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La Famiglia Salesiana: intervista a don Michele Molinar

Sono numerosi i gruppi facenti parte della Famiglia Salesiana di Don Bosco, la comunità carismatica e spirituale formata dalle istituzioni sorte per iniziativa di Don Bosco e dei suoi figli e figlie, oggi riuniti sotto tale titolo per la salvezza dei giovani e delle classi popolari. Oggi la Famiglia Salesiana conta 32 gruppi.

Si riporta di seguito l’intervista realizzata nella giornata di ieri, martedì 16 giugno, nel cortile di Valdocco, a don Michele Molinar, Vicario Ispettoriale dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, il quale ha approfondito le caratteristiche e le specificità di alcuni gruppi della Famiglia Salesiana, come gli Exallievi e i Salesiani Cooperatori, alla luce del carisma Salesiano.

La Famiglia Salesiana è il frutto nato da Don Bosco e dai doni dello Spirito Santo. 

Tra gli argomenti trattati: cosa ha colpito Don Bosco della figura di San Francesco di Sales e in particolare del suo temperamento “impetuoso” ma allo stesso tempo caratterizzato dalla dolcezza e la relazioni con i giovani; il gruppo degli Exallievi come movimento più ampio della Famiglia Salesiana, nato spontaneamente nel 1870 dal riconoscimento di quanto ricevuto nel passare da una Casa Salesiana, sia essa la scuola o l’oratorio; le sfide attuali (in questo tempo particolare) per gli Exallievi  nell’ambito sociale ed educativo; la chiamata al progetto di vita apostolica dei Salesiani Cooperatori; le sfide attuali (sociali  ed educative) per i Cooperatori anche sulla propria formazione rispetto al carisma Salesiano; le specificità che nel corso del tempo hanno avvicinato e coinvolto numerose persone ad entrare all’interno della Famiglia Salesiana, come ad esempio il vivere una “fede gioiosa“, capace di contagiare i ragazzi, i quali  a loro volta hanno bisogno di fondamenta e certezze vissute con uno stile sorridente e corresponsabilizzante.

Il messaggio del Delegato Nazionale Ex-allievi e Ex-allieve

Si riporta di seguito il messaggio del 27 aprile scorso di don Antonio D’Angelo, Delegato Nazionale della Federazione italiana ex-allievi/e di Don Bosco.

Bari, 27 aprile 2020

Carissime Exallieve e carissimi Exallievi,

l’isolamento a cui ci costringe il covid-19, per fortuna, non riesce a isolare i miei sentimenti e il desiderio di raggiungervi, abbracciando ciascuno di voi. Ma come è possibile sperimentare questa fusione di affetti, se io non conosco tutti voi e non tutti voi conoscono me? È possibile perché nel nostro spirito scorre lo stesso sangue, quello che nasce dal costato di Cristo e attraverso don Bosco arriva fino al nostro cuore. E allora permettetemi di abbracciarvi, uno per uno; un abbraccio virtuale, ma non per questo meno sincero. Il mio pensiero va in particolare agli Exallievi anziani e a quelli malati, affinché il Signore non faccia mancare loro le sue carezze e il suo conforto; va ai giovani che vivono questo tempo con timore, affinché nonostante tutto possano guardare al futuro con più serenità e speranza; va a coloro che sono nella casa del Padre, affinché possano godere in pienezza le gioie del paradiso.

La lontananza dalla pratica dei sacramenti ha trasformato la casa di molti di voi in piccole chiese domestiche, dove anche attraverso i social si prega e si partecipa alla Santa Messa. Continuiamo a farlo! Se apriamo le porte del nostro cuore a Cristo, sentiremo dentro di noi una forza straordinaria che ci farà guardare al domani con fiducia, scorgendo oltre la croce del Golgota i bagliori di luce di un nuovo giorno.

Sono cresciuto da ragazzo a contatto con la terra tra le verdi valli della catena degli Alburni, dove i frutti maturano, nonostante le sferzate del vento e il gelo della notte. Fin da piccolo, grazie all’esempio di mio padre e di mia madre, ho imparato a non disperare mai, perché anche dopo il triste inverno, germogliano nei campi i semi della vita. Per questo, vi assicuro che se ci abbandoniamo in Dio la disperazione cederà il posto alla speranza e sul dolore si spalancheranno orizzonti di luce e di pace. Dio è il bastone per chi vacilla ed è la roccia per chi trema. Egli raccoglie le lacrime di chi soffre in silenzio e accarezza il volto di chi consuma i suoi giorni nella solitudine; asciuga le lacrime di chi vorrebbe vedere i propri figli sistemati e consola le coppie tristi perché non hanno bambini.

Quando mi capita di accogliere la disperazione di qualcuno che soffre un male, avverto un senso di pochezza, tanto da chiedermi: ma io che posso fare? Tuttavia, lo smarrimento dura poco, perché il pensiero che Dio c’è, mi fa sentire più forte. E così, quando sono solo in chiesa (un fatto che mi capita spesso in questi giorni), ripongo l’affanno di ogni fratello o sorella nel Suo cuore, l’unico cuore che può contenerli tutti. Invocando Gesù, il senso del limite e della finitudine cede il posto a uno stato di grazia e di serenità, perché so che Dio non abbandona chi si fida di Lui! Voi siete tra coloro che ogni giorno presento al cuore prezioso di Gesù.

Dio non può non esistere, perché esistiamo noi! Se c’è una statua, c’è di sicuro uno scultore; se c’è un orologio, ci sarà pur sempre un orologiaio che lo ha fatto. Se c’è l’universo, c’è un Padre che lo ha creato! Ma Dio cosa deve fare di più, per dirci che esiste? Per farsi conoscere meglio, è pure diventato uno di noi e ci ha insegnato a chiamarlo con l’unico nome che, tra i tanti che gli abbiamo dato, gli piace di più. È il nome di Papà. Più noi alziamo gli occhi al Cielo, più sentiamo che Egli è Amore.

Fratelli e amici carissimi, teniamo sempre gli occhi alzati al Cielo e così di sicuro sentiremo le coccole di Dio che, come brezza leggera, daranno sollievo e respiro alle nostre anime. Vedrete che la gioia prenderà il posto della tristezza e che potremo presto gustare anche il piacere di una stretta di mano e di un abbraccio, senza più dire… che sono solo virtuali. Dio vi benedica e vi custodisca nel suo Amore, la nostra Mamma Ausiliatrice vi protegga e don Bosco vi accompagni.

don Antonio D’Angelo

Salesiani Lombriasco: raduno ex-allievi a distanza

Domenica 10 maggio, si terrà l’incontro annuale degli ex-allievi delle scuole salesiane di Lombriasco con una modalità differente rispetto agli scorsi anni: “a distanza”. L’appuntamento sarà alle ore 10.30 sul Gruppo Facebook “ex allievi salesiani Lombriasco (TO)”. Di seguito l’intervista al presidente ex-allievi Lombriasco, Marziano Bertino pubblicata sul settimanale Corriere di Saluzzo.

Lombriasco: Raduno Ex-allievi a distanza, è la prima volta nella storia dei Salesiani

