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Cammino Quaresimale 2021

La Pastorale Giovanile e il Movimento Giovanile Salesiano propongono un cammino quaresimale in preparazione alla Santa Pasqua 2021.

Il materiale a disposizione è stato pensato per vivere tutto il periodo della Quaresima (dal 17 febbraio) come un tempo di silenzio, di ascolto e di riflessione, un’esperienza di “deserto” di 40 giorni, sulle orme del Signore. C’è bisogno infatti di qualcuno che del deserto abbia già fatto esperienza prima di noi, per poterci dire che il deserto si può attraversare. Che il deserto e la morte non sono l’ultima parola.

Il cammino comprende una proposta per la liturgia del Mercoledì delle Ceneri, con un momento penitenziale; per ciascuna settimana della Quaresima invece, una Via Crucis divisa in 6 tappe, una parola chiave con il video correlato e un fatto di attualità per riflettere.

Il percorso è stato pensato per le medie, le superiori (biennio e triennio) e per i CFP e man mano saranno resi disponibili tutti i contenuti per ciascuna sezione.

Il Triduo pasquale conterrà una proposta anche per i giovani, gli universitari e le famiglie.

Info ANS: “Cari Confratelli…” il Rettor Maggiore si rivolge a tutti i salesiani.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS che annuncia un nuovo messaggio del Rettor Maggiore a tutti i confratelli del mondo.

Da oggi è disponibile in rete il nuovo video della rubrica “Cari Confratelli”, che il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha registrato a Valdocco. Il Successore di Don Bosco parla alla Famiglia Salesiana dal Museo Casa Don Bosco, un luogo che ha riaperto le sue porte il 4 ottobre scorso,

“per offrirci una profonda e vera esperienza di salesianità, che ci permetterà di toccare con le mani la vera storia di Don Bosco: i suoi sogni, la sua realtà, la sua fede, i suoi problemi”.

Da Valdocco, il Rettor Maggiore ripercorre la storia salesiana, ricca e profonda, che ha per protagonisti anche tanti giovani che hanno scelto di vivere “una vita santa” e di servire gli altri, sull’esempio di Don Bosco.

E poi i missionari, che dal giorno della prima spedizione non hanno mai più smesso di portare nel mondo il carisma salesiano arrivando, oggi, da Valparaíso a Pechino.

“È qui, carissimi confratelli tutti, che Don Bosco ci aspetta per fare un cammino – ricorda il Rettor Maggiore – un cammino spirituale e di interiorità, per toccare da vicino la stessa esperienza che lui ha vissuto”.

Il video completo del “Cari Confratelli” è disponibile nei diversi canali linguistici di ANSChannel e sul sito sdb.org.

Kanpur inaugurato il nuovo “Centro Don Bosco” per giovani aree rurali

Sabato 10 ottobre, l’Ispettoria salesiana “Gesù Buon Pastore” di India-Nuova Delhi (Inn) ha inaugurato il nuovo “Centro Don Bosco” di Maharajpur Nagar, a Kanpur.

“Il centro – riferisce l’agenzia salesiana Ans – intende promuovere l’educazione e la formazione tecnico-professionale di ragazzi e ragazze con scarse risorse e organizzerà attività per la formazione della personalità, programmi sociali e di autoconsapevolezza, per lo sviluppo del pensiero critico e creativo e delle competenze, e si occuperà anche di favorire il lavoro in rete, l’assistenza sanitaria di base e il sostegno psicosociale tra i suoi allievi”.

Kanpur attrae molti bambini e ragazzi che “dalle aree rurali scappano solamente per garantirsi la sopravvivenza. Ma lì molto di loro entrano in contatto con droghe e sostanze varie e subiscono abusi fisici e morali”.

Il “Centro Don Bosco” di Kanpur, con strutture per l’educazione, la formazione professionale, la cura della salute e altri programmi di sviluppo delle capacità, prenderà iniziative a favore di questi minori per il loro pieno reinserimento sociale.

In occasione della benedizione e dell’inaugurazione del nuovo “Centro Don Bosco”, mons. Raphy Manjaly, vescovo di Allahabad, ha esortato la popolazione locale a sostenere le iniziative salesiane. Il nuovo centro è frutto dell’impegno dell’Ispettoria Inn, e della collaborazione con la “Fondazione opera Don Bosco Onlus” di Milano e “Missioni Don Bosco” di Torino, e ha goduto anche del sostegno dell’impresa francese “Asha”.

(Sir Agenzia d’Informazione, 14 ottobre)

La visita dell’Ispettore don Leonardo Mancini a Venaria Reale

La visita dell’Ispettore don Leonardo Mancini presso la realtà salesiana di Venaria Reale. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

“Sto costruendo una cattedrale!”: la buonanotte dell’ispettore Don Leonardo Mancini

Venerdì 9 Ottobre sono iniziati ufficialmente gli incontri settimanali dei gruppi MGS in oratorio. Un centinaio di ragazzi dalla prima alla quinta superiore, accompagnati da universitari e giovani lavoratori, si sono ritrovati in oratorio dopo aver concluso a Maggio il cammino dei gruppi a distanza complici le misure di lockdown.

Ad aprire ufficialmente il nuovo anno c’era don Leonardo Mancini, neo ispettore dei Salesiani del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania per il sessennio 2020-2026. Il nuovo superiore, già ispettore dell’Italia Centrale e maestro dei novizi, ha salutato i giovani dell’oratorio raccontando loro la storia “Il pellegrino e i 3 spaccapietre” di don Bruno Ferrero. L’augurio dell’ispettore è quello di poter dire, come uno dei protagonisti del racconto, “sto costruendo una cattedrale!”, metafora dell’immagine di una vita costruita con Gesù e vissuta seguendo i suoi insegnamenti. Don Leonardo ha ricordato ai giovani l’importanza di essere “una comunità, una Chiesa unita in grado di aiutare qualcun altro a capire e a costruire il progetto di vita che il Signore ha pensato per ciascuno, aggiungendo che “è un progetto controcorrente, ma vi auguro di farlo e di farlo insieme ai vostri animatori”.

Citando Papa Francesco nella sua prima enciclica “Evangelii Gaudium”, l’ispettore ha esortato i giovani a “non lasciarsi rubare la speranza”, nonostante le difficoltà di questo presente, “ma a tenerla viva partendo dalla consapevolezza che il Signore continua a camminare insieme a ciascuno di noi”. Durante la serata ha inoltre inaugurato e consegnato le chiavi ai giovani che faranno parte della nuova comunità di vita, ormai giunta al suo terzo anno in oratorio, sottolineando l’aspetto fondamentale della crescita nella consapevolezza, per noi Cristiani, di “essere comunione” in una società oggi sempre più “isola”.

Sempre in occasione della visita dell’Ispettore a Venaria per l’inizio dei gruppi MGS e l’inaugurazione della comunità di vita, è stata realizzata una intervista a don Leonardo Mancini che si riporta di seguito:

“Fino all’ultimo respiro”: il canto dei giovani MGS

Un gruppo di giovani del Movimento Giovanile Salesiano del Piemonte e Valle d’Aosta in modo spontaneo e con coraggio, ha scritto e composto un canto: “Fino all’ultimo respiro“.

“Ho promesso a Dio che fino al mio ultimo respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani. Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo. Per voi sono anche disposto a dare la vita.”

Da questa citazione nasce una canzone, che interpella tutti i giovani in cammino che cercano qualcosa di più di una vita per sé stessi, consapevoli di non essere mai soli. Basta che aprano lo sguardo perché si accorgano delle persone disposte a dare la vita per loro fino all’ultimo respiro, proprio come Don Bosco. Tanti giovani di diverse realtà salesiane si uniscono nella musica in questo periodo apparentemente buio. Anche da lontano si può essere MGS, ci si può sentire vicini, condividendo passioni, doni, talenti.

Fino all’ultimo respiro

Cos’è che cerco quando sono triste?
Cos’è che non vedo ma che esiste?
Dov’è il senso quando sono solo?
Ma tu mi guardi?

Se ti fidi scoprirai, c’è chi ti attende e non lo sai.
Qualcuno che può far di te chi sei chiamato ad essere.
Se ti guardi attorno c’è qualcuno che dà la vita per te,
fino all’ultimo respiro

Ora ho tra le mani qualcosa più grande di me
Che può guidare i miei sogni a splendere.
Come potrò portare avanti la mia missione?
Ma ora so che mi guardi.

