Borgo San Martino: Gli ex allievi comprano il collegio in omaggio a Don Bosco

Nella giornata di oggi, il quotidiano La Stampa dedica un articolo al Collegio di Borgo San Martino in provincia di Alessandria dell’originaria Villa Scarampi che recentemente gli ex allievi hanno acquistato per realizzarvi un centro culturale e un museo su Don Bosco e sul Rettore don Dante Caprioglio. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato, a cura di Franca Nebbia.

Gli ex allievi comprano il collegio in omaggio a Don Bosco

All’interno nasceranno un centro culturale e un museo sul fondatore dei salesiani e sul rettore don Dante Caprioglio

BORGO SAN MARTINO (AL)

«Don Bosco dormiva in questa stanzetta affacciata sul grande cortile quando era in visita a Borgo San Martino. Aveva acquistato nel 1870 la villa dalla famiglia Scarampi (realizzata a fine Cinquecento) e poi l’aveva ampliata per far nascere un grande collegio dove i giovani potessero istruirsi».

Il geometra Pierluigi Coppo, di Santhià, è il portavoce di una cordata di ex allievi che intendono far uscire lo storico collegio dall’oblio.

Nel paese alle porte di Casale Monferrato (Alessandria) hanno acquistato una parte del grande complesso di 12 mila metri quadrati, quello dell’originaria Villa Scarampi, per realizzarvi un centro culturale e un museo con documenti e immagini su Don Bosco e sull’amatissimo rettore don Dante Caprioglio, morto nel 2016 a 96 anni. Fu rettore dal 1956 fino alla chiusura dell’istituto scolastico nel 1999.

«Il collegio era rinomato e arrivavano tanti ragazzi, anche da lontano. Io ero fra quelli. Qui si diplomarono geometri e ragionieri. Come ex allievi abbiamo tenuto i contatti fra di noi e ora sono il principale rappresentante di una società creata per il progetto» dice Coppo.

Fuori, nel grande cortile su un’area verde dove troneggia una statua del «Santo dei giovani», ci sono ragazzi che giocano a pallone. Di fronte la grande chiesa. «A piano terra c’era il refettorio e al primo piano la chiesa, con affreschi di Giulio Cesare Mussi e sull’altar maggiore la “Prima comunione di S. Luigi” di Giuseppe Rollini nel 1888. Nel 1995 ho voluto che le mie nozze fossero celebrate qui». Negli anni di maggior sviluppo il collegio ha ospitato 450/500 allievi interni che arrivavano da Casalese, Biellese, Lomellina.

«Don Dante era severo, ma generoso – aggiunge Coppo -. Lo chiamavamo “capo” e ci ha insegnato quanto ogni uomo dovrebbe sapere per affrontare la vita: le regole che rendono accettabile la società civile. E ce le ha trasmesse nel modo più piacevole, facendoci giocare a calcio».

Un ricordo che ha anche Gabriele Ferraris, per anni presidente degli ex allievi e ora presidente dell’associazione Don Dante, che dal 4 al 19 aprile curerà una mostra al castello di Casale sull’amato educatore:

«Aveva dato vita al San Carlo, squadra di calcio che aveva giocato anche nel campionato di Eccellenza».

Pierluigi Coppo sta facendo i rilievi nelle stanze ora vuote e ricche di fregi e affreschi a cui si accede da un grande scalone. All’ingresso l’immagine di San Domenico Savio, discepolo di Don Bosco; al primo piano una sala-teatro, a piano terra una in cui i futuri ragionieri facevano esperienza con la Banca San Paolo. Se si chiudono gli occhi, par di sentire ancora le voci dei ragazzi che sono passati di qui. E se oggi tutti hanno qualche anno in più «non importa – dice Coppo -, purché i locali risuonino ancora di vita».