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Lettera dell’Ispettore – Marzo 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di marzo 2026.

Valdocco, 31 Marzo 2026
Martedì Santo

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Siamo ormai nell’imminenza della Pasqua; mentre ringraziamo ancora il Signore per la nomina di don  Giorgio come futuro ispettore della ICP e preghiamo per lui (come lui stesso ci ha chiesto di fare), desidero  farvi giungere i miei auguri pasquali. 

Il mondo attorno a noi si presenta in modo spesso contraddittorio: ci sono tante situazioni che ci parlano  di pace e di vita; ma anche tante altre che purtroppo ci parlano di guerra e di morte. In particolare queste  ultime, in alcuni casi ci sembrano lontane fisicamente e affettivamente; in altri casi forse le sentiamo molto  vicine, perché abitano le nostre case, o addirittura il nostro stesso cuore. E sappiamo bene che il male si  accanisce più facilmente sui piccoli e i poveri, perché sono quelli che hanno meno possibilità di difendersi.  

La domanda sul perché questo capiti e ancor di più sul che cosa siamo chiamati a fare in queste situazioni,  sorge spesso in noi. E il Signore, attraverso il tempo liturgico in cui stiamo camminando, ci risponde  dicendo che in queste, come in altre situazioni, siamo chiamati comunque e sempre a fare Pasqua, e cioè a  vivere con sempre maggiore radicalità il nostro Battesimo. 

Ci può aiutare a questo proposito l’articolo 60 delle Costituzioni salesiane; esso recita così:  

  1. Con la professione religiosa intendiamo vivere la grazia battesimale con maggior pienezza e radicalità. Seguiamo Gesù Cristo il quale, «casto e povero, redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza» e partecipiamo più strettamente al mistero della sua Pasqua, al suo annientamento e alla sua  vita nello Spirito

Aderendo in modo totale a Dio, amato sopra ogni cosa, ci impegniamo in una forma di vita che si fonda interamente  sui valori del Vangelo. 

L’articolo ci ricorda che la vocazione stessa dei consacrati è un segno della Pasqua, è un modo di fare  Pasqua, di testimoniare la Pasqua al mondo. Quando la nostra vita è caratterizzata dalla sequela sincera e  generosa di Gesù, noi viviamo il mistero della Pasqua.  

Questo vale per i consacrati, ma analogamente vale per tutti i battezzati: pur non avendo emesso i voti  ogni battezzato è chiamato comunque a seguire Gesù, amato sopra ogni cosa; e nel vivere i valori del  Vangelo anche lui testimonia la Pasqua del Signore, il Suo mistero di Morte e Risurrezione. Viene in aiuto alla nostra riflessione anche l’articolo 63 delle Costituzioni salesiane; esso dice così: 

  1. L’offerta della propria libertà nell’obbedienza, lo spirito di povertà evangelica e l’amore  fatto dono nella castità fanno del salesiano un segno della forza della risurrezione. I consigli evangelici, configurando il suo cuore tutto per il Regno, lo aiutano a discernere e ad accogliere l’azione di  Dio nella storia; e, nella semplicità e laboriosità della vita quotidiana, lo trasformano in un educatore che annuncia ai giovani «cieli nuovi e terra nuova», stimolando in loro gli impegni e la gioia della speranza.

L’articolo ribadisce che quando viviamo con amore e fedeltà i consigli evangelici e siamo perciò coerenti  con la nostra vocazione consacrata, noi diventiamo segni della forza della Risurrezione. Lo siamo quando  viviamo veramente l’obbedienza, la povertà e la castità. È così che quotidianamente facciamo Pasqua, è  così che quotidianamente viviamo da risorti: se accettiamo di attraversare la Passione e la Morte.  

Ritengo che anche qui si possa estendere la riflessione, pur nella diversità tra le vocazioni laicali e quelle  consacrate, a tutti i battezzati. I consacrati certamente rimangono più attenti ad annunciare ai giovani “cieli  nuovi e terra nuova”; i laici rimangono più attenti a costruire il regno di Dio in questo mondo. Ma tutti,  proprio tutti, possono essere, nella loro e con la loro vita quotidiana, segni della forza della Risurrezione. 

Carissimi/e, queste giornate – in particolare quelle del Triduo Santo – ci aiutano a mettere a fuoco il  Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù. Ci fermiamo in preghiera, in contemplazione, in  comunione con il Signore Crocifisso e Risorto. Sostiamo volentieri con Lui, non rinunciamo a vivere  intensamente la ricchezza che la liturgia in questi giorni ci offre. Ma nello stesso tempo ricordiamoci che  quanto adesso celebriamo, lo renderemo vivo e testimoniante per gli altri con la nostra sequela quotidiana  del Signore. 

Preghiamo gli uni per gli altri perché, ciascuno secondo la propria vocazione specifica, possiamo essere  nella vita quotidiana, per i giovani e gli adulti a noi affidati, segni della forza della Risurrezione. 

Concludo con tre notizie di famiglia: l’11 aprile verranno conferiti a Torino-Crocetta i ministeri  del Lettorato e dell’Accolitato a diversi confratelli studenti di Teologia; il 25 aprile a Ivrea si svolgerà  la Festa Ispettoriale; il 16 maggio don Giorgio Ramundo riceverà l’ordinazione sacerdotale nella  Basilica di S. Maria Ausiliatrice.  

Partecipiamo volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza! 

Vi auguro di cuore 
una serena e santa Pasqua di Risurrezione 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

ICP: Nomina del nuovo Ispettore

Si pubblica la comunicazione dell’Ispettore, don Leonardo Mancini, riguardante la nomina del nuovo Superiore dell’Ispettoria ICP.

Torino, 26 Marzo 2026

Carissimi Confratelli, membri della Famiglia Salesiana, laici corresponsabili.
E carissimi giovani!

Con gioia vi annuncio che il Rettor Maggiore Don Fabio Attard, con il consenso degli altri membri del Consiglio Generale, ha nominato come Superiore dell’Ispettoria salesiana “Maria Ausiliatrice” di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania (ICP), per il sessennio 2026-2032, Don Giorgio Degiorgi, SDB, attualmente Economo ispettoriale.

Don Giorgio é nato a Borgomanero (NO) il 5 luglio 1979. È stato in Noviziato a Pinerolo – Monte Oliveto, emettendo la Prima Professione l’8 settembre 1999. Ha vissuto il post- noviziato a RM-San Tarcisio, il tirocinio a Chatillon e gli studi teologici a TO-Crocetta. Professo perpetuo al Colle Don Bosco l’11 settembre 2005, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino il 26 maggio 2007. Oltre al baccalaureato in Filosofia, don Giorgio ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico e la laurea civile in Giurisprudenza.

Lungo la sua vita salesiana ha ricoperto i seguenti incarichi pastorali: a partire dal 2009 é stato catechista della Scuola di Novara (prima nelle Medie e poi nelle Superiori) e Incaricato vocazionale zonale; nel 2015 ha ricevuto la nomina a Direttore ed Economo dell’opera di Novara; dal 2019 é Consigliere ispettoriale e dal 2021 Economo ispettoriale.

Attualmente Don Giorgio sta svolgendo anche la funzione di “Difensore del vincolo e Promotore di Giustizia” presso il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese e ha esercitato durante questi ultimi anni in più occasioni la docenza in Diritto Canonico.

Ringraziamo Don Giorgio per la disponibilità manifestata al Rettor Maggiore e fin da ora ci dichiariamo aperti ad accogliere il suo servizio di padre e guida dell’Ispettoria ICP e della
Famiglia Salesiana di questo territorio.

Lo supportiamo volentieri con la nostra preghiera, perché il Signore possa riempirlo costantemente dei doni di cui ha e avrà bisogno per il suo ministero. Siamo certi che non mancherà – proprio qui a Valdocco! – l’accompagnamento di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco.

Carissimo don Giorgio, ci stringiamo a te con affetto, certi che saprai guidarci con saggezza, bontà e determinazione nel continuare a offrire il dono del carisma salesiano alla Chiesa e ai giovani di questa nostra terra.

Con affetto in Don Bosco,

 

Don Leonardo Mancini

Lettera dell’Ispettore – Febbraio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di febbraio 2026.

Valdocco, 27 Febbraio 2026

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi,

Da circa una settimana siamo entrati nel Tempo di Quaresima. Ogni comunità e ciascuno/a personalmente avrà definito un proprio percorso di conversione e sequela, attraverso  l’approfondimento di quanto la Chiesa, seguendo l’insegnamento del Vangelo, indica  all’attenzione di noi tutti: la preghiera, il digiuno e la carità. 

Il Santo Padre nel suo Messaggio per la Quaresima 2026 dal titolo Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione, ci ha sollecitato in modo particolare a rimettere il  mistero di Dio al centro della nostra vita; e a farlo prima di tutto attraverso l’ascolto della Parola  nella liturgia che ci educa a un ascolto più vero della realtà, e in particolare a un ascolto più vero  della realtà dei poveri, dei sofferenti, degli oppressi

Collegata all’ascolto c’è la pratica del digiuno, che dispone all’accoglienza della Parola di DioIl digiuno… ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma  anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene. Una tipologia di  digiuno che Papa Leone suggerisce è la seguente: quella dalle parole che percuotono e feriscono il  nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al  giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci  invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei  luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità  cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace

Infine Papa Leone mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della  pratica del digiuno. Ricordando che le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità  religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola  di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga  un pentimento reale

Questo in sintesi il messaggio inviato da Papa Leone. Ognuno prova a metterlo in atto nel  proprio stato di vita. Tutti siamo chiamati, anche se con modalità diverse: a dare più tempo e qualità alla meditazione della Parola; a digiunare da ciò che sappiamo rischia alle volte  di toglierci la libertà e appesantirci, o rischia di ferire altri (il linguaggio “armato” e non 

“disarmato”); e a compiere questo non solo personalmente, ma anche insieme, come  comunità di credenti: comunità educativo-pastorale, religiosa, familiare, parrocchiale, ecc. 

