Lettera dell’Ispettore – Marzo 2026
Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di marzo 2026.
Valdocco, 31 Marzo 2026
Martedì Santo
A confratelli e laici corresponsabili
di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,
Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi.
Siamo ormai nell’imminenza della Pasqua; mentre ringraziamo ancora il Signore per la nomina di don Giorgio come futuro ispettore della ICP e preghiamo per lui (come lui stesso ci ha chiesto di fare), desidero farvi giungere i miei auguri pasquali.
Il mondo attorno a noi si presenta in modo spesso contraddittorio: ci sono tante situazioni che ci parlano di pace e di vita; ma anche tante altre che purtroppo ci parlano di guerra e di morte. In particolare queste ultime, in alcuni casi ci sembrano lontane fisicamente e affettivamente; in altri casi forse le sentiamo molto vicine, perché abitano le nostre case, o addirittura il nostro stesso cuore. E sappiamo bene che il male si accanisce più facilmente sui piccoli e i poveri, perché sono quelli che hanno meno possibilità di difendersi.
La domanda sul perché questo capiti e ancor di più sul che cosa siamo chiamati a fare in queste situazioni, sorge spesso in noi. E il Signore, attraverso il tempo liturgico in cui stiamo camminando, ci risponde dicendo che in queste, come in altre situazioni, siamo chiamati comunque e sempre a fare Pasqua, e cioè a vivere con sempre maggiore radicalità il nostro Battesimo.
Ci può aiutare a questo proposito l’articolo 60 delle Costituzioni salesiane; esso recita così:
- Con la professione religiosa intendiamo vivere la grazia battesimale con maggior pienezza e radicalità. Seguiamo Gesù Cristo il quale, «casto e povero, redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza» e partecipiamo più strettamente al mistero della sua Pasqua, al suo annientamento e alla sua vita nello Spirito.
Aderendo in modo totale a Dio, amato sopra ogni cosa, ci impegniamo in una forma di vita che si fonda interamente sui valori del Vangelo.
L’articolo ci ricorda che la vocazione stessa dei consacrati è un segno della Pasqua, è un modo di fare Pasqua, di testimoniare la Pasqua al mondo. Quando la nostra vita è caratterizzata dalla sequela sincera e generosa di Gesù, noi viviamo il mistero della Pasqua.
Questo vale per i consacrati, ma analogamente vale per tutti i battezzati: pur non avendo emesso i voti ogni battezzato è chiamato comunque a seguire Gesù, amato sopra ogni cosa; e nel vivere i valori del Vangelo anche lui testimonia la Pasqua del Signore, il Suo mistero di Morte e Risurrezione. Viene in aiuto alla nostra riflessione anche l’articolo 63 delle Costituzioni salesiane; esso dice così:
- L’offerta della propria libertà nell’obbedienza, lo spirito di povertà evangelica e l’amore fatto dono nella castità fanno del salesiano un segno della forza della risurrezione. I consigli evangelici, configurando il suo cuore tutto per il Regno, lo aiutano a discernere e ad accogliere l’azione di Dio nella storia; e, nella semplicità e laboriosità della vita quotidiana, lo trasformano in un educatore che annuncia ai giovani «cieli nuovi e terra nuova», stimolando in loro gli impegni e la gioia della speranza.
L’articolo ribadisce che quando viviamo con amore e fedeltà i consigli evangelici e siamo perciò coerenti con la nostra vocazione consacrata, noi diventiamo segni della forza della Risurrezione. Lo siamo quando viviamo veramente l’obbedienza, la povertà e la castità. È così che quotidianamente facciamo Pasqua, è così che quotidianamente viviamo da risorti: se accettiamo di attraversare la Passione e la Morte.
Ritengo che anche qui si possa estendere la riflessione, pur nella diversità tra le vocazioni laicali e quelle consacrate, a tutti i battezzati. I consacrati certamente rimangono più attenti ad annunciare ai giovani “cieli nuovi e terra nuova”; i laici rimangono più attenti a costruire il regno di Dio in questo mondo. Ma tutti, proprio tutti, possono essere, nella loro e con la loro vita quotidiana, segni della forza della Risurrezione.
Carissimi/e, queste giornate – in particolare quelle del Triduo Santo – ci aiutano a mettere a fuoco il Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù. Ci fermiamo in preghiera, in contemplazione, in comunione con il Signore Crocifisso e Risorto. Sostiamo volentieri con Lui, non rinunciamo a vivere intensamente la ricchezza che la liturgia in questi giorni ci offre. Ma nello stesso tempo ricordiamoci che quanto adesso celebriamo, lo renderemo vivo e testimoniante per gli altri con la nostra sequela quotidiana del Signore.
Preghiamo gli uni per gli altri perché, ciascuno secondo la propria vocazione specifica, possiamo essere nella vita quotidiana, per i giovani e gli adulti a noi affidati, segni della forza della Risurrezione.
Concludo con tre notizie di famiglia: l’11 aprile verranno conferiti a Torino-Crocetta i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato a diversi confratelli studenti di Teologia; il 25 aprile a Ivrea si svolgerà la Festa Ispettoriale; il 16 maggio don Giorgio Ramundo riceverà l’ordinazione sacerdotale nella Basilica di S. Maria Ausiliatrice.
Partecipiamo volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza!
Vi auguro di cuore
una serena e santa Pasqua di Risurrezione
Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP







