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Forum Terzo Settore: “Bambini, investire sul presente per un futuro migliore” – 10 giugno 2022

Per venerdì 10 giugno, alle ore 10.00 presso la Sala Duomo OGR (Torino – Corso Castelfidardo 22), il Forum del Terzo Settore in Piemonte organizza un incontro dal titolo “Bambini, investire sul presente per un futuro migliore. Riflessioni sulle politiche di contrasto alla povertà educativa in Piemonte” destinato agli ETS e a tutti i portatori d’interesse pubblici e privati.

Di seguito l’articolo dedicato all’evento con il rimando al form per iscriversi all’iniziativa.

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L’evento
Un evento promosso dal Forum del Terzo Settore in Piemonte con il sostegno della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria.

E’ destinato agli ETS e a tutti i portatori d’interesse pubblici e privati con l’obiettivo di dare continuità al dibattito sulla povertà educativa in Italia, intendendo condividere alcune riflessioni intorno alle politiche nella nostra Regione, a favore di bambini, ragazzi e adolescenti.

Si prefigge di mettere in evidenza lo stato dei processi educativi territoriali nella collaborazione Istituzioni-Scuole-Terzo Settore, tra povertà educativa, dispersione scolastica ed inclusione sociale.

Il tema infanzia-adolescenza è presente nel dibattito attuale, sia dal punto di vista degli orientamenti del Governo e del Ministero dell’Istruzione, sia per l’aumento delle disuguaglianze e delle vulnerabilità sociali dovuto alla pandemia e al contesto attuale. Le stesse politiche pubbliche, quali i Piani per l’Infanzia e l’Adolescenza e lo stesso PNRR hanno evidenziato la necessità di investire su questi temi e raccogliere la sfida sociale di occuparsi delle generazioni future.

In questi anni, a partire dal 2016, le importanti e continuative risorse che le Fondazioni piemontesi hanno erogato sia per il Piemonte che per il resto del Paese, hanno consentito una svolta importante sui temi educativi. Il modello avanzato di gestione innovativa di risorse pubbliche, delle fondazioni, dei soggetti di Terzo Settore, attraverso l’impresa sociale “Con i Bambini” ha consentito di migliorare la capacità di progettazione, di spesa e di valutazione di impatto sociale. Il Terzo Settore, si sta interrogando su come dare continuità alle esperienze realizzate e come non perdere il patrimonio relazionale e valoriale acquisito.

Il programma

Venerdì 10 giugno alle ore 10.00 presso la Sala Duomo OGR (Torino – Corso Castelfidardo 22)

  • 10.00 – 10.15
    Giovanni Quaglia – Presidente della Consulta delle Fondazioni del Piemonte e della Liguria
    Saluti istituzionali e introduzione ai lavori
  • 10.15 – 10.35
    Vincenzo Smaldore – Openpolis
    I dati sulla povertà educativa giovanile in Piemonte e Liguria
  • 10.35 – 10.55
    Anna Di Mascio – Portavoce del Forum del Terzo Settore in Piemonte
    Il Terzo Settore e la comunità a misura di bambini
  • 11.00 – 10.20
    Marco Rossi Doria – Presidente Impresa sociale Con i bambini
    Ridurre le diseguaglianze, accogliere le diversità
  • 11.20 – 11.40
    Susanna Piacenza – Direzione Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte
    Il sistema educativo: le Istituzioni scolastiche e la collaborazione del Terzo Settore
  • 11.40 – 11.50
    Andrea Quaregna – Fondazione Cassa di Risparmio Biella
    Il focus sui progetti biellesi
  • 11.50 – 12.00
    Irene Miletto – Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
    Il focus sui progetti cuneesi
  • 12.00 – 12.20
    Chiara Caucino – Assessore regionale Infanzia genitorialità e ruolo della famiglia nelle politiche del bambino
    Infanzia e inclusione sociale in Regione Piemonte
  • 12.20 – 12.40
    Stefano Lo Russo – Sindaco Città metropolitana di Torino
    Le nuove sfide educative a Torino e nell’area metropolitana
  • 12.45 – 13.00
    Francesco Profumo – Presidente ACRI
    Conclusioni

Modera l’evento Maria Teresa Martinengo già cronista de La Stampa.

Per partecipare è necessario iscriversi compilando il form (iscrizione richiesta entro il 31 Maggio)

Avvenire – Don Chavez: La “lezione” di Don Bosco, trarre occasioni da avversità

Da Avvenire, intervista a don Pascual Chavez Villanueva.

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Pochi giorni fa il messicano don Pascual Chavez Villanueva, 74 anni, rettor maggiore emerito della Congregazione dei salesiani (che ha guidato dal 2002 al 2014) ha tenuto all’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco una conferenza su “Educare all’ottimismo”. Lo abbiamo intervistato, in vista della festa di san Giovanni Bosco che si celebra il prossimo lunedì, a partire da questa intuizione.

Perché è importante oggi educare all’ottimismo e alla speranza?
La pandemia ci ha preso alla sprovvista. Eravamo convinti di essere nel tempo dell’ Homo Deus di cui parla lo storico israeliano Yuval Noah Harari, l’uomo che si crede immortale. E invece abbiamo toccato con mano la fragilità. Non avremmo mai pensato che una molecola avrebbe messo in ginocchio l’intera umanità. A questa crisi sanitaria ne sta seguendo una economica, con effetti devastanti, e un forte disagio sociale. In questo contesto dilagano rassegnazione, pessimismo e disperazione.

Cosa farebbe oggi don Bosco, in tempi di pandemia?
Le giovani generazioni non hanno conosciuto la guerra o la fame; erano abituate a misurarsi solo con virus informatici, per i quali esistono molti antivirus. Di qui lo choc. Io seguo in Rete molti youbuters e influencer: durante il lockdown erano letteralmente ammutoliti. Perché? Non erano preparati per affrontare gli eventi negativi, trasformandoli in piattaforme per un rilancio, che è proprio quanto ha fatto don Bosco. Le condizioni avverse per don Bosco (e quante ne ha sperimentate nella sua vita!) si sono rivelate occasioni per dare il meglio di sé, reagendo con resilienza. Una grande lezione per l’oggi.

Che differenza c’è tra un ottimismo generico e la speranza cristianamente intesa?
Il primo è espressione di un sentimento umano, lo sforzo, talvolta velleitario, di chi cerca vie d’uscita nel buio. La speranza del cristiano, invece, si fonda sul fatto che c’è stato Uno, una sola persona nella lunga storia dell’umanità, che ha vinto la morte. Non l’ha fatto con la tecnologia, non è ricorso alla clonazione, ma con l’unica energia capace di vincere la morte: l’amore. Il fatto che Dio Padre abbia resuscitato Gesù ci dà la speranza che nessun male è definitivo. E questo mette il cristiano nelle condizioni di uscire da sé, dalla sua autoreferenzialità, per vivere a servizio degli altri.

I giovani però si trovano a vivere in un mondo segnato da consumismo ed egoismo…
Educare alla speranza ci permette di affrontare le sfide della pandemia ma, soprattutto, il problema più grave in assoluto: l’immanentismo. Avendo chiuso l’uomo nell’aldiqua, non ci dobbiamo stupire se i ragazzi si accontentano di vivacchiare, sprecando la loro esistenza e se fanno tanta resistenza a prendere impegni definitivi, optando per scelte continuamente reversibili. Si vive l’oggi, senza una prospettiva di lungo termine. Per me questa è la sfida più impegnativa: c’è bisogno di educare all’Assoluto. Altrimenti, si riduce la vita a un mero ciclo biologico senza che abbia un senso.

Molti giovani, dopo aver ricevuto un’educazione cattolica, lasciano la Chiesa e prendono altri sentieri. Perché avviene questo e come si risponde a tale fenomeno?
I ragazzi stanno abbandonando la Chiesa perché non ne capiscono più il linguaggio e i riti. C’è bisogno un grande cambiamento nell’itinerario alla fede. Abbiamo seguito fin qui un percorso di tipo “cronologico”, proponendo via via la catechesi per fasce d’età, ma oggi questo schema non funziona più. Si deve passare ad un approccio “kairologico”, che mette al centro il “kairòs”, ossia situazioni ed esperienze che toccano i ragazzi nel profondo e sollevano interrogativi. È questo il motivo per il quale hanno molto successo i vari “Cammini”. Del resto, il modello-principe per educare alla fede è più che mai quello di Emmaus.