Una particolare modalità di ascolto e digiuno da compiere insieme in questo tempo di  Quaresima 2026 è la Consultazione per il nuovo Ispettore. C’è bisogno di ascolto attento del  Signore, di ascolto reciproco e di ascolto della realtà circostante. C’è bisogno di disciplinare il  desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, per poter offrire nella verità e nella carità le  indicazioni più adeguate al Rettor Maggiore e al suo Consiglio. E c’è bisogno di fare tutto  questo non unicamente da soli, ma anche insieme.  

Invito perciò caldamente e fraternamente tutti quelli che non hanno impedimenti gravi – mi riferisco ai soli confratelli in questo caso – a partecipare a uno dei due incontri  programmati in Valdocco venerdì 6 marzo al pomeriggio e sabato 7 marzo al mattino. 

A tutti i laici corresponsabili chiedo di accompagnare con la preghiera questo delicato tempo di discernimento a cui saranno chiamati i confratelli. 

Anche tale attività rientra nel cammino quaresimale, e sarà tanto più feconda ed efficace  quanto più sarà partecipata e vissuta con intensità. 

Carissimi/e, chiediamo al Signore che ci aiuti a rimanere in sereno, fiducioso e costante ascolto di Lui; che ci insegni a digiunare evangelicamente e che ci faccia desiderare sempre  più di assumere la nostra identità filiale e comunionale, il nostro essere membra vive e  saldamente unite nel Corpo di Cristo. 

Buon cammino quaresimale, verso la Pasqua di Risurrezione! 

Un abbraccio fraterno in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Mandato Missionario del percorso di Animazione Missionaria: appuntamento al Colle Don Bosco il 22 febbraio

Dal 20 al 22 febbraio al Colle Don Bosco, si terranno gli Esercizi Spirituali per giovani universitari e lavoratori dell’Ispettoria, un tempo di ascolto e discernimento per rileggere la propria vita alla luce della fede.

All’interno di questo percorso, nella giornata di domenica 22 febbraio, durante la Messa del pomeriggio presieduta dall’Ispettore, alcuni giovani riceveranno il Mandato Missionario.

Questi ragazzi hanno risposto all’appello dell’Ispettore, nel 150° anniversario della prima spedizione missionaria salesiana, partecipando a un percorso di formazione iniziato a ottobre e che li accompagnerà fino all’estate, in vista di un’esperienza di servizio all’estero.

Il mandato simboleggia il passaggio dalla chiamata alla responsabilità: non una scelta individuale, ma un invio ufficiale dell’Ispettore, a nome di tutta l’Ispettoria, per vivere e condividere l’amore di Gesù in stile salesiano.

Lettera dell’Ispettore – Gennaio 2026 (Solennità di San Giovanni Bosco)

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di gennaio 2026.

Valdocco, 31 gennaio 2026
Solennità di San Giovanni Bosco

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi,

Desidero farvi gli auguri per la festa del nostro padre Don Bosco, in questo anno che vede il nostro Rettor Maggiore offrirci una Strenna dal titolo: Fate quello che vi dirà. Credenti, liberi per servire.

Per commentare la Strenna e farvi gli auguri prendo in prestito il testo di un’altra Strenna, ben più antica: quella che Don Bosco ha offerto ad artigiani e studenti di Mirabello il 31 dicembre 1863. Questo testo mi sembra che abbia diversi punti in comune con la Strenna di quest’anno. Ecco le parole che Don Bosco rivolge ai ragazzi di Mirabello, che alternerò con alcuni commenti.

Al cominciare di quest’anno nuovo che cosa debbo io chiedervi? che cosa promettervi e che consigliarvi? Sono tre cose.

Quanto a chiedervi non posso altro che domandarvi quanto forma il programma di questa casa e che sta scritto nella mia camera: “Da mihi animas caetera tolle”. Io non chieggo che le vostre anime, non desidero che il vostro bene spirituale.

Don Bosco chiede che i ragazzi gli consentano di aiutarlo a salvare la loro anima. Fate quello che vi dirà! Sono le parole pronunciate da Maria durante le nozze di Cana e riprese dal Rettor Maggiore. Non credo che Maria abbia chiesto allora e chieda oggi a ciascuno di noi qualcosa di molto diverso da quanto chiedeva Don Bosco nel 1863 ai suoi ragazzi: Che cosa potrebbe volerci dire Gesù? Lui ci ama e ci vuole salvi e felici, nel tempo e nell’eternità; vuole che le nostre persone, create a immagine sua, collaborino per giungere a condividere la figliolanza divina. Gesù – e Maria con Lui – desidera che l’acqua della nostra povera umanità, portata dai servi, possa trasformarsi nel vino nuovo di Cana; desidera che la fragilità delle nostre “anime” possa lasciarsi trasformare dal dono della Grazia offerto dal Signore, e rendere l’uomo “nuova creatura”. Mi pare proprio che le richieste di Maria (e Gesù) e di Don Bosco coincidano… Questo dunque è quanto “chiede” Don Bosco; e che cosa “promette”?

Promettervi? lo vi prometto e vi do tutto quel che sono e quel che ho. Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo e per voi sono disposto anche a dare la vita.

Mi pare che non ci sia un modo migliore per descrivere salesianamente l’espressione: liberi per servire, indicata dal Rettor Maggiore. E non mi pare che ci sia una descrizione più bella dell’educatore, di colui che dedica la sua vita per il bene dei ragazzi. Ognuno di noi naturalmente potrà adattare le parole di Don Bosco al proprio stato di vita; quel che credo rimanga vero per tutti è che la missione educativa ci coinvolge così profondamente a livello relazionale, che ci spinge a dare ai ragazzi il meglio di noi.

Vediamo adesso che cosa “consiglia” Don Bosco.

Consigliarvi? Statemi bene attenti ad intendermi. Immaginatevi di vedere un gran globo sospeso pei due poli a due colonne. Sopra una sta scritto: “Regina mundi”; sopra l’altra: “Panis vitae”. /…/ Sopra questo globo camminano molti uomini in ogni verso. Ma quelli che stanno presso le due colonne godono di una luce vivissima, mentre gli altri che stanno distanti da esse, cioè nel mezzo del globo sono in oscure tenebre /…/ Il globo rappresenta il mondo. Le due colonne sono: una Maria SS., l’altra il SS. Sacramento. Esse sono che veramente sostengono il mondo, imperciocchè se non fosse di Maria SS. e del SS. Sacramento a quest’ora il mondo sarebbe già rovinato. E gli uomini che vogliono camminare alla luce, cioè per la via del paradiso, bisogna che si accostino a queste due fonti di luce od almeno, ad una. Coloro poi che da esse si allontanano, camminano “in tenebris et in umbra mortis”. Ecco quello che io vi consiglio di praticare voi e di farlo praticare agli altri per mezzo dell’esempio, per mezzo dei consigli, per mezzo delle prediche. Notate che suggerendovi la divozione al SS. Sacramento, io intendo l’accostarsi alla Comunione, le visite in Chiesa, l’udire la S. Messa, le giaculatorie ecc…

(Memorie Biografiche, Vol. VII, pagg. 585-586)

Anche questo testo mi pare che disegni proprio una bella definizione di credenti! Credenti è appunto l’altra espressione utilizzata da don Attard per indicare coloro che prendono sul serio l’invito di Maria a Cana. Questa definizione coincide, per Don Bosco, con l’amore all’Eucaristia e a Maria.

Carissimi/e, ecco che cosa intendevo portare oggi alla vostra attenzione. Il mio augurio, con tutto il cuore, è che questa festa di Don Bosco, illuminata anche dalla Strenna offerta dal Rettor Maggiore (Fate quello che vi dirà. Credenti, liberi per servire; che vi invito a leggere), possa essere un’occasione rinnovata per crescere nella fede (da credenti), intesa come ascolto di Dio nella sua Parola, nei giovani e nella storia (Fate quello che vi dirà). E che il nostro ascolto possa costantemente trasformarsi in servizio libero, generoso e gioioso, possa trasformarsi in “fatti di Vangelo” (liberi per servire).

Buona festa a tutti!

Con affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Novembre 2025

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di novembre 2025.

Valdocco, 30 novembre 2025
Prima Domenica di Avvento

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi confratelli, carissime laiche e laici corresponsabili, un saluto cordiale a tutti/e voi, in questa fine di novembre 2025.

Siamo appena entrati nel nuovo anno liturgico e nel Tempo di Avvento. C’è un nuovo cammino di grazia che si apre davanti a noi. Un cammino lungo il quale il Signore vuole essere atteso, cercato, trovato, accolto, incontrato, ascoltato, seguito, imitato, amato fino alla fine!

Sappiamo bene che il tempo di Avvento chiede di coltivare gli atteggiamenti virtuosi della ricerca vigile, della fede viva, dell’attesa gioiosa. Vorrei fermarmi a riflettere brevemente su uno di questi atteggiamenti, quello della gioia, che è parte integrante della spiritualità cristiana ma anche della spiritualità salesiana.

