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“Don Bosco voleva essere sempre all’avanguardia del progresso”: alla Fiera Didacta i Salesiani presentano “Go Beyond”, progetto sull’uso dell’AI in aula

I Salesiani sono presenti a Didacta con uno stand per presentare la proposta formativa della Scuola e della Formazione Professionale.  L’occasione di Didacta ha permesso di presentare i risultati del progetto nazionale sull’Intelligenza Artificiale, dimostrando che l’algoritmo può essere uno strumento al servizio della pedagogia.

Il legame tra il carisma di un santo dell’Ottocento e i moderni modelli linguistici di IA non è un semplice artificio retorico. “Don Bosco voleva essere sempre all’avanguardia del progresso”, è stato ribadito durante l’incontro. Oggi, quella spinta si traduce nel progettoGO Beyond”, una rete che unisce circa 80 scuole e 1.600 insegnanti in tutta Italia, coordinati a livello nazionale per governare la rivoluzione digitale anziché subirla.

Don Elio Cesari, Presidente del CNOS (Centro Nazionale Opere Salesiani), ha inquadrato la questione:

“L’ultimo rapporto Censis parla di un’età selvaggia fatta di predatori e prede. L’IA non è solo una questione tecnologica, ma un rivolgimento d’epoca che ci interroga sul nostro destino. La scuola deve analizzarne tutta la potenza, restandoci dentro con intelligenza e coscienza”.

E ancora:

“La tradizione personalista salesiana vede la tecnologia come un potenziamento dell’umano, non come una sua sostituzione: la centralità della persona e dell’incontro tra docente e studente resta il criterio ultimo per valutare l’innovazione. L’IA si configura come “un’assistente pedagogico” sotto la mediazione degli adulti, capace di liberare il docente da compiti ripetitivi per restituirgli tempo prezioso da dedicare all’ascolto e all’accompagnamento”.

La Partnership strategica: Google e MR Digital

Il progetto vanta la collaborazione di Google Education Italia e MR Digital.

Marco Berardinelli (Google) ha evidenziato come l’obiettivo sia personalizzare l’apprendimento per ogni studente, uscendo dalla logica del “copia e incolla” per stimolare l’inclusione di chi ha bisogni educativi speciali. Andrea Russo (MR Digital), invece, ha rivelato che Google segue questo progetto come un caso studio mondiale prioritario per l’approccio etico e di ricerca condotto insieme all’Università Salesiana (UPS).

Esperienze dal campo: quando l’IA diventa un Tutor

Due docenti hanno portato a Didacta la prova tangibile di come l’IA cambi la lezione. Il professor Carlo Spironello (Mestre) ha mostrato come l’IA possa simulare un processo storico a Luigi XVI. Facendo generare al software accuse e difese talvolta errate, ha spinto gli studenti a verificare le fonti, trasformando l’errore della macchina in una lezione di spirito critico. Il professor Francesco Fraccaro (Mestre) ha presentato il “laboratorio aumentato”. Attraverso Google AI Studio, i ragazzi inquadrano impianti reali ricevendo istantaneamente schede tecniche:

“L’IA libera lo studente dal ruolo di spettatore passivo e lo rende esploratore attivo”.

Lo sguardo delle istituzioni e della ricerca: INDIRE e l’Università Salesiana

A chiudere l’evento sono stati due contributi fondamentali per la validazione scientifica del progetto. Il referente di INDIRE, Samuele Borri, ha posto l’accento sulla dimensione educativa globale, sottolineando l’importanza di un affiancamento costante di ragazzi e ragazze nell’uso dell’IA. Secondo l’istituto, questa guida non deve limitarsi strettamente alla didattica in aula, ma deve estendersi all’uso quotidiano che i giovani fanno di queste tecnologie, per renderli cittadini digitali consapevoli.

Successivamente, don Michal Vojtas dell’Università Salesiana ha illustrato il rigore scientifico che sostiene l’iniziativa. Ha parlato di una ricerca metodologica e rigorosa che l’ateneo sta portando avanti sull’impatto dell’IA nei processi di educazione e apprendimento. L’obiettivo è quello di monitorare i risultati per correggere la rotta in tempo reale, assicurando che la tecnologia resti sempre un mezzo per potenziare l’umano e mai un fine.

L’evento si è chiuso con un monito che resterà il manifesto di questa edizione di Didacta:

“L’Intelligenza Artificiale non sostituirà gli umani, ma chi la usa sostituirà chi non la usa”.

L’ambiente giusto per apprendere: la rivoluzione degli spazi al Don Bosco – Borgomanero

Negli ultimi quattro anni, all’istituto Salesiano Don Bosco di Borgomanero (NO), ci sono state grandi innovazioni dal punto di vista degli ambienti e degli spazi didattici che sono stati analizzati e su cui è stata condotta una ricerca sul rapporto tra spazi educativi e processi d’apprendimento, a cura dei ricercatori de “Indire” (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa).

Ecco qui le parole di Matteo Leonardi, direttamente dalla casa di Novara:

In un ambiente bello e accogliente s’impara meglio. Non sempre la scuola appare consapevole del fatto che l’ambiente in cui gli studenti sono ospitati può essere di stimolo o di freno all’apprendimento. Gli studi psicologici e didattici hanno ampiamente dimostrato che il setting dove avviene il processo d’apprendimento è fondamentale per predisporre l’attenzione, stimolare l’interesse, veicolare il senso del bello e della cultura.

Le aule tradizionali sono state trasformate in ambienti d’apprendimento cooperativo e laboratoriale, riqualificandone l’estetica e la funzionalità. L’obiettivo è far sì che gli studenti si sentano a proprio agio, in un ambiente famigliare e bello che favorisca la loro attenzione e il loro coinvolgimento. Oltre alle lavagne multimediali e ai banchi modulari in isole, si è provveduto a tinteggiare i muri con colori gradevoli, spesso adornandoli di frasi celebri, fornendo arredi funzionali al lavoro cooperativo, distribuendo la biblioteca in scaffali nelle varie aule.

I ricercatori dell’Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), punto di riferimento per la didattica in Italia, che stanno conducendo una ricerca sul rapporto tra spazi educativi e processi d’apprendimento, hanno scelto di visitare il Don Bosco, incuriositi dalle sue numerose innovazioni e hanno particolarmente apprezzato, si legge nelle loro osservazioni:

cambiamento dell’organizzazione degli spazi della didattica avvenuto entro gli ultimi quattro anni, il sostegno ad una didattica innovativa, l’adozione di misure e interventi volti a promuovere il benessere scolastico della comunità e soprattutto lo sviluppo capillare e diffuso di questi elementi. Abbiamo riscontrato una particolare attenzione – continuano i ricercatori dell’Indire – alla relazione educativa e una voglia di mettersi in gioco e confrontarsi con situazioni nuove e diverse.

E si continua a lavorare. I lavori continuano a fervere nell’istituto: dal tetto fino a terra. La soletta del sottotetto è stata coibentata per minimizzare la dispersione termica, in una prospettiva di risparmio energetico; il salone della mensa, già trasformato in un open space e corredato di bar didattico, è stato ora dotato di un nuovo impianto audio/video, con la posa di un grande schermo a fondo sala.

Nell’ampio atrio d’ingresso, grazie alla generosità di un benefattore, è stato completamente rifatto il controsoffitto, migliorandone l’isolamento termo-acustico, dotandolo d’impianto audio e rifacendone l’illuminazione. La nuova illuminazione richiama la luce del mattino ed è studiata sulla base di una ricerca illuminotecnica che tiene conto delle interazioni fra la forme di illuminazione e il benessere psicofisico degli utenti. In prospettiva si stanno valutando possibili interventi migliorativi anche sulle vetrate d’ingresso.

Nel bello, si apprende meglio!