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La Stampa: Con una mostra i salesiani celebrano i 60 anni a Bra

Si riporta l’articolo pubblicato su La Stampa il 15 settembre 2019 in merito alla mostra celebrativa dei 60 anni di attività dei salesiani a Bra.

Con una mostra i salesiani celebrano i 60 anni a Bra

I primi salesiani arrivarono a Bra nel luglio del 1959, provenienti da Fossano. Si era appena conclusa la costruzione del palazzo che si affaccia su quello che oggi è viale Rimembranze, e la piccola comunità – guidata da don Corrado Bruno – ne prese possesso, iniziando a programmare l’anno scolastico, che si sarebbe avviato il primo di ottobre. Ma il momento della «consacrazione» pubblica della loro presenza fu martedì 8 settembre di quell’anno, quando anche i confratelli si unirono alla processione della Madonna dei fiori. E domani, dalle 17 nei cortili dell’istituto, si avvieranno i festeggiamenti per i 60 anni di permanenza a Bra.

Nell’ex conceria

Spiega don Alessandro Borsello, nuovo direttore e successore di don Vincenzo Trotta:

«La presenza dei salesiani a Bra è sempre stata molto amata. In questi lungo periodo, sono stati tanti i confratelli che hanno vissuto qui una parte della loro vita, educando i giovani e formandoli per il futuro».

Aggiunge:

«Oggi l’opera è molto vivace: abbiamo una scuola media, un Centro di formazione professionale, un oratorio e ospitiamo anche gli studenti dell’Istituto professionale del “Guala”. La mostra che inaugureremo lunedì sera (domani, ndr) ripercorre questo periodo e ne mette in luce le peculiarità e le trasformazioni».

Aggiunge Franco Burdese, docente del Cfp e curatore – insieme a molti colleghi, ex allievi e cooperatori salesiani – dell’esposizione:

«Abbiamo cercato fotografie d’antan e di oggi per raccontare 60 anni di vita e lavoro dei salesiani e dei laici che collaborano con loro. Ascolteremo tante testimonianze di confratelli che sono passati nella casa di Bra e oggi sono in qualche altra opera del Piemonte salesiano».

Sono attesi inoltre il sindaco Gianni Fogliato, Domenico Dogliani, storico dirigente della Ferrero, il direttore di Confindutria Cuneo Giuliana Cirio, tanti industriali e imprenditori amici dell’opera.

Dopo la riunione celebrativa in istituto, ci si sposterà tutti alla Novella, l’ex conceria di via Piumati, che la famiglia Revello (proprietaria della Dimar e dell’immobile) ha messo a disposizione gratuitamente per realizzare la mostra. Previsto anche un momento di Festa di compleanno con torta e brindisi collettivo. L’esposizione sarà aperta tutti i pomeriggi, a ingresso gratuito, fino
al 31 gennaio. R. S.

Don Bosco Borgomanero: don Giuliano Palizzi – “Insegnare amore e coraggio. Sorridendo”

Si riporta l’articolo redatto da Alberto Infelice e pubblicato su La Stampa il 6 settembre 2019 in merito alla testimonianza di don Giuliano Palizzi a Borgomanero: “Dai Salesiani c’è un maestro che insegna il coraggio”

“Insegnare amore e coraggio. Sorridendo” – La Stampa, 6 settembre 2019

Ci sono casi fortunati nella vita, grazie ai quali le persone e le comunità possono essere beneficiate da incontri che cambiano in meglio il loro modo di essere.

Un caso fortunato per Borgomanero è certamente stato che la via di don Giuliano Palizzi incrociasse quella della città. Direttore del Collegio dei Salesiani per sedici anni, in due periodi tra il 1991 e oggi, è stato per diverse generazioni di borgomaneresi un esempio.

Qui però debbo confessare un irrimediabile conflitto di interessi, del quale mi scuso con i lettori. Don Giuliano è un mio amico da molti anni. Di più, è un maestro. Mio e di molti altri che lo hanno conosciuto e che con lui sono cresciuti, nel mio caso prima ancora che arrivasse a Borgomanero.

Con il suo stile asciutto e umile, ieri Giuliano ha scritto su Facebook un saluto e un ringraziamento a chi gli è stato vicino in questi lunghi anni e a chi ora gli permette ora di restare a Borgo come vice direttore dei Salesiani. Quello che la sua modestia gli impedisce di raccontare è quanto il suo lavoro instancabile sia stato importante per tanti giovani che da qui sono partiti.