Sarà un raduno molto diverso quest’anno, un appuntamento che si rinnova ogni anno al quale centinaia di ex-allievi si ritrovano a Lombriasco dove hanno trascorso diversi anni della loro gioventù. Loro, insieme alle altre componenti della famiglia salesiana sono i testimoni, nel mondo del carisma di don Bosco. Abbiamo raggiunto telefonicamente il Prof. Marziano Bertino che insieme al delegato salesiano signor Arlian Brizio è il primo responsabile dell’associazione ex-allievi salesiani dell’opera di Lombriasco che ci ha detto: -Domenica 10 maggio ci sarà il primo raduno annuale a distanza. Lo si farà attraverso il gruppo Facebook dedicato-.
La nostra “casa” di Lombriasco –afferma il Prof. Bertino- non è una semplice struttura che ci ha ospitato nel corso della nostra adolescenza per garantirci una “licenza scolastica” o un “diploma”. Lombriasco è stato il luogo in cui siamo cresciuti e abbiamo cominciato a conoscere e a capire quali sono le “cose che valgono veramente nella vita”. A Lombriasco abbiamo coltivato, giorno per giorno, una crescita basata sull’amicizia, sul rispetto reciproco e sulla ricerca di noi stessi. Lo studio quotidiano delle singole discipline non era, e non è che un “tassello” di un progetto ben più grande: diventare adulti come “buoni cristiani e onesti cittadini”. Basti pensare che la maggior parte dei giovani che frequentano il nostro Istituto sono figli, nipoti o comunque parenti o conoscenti di nostri ex-allievi. L’Opera salesiana di Lombriasco vive in quanto gli ex-allievi la sostengono e le riconoscono un ruolo fondamentale per la crescita e l’educazione dei giovani.

Quali altre iniziative di incontro sono annualmente previste a Lombriasco?

Oltre al tradizionale raduno annuale della seconda domenica di maggio, che quest’anno si terrà “a distanza” a causa della emergenza sanitaria, gli ex-allievi si incontrano ogni cinque anni in occasione degli anniversari di Diploma. I raduni quinquennali vengono organizzati a partire dal mese di settembre di ogni anno. Inoltre, vengono organizzati due incontri annuali, il primo in occasione della preparazione della S. Pasqua e il secondo in occasione di preparazione del S. Natale. Non mancano, ovviamente, raduni “improvvisati” di alcune classi che richiedono di trovarsi prima del successivo quinquennio. Verso la fine dell’anno inviamo a tutti gli ex-allievi la tradizionale pubblicazione denominata “Col tempo e col Po” dove andiamo a pubblicare le fotografie dei raduni e informiamo di tutti gli avvenimenti e/o cambiamenti che avvengono nella nostra Casa di Lombriasco e nelle famiglie degli stessi ex-allievi come matrimoni, nascite, lauree.

In questo momento di pandemia cosa possono fare gli ex-allievi per la loro scuola? E la scuola cosa può fare per loro?

Come ho detto prima, gli ex-allievi sono la “linfa vitale” della loro Casa di Lombriasco. Sostenere l’Opera è ciò che stanno facendo ogni giorno, ognuno secondo le loro competenze, secondo le loro possibilità e le loro sensibilità. Gli ex-allievi sanno che le porte della Casa di Lombriasco sono sempre aperte. Don Sandro Barra, che molto amava i suoi ex-allievi e che è stato per tantissimi anni il loro punto di riferimento, in qualità di “delegato” dell’Associazione, rivolgendosi a loro diceva: “cari exallievi, quando tornerete a Lombriasco nessuno mai vi domanderà che macchina avete o quanti soldi avete in tasca. Una sola cosa vi domanderò: siamo sempre amici?”. Prima di lui un altro salesiano, don Saulo Cappellari, già provato dalla malattia, nel corso del suo ultimo discorso in occasione del raduno annuale disse : -Cari amici ex-allievi ricordate che i Salesiani passano ma don Bosco resta. Amate e sostenete la vostra Casa di Lombriasco-.

Nel ringraziare il prof. Bertino, ci anima la speranza di poter tornare presto ad incontrarci nel cortile della scuola salesiana di Lombriasco così amata in tutto il Piemonte e non solo.
gianni varetto

Borgo San Martino: Gli ex allievi comprano il collegio in omaggio a Don Bosco

Nella giornata di oggi, il quotidiano La Stampa dedica un articolo al Collegio di Borgo San Martino in provincia di Alessandria dell’originaria Villa Scarampi che recentemente gli ex allievi hanno acquistato per realizzarvi un centro culturale e un museo su Don Bosco e sul Rettore don Dante Caprioglio. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato, a cura di Franca Nebbia.