In che senso?
Gesù vede i discepoli disincantati, delusi. E cosa fa? Cammina con loro. Non rimprovera e non dà lezioni, ma ascolta. Il guaio, come educatori, è che spesso diamo ai giovani risposte a domande che non hanno, mentre fatichiamo ad ascoltarli davvero. Da dove si comincia? Un tempo si partiva dalla testa per arrivare al cuore, ora dobbiamo fare il contrario, stimolando l’immaginazione. Vale anche per l’educazione alla fede. L’ultima cosa che adolescenti e giovani oggi vogliono è che si tarpi le ali ai loro desideri e ai loro sogni. Don Bosco era maestro in questo e dobbiamo ispirarci a lui.

“Pedagogia salesiana dopo Don Bosco”: la ricerca di Michal Vojtáš

Sul sito di Note di Pastorale Giovanile sono pubblicati alcuni stralci della nuova ricerca sulla pedagogia salesiana dopo Don Bosco di don Michal Vojtáš , pubblicato dalla casa editrice LAS 2021.

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La pedagogia salesiana sviluppa riflessioni che superano la ricostruzione storica dei contesti, delle esperienze e delle visioni originarie di don Bosco sull’educazione. La ricerca di Michal Vojtáš pubblicata in questo volume, proseguendo su tale traiettoria, studia primariamente le formulazioni pedagogiche delle generazioni salesiane successive e, a livello di metodo, tenta di superare la sterilità delle pure ricostruzioni documentaristiche con un confronto sincronico e diacronico tra gli autori.

L’intenzione di connettere don Bosco con le sfide educative di oggi passa per il vissuto delle diverse epoche con i loro differenti modi di pensare. Queste mentalità rinforzano alcune nuove idee pedagogiche omettendone delle altre, preferiscono alcune modalità di azione, sviluppano delle riflessioni, alcune profetiche e coraggiose, altre piuttosto piegate alla mentalità corrente o a soluzioni di emergenza.

“Povertà educativa: cos’è indispensabile nell’educazione?”: incontro on line con il ministro Bonetti

“Povertà educativa: cos’è indispensabile nell’educazione?” è il titolo dell’incontro on line che si terrà giovedì 8 aprile (diretta YouTube e Facebook) dalle ore 21. L’incontro è organizzato dal Centro Culturale regionale “Enzo Piccinini” e dal centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine.

Partecipano:
Elena Bonetti, ministro per le Pari Opportunità e la famiglia
Vincenzo Salerno, salesiano e direttore della comunità per minori “La Viarte” e per minori stranieri “S. Luigi Gonzaga”
Giosuè Casasola, psicologo
Matthew Pianaro, Cooperativa Fruts di Bosc

 

Open day IUSTO: Scienze dell’Educazione e Psicologia

Allo IUSTO (Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo) al via gli open day online per conoscere i corsi di laurea per l’anno accademico 2021-2022, si parte venerdì 5 marzo con la presentazione del corso di laurea triennale in Psicologia, a seguire, sabato 6 marzo la presentazione dei corsi di laurea in Scienze dell’Educazione.

L’open day è un’importante occasione per conoscere e approfondire i corsi di laurea, le modalità di ammissione, le strutture e servizi dell’ateneo; potrai conoscere il responsabile del corso di laurea, i coordinatori e confrontarti con gli studenti che già frequentano.

