Articoli

Salesiani di Bra: Estate 2020 “Sale on the Road”

L’Oratorio Salesiano di Bra è pronto a ripartire con le attività estive: lunedì 15 giugno inizia ufficialmente “Sale on the road”: una serie di iniziative che si propongono di colmare il vuoto creato dalla impossibilità di ripetere l’esperienza tradizionale dell’Estate Ragazzi ai Salesiani.

L’iniziativa è articolata in due momenti diversi e con destinatari distinti:

  • “On the road – Biennio” –  dal 15 al 26 giugno: un modo per coinvolgere, alcuni giorni e per alcune ore, i ragazzi del gruppi dei primi anni delle superiori in vista delle attività di luglio coi più giovani.
  • “R-Estate ai Sale” – dal 29 giugno al 24 luglio: rivolto ai ragazzi dalla 4-5 elementare 1-2-3 media, prevederà attività dalle 8.00 alle 16.30 (€ 40 a settimana, mensa esclusa).

Rispettando le normative in vigore per i centri estivi, non sarà possibile avere grandi numeri come in passato. In caso di richieste superiori alle possibilità di accoglienza sarà data precedenza a quanti sono già legati alle attività dell’opera.

Tutte le informazioni per l’iscrizione saranno offerte a partire dalla settimana prossima presso l’oratorio dei Salesiani di Bra.
(0172 4171111; direttore.bra@salesianipiemonte.it).

AGGIORNAMENTO 11 GIUGNO 2020 – NOTIZIA ESTATE 2020 BRA

A causa della situazione sanitaria, l’Estate 2020 ai Salesiani di Bra sarà diversa dal solito: vi sarà un numero massimo consentito, proporzionale alla capacità ricettiva della struttura in termini di spazi (all’aperto e al chiuso) e di presenza di adulti responsabili.

Dal 15 al 26 giugno proponiamo “On the Road 2020”: destinato ai giovani che hanno frequentato il Gruppo Biennio della scuola superiore (o a quanti sono interessati all’attività), è un modo per unirsi all’equipe educativa e agli animatori più grandi per fare una serie di attività in preparazione alle settimane di luglio.

Dal 29 giugno al 24 luglio proponiamo “R-Estate ai Sale”: rivolto ai ragazzi dalla 4-5 elementare e di 1-2-3 media, prevederà attività dalle 8.00 alle 16.30 (€ 40 a settimana). Stiamo valutando di offrire il servizio mensa (€ 5 a pasto) oltre alla possibilità del pranzo al sacco.

Rispettando le normative in vigore per i centri estivi, non sarà possibile avere grandi numeri come in passato. In caso di richieste superiori alle possibilità di accoglienza sarà data precedenza a quanti sono già legati alle attività dell’opera.

Tra i vari criteri per l’ammissione, saranno privilegiati coloro che hanno frequentato in maniera costante il cammino catechistico presso il nostro oratorio o la partecipazione a gruppi e gli iscritti alla scuola media salesiana. Non è prevista alcuna priorità per le domande di iscrizione che giungeranno per prime in ordine di tempo.

Chiediamo a quanti sono interessati di compilare il Modulo di pre-iscrizione:

“ON THE ROAD 2020” – Gruppo Biennio (15-26 giugno): https://forms.gle/wEe1T9dCCurcJRyr6

“R-Estate ai Sale 2020” (29 giugno – 24 luglio): https://forms.gle/xGREWvNZ8WTGtUPN7

Grazie della pazienza e della fiducia, presenti più che mai!

NB. La compilazione di questo Form NON avrà valore di ISCRIZIONE a R-ESTATE AI SALE 2020. Sarete contattati in caso di accettazione della domanda

La risposta del direttore di “Avvenire” alla lettera della prof.ssa della Scuola Salesiana di Bra

In merito alla realtà che stanno vivendo le scuole paritarie, si riporta di seguito la risposta di Marco Tarquinio, direttore del quotidiano “Avvenire”, alla lettera delle prof.ssa Lorenza Fissore, docente di matematica e scienze e vicepreside della Scuola media salesiana di Bra.

Caro direttore,
#NONSIAMOINVISIBILI: questo slogan è stato condiviso da molti docenti della scuola pubblica paritaria in questi giorni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla libertà di ogni lavoratore nella scelta del luogo di lavoro. Come le famiglie dovrebbero avere pari opportunità di scelta per la scuola dei propri figli, così noi docenti dovremmo avere gli stessi diritti dei colleghi delle scuole statali. I motivi di disparità sono in primo luogo ideologici. È diffusa l’opinione che un insegnante lavora nella scuola paritaria perché non ha avuto altre opportunità nella scuola statale; dunque il suo impiego è temporaneo, in attesa del famigerato “ruolo”. Ma non è così!
Se per qualcuno può essere solo un impiego di passaggio, per molti docenti della scuola paritaria, nel mio caso salesiana, il lavoro diventa una missione di vita.

Ritengo offensivo il pensiero che si rimanga a lavorare in un istituto paritario solo perché non ci sia posto in uno statale. Posso testimoniare che in molti anni di attività ho ricevuto tante convocazioni annuali e ho sempre esercitato il mio diritto di scelta nel rimanere all’interno della famiglia salesiana.

Un altro nodo importante è la mancanza di sicurezza per il futuro, che spinge molti docenti ad accettare, magari a metà della propria carriera lavorativa, un posto statale, perché temono che la loro scuola paritaria possa chiudere e quindi si troverebbero senza un lavoro. Devono così effettuare una scelta difficile, che non vorrebbero fare, ma che diventa necessaria per la loro stabilità futura. Senza contare che anche lo stipendio, purtroppo, non è lo stesso, perché spesso è sensibilmente minore e, oggi come ieri, l’aspetto economico non va sottovalutato.

Quello che auspichiamo è una parità di trattamento per tutti i docenti della “scuola pubblica”, sia essa statale o paritaria, che tenga in considerazione il lavoro di qualità portato avanti da molti istituti e la passione educativa dimostrata da molti docenti.

Lorenza Fissore
Bra (Cn)

La sua lettera è davvero bella e incalzante, cara professoressa Fissore. La ringrazio. E le dico, per quel che vale, che ne condivido totalmente senso e speranza. Credo che lei riesca a interpretare con efficacia i sentimenti di tantissimi insegnanti che lavorano – altro che «invisibili»! – nella scuola paritaria, e specialmente nella scuola paritaria cattolica. E lo fanno con dedizione e convinzione piene e quasi sempre, come lei ricorda, con ulteriore sacrificio rispetto ai colleghi delle scuole statali (quante volte ho scritto che va ricostruita anche la “reputazione” e la concreta condizione retributiva di coloro che lavorano nel più importante laboratorio di futuro di un Paese!).

Il vostro è un lavoro integralmente al servizio di ragazze e ragazzi in carne e ossa, e ispirato a una solida idea di istruzione come “bene pubblico”, alla quale dà anima laica e cristiana il lascito di straordinarie figure di educatori come san Giovanni Bosco. È un’idea che dà senso e forza a tutta la migliore scuola italiana che, purtroppo – come sappiamo bene e come la sfida della pandemia sottolinea –, conta più su una generosa rete di persone di qualità che su strutture ovunque e sempre all’altezza. Eppure qualcuno si ostina ancora a non capire che l’idea della “scuola di tutti” è profondamente cara ai cattolici, che negli anni della loro centralità politica – quando esisteva la Dc ed era il partito perno del nostro sistema democratico – l’hanno progettata, costruita e consolidata.

Eravamo ancora nella stagione che poi abbiamo chiamato della Prima Repubblica, e bisogna essere grati alle visioni riformatrici e alle capacità realizzative di personalità come Guido Gonella, Luigi Gui e Franca Falcucci. Il paradosso è che, nella complicata stagione successiva, quella della cosiddetta Seconda Repubblica, c’è voluto un laico di altrettanto grande intelligenza e determinazione come Luigi Berlinguer per finalmente introdurre per legge, all’alba del XXI secolo, l’idea di un sistema scolastico nazionale in cui questo essenziale servizio pubblico fosse garantito da scuole statali e scuole non statali paritarie. Una concezione, purtroppo, ancora lontana dall’essere attuata. E che rischia di sbriciolarsi sotto i colpi di maglio del Covid-19. Nonostante il primo soccorso d’emergenza da 150 milioni infine garantito dal governo Conte, molti istituti paritari rischiano di non di sopravvivere a questa durissima prova. Servono risposte tempestive.