Gli ex allievi comprano il collegio in omaggio a Don Bosco

All’interno nasceranno un centro culturale e un museo sul fondatore dei salesiani e sul rettore don Dante Caprioglio

BORGO SAN MARTINO (AL)

«Don Bosco dormiva in questa stanzetta affacciata sul grande cortile quando era in visita a Borgo San Martino. Aveva acquistato nel 1870 la villa dalla famiglia Scarampi (realizzata a fine Cinquecento) e poi l’aveva ampliata per far nascere un grande collegio dove i giovani potessero istruirsi».

Il geometra Pierluigi Coppo, di Santhià, è il portavoce di una cordata di ex allievi che intendono far uscire lo storico collegio dall’oblio.

Nel paese alle porte di Casale Monferrato (Alessandria) hanno acquistato una parte del grande complesso di 12 mila metri quadrati, quello dell’originaria Villa Scarampi, per realizzarvi un centro culturale e un museo con documenti e immagini su Don Bosco e sull’amatissimo rettore don Dante Caprioglio, morto nel 2016 a 96 anni. Fu rettore dal 1956 fino alla chiusura dell’istituto scolastico nel 1999.

«Il collegio era rinomato e arrivavano tanti ragazzi, anche da lontano. Io ero fra quelli. Qui si diplomarono geometri e ragionieri. Come ex allievi abbiamo tenuto i contatti fra di noi e ora sono il principale rappresentante di una società creata per il progetto» dice Coppo.

Fuori, nel grande cortile su un’area verde dove troneggia una statua del «Santo dei giovani», ci sono ragazzi che giocano a pallone. Di fronte la grande chiesa. «A piano terra c’era il refettorio e al primo piano la chiesa, con affreschi di Giulio Cesare Mussi e sull’altar maggiore la “Prima comunione di S. Luigi” di Giuseppe Rollini nel 1888. Nel 1995 ho voluto che le mie nozze fossero celebrate qui». Negli anni di maggior sviluppo il collegio ha ospitato 450/500 allievi interni che arrivavano da Casalese, Biellese, Lomellina.

«Don Dante era severo, ma generoso – aggiunge Coppo -. Lo chiamavamo “capo” e ci ha insegnato quanto ogni uomo dovrebbe sapere per affrontare la vita: le regole che rendono accettabile la società civile. E ce le ha trasmesse nel modo più piacevole, facendoci giocare a calcio».

Un ricordo che ha anche Gabriele Ferraris, per anni presidente degli ex allievi e ora presidente dell’associazione Don Dante, che dal 4 al 19 aprile curerà una mostra al castello di Casale sull’amato educatore:

«Aveva dato vita al San Carlo, squadra di calcio che aveva giocato anche nel campionato di Eccellenza».

Pierluigi Coppo sta facendo i rilievi nelle stanze ora vuote e ricche di fregi e affreschi a cui si accede da un grande scalone. All’ingresso l’immagine di San Domenico Savio, discepolo di Don Bosco; al primo piano una sala-teatro, a piano terra una in cui i futuri ragionieri facevano esperienza con la Banca San Paolo. Se si chiudono gli occhi, par di sentire ancora le voci dei ragazzi che sono passati di qui. E se oggi tutti hanno qualche anno in più «non importa – dice Coppo -, purché i locali risuonino ancora di vita».

Ex-Allievi Valsalice: Convegno annuale 2020

Gli Ex-Allievi dell’Istituto Salesiano di Valsalice organizzano per Domenica 10 Maggio 2020 il Convegno annuale dedicato all’associazione. All’interno del Convegno, il Prof. Guido Curto, ex-allievo e Direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e della Reggia di Venaria, terrà una conferenza dal tema “Lo Stato dell’Arte dei Musei a Torino“.

Il pranzo sarà riservato preferenzialmente ai soci ed alle classi per cui ricorrono i decennali dalla maturità. Tuttavia, se altri exallievi desiderassero ritrovarsi tra loro a pranzo in quella occasione possono contattare l’indirizzo email exallievivalsalice@gmail.com oppure telefonicamente al 335 59 35 626.

Salesiani di Lombriasco: la festa per don Bosco 2020

Sabato 1° febbraio 2020 i Salesiani di Lombriasco hanno festeggiato la ricorrenza di San Giovanni Bosco con diverse iniziative: uno spettacolo in palestra, la s. Messa presieduta da mons. Gabriele Mana e il pranzo della comunità educativo pastorale.

Momenti diversi ma molto partecipati dalle famiglie dei ragazzi e da tanti exallievi ritornati a Lombriasco per l’annuale festa del nostro santo fondatore.

(Marco Casanova – Direttore)

Momento centrale della rappresentazione teatrale dei ragazzi della scuola media è stata quella legata alle avventure di “Pinocchio“, riprendendo alcuni episodi del celebre romanzo per ragazzi scritto da Carlo Collodi, sempre ricco di spunti educativi.

Lo spettacolo si è poi concluso con l’estrazione a premi che ha permesso di raccogliere oltre dodicimila euro per il progetto missionario in Cambogia portato avanti da un gruppo di exallievi.

CFP Bra: Imprenditori illuminati come avrebbe voluto don Bosco – Intervista a Carlo Gai

Il mondo della formazione professionale salesiana si alimenta di giovani desiderosi di apprendere e di futuri imprenditori illuminati che certamente don Bosco avrebbe apprezzato.

E’ il caso dell’ Ing. Carlo Gai, collaboratore costante dei progetti del CFP di Bra e oggi imprenditore di 76 anni dell’omonima azienda GAI di macchine imbottigliatrici nata nel 1946 a Pinerolo e trasferitasi in seguito a Ceresole d’Alba in provincia di Cuneo, contando oggi un organico di 200 persone.

Riportiamo di seguito l’intervista a Carlo Gai realizzata da Franco Burdese e gentilmente fornita alla nostra redazione.

Il mondo della formazione professionale salesiana, ora affidato all’Associazione Cnos-fap, si alimenta sia di giovani desiderosi di apprendere, sia di imprenditori illuminati che certamente don Bosco avrebbe cercato, coinvolto nelle proprie opere, ricordato come benefattori. E’ il caso di Carlo Gai 76 anni e non sentirli come citava una nota pubblicità. Una vita dedicata al lavoro, alla famiglia ed alla sua passione, oltre al vino di qualità, costruire una azienda all’avanguardia in tutti i settori.  Geniale nella progettazione, geniale nella visione, lanciando il cuore sempre oltre l’ostacolo. Ma gli ostacoli non li ha saltati, li ha sapientemente dribblati come un abile calciatore o rasentati e superati continuando la discesa come uno sciatore che cerca la perfezione. L’ostacolo del 2008/9, anno di crisi per molte aziende, è un ricordo lontano. A dieci anni dalla crisi il 2019 vede un fatturato confermato a 48 milioni di euro, la produzione ed il personale raddoppiati rispetto al 2009, attendendo ancora una crescita della produzione nel 2020. Il 2019 ha segnato  i cinquanta anni di lavoro infatti, dopo la laurea nel 1969, Carlo Gai ha subito iniziato il lavoro nell’attività di famiglia. Famiglia che resta al centro della sua visione condividendo con la moglie Renata i sogni, le visioni e la concretezza degli investimenti. Con il nipote Giacomo ed i figli Giovanni e Guglielmo, ora amministratore delegato della Gai, la fatica della quotidianità che ha sapientemente indirizzato verso questa nuova generazione di imprenditori.

Ing. Gai quale la fotografia che ritrae la Gai al termine del 2019?

“ Parto dagli assunti che per questo 2019 sono stati ventisette, oltre ai sei della scuola trasfertisti che continua a darci molte soddisfazioni. L’organico della Gai Macchine Imbottigliatrici passa da 223 a 246 dipendenti. Abbiamo poi assorbito la ditta Omega, diretta sino ad ora da Mario Molineris a cui va il nostro ringraziamento, che conta ad oggi 12 dipendenti.  Il 2019 è stato per la Gai un anno complicato. Abbiamo introdotto il nuovo sistema gestionale, inserito diciotto nuovi centri di lavoro, otto in sostituzione e dieci in aggiunta, per un valore di dieci milioni di euro. Tre i saloni a cui abbiamo partecipato: La Brau a Norimberga, il Simei a Milano e il Sitevi a Montpellier. Il fatturato Gai si conferma a 48 milioni di euro. L’obiettivo per il 2020 è quello di raggiungere i 54 milioni di euro grazie anche al secondo turno dalle 6 alle 22 su alcuni centri di lavoro.  Le fiere sono andate molto bene con numerose richieste per il vino in lattina, ed il mantenimento di leader nelle macchine da tremila bottiglie ora. Viene invece presa in seria considerazione dal mercato la nostra proposta per macchine sino a diciottomila bottiglie ora.”

La Gai è sempre stata descritta come il parter ideale per i vignaioli di qualità. Cosa sta cambiando per il futuro?

“ La Gai ha aperto nuovi orizzonti a seguito della crisi del 2008/9. Continuiamo a collaborare con il mondo dei vignaioli ambiziosi della Langa, della Borgogna e molti altri. L’obiettivo però della crescita è avvicinare e dedicarsi ad una fascia di clienti nuovi. Ad esempio nel mondo della birre artigianali siano passati dall’1% di macchine totali prodotte al 30% della nostra produzione. In fondo i clienti del mondo birra sono un po’ come quelli che in passato intercettavamo nel mondo del vino. Nascono e non hanno alternativa per crescere che  legarsi alle nostre macchine, non sempre con i mezzi per sostenerle. Si ripete la storia dei vignaioli. La nostra attenzione ha previsto anche gli imbottigliatori. Macchine dalle ottomila alle diciottomila bottiglie ora. La concorrenza non ci riteneva in grado di avvicinare questo mercato. Li abbiamo smentiti grazie ad una valvola riempitrice con un brevetto internazionale del 2013. Siamo in grado con questa valvola di imbottigliare vino tranquillo, frizzante, spumante, birra. Una rivoluzione nel nostro mondo. Questa è l’innovazione che non passa solo dai macchinari ma da uomini appassionati del loro lavoro.”

Una affermazione illuminata questa. La macchina non potrà fare a meno dell’uomo.

“ Vero. Da qualunque parte ti giri è pieno di cose che devi fare. La Gai ha come ambizione, e penso sia la giusta scuola di pensiero, che le cose vanno fatte bene. Occorre per la nostra attività un ufficio tecnico preparato e dimensionato. Negli anni abbiamo triplicato l’ufficio tecnico ma ad ora abbiamo una carenza di personale pari al 20-30%. Per la Gai è stato un vero dispiacere quando nel 2013 l’Istituto Salesiano ha terminato l’esperienza con l’Istituto Tecnico Industriale. Molti dei nostri progettisti giungono dalla scuola dei salesiani di Bra. Ci servono risorse umane che possiedano quei valori che da sempre ai salesiani insegnano. Stiamo cercando di stimolare l’Istituto Salesiano di Bra a riprendere questa scuola tecnica che porti nuovamente una loro presenza al servizio di giovani e aziende per il diploma tecnico. La strada intrapresa con una nuova clientela rappresenta una nuova sfida che richiede un grosso sforzo per i nostri collaboratori. Occorre costruire macchine ancora più affidabili con un servizio rapido e competente. Dobbiamo essere tutti consci che questa sfida non ammette distrazioni per nessuno di noi: un errore da parte nostra sarebbe un regalo per i nostri concorrenti che non possiamo permetterci.”

Quello del miglioramento è un obiettivo fondamentale per chi vuole crescere. Come percorrere questa strada?

“ Vogliamo mantenere come Gai  l’immagine e la storia che ci siamo costruiti. Allo stesso tempo è fondamentale per il miglioramento acquisire una immagine che intercetti sia il cliente medio con le diecimila bottiglie sia le grandi linee sino a ventimila bottiglie. Le nuove macchine sono fatte con più elettronica, più pneumatica, serve una formazione maggiore per i nostri collaboratori. Siamo preparati ma non abbastanza. Il service è destinato a crescere come le macchine che devono essere affidabili e longeve. Il viticultore usa la nostra macchina per un tempo limitato va da se che sia longeva. Abbiamo ora clienti che fanno il doppio turno o addirittura le 24 ore di lavoro. Sarà questa la sfida del futuro. Ecco che la nostra preparazione tecnica e di attrezzature può fare la differenza. La strada percorsa è giusta. Produciamo tutto in azienda. Avere magazzino consente più velocità nella manutenzione e non diamo scadenza all’assistenza. Pensiamo sia un valore futuro per i nostri clienti. Questa nostra scelta ci permette una politica sui ricambi corretta e rispettosa. Se non fai profitto sulla vendita ti rifai sul cliente. E’ una politica iniziata dai tedeschi a cui noi non ci siamo mai uniformati proprio per i grande rispetto di chi sceglie le nostre macchine.”

Per chiudere come vede il futuro Carlo Gai?

“ Stiamo lavorando per i nipoti. E questa è una bella sensazione. Mi confermo ottimista in questo paese che lascia molto a desiderare come amministrazione. Non è vero che in Italia non si può fare niente. Ne siamo una dimostrazione in positivo, penso. Noi abbiamo tra i nostri collaboratori diversi figli di contadini con un’ottima formazione morale. Occorre farsi rispettare e vendere una macchina in concorrenza con almeno il 20% in più. Segnalo che la Gai France, diretta dall’ing. Fulvio Baratella, si conferma solida e competente. Abbiamo quarantasei dipendenti e fatturiamo nel 2019 diciotto milioni di euro.  Sono sicuro che anche qui miglioreremo. La Gai America è stata affidata all’ing. Francesco Berrino. Sono poi molto soddisfatto che Enrico Robotti, studente del primo corso Tecnico Trasfertista, da novembre si è trasferito negli USA dove certamente potrà dare un buon contributo a questa nostra nuova realtà. Chiuderei ringraziando l’Amministrazione di Ceresole ed in particolare il Sindaco Franco Olocco per l’aiuto che ci sta dando affinché la Gai possa ancora crescere a Ceresole. La volontà di nuove sfide è sempre forte.”

Franco Burdese

Davide Ciceri è il nuovo presidente degli “Ex Allievi Salesiani” di Trino

Cambia il presidente per gli Ex Allievi dei Salesiani di Trino in provincia di Vercelli. La nuova carica va in mano a Davide Ciceri. Si riporta di seguito la notizia pubblicata ieri 11 novembre da NotiziaOggi Vercelli.

SUCCEDE A GIANNI TAVANO «L ‘ associazione fa da sempre parte della mia vita» Ex Allievi Salesiani : Ciceri presidente

TRINO (crx) Davide Ciceri è il nuovo presidente degli ” Ex Allievi Salesiani” di Trino. Ha raccolto il testimone da Gianni Tavano.

