Articoli

Sinodo speciale: Artime: «Investiamo sui giovani per salvare l’Amazzonia»

Si riporta l’articolo pubblicato da La Voce e il Tempo a cura di Marina Lomunno con l’intervista al Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime sul Sinodo Speciale sull’Amazzonia indetto da Papa Francesco.

Don Ángel Fernández Artime, classe 1960, spagnolo originario delle Asturie, dal 2014 è il Rettore maggiore dei salesiani, il 10° successore di don Bosco. È alla guida della seconda congregazione più diffusa nel mondo presente in 132 nazioni dei cinque continenti, con 14.614 confratelli, di cui 128 Vescovi e 430 novizi.

Lo abbiamo incontrato nei giorni scorsi a Valdocco, in occasione della 150a spedizione missionaria salesiana, alla vigilia dell’avvio del Sinodo sull’Amazzonia dove sono presenti molte opere salesiane: era l’11 novembre 1875 quando nella Basilica di Maria Ausiliatrice don Giovanni Bosco benediceva i primi 5 missionari, guidati da don Giovanni Cagliero, primo vescovo e cardinale salesiano con destinazione Patagonia. Da allora i salesiani che hanno ricevuto la croce missionaria nella Basilica di Maria Ausiliatrice sono 9.553. Dall’Argentina i figli di don Bosco si diffusero negli stati più a Nord dell’America Latina dove ancora oggi sono una presenza importante nelle missioni in Amazzonia.

Don Artime, nella 150a spedizione missionaria lei ha consegnato la croce a 36 confratelli, 9 dei quali verranno inviati nelle vostre opere in Amazzonia (Brasile, Ecuador, Perù e Venezuela). Lei ha visitato molte volte quei Paesi anche di recente. Quali sono i problemi più urgenti soprattutto per i giovani?

Noi siamo una congregazione riconosciuta nella Chiesa per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani, questa è la nostra identità carismatica. Allo stesso tempo don Bosco è stato un grande missionario: lui stesso ha inviato i primi confratelli in Patagonia. Per questo ci riconosciamo come una congregazione missionaria. In America Latina abbiamo opere destinate a 63 popoli originari, nessun’altra congregazione è accanto a tanti nativi come lo siamo noi. Il primo beato del Sud America è un giovane salesiano laico argentino, Zeffirino Namuncurá, della tribù dei Mapuce, un popolo amerindo dell’Argentina del Sud.

Parlando e ascoltando i miei confratelli che vivono lì, molti hanno dedicato tutta la loro vita, emerge che il problema più grave è l’abbandono dell’Amazzonia da parte dei giovani nativi per emigrare nelle grandi città. Così i popoli originari perdono le nuove generazioni e nello stesso tempo la propria identità perché nella foresta rimangono solo gli anziani.

In questo contesto la Chiesa come può fare sentire la propria voce?

In Brasile, per esempio, abbiamo fatto una scelta di congregazione: non abbandoneremo mai la nostra presenza tra i popoli originari e in secondo luogo cerchiamo di sostenere con l’educazione i giovani nativi in modo che servano il loro popolo e non lo abbandonino. Un segno di questo impegno è la nostra Università a Campogrande, la capitale dello Stato del Mato Grosso, in Brasile, frequentato da più di 12 mila giovani, tra cui 100 giovani delle popolazioni originarie, tra cui i Chavante, inviati dalle nostre opere e sostenuti negli studi a nostre spese sia per la formazione che per l’alloggio. Questo è un modo per tener fede alla nostra missione, è un investi- mento sui giovani nativi per il futuro e la sopravvivenza dei popoli dell’Amazzonia. Ma non solo in Amazzonia siamo impegnati sul fronte dell’educazione, come per esempio in Bolivia e ad Haiti con le esperienze delle scuole popolari frequentate da migliaia di ragazzi che senza le nostre opere non potrebbero ricevere nessun tipo di istruzione. In tutto il mondo abbiamo 58 Università salesiane dove, sulle orme di don Bosco, chiedo come Rettore Maggiore di garantire studi gratuiti ad una percentuale di ragazzi tra i più poveri. L’altro tema è l’ambiente: certamente anche noi siamo preoccupati, non soltanto dal punto divista ecologico, per la cura del Creato in pie- na sintonia con la Chiesa e in modo particolare con Papa Francesco a partire dai contenuti dell’enciclica Laudato si’.

Continuate a scommettere sull’educazione…

Certamente è così in Amazzonia, in India dove abbiamo molti college, e in Africa dove stiamo facendo i primi passi. È un grande sforzo perché i docenti vanno pagati e occorre mantenere le strutture ma è una scelta di congregazione che ci pare – e lo diciamo con molta umiltà – un contributo essenziale per dare futuro ai giovani più fragili e per contribuire alla sopravvivenza dei popoli originari. Come stiamo facendo, ad esempio in Paraguay con il popolo Ayioreo, nel Gran Chaco: qui, quando sono arrivati i primi salesiani 60 anni fa, abbiamo iniziato a investire sulla scuola e sulla formazione professionale. Sono stato di recente in visita ai miei confratelli e alla loro gente che vive lungo il fiume Paraguay. Oggi parecchi giovani Ayioreo frequentano la nostra università: il maestro del popolo ha studiato nelle nostre scuole così hanno fatto altri nativi. Crediamo molto nell’educazione: il Papa nel 2015, quando è venuto a Valdocco in occasione del Bicentenario di don Bosco, ha invitato i salesiani ad essere persone concrete sulle orme del loro fondatore che cerca- va di risolvere i problemi dei giovani che gli venivano affidati. Credo che stare accanto ai giovani nativi dell’Amazzonia per noi significhi anche investire sulla loro educazione e formazione scolastica perché possano avere gli strumenti per fare sentire presso le sedi opportune la loro voce.

Cosa si aspettano i suoi confratelli che vivono in Amazzonia e le chiese locali da questo Sinodo offuscato dagli incendi che devastano il polmone del mondo con la complicità di un capo di Stato che sostiene che la foresta amazzonica è solo del Brasile?

Io credo che attendano da tutta la Chiesa una parola evangelica, coraggiosa. I mei confratelli salesiani si aspettano prima di tutto vicinanza come Chiesa e come congregazione, vicinanza a questi popoli che spesso non hanno voce o hanno una voce troppo flebile. E poi da noi come Chiesa hanno bisogno di coerenza e non soltanto di parole «politicamente corrette»: non prendere posizione è spesso una tentazione anche per noi. In questo senso noi salesiani ci sentiamo pienamente in linea con la parola profetica e coraggiosa di Papa Francesco che ha indetto questo Sinodo: oggi e come ha fatto don Bosco anche noi diciamo «Siamo con il Papa».

Il Sinodo dell’Amazzonia cade proprio nei giorni in cui milioni di ragazzi e ragazze sono scesi in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia del Pianeta. Cosa avrebbe detto don Bosco a questi giovani che, seguendo anche l’invito del Papa, stanno diventando protagonisti del loro futuro?

Io sono convinto che don Bosco avrebbe senza dubbio incoraggiato i suoi giovani a difendere l’ambiente invitandoli a preservare la bellezza della Creazione, avrebbe sottolineato l’azione di Dio nel Creato, li avrebbe incoraggiati a diffondere presso i loro coetanei e gli adulti questa sensibilità perché è evidente che custodire il dono della creazione è un dovere per tutti, significa assicurare futuro alle nuove generazioni. E don Bosco ha fatto esattamente questo: la sua vita per i giovani. Sono spaventato dalla mancanza di una visione in prospettiva di tanti politici e governanti: una mancanza colpevole non perché non ritengano che sia un tema importante ma perché non è utile al loro «potere». Per questo sono convinto che, come credenti nel Signore Gesù, non pos- siamo essere neutrali: sulla cura del Creato non ci può essere neutralità, non è possibile.

Il Papa fin dall’inizio del suo Pontificato invita tutti a stare accanto agli scartati della terra: i suoi appelli, la sua voce – spesso l’unica – si è levata spesso invitando i giovani «a non farsi rubare il futuro». Le stesse parole contenute nella Laudato si’ sono quelle che spingono milioni di giovani a scendere in piazza per salvare il pianeta. Eppure anche tra i credenti – anche in questi giorni in cui si celebra il Sinodo non mancano le polemiche – ci sono frange di insofferenza nei confronti del magistero di Francesco…

La storia della Chiesa ci insegna che anche i più piccoli segni profetici non sono mai stati accettati in modo pacifico. Per questo dobbiamo pregare per questo Sinodo perché – e lo dico perché ho avuto la fortuna di partecipa-re al Sinodo precedente sulla famiglia – ho la sensazione che saranno lavori complessi sia per i temi dell’organizzazione delle comunità cristiane dei popoli originari, sia perché la pressione sociale e di alcuni Governi sui temi dell’ambiente è molto forte. Lasciamo che lo Spirito Santo possa veramente guidare i lavori e la riflessione dei sinodali, viviamo questo tempo nella fede. Non lasciamoci spaventare dagli attacchi: non sarà tutto facile ma sono convinto che da questi grandi eventi ecclesiali nascono sempre luce e nuove opportunità per favorire i credenti e le chiese che vivono nelle zone di frontiera come l’Amazzonia affinché possano sentirsi sostenuti, rafforzati, ascoltati. Questa è la grande ricchezza del Sinodo.

Marina LOMUNNO

ADMA: festeggiati i 150 anni di vita – Giornata Mariana

Domenica 6 ottobre 2019, presso Valdocco, si è tenuta la Giornata Mariana dell’ADMA nel 150° della fondazione dell’Associazione. Il tema scelto per l’occasione è stato “Condividi la grazia. Con Maria donna credente“.

L’incontro è iniziato alle ore 9.00 presso il Teatro piccolo di Valdocco e, dato il numero elevato di partecipanti, un gruppo di associati è stato dislocato nella Sala Sangalli da dove si è potuto seguire l’evento della mattinata in diretta streaming.

Un clima di festa e di raccoglimento ha caratterizzato tutta la giornata con numerose attività: al mattino le lodi guidate da don Pierluigi Cameroni (animatore dell’associazione), i canti, la rappresentazione dell’ADMA Giovani sui passi di Don Bosco e Maria Ausiliatrice, l’intervento del Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime sulla sua lettera scritta in occasione dei 150 anni dell’Associazione e alcune forti testimonianze di vita e di fede.

In merito alla Lettera dedicata all’ADMA, dopo aver ringraziato per l’invito all’iniziativa, il Rettor Maggiore ha sottolineato:

penso che sarà un aiuto per promuovere l’ADMA e la devozione a Maria Ausiliatrice in tutto il mondo.

Nel testo della sua Lettera:

“Ringrazio tutti coloro che rendono possibile questo cammino e invito tutta la nostra Famiglia Salesiana e tutte le nostre presenze a potenziare questo amore alla Madre con la stessa passione educativa ed evangelizzatrice vissute da don Bosco. Vi assicuro che non vi mancherà la protezione del Signore, la presenza materna di Maria Ausiliatrice e l’intercessione di don Bosco. In particolare, chiedo a 45 Gv 2,5. tutta la nostra Famiglia Salesiana: promuoviamo l’apertura di questa Associazione, nei luoghi dove non è ancora presente, con creatività pastorale, anche se sono passati 150 anni dalla sua fondazione. Maria Ausiliatrice farà il resto.

Nel pomeriggio ci si è ritrovati invece per il momento più celebrativo della giornata, con la preghiera del Santo Rosario in Basilica, la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Rettor Maggiore ed infine il momento delle nuove adesioni all’Associazione ADMA.

6 OTTOBRE – TORINO VALDOCCO – 150° DI FONDAZIONE DELL'ADMA CON IL RETTOR MAGGIORE – 600 PARTECIPANTI DA TUTTA ITALIA

Publiée par ADMA don Bosco sur Dimanche 6 octobre 2019

6 OTTOBRE – TORINO VALDOCCO – 150° DI FONDAZIONE DELL'ADMA CON IL RETTOR MAGGIORE – CELEBRAZIONE EUCARISTICA – 55 NUOVI SOCI

Publiée par ADMA don Bosco sur Dimanche 6 octobre 2019

Rivivi il momento:

Celebrazione della 150° Spedizione Missionaria – Harambée 2019

Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito alla celebrazione dell’Harambée 2019 e la 150° Spedizione Missionaria che si è svolta lo scorso weekend a Valdocco.