Giuliano ha insegnato il sorriso, ha insegnato a tanti giovani a lavorare, con forza e orgoglio, con la testa alta, con i propri valori da condividere e da difendere a ogni costo, visto che quei valori sono il rispetto degli altri, la promozione dei giovani, la cura e il rispetto di chi soffre, il riscatto dalla povertà, materiale e morale, la battaglia per un mondo più giusto.

Giuliano ha insegnato con l’esempio e non a parole che la difesa dei più deboli è un dovere da perseguire con forza e con il sorriso stampato sulla faccia, ma con determinazione e fermezza, una fermezza che si nutre di amore e compassione.

In un mondo come il nostro, sempre difficile per i giovani, Giuliano ha insegnato che nessuno è mai troppo giovane per essere valorizzato e responsabilizzato. La sua scommessa sui giovani è stata concreta e coraggiosa. Ho iniziato a lavorare con lui quando ancora non avevo sedici anni. Ci ha difesi, incoraggiati, valorizzati, strapazzati quando era il caso. Ci ha insegnato il coraggio.

Ora, per fortuna, don Giuliano resta a Borgomanero. Ancora tanto altro darà a questa comunità. Per tanto ancora ci saranno nuovi giovani che gli saranno riconoscenti.

CNOS-FAP Vigliano Biellese: Boom di iscritti ai nuovi corsi

Si riporta l’articolo pubblicato su La Stampa-Biella il 31/08/2019 in merito al successo di iscrizioni riscontrate per i corsi attivati dal CNOS-FAP di Vigliano Biellese.

L’ISTITUTO PROFESSIONALE DI VIGLIANO
Boom di iscritti ai nuovi corsi del Cnos-Fap. Una strada aperta verso il mondo del lavoro

Anche quest’anno hanno riscosso un grande successo i corsi attivati dal Cnos-Fap di Vigliano: da quello per acconciatori a quello per termoidraulici passando per meccanici, elettricisti e saldo-carpentieri.

Quella del Cnos-Fap è una scelta di studio che si differenzia dalle altre poiché consente a tutti quei ragazzi che non amano trascorrere ore chiusi in aule scolastiche di confrontarsi con le proprie capacità, relazionandosi immediatamente con il mondo del lavoro. Infatti tutti i corsi, oltre a essere totalmente gratuiti (finanziati dalla Regione e dal Fondo Sociale Europeo), prevedono la possibilità di effettuare periodi di stage in aziende dove, un giorno, potrebbero essere assunti.

«Il Cnos-Fap è una scuola che ben si adatta ai ragazzi che amano l’idea di spendersi nel mondo del lavoro – spiega il referente per la comunicazione Stefano Ceffa -. Parliamo di 990 ore all’anno suddivise tra lezioni teoriche e pratiche».

Quelli del Cnos-Fap di Vigliano sono corsi che registrano regolarmente il «tutto esaurito» prima ancora della chiusura delle iscrizioni.

Nell’anno scolastico 2019-2020, a fronte di un «over booking» per le lezioni in meccanica e acconciature, ci sono ancora alcuni posti liberi per idraulico ed elettricista. La prossima settimana si svolgeranno gli esami di recupero, che daranno il via al nuovo anno formativo.

«A seguito dei risultati degli esami, saranno in molti a rivolgersi alla nostra scuola per pensare alla prosecuzione del loro percorso formativo – dice ancora Ceffa -. In questo senso lo sportello lavoro e orientamento potranno dare utili supporti».

Il corso che ottiene sempre maggiori consensi è quello per acconciatori.

«Sono sempre più le adolescenti che, conclusa la terza media, di fronte alla possibilità di scegliere tra un liceo o un istituto tecnico, optano per un corso che, nel volgere di tre anni, offre la possibilità di lavorare a stretto contatto con la bellezza – spiega -. Analogamente sono molti i giovani che si vedono impiegati nel mondo della meccanica di precisione, dimostrando di avere le idee chiare rispetto alle opportunità offerte dal mondo delle energie rinnovabili e dell’automazione industriale».

Intanto sono aperte le iscrizioni alle lezioni gratuite rivolti agli adulti: persone che, dopo essersi ritrovate senza lavoro, decidono di reinventarsi seguendo uno dei corsi organizzati dal Cnos-Fap. Si tratta di corsi altamente qualificati al termine dei quali è molto facile trovare occupazione. Infatti, su circa 60 persone che lo scorso gennaio si sono iscritte, sono già 40 quelle che hanno trovato un impiego. Mai come quest’anno, del resto, le aziende hanno dimostrato una simile necessità di manodopera specializzata. Merito sicuramente degli indirizzi attivati dal Cnos-Fap: operatore in import-export, manutentore di impianti meccanizzati, addetto al magazzino e logistica e alle macchine utensili, ma anche corsi di carpenteria e lattoneria. Questi corsi inizieranno a novembre e si concluderanno ad aprile. Per frequentarli basta avere più di 18 anni.

Salesiani Vallecrosia: l’iniziativa di Specchio dei Tempi per i bambini mai andati in vacanza

Una colonia per bambini che non sono mai andati in vacanza, che non hanno mai visto il mare: l’iniziativa promossa da Specchio dei Tempi. Si riporta l’articolo pubblicato su La Stampa l’8 agosto scorso, nella sezione dedicata alla cronaca di Torino, in merito all’iniziativa di Specchio dei Tempi che ha voluto offrire ai piccoli torinesi più bisognosi un soggiorno in riva al mare, nella casa salesiana di Vallecrosia (Imperia).

TORINO. Una colonia per bambini che non sono mai andati in vacanza, che non hanno mai visto il mare. Quella di Specchio dei Tempi può sembrare una scelta controcorrente, visto che l’ultima colonia del Comune, in quel di Loano, è un edificio ormai deserto che nessuno vuole prendere in gestione cancellando così la tradizione di offrire ai piccoli torinesi più bisognosi un soggiorno in riva al mare e non limitato alle attività, pur importanti ma solo giornaliere, dei numerosi «Centri estivi».

L’iniziativa di Specchio dei tempi, quest’anno arrivata alla seconda edizione coinvolgendo un centinaio di bambini dalla terza alla quinta elementare nelle due settimane a cavallo di giugno e luglio, è stato però il naturale arricchimento di altri progetti di assistenza e aiuto resi possibili dalla generosità dei lettori de La Stampa.

Dei cento bambini ospitati nella casa salesiana di Vallecrosia (Imperia), dove solo una strada li separava dal mare, dalla spiaggia e dai suoi giochi, una parte erano figli di quel centinaio di mamme sole aiutate da Specchio ad affrontare una vita dov’è difficile riuscire a pagare le bollette, fare domanda per la casa popolare, figurarsi permettersi di mandare i figli in vacanza. Altri erano i bambini di chi si è rivolto allo Specchio Point di via Santa Maria 6 dove si dà una mano a chi ha bisogno di un aiuto economico per pagare la mensa scolastica piuttosto che l’affitto e dove a una mamma non è parso vero che ai due suoi figli venisse offerta la possibilità di trascorrere una settimana al mare compresa una giornata da trascorrere al parco acquatico «Le Caravelle» di Ceriale.

«Un tempo – ha raccontato la donna – ci è capitato di passare davanti al parco ma non ce lo siamo mai potuto permettere…».

Altri bambini sono arrivati a Vallecrosia segnalati dalle scuole torinesi con le quali Specchio ha in piedi una parte dei suoi tanti progetti.I 100 bambini di 11 nazionalità diverse ospitati a Vallecrosia – 50 per turno – sono stati seguiti da una dozzina di animatori ed educatori provenienti dal mondo salesiano e coordinati da Elena Scavino, 23 anni, futura laureata in Giurisprudenza, che ha parole di tenerezza per bambini che,

«per la prima volta, trascorrevano un periodo relativamente lungo lontani dalla loro famiglia».

Nessuno, come accade in ogni colonia, ha chiesto di essere riportato indietro. Certo, qualcuno ha vissuto momenti di imbarazzo quando gli assistenti hanno dovuto fare quasi una colletta per fornire loro un ricambio d’abiti ché lo zainetto con il quale erano arrivati conteneva poco o niente e anche il kit – costume, asciugamano, ciabatte – offerto da Specchio dei tempi s’era rivelato insufficiente.

«Momenti subito superati dalla gioia di condividere con altri bambini felicità e gioco».

Sorride Elena Scavino sottolineando la mancanza, per motivi che si possono immaginare, di smartphone e gadget elettronici fra i piccioli ospiti:

«Una benedizione – dice – che ha permesso loro di giocare con gli altri, di fare gruppo, di divertirsi».

O anche solo di scoprire il mare come Said che, pur di superare il terrore che gli incuteva l’ignota massa d’acqua, ha pensato bene di tuffarsi con sei braccioli, tre per braccia.

CNOS-FAP Vigliano Biellese: dal contabile al lattoniere “Gli over 40 ritrovano lavoro”

Si riporta l’articolo oggi pubblicato su La Stampa nella sezione dedicata alla cronaca di Biella in merito ai corsi per adulti “over 40” promossi dal CNOS-FAP di Vigliano Biellese.

Dal contabile al lattoniere “Gli over 40 ritrovano lavoro”

Dal contabile al muratore, fino al lattoniere: passa attraverso i mestieri di una volta la rivincita di tutti quei quarantenni che, da un giorno all’altro, hanno perso il lavoro. E infatti, sulla sessantina di persone che lo scorso gennaio si sono iscritte ai corsi per adulti del Cnos-Fap di Vigliano biellese, sono già 40 quelle che hanno trovato un impiego.

Per alcuni si tratta di un contratto rinnovabile, per altri di un tirocinio annuale, ma mai come quest’anno le aziende hanno dimostrato una simile necessità di manodopera specializzata. Merito sicuramente degli indirizzi attivati dal Cnos-Fap: operatore in import-export, manutentore di impianti meccanizzati, addetto al magazzino e alle macchine utensili, ma anche corsi di carpenteria e lattoneria.

«Generalmente i riscontri li abbiamo dopo qualche mese dal termine dei corsi ma quest’anno – dice il referente dell’Istituto Stefano Ceffa -, appena concluse le lezioni, la maggior parte dei nostri studenti stava già lavorando».

Il corso che ha ottenuto il maggior consenso è quello per addetto alle macchine utensili:

«Mi sono trovato una classe di persone volenterose e motivate. Ora, tutti gli iscritti, sono già stati inseriti in realtà lavorative»,

spiega Valeria Dalle Rive.

«Principalmente le mie lezioni di import-export sono state seguite da quarantenni che avevano bisogno di reinventarsi: su 13 iscritti, 7 stanno già lavorando»,

racconta Cristiano Marcone.

«Gestisco i corsi lattoneria e carpenteria con i migranti – conclude Marika Romano -. Una classe straordinaria con persone volenterose e spendibili nel modo del lavoro».

Quest’anno i nuovi corsi (come sempre gratuiti) inizieranno entro novembre e si concluderanno ad aprile. Per frequentarli basta avere più di 18 anni. Sarà possibile iscriversi presso la sede di Vigliano entro settembre.

E.B.

Liceo classico salesiano di Valsalice: record di cento alla maturità

Si riporta la notizia pubblicata su “La Stampa” – Torino – riguardo alla classe terza B del Liceo classico salesiano di Valsalice che ha fatto il record di cento alla maturità:

Una classe da record tra le mura del liceo salesiano Valsalice. Una storia lunga cinque anni rende qualsiasi gruppo unico, ma la III B dell’indirizzo classico si è scoperta ancora più speciale di fronte ai tabelloni della maturità: su 20 ragazzi, oltre la metà ha preso un voto superiore al 92. E sette hanno tagliato il traguardo del 100 nonostante le difficoltà della nuova prova finale: Erasmo Giachino, Federica Trinch, Ilaria Carrega, Luigi D’Auria e Virginia Manzo hanno preso il massimo dei voti, con Stefano Barbero e Margherita Audisio premiati addirittura con la lode. Un’eccellenza che i professori si aspettavano, ma non in queste proporzioni: «È sempre stata una classe sopra la media, al talento molti hanno aggiunto impegno e metodo. Merito dei ragazzi, poi, essere stati capaci di trascinarsi gli uni con gli altri verso l’alto anno dopo anno. Ma il pieno di 100 non ce lo aspettavamo: molti arrivavano con tanti crediti del triennio, ma tra chi ha fatto l’exploit negli scritti e chi ha stupito all’orale si sono tutti meritati il massimo dei voti» racconta Stefano Bove, insegnante di latino e greco per tutti e cinque gli anni di liceo. Chiusi, con una maturità da applausi, anche per merito dell’ultimo saluto di gruppo prima delle prove scritte, la tre giorni nel parco di Villa Lascaris a studiare insieme come da tradizione.

«Abbiamo passato tre giorni a Pianezza, è stato molto utile per rendere al meglio nelle prove, ma soprattutto uno splendido epilogo per il nostro percorso, tra di noi e coi professori», ammette Margherita Audisio, il primo 100 e lode che ora si preparerà per entrare a Medicina. Stefano Ferrero, invece, per il suo futuro ha scelto fisica: «Cinque anni fa ho scelto di fare il classico, era una sfida con me stesso: sapevo di essere più portato per le materie scientifiche, ma non volevo trascurare quelle umanistiche, comunque una mia passione. Adesso mi concentrerò su quello che voglio diventare, senza mai dimenticare le esperienze vissute qui».

Come il film per il concorso dantesco a Ravenna girato l’anno scorso, il ricordo più bello della maggior parte della classe:

«Ogni ragazzo ha fatto la sua parte – ricorda il professore responsabile dell’iniziativa, Paolo Accossato – da chi si è occupato del trucco a chi ha scritto la sceneggiatura, passando per gli attori che hanno dovuto interagire con un regista professionista. Ha aiutato a cementare un gruppo che, così unito, ha raggiunto questi traguardi importanti».

Con un pieno di sorrisi e di amicizie da portarsi dietro tutta la vita.

Due docenti del CFP di Bra in Oriente

Si riporta l’articolo pubblicato oggi su La Stampa a cura di Valter Manzone, in merito all’esperienza vissuta da due professori del CFP di Bra con il “Progetto Cina”.

In Cina spiegano come “formare” ragazzi

«Oggi (ieri, ndr) abbiamo fatto una riunione con i ragazzi cinesi e i loro docenti. Erano molto interessati a conoscere come funziona la formazione professionale in Italia. E volevano sapere se da noi si può fumare a scuola e utilizzare il cellulare».

Il messaggio WhatsApp di Giacomo Raffreddato e Matteo Trunfio, i due docenti del Centro di formazione professionale salesiano di Bra arrivati domenica a Pechino, è arrivato poco prima di mezzogiorno di ieri, quando in Cina erano le 20.

I due formatori si fermeranno tutta la settimana nella capitale cinese, accolti dal missionario salesiano cuneese don Michele Ferrero, docente di Latino all’Università di Pechino, che vive in una comunità internazionale. Il modello italiano L’obiettivo di “Progetto Cina” è provare ad avviare la formazione professionale nel Paese asiatico.

I due formatori braidesi – Giacomo di panetteria,pasticceria e pizzeria, Matteo di meccanica industriale – hanno il compito di spiegare il modello italiano di percorso formativo e dare qualche consiglio per poter avviare i corsi, che dovrebbero coinvolgere giovani dai 16 anni in su usciti dal sistema scolastico statale.

Dicono i docenti:

«Siamo venuti per dare una mano ad avviare dei laboratori sia di pasticceria sia di automotive, che possano accogliere giovani cinesi in cerca di un lavoro. Poi completeremo il nostro viaggio con la permanenza di qualche giorno in un lebbrosario, a fianco di un salesiano che vi opera da molti anni».

Conclude Adriano Isoardi, referente del gruppo dei Salesiani cooperatori braidesi e promotore del progetto:

«Sono contento che i salesiani di Bra, il Cfp e i due docenti abbiano accolto con entusiasmo questo “sogno” che adesso è diventato realtà. In un mondo molto complesso, nel quale ci sono più cose che non si possono fare rispetto a quelle fattibili, con il giusto spirito salesiano e la loro professionalità, Giacomo e Matteo possono c vivere un’esperienza – sostenuta anche dal punto di vista economico da tanti benefattori – che di certo produrrà ottimi frutti».

Muzzano, il paese dove la tradizione diventa arte e amore per le radici

«Appena c’era un problema in famiglia, oppure la necessità di scambiare due parole o di chiedere un consiglio, andavamo dai salesiani – raccontano i residenti -. C’era sempre qualche religioso pronto ad ascoltarti e a darti una parola di conforto»

Si riporta un interessante articolo su Muzzano pubblicato oggi da La Stampa nella sezione di Biella a cura di  Emanuela Bertolone.

