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Campo della Parola 2019 – Chatillon (biennio)

Come di consuetudine si è svolto il Campo della Parola nella settimana dal 21 luglio al 27 luglio presso la casa salesiana di Chatillon. Quest’anno però, per la prima volta, è stato dedicato interamente ai giovani che hanno finito prima o seconda superiore; mentre invece i giovani delle medie hanno vissuto la loro esperienza nella casa di Pracharbon.

Sono stati accolti una quarantina di giovani provenienti da tutto il Piemonte (e oltre!), volenterosi di approfondire la loro relazione con Dio attraverso l’ascolto diretto della Sua Parola, il confronto tra i coetanei, le catechesi, le testimonianze e la preghiera.  Il tutto accompagnato da grandi giochi ed un clima di allegria tipico della congregazione salesiana!

Ecco qui tutte le foto delle giornate:

GIOVANI, PERIFERIE: il circolo vizioso che moltiplica il disagio

Si riporta l’interessante ricerca condotta da Mauro Zangola, economista esperto nel mercato del lavoro, in merito alla situazione dei giovani e del disagio sociale nella città di Torino.

I quartieri «fragili» concentrano più disagi nello stesso territorio; e in cui sono maggiori le difficoltà di vita e di lavoro per fasce diverse della popolazione. Mauro Zangola (economista e esperto nel mercato del lavoro) ha elaborato per la diocesi di Torino una ricerca complessa e ricca di dati per portare in evidenza alcuni elementi del disagio, giovanile e non solo, nella città di Torino. L’incrocio dei «numeri» sui giovani con quelli del disagio economico delle famiglie, dell’invecchiamento della popolazione, della scolarità permette di costruire un quadro inedito della frastagliata realtà torinese.

Il metodo di raccolta delle informazioni seguito da Zangola parte da due indicatori principali:

  • 94 aree statistiche in cui l’Istat ha suddiviso il territorio della Città;
  • 23 quartieri «storici» in cui Torino era articolata, negli anni ’70 e ’80 (al tempo dei Coordinamento dei Comitati spontanei di Quartiere).

Attraverso queste due «griglie» Torino rivela una quantità di dettagli che le analisi condotte sull’intero territorio comunale non possono cogliere con la stessa precisione.

Se in generale lo studio di Zangola conferma gli argomenti di lettura delle «due città», contiene anche una indicazione «politica» precisa: conoscendo meglio le situazioni, è anche possibile elaborare interventi mirati, e andare a sostenere progetti che trovino rispondenze concrete nelle necessità della popolazione, in particolare dei giovani e delle famiglie.
Lo studio ha raccolto anche un «indice» della presenza delle istituzioni (Comune, Regione, Chiesa, Terzo settore) nei quartieri con il maggior disagio giovanile.

 

IL COMMENTO DI MONS. CESARE NOSIGLIA
Arcivescovo di Torino

L’inchiesta che ho sollecitato il dott. Zangola a realizzare era volta a conoscere meglio la situazione con dati oggettivi in modo da attivare insieme alle altre componenti istituzionali una strategia di coordinamento e promozione di percorsi unitari. Per la Chiesa di Torino conoscere e affrontare il disagio dei giovani è un fattore decisivo: a noi tocca di «uscire» a incontrare queste persone nei contesti dove vivono – contesti territoriali e urbani, ma anche culturali e psicologici. Il lavoro è la prima «soluzione»: e il contesto in cui il lavoro c’è o si crea è la questione politica centrale di questo nostro tempo, in questa nostra città. per questo i dati raccolti dal dott. Zangola sono molto interessanti, realistici e preoccupano non poco anche se l’impegno della città, della Regione, della Chiesa e del terzo settore non è secondario e nemmeno superficiale o di pura risposta alla emergenza.

Mi ha colpito molto constatare che nei luoghi della città dove più ampio ed esteso è il disagio sociale, le periferie appunto, altrettanto esteso e ancora più profondo è il disagio giovanile soprattutto per quanto attiene alla formazione al lavoro e a uno sbocco professionale appropriato. Questo fatto, insieme ai dati sull’invecchiamento generale della popolazione torinese, e alla «fuga» dei figli del ceto medio, completa il quadro non facile della vita della città. E aiuta a comprendere, a mio parere, l’opportunità e la necessità di intervenire con tutte le forze disponibili per combattere la povertà e l’impoverimento. Altrimenti quello scenario, più volte evocato, delle «due città», rischia di consolidarsi: ma nessuno di noi ha bisogno di una città di benestanti contrapposta alle «città» degli esclusi!

Nella direzione della città «riunita» va l’impegno della Chiesa: parrocchie, unità pastorali e diocesi, istituti religiosi, associazioni del terzo settore assicurano una capillare presenza sul territorio delle periferie con una serie di servizi religiosi ovviamente ma anche culturali e sociali. Penso ai 44 Centri di ascolto che accolgono decine di migliaia di persone al giorno, a una serie articolata di sportelli per il lavoro che offrono soprattutto informazioni. Anche il Centro di ascolto per imprenditori presso l’ufficio di pastorale del lavoro promuove un servizio concreto di orientamento e sostegno a imprenditori in difficoltà. Abbiamo poi la Migrantes che si occupa degli immigrati e rifugiati e attiva percorsi di inclusione sociale che comprendono il lavoro quando è possibile assicurare a queste persone il permesso di soggiorno. E infine la pastorale del lavoro con diversi laboratori che sui territori si rivolgono principalmente ai neet. La fondazione Operti poi che è collegata strettamente con la Diocesi promuove ogni anno centinaia di sostegni lavorativi mediante sia le borse lavoro che il microcredito. Anche la fondazione san Matteo sull’usura opera egregiamente a favore di persone che vivono situazioni di questo genere.

Occorre dunque promuovere un adeguato ed efficace coordinamento per condividere una Mappa dei servizi che curi anche la formazione degli operatori oltre che il rapporto con i giovani. Ci vuole insomma una progettualità condivisa per ottimizzare le risorse e le proposte. Si propone di attivare un Comitato permanente con la partecipazione di tutte le realtà che operano sul campo in questo ambito del lavoro dei giovani sul territorio.

In conclusione. Credo che questa tema delle periferie meriti un supplemento di responsabilità da parte di tutte le componenti cittadine. Purtroppo assisto impotente a scelte che vanno in senso contrario come è successo recentemente con la scuola elementare Vidari del quartiere Mirafiori nord che ha deciso di chiudere la prima classe e pertanto in prospettiva di chiudere la scuola stessa. Malgrado la popolazione, i sindacati, la parrocchia e la Diocesi abbiano chiesto un ripensamento investendo i massimi livelli fino al Ministero, non si è ottenuto niente. La voce della gente non ha voce, contano le regole generali che si applicano indipendentemente dalla realtà territoriale e dalle concrete esigenze della gente che le abita.

Auxilium Cuneo: la Festa dello Sport dei Bambini

Si è svolta sabato 2 giugno scorso la sedicesima edizione della Festa dello Sport dei Bambini, organizzata dall’Auxilium Cuneo nell’ambito della manifestazione “Giovani, Sport & Solidarietà”.
Una giornata interamente dedicata  ai più piccoli, in modo particolare ai bambini della fascia elementare, dove tutto si è svolto in un clima sereno e familiare.

L’iniziativa si è svolta sui campi da gioco e negli spazi aperti della struttura dell’Oratorio Salesiano cuneese, dove il gioco, lo sport, la condivisione e l’amicizia sono stati gli elementi principali della giornata, nel perfetto spirito salesiano di don Bosco.

In aggiunta a tale evento, sabato 8 giugno 2019 “Giovani, Sport & Solidarietà” ha vissuto il suo momento principale con tornei, festa, la cena dell’amicizia e tanta buona musica. La giornata è iniziata nel primo pomeriggio quando sul campo da calcio otto squadre della categoria Pulcini 2008 si sono affrontati in un torneo dedicato “Trofeo Città di Cuneo”, mentre al Palauxilium don Bosco sono andati in scena le fasi finali di tre tornei quadrangolari di pallavolo che si sono sviluppati durante tutto l’arco della settimana. Nei locali dell’opera salesiana si sono svolti invece i tornei di Playstation VI memoria Nicolò Bessone, con il gioco Fifa 2019.