Mi sembra utile proporre questa riflessione, perché la nostra vita talora viene appesantita da difficoltà personali, comunitarie, familiari, provenienti dalla nostra missione o anche dalle vicende spesso dolorose che il mondo vive. E la gioia rischia di venire meno, di capitolare, di essere rinviata a tempi migliori.

Nonostante ciò la gioia (o allegria) fin dalle origini è un ingrediente fondamentale dell’Oratorio di Valdocco. È Domenico Savio – sulla scorta di quanto imparato da Don Bosco – che nell’ottobre 1855 dice a Camillo Gavio, ragazzo quindicenne arrivato convalescente a Valdocco da Tortona, e che appariva un po’ malinconico e intimidito, ma anche profondo e disponibile a fare la volontà di Dio: Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Noi procureremo soltanto di evitare il peccato, come un gran nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore; procureremo di adempiere esattamente i nostri doveri e frequentare le cose di pietà. Comincia fin d’oggi a scriverti per ricordo: Servite Domino in laetitia: serviamo il Signore in santa allegria (Memorie Biografiche V, 356).

L’allegria alla quale siamo invitati dall’insegnamento di Don Bosco non ha radici superficiali; non ignora i problemi e i mali del mondo. Ma ricorda che la comunione con Dio è l’unica condizione che può donare pace al nostro cuore, così assetato di gioia. E questo segreto Don Bosco ha voluto comunicarlo con insistenza a ragazzi, confratelli, laici impegnati nella comune missione, tanto da farlo diventare una caratteristica portante della spiritualità salesiana. Tale caratteristica viene fortemente ribadita dall’articolo 17 delle Costituzioni Salesiane, che si intitola Ottimismo e gioia. Esso recita così:

17. Il salesiano non si lascia scoraggiare dalle difficoltà, perché ha piena fiducia nel Padre: «Niente ti turbi», diceva Don Bosco. Ispirandosi all’umanesimo di san Francesco di Sales, crede nelle risorse naturali e soprannaturali dell’uomo, pur non ignorandone la debolezza. Coglie i valori del mondo e rifiuta di gemere sul proprio tempo: ritiene tutto ciò che è buono, specie se gradito ai giovani. Poiché annuncia la Buona Novella, è sempre lieto. Diffonde questa gioia e sa educare alla letizia della vita cristiana e al senso della festa: «Serviamo il Signore in santa allegria».

L’articolo 17 è chiaramente diretto ai salesiani consacrati, ma penso sia legittimo estenderne i destinatari a tutti coloro che lavorano e si riconoscono nel nome di Don Bosco. Non è un caso infatti che nella Carta d’Identità della Famiglia Salesiana, l’articolo 33 si intitoli: Ottimismo e gioia nella speranza. E che tale articolo risulti in qualche modo la ripresa e l’estensione dell’art. 17 delle Costituzioni salesiane.

Si legge tra l’altro nell’articolo 33: La gioia che proviamo quaggiù è un dono pasquale, anticipo della gioia piena di cui godremo nell’eternità. Don Bosco ha intercettato il desiderio di felicità presente nei giovani e ha declinato la loro gioia di vivere nei linguaggi dell’allegria, del cortile e della festa; ma non ha mai cessato di indicare Dio quale fonte della gioia vera. E più avanti: Alla scuola di Don Bosco l’appartenente alla Famiglia Salesiana coltiva dentro di sé alcuni atteggiamenti che favoriscono la gioia e la comunicano agli altri. 1. La fiducia nella vittoria del bene /…/. 2. L’apprezzamento dei valori umani /…/. 3. L’educazione alle gioie quotidiane…

Nonostante le difficoltà e le sofferenze che il quotidiano ci può riservare, non c’è dubbio che il nostro cuore nel profondo continui a desiderare la gioia; e vale lo stesso, certamente, per il cuore dei giovani. Sappiamo che solo il Signore Gesù può soddisfare la nostra sete di gioia e di infinito. Vi auguro perciò di vivere il tempo di Avvento come ricerca gioiosa del Signore, una ricerca costellata da piccole o grandi sorsate di gioia, attinte dal quotidiano; prima di giungere nuovamente alla celebrazione della pienezza sorgiva di Cristo, che si rivela nel mistero dell’Incarnazione.

Buon tempo di Avvento!

Con affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Ottobre 2025, Conclusione del Mese Missionario

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di ottobre 2025.

Valdocco, 31 ottobre 2025
Conclusione del Mese Missionario

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi confratelli, carissime laiche e laici corresponsabili, 

un saluto cordiale a tutti/e voi, in questa fine di ottobre 2025. 

Ottobre è il mese dedicato al Rosario e alle Missioni. Avremo certamente invocato con particolare amore e assiduità la Vergine Maria, e continueremo a invocarla per meditare, accompagnati da Lei, i misteri della vita di Cristo. 

Vorrei però in questo momento concentrare la mia attenzione sulla sottolineatura delle Missioni. E non solo perché ottobre è il mese che la Chiesa dedica alla preghiera e alla sensibilizzazione verso la dimensione missionaria, ma perché, come ben sapete, siamo vicini al 150° anniversario della Prima Spedizione Missionaria Salesiana. Tale appuntamento è stato in un certo senso preparato anche dall’evento gioioso e incoraggiante della canonizzazione di Sr Maria Troncatti, missionaria FMA; e sarà a breve celebrato con una serie di iniziative di cui vi offro in allegato il programma. Programma che per sua massima parte si svolgerà a Valdocco e culminerà l’11 novembre con il Mandato conferito ai componenti della 156° Spedizione Missionaria Salesiana SDB e 148° FMA. 

La dimensione missionaria è fondamentale nel nostro carisma. La Congregazione salesiana è presente nel mondo più di qualsiasi altra congregazione o istituto. Don Bosco ha sentito – anche attraverso i sogni missionari – che doveva rivolgere la sua attenzione non solo ai ragazzi dei sobborghi di Torino, ma a tutti i popoli del mondo. Questo ci viene ricordato attraverso l’articolo 30 delle Costituzioni salesiane, dal titolo: I popoli non ancora evangelizzati. 

I popoli non ancora evangelizzati sono stati oggetto speciale della premura e dello slancio apostolico di Don Bosco. Essi continuano a sollecitare e a mantenere vivo il nostro zelo: ravvisiamo nel lavoro missionario un lineamento essenziale della nostra Congregazione. 

Con l’azione missionaria compiamo un’opera di paziente evangelizzazione e fondazione della Chiesa in un gruppo umano. Questa opera mobilita tutti gli impegni educativi e pastorali propri del nostro carisma. 

Sull’esempio del Figlio di Dio che si è fatto in tutto simile ai suoi fratelli, il missionario salesiano assume i valori di questi popoli e condivide le loro angosce e speranze. 

Tale impegno rimane vivo anche in ispettoria, una ispettoria e un territorio che negli anni hanno offerto tantissimi missionari e hanno dato origine attraverso di essi a tante nuove esperienze di Chiesa. All’interno di questo impegno si inscrive non solo l’attuale fronte missionario “carismatico” in Lituania, ma anche l’appello – lanciato il 6 settembre scorso da don Marco Cazzato, nostro animatore missionario – che chiedeva ad ogni casa di poter inviare almeno un partecipante al cammino “Percorso nel Cuore del mondo 25-26”, iniziato proprio domenica 26 ottobre a Valdocco.

Lo slancio missionario però sappiamo bene che è anche proprio di ogni nostra opera: oltre a coltivare la passione per la missio ad gentes, non possiamo negare cheDon Bosco ha vissuto tutta la sua opera educativa e pastorale con spirito missionario, sentendosi chiamato a cercare i ragazzi oltre le mura rassicuranti delle istituzioni ecclesiali, per edificare la “parrocchia dei ragazzi senza parrocchia”. 

È innegabile che oggi tanti ragazzi delle nostre città ci chiedono indirettamente di compiere un’opera di paziente evangelizzazione e fondazione della Chiesa in un gruppo umano (Cost. 30). Non sanno che cosa è il Vangelo e non hanno incontrato la Chiesa; o, se la hanno incontrata, non hanno ricevuto un’accoglienza familiare, di casa, tale da conquistarne la fiducia. Sappiamo che con loro, da una parte siamo chiamati a ripartire dal primo annuncio della fede; e dall’altra siamo chiamati a metterli in condizione di comprendere il dono preziosissimo della vocazione; dobbiamo far loro capire che il Padre li chiama – chiama ciascuno personalmente – ; che in Cristo li ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità (Ef 1,4); e che li ha scelti per un compito unico, irripetibile, originale. 

Il Signore, per intercessione di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, benedica tutti i missionari ad gentes, salesiani e non. Ma benedica anche noi, missionari nei nostri ambienti, quartieri e città , chiamati ad annunciare la Buona Notizia della fede a tanti ragazzi non ancora raggiunti dal Vangelo. 

Con affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Borgomanero: visita dell’Ispettore, cena di comunità sulla Palestina e Open Day

Notizia a cura dei salesiani di Borgomanero.

***

Una cena di comunità con tutti i docenti, Salesiani e l’Ispettore don Leonardo Mancini è stato il momento di autentico confronto come i docenti, in ambito educativo, possano rispondere e proporre correttamente i temi relativi al conflitto in Terra Santa ed in generale alle guerre in corso.

