasciare spazio a vani tatticismi o aride dietrologie.

“Queste intese strategiche e metodologiche devono essere di stimolo per indicare la direzione ai politici e agli amministratori, da prendere come impegno e spunto nei programmi da realizzare, mettendo i presupposti economici e di fattibilità

ha sottolineato nel suo intervento Fabrizio Berta, Direttore Regionale della programmazione del CNOS-FAP Piemonte, giunto per dare il suo contributo direttamente da Torino qui ad Alessandria.

La firma del protocollo d’intesa

L’incontro, dopo confronti e suggestioni, è stato caratterizzato dalla firma di un protocollo d’intesa fra i due centri Cnos-Fap insieme all’Istituto di Istruzione Superiore Nervi-Fermi-Vinci-Migliara, sotto l’egida di Confindustria Alessandria: lo strumento pone le basi per le Alleanze tra Formazione Professionale, Mondo del Lavoro e Mondo della Scuola.

Il protocollo sarà ancora perfezionato entro il mese di dicembre 2022, attraverso degli incontri periodici fra i sottoscrittori, per porre le basi di un lavoro in rete nella logica del “Progetto passerelle” di cui Cnos-Fap è capofila in Piemonte e nella costituzione di una filiera formativa professionalizzante.

Al termine del tavolo tecnico, è stato offerto un aperitivo preparato e allestito proprio dagli allievi del settore pasticceria e del settore sala-bar del Centro di Formazione Professionale ENAIP di Alessandria. I giovani studenti, dopo 2 anni di restrizioni a causa della pandemia, hanno effettuato per la prima volta una “vera” uscita che ha rappresentato per loro un’importante messa alla prova, oltremodo riuscita ed apprezzata, anche grazie al prezioso coordinamento della loro formatrice Elena Ghislieri.

Ed ora bisogna tirarsi su le maniche, come diceva Don Bosco, e mettersi all’opera insieme. 

 

CFP Alessandria: “Studio e stage per 230 allievi: il 70% trova lavoro idoneo” – Il Piccolo

Di seguito l’articolo pubblicato sul giornale della provincia di Alessandria “Il Piccolo” a cura di Massimo Brusasco, in merito alle attività di stage degli allievi del CFP di Alessandria.

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Scuola – Studio e stage per 230 allievi: il 70% trova lavoro idoneo

Incontro allo Cnos, storico centro di formazione professionale. Lo dirige un prete. «Le aziende hanno fretta di assumere, noi possiamo aiutarle»

Qui ci provano a capire cosa serve alle aziende e cosa ai ragazzi. Di solito, le cose collimano: quelle cercano persone con voglia di lavorare, questi di lavorare hanno necessità. In mezzo, ovvero “qui”, c’è lo Cnos, centro di formazione da anni sulla breccia.

Sede alla Don Bosco in corso Acqui, un prete che fa il direttore, 230 allievi e una trentina di realtà produttive alessandrine come partner: sono quelle che si mettono a disposizione per gli stage e che, da ultimo, siglano i contratti con chi si è specializzato nei laboratori salesiani.

«Però ci vuole pazienza: capisco bene che le aziende, talvolta, hanno urgenza di nuovo personale, ma è fondamentale seguire un percorso formativo corretto, così da mandare al lavoro gente qualificata».

La convinzione è di don Pietro Mellano, il direttore dello Cnos. Da come parla, capisci che ama quello che fa. E che si impegna affinché chi cerca e chi offre trovino qui un punto di incontro.

Voglia di crescere

Le ambizioni sono molte, la voglia di ingrandirsi anche. S’è cominciato con l’ampliare gli spazi, inglobando la vecchia scuola materna; si proseguirà col portare da due a tre anni il corso per riparatore veicoli, «in modo tale che, già dopo la terza media, gli interessati possano essere iscritti, senza attendere il compimento del 16esimo anno d’età».

E così verrà equiparato agli altri due corsi, molto gettonati: meccanica industriale e operatore servizi alle imprese.

Non solo:

«Avremo presto anche un corso annuale di saldo-carpenteria, in modo tale da accontentare chi vuole ottenere una qualifica dopo un solo anno di studio. Che è suddiviso in due parti: metà si svolge nel nostro centro, metà in azienda. È un settore interessante, perché c’è molta richiesta».