Calendario:

Corsi di laurea in SCIENZE DELL’EDUCAZIONE: sabato 6 marzo e giovedì 8 maggio ore 11.30

– Educatore professionale socio-pedagogico
– Educatore dei servizi educativi per l’infanzia
–> È necessario confermare la partecipazione
 

Corsi di laurea in PSICOLOGIA: venerdì 5 marzo e venerdì 7 maggio ore 14.30

–> È necessario confermare la partecipazione

Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo
Piazza Conti di Rebaudengo 22 – Torino
Tel. 011 2340083
Sito: ius.to
FB: @IUSTOReba
IG: iusto_uni

Il saluto del Presidente Sassoli all’incontro “Next Generation Edu”

In occasione dell’incontro online organizzato da Don Bosco InternationalNext Generation Edu. L’EDUCAZIONE PER IL FUTURO DELL’EUROPA” svoltosi venerdì scorso, 29 gennaio 2021,  ha preso parte ai saluti iniziali David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo.

Stiamo vivendo un tempo di grandi sfide. La pandemia ha sconvolto le nostre vite. In questo momento è necessario fissare bene gli obiettivi, lavorare insieme con grande senso di responsabilità. Lo abbiamo detto più volte: l’Europa che uscirà da questa emergenza non potrà più essere la stessa ma dovrà dar prova di coraggio, guardare al futuro, alle prossime generazioni con rinnovato ottimismo e molta fiducia. Per questa ragione credo fortemente che l’educazione e la formazione siano due elementi essenziali per favori la comprensione reciproca, per accrescere nuove competenze, la capacità di interpretare la rapidità delle trasformazioni delle nostre società. Ma come ci insegna San Giovanni Bosco “educare” è anche “cosa di cuore”.

(David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo)

Di seguito il video:

Giornata Internazionale dell’Educazione: l’impegno delle scuole salesiane a contrasto dell’abbandono scolastico dei più poveri

Dal sito dell’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Torino) – Ieri, 24 gennaio si è celebrata la terza edizione della Giornata Internazionale dell’Educazione. La ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite con la risoluzione approvata il 3 dicembre del 2018 e ha come obiettivo ribadire il ruolo cruciale dell’istruzione nella costruzione di società sostenibili e resilienti. Ma a causa della pandemia lo scenario globale è molto preoccupante: si calcola che le chiusure delle scuole in 180 Paesi abbia lasciato 1.6 miliardi di studenti a casa. Una generazione di giovani vede ridotte al lumicino le opportunità di formazione nelle diverse competenze e nelle capacità di relazione interpersonale fra i pari e con gli adulti.

Il report di dicembre 2020 sullo stato dell’istruzione nel mondo redatto dalla Banca Mondiale riporta che è aumentato drammaticamente il numero di minori privati della possibilità di ricevere un’istruzione. Su 720 milioni di bambini in età scolare elementare, la povertà educativa colpisce 382 milioni di bambini. E Covid-19 potrebbe far crescere questo dato di altri 72 milioni.

Le misure adottate per non bloccare la didattica sono state diverse. Ma un fatto è certo: la didattica a distanza – da quella online ai programmi radiofonici, dalle trasmissioni televisive educative al materiale didattico consegnato nelle case delle famiglie – non può sostituire quella in presenza e soprattutto non è riuscita a raggiungere tutti, in particolare nelle realtà più svantaggiati e più povere.

Emblematico è il caso dell’India, dove sono 445 milioni i minori che frequentano le scuole di ogni grado. Già all’inizio della pandemia le scuole salesiane si sono fatte trovare pronte e in pochi giorni sono riuscite a mettere in piedi una rete di strumenti per raggiungere gli studenti che avevano in casa almeno un computer o uno smartphone per poter accedere ai materiali scolastici digitali. Purtroppo, in alcune case è possibile farlo solamente quando i genitori tornano dal lavoro, dato che nel nucleo familiare solo il padre o la madre hanno un cellulare.

Nelle zone rurali, inoltre, dove gli studenti non hanno alcun strumento per seguire le lezioni, i salesiani hanno deciso di creare delle équipe di volontari, insegnanti e ragazzi che hanno finito gli studi i quali, con mascherine e disinfettanti, hanno portato la scuola per strada, vicino alle case dei ragazzi e delle ragazze, in posti all’aperto, sicuri e accessibili.

“La nostra priorità è stare dalla loro parte: dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, dei più giovani” fanno sapere da “Missioni Don Bosco”, la Procura Missionaria salesiana di Torino.

La Giornata Internazionale dell’Educazione coincide con la festa di Francesco di Sales, il santo al quale Don Bosco ha ancorato la sua mistica, traducendola in un metodo educativo tuttora praticato in 134 Paesi del mondo. Essa rimane un’occasione per ribadire che l’educazione è un diritto umano per tutti e per far presente che la Congregazione Salesiana mai cesserà di impegnarsi per sostenere i minori nella costruzione del loro futuro.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.missionidonbosco.org

DBI – Next Generation Edu. L’educazione per il futuro dell’Europa

Il Dicastero per la Pastorale Giovanile, in particolare il Don Bosco International (DBI), sta organizzando in vista della prossima Festa di Don Bosco l’iniziativa “Next Generation Edu. L’EDUCAZIONE PER IL FUTURO DELL’EUROPA“. Di seguito il programma dell’iniziativa e il link per iscriversi.

In occasione delle celebrazioni annuali per la festa di Don Bosco, DBI è lieta di invitarvi a “Next Generation Edu. L’EDUCAZIONE PER IL FUTURO DELL’EUROPA”

  • Volete fare una buona azione? Educate i giovani! Volete compiere un atto santo? Educate i giovani! Volete fare una cosa santa? Educate i giovani! In verità, ora e per il futuro, tra le cose sante, questa è la più santa”. Questo è ciò che migliaia di persone di diversi paesi hanno imparato da Don Bosco durante i suoi viaggi in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Oltre 150 anni dopo, nel bel mezzo di una pandemia globale, l’educazione dei giovani è ancora un tema centrale in Europa.
  • Nonostante le numerose sfide, l’Unione Europea “cerca di fare di più” nel presente, come annunciato all’inizio dell’attuale mandato delle istituzioni europee, guardando al futuro della sua prossima generazione. All’indomani dell’adozione del piano di ripresa “Next Generation EU” e alla vigilia del lancio della Conferenza sul “Futuro dell’Europa”, Don Bosco International (DBI) desidera promuovere una riflessione sul ruolo dell’educazione.
  • Il DBI rappresenta i Salesiani di Don Bosco nelle istituzioni europee, come ufficio di collegamento con le politiche dell’Unione Europea in materia di educazione, cultura e gioventù, e come piattaforma che promuove e guida le iniziative e i progetti pianificati dai partner locali di Don Bosco in collaborazione con varie istituzioni internazionali. Alla vigilia delle celebrazioni annuali di Don Bosco, DBI si propone di fare il punto sulle lezioni apprese dai suoi partner al fianco di molti giovani, soprattutto i più vulnerabili, per sensibilizzare il pubblico sulle potenzialità dell’educazione per il futuro dell’Europa.
  • Nel quadro di riferimento continentale dell’Area Educativa Europea e in quelli globali, come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e il Patto Globale per l’Educazione, vogliamo fare in modo che, riducendo le disuguaglianze e prevenendo la discriminazione attraverso un’educazione di qualità e inclusiva, nessun minore e nessun giovane sia lasciato indietro in Europa. La presente iniziativa mira a mettere in evidenza alcune delle buone pratiche e delle alleanze esistenti in Europa e a livello internazionale per costruire società a misura di minori e giovani. Nuove misure promettenti a livello europeo, come la Garanzia per l’Infanzia, possono portarci in questa direzione. Vogliamo sottolineare come le piattaforme e le reti europee, come Eurochild e SIRIUS, stanno promuovendo il contributo della società civile a questo importante sforzo con un approccio basato sui diritti.
  • L’Educazione e Formazione Professionale (IFP) è sempre stata ed è tuttora uno dei settori centrali dell’attività educativa di Don Bosco. I partner di DBI oggi forniscono corsi di formazione professionale in molti paesi dell’UE, ma anche in quelli vicini e in altri continenti. Siamo quindi impazienti di partecipare attivamente a un’edizione più inclusiva e più internazionale del programma Erasmus. Un’edizione rafforzata della Garanzia per i giovani è anche benvenuta, nella misura in cui può incoraggiare gli Stati membri dell’UE a fare del loro meglio per raggiungere e attivare i più vulnerabili tra i giovani che non hanno un lavoro, un’istruzione o una formazione. Coerentemente, la transizione verde e digitale sono al centro dei nostri progetti di upskilling e reskilling, dove cerchiamo anche di assicurare un approccio olistico all’istruzione, per uno sviluppo umano integrale dei nostri beneficiari. Come diceva Don Bosco, al di là del trasferimento di competenze, “l’educazione è una questione di cuore”.
  • Il futuro dell’Europa ha bisogno di immaginazione. Ha bisogno di un’educazione di qualità e inclusiva. I bambini e i giovani in Europa sognano di osare. Noi dobbiamo osare sognare con loro.