I docenti hanno approfondito la questione Israelo-Palestinese, chiesto informazioni sulle attività delle Case Salesiane in quei territori, dimostrato voglia di saperne di più ed anche di visitare quei luoghi.

Don Leonardo ha risposto alle domande dei docenti, richiamando alla funzione educativa della scuola, al dovere di proporre i valori fondanti il carisma salesiano, applicandoli nelle diverse circostanze e raccontando l’impegno delle Case salesiane in Palestina.

Sabato 25 ottobre, il primo Open Day della Scuola Media per presentare le tre nuove sezioni: Plus, Language Lab, Smart: nella giornata si sono alternate più di 250 persone.

Lettera dell’Ispettore – Settembre 2025

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di settembre 2025.

Valdocco, 11 settembre 2025

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,

eccoci nuovamente all’inizio di un nuovo anno educativo-pastorale: formativo, scolastico, universitario, oratoriano o parrocchiale… È vero che questa lettera viene scritta in corrispondenza dell’inizio di Scuola/FP, e che quindi sembra possa riguardare più direttamente questi ambienti educativi; ma – come scrivevo già lo scorso anno – la scelta della data è simbolica e la lettera vuole “celebrare” la ripresa di tutte le attività. Lo dico ben sapendo che scuole e CFP stanno già al lavoro; che negli oratori “settembriadi”, olimpiadi o simili hanno già accolto tanti ragazzi; e che esistono attenzioni pastorali che non vanno mai in vacanza: parrocchie e comunità per minori in primis. Dunque, si riparte… o si continua a camminare!

Lo facciamo in un anno, il 2025-2026, nel quale

  • la Congregazione Salesiana ricorda in tutto il mondo il 150° anniversario della prima spedizione missionaria, in Patagonia;
  • la Pastorale Giovanile nazionale ci invita ad essere Saldi nella fede, con lo slogan Alzati e vai!;
  • la nostra Ispettoria chiede a tutte le opere/CEP di consolidare l’animazione Vocazionale locale.

L’esperienza della missione desiderata e realizzata da Don Bosco dunque ritorna come memoria ma anche come sfida; e noi oggi, a distanza di 150 anni dal primo invio di missionari, continuiamo a costituire ed abitare tanti “avamposti” di annuncio del Vangelo, presentato secondo i colori carismatici della tavolozza educativo-pastorale salesiana, in ogni nostra singola presenza sul territorio.

Ci sentiamo – per fede e nella fede, con umiltà e gioia – inviati dal Signore, che ci ha chiamati a seguirlo nella Famiglia Salesiana, in diversi stati di vita, ma tutti uniti dal comune obiettivo della salvezza dei giovani, che desideriamo rendere felici nel tempo e nell’eternità.

Saldi nella fede, sappiamo che uno dei doni più grandi che possiamo offrire ad un/a giovane è aiutarlo/a a comprendere che cosa Dio vuole dalla sua vita. Vogliamo mettere ogni giovane in condizione di ascoltare il Signore; offrirgli l’opportunità di conoscere il Dio di Gesù Cristo, di entrare in dialogo con Lui, di lasciarsi conquistare dal Suo amore fino a condividere la Sua stessa passione per la salvezza dell’uomo, all’interno di una vocazione specifica. Questo ci impegna prima di tutto a vivere con amore e fedeltà la nostra vocazione; poi a stare con loro, da compagni di viaggio della loro vita, come Gesù sulla via di Emmaus; e contemporaneamente, a formare persone solide dal punto di vista relazionale, educativo e culturale, per ciò che concerne la dimensione umana; ma anche solide dal punto di vista spirituale e vocazionale. E cioè convinte che cogliere la chiamata di Dio sulla propria vita e viverla, è un dono/impegno che permette di far fiorire la propria esistenza, e di condurla alla pienezza del Vangelo.

Tutte le nostre attività educative e pastorali sanno di dover tendere a questo. Non significa che riusciremo sempre a raggiungere tutti; e neanche che tutti aderiranno alle nostre proposte; significa però che noi avremo posto tutti in condizione di mettersi in ascolto di Dio, consegnando una domanda fondamentale alla libertà della loro coscienza e facendo scoprire l’unicità di ogni vita, come anche il desiderio che Dio ha di raggiungere ciascuno/a di noi personalmente, ed intessere un dialogo profondo, intimo in cui assicurarci che siamo figli amati.

Ecco, questo è il mio augurio a tutti noi, come singoli e come CEP: che riusciamo nella nostra missione di credenti, a donare ai giovani la consapevolezza gioiosa che sono chi-amati da Dio, ciascuno in modo assolutamente unico e originale.

Grazie per la vostra passione educativa, per la vostra professionalità, per la vostra adesione cordiale al carisma salesiano, per la vostra fede in Gesù Cristo. Grazie per il tempo e le energie di mente, di cuore e di mani che spenderete anche in quest’anno per accompagnare i tanti ragazzi e ragazze che popolano e popoleranno le case salesiane.

Buon anno allora a tutti/e voi, e buon lavoro educativo-pastorale. Chiediamo a Don Bosco e a Maria Ausiliatrice, sua Madre e Maestra, che ci aiutino a vivere la nostra vocazione; e ad aiutare i giovani la scoprire la loro. Siamo Chiamati per chiamare.

Con grande stima, affetto e riconoscenza,

Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Giugno 2025

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di giugno 2025.

Torino-Valdocco, 29 giugno 2025
Solennità dei Ss. Pietro e Paolo

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi.

Durante il mese di giugno la liturgia ci ha accompagnato, educato, sostenuto, arricchito, con la celebrazione di grandi solennità: Pentecoste, Trinità, Corpus Domini, Sacro Cuore, Ss. Pietro e Paolo. Certamente avevamo e abbiamo bisogno di questo sostegno, anche perché, contemporaneamente alle celebrazione delle feste menzionate, le nostre opere hanno continuato a lavorare a pieno ritmo: le realtà di educazione formale e sistematica (CFP, Scuola, Università) sono state chiamate – ed in parte lo sono ancora – a tirare le fila del lavoro svolto lungo l’anno con scrutini, esami e verifiche di ogni genere; negli Oratori sono in corso le diverse Estate Ragazzi, che portano in casa tanta vitalità ma che nel contempo richiedono energia e creatività, oltre che una sempre rinnovata attenzione educativa e pastorale; ogni altro ambiente educativo-pastorale (Parrocchia, Case per ragazzi in difficoltà, ecc.) sta proseguendo nel proprio servizio, dando risposte antiche e nuove alle necessità del popolo di Dio, in particolare del mondo giovanile. Sostenuti e incoraggiati dalla potenza dello Spirito continuiamo dunque le diverse attività educative e pastorali, avendo ben chiaro perché e per chi le compiamo. Il perché e il per chi ce lo ricorda bene il primo articolo delle Costituzioni Salesiane:

Con senso di umile gratitudine crediamo che la Società di san Francesco di Sales è nata non da solo progetto umano, ma per iniziativa di Dio. Per contribuire alla salvezza della gioventù, «questa porzione la più delicata e la più preziosa dell’umana società», lo Spirito Santo suscitò, con l’intervento materno di Maria, san Giovanni Bosco. Formò in lui un cuore di padre e di maestro, capace di una dedizione totale: «Ho promesso a Dio che fin l’ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani». Per prolungare nel tempo la sua missione lo guidò nel dar vita a varie forze apostoliche, prima fra tutte la nostra Società. La Chiesa ha riconosciuto in questo l’azione di Dio, soprattutto approvando le Costituzioni e proclamando santo il Fondatore. Da questa presenza attiva dello Spirito attingiamo l’energia per la nostra fedeltà e il sostegno della nostra speranza.

Lo Spirito dunque, sempre vivo e vivificante, opera nella Chiesa, opera in noi e attraverso di noi. Questo
ci dona energia e sostiene la nostra speranza!

I luoghi salesiani sono un segno evidente di come lo Spirito ha operato e continua ad operare. Approfitto di questa lettera per comunicarvi una notizia relativa proprio ai luoghi salesiani. Nel documento Orientamenti per il luoghi salesiani, approvato nel Consiglio Generale lo scorso 23 gennaio e riguardante in particolare Valdocco, Colle Don Bosco e Chieri, si faceva cenno alla figura del “delegato del Rettor Maggiore per i luoghi salesiani”. Con lettera del 5 giugno 2025 don Stefano Martoglio, Vicario del Rettor Maggiore, ha comunicato che questo incarico è stato assegnato a don Silvio Roggia, attuale Consigliere generale per la Formazione. Sarà lui dunque che avrà il compito di animare, accompagnare e potenziare questa importantissima dimensione per tutta la Congregazione.

È importante infine segnalarvi che don Vincenzo Nguyen Kim Hoan, confratello vietnamita missionario da molti anni in Lituania, ha ricevuto dal Rettor Maggiore l’obbedienza per andare a lavorare in Africa. Partirà da Vilnius il 3 luglio prossimo. Lo salutiamo con grande affetto e con tanta gratitudine per il servizio che ha offerto in terra lituana; e gli auguriamo che possa annunciare il Vangelo in stile salesiano con gioia ed efficacia anche nel non facile contesto del Sud Sudan.

Prima di salutarvi, vi chiedo di unirci a Papa Leone XIV nella preghiera per la pace, ricordando tra gli altri anche i giovani, i confratelli e i laici corresponsabili che si trovano in Medio Oriente e che sono fortemente provati a causa della profonda instabilità che caratterizza la loro terra, che è anche la terra di Gesù e della Bibbia.

Con grande affetto in Don Bosco,

Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP