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Festa di Don Bosco 2026: il Rettor Maggiore esorta ragazzi e ragazze dell’MGS a seguire il cammino del Santo dei Giovani

Qui a Valdocco bisogna proprio riconoscere che l’avvenire incomincia ieri. Si può pensare che ci sia uno sbaglio. Invece, no! Noi siamo eredi di un’esperienza straordinaria che a noi è data, a noi è consegnata. Coraggio!”

Con questa simpatica citazione del suo predecessore, Don Egidio Viganò, il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Fabio Attard, alla sua prima Festa di Don Bosco da quando è stato eletto a quest’incarico, ha concluso l’omelia-messaggio ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) in occasione della Festa di Don Bosco, sabato 31 gennaio 2026 – in una celebrazione eucaristica segnata da grande profondità, entusiasmo e autentica spiritualità giovanile salesiana.

La Festa di Don Bosco nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Valdocco, culla e centro spirituale del carisma salesiano a livello mondiale, era iniziata in verità già dalla serata di venerdì 30 gennaio, con i Primi Vespri della festa presieduti dallo stesso Rettor Maggiore, e una veglia di preghiera animata dai novizi del Colle Don Bosco, sul tema “Fino all’ultimo mio respiro”.

A conclusione della celebrazione dei Primi Vespri, il Rettor Maggiore ha anche consegnato ai fedeli radunati in basilica il suo pensiero della “buonanotte salesiana”, nella quale ha rimarcato due principali aspetti di Don Bosco: il suo essere “radicato in cristo” e profondamente “coinvolto con la storia” della città, in un coinvolgimento che non era meramente sociale, ma missionario, che lo portava a vedere persone e situazioni alla luce del Vangelo e dell’intelligenza.

Il giorno della festa, poi, ha visto la chiesa di Maria Ausiliatrice sempre piena di fedeli, giunti da ogni luogo per omaggiare il Padre e Maestro della Gioventù e per partecipare alle numerose Eucaristie in programma per la giornata – ben sette, dalle 7 del mattino alle 21 – o agli altri momenti spirituali previsti. Anche la scelta di chi ha presieduto le Messe è stata attenta e calcolata, volta a rinsaldare i rapporti con la comunità cittadina locale.

Ecco perché dietro l’altare della Basilica si sono alternati i Vicari Episcopali per la formazione e per la pastorale sul territorio, rispettivamente Don Michele Roselli e Don Mario Aversano; poi il Superiore della Circoscrizione speciale di Piemonte e Valle d’Aosta (ICP), Don Leonardo Mancini; sul finire della mattinata, l’arcivescovo della città, Card. Roberto Repole – in una messa concelebrata anche dal Rettor Maggiore; e, a metà pomeriggio, Mons. Alessandro GiraudoVescovo Ausiliare di Torino.

L’apice della festa ovviamente si è raggiunto con la Messa presieduta dal Rettor Maggiore, in una celebrazione gremita di fedeli fino al massimo della capienza della Basilica di Maria Ausiliatrice, liturgicamente molto curata e animata accompagnata dal Coro e dall’Orchestra dei giovani di Novara. Affiancato all’altare dall’Economo Generale della Congregazione,Don Gabriel Stawowy, Don Attard ha offerto un’omelia in collegamento con la Strenna da lui diffusa per questo 2026.

Nella sua riflessione, infatti, il Rettor Maggiore ha infatti ripreso i quattro verbi fondamentali della Strenna – guardare, ascoltare, scegliere e agire – e ha ricompiuto con loro il percorso di vita di Don Bosco, esortando i giovani presenti ad assumere gli stessi atteggiamenti per compiere anch’essi il medesimo cammino.

Guardare” è la prima esortazione che la Madonna fa al piccolo Giovannino nel Sogno dei Nove Anni, e in tal senso fa riferimento al “prendere sul serio la realtà in cui si vive”. “Abbiamo il coraggio di lasciarci interrogare di quello che sta capitando attorno a noi?” ha domandato a mo’ di provocazione.

Il secondo verbo è Ascoltare: “Possiamo guardare e prendere le distanze. Sì, ho visto, però non è che mi interessa… ”. Ascoltare, invece, significa: “Cosa mi dice quello che io vedo? Come mi interpella quello che vedo?

Da lì si passa al terzo verbo, quello decisivo: Scegliere. “Se abbiamo l’intelligenza necessaria per capire quello che guardiamo, e abbiamo anche la sincerità per ascoltare quello che ci sta dicendo ciò che guardiamo, bisogna poi mettersi in cammino: Che io arrivi a chiedermi quali sono le scelte della mia vita? Qual è la chiamata che io vorrei assumermi?” ha continuato ancora il Rettor Maggiore.

Che, infine, ha chiosato sul quarto verbo, Agire: “Quando arriviamo a quel punto allora l’agire diventa una conseguenza. Faccio quelle scelte che nel discernimento dello scegliere fanno maturare quello che ho guardato e quello che ho ascoltato”.

Le celebrazioni per la Festa di Don Bosco 2026 a Torino-Valdocco – che avevano previsto nel pomeriggio anche la benedizione dei ragazzi all’altare di Don Bosco, e un tempo per l’adorazione e i Secondi Vespri – si sono infine concluse con l’Eucaristia celebrata assieme ai membri del cosiddetto “arsenale della pace” del “Sermig” – il Servizio Missionario Giovani.

Fonte: infoANS

Chieri: Don Fabio Attard cittadino onorario, riconosciuto il suo servizio al carisma salesiano e ai giovani

Notizia a cura dell’Agenzia ANS.

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Una giornata di intensa emozione e profondo significato salesiano ha segnato la mattinata del 1° febbraio 2026 nella città di Chieri, che ha ufficialmente conferito la Cittadinanza Onoraria a Don Fabio AttardXI Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, eletto il 25 marzo 2025. Il riconoscimento è stato assegnato quale segno di stima per il suo straordinario impegno educativo, pastorale e culturale e per il profondo legame che unisce Chieri alla tradizione salesiana e all’eredità spirituale di San Giovanni Bosco.

La celebrazione si è svolta in una chiesa gremita di fedeli, autorità civili e membri della Famiglia Salesiana, in un clima di viva e sentita partecipazione. Il Consiglio Comunale di Chieri, con voto unanime, ha approvato il conferimento della cittadinanza onoraria, accogliendo la proposta avanzata dall’Istituto Salesiano “San Luigi”, in continuità con analoghi riconoscimenti già attribuiti in passato agli allora Rettori Maggiori Don Pascual Chávez Villanueva e a Don Ángel Fernández Artime, anch’essi cittadini onorari della città.

A esprimere il significato dell’atto è stato il Sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, il quale ha sottolineato come questo conferimento celebri “il legame indissolubile che unisce Chieri al mondo salesiano” e rappresenti un segno concreto di riconoscenza verso una presenza che da generazioni contribuisce alla crescita umana, culturale e spirituale dei giovani.

La cerimonia ufficiale si è inserita nel contesto della Festa di San Giovanni Bosco, momento particolarmente caro alla città di Chieri, luogo profondamente legato agli anni della formazione del Santo dei giovani. In tale occasione, Don Fabio Attard ha presieduto la Santa Messa solenne nel Duomo, offrendo una riflessione intensa e attuale sul carisma di Don Bosco, raccolta nell’omelia dal titolo: “Chiamata all’ascolto attento e alla risposta generosa”.

Nel suo messaggio, il Rettor Maggiore ha richiamato con forza l’esperienza vocazionale di Don Bosco, nata dall’ascolto profondo della realtà e dalla docilità alla chiamata di Dio. Ha evidenziato come la missione salesiana nasca da una risposta apparentemente “impossibile”, ma resa feconda dalla fiducia nella Provvidenza, dall’accompagnamento umano e spirituale e da una speranza incrollabile nella crescita integrale dei giovani. L’omelia ha inoltre toccato temi di grande attualità: l’urgenza dell’ascolto autentico in una società frenetica, il valore della mediazione educativa contro l’isolamento, l’ottimismo della fede di fronte al cinismo contemporaneo e l’educazione come forma privilegiata di evangelizzazione.

Al termine della celebrazione eucaristica, dopo la Messa, si è svolto il conferimento ufficiale della Cittadinanza Onoraria, accompagnato dalla consegna del relativo attestato. Il testo del riconoscimento sottolinea l’impegno di Don Fabio Attard “a servizio delle giovani generazioni in tutto il mondo”, la sua fedeltà al carisma di Don Bosco e il contributo offerto alla promozione dei valori dell’accoglienza, della solidarietà e della speranza.

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio Attard vuole essere non solo un gesto di stima personale, ma anche un segno di riconoscenza verso l’intera Congregazione Salesiana, che continua a offrire un contributo prezioso e costante alla formazione dei giovani e alla costruzione di una società più giusta e solidale.

La giornata del 1° febbraio 2026 resterà così impressa nella memoria della città di Chieri come una celebrazione della fedeltà al carisma salesiano, della responsabilità educativa e della speranza cristiana, incarnate oggi nel servizio e nella testimonianza del Rettor Maggiore dei Salesiani.

Festa di Don Bosco 2026: il Rettor Maggiore parla ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano

Rinnovando una “bella tradizione” propria dei Rettori Maggiori, per la Festa di Don Bosco 2026 l’XI Successore di Don Bosco, Don Fabio Attard, consegna un messaggio di speranza e coinvolgimento ai giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS).

Tre sono i punti principali sottolineati dal Rettor Maggiore. In primo luogo, Don Attard rimanda al messaggio della Strenna per il 2026, rinnovando l’invito ad essere, come Maria, attenti a ciò che accade attorno a sé e a fare sempre affidamento a Gesù.

In secondo luogo, riprendendo degli spunti di Papa Leone XIV, il Rettor Maggiore invita a “coltivare il dono dell’amicizia autentica” – un tratto veramente salesiano.

E, infine, sempre con riferimento a quanto indicato in questi primi mesi di pontificato da Papa Leone, l’XI Successore di Don Bosco esorta i ragazzi e le ragazze dell’MGS ad avere “il coraggio della verità – un atteggiamento che significa evitare qualsiasi ambiguità e prepotenza, anche verbale, verso il prossimo.

Tutto questo, conclude il Rettor Maggiore, perché i giovani siano “protagonisti di bontà, soprattutto per i giovani più bisognosi”.

Fonte: infoANS

Chieri conferisce la cittadinanza onoraria a don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana

Comunicato Stampa a cura della Città di Chieri.

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Il Consiglio comunale di Chieri ha approvato all’unanimità la delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD, che il 25 marzo 2025 è stato eletto undicesimo Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana, “quale riconoscimento del suo straordinario impegno educativo, pastorale e culturale, nonché del profondo legame che unisce la città di Chieri alla tradizione salesiana”.

Nato a Gozo (Malta) il 23 marzo 1959, Don Fabio ATTARD ha dedicato la sua vita interamente al servizio della gioventù: missionario in Tunisia dal 1988 al 1991, rettore di scuole salesiane a Malta, docente all’Università Pontificia Salesiana e per oltre 12 anni Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile.

«Ringraziamo tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza per aver votato questo importante atto di indirizzo con cui Chieri conferisce la cittadinanza onoraria al Rettore Maggiore della Congregazione Salesiana Don Fabio ATTARD, celebrando così il legame indissolubile che unisce Chieri al mondo Salesiano e all’eredità spirituale e morale di Don Bosco, che qui trascorse l’adolescenza e il periodo della formazione, dal 1831 al 1841-dichiarano il Sindaco Alessandro Sicchiero e l’assessora all’Istruzione Antonella Giordano-Abbiamo accolto la proposta formulata dall’Istituto Salesiano San Luigi di Chieri, fondato nel 1891 dal Beato Michele Rua, in continuità con quanto già fatto in passato con Don Pascual Chavez Villanueva e con Don Ángel Fernández Artime, anch’essi cittadini onorari della nostra città. Don Fabio Attard incarna pienamente il carisma di Don Bosco e il conferimento della cittadinanza onoraria vuole essere un gesto di stima verso i Salesiani, riconoscendo così il contributo prezioso e costante offerto alla formazione dei più giovani e alla promozione della cultura dell’accoglienza, della solidarietà e della speranza».

La cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria a Don Fabio ATTARD si svolgerà in occasione della prossima Festa di San Giovanni Bosco, il 1° febbraio 2026, quando il Rettor Maggiore sarà a Chieri per celebrare la tradizionale Messa in Duomo.

beAMission 2025: vivere la missione

Torino – Valdocco, 8-9 novembre 2025.

Nel cuore delle celebrazioni per i 150 anni della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, Valdocco ha accolto giovani, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice da tutta Italia per il beAMission, una convocazione nazionale nata dal desiderio di ritrovarsi, raccontarsi e rilanciare insieme il cammino missionario.

L’evento ha rappresentato la vigilia della 156ª Spedizione Missionaria, celebrata sempre a Valdocco l’11 novembre e presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard.

Il beAMission è stata un’esperienza viva: due giorni in cui i giovani hanno riscoperto la bellezza di essere missione prima ancora di fare missione. È proprio questo vissuto condiviso, fatto di ascolto, testimonianze e preghiera, che ha generato fraternità tra tutti i partecipanti.

Un’esperienza di Chiesa in cammino

L’incontro è stato pensato e costruito valorizzando il protagonismo giovanile, a partire dai rappresentanti delle Équipe missionarie regionali. L’obiettivo: trasformare la memoria dei 150 anni in uno slancio verso il futuro, restituendo alla missione salesiana la sua dimensione originaria di slancio apostolico, gioia e servizio.

Dopo l’accoglienza a Valdocco, la visita al Museo Casa Don Bosco ha introdotto i partecipanti nel clima delle origini, permettendo di “toccare” le radici della passione missionaria di Don Bosco e dei primi partenti per l’Argentina. Subito dopo si è svolto il momento formativo con l’intervento di don Jorge Crisafulli, Consigliere generale per le Missioni, che ha offerto una riflessione incisiva su cosa significhi essere missionari oggi: non partire per un altrove, ma abitare la missione dove si vive.

Le sue parole hanno aiutato tutti a comprendere che la missione non è un’azione ma un’identità, un modo di essere che trasforma ogni relazione e ogni luogo.

Mostra, festa e preghiera: la missione si fa racconto

Nel tardo pomeriggio i partecipanti hanno potuto vivere l’inaugurazione della mostra “Splendete come astri nel mondo”, allestita negli spazi del Museo.

L’esposizione — curata con la collaborazione dei vari territori salesiani italiani — racconta storie, volti e progetti missionari dei cinque continenti. Durante l’apertura ufficiale è intervenuto anche don Fabio Attard, che ha richiamato il valore profetico dell’educazione e della presenza giovanile nella missione salesiana: «Ogni giovane che incontra Don Bosco diventa, a suo modo, un missionario».

La serata è poi proseguita in clima di festa, con la Festa Missionaria nel cortile e negli stand preparati dalle diverse realtà regionali. Canti, testimonianze, giochi, piatti tipici: la missione si è fatta racconto e fraternità vissuta. La “buonanotte” in Basilica donata dalla Madre Generale delle FMA, Chiara Cazzuola, ha chiuso la giornata con semplicità e profondità salesiana.

La domenica: dal racconto alla chiamata

Il mattino successivo, i giovani si sono ritrovati per un’esperienza di Living Library, in cui i ragazzi che hanno vissuto un’esperienza di missione  hanno raccontato, come “libri viventi”, le loro storie di servizio e di fede.

A seguire, anche i salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice  che si preparano a ricevere il mandato missionario in questi giorni  hanno condiviso con i giovani la loro chiamata al dono totale di sè in terra di missione.

Nel primo pomeriggio, la celebrazione della Messa, presieduta da don Attard, ha rappresentato un nuovo invio missionario per i giovani e ha espresso il senso più profondo dell’incontro: non solo ricordare una partenza avvenuta 150 anni fa, ma rinnovare oggi la stessa passione missionaria nel quotidiano.

Le parole del Rettor Maggiore hanno invitato tutti a guardare avanti con speranza: “Essere missione significa non trattenere nulla per sé: è condividere la vita, il tempo e il Vangelo, con lo stile della gioia salesiana.”  

Una fraternità nata dall’essere missione

beAMission non è stato solo un evento celebrativo, ma un’esperienza di comunione che ha mostrato come l’essere missione generi fraternità.

In questi giorni, i giovani hanno toccato con mano che la missione è un modo di vivere insieme, di mettersi in ascolto, di costruire ponti.

Da Valdocco ripartono ora verso le proprie comunità, più consapevoli che la missione salesiana continua, ogni volta che qualcuno sceglie di donare il proprio tempo, la propria passione e la propria fede per far crescere la vita degli altri.

 

Torino: incontro ADMA Primaria con il Rettor Maggiore Don Fabio Attard

Sabato 24 maggio, nei locali di Valdocco, nel corso dei festeggiamenti per la ricorrenza di Maria Ausiliatrice, il nuovo Consiglio dell’ADMA Primaria, entrato in carica proprio il 24 maggio, è stato ricevuto dal Rettor Maggiore Don Fabio Attard.

Durante l’incontro i 6 membri del Consiglio hanno presentato un documento di lavoro, finalizzato ad orientare il cammino del sodalizio nei prossimi due anni. Il documento è stato inteso come uno strumento di lavoro aperto, destinato a guidare il consiglio e l’associazione a Torino Valdocco e nel mondo. Uno degli obiettivi principali del nuovo consiglio, anche in considerazione del minor numero di membri (6 anzichè 8), è spingere per un maggiore coinvolgimento degli altri associati, creando equipe per supportare l’organizzazione delle varie attività.

Don Fabio Attard, nel sottolineare un’incoraggiante crescita dell’ADMA, vista come segno tangibile dello spirito, soprattutto in India, in particolare nella visitatoria di Bangalor, e a Madrid in Spagna, ha invitato a riflettere su questa crescita nel contesto di un cambiamento epocale, facendo riferimento soprattutto alle sfide affrontate dalle prime comunità cristiane, descritte negli atti degli apostoli. In un mondo che, come diceva Papa Francesco, sta vivendo un cambio d’epoca, si assiste ad una crescita delle opere salesiane, anche in contesti umanamente inaspettati, come appunto l’India con una piccola minoranza cristiana.

Il carisma salesiano – ha continuato Don Attard – non è visto come un oggetto statico, ma come “l’azione dello spirito“, che è sempre fluido e dialogante. Il carisma interroga gli associati oggi, così come Maria fu interpellata nell’annunciazione. La bellezza del carisma salesiano è che per Don Bosco non ci sono barriere, non ci sono né culture, né continenti, né contesti nei quali il carisma non funziona. La Famiglia Salesiana, come congregazione e famiglia mondiale, è “molto conosciuta e molto rispettata“. Questa è un’eredità che comporta una responsabilità a 360 gradi. Fondamentale quindi – ha aggiunto Don Fabio Attard – il ruolo dell’ADMA Primaria che deve porsi come animatrice dei vari gruppi nel mondo, mantenendo una grande forza interna, ma incoraggiando a guardare verso l’esterno, pensando “glocalmente” (localmente e globalmente).

Nel corso dell’incontro, il Rettor Maggiore ha inoltre ribadito l’importanza della dimensione mariana nell’identità salesiana, nata dall’incondizionato Amore di Don Bosco per Maria che si lega ad una chiara identità crisitica. Riflettendo ancora sulla crescita, il Rettor Maggiore invita a chiedersi “cosa ci sta chiedendo lo Spirito“. Accanto alla dimensione effettiva e organizzativa, c’è una dimensione affettiva: “l’amore di Dio dove ci sta spingendo?“. Nel domandarsi come accompagnare la crescita e creare una circolarità tra le varie realtà mondiali, Don Fabio Attard ha messo in evidenza che il movimento non deve essere a senso unico (dal centro alle periferie), ma è importante che la periferia diventi anche soggetto, sottolineando inoltre il riconoscimento di cui gode la Famiglia Salesiana, e con questa l’ADMA, anche in contesti molto difficili, laddove è lo spirito che cammina e che parla ovunque. Riconoscimento – ha concluso il Rettor Maggiore – che deve essere considerato come una maggiore responsabilità, legata anche all’essere figlie e figli di un grande sognatore.

Al termine dell’incontro Don Fabio Attard, nel ricevere in dono il foulard dell’ADMA, ha fatto presente che fornirà il proprio contributo al documento di lavoro presentato dal Consiglio che, in coerenza da quanto emerso da quest’incontro, proseguirà nel suo cammino con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente gli associati e strutturare l’animazione dei gruppi nel mondo.

Festa di Maria Ausiliatrice 2025

Il Mese Mariano è giunto al culmine nella giornata del 24 maggio con la Festa di Maria Ausiliatrice: tanti gli appuntamenti a Valdocco alla Basilica Maria Ausiliatrice, che già nella notte del 23 aveva vissuto la maratona notturna di preghiera delle dodici ore con Maria.

Il primo grande evento della giornata, alle ore 11.00, la S. Messa a Maria Ausiliatrice presieduta dal Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa:

Alle 18.30 grande partecipazione di tutta la Famiglia Salesiana e della Comunità per la S. Messa dedicata al Movimento Giovanile Salesiano presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e tutto il Consiglio Generale, a cui è seguita la processione di Maria Ausiliatrice alle 20.30.

È stata una giornata spiritualmente intensa, di festa e ringraziamento a Maria, madre di tutti noi e soccorritrice di tutti coloro che La invocano.

Basilica Maria Ausiliatrice: Solennità di Maria Ausiliatrice con il Rettor Maggiore e il Consiglio Generale

Maria “segno di sicura speranza e di consolazione”
[Spes non confundit, n.24]

Con la partecipazione del neo-Rettor Maggiore don Fabio Attard e di tutti i membri del nuovo Consiglio Generale della Congregazione Salesiana, presentiamo di seguito il programma completo delle celebrazioni in programma alla Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco in occasione della Solennità di Maria Ausiliatrice 2025.

Venerdì 23 Maggio | Vigilia della Solennità di Maria Ausiliatrice

  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00
  • Ore 17.00: S. Rosario animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, presiede don J. Carlos Pèrez Godoy – Consigliere regionale per la mediterranea
  • Ore 18.00: S. Messa, presiede l’Arciv. Mons. Alessandro Giraudo – Vescovo Ausiliare della Diocesi di Torino e Susa, anima la corale della Basilica
  • Ore 19.00 – 7.00: Dodici ore con Maria – maratona notturna di preghiera
    • Ore 19.00: Primi Vespri, presiede don Fabio Attard – Rettor Maggiore dei Salesiani
    • Ore 19.30: S. Rosario, animano i cantori e i volontari della Basilica
    • Ore 20.30: accompagnati dall’arpa preghiamo Maria: M° Francesco Cassone e lettrice Paola Riva
    • Ore 21.30: Liturgia Penitenziale, presiede don Silvio Roggia – Consigliere generale per la formazione, animano i giovani salesiani di Torino Crocetta
    • Ore 23.00: Ufficio delle Letture, presiede don Michael Biju – Consigliere regionale Asia Sud, animano i giovani salesiani di Torino Crocetta
    • Ore 24.00: S. Messa, presiede don Stefano Martoglio – Vicario del Rettor Maggiore
    • Ore 1.00-7.00: preghiera di Adorazione notturna con l’MGS Piemonte e Valle d’Aosta e le sorelle di Maria Stella Mattutina (ore 1.00-3.00); GAM a 50 anni dalla loro fondazione (ore 3.00-7.00)

Sabato 24 Maggio | Solennità di Maria Ausiliatrice

  • Ore 7.00: S. Messa, presiede don Rafael Bejarano Rivera – Consigliere generale per la Pastorale Giovanile, anima la Gioventù Ardente Mariana (GAM)
  • Ore 8.00: S. Messa, presiede don Jorge Mario Crisafulli – Consigliere generale per le Missioni Salesiane
  • Ore 9.30: S. Messa, presiede don Leonardo Mancini, Superiore dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta
  • Ore 11.00: S. Messa, presiede S. Em. Card. Roberto Repole – Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, anima la Corale della Basilica
  • Ore 15.00: benedizione dei ragazzi, presiede don Hèctor Gabriel Romero – Consigliere generale per America Cono Sud
  • Ore 15.30: conferenza “Per Maria incontro a Cristo” (Mons. Marco Frisina, biblista e compositore)
  • Ore 17.00: S. Messa, presiede Mons. Marco Frisina – Presbitero della Diocesi di Roma, anima la Corale della Basilica
  • Ore 18.30: S. Messa per i giovani del Movimento Giovanile Salesiano, presiede don Fabio Attard – Rettor Maggiore dei Salesiani, anima il coro dell’Oratorio Michele Rua (Torino)
  • Ore 20.30: processione di Maria Ausiliatrice, presiede S. Em. Card. Roberto Repole con la presenza del Rettor Maggiore dei Salesiani e tutti i membri del Consiglio Generale
    • percorso: Piazza Maria Ausiliatrice; Controviale C.so Regina Margherita; Controviale C.so Principe Oddone; Strada del Fortino; Via Cigna; Controviale C.so Regina Margherita; Piazza Maria Ausiliatrice.
  • S. Messa dopo la processione, presiede Mons. Giacomo Martinacci – Rettore della Consolata

Il Rettor Maggiore invia al neoeletto Papa Leone XIV gli auguri della Congregazione e della Famiglia Salesiana

Dopo l’elezione del nuovo Pontefice, il Rettor Maggiore dei Salesiani ha inviato a Sua Santità Leone XIV una lettera di auguri e di vicinanza di tutta la Congregazione e la Famiglia Salesiana.

A Sua Santità
Papa LEONE XIV

Santo Padre,
con profonda gioia e devozione vi porgiamo i nostri migliori auguri per l’inizio del vostro pontificato.

Che lo Spirito Santo ti accompagni in questo viaggio con forza e saggezza, affinché sia un faro di speranza, unità e pace per la Chiesa e per il mondo intero.

Possa il suo cuore, pieno di amore e misericordia, ispirare fiducia nei fedeli e promuovere giustizia e fratellanza tra tutti i popoli.

Il senso della Chiesa che don Bosco ci ha trasmesso affermando che ogni sforzo è poco, quando si tratta della Chiesa e del Papato nutre il nostro affetto per te e l’accoglienza del tuo importante Magistero.

Assicuriamo calorosamente la preghiera della Congregazione e della Famiglia Salesiana invocando l’intercessione di Maria Ausiliana all’inizio del suo ministero.

Ad multos annos, Santo Padre!

Fr Fabio Attard
Rettore Maggiore
Salesiani di Don Bosco

La Messa dei tre Rettori Maggiori: il Card. Ángel Fernández Artime presiede la celebrazione conclusiva del CG29 a Torino

Dall’agenzia ANS.

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L’ultima giornata vissuta a Torino per i membri del Capitolo Generale 29° della Congregazione Salesiana è stata contrassegnata da un tempo per gli ultimi scambi informali e fraterni, l’opportunità di dare gli ultimi saluti ai luoghi in cui è sorto il carisma salesiano, e – soprattutto – dalla Messa vespertina celebrata nella Basilica di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Cardinale Ángel Fernández Artime, già Rettor Maggiore, e concelebrata all’altare dal suo predecessore, Don Pascual Chávez Villanueva, e dal suo successore, Don Fabio Attard.

L’intera navata centrale della basilica di Valdocco è stata riempita dai circa 230 Capitolari che per oltre 50 giorni hanno affollato le aule e i cortili di Valdocco, sempre alla ricerca delle maniere migliori per mettersi in ascolto dello Spirito Santo e così dare concretezza al motto del Capitolo: “Appassionati di Gesù Cristo, dedicati ai giovani. Per un vissuto fedele e profetico della nostra vocazione salesiana”.

La solennità della circostanza è stata subito percepita da tutti, per una Messa che, da un lato, ha rappresentato probabilmente un unicum nella storia della Congregazione – con la presenza di tre Rettori Maggiori concelebranti nell’epicentro della spiritualità salesiana mondiale; e dall’altro ha costituito un simbolico e spirituale passaggio di consegne tra il X (Card. Artime) e l’XI Successore di Don Bosco (Don Attard), dato che finora, per i nuovi impegni del Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (DIVCSVA), non c’era ancora stata la possibilità di un incontro diretto e in presenza tra loro. Il tutto, con la presenza autorevole e affabile del IX Successore di Don Bosco (Don Chávez), che con i suoi frequenti interventi in sala ha saputo dare letture spirituali e fare sintesi per tutto il tempo dei lavori.

Una “celebrazione molto significativa”, l’ha infatti subito definita il Card. Fernández Artime. Che ha poi proseguito: “Tutto ci riporta all’inizio di questa preziosa avventura e realtà, dove il nostro Padre ha sentito quello che Dio gli chiedeva, e da cui tutto è cominciato. Tutti noi, da un punto di vista vocazionale e carismatico, siamo nati qua. Oggi è un bel momento per ringraziare il Signore, alla fine del Capitolo, per tanta presenza dello Spirito Santo”.

Successivamente, nel corso dell’omelia, il Cardinale salesiano ha ribadito ancora: “Come potremmo non benedire e ringraziare il Signore per tanta grazia, misericordia e amore con cui si prende cura e veglia sulla Famiglia di Don Bosco e, oggi in particolare, sui suoi figli e figlie salesiani?”

Citando più volte il Santo Padre, sia nel suo messaggio ai Capitolari del CG29, sia nella sua lettera enciclica Dilexit Nos, sul Sacro Cuore di Gesù, il Card. Fernández Artime ha sottolineato che la grandezza di Don Bosco fu quella di lasciarsi toccare, di “farsi trafiggere il cuore” dalla situazione di abbandono dei giovani, e dalla capacità di smuoversi per alleviare la loro sofferenza, dimentico di sé stesso e tutto proteso a cercare il bene dei suoi ragazzi.

Per questo ha esortato tutti i suoi confratelli ad essere nuovi Don Bosco oggi, “missionari innamorati, che, affascinati da Cristo, si sentono obbligati a condividere questo amore che ha cambiato la loro vita”.

Ha ricordato che vocazionalmente i salesiani non sono padroni di nulla, tantomeno dei giovani, di cui sono “servitori, nel nome del Signore”. Ha quindi messo in guardia dalle tentazioni del potere e della vita comoda, rinnovando l’appello ad essere realmente appassionati di Cristo per essere dediti ai ragazzi e alle ragazze di oggi, a cui ogni salesiano deve poter dire con cuore sincero: “Potete contare su di noi. Esistiamo per voi e non vi abbandoneremo mai!”.

Infine, non è mancato un richiamo alla fraternità, che – come ha sempre ribadito anche nei suoi 10 anni di Rettorato – “non è accidentale, né opzionale. È essenziale per noi, è carismatica, e, se vissuta autenticamente, genera un’attrazione straordinaria, un ‘fascino’”.

La solenne celebrazione eucaristica, debitamente animata dal coro liturgico della basilica, si è infine conclusa con un ultimo gesto simbolico: il momento comune di preghiera silenziosa di Don Chávez, del Card. Fernández Artime e del Rettor Maggiore Don Fabio Attard davanti all’urna di Don Bosco, per affidare alla sua paterna e continua protezione l’azione della Congregazione Salesiana in favore dei giovani di tutto il mondo.