(ANS – Torino) – Il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, ha presieduto ieri, 29 settembre, la celebrazione eucaristica della 150° Spedizione Missionaria, durante la quale ha consegnato la croce missionaria a 36 salesiani e 13 Figlie di Maria Ausiliatrice, alla presenza del suo Vicario, don Francesco Cereda, del Consigliere Generale per le Missioni, don Guillermo Basañes, la Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Yvonne Reungoat e suor Alaíde Deretti, Consigliera per le Missioni.

Il Rettor Maggiore di fronte alla statua di Don Bosco nel cortile della Basilica di Maria Ausiliatrice, insieme ai 36 neo-missionari SDB della 150° Spedizione, ha iniziato a preparare il terreno per lanciare l’appello missionario per il 2019, che farà, come ogni anno, per la festa dell’Immacolata, l’8 dicembre. Attorniato dai missionari salesiani della 150° Spedizione, il Rettor Maggiore ha voluto lanciare un appello a tutti i salesiani del mondo, da questo cortile che ha visto gli inizi della nostra famiglia ed il consolidarsi del carisma salesiano.

Il momento immediatamente precedente ha visto, nel teatro dell’Oratorio di Valdocco, la presentazione molto giovanile e mediatica delle 12 neo-missionarie FMA, da parte di suor Alaíde Deretti, Consigliera per le Missioni, e dei 36 neo-missionari SDB, da parte di don Guillermo Basañes, Consigliere Generale per le Missioni), in tre gruppi di “12 apostoli”. Molto vivaci le interviste registrate di alcune missionarie ed alcuni missionari. L’evento è stato trasmesso in diretta da Rete 7 e su vari canali Facebook.

Nella celebrazione eucaristica, durante l’omelia, il Rettor Maggiore ha sottolineato il fatto che oggi è un giorno di grande festa per la Congregazione, l’Istituto e per la Chiesa, in questa 150° Spedizione Missionaria, 144 anni dopo la prima spedizione del 1875, senza interruzioni, anche durante i due terribili conflitti mondiali.

Don Á.F. Artime ha evidenziato un punto interessante. Nell’ufficio del Consigliere per le Missioni, si trova il Libro dei Missionari, che registra 9.542 missionari salesiani inviati dai Rettori Maggiori, da questa Basilica, nelle 150 Spedizioni… Pare che il numero reale totale degli inviati sia più di 10.400. Le nostre Congregazioni sono riconosciute per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani… Però, con tali numeri, siamo davvero un Istituto ed una Congregazione missionari. Il fuoco d’amore per Gesù non ci ha permesso di restare chiusi tra quattro mura.

Il punto più importante è proprio che Gesù si trova al centro della nostra vita: Dio ci chiama e ci invia… per condividere la vita, per donare… Per testimoniare Gesù con la vita, con l’esempio della carità, con un grande rispetto per la diversità di ognuno…

La risposta salesiana al mese missionario straordinario – ottobre 2019, lanciato da Papa Francesco, è questo invio missionario, per arricchire la presenza di Gesù in tutti i continenti, meno l’Australia questa volta.

Il Rettor Maggiore, durante l’omelia, ha poi presentato tre esempi di testimoni particolari, poiché il mondo vuole testimoni e non docenti/insegnanti.

Mons. Marcello Melani: italiano di origine, per tanti anni missionario in Argentina. Una volta concluso il suo servizio come vescovo in Patagonia (diocesi di Neuquén), è tornato all’Ispettoria a cui apparteneva ed ha fatto il parroco ed il catechista. Si è sentito pronto a rispondere all’appello del Papa e del Rettor Maggiore, e la sua disponibilità è stata accolta. Andrà in Perù.

Don Bashir Souccar: siriano, 71 anni, esperto nel fare oratorio con i musulmani. Dall’Ispettoria MOR si è reso disponibile e andrà in Tunisia… a portare la gioia dell’oratorio, specialmente tra i giovani musulmani.

Don Germain Plakoo-Mlapa: togolese, è stato presente al martirio sia di don César Antonio Fernández (febbraio 2019) che di don Fernando Hernández (in maggio 2019), avvenuti in Burkina Faso, era accanto a entrambi… Non sa perché non sia stato ucciso anche lui. Ora è qui, sta recuperando ed ha il cuore pieno di serenità e pace, perché ha saputo perdonare e continua a vivere con il cuore pieno di Gesù e del suo amore.

Ecco la testimonianza di vita al di là delle parole.

di don Gianni Rolandi, sdb

Rivivi il momento:

Il Rettor Maggiore visita lo studentato teologico “Crocetta”

Si riporta l’articolo gentilmente fornito alla nostra Redazione dal Direttore dell’Istituto Internazionale Don Bosco, don Marek Chrzan, in merito alla visita del Rettor Maggiore del Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, alla Crocetta di Torino, il 26 settembre scorso.

Ogni casa salesiana che accoglie il Rettor Maggiore in visita, accoglie il successore di san Giovanni Bosco. E’ come lasciarsi rinnovare dalla gioia del ritorno a casa del proprio papà. E’ lui che spendendosi con passione e dedizione per la comunione e la missione della congregazione, porta con tutta la sua persona quel grido che si fa preghiera nella vita di ogni salesiano: da mihi animas coetera tolle!

Mercoledì 26 Settembre, presso lo Studentato Teologico di Torino-Crocetta, la comunità salesiana ha avuto il piacere di accogliere in visita don Angel il quale ha trascorso la serata insieme a chierici e formatori. All’inizio dell’anno comunitario il Rettor Maggiore ha ricordato a tutti i salesiani presenti alla “buonanotte” la bellezza della nostra Congregazione diffusa in tutto il mondo con la sua vitalità. La comunione che caratterizza la nostra Congregazione è una delle caratteristiche più belle che accompagna quotidianamente il suo cammino. Comunione che potrà esser toccata con mano nel prossimo Capitolo Generale che avrà luogo proprio a Torino e che la comunità della Crocetta attende per manifestare, anche con la sua accoglienza e ospitalità, il suo amore e sostegno per la Congregazione.

La comunità salesiana di Torino – Crocetta

Si riporta l’articolo oggi pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito alla visita del Rettor Maggiore del Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, alla Crocetta di Torino.

Il 25 settembre Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, ha visitato lo studentato teologico “Crocetta”, diretto da don Marek Chrzan, per salutare la comunità salesiana. Dopo la cena ha dato la tradizionale “buona notte” alla comunità formativa.

RMG – “Cari Confratelli salesiani, abbiamo bisogni di voi!”

Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS, il 6 settembre 2019, in merito al messaggio del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, per l’ultimo video della rubrica “Cari Confratelli”:

(ANS – Roma) – Per l’ultimo video della rubrica “Cari Confratelli” di questo sessennio, disponibile da oggi in rete, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, riparte dai giovani e dal grido che è arrivato da tutte le Circoscrizioni Salesiane attraverso le relazioni dei Capitoli Ispettoriali: i giovani hanno bisogno di salesiani, educatori e testimoni, ma devono essere educati a saper fronteggiare le sfide del tempo presente.

Il Rettor Maggiore parla dalla Sala del Consiglio Generale al termine della sessione plenaria estiva, con lo sguardo già proiettato al prossimo grande appuntamento che attende la Congregazione, il Capitolo Generale 28° (CG28).

“C’è un elemento costante che mi affascina: è ascoltare quello che ci dicono i nostri giovani. I quali, semplicemente, ci dicono: cari confratelli salesiani, abbiamo bisogni di voi, della vostra presenza accanto a noi!” afferma il Rettor Maggiore.

I ragazzi e le ragazze non chiedono la presenza di “amministratori o gestori”, ma di Figli di Don Bosco che siano come il loro fondatore, che sappiano farsi accompagnatori nella vita ai giovani:

“Di cos’altro c’è ancora bisogno, dopo un appello fatto con quest’intensità ad indicarci il cammino per questo XXI secolo?” si chiede il Rettor Maggiore.

Successivamente il Successore di Don Bosco tocca anche un secondo tema, le motivazioni che lo hanno portato alla scelta del motto per la Strenna del Rettor Maggiore per il 2020 – “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6,10). “BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI”. Una formula, osserva Don Á.F. Artime, che racchiude la “politica del Padre Nostro”.

Sono due elementi inscindibili:

“Siamo nati per essere educatori alla fede dei giovani, per accompagnarli all’incontro di Gesù”. Ma, aggiunge il Rettor Maggiore, l’educazione salesiana non può essere svincolata dalla realtà sociale e globale: “Non possiamo educare i nostri giovani a starsene tranquilli, chiusi in casa, senza dare fastidio a nessuno… No! Dobbiamo preparali alla vita… A servire gli altri, a impegnarsi per il prossimo, a non essere indifferenti alle grandi sfide mondiali di oggi, ad essere sensibili alla difesa dei Diritti Umani, specialmente dei minori, e anche ad essere aperti ad un possibile impegno nel mondo della politica, secondo la propria sensibilità e la propria fede”.

Il video di “Cari Confratelli” è disponibile già in 25 lingue sul canale ANSChannel di YouTube.

I Prenovizi Salesiani d’Europa al Colle Don Bosco

Domenica 4 agosto scorso, presso Colle Don Bosco, il Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime ha incontrato 36 giovani Prenovizi Salesiani provenienti da tutta l’Europa. Si riporta l’articolo pubblicato in merito dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

(ANS – Castelnuovo Don Bosco) – Un incontro molto particolare si è compiuto domenica scorsa, 4 agosto, al Colle Don Bosco, dove Don Bosco crebbe e maturò: quello tra Don Ángel Fernández Artime, che come Rettor Maggiore è chiamato a guidare l’intera Congregazione Salesiana, e 36 giovani prenovizi, che sono ancora in fase di attento discernimento sulla propria vocazione. L’incontro, cioè, di un padre con tanti piccoli figli in ricerca.

L’incontro con il Rettor Maggiore in verità è stato per i prenovizi solo una tappa, pur se importante, di un percorso più ampio, realizzato lungo 15 giorni di cammino sui Luoghi Salesiani.

“I ragazzi che l’hanno compiuto sono giovani che tra circa un mese inizieranno il cammino del noviziato, all’interno dei quattro noviziati salesiani nel Vecchio Continente”

ha raccontato ad ANS don Fabiano Gheller, Delegato per l’Animazione Vocazionale della Circoscrizione Speciale Piemonte e Valle d’Aosta (ICP).

Accompagnati da sette salesiani, tra incaricati e membri del Dicastero della Formazione, i prenovizi hanno guardato a Don Bosco e ai suoi luoghi per poter scoprire i passi fondamentali del suo itinerario vocazionale. Così, nel paragone con la vita del Santo dei Giovani e, in rapporto costante con le Sacre Scritture, sono stati accompagnati a comprendere i passaggi fondamentali della loro vita, per dire sì a Dio nello stile salesiano.

Le giornate hanno alternato momenti di cammino e di confronto, in coppie e in gruppo, insieme ad approfondimenti della spiritualità salesiana.

“È un’esperienza bella di vita fraterna, di condivisione e d’identificazione con Don Bosco e con quel modello di vita che abbiamo scelto con Dio”

ha testimoniato Walter, prenovizio dell’Ispettoria sicula.

“Sono giornate molto particolari – conclude il prenovizio – che ci permettono di riscoprire la bellezza della nostra chiamata e che ci danno anche un respiro davvero peculiare per chi vuole nascere alla vita salesiana, perché ci fanno conoscere e apprezzare la realtà in cui Don Bosco è nato e dove è nata la nostra Congregazione”.

Strenna 2020 – “Buoni cristiani e onesti cittadini”: per essere all’altezza delle sfide di un mondo che cambia

Riportiamo dal sito dei Salesiani Don Boscosdb.org – il lancio ufficiale della Strenna 2020 che ha compiuto il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime:

“Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”
(Mt 6,10)

“Buoni cristiani e onesti cittadini”

Nota: Mentre presentavo il commento alla Strenna 2019 a Torino Valdocco alla Famiglia Salesiana, alcuni già chiedevano la bozza della Strenna 2020, in modo da poterla avere per l’inizio dell’anno educativo pastorale in alcune parti del mondo.

Faccio questo con gioia ma insistendo che qui si delinea solamente uno schema, una bozza con i punti essenziali che svilupperò quando preparerò una riflessione ponderata, interiorizzata, tranquilla e, per quanto possibile, profonda e comprensibile allo stesso tempo.

Mi piacerebbe che la Strenna continuasse ad aiutarci ad avere un filo conduttore nella guida pastorale del nuovo anno in ogni parte del mondo. Vi benedico tutti.

Dopo l’incontro della Consulta mondiale della Famiglia Salesiana del mese di maggio a Torino, ho pensato di proporre per la Strenna del 2020 un tema che, sotto forma di un binomio, incarni l’essenza della nostra educazione salesiana. L’abbiamo ricevuto dallo stesso Don Bosco: aiutare i nostri ragazzi, ragazze e giovani a essere «buoni cristiani e onesti cittadini». Dobbiamo approfondire sempre più la nostra identità di evangelizzatori ed educatori della fede.

Ecco le parole del X successore di Don Bosco per introdurre il tema:

C’è una crescente fragilità, e talvolta incapacità, nell’essere apostoli e missionari dei giovani. E allo stesso tempo c’è il rischio di non educare i nostri giovani a un forte senso di cittadinanza, giustizia sociale e valori evangelici che portino a interiorizzare, come programma di vita, il servizio agli altri, l’impegno nella vita pubblica, l’onestà personale e l’“allergia” a tutti i tipi di corruzione, la sensibilità verso il mondo della migrazione, verso il creato e la “casa comune” che ci è stata donata, nell’impegno per la tutela degli indifesi, di quanti non hanno parola, e che vengono scartatati.

Mi domando: se non riusciamo a educare a questi valori, cosa stiamo ottenendo? E quale evangelizzazione nel nome di Gesù stiamo portando avanti?

Pertanto, questo impegno educativo è oggi espressione della parola di Gesù:

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra».

Questa è e continuerà ad essere la vera “politica del Padre nostro” di Don Bosco.

Sussidi Nazionali 2019/2020 – Contenuti Extra

I Sussidi Nazionali 2019/2020 si completano con una seria di materiali scaricabili online, degli strumenti aggiuntivi per affrontare al meglio le tematiche proposte. In particolare per i Fanciulli, i Preadolescenti e gli Adolescenti.

I contenuti extra saranno raggiungibili dai due siti nazionali dei salesiani:

Puoi essere santo #lìdovesei. È questo il tema della proposta pastorale salesiana per l’anno 2019/2020 che si traduce in sussidi divisi per fasce di età: fanciulli, preadolescenti, adolescenti e giovani. Si tratta di tracce lasciate all’intraprendenza di formatori e animatori da adattare al proprio ambiente educativo.

Il tema Puoi essere santo #lìdovesei nasce dalla Strenna 2019 del Rettor Maggiore “Perché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te” . Nel testo della Strenna don Ángel Fernández Artime si è ispirato all’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate. In essa il Papa indica la santità come “autentica fioritura dell’umano” e come chiamata che il Signore rivolge a tutti: il riferimento biblico è quello delle Beatitudini dell’evangelista Matteo. Il Sinodo ha invitato a guardare particolarmente alla “giovinezza dei santi” (n° 114 Instrumentum Laboris): “Tutti i santi sono passati attraverso l’età giovanile e sarebbe utile ai giovani di oggi mostrare in che modo i Santi hanno vissuto il tempo della loro giovinezza”.

Se tutti sono chiamati alla santità, ciascuno la realizza nel tempo senza omologazioni ma con una risposta personale e inedita, frutto di una vita cristiana non anonima.

Scarica qui i contenuti extra:

Approvato il testo “Il Direttore Salesiano, un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale”

È stato approvato da parte del Rettor Maggiore, don Angel Fernandez Artime, e dal suo Consiglio il testo “Il Direttore Salesiano, un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale”.

Si riporta l’articolo oggi pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

(ANS – Roma) – Il Rettor Maggiore e il suo Consiglio hanno approvato definitivamente il testo di “Il Direttore Salesiano, un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale”. Sono già in corso le traduzioni e la pubblicazione avverrà entro fine anno, nelle principali lingue in uso nella Congregazione.

È una tappa importante all’interno di un processo che ha preso il via durante il Capitolo Generale 27: “Provvedere da parte del Rettor Maggiore e del Consiglio generale all’aggiornamento del Manuale del Direttore…” (GC 27 69,11). Questo impegno è stato affidato al Dicastero per la Formazione durante la programmazione del sessennio (ACG419 p.55).

In un primo seminario internazionale con rappresentanti delle varie regioni (17-19 giugno 2016) si è definito il percorso da seguire, dando il via a una consultazione che ha coinvolto tutte le Ispettorie. Molti gruppi di direttori hanno insieme inviato il loro contributo, come anche hanno fatto diversi consigli ispettoriali. Numerosi altri salesiani lo hanno fatto singolarmente, per un totale di 316 contributi ricevuti, tra quelli di gruppo e quelli individuali.

Il materiale, organizzato per regioni, è stato fatto oggetto di studio insieme al testo del manuale del 1986.

In un secondo seminario (29-31 maggio 2017) si è lavorato sul risultato di questo lavoro compiuto da ogni regione. Tenendosi in contatto con gli altri membri convenuti per i due seminari, un gruppo redazionale ha quindi iniziato un lavoro di sintesi da cui è emersa una prima bozza di testo.

La bozza che il Rettor Maggiore con il consiglio hanno ora approvato è la numero 28. Questo dice quanto lavoro di verifica, integrazione di nuovi contributi, ripensamento dello schema, riformulazione dei contenuti è avvenuto lungo questi mesi. Non si è trattato soltanto di lavorare su un testo, quanto piuttosto di compiere un processo che ha permesso ad ogni passo di arricchire la riflessione. Quanto stava progressivamente maturando si è fatto sempre più vicino alla realtà ricca e differenziata che si vive nelle regioni e nelle comunità.

L’approvazione definitiva non è ovviamente il traguardo finale. È piuttosto il punto di partenza, perché la fase più importante è quella appena iniziata, cioè il coinvolgimento di tutte le comunità e di tutti i confratelli.

Scrive il Rettor Maggiore nella prefazione:

“I direttori sono figure chiave nel rinnovamento della Congregazione e del nostro servizio ai giovani nella comunità educativo-pastorale. Sono la chiave della tanto desiderata formazione permanente, che deve attuarsi nelle nostre comunità religiose e, per estensione, anche nelle nostre comunità educativo-pastorali. Questo manuale è quindi indirizzato principalmente a loro e a tutti coloro che sono coinvolti nella loro formazione, in primo luogo agli ispettori e ai loro consigli. Il nuovo manuale è al contempo rivolto a tutti i salesiani e a tutti i membri di ogni comunità religiosa salesiana”.

Questa è la sfida, ma soprattutto l’opportunità, che si presenta, in una stagione quanto mai feconda, qual è quella che avvicina al Capitolo Generale 28 – nella quale questo strumento di formazione permanente s’inserisce pienamente.

Nei prossimi mesi su ANS verrà presentato ulteriormente il contenuto di “IL DIRETTORE SALESIANO – Un ministero per l’animazione e il governo della comunità locale”.

Incontro del Rettor Maggiore con i novizi salesiani d’Europa

Si riporta la notizia pubblicata su infoans.org riguardo al momento di incontro, svoltosi al colle don Bosco e a Valdocco  dal 20 al 25 maggio, tra tutti i novizi salesiani d’Europa (47 in tutto)

Torino – maggio 2019

Dal 20 al 25 maggio si sono riuniti al Colle Don Bosco e a Valdocco 47 novizi salesiani d’Europa. 5 provengono da Poprad (Slovacchia), 11 da Kopiec (Polonia), 13 da Genzano (Roma) e 18 da Pinerolo (Torino).

Si è trattato dell’XI incontro consecutivo intorno alla festa di Maria Ausiliatrice. Durante le giornate i novizi si sono scambiati le loro esperienze di noviziato in una convivenza piena di momenti di preghiera, di condivisione, di visite ai Luoghi Salesiani e di spiritualità salesiana.

Due momenti intensi hanno segnato l’incontro: il colloquio con il Rettor Maggiore e la festa di Maria Ausiliatrice a Valdocco. Don Ángel Fernández Artime, ha presentato la situazione della Congregazione Salesiana, i suoi pensieri rispetto alla formazione e gli orientamenti particolari ai novizi.

I formatori e i maestri dei vari noviziati, oltre a spiegare tante cose sui Luoghi Salesiani hanno favorito lo scambio di esperienze e le particolari situazioni della formazione che li attende.