13 giugno 2019 – La Stampa
“Muzzano, il paese dove la tradizione diventa arte e amore per le radici”

A fronte dello spopolamento costante dei paesi di montagna, c’è un Comune in cui, da più di un secolo, il numero degli abitanti è pressoché rimasto uguale: è Muzzano, paese popolato costantemente da 600 persone. Ad appena otto chilometri da Biella, in questo luogo sembra non mancare nulla: dal negozio di alimentari alla tabaccheria, ma si possono trovare anche un ristorante (la storica trattoria Renghi) ed un bed&breakfast. Un piccolo centro dove, nonostante la forte vocazione contadina, risiedono principalmente famiglie con bambini: quasi tutti lavorano a Biella, ma dicono che mai per un momento hanno pensato di lasciare Muzzano per trasferirsi a vivere in città. L’asilo comunale segue il metodo Montessori ed è frequentato da 26 bambini, mentre per le elementari e le medie ci si appoggia alla vicina «Scuola di Valle» di Graglia.

LA FEDE

La vita dei muzzanesi è sempre stata contraddistinta da un forte senso religioso. Fino allo scorso anno, infatti, in paese era presente la comunità salesiana, che per decenni ha fatto parte della vita dei muzzanesi.

«Appena c’era un problema in famiglia, oppure la necessità di scambiare due parole o di chiedere un consiglio, andavamo dai salesiani – raccontano i residenti -. C’era sempre qualche religioso pronto ad ascoltarti e a darti una parola di conforto».

La casa di Muzzano è stata fondata nel 1957. Per decenni si è occupata della formazione professionale dei ragazzi per poi diventare il luogo destinato ai ritiri spirituali della diocesi. Da oltre 30 anni ospita, il giorno dopo Pasquetta, il tradizionale raduno dei ragazzi degli oratori di tutto il Biellese. Oggi la casa viene principalmente utilizzata come centro di accoglienza per gruppi, famiglie e comunità parrocchiali a sostegno di attività religiose, spirituali e sociali. In paese si respira anche un forte spirito associazionistico: dalla Pro loco presieduta di Ivan Valcauda al Centro Incontro guidato da Maria Teresa Milano fino agli Alpini, il cui gruppo da 12 anni è presieduto da Valter Graziano. «La scorsa domenica abbiamo festeggiato i 90 anni di fondazione – dice il presidente -. Ancora oggi siamo gli unici nel Biellese ad aver ottenuto il premio nazionale Fedeltà alla Montagna. Grazie al nostro aiuto eravamo riusciti, nel 1987, a fare in modo che la scuola elementare di Bagneri non chiudesse: ogni giorno in cui le condizioni meteo erano avverse accompagnavamo noi la maestra a scuola».

ARTIGIANI E ARTISTI

E del resto quello che non manca a Muzzano è l’amore per le tradizioni. In questo luogo si possono ancora trovare un fabbro ed un falegname: artigiani che ancora svolgono i mestieri tramandati dai loro nonni. Anche le nuove generazioni sono affascinate dalla storia che si respira a Muzzano e dal suo passato. E’ il caso della scultrice di 34 anni Cecilia Martin Birsa, che ha deciso di vivere e di lavorare stabilmente in paese: «Ho scelto di svolgere qui la mia attività perchè ho bisogno di tranquillità e di isolamento: sono una scultrice che realizza opere fatte con la pietra di torrente, un lavoro particolare che potrei svolgere solo qua – racconta -. A Muzzano esiste una comunità incredibile: non solo vengo aiutata tutte le volte che devo trasportare pietre pesanti, ma quando arrivano turisti in paese c’è sempre qualcuno che li informa della mia attività e li accompagna a visitare il mio laboratorio».

I ragazzi del don Bosco di Cumiana vincono il progetto “Cosmo Explorers”

Si riporta la notizia pubblicata il 22 maggio su La Stampa, articolo a cura di Antonio Lo Campo, riguardo alla premiazione dei ragazzi del Don Bosco di Cumiana per la vittoria di un progetto didattico a cui hanno partecipato: “Cosmo Explorers”.

Hanno vinto i ragazzi di un Istituto di Cumiana, il «Don Bosco». Sono gli allievi della scuola secondaria di primo grado, che hanno partecipato a «Cosmo Explorers», un progetto didattico finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e realizzato da Infini.to, INAF e ALTEC. Ma hanno vinto un po’ tutti i 150 ragazzi (e docenti) delle scuole di tutta Italia che oggi, al Centro Spaziale di ALTEC a Torino, hanno presentato i loro progetti spaziali, scelti come i migliori.

Inaugurato da Attilio Ferrari, Presidente di Infini.to, e Fabio Massimo Grimaldi, Presidente di ALTEC, e presentato da Marco Berry, l’evento odierno ha visto la partecipazione di decine di team distribuiti su tutto il territorio nazionale, che si sono sfidati a colpi di razzi, fionde gravitazionali e pannelli solari.

Una competizione che ha visto coinvolti circa 1000 studenti e 100 insegnanti, volta alla creazione del migliore programma di esplorazione spaziale utilizzando un videogioco: Kerbal Space Program, un simulatore di volo che permette al giocatore di sperimentare la costruzione di razzi, satelliti, navicelle e rover, mandarli in orbita o intraprendere lunghi viaggi interplanetari tenendo in considerazione gravità, spinta dei motori, carburante a disposizione.

Il progetto vuole mettere in campo un modo nuovo di fare STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), sviluppare competenze a scuola, e tenta di colmare questa lacuna introducendo un nuovo metodo didattico, con lo scopo di favorire l’attitudine al lavoro in gruppo in modo divertente e coinvolgente. Il docente stesso utilizza un videogioco che diventa un potente strumento d’apprendimento. La creazione di un programma di esplorazione spaziale deve far appello a moltissime conoscenze che gli studenti devono maturare e padroneggiare in autonomia per portare a termine gli obiettivi che loro stessi si prefiggeranno.

A pari merito al secondo posto, per le medie di primo grado, si sono classificati i gruppi dell’Istituto Comprensivo di Govone (CN) e dell’Istituto Comprensivo di Vistrorio (TO). Per la categoria delle Scuole Secondarie di secondo grado, il primo posto è stato assegnato al gruppo di studenti del Liceo Saffo di Roseto degli Abruzzi (Teramo), mentre al secondo posto, pari merito, si sono classificati il gruppo del Liceo Ariosto-Spallanzani di Reggio Emilia gli studenti dell’I.T.I.S. E. Majorana di Somma Vesuviana (NA).

«In occasione dei 50 anni dal primo allunaggio – spiegano i ragazzi del Don Bosco di Cumiana – abbiamo realizzato un progetto, con manovre assai complesse ma efficaci, per sbarcare sulla Luna». «Abbiamo sviluppato tecniche innovative per mettere in orbita terrestre un veicolo spaziale – dicono invece i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Govone . «Anche noi abbiamo progettato un sistema di propulsione per la messa in orbita di una nave spaziale – aggiungono gli studenti dell’Istituto Comprensivo Vistrorio di Vico – Il nostro sogno? Diventare ingegneri aerospaziali: quello che abbiamo visto qua in ALTEC è straordinario, e ci fa comprendere ancora di più l’importanza delle missioni spaziali».

A gruppi i ragazzi hanno visitato una riproduzione del terreno marziano, il centro di test dei rover marziani e il centro di controllo che segue le missioni con astronauti. A tutti gli studenti che hanno portato a termine il progetto verranno riconosciute 40 ore di alternanza scuola lavoro, che possono estendersi fino a 80 nel caso gli studenti abbiano contribuito attivamente a migliorare la visibilità dell’iniziativa a livello nazionale.

Antonio Lo Campo

Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana – Cagliero 11, marzo 2019

Si rendono disponibili qui in allegato degli spunti di riflessione “missionari”:

  • Cagliero 11, il Bolletino mensile della comunità Salesiana nell’ambito dell’Animazione Missionaria. In occasione dell’imminente quaresima, all’interno saranno presenti spunti di preghiera ed una serie di notizie provenienti dal mondo missionario.

  • Il commento dell’Arcivescovo di Rabat, monsignor Cristobal Lopez Romero, riguardo il testo firmato ad Abu Dhabi Articolo proveniente da “La Stampa” a cura di Cristina Uguccioni.