Il comparto della meccanica tira parecchio:

«Secondo me è importante che noi e le aziende si definisca insieme il percorso formativo. Le opportunità per chi vuole lavorare ci sono, certo è che a volte la politica non aiuta. Ad esempio, in alcuni casi è impensabile che chi gode del reddito di cittadinanza voglia rinunciare al beneficio per entrare in una fabbrica…».

Ultimamente, la richiesta delle aziende è di personale che abbia competenze trasversali, ovvero meccaniche ed elettriche. Lo Cnos, che è prettamente meccanico, sta valutando collaborazioni con altri istituti:

«Una ricetta vincente potrebbe essere unire gli interessi delle aziende con quelli della formazione professionale e di altre scuole del settore. Il territorio, a oggi, ha bisogno di far funzionare la logistica, e ne siamo ben consci. Anche per questo motivo abbiamo avviato contatti con Confindustria: insieme potremo operare ancor meglio».

Anche gli adulti

Intanto, sono 130 gli allievi che seguono i corsi di qualifica professionale; un centinaio, invece, gli adulti impegnati in lezioni diurne per un futuro da magazziniere o da impiegato nel commercio digitale. Il numero degli stranieri si aggira attorno al 30%:

«Nessun problema di integrazione, ma, in certi casi, bisogna superare le difficoltà linguistiche».

Altra percentuale importante riguarda quelli che trovano un lavoro coerente al titolo acquisito:

«Siamo tra il 67 e il 72%, che non è affatto poco. Mica ovunque si diplomano ragazzi che poi lavorano, in effetti, nel settore per il quale hanno studiato…».

MASSIMO BRUSASCO

m.brusasco@ilpiccolo.net

Cnos-Fap Alessandria: spazi rinnovati per formare il futuro

Il Cnos-Fap di Alessandria inizia il nuovo anno formativo nel migliore dei modi, con spazi rinnovati, laboratori all’avanguardia e un’attenzione pedagogica massima da parte dei formatori. Di seguito l’articolo pubblicato su AlessandriaNews, il quale riporta il pensiero di Don Pietro Mellano, Direttore del Centro.

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Spazi rinnovati, laboratori all’avanguardia ed ammodernati. L’anno scolastico al Cnos Fap, nella sede di Corso Acqui, 400 ad Alessandria, sta incominciando nel migliore dei modi per offrire educazione e preparazione sempre più al passo con le esigenze del mondo del lavoro.

Uno dei punti di forza della formazione al Cnos Fap è infatti il costante dialogo con le aziende del territorio che permette loro di modulare ed offrire corsi e – per questo motivo – per i ragazzi, di avere molte più possibilità di trovare lavoro in breve tempo.

Il 73% dei nostri allievi, trova impiego entro i tre anni grazie alle collaborazioni ed al lavoro integrato con le aziende, adeguandosi al mondo in continua evoluzione”, spiega il Direttore Don Pietro Mellano.

I numeri dimostrano che la formazione specializzata e qualificata, offre una reale opportunità per chi ha scelto di imparare un mestiere, continuare a specializzarsi oppure per chi ha deciso di completare la scuola dell’obbligo scegliendo tra i vari settori proposti per la qualifica o il diploma professionale.

“Abbiamo inoltre uno sportello dei servizi al lavoro aperto a tutti, non solo agli iscritti al centro, l’obiettivo è capire le reali inclinazioni della persona ed indirizzarla, dopo attenta valutazione del talento e delle competenze individuali, verso il percorso lavorativo più adatto”.

Le Scuole Salesiane offrono corsi – gratuiti ed a pagamento – riconosciuti e finanziati dalla Regione Piemonte, dedicati ai ragazzi della scuola dell’obbligo, agli adulti inoccupati che vogliono incrementare la propria formazione ed adulti occupati che vogliono aggiornare le proprie competenze.

“L’attenzione pedagogica è massima e gli insegnamenti del nostro fondatore Don Bosco sono sempre attuali. Il personale viene costantemente formato per sapere sempre come approcciarsi verso i giovani, anche quelli che necessitano di maggiormente attenzione. Cnos Fap è una ‘casa’ in cui spesso gli allievi tornano da adulti, si affidano al centro di orientamento per capire cosa fare del proprio futuro, proprio perché riconoscono nei servizi e soprattutto nel nostro personale le capacità formative e sociali di cui hanno bisogno”.

