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Lettera del nuovo Ispettore don Giorgio Degiorgi

Si riporta di seguito la prima lettera del nuovo Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Giorgio Degiorgi.

Valdocco, 18 luglio 2026
Memoria di San Federico di Utrecht

Servire con gioia, custodire il tempo

Lettera dell’Ispettore

Cari confratelli,
cari laici corresponsabili,

vi scrivo al termine di una giornata intensa, nella quale mi sono sentito accompagnato dalla vostra preghiera e dal vostro affetto. Davanti al quadro di Maria  Ausiliatrice prima e successivamente accanto all’urna di don Bosco ho chiesto il dono della  paternità e la virtù della prudenza. Iniziamo insieme questo cammino orientando la nostra  vita a Dio per il bene dei giovani. 

Vi raggiungo nel pieno dell’attività estiva nella quale, in modalità diverse e con la fantasia che contraddistingue il nostro agire pastorale, ci doniamo ai ragazzi e ai giovani: dai  centri estivi ai campi scuola, dai pellegrinaggi alla programmazione del nuovo anno  pastorale.  

  1. SERVIRE IL SIGNORE NELLA GIOIA 

Don Bosco ci ha indicato la via di una santità quotidiana che si traduce nel dono di sé per amore del Signore. Vogliamo vivere verso i giovani l’esortazione di San Paolo: «Siamo i  vostri servitori per amore di Gesù» (2Cor 4,5). Sono settimane, infatti, in cui i cortili delle nostre  case sono pieni di voci, di giochi, di relazioni e di tanto lavoro. È il miracolo di Valdocco che si  compie di nuovo sotto i nostri occhi.  

In questo contesto impegnativo e ricco di potenzialità vi invito a porre attenzione speciale alla crescita degli animatori in questa età della vita in cui mettono in gioco la loro  libertà per scelte di bene. Mi permetto di sottolineare alcuni atteggiamenti. 

  • Accompagnamento e presenza. Essere salesiani e educatori nel nome di don Bosco  significa stare in mezzo ai ragazzi con amorevolezza, non come semplici supervisori, ma  come guide che conoscono per nome chi viene loro affidato. L’attenzione al singolo, che non  deve mai farci dimenticare tutto il resto, è la caratteristica che rende significativi i nostri  ambienti.
  • Scuola di gratuità. Queste settimane possono essere esperienza concreta per i giovani che  collaborano alla nostra missione di passare dal semplice “fare attività” al “donarsi per amore”.  Aiutiamoli a riflettere sulla fatica e sulla gioia del servizio, sul valore della gratuità perché  possano diventare una vera e propria scuola di vita e di discernimento vocazionale. Ci può  aiutare la rilettura del sogno di don Bosco delle “tre fermate”: i lupi diventano agnelli e gli  agnelli diventano pastori.
  • Cura spirituale. Non dimentichiamo di offrire loro spazi di preghiera ben curata e di dialogo  personale. Sostiamo accanto a loro con pazienza e fiducia, senza paura di correggerli,  sfidandoli ad assumersi responsabilità, osando chiedere loro molto, con la certezza che ogni  errore o momento critico sia un’occasione di crescita e maturazione. L’estate può essere il  tempo per potere fare loro proposte per il prossimo anno pastorale: l’impegno costante nella propria casa salesiana, la richiesta della fedeltà agli impegni presi, la cura di un gruppo, la  partecipazione alle attività ispettoriali e tanto altro ancora.
  1. CUSTODIRE IL TEMPO, DONO DEL SIGNORE 

Il Capitolo Generale 29.mo, con il tema «Appassionati per Gesù Cristo, dedicati ai giovani», ci ha rivolto un appello alla conversione del cuore e delle nostre prassi quotidiane. Il  CG29 ci esorta a non creare mai una dicotomia tra ciò che siamo e ciò che facciamo, ma a  trovare in Cristo la sintesi profonda del nostro operare. Siamo chiamati a trovare un equilibrio  tra missione, preghiera e vita fraterna. L’estate è il tempo favorevole per recuperare questa  armonia. Abbiamo bisogno di tempo per stare insieme come confratelli senza l’ansia  dell’agenda, per condividere la missione, la tavola, il cammino, la distensione e la verifica  fraterna in un clima di semplice familiarità. 

L’estate non è una “pausa” dalla nostra missione di consacrati, ma un tempo qualitativamente diverso che il Signore ci affida. È uno spazio di grazia che esige una  profonda responsabilità: quella di saper custodire e valorizzare ogni giornata per la nostra crescita umana, spirituale e comunitaria. 

Vi propongo, pertanto, di trascorrere questo tempo estivo con alcune sottolineature che, seppur in modo diverso, sono da vivere sia nella vita consacrata, sia nella vocazione  laicale: 

  • La preghiera come riconoscimento del primato di Dio. Durante l’anno il ritmo frenetico  rischia di distrarci dall’essenziale. L’estate è il tempo favorevole per restituire il primato a  Dio nella nostra vita. Curiamo in modo particolare la preghiera personale, la meditazione, la  liturgia delle ore, gli esercizi spirituali. Senza questo contatto vivo con il Signore Gesù,  corriamo il rischio di ridurci a organizzatori di eventi, perdendo la nostra identità di educatori  pastori.
  • Il riposo come custodia della vita. Un salesiano stanco e demotivato fatica a trasmettere la  gioia del Vangelo. Il riposo, nella nostra tradizione, è “ricaricare le lampade di olio” per  continuare la nostra missione caritativa per i giovani. Prendetevi cura della vostra salute con  quel riposo che ristora il corpo e lo spirto, magari passando alcuni momenti con le persone  che non si riesce a vedere spesso durante l’anno. Qualche buona lettura aiuterà a  comprendere meglio la realtà.
  • La responsabilità del buon uso del tempo. Don Bosco ha sempre esortato a fuggire l’ozio.  Usare bene il tempo libero significa saperlo orientare alla bellezza della fraternità, alla  formazione personale e alla gratuità. Evitiamo le dispersioni che impoveriscono lo spirito e  cerchiamo invece ciò che edifica, pacifica e unisce la comunità.

Infine, per alcuni confratelli, l’estate porta con sé la sfida di cambiare casa e obbedienza. Sono momenti che possono diventare occasioni di testimonianza per chi ci sta  accanto nella misura in cui ci apriamo con obbedienza alla volontà di Dio. Questi  cambiamenti ci aiutano a risvegliare la nostra passione apostolica e a rimetterci totalmente  nelle mani del Signore. 

  1. I PROSSIMI APPUNTAMENTI 

Ricordo alcuni appuntamenti che riguardano il periodo estivo e la ripresa dell’anno pastorale. Alcuni sono da mettere per tempo nei calendari delle nostre comunità.

Dal 27 luglio al 3 agosto un gruppo di universitari, accompagnati da alcuni confratelli e consorelle, vivranno l’esperienza di un tratto del “cammino di Santiago”. Auguriamo loro  che siano giorni di riflessione e di scoperta interiore, di una profonda esperienza della Parola  di Dio e del silenzio. 

Dal 9 al 13 agosto vi sarà il pellegrinaggio dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano a Monaco di Baviera. Quest’anno il tema scelto sarà “Uno spirito forte, un cuore  che ama”. L’esempio dei “ragazzi della rosa bianca”, la testimonianza di fede di Benedetto  XVI, la profondità della figura di Romano Guardini, saranno modelli per ricercare e  testimoniare la Verità che rende liberi. 

Come ormai da alcuni anni il 16 agosto, al Colle don Bosco si celebrerà il ricordo della nascita di don Bosco, con la Santa Messa presieduta dal Vicario Generale, Don Stefano  Martoglio. 

Suor Maria Giovanna Mammarella inizierà il servizio di Ispettrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte lunedì 24 agosto, alle ore 15.30, con la Santa Messa nella Basilica di  Maria Ausiliatrice. Assicuriamo a sr. Maria Giovanna la nostra preghiera e il nostro ricordo.  Mentre ringraziamo ancora sr. Emma per essersi donata ogni giorno nella fedeltà  all’obbedienza ricevuta. Continueremo a costruire insieme la famiglia salesiana nel nostro  territorio nella condivisione dello stesso carisma e nella passione apostolica verso i giovani. 

Il 29 agosto ci troveremo per affidare il nuovo anno pastorale a Maria Ausiliatrice e per vivere l’Assemblea Ispettoriale dei confratelli.  

Il 5 settembre, a Valdocco, è in programma l’incontro dei consigli delle CEP, con un momento di formazione da parte di don Andrea Bozzolo, Rettore dell’Università Pontificia  Salesiana. Ci confronteremo insieme a lui sul modo di vivere lo stile educativo del sistema  preventivo. È il tema che approfondiremo nel prossimo anno pastorale che segnerà anche il  cammino di formazione delle nostre Comunità Educative Pastorali. 

La giornata di ente del CNOS-FAP si svolgerà il 9 settembre, sempre a Valdocco, con questa tema: “Ecco il tuo campo, riconoscere per educare/formare”. In quella giornata  affideremo l’anno formativo a don Bosco e a Maria Ausiliatrice con la Santa Messa.

Infine, il 12 settembre, al Colle don Bosco, vi sarà l’Mgs day e al pomeriggio la professione perpetua di Antonio Squillace (ICP), Velankanniraj Jesuray (INT), Noel Andrew Clement (RMG-Pakistan), Thomas Warwara (PSG/PNG). Accompagniamo i nostri confratelli  in questo passo in cui per sempre si donano a Dio nella Congregazione Salesiana: la loro vita  sia tutta consegnata al Signore e offerta ai giovani con il cuore di don Bosco!  

In Don Bosco, con affetto fraterno,
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore

Lettera dell’Ispettore – Luglio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di luglio 2026.

Torino-Valdocco, 15 luglio 2026
Memoria di San Bonaventura

A Confratelli salesiani,
Componenti della Famiglia Salesiana,
Laici corresponsabili
e Giovani di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Questa mia lettera vuol essere principalmente un rendimento di grazie a Dio per i sei anni trascorsi insieme  con voi (otto in Piemonte, se si considera anche il tempo da me vissuto in Noviziato); ma sento il bisogno  di introdurmi con una richiesta di perdono per tutto quello che in questi anni avrei dovuto o potuto fare  e non ho fatto, per quanto ho fatto di sbagliato; per quanto ho fatto ma avrei potuto svolgere con più cura  e impegno; chiedo perdono specialmente se i miei comportamenti hanno causato sofferenza ingiustamente.  Avrei certamente potuto curare con più energia e determinazione preghiera, relazioni, scelte pastorali di  animazione e governo, accompagnamento di persone, comunità e opere, riflessioni e progettazioni a lungo  termine… Vi chiedo scusa per quando questi comportamenti maldestri sono stati causati, oltre che da limiti personali invincibili, anche da mie scelte deliberate. 

Fatta tale doverosa premessa, non posso che rendere grazie a Dio per questi sei anni di vita durante i  quali il Signore mi ha messo alla prova (non ero profeta, né figlio di profeta…). Il Signore cercava uno che  dimostrasse concretamente che la potenza di Dio si rivela nella debolezza dell’uomo, nella mia debolezza;  e mi ha chiamato. Nei sei anni si sono alternati momenti di gioia e di fatica, di sicurezza e di incertezza, di  energia e di stanchezza, di entusiasmo e di abbattimento; mai di noia! Ringrazio Dio perché è stato paziente  con me e ha preso tante volte per mano la mia fragilità. Ritengo che questo tempo sia stato per me una  forte esperienza di Dio; un tempo in cui Lui mi ha chiesto di affidarmi e fidarmi di più… Come ho  risposto? Mi sembra di averci messo impegno, di aver dato tutto quel che potevo: ho cercato di pormi al servizio di Dio, dei confratelli, dei giovani, dei laici corresponsabili, della Famiglia Salesiana, della missione  insomma; questo naturalmente non vuol dire che io abbia fatto bene, ma che almeno ci ho sinceramente  provato. 

Ringrazio quelli che hanno pregato per me, in particolare i confratelli della Comunità Andrea Beltrami  e Beato Filippo Rinaldi; sono certo che senza la loro preghiera e quella di tanti e tante di voi sarei venuto  meno lungo il cammino. Badate bene, conviene sempre pregare per l’ispettore (presente o futuro che sia),  anche perché se l’ispettore combina guai le conseguenze ricadono su tutti… dunque se avete pregato per il  sottoscritto avete fatto bene a me, ma anche a voi stessi! Vi assicuro che pure il sottoscritto ha pregato  spesso per voi; e che continuerà a pregare anche dopo per voi, per il legame fraterno e spirituale che si è  instaurato. Vi chiedo perciò – in una logica di reciprocità evangelica – di ricordarmi ogni tanto nella vostra  preghiera, perché io possa svolgere secondo la volontà di Dio il nuovo compito che mi è stato affidato.

Ringrazio i miei confratelli uno per uno, e non perché con tutti io sia riuscito ad avere un rapporto  buono; ci sono state tensioni più esplicite con alcuni (mi sembra poche) e tensioni rimaste più nascoste,  implicite, con altri. Vi ringrazio comunque però, perché nella stragrande maggioranza delle relazioni ho  trovato disponibilità al dialogo onesto e franco; e apertura a venire incontro alle esigenze della missione in Ispettoria.

Tra i confratelli desidero ringraziare innanzitutto il Rettor Maggiore precedente e attuale, il loro Vicario e il Consigliere Regionale della Mediterranea, che in questi anni non hanno mancato di far sentire la loro  vicinanza. 

Un ringraziamento tutto particolare poi è per me doveroso – ma ancor più è un’esigenza dell’anima – rivolgerlo a quei confratelli con i quali in questi anni ho vissuto a contatto più stretto e collaborato in  modo più intenso nel Consiglio ispettoriale: a loro va la mia riconoscenza sentita e fraterna. Don Michele Molinar, che ha svolto l’incarico di Vicario ispettoriale con grande passione, sacrificio, creatività e spirito  di fraternità. Don Giorgio Degiorgi, col quale abbiamo affrontato il nodo degli aspetti economici,   amministrativi e gestionali: Don Giorgio ha svolto un lavoro molto grande per mole, qualità ed efficacia. Don Alberto Goia, per il servizio intelligente, progettuale e comunionale nella PG; con lui sono stati avviati  e realizzati alcuni progetti pastorali importanti per la vita dell’ICP. Don Claudio Belfiore, che in questi  anni ha offerto al Consiglio ispettoriale l’apporto prezioso della sua esperienza di vita salesiana, a partire  dalla prospettiva della Formazione Professionale. Don Alessandro Borsello, Don Alberto Martelli, il Sig.  Alessandro Parolini (e prima ancora Don Mauro Balma, Don Stefano Mondin, il Sig. Lucio Reghellin e  don Claudio Durando). Sono molto riconoscente a tutti per lo stile collaborativo e comunionale che abbiamo vissuto nel Consiglio in questi anni. Un augurio fraterno rivolgo ai consiglieri recentemente  nominati: Don Riccardo Frigerio e Don Fabio Mamino: vi auguro di poter supportare con grande impegno  e senso di responsabilità il servizio di Don Giorgio. Non posso infine non ringraziare Don Paolo Camussi, che ha vissuto il compito di Segretario Ispettoriale con tutta la sua competenza e saggezza. Grazie anche a Don Fabiano Gheller e Don Matteo Vignola, che, pur non essendo consiglieri, hanno  però lavorato intensamente nel Centro ispettoriale per la CP e l’Animazione Vocazionale. Un grazie infine altrettanto doveroso e sentito va al “Senato” dell’Ispettoria, e cioè al gruppo dei  Direttori; in questi anni so di aver chiesto ad alcuni di loro compiti particolarmente onerosi: il Signore ve  ne renda merito. Ho trovato in voi disponibilità e generosità, e vi ringrazio di cuore; come pure ringrazio  per i consigli che alcuni di voi hanno saputo offrire nei nostri incontri ispettoriali o a livello personale, a  beneficio mio e di tutta l’ispettoria. 

Bello e intenso ritengo sia stato anche il rapporto con alcuni/e componenti della Famiglia Salesiana (grazie Suor Emma!) e con i numerosi laici corresponsabili, in particolare con coloro che guidano opere  ad affidamento laicale. Vi ringrazio sia per l’impegno di custodia e trasmissione del carisma, sia per le  relazioni schiette e durature che nel tempo abbiamo instaurato. 

Ringrazio infine (the last but not the least!) i giovani, quelli impegnati più direttamente nel MGS e tutti i  ragazzi e giovani incontrati in questi anni nella Comunità Proposta, a Valdocco, nelle opere, nei campi  estivi, nei pellegrinaggi e nelle altre manifestazioni ispettoriali: so che i miei incontri con loro sono stati  oggettivamente pochi; tuttavia dico con forza: carissimi giovani, vi ho portato, vi porto e vi porterò sempre nel  cuore: siete la speranza della Chiesa e del mondo, e sorgente di grande gioia per me e per tutti i salesiani. Ci sono  tanti, tantissimi giovani, che hanno raccolto o che sono pronti a raccogliere il testimone del carisma di Don  Bosco nelle diverse vocazioni in cui esso si esprime. Rendo lode a Dio per tutti loro e li ringrazio per la loro  testimonianza cristiana e salesiana, oltre che per la loro presenza amichevole e gioiosa nella mia vita. 

Carissimi, in questi sei anni mi sono sentito serenamente accolto e ho potuto conoscere in modo  approfondito il territorio di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Ho imparato ad amare profondamente  questa terra e naturalmente le persone che la abitano. Qui mi sento a casa mia e credo che continuerò a  sentirmi a casa mia anche quando vi tornerò in seguito, partendo dal luogo dove l’obbedienza a breve mi  condurrà. L’ICP è una bellissima ispettoria, di cui essere umilmente e convintamente orgogliosi! A  cominciare dalla significatività carismatica unica al mondo derivante dalla presenza dei luoghi delle origini  e del primo sviluppo del carisma (è un dono grande per me poter abitare dove Don Bosco è vissuto e ha  operato!); a seguire con l’abbondanza dei tanti esempi di santità offertici dai santi sociali vicini a Don Bosco (il chilometro quadrato della carità, come ha definito il Cardinal Repole la zona in cui è inclusa Valdocco);  a proseguire con le tante bellezze naturali e storico-artistiche, con le realizzazioni industriali…  

Bellissime poi sono le nostre opere: alcune belle anche artisticamente; ma belle soprattutto per le persone  che le compongono, a cominciare dai ragazzi; e belle per la progettualità e l’azione educativo-pastorale che  portano avanti. Questo non significa che il lavoro sia semplice e che non ci sia bisogno di migliorare: grandi  sono le sfide che le CEP devono quotidianamente affrontare; quanto lavoro da parte dei confratelli e dei  laici corresponsabili, quanto lavoro da parte dei componenti della Famiglia Salesiana e dei giovani più  impegnati! Esistono tante attività educativo-pastorali sul territorio, a testimonianza del grande impegno  profuso da tutti per il bene dei ragazzi e della gente. Bisogna rendere merito al sacrificio di numerose  persone che hanno donato la vita e continuano a donarla perché si realizzi sempre più concretamente il  regno di Dio in mezzo alla gente di questa porzione di mondo.  

Particolarmente belle sono quelle opere dove si lavora per i giovani più poveri, che riservano loro una  progettualità particolare, che sanno indirizzare per loro energie rinnovate. Don Bosco diceva “basta che  siate giovani perché io vi ami assai”, e quindi tutti i giovani si trovano nell’orizzonte della spiritualità e  dell’azione pastorale salesiana; ma diceva anche che la gioventù pericolante era quella che doveva essere  privilegiata dalla nostra attenzione educativa: dunque ben vengano opere attente a tutti i giovani, ma che  custodiscano comunque e sempre al proprio interno un’attenzione preferenziale progettuale per quelli più  poveri.

Come personale augurio e incoraggiamento per ciascuno di voi (lo dico per tutti, ma specialmente per  i confratelli) mi sento di dire questo: vi auguro di vivere con sempre rinnovata passione il carisma di Don  Bosco, il Da mini animas cetera tolle. Vi auguro di non lasciar spegnere mai dentro di voi il fuoco che il  Signore vuole continuare a tenere acceso – o vuole accendere ex novo – nel nostro territorio, tra le tante  persone, specialmente giovani, che Lui ha voluto e vuole continuare ad affidarci. Vi auguro di rimanere  sanamente inquieti se non riuscite a raggiungere, ad avvicinare, a dialogare con i giovani! Siamo chiamati a questo, non dimentichiamoci di rimanere in ascolto degli appelli che il Signore – attraverso i giovani – ci  indirizza. La vitalità del carisma di conseguenza comporta – per il Centro ispettoriale, le comunità religiose  e le CEP – anche una costante attenzione al ridisegno delle nostre presenze, e cioè al ripensamento  continuo sia dell’efficacia pastorale delle opere o dei settori posti all’interno di esse, sia della qualità di vita  fraterna che riusciamo a generare. 

Ai corresponsabili della missione (consacrate/i o laici che siano) auguro – perché ce lo chiede la storia, in  cui abita il Signore – di lavorare sempre più insieme (sdb, consacrate/i, laici, giovani), e di prepararci  alla missione attraverso una formazione condotta anch’essa insieme e messa gradualmente a sistema.  Ciò comporta sia un accompagnamento sempre più calibrato alle opere e ai settori guidati direttamente da  laici corresponsabili; sia un modo diverso di intendere il “potere”, la responsabilità, il governo. Siamo  chiamati a sperimentare una sorta di contaminazione dell’idea di governo” così come la abbiamo intesa  fino ad ora; parlo di una modalità di governo che non è attualmente codificata, ma che è da ricercare con  saggio discernimento (per esempio nel rapporto tra Consiglio locale e Consiglio della CEP). Per rinnovare  la missione non mi pare ci sia altra strada – se vogliamo essere veramente efficaci – di quella di mettere  insieme le forze delle diverse vocazioni nella CEP!  

Circa i destinatari, vi auguro di poter conservare e rafforzare il desiderio e la scelta di lavorare per i  ragazzi più poveri, quelli che nessuno è interessato a rubarci… ma che sono invece particolarmente cari  agli occhi e al cuore di Dio. Oso rivolgervi (ai consacrati in particolare) ancora un altro augurio: che possiate  accogliere sempre più giovani in casa nostra, scegliendo di condividere con loro diversi momenti della  nostra vita; alcune comunità già lo facevano, altre hanno ripreso a farlo con modalità innovative, altre  ancora stanno provando a progettarlo; credo sinceramente che la nostra efficacia pastorale e il  rinnovamento del nostro carisma passi anche attraverso questa scelta di “contaminazione fraterna”  fortemente desiderata da Don Bosco. 

Permettetemi un penultimo saluto e augurio affettuoso a Pierluigi Livani che incomincerà il cammino  di Noviziato l’8 settembre; al futuro professo perpetuo Antonio Squillace; ai diaconi Don Tomas Kivita e  Don Alessio Moretto che si preparano a ricevere l’ordinazione sacerdotale.

Lultimo pensiero va a Don Giorgio Degiorgi: il Rettor Maggiore lo ha scelto per l’ICP nella certezza che farà molto bene all’Ispettoria: sapete certamente che Don Giorgio è una persona ricca di qualità umane  e spirituali, è stimato da tutti, ha il cuore rivolto ai ragazzi più poveri come Don Bosco e desidera seguire  

il Signore con grande passione e fedeltà. Però – dirò un’ovvietà, ma la dico lo stesso – all’ICP non sarà sufficiente il solo suo impegno (che ci sarà, e sarà certamente tanto, anzi, sarà totale!), se accanto a lui non  si vedrà contemporaneamente la collaborazione e l’impegno di tutti; la forza della comunione, del vivere e  lavorare insieme, sarà la carta vincente per far continuare a crescere questa particolare porzione di Chiesa,  che ha il mandato di trasmettere il carisma salesiano nel territorio della ICP. Buon lavoro allora, carissimo  Don Giorgio, e buon lavoro a tutti voi nella vigna del Signore; un Lavoro che certamente si si abbinerà al  Pane e al Paradiso (cfr il Campo PLP…). 

Per l’insediamento di don Giorgio come sapete ci diamo appuntamento sabato 18 alle 11, nella  basilica di Maria Ausiliatrice. Seguirà un pranzo a buffet per tutti. È un momento molto importante di  comunione per l’Ispettoria: spero dunque che riusciremo a essere presenti in massa, sia come SDB che  come CEP. 

Un grande abbraccio a tutti, unito all’augurio di poterci incontrare in occasione di qualche vostra visita  a Roma, magari nel Comprensorio Callistiano. 

Il Signore vi benedica e vi protegga, Maria Ausiliatrice sia per voi Madre e Maestra; Don Bosco rimanga  il modello da seguire e colui che ci insegna la passione per la salvezza terrena ed eterna dei giovani, nel  cercare la quale troviamo la nostra personale salvezza. Buon cammino nell’infinito mistero di Dio! 

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 Con tanto affetto e riconoscenza in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Ingresso dell’Ispettore: Basilica Maria Ausiliatrice, 18 luglio 2026

La mattina di sabato 18 luglio, alle ore 11.00, la Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco accoglierà l’inizio del mandato di don Giorgio Degiorgi come nuovo Ispettore dell’Ispettoria ICP.

Durante l’Eucaristia, presieduta dal Consigliere Regionale, don Juan Carlos Pérez Godoy, don Giorgio inizierà ufficialmente il suo servizio di guida per l’Ispettoria del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. Un passaggio importante, vissuto nella cornice spirituale e familiare di Valdocco, dove tutto parla ancora oggi del carisma di Don Bosco.

Le comunità religiose e le CEP saranno presenti per accompagnare don Giorgio con la preghiera e l’affetto, ringraziandolo per la sua disponibilità e affidando al Signore il suo nuovo compito.

La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Basilica e in tv su Rete 7.

 

 

Lettera dell’Ispettore – Giugno 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di giugno 2026.

Torino-Valdocco, 28 giugno 2026

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Mentre le nostre case e attività continuano a essere affollate di ragazzi (Estate Ragazzi, esami, campiscuola e quant’altro), prosegue anche il rinnovamento della composizione delle comunità religiose ed educativo-pastorali per il prossimo anno.

I processi di cambiamento sono delicati: cambiare comunità, città, tipologia di servizio educativo-pastorale, è comunque e sempre un piccolo o grande passaggio esodale; si lascia qualcuno e qualcosa a cui si è affezionati, abituati, su cui ci si è modellati; per andare verso un nuovo orizzonte almeno in parte ignoto. La tentazione di voler rimanere su un terreno conosciuto, il timore di perdere le proprie sicurezze, o di non riuscire ad affrontare le nuove sfide, è sempre possibile e in agguato; come è altrettanto possibile – e presente in tanti – il desiderio di rinnovarsi, di ricevere una nuova opportunità, di riformularsi in base a una nuova comunità e missione, di lasciarsi plasmare dallo Spirito che invia e chiede di fidarsi e camminare da pellegrini, indicando una nuova terra, nuovi compagni di viaggio e nuovi destinatari.

Se sono delicati i processi legati alle obbedienze, sono ancor più delicati i processi che stanno attraversando le opere di Cumiana e di Vercelli, dove – come già vi scrivevo in maggio – a partire da settembre verrà sospesa la comunità salesiana. Tutti i confratelli e diversi laici sono coinvolti direttamente in questo passaggio di consegne: vorrei però ringraziare in modo particolare per il loro servizio i direttori salesiani di Cumiana e Vercelli, don Pietro Migliasso e don Claudio Giovannini; e contestualmente desidero augurare buon lavoro al Prof. Mauro Pace, per tanti anni docente e preside a Valsalice, a cui è stata affidata la futura direzione dell’opera di Cumiana: grazie per aver accolto questa nuova sfida. Per l’opera di Vercelli al momento abbiamo nominato il nuovo direttore del CFP nella persona del Prof. Roberto Battistella, attualmente direttore del CFP di Vigliano Biellese; non abbiamo però ritenuto al momento opportuno nominare un “direttore di Opera”, analogamente a quanto avviene negli altri nostri CFP di Saluzzo, Savigliano e Serravalle, dove non è presente una comunità salesiana.

Aggiungo ai ringraziamenti anche quello per don Enrico Bergadano: nella lettera in cui indicavo le nuove nomine avevo commesso una dimenticanza e non lo avevo citato tra i direttori che concludono il loro mandato; ma don Enrico per sei anni ha servito i confratelli ammalati di Casa Beltrami con un lavoro infaticabile. Per questo non posso che ringraziarlo di cuore.

Un altro doveroso ringraziamento è il seguente: tra i compiti di animazione che a breve vedranno un avvicendamento, c’è anche quello dell’Animatore Missionario; ringrazio perciò sentitamente don Marco Cazzato, che termina il suo servizio, svolto in questi anni con grande passione e competenza; e ringrazio allo stesso modo don Riccardo Frigerio, che volentieri assume questo nuovo compito.

Passiamo dai ringraziamenti alle richieste di preghiera.

La prima richiesta riguarda naturalmente la preghiera per il carissimo don Giorgio Degiorgi, che nella mattina del 18 luglio, durante l’Eucaristia celebrata nella basilica di S. Maria Ausiliatrice e presieduta dal nostro Regionale don Juan Carlos Perez Godoy, inizierà il suo mandato di Ispettore ICP. Saremo presenti tutti dalle nostre comunità religiose e CEP per ringraziarlo della sua disponibilità e per affidare al Signore lui e l’Ispettoria, in questo nuovo tratto del suo cammino.

Una seconda richiesta di preghiera, di tutt’altro tipo, riguarda un evento doloroso: siamo invitati ad unirci al cordoglio della comunità salesiana di Schio e della Ispettoria del Nord Est per la morte (e immediata nascita al Cielo, speriamo con tutto il cuore) di don Francesco Andreoli – incaricato dell’Oratorio di Schio – e di Alberto Fioretto – giovane animatore sedicenne – coinvolti in un incidente stradale giovedì scorso, durante una gita della Estate Ragazzi. Preghiamo perché il dolore dei loro cari, dei confratelli, dei giovani, possa essere foriero di consolazione e fecondo di nuove vocazioni al dono di sé.

Vi segnalo infine una nuova emergenza, che richiede la nostra preghiera e solidarietà: sapete bene che il Venezuela nei giorni scorsi è stato scosso da un terribile terremoto: tanti sono i morti e tante le necessità di aiuto. Al momento non risultano vittime nelle nostre case, ma ci sono ingenti danni alle strutture e c’è bisogno di aiutare la popolazione provata dalla catastrofe subita. La nostra Procura missionaria – Missioni Don Bosco – si è subito attivata; e potete trovare nel link posto qui sotto alcune informazioni sulla situazione e un modo concreto e immediato per poter inviare aiuti. Vi ringrazio in anticipo per la vostra generosità.

www.missionidonbosco.org/progetti/emergenza-terremoto-in-venezuela

 

Maria Consolata, Consolatrice e Ausiliatrice possa assistere e confortare quanti in questo momento sono nella prova. A noi l’invito sollecito a dare una mano per quello che è nelle nostre possibilità.

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Maggio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di maggio 2026.

Valdocco, 31 maggio 2026
Solennità della SS. Trinità

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Siamo alla fine del mese di maggio, durante il quale abbiamo vissuto tanti appuntamenti  importanti, culminati nella solennità di S. Maria Ausiliatrice, quest’anno “abbracciata” dalla solennità  di Pentecoste.  

Mentre chiudiamo il mese con la solennità della SS. Trinità, siamo concentrati sul termine dell’anno  scolastico e formativo, dell’anno catechistico e parrocchiale; pronti per iniziare scrutini, esami, prove di  qualifica… e attività estive: Estate Ragazzi, campiscuola ispettoriali e locali; e chi più ne ha più ne metta. 

In questo periodo certamente si concentrano momenti di verifica dell’anno trascorso e di  progettazione di quello che inizierà a settembre. Anche a livello ispettoriale avviene questo. Ogni  anno comunità, opere, e l’intera ispettoria (anche la stessa Italia salesiana), si ridisegnano, si riprogettano  in modo nuovo; tengono conto di decisioni che, prese a diversi livelli, vanno a trasformare il volto di  opere e istituzioni. 

Per quanto riguarda l’ispettoria il 2026-2027 sarà caratterizzato da alcuni cambiamenti di notevole  importanza. La nostra presenza salesiana di Vercelli vedrà il ritiro della comunità salesiana e la  riconsegna alla Arcidiocesi delle 3 parrocchie e dell’oratorio. Il CFP invece continuerà il suo percorso salesiano, rimanendo come presidio carismatico su questo territorio. Anche la nostra opera di Cumiana vedrà una trasformazione notevole: dal 1° settembre 2026 continuerà a offrire il proprio servizio  educativo, culturale e pastorale, ma verrà affidata a una gestione laicale. 

Sappiamo che queste decisioni – dettate dalla necessità di ridurre il numero di comunità religiose,  perché diminuisce il numero dei confratelli; ma anche dalla consapevolezza che tanti laici corresponsabili  sono maturi, capaci e disponibili a continuare la missione salesiana – non sono mai facili; e, anche se  siamo convinti che si tratta di decisioni necessarie, portano spesso sofferenza e disorientamento. Sento perciò il bisogno di ringraziare di cuore i confratelli di Vercelli e di Cumiana, sia per il servizio educativo-pastorale appassionato, competente e generoso che hanno svolto finora, sia per l’equilibrio, l’intelligenza e la delicatezza con cui stanno affrontando questi particolari momenti di transizione. Ringrazio di cuore anche i laici che si stanno assumendo la responsabilità di continuare la missione salesiana, sia a Vercelli che a Cumiana. Il Signore possa rendere merito agli uni e agli altri. Contestualmente ricordo che abbiamo accolto dall’Arcidiocesi di Torino la proposta di guidare l’unificazione delle parrocchie di Cascine Vica, (ad experimentum, per tre anni). Si tratta di una sfida  che richiede e richiederà preghiera, capacità di ascolto, di comunione e di costruzione di una unica  comunità educativo-pastorale in questo territorio.

Affidiamo a Maria, Madre della Chiesa e Ausiliatrice dei Cristiani, sia le presenze di Vercelli e  Cumiana, sia la presenza di Rivoli-Cascine Vica, nella certezza che ci aiuterà a rendere un servizio  pastorale e carismatico adatto alle necessità del popolo di Dio e in particolare dei giovani. A Lei affidiamo  dunque la vita dei ragazzi, quella di ogni confratello e dei tanti collaboratori e corresponsabili della  missione; quella delle famiglie e di tutte le persone che entrano nelle nostre opere. A Lei chiediamo che  ci aiuti a renderci disponibili al soffio dello Spirito; che ci insegni a disporre il cuore perché esso si lasci  abitare, plasmare e ritmare dal Respiro di Dio: il cuore nostro e “quello” delle nostre comunità religiose,  delle nostre famiglie, delle nostre CEP, dell’intera ispettoria.  

Prima di salutarvi vi ricordo le imminenti Ordinazioni Diaconali del 13 giugno, alle 15.00, nella  Basilica di Maria Ausiliatrice. Preghiamo il Signore per i futuri diaconi, e in particolare per i nostri Tomas  Kivita e Alessio Moretto

Buon mese entrante! 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Aprile 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di aprile 2026.

Valdocco, 30 aprile 2026
Memoria di San Giuseppe Benedetto Cottolengo

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Superata da poco la domenica del Buon Pastore, ci accingiamo a entrare nel mese di maggio. Poiché  quest’anno lo stiamo dedicando in modo particolare al consolidamento della animazione vocazionale locale, è bello  e opportuno ricordare – essendo da poco trascorsa la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni,  coincidente appunto con la IV domenica di Pasqua – che la promozione di tutte le vocazioni, e in  particolare delle vocazioni “apostoliche”, richiede alcune attenzioni fondamentali: richiede 

riflessione e progettazione da parte di ogni comunità educativo-pastorale (lavorando sulla dimensione  vocazionale del PEPS); richiede l’elaborazione e la realizzazione di itinerari di educazione alla fede che  conducano alla maturazione di atteggiamenti che favoriscono nei giovani il dialogo con Dio e specialmente  l’ascolto di Dio (nella Sua Parola, nella storia, nei piccoli e nei poveri, nei doni ricevuti…); richiede  l’accompagnamento personale, oltre che di ambiente e di gruppo, per aiutare il discernimento su se stessi;  e richiede – naturalmente – la preghiera: La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della  messe perché mandi operai per la sua messe (Lc 10,2). 

La Visita straordinaria che abbiamo vissuto a fine 2024 ci ha ricordato che la “sfida vocazionale” è  per noi una grande priorità. È fondamentale rinsaldare la nostra personale vocazione; ma è altrettanto  fondamentale ravvivare i nostri sforzi per donare a ogni giovane, a ogni persona, la consapevolezza che  ciascuno custodisce in sé un sogno di Dio unico e originale, una chiamata, una missione, il mandato  di realizzare con la propria vita un capolavoro di grazia.  

Lo avevano capito bene 150 anni fa quei salesiani che si sono sentiti chiamati a partire per una grande  avventura nella Prima Spedizione Missionaria, e che abbiamo commemorato insieme il 25 aprile scorso – ricordando il Cardinal Cagliero – , durante la Festa ispettoriale vissuta a Ivrea, festa preparata con grande  cura dalla Comunità Educativo Pastorale locale. 

E lo capiamo bene anche noi; ma, in una cultura spesso non favorevole o comunque indifferente al  Vangelo, oggi sappiamo che c’è bisogno di esplicitare maggiormente, in modo più chiaro e più  “caldo”, questo aspetto del tesoro contenuto nel messaggio evangelico. 

Le Costituzioni Salesiane ci indicano nell’articolo 11 che nella lettura del Vangelo siamo più sensibili a certi  lineamenti della figura del Signore; e il primo di questi lineamenti è la gratitudine al Padre per il dono della  vocazione divina a tutti gli uomini

L’articolo 37, intitolato Orientamento alle scelte vocazionali, ci ricorda in che modo siamo chiamati a tradurre  in azione pastorale per tutti “la gratitudine al Padre per il dono della vocazione divina”: Educhiamo i giovani a sviluppare la loro vocazione umana e battesimale con una vita quotidiana  progressivamente ispirata e unificata dal Vangelo. 

Il clima di famiglia, di accoglienza e di fede, creato dalla testimonianza di una comunità che si dona con  gioia, è l’ambiente più efficace per la scoperta e l’orientamento delle vocazioni. 

Quest’opera di collaborazione al disegno di Dio, coronamento di tutta la nostra azione educativa  pastorale, è sostenuta dalla preghiera e dal contatto personale, soprattutto nella direzione  spirituale.

E l’articolo 28 infine, intitolato I giovani chiamati per un servizio nella Chiesa, ci richiama alla cura un po’ più  attenta – tra tutte le vocazioni – di alcune, quelle definite “apostoliche”

Rispondendo alle necessità del suo popolo, il Signore chiama continuamente e con varietà di doni a seguirlo per il  servizio del Regno. 

Siamo convinti che tra i giovani molti sono ricchi di risorse spirituali e presentano germi di vocazione apostolica. Li aiutiamo a scoprire, ad accogliere e a maturare il dono della vocazione laicale, consacrata,  sacerdotale, a beneficio di tutta la Chiesa e della Famiglia salesiana

Con pari diligenza curiamo le vocazioni adulte. 

Carissimi/e, questi articoli non hanno bisogno di grandi spiegazioni. La nostra missione, in ordine alla  dimensione vocazionale, è molto chiara. A noi mettere in atto tutte quelle iniziative, a cominciare  dalla fedeltà alla propria vocazione (consacrata, sacerdotale, laicale), che possano mettere i  giovani (e anche gli adulti) in condizione di scoprire, accogliere e maturare il dono della vocazione  divina.  

Mentre oggi rendiamo grazie al Signore per tutti i confratelli di cui abbiamo festeggiato date giubilari nella  recente festa ispettoriale, rendiamo contemporaneamente grazie per quanti tra i laici corresponsabili dei  nostri ambienti quest’anno festeggiano date giubilari del proprio matrimonio. E mentre preghiamo per chi  si prepara ad unirsi nel vincolo matrimoniale, preghiamo per quei giovani confratelli che si avvicinano a  tappe più o meno decisive della loro vita: il chierico Antonio Squillace, che domenica 3 maggio a Roma  riceverà il ministero dell’Accolitato; don Giorgio Ramundo, che sabato 16 maggio riceverà, nella basilica  di S. Maria Ausiliatrice, l’ordinazione sacerdotale per l’imposizione della mani e la preghiera consacratoria di Mons. Alessandro Giraudo; i chierici Alessio Moretto e Tomas Kivita che sabato 13 giugno, sempre a  Maria Ausiliatrice, riceveranno il diaconato insieme con i loro compagni della Crocetta. Partecipiamo  volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza! 

Accompagniamo nello stesso tempo, con grande affetto e con la nostra preghiera, il giovane Riccardo  Naviglio, che, dopo un discernimento serio e attento, in accordo con il Maestro, ha lasciato il Noviziato di  Colle Don Bosco per continuare il suo cammino di sequela del Signore. Lo affidiamo – e ci affidiamo  anche noi -, sul limitare del mese di maggio, all’intercessione materna di Maria Ausiliatrice. 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Lettera dell’Ispettore – Marzo 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di marzo 2026.

Valdocco, 31 Marzo 2026
Martedì Santo

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi. 

Siamo ormai nell’imminenza della Pasqua; mentre ringraziamo ancora il Signore per la nomina di don  Giorgio come futuro ispettore della ICP e preghiamo per lui (come lui stesso ci ha chiesto di fare), desidero  farvi giungere i miei auguri pasquali. 

Il mondo attorno a noi si presenta in modo spesso contraddittorio: ci sono tante situazioni che ci parlano  di pace e di vita; ma anche tante altre che purtroppo ci parlano di guerra e di morte. In particolare queste  ultime, in alcuni casi ci sembrano lontane fisicamente e affettivamente; in altri casi forse le sentiamo molto  vicine, perché abitano le nostre case, o addirittura il nostro stesso cuore. E sappiamo bene che il male si  accanisce più facilmente sui piccoli e i poveri, perché sono quelli che hanno meno possibilità di difendersi.  

La domanda sul perché questo capiti e ancor di più sul che cosa siamo chiamati a fare in queste situazioni,  sorge spesso in noi. E il Signore, attraverso il tempo liturgico in cui stiamo camminando, ci risponde  dicendo che in queste, come in altre situazioni, siamo chiamati comunque e sempre a fare Pasqua, e cioè a  vivere con sempre maggiore radicalità il nostro Battesimo. 

Ci può aiutare a questo proposito l’articolo 60 delle Costituzioni salesiane; esso recita così:  

  1. Con la professione religiosa intendiamo vivere la grazia battesimale con maggior pienezza e radicalità. Seguiamo Gesù Cristo il quale, «casto e povero, redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza» e partecipiamo più strettamente al mistero della sua Pasqua, al suo annientamento e alla sua  vita nello Spirito

Aderendo in modo totale a Dio, amato sopra ogni cosa, ci impegniamo in una forma di vita che si fonda interamente  sui valori del Vangelo. 

L’articolo ci ricorda che la vocazione stessa dei consacrati è un segno della Pasqua, è un modo di fare  Pasqua, di testimoniare la Pasqua al mondo. Quando la nostra vita è caratterizzata dalla sequela sincera e  generosa di Gesù, noi viviamo il mistero della Pasqua.  

Questo vale per i consacrati, ma analogamente vale per tutti i battezzati: pur non avendo emesso i voti  ogni battezzato è chiamato comunque a seguire Gesù, amato sopra ogni cosa; e nel vivere i valori del  Vangelo anche lui testimonia la Pasqua del Signore, il Suo mistero di Morte e Risurrezione. Viene in aiuto alla nostra riflessione anche l’articolo 63 delle Costituzioni salesiane; esso dice così: 

  1. L’offerta della propria libertà nell’obbedienza, lo spirito di povertà evangelica e l’amore  fatto dono nella castità fanno del salesiano un segno della forza della risurrezione. I consigli evangelici, configurando il suo cuore tutto per il Regno, lo aiutano a discernere e ad accogliere l’azione di  Dio nella storia; e, nella semplicità e laboriosità della vita quotidiana, lo trasformano in un educatore che annuncia ai giovani «cieli nuovi e terra nuova», stimolando in loro gli impegni e la gioia della speranza.

L’articolo ribadisce che quando viviamo con amore e fedeltà i consigli evangelici e siamo perciò coerenti  con la nostra vocazione consacrata, noi diventiamo segni della forza della Risurrezione. Lo siamo quando  viviamo veramente l’obbedienza, la povertà e la castità. È così che quotidianamente facciamo Pasqua, è  così che quotidianamente viviamo da risorti: se accettiamo di attraversare la Passione e la Morte.  

Ritengo che anche qui si possa estendere la riflessione, pur nella diversità tra le vocazioni laicali e quelle  consacrate, a tutti i battezzati. I consacrati certamente rimangono più attenti ad annunciare ai giovani “cieli  nuovi e terra nuova”; i laici rimangono più attenti a costruire il regno di Dio in questo mondo. Ma tutti,  proprio tutti, possono essere, nella loro e con la loro vita quotidiana, segni della forza della Risurrezione. 

Carissimi/e, queste giornate – in particolare quelle del Triduo Santo – ci aiutano a mettere a fuoco il  Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù. Ci fermiamo in preghiera, in contemplazione, in  comunione con il Signore Crocifisso e Risorto. Sostiamo volentieri con Lui, non rinunciamo a vivere  intensamente la ricchezza che la liturgia in questi giorni ci offre. Ma nello stesso tempo ricordiamoci che  quanto adesso celebriamo, lo renderemo vivo e testimoniante per gli altri con la nostra sequela quotidiana  del Signore. 

Preghiamo gli uni per gli altri perché, ciascuno secondo la propria vocazione specifica, possiamo essere  nella vita quotidiana, per i giovani e gli adulti a noi affidati, segni della forza della Risurrezione. 

Concludo con tre notizie di famiglia: l’11 aprile verranno conferiti a Torino-Crocetta i ministeri  del Lettorato e dell’Accolitato a diversi confratelli studenti di Teologia; il 25 aprile a Ivrea si svolgerà  la Festa Ispettoriale; il 16 maggio don Giorgio Ramundo riceverà l’ordinazione sacerdotale nella  Basilica di S. Maria Ausiliatrice.  

Partecipiamo volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto e anche con la presenza! 

Vi auguro di cuore 
una serena e santa Pasqua di Risurrezione 

 Con grande affetto in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

ICP: Nomina del nuovo Ispettore

Si pubblica la comunicazione dell’Ispettore, don Leonardo Mancini, riguardante la nomina del nuovo Superiore dell’Ispettoria ICP.

Torino, 26 Marzo 2026

Carissimi Confratelli, membri della Famiglia Salesiana, laici corresponsabili.
E carissimi giovani!