AGENDA

Venerdì 29/01/2021 – h 12-13.30

Facilitatore: Renato Cursi (Don Bosco International, Segretario Esecutivo)
Piattaforma Zoom – La traduzione simultanea sarà disponibile in inglese, francese, italiano e spagnolo

CS Missioni Don Bosco: “24 gennaio, Giornata Mondiale dell’Educazione”

Si rende noto il Comunica Stampa di Missioni Don Bosco relativo alla Giornata Mondiale dell’Educazione del 24 gennaio per cui “Quest’anno la scuola è un’attesa delusa“. Di seguito l’estratto del comunicato a cura del Dipartimento Comunicazione Missioni Don Bosco e il relativo PDF  completo scaricabile.

24 gennaio, Giornata Mondiale dell’Educazione

Quest’anno la scuola è un’attesa delusa

23,8 milioni nel mondo di studenti potrebbero perdere l’anno
Le scuole salesiane contrastano l’abbandono scolastico dei più poveri

Alla sua terza edizione, la Giornata Mondiale dell’Educazione voluta dall’Assemblea dell’Onu potrebbe suonare come una beffa anziché la celebrazione della volontà congiunta di tutti popoli di soddisfare uno dei diritti umani fondamentali.

Si registra una caduta verticale quest’anno delle possibilità di frequentare percorsi scolastici sufficienti. Lo scenario globale è molto preoccupante poiché una generazione di giovani vede ridotte al lumicino le opportunità di formazione nelle diverse competenze e nelle capacità di relazione interpersonale fra i pari e con gli adulti. Missioni Don Bosco, che riceve costantemente rapporti dai missionari in tutto il mondo, ne dà conto in un articolo che pubblicherà nel suo sito a ridosso del 24 gennaio, e che anticipiamo qui di seguito.

Una situazione esemplare è quella dell’India, gigante asiatico lanciato nello sviluppo tecnologico e colpito pesantemente dalla diffusione del virus, che oggi fa i conti con la precarietà del sistema scolastico periferico, per intenderci quello privo di mezzi per la didattica a distanza. Anche in quella situazione i salesiani si adoperano per sostenere gli allievi e le loro famiglie con una strategia articolata. I costi sono sopportati anche da Missioni Don Bosco attraverso “borse di studio” che costituiscono il prolungamento del fondo di emergenza anti Covid-19 utilizzato nel corso del 2020. Anticipiamo ai giornalisti la descrizione di questo progetto, che sarà presentato attraverso il nostro sito e i social network.

La Giornata coincide con la festa di Francesco di Sales, il santo al quale Don Bosco ha ancorato la sua mistica traducendola in un metodo educativo tuttora praticato in 134 Paesi. Sulle dirette connessioni fra il pensiero del vescovo di Ginevra, protagonista della Riforma cattolica, e la vita dell’oratorio salesiano si esprimerà in una prossima intervista don Gianni Ghiglione, SDB: potrete ascoltarla in www.missionidonbosco.org

Siamo a disposizione – anche con il nostro presidente, Giampietro Pettenon – per gli approfondimenti sul tema e per i possibili contatti con i missionari.

Grazie dell’attenzione.

Antonio R. Labanca

Missioni Don Bosco ONLUS

via Maria Ausliatrice, 32 – 10152 Torino
tel. 011/399.01.01 – fax 011/399.01.95
e-mail: info@missionidonbosco.org
sito: www.missionidonbosco.org

DBI, un incontro sull’educazione per il futuro dell’Europa

Il 29 gennaio, in vista della festa di Don Bosco, il Don Bosco International organizza un incontro online “NEXT GENERATION EDU – Education for the Future of Europe”, per dare visibilità al lavoro dei Salesiani di Don Bosco “con” e “per” i minori e i giovani più vulnerabili in Europa e oltre.

Ecco il testo di presentazione:

“Volete fare una buona azione? Educate i giovani! Volete compiere un atto santo? Educate i giovani! Volete fare una cosa santa? Educate i giovani! In verità, ora e per il futuro, tra le cose sante, questa è la più santa”. Questo è ciò che migliaia di persone di diversi paesi hanno imparato da Don Bosco durante i suoi viaggi in Europa nella seconda metà del XIX secolo. Oltre 150 anni dopo, nel bel mezzo di una pandemia globale, l’educazione dei giovani è ancora un tema centrale in Europa.

Nonostante le numerose sfide, l’Unione Europea “cerca di fare di più” nel presente, come annunciato all’inizio dell’attuale mandato delle istituzioni europee, guardando al futuro della sua prossima generazione. All’indomani dell’adozione del piano di ripresa “Next Generation EU” e alla vigilia del lancio della Conferenza sul “Futuro dell’Europa”, Don Bosco International (DBI) desidera promuovere una riflessione sul ruolo dell’educazione.

Il DBI rappresenta i Salesiani di Don Bosco nelle istituzioni europee, come ufficio di collegamento con le politiche dell’Unione Europea in materia di educazione, cultura e gioventù, e come piattaforma che promuove e guida le iniziative e i progetti pianificati dai partner locali di Don Bosco in collaborazione con varie istituzioni internazionali. Alla vigilia delle celebrazioni annuali di Don Bosco, DBI si propone di fare il punto sulle lezioni apprese dai suoi partner al fianco di molti giovani, soprattutto i più vulnerabili, per sensibilizzare il pubblico sulle potenzialità dell’educazione per il futuro dell’Europa.

Nel quadro di riferimento continentale dell’Area Educativa Europea e in quelli globali, come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e il Patto Globale per l’Educazione, vogliamo fare in modo che, riducendo le disuguaglianze e prevenendo la discriminazione attraverso un’educazione di qualità e inclusiva, nessun minore e nessun giovane sia lasciato indietro in Europa. La presente iniziativa mira a mettere in evidenza alcune delle buone pratiche e delle alleanze esistenti in Europa e a livello internazionale per costruire società a misura di minori e giovani. Nuove misure promettenti a livello europeo, come la Garanzia per l’Infanzia, possono portarci in questa direzione. Vogliamo sottolineare come le piattaforme e le reti europee, come Eurochild e SIRIUS, stanno promuovendo il contributo della società civile a questo importante sforzo con un approccio basato sui diritti.

L’Educazione e Formazione Professionale (IFP) è sempre stata ed è tuttora uno dei settori centrali dell’attività educativa di Don Bosco. I partner di DBI oggi forniscono corsi di formazione professionale in molti paesi dell’UE, ma anche in quelli vicini e in altri continenti. Siamo quindi impazienti di partecipare attivamente a un’edizione più inclusiva e più internazionale del programma Erasmus. Un’edizione rafforzata della Garanzia per i giovani è anche benvenuta, nella misura in cui può incoraggiare gli Stati membri dell’UE a fare del loro meglio per raggiungere e attivare i più vulnerabili tra i giovani che non hanno un lavoro, un’istruzione o una formazione. Coerentemente, la transizione verde e digitale sono al centro dei nostri progetti di upskilling e reskilling, dove cerchiamo anche di assicurare un approccio olistico all’istruzione, per uno sviluppo umano integrale dei nostri beneficiari. Come diceva Don Bosco, al di là del trasferimento di competenze, “l’educazione è una questione di cuore”.

Il futuro dell’Europa ha bisogno di immaginazione. Ha bisogno di un’educazione di qualità e inclusiva. I bambini e i giovani in Europa sognano di osare. Noi dobbiamo osare sognare con loro.