Il cuore della manifestazione è stata ancora una volta la serata con la “Cena dell’Amicizia” aperta a tutti, ed il grande concerto evento della band The Beat Circus.
Una festa davvero speciale alla quale hanno preso parte anche gli atleti delle discipline Special Olympics che nello stesso fine settimana sono stati impegnati a Cuneo e Borgo San Dalmazzo per le gare del Play The Game Special Olympics 2019, specialità nuovo e Bowling. Oltre 400 atleti insieme ai loro allenatori, accompagnatori e volontari hanno portato nei cortili dell’oratorio cuneese un’ondata di entusiasmo e voglia di divertirsi condividendo così lo spirito della festa e la voglia di stare insieme.

La “Festa dello Sport dei Bambini” è intitolata alla memoria di don Francesco Pomero, sacerdote salesiano, scomparso 6 anni or sono all’età di 94 anni, dopo una vita dedicata ai più piccoli e vissuta secondo il carisma e l’insegnamento di don Bosco e primo sostenitore di questa bella giornata di festa e di “famiglia”.

“Gesù e Don Bosco hanno bisogno di voi”: il messaggio del Rettor Maggiore ai giovani dell’MGS

Da Mestre, il Rettor Maggiore ha voluto mandare un saluto a tutti i giovani del Movimento Giovanile Salesiano. Lo commenta Elena Marcandella, coordinatrice dell’MGS Italia:

“Gesù ha bisogno di voi, don Bosco ha bisogno di voi!”.

Con queste parole il Rettor Maggiore ci invia, nuovamente, concretamente, in Missione. Ci invita a non perdere di vista l’obiettivo di essere luce, esempio per i giovani che vengono dopo di noi e che camminano insieme a noi! Insieme abbiamo una meta stupenda, il Paradiso! Come rifiutare un invito così?! Ci saranno sfide e difficoltà, certo, ma il sogno che Dio ha messo in ognuno di noi, giovani di don Bosco, è grande e può portare ad un solo destino: la felicità.

messaggio del Rettor Maggiore al MGS Italia

Il messaggio del Rettor Maggiore ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano Italia, durante un incontro con la consulta Nazionale in quel di Mestre!#MGSItalia#PerLaVitaDegliAltri

Publiée par Movimento Giovanile Salesiano sur Mardi 19 mars 2019

Dimensioni Nuove

Ecco qui proposta una rivista  prodotta e pubblicata dall’ Editrice salesiana Elledici.

Dedicata ai giovani delle scuole superiori, degli universitari e dei giovani lavoratori, apprezzata anche oltre i 30 anni, ricca di argomenti da leggere e di spunti di approfondimento. Affronta i temi centrali destinati ai giovani: il mondo a tutto campo, con un’attenzione speciale al sociale, al problema del lavoro, della nuova Europa e dell’economia, della politica, della scienza, della scuola.
Ma parla anche di arte, cinema, musica, libri, viaggi e televisione. I temi della fede cristiana sono presentati in modo fresco e critico, attraverso approfondimenti, interviste a personaggi significativi e testimonianze. Un’attenzione particolare è data all’educazione all’amore e agli aspetti etici della vita dei giovani.

Pop moments

È arrivata solo in semifinale ad “Amici”, ma tanto è bastato a farla diventare una delle protagoniste del talent con la sua voce limpida.

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Guarda che luna!

Un film racconta l’avventura di Neil Armstrong, primo uomo a mettere il piede sulla luna. Tra dubbi, paure, slanci generosi.

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Oratorio San Luigi – TV2000 con il giovane Ousmhan

Intervistato un giovane ragazzo dell’oratorio San Luigi di Torino, Ousmhan, , che ha parlato della sua esperienza di vita a Torino. Qui di seguito riportato l’articolo del centro.