Con gioia vi annuncio che il Rettor Maggiore Don Fabio Attard, con il consenso degli altri membri del Consiglio Generale, ha nominato come Superiore dell’Ispettoria salesiana “Maria Ausiliatrice” di Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania (ICP), per il sessennio 2026-2032, Don Giorgio Degiorgi, SDB, attualmente Economo ispettoriale.

Don Giorgio é nato a Borgomanero (NO) il 5 luglio 1979. È stato in Noviziato a Pinerolo – Monte Oliveto, emettendo la Prima Professione l’8 settembre 1999. Ha vissuto il post- noviziato a RM-San Tarcisio, il tirocinio a Chatillon e gli studi teologici a TO-Crocetta. Professo perpetuo al Colle Don Bosco l’11 settembre 2005, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino il 26 maggio 2007. Oltre al baccalaureato in Filosofia, don Giorgio ha conseguito il dottorato in Diritto Canonico e la laurea civile in Giurisprudenza.

Lungo la sua vita salesiana ha ricoperto i seguenti incarichi pastorali: a partire dal 2009 é stato catechista della Scuola di Novara (prima nelle Medie e poi nelle Superiori) e Incaricato vocazionale zonale; nel 2015 ha ricevuto la nomina a Direttore ed Economo dell’opera di Novara; dal 2019 é Consigliere ispettoriale e dal 2021 Economo ispettoriale.

Attualmente Don Giorgio sta svolgendo anche la funzione di “Difensore del vincolo e Promotore di Giustizia” presso il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese e ha esercitato durante questi ultimi anni in più occasioni la docenza in Diritto Canonico.

Ringraziamo Don Giorgio per la disponibilità manifestata al Rettor Maggiore e fin da ora ci dichiariamo aperti ad accogliere il suo servizio di padre e guida dell’Ispettoria ICP e della
Famiglia Salesiana di questo territorio.

Lo supportiamo volentieri con la nostra preghiera, perché il Signore possa riempirlo costantemente dei doni di cui ha e avrà bisogno per il suo ministero. Siamo certi che non mancherà – proprio qui a Valdocco! – l’accompagnamento di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco.

Carissimo don Giorgio, ci stringiamo a te con affetto, certi che saprai guidarci con saggezza, bontà e determinazione nel continuare a offrire il dono del carisma salesiano alla Chiesa e ai giovani di questa nostra terra.

Con affetto in Don Bosco,

 

Don Leonardo Mancini

Lettera dell’Ispettore – Febbraio 2026

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di febbraio 2026.

Valdocco, 27 Febbraio 2026

A confratelli e laici corresponsabili
di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania,

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti/e voi,

Da circa una settimana siamo entrati nel Tempo di Quaresima. Ogni comunità e ciascuno/a personalmente avrà definito un proprio percorso di conversione e sequela, attraverso  l’approfondimento di quanto la Chiesa, seguendo l’insegnamento del Vangelo, indica  all’attenzione di noi tutti: la preghiera, il digiuno e la carità. 

Il Santo Padre nel suo Messaggio per la Quaresima 2026 dal titolo Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione, ci ha sollecitato in modo particolare a rimettere il  mistero di Dio al centro della nostra vita; e a farlo prima di tutto attraverso l’ascolto della Parola  nella liturgia che ci educa a un ascolto più vero della realtà, e in particolare a un ascolto più vero  della realtà dei poveri, dei sofferenti, degli oppressi

Collegata all’ascolto c’è la pratica del digiuno, che dispone all’accoglienza della Parola di DioIl digiuno… ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma  anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene. Una tipologia di  digiuno che Papa Leone suggerisce è la seguente: quella dalle parole che percuotono e feriscono il  nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al  giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci  invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei  luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità  cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace

Infine Papa Leone mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della  pratica del digiuno. Ricordando che le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità  religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola  di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga  un pentimento reale

Questo in sintesi il messaggio inviato da Papa Leone. Ognuno prova a metterlo in atto nel  proprio stato di vita. Tutti siamo chiamati, anche se con modalità diverse: a dare più tempo e qualità alla meditazione della Parola; a digiunare da ciò che sappiamo rischia alle volte  di toglierci la libertà e appesantirci, o rischia di ferire altri (il linguaggio “armato” e non 

“disarmato”); e a compiere questo non solo personalmente, ma anche insieme, come  comunità di credenti: comunità educativo-pastorale, religiosa, familiare, parrocchiale, ecc. 

Una particolare modalità di ascolto e digiuno da compiere insieme in questo tempo di  Quaresima 2026 è la Consultazione per il nuovo Ispettore. C’è bisogno di ascolto attento del  Signore, di ascolto reciproco e di ascolto della realtà circostante. C’è bisogno di disciplinare il  desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, per poter offrire nella verità e nella carità le  indicazioni più adeguate al Rettor Maggiore e al suo Consiglio. E c’è bisogno di fare tutto  questo non unicamente da soli, ma anche insieme.  

Invito perciò caldamente e fraternamente tutti quelli che non hanno impedimenti gravi – mi riferisco ai soli confratelli in questo caso – a partecipare a uno dei due incontri  programmati in Valdocco venerdì 6 marzo al pomeriggio e sabato 7 marzo al mattino. 

A tutti i laici corresponsabili chiedo di accompagnare con la preghiera questo delicato tempo di discernimento a cui saranno chiamati i confratelli. 

Anche tale attività rientra nel cammino quaresimale, e sarà tanto più feconda ed efficace  quanto più sarà partecipata e vissuta con intensità. 

Carissimi/e, chiediamo al Signore che ci aiuti a rimanere in sereno, fiducioso e costante ascolto di Lui; che ci insegni a digiunare evangelicamente e che ci faccia desiderare sempre  più di assumere la nostra identità filiale e comunionale, il nostro essere membra vive e  saldamente unite nel Corpo di Cristo. 

Buon cammino quaresimale, verso la Pasqua di Risurrezione! 

Un abbraccio fraterno in Don Bosco,
Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

Mandato Missionario del percorso di Animazione Missionaria: appuntamento al Colle Don Bosco il 22 febbraio

Dal 20 al 22 febbraio al Colle Don Bosco, si terranno gli Esercizi Spirituali per giovani universitari e lavoratori dell’Ispettoria, un tempo di ascolto e discernimento per rileggere la propria vita alla luce della fede.

All’interno di questo percorso, nella giornata di domenica 22 febbraio, durante la Messa del pomeriggio presieduta dall’Ispettore, alcuni giovani riceveranno il Mandato Missionario.

Questi ragazzi hanno risposto all’appello dell’Ispettore, nel 150° anniversario della prima spedizione missionaria salesiana, partecipando a un percorso di formazione iniziato a ottobre e che li accompagnerà fino all’estate, in vista di un’esperienza di servizio all’estero.

Il mandato simboleggia il passaggio dalla chiamata alla responsabilità: non una scelta individuale, ma un invio ufficiale dell’Ispettore, a nome di tutta l’Ispettoria, per vivere e condividere l’amore di Gesù in stile salesiano.