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Lituania – Celebrazione del mese missionario di ottobre

I Salesiani di Vilnius hanno celebrato il mese di ottobre come mese missionario e del rosario, animati da don Alessandro Barelli, SDB, direttore della Comunità Salesiana e Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Lituania. Di seguito l’articolo gentilmente fornito alla Redazione da parte di don Alessandro.

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Per promuovere la consapevolezza e la partecipazione alle missioni, per tutte le chiese della Lituania sono stati preparati da don Alessandro e distribuiti in tutte le diocesi diversi materiali come libri di preghiere, poster, video e immaginette. Queste risorse, disponibili in lingua lituana e lingua polacca, si trovano archiviate nel sito web delle Pontificie Opere Missionarie lituane: https://misijos.katalikai.lt/.

Ogni giorno, nel mese di ottobre, anche la comunità parrocchiale dei salesiani ha recitato il rosario per le intenzioni dei missionari, specialmente quelli che lavorano in diverse parti del mondo per la promozione e il sostegno delle famiglie; il rosario ogni giorno era introdotto da meditazioni tratte dal documento Amoris Laetitia di Papa Francesco e veniva concluso con la preghiera a San Giuseppe per la fine della pandemia del COVID.

Tra le tante attività organizzate durante il mese, e portate avanti anche con la collaborazione degli altri salesiani, ricordiamo gli interventi durante il raduno mensile dei sacerdoti dell’arcidiocesi di Vilnius, i colloqui con studenti ed educatori in diverse scuole del paese, le interviste alle diverse reti di media, locali e nazionali, che miravano ad approfondire la comprensione delle missioni, sviluppando il tema della Giornata Missionaria Mondiale di quest’anno:

“Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20).

Il momento culminante della celebrazione della Giornata missionaria di quest’anno in Lituania è stata la trasmissione in diretta della Celebrazione dell’Eucaristia lo scorso 24 ottobre dalla Parrocchia di San Giovanni Bosco, da parte dell’emittente televisiva nazionale lituana (LRT Plius) e da Radio Maria Lituania. Nella sua omelia, don Barelli ha osservato che «l’impegno missionario di ogni battezzato non ha limiti: si rivolge prima a chi ci è più vicino, e poi arriva fino ai confini della terra». Ha anche sottolineato la nostra vocazione a diventare “missionari della vita quotidiana”, per portare a tutti la voce e la luce di Cristo- senza lunghi discorsi e prediche ma con amore, speranza, ottimismo e servizio.

Al momento sono 6 i missionari salesiani che lavorano in Lituania, 3 italiani, 1 vietnamita, 1 argentino e 1 filippino. In passato, i Salesiani della Lituania sono stati agenti di evangelizzazione nelle diverse parti del mondo. Il primo missionario salesiano lituano, don Juozas Augustaitis, fu inviato nel 1921 in Perù. (don Ryan Oliver Bautista, SDB)

Didascalie foto, tratte dalla trasmissione TV della Giornata missionaria mondiale:
1 – momento dell’omelia, pronunciata dal direttore nazionale delle Pontificie opere missionarie, don A. Barelli SDB
2 – durante l’offertorio è stato simbolicamente offerto un mappamondo, in segno di sensibilizzazione alla mondialità nel contesto della fede cristiana.
3 – i concelebranti all’Eucarestia missionaria, segno della internazionalità della presenza salesiana in Lituania.

AM – L’esperienza missionaria a Vilnus-Telsiai (Lituania)

Da Torino a Vilnus-Telsiai: la storia di un incontro che diventa cammino.

Con il mese di agosto, si conclude l’esperienza missionaria dei ragazzi e delle ragazze che hanno risposto “eccomi” al Mandato Missionario 2021 recandosi presso la realtà salesiana di Vilnus-Telsiai in Lituania guidati da Don Fabio Mamino, Don Alessandro Basso e Vytautas Markunas: Federico Luciano, Simona Cavallo, Matteo Riberi, Arianna Colombino, Elisa Russo, Camilla Lucchesi e Silvia Mandina.

Di seguito le parole di coloro che hanno vissuto l’esperienza estiva missionaria in Lituania.

Perché tu sei qui?” È stata una delle prima domande che ci hanno fatto a Vilnius, dove abbiamo passato la prima delle tre settimane di missione in Lituania. La verità è che nessuno di noi sapeva bene com’era finito lì: sette ragazzi e tre accompagnatori provenienti da tutto il Piemonte in terra Lituana. Eppure, in un modo o nell’altro, ognuno di noi ha vissuto incontri, scelte e situazioni che hanno indirizzato le nostre vite lì, insieme. E così queste si sono incrociate con quelle dei bimbi che ci hanno fatto la domanda iniziale.

Vivere insieme ogni singolo istante di quotidianità, dai momenti di festa e gioco alle fatiche più grandi, ci ha permesso di stringere legami sempre più forti fra di noi. Condividendo tutto questo e affidandolo nelle mani di Dio durante la preghiera, abbiamo potuto sperimentare quanto sia necessario, per poter fare del bene, avere qualcuno al proprio fianco con cui camminare.

Durante la settimana a Vilnius e le due successive a Telšiai, abbiamo vissuto l’estate ragazzi e la formazione animatori incontrando tanti volti di animatori, mamme, nonne e di bambini bisognosi di amore, di una parola buona, di qualcuno che scommettesse su di loro.

Sentirsi così accolti dalle comunità salesiane che ci hanno ospitato e dagli animatori lituani, nonostante le differenze di lingua e abitudini, è stato per noi qualcosa di unico. Nei momenti più difficili, in cui abbiamo capito realmente cosa significhi sentirsi “straniero”, abbiamo sempre trovato una mano tesa verso di noi, pronta ad aiutarci o a sostenerci. Spesso erano gli stessi bambini ad avvicinarci per provare ad iniziare un gioco con noi, ben consapevoli di quanto sarebbe stato difficile spiegarcelo. Tra un sorriso e un “cinque” scambiato, ognuno di loro è stato la testimonianza diretta di quanto ogni nostro piccolo gesto, per quanto semplice sia, possa lasciare un segno profondo nelle relazioni che viviamo nella quotidianità.

A 2000 km di distanza dalla città Torino, in cui fiorì il sogno di Don Bosco, siamo stati testimoni dello spirito salesiano che infiamma i cuori degli animatori, dei ragazzi, della comunità salesiana: fin da subito è stato chiaro che, per davvero, Valdocco non ha confini e che Don Bosco continua ancora oggi a consumarsi per ciascun giovane.

Incontro dopo incontro, abbiamo sperimentato che, come per l’apostolo Pietro nel passo del Vangelo, riusciamo davvero a camminare sul mare (che simboleggia il male) finché teniamo lo sguardo fisso su Gesù. L’ostacolo più grande è stato quello della lingua, ma non poter comunicare con le stesse parole dei ragazzi e degli animatori ci ha tuttavia portato a trovare qualcosa di più grande: abbiamo scoperto la lingua del cuore, quella fatta di sorrisi e sguardi! Ci siamo scoperti realmente tutti fratelli e figli dello stesso Papà.

 

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Visita ispettoriale in Lituania per incontrare i confratelli

In Lituania per incontrare i confratelli!

Dal 9 al 14 marzo il nostro ispettore, don Leonardo, si è recato in Lituania con don Stefano.
Scopo della visita era andare ad incontrare i confratelli e, con loro e la Chiesa locale continuare a pensare e immaginare la nostra presenza nel futuro.
Oltre ai giorni di viaggio le giornate sono state piene di incontri con i Vescovi di Vilnius, Telsiei, il direttore della scuola di Telsiei e i confratelli. Bello poter constatare quanto apprezzamento c’è per il lavoro pastorale dei nostri confratelli, nonostante le tante complicanze del periodo storico.
Nell’esperienza c’è stato tempo per andare ad affidare tutta l’Ispettoria al santuario della Divina Misericordia, amato dai lituani e dai pellegrini.
La Lituania è una bella nazione, una realtà che continua a costruire il suo futuro e che ci vuole partner perché i giovani anche lì hanno bisogno di don Bosco!

S.Messa dalla Cappella di san Casimiro a Vilnius (Lituania) – don Alessandro Barelli

Venerdì 5 marzo don Alessandro Barelli sdb celebrerà in italiano la s.Messa dalla Cappella di san Casimiro a Vilnius alle ore 15.00 lituane (ORE 14.00 in Italia).

L’intera settimana sarà dedicata alle celebrazioni della festa di san Casimiro (il giorno preciso del calendario liturgico è il 4 marzo), con liturgie in varie lingue, oltre che in lituano.Per seguire la diretta della Messa:
– sulla pagina Facebook della parrocchia di san Giovanni Bosco di Vilnius
– sulla pagina youtube della cattedrale di Vilnius

Kitą penktadienį, kovo 5 d., 15 val., bus aukojamos šv. Mišios ITALŲ KALBA, atlaidų savaitės proga, šv. Kazimiero koplyčioje. Transliacija per nurodytas nuorodas.

Salesiani Vilnius (Lituania): la festa per Don Bosco

Dalla casa salesiana di Vilnius, un breve filmato dei festeggiamenti che si sono tenuti in onore di San Giovanni Bosco.

La S. Messa di ieri, 31 gennaio 2021, in onore di Don Bosco, è stata celebrata e trasmessa dalla TV nazionale dalla parrocchia salesiana della capitale, dando in questo modo la possibilità ai fedeli di prendere parte alla festa del “santo dei giovani” anche in periodo di lockdown.

Ecco come si è conclusa la giornata:

Don Bosco Vilnius (Lituania): apertura anno oratoriano

Iniziano le attività in oratorio ai Salesiani di Vilnius. Di seguito l’articolo dedicato gentilmente fornito alla Redazione da parte di don Alessandro Barelli.

Nonostante le limitazioni Covid attive in Lituania anche se con forme più leggere rispetto all’Italia, domenica 4 ottobre si è svolta la tradizionale apertura dell’anno oratoriano nell’Oratorio festivo di Vilnius.

La data è scelta in concomitanza con l’inizio dell’anno catechistico, cercando di coinvolgere nelle attività dell’oratorio anche i bambini che si preparano alla Prima comunione e gli adolescenti che si preparano alla Cresima.

La Messa dei bambini era particolarmente affollata dai piccoli, dai loro genitori, dai giovani. Il coro giovanile ha animato, come tutte le domeniche, i canti della liturgia cercando di coinvolgere l’assemblea.

Dopo la Messa i cresimandi hanno avuto il loro primo incontro. I genitori dei bambini della Prima Comunione sono rimasti in chiesa per il primo incontro ufficiale con l’equipe catechistica, formata dai catechisti col parroco. Nel frattempo i bambini, sia del catechismo che quelli che frequentano abitualmente l’oratorio festivo, si sono radunati nel piazzale fuori della chiesa, dove gli animatori hanno proposto un gioco strutturato a stand. Essendo all’aperto vi erano meno limitazioni per la protezione Covid. Ad ogni stand i bambini, o singolarmente, o a piccoli gruppi, dovevano eseguire una prova di abilità, al cui termine ricevevano un dolce. Lo scopo era quello di partecipare a più giochi possibili, con un aumento esponenziale dei dolci ricevuti. Da sottolineare che i dolciumi sono stati acquistati attreverso un programma municipale di rafforzamento delle attività comunitarie per il nostro quartiere, a cui la parrocchia ha partecipato.

I dati dalla festa? 210 bambini partecipanti, 15 animatori, 150 famiglie interessate per il catechismo…

Un buon inizio (don Alessandro Barelli)

Agenzia Fides – “La missione prima di un territorio è uno stile di vita”, don Massimo Bianco SDB

La missione del Salesiano don Massimo Bianco in Lituania ormai da vent’anni. Si riporta di seguito l’articolo dell’Agenzia Fides – Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie – pubblicato lo scorso 17 settembre.

Verso la Giornata Missionaria: “La missione prima di un territorio è uno stile di vita”, dice un missionario salesiano a Vilnius

Vilnius (Agenzia Fides) – Don Massimo Bianco, Salesiano di Don Bosco (SDB), è missionario in Lituania da vent’anni. Ha 57 anni, vive e lavora a Vilnius, capitale della Lituania, in una grossa parrocchia di periferia.

“Fare il missionario è rispondere ad una chiamata, che ho maturato a lungo – racconta all’Agenzia Fides -. Avevo fatto tre esperienze estive in Africa, precisamente in Nigeria, alla fine sono ‘sbarcato’ in terra europea, ma ho capito a poco a poco che la missione prima di un territorio è uno stile di vita. Anche se il tenore di vita qui è diverso dall’Africa, il bisogno di evangelizzazione in un mondo secolarizzato e post-sovietico direi che è analogo: qui incontri persone non denutrite nel fisico, ma nello spirito. Qui ho risposto: ‘Eccomi! Manda me!’ a Colui che è la sorgente di ogni chiamata missionaria”.

Don Massimo spiega che in questi anni ha cercato prima di tutto di ascoltare, di inserirsi in una cultura differente con rispetto, pazienza e progressività: la lingua, il clima, le persone, la fede vissuta in piccole comunità sono stati vari aspetti da integrare, poco per volta.

“Di fronte a momenti di solitudine e di difficoltà – prosegue – mi esercito a non perdermi d’animo. Certo, arriva il momento, prima o poi, in cui ti chiedi: ‘Ma io, qui, che ci sto a fare?’. Si tratta allora di superare la tentazione del lasciar perdere, al tempo stesso ti accorgi che ti porti dentro una malattia che si chiama ‘protagonismo ed efficientismo’, condita dal desiderio umano di vedere sempre dei risultati, ma spesso questo non è possibile, almeno a breve termine. In questi casi mi aiuta molto la vita di preghiera e l’appoggio della comunità salesiana e parrocchiale in cui vivo”.

Come Salesiano di Don Bosco, don Massimo avverte in modo particolare il compito e la voglia di far conoscere ai bambini e ai ragazzi la figura di don Bosco, il Santo dei giovani.

“Questo richiede da parte mia di lottare con la tentazione di una vita mediocre che si accontenta del ‘minimo sindacale’ – sottolinea -. Quindi ripartire sempre, mantenere vivo il fuoco missionario nel proprio cuore, continuare finché passeró ad altri il testimone, quando Dio vorrà, con la consapevolezza che vale la pena lavorare per il Regno dei Cieli. Non si tratta solo di capire che il Signore ci manda ad annunciare la Sua Parola, ma si tratta di diventare noi stessi voce di quella Parola, con la nostra presenza e la nostra testimonianza”.

(SL) (Agenzia Fides 17/9/2020)

AM – “Ecco il tuo campo, ecco dove dovrai lavorare”: il sogno si coltiva a TELSIAI (Lituania)

L’esperienza missionaria estiva a TELSIAI, in Lituania. Di seguito l’articolo dedicato, a cura di don Fabio SdB, Vytas SdB, Simone A., Simone C., Pietro.

La missione, prima di tutto, ti insegna qualcosa: quello che ha insegnato a noi la Lituania è il valore della Misericordia. Soprattutto se la Misericordia è vissuta in prima persona e viene raccontata da un popolo, quello lituano, che tanto ha da perdonare ai vicini di casa. 

Inoltre, capitare in questi luoghi (dove è iniziata la venerazione della Divina Misericordia a seguito delle vicende della vita di Santa Faustina Kowalska) nei primi di agosto, giorni del grande “Perdono di Assisi”, fa sì che la Misericordia guidi per mano la propria attività, che si compie sotto lo sguardo di Dio, consolatore degli afflitti e misericordioso, e con lo stile di don Bosco, vicino agli ultimi, soprattutto ai più giovani.

Così, dopo i primi due giorni, trascorsi nella capitale (Vilnius) per toccare con mano la storia lituana, avendo osservato coi nostri occhi i luoghi in cui questo popolo baltico ha lottato per la propria libertà (Museo del KGB, Collina delle Croci, la Rivoluzione cantante, …), abbiamo fatto rotta verso la nostra vera destinazione: Telsiai.

Telsiai è un paese sorto sulle rive del lago Mastis, nella regione della Samogizia: qui si è svolta la nostra esperienza di Estate Ragazzi dal nome “Don Bosko Vasara 2020” (Don Bosco Estate 2020), la prima “prova” rinnovata dopo tanti anni, una sorta di “missione pilota”: mista l’equipe dei responsabili, misto il gruppo degli animatori, miste le provenienze dei ragazzi.

Non eravamo soli, anzi, eravamo attesi: a Telsiai è presente una comunità SDB che ha organizzato il nostro arrivo e le nostre attività, composta dal sig. Piercarlo Manzo, coadiutore, che ha coordinato le attività dell’Estate Ragazzi, aiutato da don Onorino Pistellato, don Alexis Danilo Garro e don Oliver Bautista.

Inoltre, la comunità ha anche alimentato le attese di un gruppo di animatori tra i 15 e i 16 anni, con cui, nella prima settimana di permanenza, ci siamo trovati al mattino e abbiamo imparato i primi fondamentali insegnamenti (anche con l’aiuto di qualche giochino allegro e coinvolgente) sull’animazione salesiana. 

I riferimenti sono stati alcuni incontri importanti della vita di don Bosco: il sogno dei 9 anni (1°giorno) ci ha insegnato l’importanza della mansuetudine, del campo e della missione alla quale eravamo chiamati; l’incontro con Bartolomeo Garelli (2°) ci ha insegnato uno stile diverso con cui stare coi bambini e ragazzi a noi affidati; Michele Magone (3°) quanto al bene che possa farci l’ambiente circostante e infine, con Domenico Savio (4°), come noi possiamo migliorare l’ambiente attorno a noi.

Quindi, dopo la prima parte della giornata passata insieme agli animatori (e dopo esserci rifocillati a dovere tutti assieme), ecco partire l’attività di “Don Bosko Vasara 2020”, che si svolgeva presso la scuola “Vincento Borisevicius” (vescovo martire del comunismo), scuola statale ad indirizzo cattolico in cui lavora il sig. Piercarlo e in cui si stanno inserendo i giovani missionari d. Oliver e d. Alexis. 

Ad inizio settimana, i bambini e i ragazzi iscritti, dalla 2 elementare alla 2 media, erano già 45, un numero niente male per una prima esperienza… in tempo di Covid! 

Alla fine della seconda settimana saranno una novantina, suddivisi in 4 squadre in base alla classe terminata. Il programma era così scandito: dopo l’accoglienza, un breve ma intenso e allegro innesco con qualche gioco nel teatro della scuola, la preghiera e il ballo dell’inno dell’Estate Ragazzi, poi  bambini e ragazzi sceglievano uno dei laboratori proposti per la loro fascia d’età. A seguire un break  con merenda e poi tutti a giocare, ognuno nella propria squadra, ai grandi giochi proposti dagli animatori. Quindi, rientro in teatro per chiudere la giornata coi canti e la preghiera.  Davvero il Cielo è stato dalla nostra parte, perchè nella piovosa Lituania abbiamo avuto il sole quasi sempre per tre settimane di fila.  Questo ha permesso di utilizzare gli ampi spazi verdi e sportivi messi a disposizione da varie istituzioni cittadine.    

Con gli animatori ci si fermava per una rapida condivisione sulla giornata e poi…liberi tutti, a ricaricare le batterie per il giorno dopo. O meglio, quasi tutti, perché, dopo la cena e la preghiera del Vespro, ci aspettava la preparazione dettagliata della giornata seguente. 

Nella seconda settimana, invece, accoglievamo i ragazzi già dal mattino. La formula della giornata  rimaneva quella efficace della settimana precedente, aumentando però il tempo per il gioco e inserendo una interessante “pillola formativa” su Don Bosco, con le scenette e un piccolo gioco.

Gli animatori si sono subito messi in gioco, senza alcuna paura, iniziando un bel cammino di crescita con Don Bosco, di cui hanno sentito parlare, in molti casi, per la prima volta. Circa i bambini, invece, dopo i primi giorni, in cui le loro facce e i loro visi facevano trasparire un po’ di timore di fronte a noi, stranieri, e di fronte agli animatori, sconosciuti, ecco aprirsi grandi sorrisi, risate, battute, voglia di giocare, stare insieme, divertirsi come voleva don Bosco. 

Alla fine della terza settimana, conclusasi con la messa di ringraziamento, l’asta dei premi e il video sapientemente realizzato dal nostro Vytas, potevamo davvero dire di aver centrato l’obiettivo proposto ai ragazzi: Per noi la santità consiste nello stare molto allegri!  

Ecco perché siamo ritornati in Italia con una convinzione in particolare: il linguaggio di don Bosco è universale. In ogni luogo, città, provincia, regione, stato, continente in cui don Bosco è presente, basta un gioco, un sorriso, una piccola attenzione per parlare la stessa lingua, la lingua del cuore, la lingua di don Bosco, ed è subito come sentirsi a casa!

Siamo convinti che don Bosco abbia tanto da dire alla Lituania e ai suoi giovani, come siamo altrettanto convinti che la Lituania e i suoi giovani abbiano bisogno di don Bosco, del sentir parlare di lui e di far viva esperienza del suo metodo educativo: in quei giorni un fuoco è stato acceso nel cuore di bambini e animatori, a noi il compito di custodire e alimentare questo fuoco e questi cuori!

Fabio SdB, Vytas SdB, Simone A., Simone C., Pietro

Un messaggio di speranza dai giovani “missionari” in Lituania

La testimonianza dell’esperienza missionaria dei giovani dell’Ispettoria nella condivisione di don Fabio Mamino e del chierico Vytautas Markunas

Nell’estate più strana degli ultimi tempi, un bel segno di speranza arriva dal nord dell’ispettoria, dalla terra lituana.

Nonostante il generale contesto delicato, i confratelli della casa di Vilnius non hanno rinunciato a proporre due settimane di centro estivo a fine luglio, con pomeriggi ricchi di iniziative, ospiti, laboratori e gite.. Quello che si poteva fare, si è fatto!… E con un discreto risultato, potremmo aggiungere!

Concretamente, dal 20 al 31 luglio, un gruppo di 25 animatori, coordinato da don Alessandro Barelli (pioniere della missione lituana), ha animato circa 200 bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni (più di 300 gli iscritti). Particolarmente ricca l’equipe salesiana: oltre ai confratelli della casa, sono stati presenti anche don Alexis Garro (neomissionario a Telsiai) e una consorella delle FMA di Kaišiadorys! A loro si è poi aggiunto un chierico inviato dal seminario diocesano della capitale.

Nell’ultima settimana abbiamo potuto prendere parte anche noi a questi giorni ricchi di vita e di entusiasmo: possiamo testimoniare che, anche in queste terre così lontane da Valdocco, don Bosco si sta facendo strada nei cuori dei giovani e delle famiglie. Preghiamo per loro… Melskimės už juos

D. Fabio Mamino Sdb
Ch. Vytautas Markunas SdB

La Famiglia Salesiana lituana ricorda il suo patriarca

Si riporta la notizia proveniente dalla Famiglia Salesiana lituana riguardo alla giornata di ricordo e riconoscenza dedicata al primo salesiano lituano a 60 anni dalla sua morte: don Antanas Skeltys. Ecco il racconto di sabato 25 luglio:

C’è uno slogan che viene inculcato fin dai primi anni di scuola ai bambini e che unisce spiritualmente e civilmente gli abitanti del piccolo e dignitoso paese baltico della Lituania: Ricorda – Proclama- Onora.

La giornata di sabato 25 luglio 2020 è stata celebrata e vissuta dalla Famiglia Salesiana lituana proprio con l’intento di esprimere ricordo e riconoscenza verso il primo salesiano lituano: don Antanas Skeltys.

Nato in un piccolo paese della fertile pianura agricola della regione della Suvalkija, il giovane Antanas, desideroso di farsi prete ma di modeste condizioni economiche, viene a conoscenza dei Salesiani e di don Bosco. Scrive ai superiori a Torino e riceve la telegrafica risposta: ” Vieni! Ti aspettiamo.” Fu il primo; dopo di lui una vera schiera di giovani raggiungeranno il Piemonte.

Studia, diventa salesiano nel 1906 accolto dal beato d. Michele Rua, e sacerdote nell’agosto del 1914, ad una settimana dalla scoppio della Grande Guerra. Non potendo rientrare in patria, lavorò in Italia nella case di Verona e di Este, dove si attivò per fondare l’edizione lituana del Bollettino salesiano, che fece conoscere l’opera e la figura di don Bosco nel piccolo, appena ricostituito, paese sul Baltico. L’intera raccolta del Bollettino (stampato dal 1926 al 1940) fu provvidenzialmente salvata dal flagello comunista. Nel frattempo, già dal 1921, operò con zelo per far arrivare in Italia giovani lituani, affinché, affascinati dal carisma salesiano, diventassero futuri figli di Don Bosco. Per loro istituì la casa lituana di Perosa Argentina, poi trasferita a Castelnuovo don Bosco. Appena le condizione glielo permisero, don Skeltys fece ritorno in patria e qui possiamo ancora oggi ammirare il miracolo della sua attività nel paese. In una ampia tenuta con un edificio imponente donato da un sacerdote lituano, celebre astronomo, si costituì una comunità di diversi confratelli che lavoravano a tempo pieno con gli oltre cento ragazzi interni della scuola professione. L’opera rimase aperta dal 1934 al 1940, interrotta improvvisamente nel suo pieno fiorire dall’occupazione sovietica. Negli anni successivi don Skeltys (che tra l’altro si meritò il titolo di Giusto delle nazioni per i tanti ebrei salvati durante l’occupazione nazista) visse in oculata clandestinità in piccole parrocchie di villaggio, nascondendosi dagli agenti del KGB, fino alla morte avvenuta il 28 luglio 1960.

Sabato 25 abbiamo commemorato i 60 anni della morte, della sua morte, nel suo villaggio natale a Griskabudis.

La solenne celebrazione fu presieduta dall’arcivescovo emerito di Kaunas, il card. Sigitas Tamkevicius, che da bambino fece da chierichetto a don Antanas durante la sua clandestinità e che di lì a qualche anno sarà presente al suo capezzale nelle sue ultime ore di vita, chiedendo per lui la grazia dei sacramenti. Il cardinale ama ricordare con riconoscenza che deve proprio a d. Skeltys la sua vocazione sacerdotale e il suo amore a don Bosco, conosciuto leggendo un libretto sul santo regalatigli dal buon sacerdote. Alla messa concelebrò il vescovo ausiliare di Vilnius, mons. Arunas Poniskaitis, pronipote dello stesso d. Skeltys.

La giornata vide raccolti tutti i rappresentanti della Famiglia salesiana presenti in Lituania, i S.D.B., le F.M.A., i Cooperatori, a cui si deve l’iniziativa di questa commemorazione, i parenti e gli amici della F.S. Il coro della parrocchia salesiana di Vilnius ha animato la liturgia, trasmessa sulle frequenze di Radio Maria.

Nell’omelia il cardinale delineò il profilo della spiritualità radiosa di d. Antanas Skeltys, a cui come a s. Giacomo, di cui quel giorno ricorreva la memoria liturgica, non mancò di bere al calice della sofferenza del suo Salvatore. Il giubileo si è concluso tra discorsi, canti e corone di fiori presso la sua tomba adiacente alla chiesa, sulla cui lapide è inciso la frase L’anima di ogni uomo è degna del sacrificio di tutta la nostra vita: trovarla, aiutarla e consegnarla a Dio.

Grazie don Antanas, don Bosco della Lituania!