Se ti fidi scoprirai, c’è chi ti attende e non lo sai.
Qualcuno che può far di te chi sei chiamato ad essere.
Se ti guardi attorno c’è qualcuno che dà la vita per te,
fino all’ultimo respiro

Resterò con voi fino all’ultimo respiro (x5)
Resterò con voi

Se ti fidi scoprirai, c’è chi ti attende e non lo sai.
Qualcuno che può far di te chi sei chiamato ad essere.
Se ti guardi attorno c’è qualcuno che dà la vita per te,
fino all’ultimo respiro

Partecipanti:

Teresa Rossi – San Paolo; Matteo De Salvo – San Paolo; Simone Baldi – Michele Rua; Elena Inversi – Michele Rua; Francesca Compierchio – Michele Rua; Ilaria Compierchio – Michele Rua; Lisa Strumia – Michele Rua; Federico Milanesi – Michele Rua; Federica Gerrard – Maria Madre della Chiesa; Giulia Meucci – Maria Madre della Chiesa; Silvia Mandina – Maria Madre della Chiesa; Marco Mandina – Maria Madre della Chiesa; Francesca Lazzarotto – Gassino; Benedetta Lazzarotto – Gassino; Eleonora Cafasso – Oratorio Rebaudengo; Marco Tornambè – Oratorio Agnelli; Mariaelena Aste – San Francesco (Venaria)

Info ANS: due importanti processi in cui coinvolgere tutti i salesiani

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito ai due processi in cui coinvolgere tutti i salesiani: “Animazione e governo della comunità” e “Giovani salesiani e accompagnamento”.

Due importanti processi erano stati affidati dal Capitolo Generale 27° (CG27) al Rettor Maggiore al suo Consiglio. I risultati del lavoro svolto negli ultimi quattro anni del precedente sessennio sono stati presentati all’assemblea del CG28 nella forma di due importanti documenti approvati dal Rettor Maggiore e dal suo Consiglio: “Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano”; “Giovani salesiani e accompagnamento. Orientamenti e direttive”.

Sono il frutto di un lungo cammino che ha coinvolto tutte le Ispettorie, tanti gruppi di Direttori e migliaia di giovani salesiani. Dopo alcune integrazioni proposte dal CG28 sono ora disponibili per tutti nelle 5 lingue più usate nella Congregazione. Anche la versione in polacco è in fase di pubblicazione.

La lettura consigliata non è quella che si adotterebbe per un articolo di una rivista, anche se questo può essere un primo approccio personale senz’altro interessante e utile. Il suggerimento che don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione – che ha seguito più da vicino i due processi – ha offerto attraverso una lettera inviata la settimana scorsa, è quello di dedicare questo primo anno del sessennio a “Giovani salesiani e accompagnamento…” da parte delle comunità di formazione iniziale. Le altre comunità possono invece focalizzare l’attenzione su “Animazione e governo della comunità…”. Nel secondo anno del sessennio si potrà scambiare il rispettivo centro di interesse, e procedere con il documento non ancora esaminato.

Ognuno dei testi è suddiviso in tre parti:

“Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano”

  • L’IDENTITÀ CONSACRATA SALESIANA
  • IL DIRETTORE NELLA COMUNITÀ RELIGIOSA SALESIANA
  • IL DIRETTORE E LA MISSIONE SALESIANA CONDIVISA

“Giovani salesiani e accompagnamento. Orientamenti e direttive”

  • RICONOSCERE
  • INTERPRETARE
  • SCEGLIERE

Dal Dicastero per la Formazione verranno offerti dei sussidi per facilitare un approccio graduale da parte delle comunità durante i prossimi 12 mesi, così da favorire la riflessione, il confronto e la contestualizzazione di ciascuna parte per ogni gruppo di salesiani e Ispettoria.

Il primo obiettivo, in questi giorni, è fare in modo che le versioni digitali dei documenti abbiano la massima diffusione. La versione cartacea sarà predisposta e accessibile quando le condizioni esterne lo permetteranno.

Favorire il più possibile la disseminazione di questi importanti documenti è anche un segno di riconoscenza per i tantissimi confratelli che in vario modo sono stati parte di questo processo fino a questo punto, che non è affatto la tappa conclusiva. Si tratta piuttosto di una nuova partenza, anzi della fase principale e più importante, dove la direzione di marcia che è emersa va percorsa, così da produrre la crescita e i cambiamenti desiderati.

È un modo concreto e autorevole di rispondere insieme all’appello-domanda del CG28 “Quali salesiani per i giovani di oggi?”.

Assemblea MGS Direttori e Giovani

Nel pomeriggio di domenica 9 febbraio, si è svolta presso la Sala Sangalli di Valdocco l’Assemblea del Movimento Giovanile Salesiano del Piemonte e Valle d’Aosta tra Direttori e Giovani. Il tema dell’incontro:

Voi non siete il futuro, siete l’adesso di Dio”.

La conduzione dell’Assemblea è stata a cura di don Stefano Mondin, Incaricato del Movimento Giovanile Salesiano ICP, il quale ha introdotto l’incontro con il benvenuto ai partecipanti e la preghiera iniziale. Un breve video d’innesco ai lavori è stato dedicato al messaggio di Papa Francesco al sano protagonismo dei giovani.  La parola è poi passata a Beatrice Cafasso della Segreteria MGS, la quale ha presentato i passi portati avanti negli ultimi anni dal Movimento. Successivamente, l’Ispettore don Enrico Stasi ha esposto il tema “Giovani e consacrati insieme. Fondamento carismatico ed ecclesiale” con una breve sintesi come casa salesiana.

In seguito, l’Assemblea è proseguita con la divisione in 8 gruppi di confronto. Durante il buffet preparato dal CNOS-FAP di San Benigno Canavese, i giovani delegati che hanno condotto i gruppi di lavoro si sono riuniti con don Stefano Mondin e suor Carmela Busia per sintetizzare i punti emersi durante il confronto. Infine, dopo la preghiera dei vespri nella chiesa di San Francesco di Sales, l’assemblea si è conclusa in Sala Sangalli con la votazione degli orientamenti previsti per il futuro.

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Salesiani Novara: Eucarestia di Don Francesco Cereda per la festa di Don Bosco

Il 26 gennaio il Vicario del Rettor Maggiore, don Francesco Cereda, si è recato presso la comunità salesiana di Novara in onore della festa di Don Bosco, durante la quale ha presieduto l’Eucarestia nel duomo, animata da un coro giovanile alla presenza di famiglie, giovani, insegnanti, educatori, Salesiani Cooperatori ed Exallievi.

Si riporta l’articolo pubblicato in data odierna dall’Agenzia Info SalesianaAns“.

Don Francesco Cereda alla festa di Don Bosco a Novara

Il 26 gennaio il Vicario del Rettor Maggiore, don Francesco Cereda, si è recato presso la comunità salesiana di Novara per la festa di Don Bosco della Famiglia salesiana. Novara è una presenza salesiana in cui si svolge l’attività della scuola media, con cinque sezioni, e del liceo scientifico, con due sezioni; c’è un fiorente oratorio, con animatori e attività sportive; la comunità anima anche il Santuario di Maria Ausiliatrice, ed è stato avviato un Centro di Formazione Professionale.

Sono presenti inoltre due comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che animano due scuole e un CFP. L’impegno educativo di SDB e FMA è apprezzato dalle famiglie e dai giovani stessi, che hanno un forte senso di appartenenza al carisma di Don Bosco. L’Eucaristia celebrata nel Duomo è stata presieduta da don Cereda e animata da un folto gruppo di ministranti e da un coro giovanile, alla presenza di ragazzi, giovani, insegnanti, educatori e genitori, numerosi Salesiani Cooperatori ed Exallievi.

54a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: il messaggio di Papa Francesco

Nel giorno della festa di San Francesco di Sales, avvenuta il 24 gennaio, Papa Francesco ha dedicato un messaggio ai giovani per la 54a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali riguardo al tema delle narrazioni, affinchè possano comprendere la bellezza e la necessità di raccontare storie.

Si riporta l’articolo pubblicato in data odierna dell’Agenzia Info SalesianaAns“.

Fin dalle origini l’umanità ha coltivato l’arte della narrazione. Le storie sono un’attività che è alla base di ogni relazione umana. Negli ultimi anni, l’industria della comunicazione ha preso in mano quest’arte, rendendola nota con il nome di “storytelling”. Il 24 gennaio 2020, festa di San Francesco di Sales, Papa Francesco ha inviato un messaggio per la 54a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, dal titolo: “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria. La vita si fa storia”. “Desidero dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione”, afferma il Papa in apertura.

Chi è educatore per natura e vocazione sa che raccontare storie a bambini, adolescenti e giovani è un elemento fondamentale. Don Bosco stesso, nelle Memorie dell’Oratorio scrive: “Ho continuato a occuparmi dei ragazzi, intrattenendoli con racconti…”.

Le narrazioni oggi sono di moda. Tutti ci raccontano storie. Tutti fanno racconti. E la rete è piena di storie che catturano. Ma è questo che chiede il Papa nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali?

“Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita”.

Il documento presenta in modo didattico e chiaro la bellezza e la necessità di raccontare storie, o meglio, di “tessere storie”, perché “immergendoci nelle storie, possiamo ritrovare motivazioni eroiche per affrontare le sfide della vita”.

Non tutte le storie sono uguali, avverte il Papa:

“Quante storie ci narcotizzano, convincendoci che per essere felici abbiamo continuamente bisogno di avere, di possedere, di consumare. Quasi non ci accorgiamo di quanto diventiamo avidi di chiacchiere e di pettegolezzi, di quanta violenza e falsità consumiamo”.

Per questo c’è bisogno di pazienza e di discernimento per riscoprire le storie che trasformano.

Il messaggio specifica che “non si tratta perciò di inseguire le logiche dello storytelling, né di fare o farsi pubblicità, ma di fare memoria di ciò che siamo agli occhi di Dio, di testimoniare ciò che lo Spirito scrive nei cuori”.

Il messaggio si concentra sul fatto che l’uomo è chiamato a raccontare e a fissare nella sua memoria la grande storia d’amore tra Dio e l’umanità, che ha al centro Gesù,

“la sua storia porta a compimento l’amore di Dio per l’uomo e al tempo stesso la storia d’amore dell’uomo per Dio”.

Come Don Bosco, tutti sono invitati ad apprendere a “raccontare storie edificanti”, le “storie meravigliose” di Dio.

Avvenire: “Salesiani per i giovani, oggi” – CG28

Nella giornata di ieri, 23 gennaio, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del 28° Capitolo Generale della Congregazione Salesiana (CG28) presso la Sede Centrale Salesiana a Roma, alla presenza del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, del card. Cristóbal López Romero sdb arcivescovo di Rabat, di don Stefano Vanoli, regolatore dei lavori del 28° Capitolo Generale,  e di don Giuseppe Costa sdb, giornalista e già Direttore della Libreria Editrice Vaticana.

Nella giornata di oggi, il quotidiano Avvenire dedica un articolo sul prossimo Capitolo Generale della Congregazione Salesiana con particolare riferimento alla presenza di alcuni ragazzi che saranno parte attiva dei lavori del Capitolo sul tema “Quali salesiani per i giovani d’oggi?“.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato in data odierna da Avvenire, a cura di Gianni Cardinale.

Salesiani per i giovani, oggi

A Valdocco (Torino) dal 16 febbraio al 4 aprile prossimi il 28° Capitolo generale
Tra le novità più importanti la partecipazione attiva ai lavori di alcuni ragazzi

(Roma – 24/01/2020 Pag. 22) – «Quali salesiani per i giovani d’oggi?». È questo il tema del 28° capitolo generale della Congregazione salesiana in programma a Torino dal 16 febbraio al 4 aprile.

Per il rettor maggiore don Angel Fernández Artime sarà l’occasione per individuare le priorità dei figli di don Bosco nel lavoro apostolico dei prossimi sei anni. Con due cardini specifici propri per questo Capitolo: la sintonizzazione con i giovani in un mondo che cambia a ritmi sempre più vertiginosi, e la consapevolezza di lavorare insieme con i laici in questa missione.

Ieri la presentazione dell’evento presso la Sede Centrale Salesiana a Roma, nell’opera del “Sacro Cuore”, coordinato da don Giuseppe Costa, giornalista e già direttore della Libreria Editrice Vaticana. Presenti, oltre al rettor maggiore, il cardinale Cristobal López Romero, arcivescovo di Rabat, e don Stefano Vanoli, Regolatore del Capitolo, che ha offerto alcuni dettagli sull’assise, tra cui la novità della presenza di alcuni giovani e laici che parteciperanno, in due diverse settimane, ai lavori.

Il capitolo si terrà a Valdocco.

«È un ritorno a casa, alle origini, lì c’è Don Bosco. Non è la stessa cosa fare un incontro lì o altrove»,

ha spiegato don Fernández Artime, che ha ribadito l’impegno che contraddistingue i salesiani da sempre e che vuole essere mantenuto anche in futuro, quello di vivere il proprio carisma con concretezza e realismo, per ottenere sempre il massimo possibile in favore di tutti i giovani del mondo – cristiani, musulmani, induisti, agnostici… – e specialmente di quelli più poveri e privi di risorse. Soprattutto attraverso l’educazione.

«Quando la Chiesa, la Congregazione fanno qualcosa che non va, – ha precisato il rettor maggiore – quando ci sono errori, sbagli e fragilità, è giusto dirlo. Ma in oltre 100 nazioni ho visto davvero anche quanto bene viene fatto dai salesiani e dalla Chiesa». Il decimo successore di don Bosco, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha illustrato l’impegno dei salesiani in alcune regioni particolari, come il Venezuela, dove la Congregazione ha aiutato – anche economicamente – non solo alle opere salesiane ma anche le famiglie e le realtà più bisognose, come la Siria, con i salesiani che non hanno abbandonato quella popolazione martoriata dalla guerra, e l’Africa dove «sicuramente la vita di migliaia di giovani non sarebbe la stessa senza l’educazione salesiana».

Per il cardinale López Romero, che l’altra sera è stato ricevuto in udienza dal re del Marocco,

«oggi come mai è necessario che i salesiani continuino a essere presenti nelle periferie, nelle frontiere, nei luoghi di guerra, proprio come ci ha indicato don Bosco, il cui carisma è stato missionario fin dal primo momento».

L’arcivescovo di Rabat, che papa Francesco ha onorato con la porpora nell’ultimo Concistoro, ha ricordato che i salesiani hanno

«una grande capacità di adattarsi ai diversi contesti anche politici e di essere realisti, in quanto il loro unico obiettivo è quello di agire per il bene dei giovani».

«Ciò – ha spiegato – non significa però non essere critici. Vediamo le difficoltà ma cerchiamo di superarle con l’educazione e la formazione. Così come i radicalismi che sono generati esclusivamente dall’ignoranza».

Citando il celebre invito di don Bosco a formare “buoni cristiani e onesti cittadini” il cardinale ha poi osservato che esso si applica felicemente anche nei contesti a maggioranza musulmana.

«Sono convinto – ha osservato – che se don Bosco fosse oggi nei Paesi musulmani, trasformerebbe il suo famoso slogan dicendo: “Onesti cittadini e buoni credenti”».

Don Bosco infatti «avrebbe assimilato il Concilio Vaticano II e lo avrebbe messo in pratica, evitando il proselitismo (che all’epoca era normale) e impegnandosi nell’ecumenismo e nel dialogo interreligioso».

Da sapere

Ordinariamente il Capitolo generale dei salesiani si raduna ogni sei anni per fare il punto della situazione, tracciare le linee per il sessennio successivo, ed eleggere il rettor maggiore e gli altri membri del Consiglio Generale. Quest’anno i capitolari saranno 243 tra aventi diritto di voto e in vitati. Lo spagnolo don Angel Fernandez Artime, 60 anni, è stato eletto rettor maggiore nel precedente Capitolo del 2014 ed è rieleggibile per un altro mandato.

La presenza dei «figli» di Don Bosco 14.618 i salesiani nel mondo (132 vescovi, 14.056 professi e 430 novizi) 1.392 coadiutori, con 28 diaconi permanenti, in 1.802 opere erette canonicamente 3.643 scuole e istituti con 940mila allievi e 68mila docenti e formatori 830 centri di formazione professionale, 200mila allievi e 15mila docenti.