L’elenco dei corsi, i servizi e le informazioni su: alessandria.cnosfap.net

Associazione CNOS FAP Regione Piemonte
CFP Alessandria
C.so Acqui, 398
tel 0131 341364 – fax 0131 249004

 

La Voce e il Tempo: intervista a don Pietro Mellano sui Centri Cnos-Fap in Piemonte

E-commerce e mobilità elettrica nella formazione professionale dell’era Covid-19. Si riporta di seguito l’intervista riportata su LA VOCE E IL TEMPO di domenica 13 settembre (a cura di Stefano Di Lullo) a don Pietro Mellano, già direttore nazionale per la formazione del Cnos-Fap e ora coordinatore del Centro Cnos-Fap di Alessandria.

INTERVISTA – DON PIETRO MELLANO, SALESIANO, GIÀ DIRETTORE NAZIONALE DEL CNOS-FAP, ILLUSTRA COME CON LA PANDEMIA I PERCORSI FORMATIVI STIANO MUTANDO PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DI INNOVAZIONE DELLE AZIENDE

E-commerce e mobilità elettrica nella formazione professionale dell’era Covid-19

Anche il vasto settore della formazione professionale la prossima settimana è pronto a ripartire in presenza dopo i mesi della didattica a distanza imposta dalla pandemia.

Abbiamo chiesto a don Pietro Mellano, salesiano, fossanese, già direttore nazionale per la formazione del Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane – Formazione aggiornamento professionale) ed ora coordinatore del Centro Cnos-Fap di Alessandria, come i corsi di formazione professionale stiano mutando con l’accelerata, favorita dal lockdown, sull’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e i repentini cambiamenti del mondo del lavoro con la diffusione dell’industria 4.0.

Don Mellano, nei centri Cnos-Fap del Piemonte inizia un nuovo anno scolastico con i corsi di qualifica triennale, quelli per il diploma professionale, i percorsi per i disoccupati e gli apprendisti. Quali sono i cambiamenti più significativi con il «terremoto» della pandemia?

Certamente c’è movimento in particolar modo sulla trasversalità dei percorsi attivati. Come centri di formazione professionale salesiani stiamo, infatti, cercando di mettere insieme corsi di diverso genere, per esempio il settore commercio con il settore meccanico. Questo per rispondere alla richiesta di interoperabilità delle aziende. È fondamentale, infatti, adattare i percorsi formativi ad un processo industriale che sta mutando notevolmente: pensiamo al settore dell’e-commerce che in questo periodo ha avuto un enorme sviluppo che certamente continuerà nel tempo. Stiamo, quindi, lavorando per creare unità formative che ci permettano di mettere insieme diversi settori e rispondere concretamente ad una trasformazione aziendale che la pandemia ha ulteriormente accelerato. Sotto questo profilo devo dire che gli insegnanti e i formatori delle varie aree hanno capito molto bene quanto non si possa più presidiare gelosamente il proprio settore: è fondamentale aprirsi alle mutate dinamiche del lavoro, dialogare e creare degli incroci virtuosi a beneficio dei nostri studenti.

In concreto quali sono le principali novità?

A livello nazionale la formazione professionale del settore automotive si sta aprendo alla futura frontiera dell’elettrico. Con l’avvento della nuova mobilità sono necessarie competenze che fi no a pochi anni fa non si immaginavano nella meccanica d’automobile. Stanno nascendo poi nuovi percorsi in ambito logistico, come risposta alla trasformazione del commercio con l’espansione dell’e-commerce. Per quanto riguarda i percorsi di istruzione tecnica superiore (Its o Ifts), rivolti agli ex al- lievi, quasi un’università della formazione professionale, si stanno attivando nuovi corsi per i settori agroalimentare, cartotecnico, meccatronico. Sono sempre più diffuse le attività di «impresa simulata» dove, grazie alla collaborazione delle aziende, si riesce a ricreare in classe una vera e propria attività aziendale. Si tratta di una formula che sta avendo un buon successo in quanto il ragazzo di sente responsabilizzato avendo la possibilità di seguire nel complesso il processo produttivo. Insomma puntiamo a fornire allo studente tutte le competenze multidisciplinari che richiede il mondo del lavoro di oggi, che negli ultimi mesi si è ulteriormente trasformato a causa dell’epidemia.

Un sistema che si configura come antidoto ai «Neet» …

Gli studenti hanno bisogno di avere obiettivi precisi e di applicarsi molte ore per acquisire quell’«intelligenza delle mani» che anche nell’era dei robot rimane la sfida vincente dei figli di Don Bosco. Altrimenti il rischio che i ragazzi si perdano è molto alto. Gli allievi hanno bisogno di acquisire una forte motivazione per poter entrare in quell’habitus lavorativo che li caratterizzerà nella fedeltà e e nella precisione del lavoro, in modo che non si trovino nelle condizioni di abbandonarlo. Dobbiamo, quindi, negli anni della formazione somministrare, come diceva lei, un antidoto allo scoraggiamento e alla sfiducia intervenendo prima che questo avvenga.

In che modo i corsi Cnos-Fap piemontesi hanno risposto alla sfida della didattica a distanza?

In molti dei nostri centri piemontesi già 10 anni fa è stata avviata una sperimentazione che prevedeva l’utilizzo dell’I-pad nella didattica. La maggior parte delle sedi era quindi già pronta ad utilizzare questi strumenti. Abbiamo immediatamente attivato delle iniziative per favorire la connessione nelle diverse aree in cui risiedono i ragazzi e per venire incontro agli studenti svantaggiati economicamente. Alcuni centri, come quello di Alessandria, hanno scelto di ripartire a settembre con un sistema ibrido con attività in presenza, ma anche in parte a distanza. Questo per non disperdere tutto il lavoro compiuto nei mesi del lockdown e per essere pronti a proseguire la didattica in caso di nuove chiusure. Certamente continuiamo ad affermare che la formazione in presenza ha un valore inestimabile, soprattutto per noi Salesiani che mettiamo il rapporto educativo al centro dei percorsi formativi. La virtualità taglia fuori tutta una serie di attività che è impossibile portare avanti con uno schermo.

Quanti studenti in Piemonte si apprestano a frequentare i corsi Cnos-Fap?

Oltre duemila allievi iniziano i secondi e i terzi anni dei corsi di qualifica e circa 300 quelli per il diploma professionale. Prendono il via anche i percorsi di istruzione tecnica superiore (Its o Ifts), per gli ex allievi e per studenti provenienti dalle scuole superiori. Lo scorso anno hanno concluso il loro percorso 1.200 allievi conseguendo la qualifica (900) e il diploma professionale (300).

Stefano DI LULLO

CNOS-FAP: Convegno GAI sulla digitalizzazione – la trasformazione digitale in Italia

Giovedì 16 maggio, presso la Gai Macchine Imbottigliatici di Ceresole d’Alba, si è svolto il primo incontro del Convegno Gai sul tema “La trasformazione digitale in Italia: stato dell’arte, benefici per le PMI, nuove competenze. Condivisione di esperienze concrete di digitalizzazione e nuovi percorsi formativi”, iniziativa volta a collaborare con l’Associazione CNOS-FAP sul tema della digitalizzazione.

Si riporta l’articolo dell’evento gentilmente fornito da Franco Burdese dei Salesiani di Bra.

Alla Gai Macchine Imbottigliatici di Ceresole d’Alba si progetta il futuro in collaborazione con l’Associazione Cnsofap, la formazione dei salesiani in Italia, e Schneider Electric.
Si è svolto giovedì 16 maggio l’incontro, primo di una serie sino al 2020, sul tema “La trasformazione digitale in Italia: stato dell’arte, benefici per le PMI, nuove competenze. Condivisione di esperienze concrete di digitalizzazione e nuovi percorsi formativi“. A salutare le molte aziende è intervenuto l’Ad della Gai, Guglielmo Gai, che ha ricordato l’esperienza di successo del percorso formativo tecnico trasfertista.

“ Come abbiamo fatto per la formazione- ha affermato Guglielmo Gai- dei trasfertisti che non trovavamo, così siamo indirizzati a fare per le figure nel mondo della digitalizzazione”.

Mariano Costamagna, Vice Presidente Confindustria Cuneo, ha portato i saluti del Presidente Mauro Gola e ha ricordato quanto sia fondamentale in un’era di grandi cambiamenti tecnologici anticipare le esigenze, in particolare quelle formative. Tra gli intervenuti molti imprenditori ex allievi dell’Istituto Salesiano di Bra, che si prepara a celebrare i 60 anni, da Giuseppe Bernocco del Gruppo TCN, a Giuseppe Pacotto della Tesi, Gianfranco Testa di Elcat, Claudio Pacotto di Europlst, Fabrizio Lerda di Omler 2000, a Riccardo Testa di Arpa Industriale.

A moderare gli interventi l’ing. Alessia Varalda, di Elettrico Magazine sul tema “Opportunità ed esperienze concrete di digitalizzazione”.

E’ toccato a Guglielmo Gai dare il via al lavori con l’intervento su “Le opportunità della trasformazione digitale: il caso Gai”, dove ha raccontato le motivazioni che hanno spinto la loro azienda ad impegnarsi nel mondo della digitalizzazione passando per Impresa 4.0 Mariangela Acquafredda e Paolo Buonsanti di Schneider Electric hanno presentato il tema “Settori di mercato e trasformazione digitale: trend e benefici, mentre Danilo Ponzio ha proposto la ricerca svolta sul territorio cuneese e canellese: “Il territorio e la digitalizzazione locale”. Di particolare interesse l’intervento di Alberto Masoero di Bottero Spa che ha sintetizzato “Il bisogno di cambiamento del sistema produttivo “. La seconda parte dell’incontro ha trattato i “ Bisogni formativi e nuove competenze per la digital transformation”. Ivana Morando responsabile dell’alta formazione della Regione Piemonte dal suo osservatorio privilegiato ha trattato “L’evoluzione di professioni e mestieri nelle PMI”.

E’ poi toccato a don Pietro Mellano Direttore Nazionale CNOS-FAP proporre il punto di vista delle formazione salesiana con l’intervento “ Da don Bosco a Industria 4.0: l’approccio formativo salesiano.” La chiusura degli interventi ha visto Laura Bruni di Schneider Electric Spa raccontare l’impegno polivalente di Schneider Electric per l’innovazione e la formazione.

E’ poi stato raccontato ai tanti imprenditori presenti in sala il percorso tecnico trasfertista che in due anni dal 2017 al 2019 ha formato quasi cinquanta giovani, quasi tutti si sono inseriti in primarie aziende che fanno del piazzamento delle loro macchine nel mondo una quotidianità. Prossimo appuntamento per il gruppo di imprenditori il proseguo del lavori che si svolgerà il 2 luglio nella sede di Schneider Electric a Stezzano. Al termine dei lavori il Presidente di Gai Macchine, Carlo Gai ha guidato il tour della visita in azienda raccontando la trasformazione della Gai che oggi conta quasi 250 addetti.

Il Cnos-Fap compie 40 anni!

Il rapporto tra formazione professionale e salesiani è saldo ormai da oltre 170 anni, quando Giovanni Bosco, nei cortili di Valdocco, applicava il suo sistema preventivo a ritmo di “cortile, scuola, chiesa e mestiere”.
Questa preziosa eredità viene raccolta dall’intera Congregazione e porta, il 30 giugno 1978, alla fondazione ufficiale dell’ente regionale Cnos-Fap – Centro nazionale opere salesiane – Formazione aggiornamento professionale. Un percorso di quarant’anni ad oggi instancabile con 15 centri solo sul territorio piemontese, il Cnos-Fap si conferma un punto di riferimento per le imprese che cercano personale qualificato e teso all’innovazione.

L’anno formativo appena iniziato si configura, pertanto, come un anno speciale, di celebrazione di questi 40 anni: la testimonianza che “l’intelligenza nelle mani” nell’era digitale è ancora la sfida vincente dei figli di don Bosco.

Si segnala, qui di seguito, l’articolo della giornalista Marina LOMUNNO, che ha puntualmente fotografato il Cnos-Fap e i suoi 40 anni, tra le pagine dell’edizione domenicale de La Voce e Il Tempo, il settimanale della diocesi di Torino:

Formazione professionale è ancora «cosa di cuore»

Da Valdocco a Rebaudengo, dall’Agnelli al Colle don Bosco e a Bra. E poi nelle altre diocesi del Piemonte per un totale di 15 Centri dove, oltre all’obbligo formativo, si erogano corsi post diploma e di riqualificazione per adulti con un’attenzione particolare alle nuove tecnologie e ai cambiamenti del mondo del lavoro: «l’intelligenza nelle mani» nell’era dei robot è ancora la sfida vincente dei figli di don Bosco

Un anno speciale quello che si apprestano a vivere i 15 centri di formazione professionale salesiana del Piemonte. Al termine dell’anno formativo in corso, l’associazione Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane – Formazione aggiornamento professionale) della nostra Regione compirà i 40 anni di fondazione, avvenuta il 30 giugno 1978. In realtà la formazione professionale «inventata» nei cortili di Valdocco, dove oggi c’è la sede dell’ente regionale, è nata 170 anni fa con il sistema preventivo di don Bosco: «cortile, scuola, chiesa e mestiere», pilastri del carisma del santo dei giovani sono ancora più che mai attuali nell’educazione di «buoni cristiani ed onesti cittadini» soprattutto per quanto concerne la formazione al lavoro in un periodo storico che ha molte somiglianze con la rivoluzione
industriale in atto ai tempi dei santi sociali. «Oggi» spiega Lucio Reghellin ingegnere, direttore generale Cnos-Fap Piemonte «cerchiamo di proseguire sul solco del nostro fondatore, grande precursore di cambiamenti sociali, cercando di tenere le antenne alzate sulle nuove esigenze del mondo del lavoro nell’era dell’industria 4.0 che, come è stato sottolineato al recente G7 avrà sempre più bisogno di formazione professionale. Del resto l’apertura alle esigenze delle imprese è il cuore della nostra formazione. Per questo diamo grande importanza anche all’aggiornamento dei formatori con stage all’estero e visite costanti alle imprese». C’è poi l’aspetto educativo che continua ad essere al centro del percorso offerto dal Cnos-Fap, sia che si tratti di una corso di grafi ca, meccanica, elettricista, informatica o ristorazione. La formazione salesiana – che ha punte di eccellenza non solo in Italia (i centri del Piemonte hanno un successo formativo dell’85%: chi si qualifica per il 65% trova lavoro e per il 20% prosegue gli studi) continua ad essere ricercata in tutti i 5 continenti in cui sono presenti i figli di don Bosco proprio perché al tornio o al controllo di un robot si impara a superare i propri limiti anche se alle spalle si ha una bocciatura o, se si è adulti, si è reduci da un licenziamento. «In Piemonte il primo nucleo della nostra associazione – prosegue Reghellin – era composto da nove Cfp (Centri di formazione professionale) con attività formativa per i giovani dopo la scuola media principalmente nei tre settori professionali: meccanica industriale, elettro/elettronica e grafica. Oggi con 15 sedi abbiamo diversificato la nostra proposta formativa ampliando i settori professionali anche in ambito artigianale e dei servizi: si va dalla carrozzeria alla termoidraulica, dai servizi alla persona agli operatori di cucina-sala bar. Negli anni abbiamo aperto la nostra offerta formativa, oltre che ai ragazzi in obbligo di istruzione (3600 nei 15 Cfp del Piemonte – il 15% stranieri) anche con l’attivazione di corsi di qualifica per adulti disoccupati, di aggiornamento per i lavoratori, di accompagnamento per le fasce più deboli». Di qui l’apertura nei Cfp Cnos degli sportelli lavoro che, oltre all’attività di collegamento con le imprese, offrono consulenze alle famiglie meno attrezzate culturalmente per l’orientamento e l’ascolto dei propri figli. «’L’educazione è cosa di cuore’ era convinto don Bosco» aggiunge Marco Gallo, direttore del Cfp di Valdocco «e questo è ancora lo stile con cui cerchiamo di insegnare un mestiere sia ai nativi digitali che agli adulti che si devono riqualificare per rientrare nel mondo del lavoro. Flessibilità, apertura al cambiamento, non fermarsi a ciò che si è appreso ma assimilare una mentalità che richiede aggiornamento continuo 170 anni fa come oggi è l’unico modo con cui cerchiamo di non essere colti impreparati dalla sfida della rivoluzione industriale 4.0. Attrezzature e macchinari all’avanguardia, collegamento continuo con le imprese e le istituzioni, dialogo con il territorio sono gli altri ingredienti fondamentali che fanno dei nostri allievi appetibili sul mercato del lavoro. Ma il nostro valore aggiunto è che nelle nostre aule, accanto all’innovazione, si viene accompagnati a prendere in mano la propria vita nel rispetto delle regole, della convivenza civile e del rispetto reciproco».

Intervista: 

Come per don Bosco la sfida è possibile

Don Pietro Mellano, salesiano, fossanese classe 1971, è da settembre il nuovo direttore nazionale del Cnos-fap. Già economo della Ispettoria salesiana del Piemonte e direttore generale dell’editrice salesiana Elledici (Italia Circoscrizione Piemonte) don Pietro ha iniziato il suo nuovo incarico con la concretezza tipica del suo fondatore che cercava di cogliere nel cambiamento spunti positivi a vantaggio dei giovani più in difficoltà.

Al G7 appena concluso a Torino si è parlato molto del ruolo centrale della formazione professionale come vi state attrezzando per la sfida dell’industria 4.0? Il nostro programma pastorale per l’anno formativo appena iniziato ha come slogan «#nessunoescluso». Con l ’ h a s h t a g vogliamo indicare che le nostre scuole professionali vogliono continuare ad accettare la sfida dell’innovazione ma con lo stile di don Bosco che cercava vie di riscatto per tutti, soprattutto per i giovani in difficoltà perché nessuno fosse escluso. La nostra formazione è inclusiva ha come obiettivo di dare a tutti un’opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro imparando un mestiere anche se non nascondiamo le difficoltà di questo momento storico in cui, come è stato sottolineato al G7, l’industria 4.0 sta rivoluzionando il mondo del lavoro».

Come vi state attrezzando? Don Bosco nel 1852 Torino inventò il primo contratto di apprendistato per uno dei suoi giovani facendosi da garante presso il datore di lavoro. Oggi a distanza di 165 anni i dati ci dicono che i contratti di apprendistato introdotti dal Job act con il sistema duale di formazione professionale alternata tra scuola e lavoro sta funzionando tanto che questo tipo di contratti sono passati nel 2017 da 1400 a 14 mila. Gli sportelli lavoro attivi nei nostri centri di formazione professionale e in rete su tutto il territorio nazionale, dove si raccolgono le richieste da parte delle aziende di figure professionali cercando di favorire la domanda con l’offerta, spesso registrano difficoltà a trovare personale qualificato. Questo significa che la formazione professionale che si sta adeguando ai cambiamenti dell’automazione ha anche bisogno di un cambiamento culturale delle famiglie italiane: occorre accettare che i propri figli si spostino laddove c’è richiesta di lavoro che sarà sempre meno sotto casa e nella città di origine.

 

“Vi parlo di me” presentazione del libro

Lunedì 5 giugno alle ore ore 18.00 presso il Salone “Madre Nasi” della Piccola Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo – verrà presentata l’ultima novità editoriale della casa editrice Elledici: “Vi parlo di me. San Giuseppe Cottolengo si racconta.”.

Con le autrici del libro, SUOR MARIA LARA BROGGI e SUOR ARCANGELA MIMMO (presente attraverso un videoclip), interverranno: DON PIETRO MELLANO, Direttore Generale Editrice Elledici, DON LINO PIANO, Padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza, MADRE ELDA PEZZUTO, Madre delle Suore di S.G.B. Cottolengo. Moderarà l’incontro, MARINA LOMUNNO, giornalista, coordinatore redazionale La Voce e il Tempo, settimanale della diocesi di Torino.

Quando si sente parlare di Cottolengo, si pensa subito all’enorme complesso di edifici che si trova a Torino e alle migliaia di malati che vi sono assistiti. Difficilmente si è coscienti che Cottolengo è prima di tutto il cognome di una persona, realmente esistita, in carne e ossa il cui nome è Giuseppe.
In queste pagine ho convinto questo prete, peraltro molto schivo, a parlarci di lui. Non è tanto una persona che ama raccontarsi, ma per voi ragazzi si è reso disponibile. Se volete conoscerlo, proseguite nella lettura di queste pagine. È un tipo simpatico e molto originale che vi saprà sorprendere, in più è un santo: san Giuseppe Cottolengo.
Lasciamo a lui la parola. (Suor Maria Lara Broggi)