«Don Bosco e i salesiani – racconta Ciceri, che è anche presidente del Nuovo Comitato del Carnevale-, sono da sempre parte della mia vita. Mi ha fatto un enorme piacere quando Gianni mi ha cercato e chiesto di succedergli alla guida degli Ex Allievi. Ringrazio Tavano per la fiducia, certo che continuerà a darmi una mano. Ho esordito in occasione del Rosario in Piazza del 1°novembre. Stiamo già organizzando le iniziative per il mese di dicembre. Organizzeremo delle visite, per augurare buone feste agli Ex allievi che sono ricoverati nelle case di riposo della zona e andremo a Torino a trovare i salesiani. Anticipo che il prossimo 31 dicembre, ci sarà una grande Messa, alla chiesa del Sacro Cuore, con la benedizione del pane e la sera, in pullman ci recheremo a Torino per la Messa delle 18.30 nella chiesa di Maria Ausiliatrice. A seguire andremo a cena con don Jacek. Ringrazio tutti per il sostegno, in particolare il gruppo con cui lavoro tutti i gironi in oratorio: Mariuccia Demaria, Mariuccia Martinotti, Laura Zecchina to, Adelaide Leoni, Elisabetta Ranaboldo, Claudio Cavagliano, Rita Meo e tutti gli Ex Allievi, miei carissimi amici, Gianni Tavano in particolare».

Festa per gli Ex Allievi di Don Bosco San Salvario con la mostra d’arte

Per la festa degli Ex Allievi di Don Bosco San Salvario il prossimo 19 aprile 2020 sarà organizzata una mostra d’arte. Si riporta di seguito il regolamento della mostra.

1 – Ogni ex allievo, parente o simpatizzante, potrà esporre sotto il porticato del San Giovannino, un massimo di due opere figurative, con tecnica libera (compresi disegni e sculture). Non si portino cavalletti.

2 – I lavori dovranno avere identico valore commerciale, in caso di vendita il ricavato di una delle due opere sarà donato alla nostra Associazione. La somma ricavata verrà destinata per opere di beneficenza. All’espositore rimarrà la somma dell’altra vendita.

3 – In caso di una sola opera esposta, l’unico beneficiario commerciale, sarà l’espositore.

4 – Le foto delle opere, con estremi dell’artista, relativi titoli, misure e tecnica utilizzata, dovranno giungere come allegato ENTRO e non oltre il 30 MARZO 2020 al seguente indirizzo email: f.capraquarelli@fastwebnet.it

5 – Il Direttivo Ex Allievi – a suo insindacabile giudizio – vaglierà l’accettazione delle opere, che nel complessivo non potranno essere inferiori a cinque (6) e non superiori a quindici (20).

6 – Si sottolinea che NON CI SARA’ alcuna forma di competizione fra espositori e consegne premi.

Salesiani Bra: Festeggiati i 50 anni di diploma della classe V° ITI 1969

Domenica scorsa, dopo 50 anni dal diploma, si sono ritrovati gli ex allievi di Bra della Classe V°, anno 1969. Si riporta l’articolo gentilmente fornito alla nostra Redazione da parte di Franco Burdese.

CINQUANTA ANNI DI DIPLOMA PER LA V° ITI 1969 DEI SALESIANI BRA

Si sono incontrati dopo cinquanta anni dal diploma “i ragazzi” della V° ITI ’69 durante l’annuale convegno degli ex allievi di Bra di Domenica 13 ottobre.

Un momento di festa e di commozione in particolare al termine della Messa, celebrata presso la chiesa dei Salesiani di Bra dal Direttore don Alessandro Borsello, durante il ricordo dei compagni e degli insegnanti che non ci sono più.

Una organizzazione impeccabile, nel miglior stile dei periti meccanici capotecnici, che ha visto la consegna dei diplomi del cinquantesimo effettuata dal Sindaco della città di Bra Gianni Fogliato presso i locali della Mostra “60 anni di salesiani a Bra” alla Novella di via Piumati.

Un attestato che ricordava le fatiche dei cinque anni di scuola superiore con la mappa dei banchi e dei posti assegnati in quinta e degli insegnanti che li hanno educati diplomandoli cinquant’anni or sono.

Un momento semplice ma di grande attaccamento a questa istituzione scolastica, quella dei salesiani, che li ha formati per il mondo del lavoro tanto quanto per la vita.

Un atto di riconoscimento all’ educazione in stile Salesiano che si è concluso con la posa presso la Mostra della Novella della foto di classe del 1969, prima in assoluto che accompagnerà gli ex allievi sino al 31 gennaio 2020.

Franco Burdese