All’Oratorio Salesiano San Luigi è stata accolta una troupe d i TV2000. Essa ha raccolto informazioni di immagini e interviste creando un servizio televisivo. Il giovane Ousmhan ha raccontato cosa vuol dire per un giovane straniero non accompagnato vivere e crescere da solo e incontrare finalmente qualcuno che si è interessato di lui. Oggi è impegnato per la Comunità dell’Oratorio Salesiano San Luigi nel Servizio di Estate ragazzi e nel progetto San Lunc. Ousmhan attraverso i suoi racconti e il suo esempio diventa un maestro di vita e di amore per la vita per tutti i nostri giovani.

 

 

 

Dalla parte dei giovani, con competenza

L’Università Pontificia Salesiana e la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium, hanno organizzato il congresso internazionale sul tema Giovani e scelte di vita: prospettive educative. In tale occasione è stato intervistato Mauro Mantovani, docente di filosofia, rettore dell’Università Pontificia Salesiana (Ups) di Roma e presidente della conferenza dei rettori delle università pontificie, dal gruppo editoriale Città Nuova. Qui di seguito l’intervista.

 

Perché salesiano?

A 16 anni, nella mia parrocchia di Moncalieri vicino a Torino ho conosciuto alcuni seminaristi del centro teologico salesiano che avevano come caratteristica la presenza tra i giovani. Lavoravamo insieme con i ragazzi più piccoli, condividendo la parola di Dio. Dopo qualche anno ho iniziato il percorso di formazione salesiana e, una volta diacono, mi hanno chiesto di dedicarmi a studio, formazione e insegnamento.

Una formazione per chi?

La vita salesiana ha come prospettiva il servizio ai giovani, la chiamata ad essere segni e strumenti dell’amore di Dio ai giovani. Per formare culturalmente i confratelli a questo servizio, nel 1940 è stata fondata l’università salesiana, che accoglie anche membri delle figlie di Maria ausiliatrice e studenti laici. Questi ultimi sono la maggioranza. La specializzazione che offriamo rispetto ad altre università è sui diritti dei giovani e dei minori, in un ambiente ricco di attività extra-accademiche. Non solo teste ben fatte, quindi, ma persone complete.

La maggior parte dei giovani oggi sono agnostici. È preoccupato?

La preoccupazione c’è, ma non vogliamo piangere sui nostri tempi. Anche don Bosco ha vissuto anni difficili! Tra l’altro i giovani oggi hanno opportunità che in altre epoche storiche non esistevano, possono fare scelte indipendenti. I salesiani si rifanno all’umanesimo di Francesco di Sales che credeva nelle potenzialità, naturali e soprannaturali, di ogni ragazzo. Per questo l’educazione è centrale, anche negli ambienti più difficili. Ma ci vuole presenza, vicinanza, il giovane deve diventare protagonista del proprio percorso, affrontando ideali alti. Ci vuole anche la “parolina all’orecchio”, come diceva don Bosco, cioè la capacità di far sentire ciascuno al centro dell’attenzione.

L’impatto dei media è più forte della vostra voce?

La Rete è un ambiente dove si trova di tutto, ma proprio per questo non possiamo mancare. Il nostro compito è creare le condizioni perché un giovane possa individuare ciò che è degno di interesse. Cerchiamo quindi di educare al pensiero critico e all’approfondimento.

Come salesiani quale strategia avete?

Il sistema educativo di don Bosco è fatto di ragione, religione e amorevolezza. Una ragione ben formata, per capire ciò che è bene e ciò che è male. Il vissuto di fede, che completa la persona nella sua apertura al trascendente. E infine l’amorevolezza: i giovani devono essere non solo amati, ma sapere di essere amati, per fare un’esperienza di reciprocità. Nelle nostre opere, dall’università agli oratori, fino al lavoro con i ragazzi di strada, si fa l’esperienza della “casa che accoglie”, luogo dove esprimere la propria fede, cortile dove incontrarsi tra amici, scuola che educa alla vita. Tutto questo si collega con quello che i giovani hanno chiesto nel pre-sinodo: una Chiesa che sia casa, famiglia e luogo accogliente.

 

 

Il mondo degli adulti non aiuta…

Molti adulti hanno rinunciato ad essere genitori. Invece i giovani dovrebbero “vedere” che sposarsi e avere figli è qualcosa di bello. E incontrare persone che dimostrino che si può essere felici anche con la vocazione religiosa. Papa Francesco ripete: non fatevi rubare la speranza. Il compito dell’educatore è essere un provocatore, da pro-vocazione: deve far venir fuori la chiamata ad andare oltre il banale e il superficiale. Appassionare significa provocare in positivo.

C’è un deficit di presenza culturale della Chiesa?

Con la Laudato sì la Chiesa ha dato un grande apporto alla riflessione culturale (e non solo). Bisognerebbe fare proposte significative anche in altri campi, come l’educazione: come guardiamo al futuro attraverso la formazione dei giovani? Il cosiddetto “nuovo umanesimo” ce lo giochiamo qui.

Le università pontificie possono collaborare meglio?

Nell’esortazione Veritatis gaudium il papa indica 4 punti fondamentali: approfondire cosa la rivelazione cristiana può offrire alle varie discipline, riscoprire l’unità del sapere, dialogare a tutto campo (non soltanto come strategia, ma anche come stile di vita e di pensiero), fare rete. Stiamo cominciando a farlo. A Roma ci sono 23 istituzioni pontificie che possono offrire un notevole apporto culturale.

C’è un’emergenza sessualità per i giovani?

Nel congresso ci sarà una sessione proprio sull’inquinamento pornografico. L’ambiente intorno ci tira in basso, ma si può andare contro corrente: però i giovani rispondono solo se gli si mostra che ne vale la pena. Non dobbiamo temere di fare proposte serie e controcorrente.

In Ups trattate di finanza etica perché?

Dietro la crisi c’è una dimensione antropologica: come si guarda all’uomo e alla sua responsabilità verso se stesso, gli altri, l’ambiente. Paolo VI diceva che il mondo soffre per mancanza di pensiero, Giovanni Paolo II sfidava il pensiero cristiano del terzo millennio a dare una visione integrata dei saperi, Benedetto XVI afferma che bisogna approfondire cosa significa essere un’unica famiglia umana, mentre papa Francesco arriva a dire che serve una rivoluzione culturale. C’è bisogno di questa profondità per cogliere il significato della crisi finanziaria e il valore della finanza etica. Bisogna guardare all’unità della famiglia umana.

Perché un congresso sui giovani prima del sinodo?

Come famiglia salesiana volevamo dare un nostro apporto specifico, sulle prospettive educative legate alle scelte dei giovani. Come aiutarli, quali condizionamenti, quali buone pratiche. Noi continuiamo a credere nelle risorse naturali e spirituali dei giovani, perché ne facciamo esperienza ogni giorno. Se aiutati, possono fare scelte di vita che li rendono felici.

 

 

CONVEGNO “ORIENTARE ED EDUCARE I GIOVANI AL LAVORO E ALLA POLITICA”

Un evento di approfondimento dedicato ai giovani e agli esperti di orientamento.

Organizzato in collaborazione con: COSPES ITALIA – Centri di Orientamento Scolastico Professionale e Sociale. L’Associazione Nazionale “COSPES/CNOS/CIOFS” nasce nel 1978 svolgendo attività psico-pedagogica nel campo dell’orientamento a supporto delle istituzioni scolastiche e formative e nei diversi servizi educativi. Opera nell’ambito socio-educativo-assistenziale con la metodologia preventiva ispirata a Don Bosco e a Madre Mazzarello.

PROGRAMMA: Venerdì 5 OTTOBRE

  • 9.00 Accreditamento, Benvenuto e Saluti

IL BENE COMUNE E L’ORIENTAMENTO ALLA CITTÀ DELL’UOMO

Modera, Irene Raimondi

  • 10.00 Francesco Botturi, Università Cattolica, Milano: prolusione sullo Stato. Lectio Magistralis “Bene comune: società civile e Stato”
  • 11.00 Il pensiero degli esponenti della politica: “Interpretare e costruire il bene comune: il contributo delle istituzioni e delle forze politiche”.
  • 12.00 – 13.00 Dibattito
  • 12.00 – 13.00 Pranzo a buffet

ORIENTARE ED EDUCARE I GIOVANI AL LAVORO E ALLA POLITICA

Modera, Ezio Risatti

  • 14.30 – 16.30 Felice Vai della CDO, Presidente della Compagnia delle Opere, Stefano Molina Ricerche e progetti /Education della Fondazione Agnelli, Maria Grazia Penna, Segretario Generale della CISL Scuola, Alessandro SvalutoFerro, Direttore Ufficio Pastorale sociale e del lavoro, Suor Lauretta Valente, già Presidente nazionale del Ciofs-Fp e membro del Cospes Nazionale.
  • 16.30 – 17.30 Dibattito

Il convegno è l’evento lancio del corso di politiche che si svolgerà in 10 lezioni da ottobre a dicembre, il giovedì dalle 16.00 alle 18.00.

in collaborazione con Pensare con Lode

Per maggiori info:  011 2340083 – info@ius.to

 

 

“Proteggi il mio cammino”, l’inno dell’incontro con il Papa

È disponibile l’inno ufficiale dell’incontro di Roma tra i giovani italiani e papa Francesco: il titolo è “Siamo Qui!”. Proteggi Tu il mio cammino. L’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia di Reggio Emilia, diretto dal Mº Giovanni Mareggini, ha curato la scrittura dell’inno.

Il testo è un’invocazione di protezione verso i pellegrini, quelli che percorreranno la strada per arrivare a Roma, ma anche tutti coloro che attraversano la vita cercando di dirigere al meglio i propri passi.

Qui di seguito, è possibile scaricare la versione MP3, il testo e la partitura dell’inno, per preparare i ragazzi all’incontro dell’11 e 12 agosto a Roma e cantarlo nella veglia con papa Francesco.

Proteggi Tu il mio cammino

(tratto dal Salmo 138 – 139)

1) Questo mio cammino, ogni sentiero
La mia sofferenza, il riposo
Li presento a te, Maestro e Signore
Fa che io non ceda, mi ristoro in Te
Fammi indossare le ali dell’aurora
Fammi raggiungere l’estremità del mare

RIT.
Non ho paura, dirigi Tu i miei passi
Non sono solo, Tu vegli su di me
La Tua parola è il faro dei miei occhi
Sul mio cammino è luce
Sono con Te, mi scruti e mi conosci
Proteggi Tu il cammino ed il riposo
Ti sono note tutte le mie vie
Meravigliose le tue opere

2) Ogni mio pensiero, le preoccupazioni
Le mie delusioni, la felicità
Io le porto in me, e quando sono solo
Cerco Te Gesù, portami con te
Fammi indossare le ali dell’aurora
Fammi raggiungere l’estremità del mare

RIT.
Intermezzo
Indicami il sentiero della vita
Sia gioia piena nella Tua presenza
Dolcezza senza fine alla Tua destra

3) Strada d’amore, sentiero di pace
Abbraccio dello Spirito, libertà
Seguo Te Gesù, via diritta
Fonte di speranza, portami con Te
Fammi indossare le ali dell’aurora
Fammi raggiungere l’estremità del mare

RIT +
Proteggi Tu il mio cammino
Meravigliose le Tue opere

Giovani Salesiani e accompagnamento. Risultati di una ricerca internazionale

È stato pubblicato in questi giorni dalla “Editrice LAS” il volume “Giovani Salesiani e accompagnamento. Risultati di una ricerca internazionale”. Il libro, del sig. Marco Bay, SDB, docente di Metodologia della Ricerca Pedagogica e Statistica presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, vede la presentazione dei Consiglieri Generali per la Formazione e la Pastorale Giovanile, rispettivamente don Ivo Coelho e don Fabio Attard.

Nelle sue oltre 580 pagine la pubblicazione intende presentare i risultati dell’ampia inchiesta internazionale realizzata su impulso del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, e del suo Consiglio, per ascoltare l’esperienza di vita dei giovani Salesiani in formazione iniziale, dei giovani in ricerca che desiderano diventare Salesiani, di chi ha concluso la formazione iniziale e di parte di coloro che guidano spiritualmente e accompagnano i formandi.

I Dicasteri per la Formazione e la Pastorale Giovanile si sono pertanto fatti promotori dell’inchiesta sul campo – con 38 domande rivolte a (3500) giovani Salesiani e 44 domande alle loro (500) guide spirituali – che ha coinvolto esperti, Delegati ispettoriali per la Formazione, le équipe dei Dicasteri, centinaia di volontari provenienti da una sessantina di Paesi in tutto il mondo e da praticamente tutte le circoscrizioni salesiane, e che si è conclusa grazie al prezioso lavoro del sig. Bay e di don Silvio Roggia, del Dicastero per la Formazione.

Pur nell’intenzione di presentare una ricerca al tempo stesso teorica ed operativa, si è scelto di agire prioritariamente in modo induttivo a diversi livelli, privilegiando l’approccio descrittivo, esplorativo e in parte comparativo per fasi formative e per regioni continentali salesiane, e lasciare ad ulteriori pubblicazioni successive quello interpretativo e prospettico.

Cosa può essere di maggior interesse per un lettore salesiano ordinario? Probabilmente la maggior parte dei commenti liberi ad alcune domande aperte (riportati interamente in questa pubblicazione), che offrono una profonda intuizione dell’anima dei giovani Salesiani di oggi.

Le domande della ricerca potrebbero inoltre essere molto utili per una crescita personale della propria vocazione quotidiana e alcuni fatti possono aiutare a portare avanti e a creare condizioni migliori per l’accompagnamento salesiano.

Il libro è disponibile sul sito della LAS o se ne può fare richiesta presso il Dicastero per la Formazione.

Ecco la video-presentazione del libro “Giovani Salesiani e accompagnamento”:

(Articolo tratto da ANS – Agenzia Info Salesiana)

Si segnala, inoltre, l’articolo di Veronica Petrocchi che su www.unisal.it, il sito dell’Università Pontificia Salesiana, così presenta il libro “Giovani Salesiani e accompagnamento. Risultati di una ricerca internazionale”:

Sinodo dei giovani e accompagnamento, una ricerca internazionale

di Veronica Petrocchi

Un’inchiesta internazionale per conoscere e rafforzare l’accompagnamento personale e spirituale tra i salesiani è l’obiettivo del volume a cura del prof. Marco Bay “Giovani Salesiani e accompagnamento. Risultati di una ricerca internazionale”.
La ricerca si inserisce all’interno della collaborazione tra il mondo salesiano, da sempre attento alle tematiche giovanili, e la Santa Sede per il Sinodo dei Vescovi che sarà ospitato presso l’UPS dal 20 al 23 settembre prossimo. (https://www.giovaniesceltedivita.org/).

L’inchiesta consta di 4.000 interviste, tra giovani salesiani in formazione iniziale e più di 500 guide o accompagnatori spirituali provenienti da una sessantina di paesi in tutto il mondo, situati in centinaia di case di formazione appartenenti a quasi tutte le circoscrizioni o ispettorie salesiane. Si evince, quindi, la portata mondiale della ricerca realizzata su suggerimento del Rettor Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, don Ángel Fernández Artime che, insieme al suo Consiglio, hanno deciso di ascoltare l’esperienza di vita dei giovani salesiani in formazione iniziale, dei giovani che desiderano diventare salesiani, di chi ha concluso la formazione inziale e di coloro che li guidano spiritualmente.

Le interviste sono state svolte utilizzando questionari in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco, grazie alla collaborazione dei Dicasteri per la Formazione e della Pastorale Giovanile della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, promotori dell’inchiesta sul campo che ha coinvolto esperti, delegati ispettoriali per la formazione, le équipe dei dicasteri e centinaia di volontari.

Un ringraziamento particolare per il lavoro svolto va a don Ivo Coelho (Consigliere Generale per la Formazione), Fabio Attard (Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, a Silvio Roggia (Dicastero per la Formazione) e agli altri membri dei Dicasteri, tra i quali Salvador Cleofas Murguía Villalobos, Francisco Santos Montero e Patrick Anthonyraj.

Un’altra grande novità riguarda la possibilità di acquisto del libro, disponibile sia in formato cartaceo sia in e-book, consultabile direttamente a questo link, clicca qui.