Potrei ancora una volta citare eloquentissimi numeri, cifre, dati che dimostrano il valore pubblico della scuola paritaria accanto e insieme alla scuola statale.

L’abbiamo fatto un’infinità di volte. Preferisco invitare a rileggere le sue parole, cara professoressa, e la lezione di dignità, di professionalità e di «salesiana» passione civile che contengono. E che mi permetto di sintetizzare così: una limpida e libera volontà di insegnare nella scuola paritaria per far migliore la “scuola pubblica”. È la strada che la legge della Repubblica indica ormai da vent’anni. E lo hanno ben chiaro non solo le associazioni di settore e sindacati tradizionalmente consapevoli e attenti, ma anche uomini e donne di scuola liberi da pregiudizi.

Per questo è utile riflettere sull’intervista di Enrico Lenzi al leader della Flc-Cgil, Francesco Sinopoli (https://tinyurl.com/paritariecgil). La sorte degli istituti paritari e degli insegnanti che ci lavorano non è un affare privato, è un problema comune. E decide il presente e il futuro della “scuola di tutti”.

(Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire – Sabato 30 maggio 2020)

CFP del Piemonte e di Bra con la didattica a distanza – Gazzetta d’Alba

La Gazzetta d’Alba di ieri, martedì 2 giugno, nella sezione L’inchiesta / ISTRUZIONE, dedica un articolo ai Centri di Formazione Professionale del Piemonte e in particolare dei Salesiani di Bra, in merito alla didattica a distanza. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato a cura di v.m.

I centri di formazione professionale dei Salesiani di Bra e del Piemonte hanno comunque proseguito le lezioni attraverso la didattica a distanza

«Resta a casa, vengo io da te!»

Con questa campagna, lanciata in piena pandemia da tutti gli operatori di Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesianeFormazione e aggiornamento professionale) del Piemonte, si è garantita la formazione e l’accompagnamento adeguato a tutti gli allievi, costretti a non frequentare il loro centro di formazione professionale.

Tutti gli oltre tremila allievi, da Serravalle Scrivia, Alessandria, Vercelli, Novara e Vigliano, da Bra, Fossano, Saluzzo e Savigliano, da San Benigno, Torino Rebaudengo, Agnelli e Valdocco, hanno avuto la possibilità di sperimentare l’animazione e la didattica digitale, continuando la formazione, che viene loro trasmessa con gli strumenti oggi sempre più in uso dai ragazzi, che finalmente sono invitati a utilizzare il loro cellulare “a manetta”.

Gli strumenti attivati sono tra i più diversi: da Google Classroom – la piattaforma con la quale ciascun formatore, simulando il gruppo classe virtuale, porta avanti le attività formative con dispense, esercitazioni, filmati e questionari per l’apprendimento – a Google Meet – per brevi ma intensi momenti di videoconferenza, in cui l’incontro avviene in diretta, per dirla in termini sportivi, in modalità sincrona per usare un termine tecnico della Fad (formazione a distanza). E ancora: la posta elettronica per inviare le dispense e farsi restituire i compiti svolti da quegli utenti che hanno qualche difficoltà nella connessione a Internet, senza dimenticare WhatsApp e i vecchi materiali cartacei o i file caricati su chiavetta Usb, per quegli allievi che vivono in zone del territorio dove ancora il segnale per accedere a Internet è scarso o addirittura assente. E poi, in casi estremi, c’è il telefono, lo strumento più antico per potersi connettere a distanza.

Commentano alcuni formatori del Cfp braidese:

«Ci siamo dovuti inventare un modo nuovo di proporre le nostre lezioni a giovani certamente digitali, ma meno portati per una didattica molto teorica: eppure hanno veramente risposto in modo positivo, anche se tutti lamentano, ancora oggi, la difficoltà di lavorare da remoto, senza poter vedere fisicamente i propri compagni di classe».

E concludono:

«Noi ci siamo attivati rapidamente con competenza, per non lasciare nessuno da solo e perché questo periodo possa far sentire tutti connessi, in attesa che passi la tempesta virale e i nostri ampi cortili tornino a riempirsi».

v.m.

Salesiani Bra: S.Messa nel cortile del Cnos-Fap per Maria Ausiliatrice

Si riportano di seguito gli articoli sui festeggiamenti in onore di Maria Ausiliatrice che si sono tenuti presso i Salesiani di Bra il 24 maggio scorso.

Fase 2 dai Salesiani – Sono visibili i cambiamenti. A partire dal Rosario serale frequentato anche da esterni, seguito via Facebook da molti fedeli, animato dalla comunità salesiana e da vari fedeli e concluso con il breve pensiero della Buonanotte presentato a turno da persone diverse. Inoltre la celebrazione quotidiana della Messa partecipata da varie persone con la sorveglianza scrupolosa dei volontari.

Soprattutto l’avvenimento più di impatto è stata la celebrazione della Messa domenicale all’aperto, oltre alle altre di orario nella cappella interna. Considerevole è stato il lavoro dei numerosi volontari coordinati dai Salesiani Cooperatori: transenne, strisce divisorie, distanziamenti, altare mobile, strumentazione musicale e acustica, centinaia di sedie collocate in perfetto ordine seguendo i riferimenti indicati sul terreno, sorveglianza sui posteggi e sulle vie di accesso. La suggestiva foto scattata dal noto fotografo braidese Tino Gerbaldo è stata pubblicata con molto risalto sul quotidiano La Stampa nelle pagine della provincia. Commossa è stata la partecipazione dei numerosi fedeli, molti dei quali abituali frequentatori della Messa domenicale nella cappella dei Salesiani. Era la prima occasione di ritrovo della comunità dopo la lunga pausa di segregazione imposta dalla pandemia. Toccanti anche le parole del celebrante don Alessandro Borsello che ha espresso alla luce della Parola di Dio il sentimento generale di speranza che ognuno portava nel cuore. Ottima, come sempre, l’animazione musicale del gruppo diretto da Marco Fissore, supportato da voci e strumentisti collaudati.

E per l’estate? Certo non si farà l’Estate Ragazzi come la conosciamo dagli anni passati. Le nuove stringenti normative non lo permettono. Addio ai grandi numeri, solo gruppi ristretti. Le richieste e le attese di tante famiglie sono notevoli. Si cercherà di venire incontro a più persone possibili. Il dialogo con il Comune è intenso per trovare le soluzioni migliori per tutti. Ma non sarà facile.

Il quotidiano della provincia di Cuneo Targatocn.it dedica un articolo ai festeggiamenti in onore di Maria Ausiliatrice che si sono svolti nella giornata di ieri nel cortile della Casa Salesiana di Bra, secondo le modalità anti-contagio richieste. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato a cura di Silvia Gullino.

Bra, festeggiamenti ai Salesiani nella mattina di oggi, in onore di Maria Ausiliatrice

Messa all’aperto nel cortile del Cnos Fap, secondo le modalità anti-contagio previste al tempo del Coronavirus

“Impegnate in vostro favore Maria Ausiliatrice; e persuadetevi che ciò che non possono fare i chirurghi, lo saprà fare Lei”.

Un messaggio chiaro, semplice e attuale quello di San Giovanni Bosco, che è stato maggiormente valido oggi (domenica 24 maggio), festa liturgica di Maria Ausiliatrice. La celebrazione si è svolta anche nella Casa Salesiana di Bra con una Messa all’aperto nel cortile del Cnos Fap e secondo le modalità anti-contagio previste al tempo del Coronavirus…

>Leggi tutto l’articolo

CFP Bra: stage in smart working – Il Nuovo Braidese

Il giornale Il Nuovo Braidese di domani, sabato 16 maggio, dedica un articolo allo Stage in smart working che sta mettendo in campo il Centro di Formazione Professionale di Bra e l’esperienza di Francesca Bordino (in foto) con la quale è stato attivato un percorso di stage in smart working presso la Tesi Squere. Di seguito l’articolo a cura di Franco Burdese.

FORMAZIONE PROFESSIONALE A DISTANZA AL CNOSFAP
Stage in smart working: cosa cambia

La Formazione professionale Regionale prosegue a distanza con il percorso di Formazione Tecnica Speriore IFTS Tecnico Trasfertista gestito da Cnosfap Bra. Il gruppo di venti allievi sta in maniera variegata proseguendo il loro percorso. Sono 8 gli apprendisti che dal 14 febbraio sono tornati in azienda per l’apprendistato formativo mentre per Francesca Bordino (in foto) è stato attivato un percorso di stage in smart working presso la Tesi Squere che la ospita in stage. Proprio su questo argomento dello stage a distanza abbiamo voluto approfondire l’approccio impostato tra Associazione Cnosfap dei Salesiani di Bra e la ditta Tesisquere.

Francesca puoi descrivere cosa significa l’esperienza di stage IFTS in smart working?

L’esperienza di stage in smart working rappresenta per me una sfida alle tradizionali dinamiche di coinvolgimento nel mondo del lavoro e alla rapida evoluzione della tecnologia nelle modalità di interazione e apprendimento. Il continuo coinvolgimento dell’azienda su progetti prima analizzati in ufficio, ha consentito la prosecuzione del mio stage a distanza senza interruzioni, sebbene con modalità diverse.

Quali sono state le esperienze che hai vissuto in stage smart working con Tesisquere?

Tesisquare ha predisposto una serie di coinvolgimenti in web conference su progetti attivi differenti: in questo modo ho potuto partecipare da un lato a pianificazioni d’attività, incontri di analisi e presentazione di progetti ai clienti Tesi, nonché sessioni di formazione individuali con i colleghi per continuare ad essere allineata sugli sviluppi dei relativi argomenti.

Come può cambiare l’esperienza in smart working rispetto a quella che hai fatto in presenza nella prima parte del tuo stage?

Sebbene in prima battuta venga a mancare il contatto umano, aspetto importante in un percorso di inserimento perché permette di conoscere le persone con cui si dovrà collaborare, credo che l’approccio e gli strumenti schierati dall’azienda abbiano comunque consentito la possibilità di continuare a confrontarsi, rendendo così l’operatività nei fatti del tutto paragonabile a quella precedente all’emergenza. Una messa in atto di azioni vincenti che, a mio avviso, potranno diventare la futura normalità.

Come valuti il tuo apprendimento ed il coinvolgimento in questa esperienza?

Laddove il percorso in aula e in azienda nel suo complesso mi abbia permesso di implementare numerose conoscenze, lo stage in smart working mi ha invece consentito di sviluppare skills e accortezze nuove per riuscire a lavorare con i colleghi, seppur trovandomi a casa da sola e priva di esperienza nel campo dell’Information Technology. In merito al mio coinvolgimento, le mie aspettative non sono state disattese: il periodo d’emergenza sanitaria, pur ostacolando il normale svolgersi del percorso, non ha impedito all’azienda di continuare a formarmi e a farmi crescere professionalmente. A Michelle Crosetti , HR Talent Acquisition, ed Elio Becchis,Business e Solution manager SR, di Tesi Squere, abbiamo chiesto di analizzare questa esperienza.

Come valuta Tesi l’esperienza di smart working specifica con l’IFTS?

L’esperienza di smart working specifica con l’IFTS è stata sicuramente una sfida, che però siamo riusciti ad affrontare in modo ottimale. L’esperienza di smart working è nuova nell’azienda, non solo per quanto riguarda questo stage nello specifico, ma per tutti i colleghi che si sono ritrovati a dover svolgere il lavoro da casa e sono riusciti ad organizzarsi al meglio. Nel caso specifico di Francesca, l’organizzazione mirate delle attività da parte del suo responsabile ha reso possibile un risultato winwin.

Come cambiano le modalità di coinvolgimento di uno stage in smart working?

Sicuramente la risorsa deve imparare ad acquisire autonomia più velocemente ad organizzarsi in modo ottimale il tempo a disposizione, le richieste e i dubbi vengono “accumulati” per poi essere risolti tramite un unico meet o chiamata, ma sicuramente si ha la possibilità di testare in autonomia le proprie capacità. Per quanto riguarda le modalità di coinvolgimento sicuramente c’è un passaggio dalla comunicazione faccia a faccia ad una comunicazione digitale, anche il training del tirocinante stesso viene affrontato tramite webinar e videoconferenze.

Quali le potenzialità metodologiche dello smart working?

Il progresso e l’evoluzione tecnologica hanno modificato in modo radicale il nostro approccio, non solo alla vita quotidiana, ma anche a quella lavorativa. L’interesse e le potenzialità dello smart working riprendono aspetti legati al tempo, il risparmio dello stesso e la miglior organizzazione che permette un bilanciamento della vita privata con quella lavorativa (work life balance), la mobilità, quante persone devono affrontare ore di viaggio per raggiungere i posti di lavoro? Lo smart working permette di gestire, non solo il proprio tempo, ma anche le attività e i task lavorativi, la non possibilità di confrontarsi con i propri colleghi nell’istante stesso in cui c’è la necessità (come avviene negli uffici) permette di ragionare maggiormente sul proprio operato, di concludere le proprie attività nel miglior modo possibile e alla fine di cercare un confronto: costruttivo e soprattutto non sbrigativo.

Quali saranno le nuove figure ricercate da Tesi in questo nuovo mercato del lavoro e come possono essere formate con una esperienza IFTS?

Al di là della congettura esterna che stiamo affrontando in questo periodo, le figure di maggior interesse per il nostro settore, e nel particolar modo per Tesi, sono gli analisti di Supply Chain (gestione della catena di distribuzione ndr ). Queste figure devono, oltre a conoscere i processi di Supply Chain, saper dialogare con il cliente per raccogliere i requisiti di quest’ultimo, trasformarli in analisi funzionale e riportare questa allo sviluppatore che procederà con le implementazioni richieste. L’analista è quindi una figura cross tra la parte funzionale e quella tecnica, è il “ponte” tra ciò che il cliente richiede e ciò che viene sviluppato successivamente. È sicuramente una figura importante che richiede flessibilità, adattamento e proattività. Siamo molto soddisfatti, ha commentato Valter Manzone Direttore del CFP di Bra, della capacità di allievi, aziende e della nostra struttura nell’ aver saputo rispondere con prontezza a questa situazione straordinaria. Nuove sfide, nuove opportunità che certamente tutte le componenti sapranno cogliere al meglio.

Franco Burdese

“In cammino con Maria” – Rosario ai Salesiani di Bra

I Salesiani di Bra propongono per tutto il mese di maggio la preghiera del S.Rosario alle ore 21.00 in diretta sul canale YouTubeParrocchie UP50”. La recita del rosario si concluderà con la “Buonanotte”, il breve pensiero di conclusione della giornata iniziato con don Bosco e rimasto nella tradizione delle case salesiane. Di seguito un estratto dell’articolo ufficiale:

ll mese di maggio fa tornare alla mente a chi è pratico dei nostri ambienti la recita del rosario ai Salesiani di Bra: bambini, giovani, anziani, famiglie intere che passeggiano su e giù per il cortile al passo dell’ “Ave Maria”, rendendo percepibile quel senso di comunità che caratterizza la nostra casa.
Sarebbe stato un peccato perdere tutto questo a motivo delle restrizioni che la situazione odierna richiede. Ecco allora la proposta, nata dalle famiglie di Salesiani cooperatori e amici dell’opera e coordinata in sintonia con la parrocchie di Bra e con l’amministrazione.

Sarà un modo per pregare in famiglia, aspetto sottolineato da papa Francesco nel suo messaggio per il mese mariano; e nello stesso tempo un’occasione per sentirsi uniti come comunità, oggi in cui sentiamo ancora di più il bisogno di custodire le relazioni che sostengono la nostra vita. “In cammino con Maria”.

Buon debutto del Rosario dei Salesiani e dell’Unità pastorale 50 su Youtube

>>Leggi l’articolo su Gazzetta d’Alba

Il Cfp di Bra regala crostate e focacce alle RSA della zona per la festa della Liberazione

Pubblichiamo un articolo sull’iniziativa del CFP di Bra che il 25 aprile, grazie agli allievi del corso “Panetteria, pasticceria e pizzeria” ha potuto donare crostate e focacce alle RSa del territorio. L’articolo è di Valter Manzone.

***

Realizzate nel laboratorio di panetteria/pasticceria/pizzeria del Cfp, distribuite dai volontari della Protezione civile di Bra, le crostate e le focacce sono arrivate a tutti i numerosi ospiti e operatori delle RSA cittadine, alle sorelle Clarisse del monastero braidese, alla Croce rossa di Bra, alla Caritas interparrocchiale, ai Carabinieri in congedo e alla stessa Protezione civile. Per dire loro «grazie» per il lavoro che stanno svolgendo in questa pandemia e per addolcire la festa della Liberazione.
Le materie prime impiegate erano in laboratorio, acquistate per le esercitazioni che le allieve e gli allievi del corso di «panetteria, pasticceria e pizzeria» avrebbero svolto in quest’ultima parte dell’anno formativo. L’arrivo del Covid-19 ha però cambiato tutto. Il Paese si è fermato e anche la scuola con lui.

E i materiali erano sempre lì, con la scadenza che si avvicinava sempre più. Allora, al pasticcere Giacomo Raffreddato – uno dei tre formatori del corso, insieme ai colleghi Tommaso Elia e Claudio Vaira – è venuta un’idea: perché non trasformare le uova, la farina, il burro in crostate, da omaggiare alle persone che sono ammalate e a quelle che, quotidianamente, se ne prendono cura? Dall’idea ai fatti, il passo è stato breve. Giusto il tempo per coinvolgere un paio di aziende, fornitrici del nostro Cfp (la ditta Cherasco che porta i prodotti alimentari e lo scatolificio Giacosa, che ci invia le confezioni di carta per alimenti) le quali, venute a conoscenza delle finalità del progetto per il quale si sarebbero dovuti ordinare gli elementi mancanti, non hanno esitato ad omaggiarli.
Nelle giornate di mercoledì e giovedì scorso, il professor Raffreddato – con un assistente – ha iniziato ad impastare la frolla, a stenderla, a riempire le teglie, a ricoprire la pasta con la marmellata (offerta dallo stesso docente) e a cuocerle in forno. Le crostate sono state confezionate a coppie, nell’apposita scatola, fornita di etichetta con l’elenco dei componenti, la data di scadenza e una frase beneaugurale di don Bosco. Nel primo pomeriggio di venerdì 24 maggio, gli uomini della Protezione civile comunale, dopo aver caricato le grandi crostate e una serie di focacce, hanno iniziato l’opera di consegna.

Le beneficiarie sono state le 5 RSA cittadine (ovvero «Piccola casa della divina provvidenza», Mario Francone, I Glicini, Montepulciano e Soggiorno dell’Immacolata), senza dimenticare le associazioni di volontariato braidesi (CRI, Protezione civile e Carabinieri in congedo) che hanno dato una grossa mano alla collettività in tempo di pandemia. Poi la Caritas, che distribuisce generi alimentari a tante famiglie in difficoltà: a loro, abbiamo anche inviato le confezioni di roostbeef sottovuoto che, grazie al formatore Gonella, ci sono state inviate dalla ditta Oberto, nella quale opera sua moglie. E prima di sera, tutti i destinatari del nostro pensiero hanno telefonato per ringraziare il CFP per questo gesto semplice, che sa di solidarietà e di vicinanza.

>Articolo IdeaWebTV

>Articolo PublicNow

Salesiani Bra: come sta operando la scuola media online

La Scuola media Salesiana di Bra e gli insegnanti dell’Istituto, dopo una prima breve fase di assestamento, hanno organizzato la didattica online per far fronte a questo periodo di emergenza. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dal sito dell’opera.

Scuola online: come sta operando la scuola media salesiana di Bra

Dopo una prima breve fase di assestamento, la didattica online è stata organizzata in moduli giornalieri che riproducono in buona parte l’orario ordinario durante l’anno: due moduli al mattino (8.30-12.30) e uno al pomeriggio (14.30-16), per un totale di tre materie al giorno con le ore abbinate. L’orario dettagliato è stato inviato alle famiglie e compare anche su Google Calendar, attraverso il quale è possibile collegarsi direttamente alla lezione. All’interno dei moduli ogni docente effettua la (lezione) spiegazione o in diretta o assegnando una videolezione, ma sempre restando a disposizione tutto il tempo per interagire con gli studenti oralmente o via chat a modo di sportello virtuale. Gli allievi studiano l’argomento come fossero anche al doposcuola; in questo modo si eliminano i compiti “a casa” e il tempo dopo le ore 16 può essere dedicato al semplice ripasso o alle ricerche facoltative che sviluppano ulteriormente le competenze digitali e vengono valorizzate con i crediti. Quindi giornata organizzata, contro il rischio della dispersione e della noia, ma senza carichi eccessivi di orario e di lavoro.

Vengono utilizzate le piattaforme della GSuite for Education, Classroom e Meet, che si rivelano molto funzionali. Su Classroom si caricano i materiali per la lezione, per i compiti, per gli approfondimenti liberi e anche per i test di apprendimento. Gli allievi possono così vedere ciò che l’insegnante proietta sul suo schermo mentre spiega, come sulla lavagna o sullo schermo della lim. Affinché tutti potessero usufruire di queste piattaforme, erano stati creati previamente gli account istituzionali di ogni docente e di ogni alunno. Questo è stato possibile grazie al supporto del centro informatico di Torino Valdocco che opera a favore di tutte le realtà salesiane del Piemonte.

Gli insegnanti si sono da subito messi in gioco, con dedizione e competenza. Il loro carico di lavoro non è certo inferiore a prima, anzi è aumentato. Le famiglie apprezzano tutto questo sforzo per un coinvolgimento concreto, equilibrato ed efficace degli alunni, in modo che valorizzino al meglio questa emergenza che coinvolge tutti, anche il mondo della scuola.

La difficoltà principale riguarda la valutazione, che può essere solo formativa e non sommativa. La piattaforma permette di creare moduli di verifica dell’apprendimento di vario tipo. Il docente li corregge personalmente, dando il riscontro in punti (non in voti “che fanno media”: la terminologia è importante). L’obiettivo è che i ragazzi siano impegnati, partecipino e imparino il più possibile. Il registro delle presenze e dei compiti condiviso in Drive ci permette di avere un quadro aggiornato della situazione di ogni alunno e di comunicare ai genitori le situazioni di un eventuale impegno carente, dovuto a volte a problemi tecnici di connessione o di strumentazione che si cerca insieme di risolvere. Ad alcuni alunni la scuola ha concesso in prestito d’uso i tablet utilizzati durante l’anno. A metà quadrimestre verrà segnalato a tutte le famiglie l’andamento scolastico del figlio/a utilizzando gli indicatori: presenza, impegno, compiti, declinati a tre livelli.

Settimanalmente i docenti si incontrano online nei Collegi docenti per fare il punto della situazione. Periodicamente anche i rappresentanti dei genitori vengono coinvolti nei Consigli di istituto in modo che possano riportare osservazioni, suggerimenti e proposte a nome dei genitori della propria classe. Di questi incontri il preside invia un resoconto settimanale alle famiglie. Utili anche gli incontri periodici dei presidi delle scuole salesiane del Piemonte e Valle d’Aosta, che stanno percorrendo un cammino condiviso sotto tutti gli aspetti.

Molto apprezzati gli incontri informali delle classi e dei gruppi formativi in orario extrascolastico, come pure il “Buongiorno” giornaliero del direttore. Anche per le famiglie sono previsti materiali formativi, predisposti anche dall’associazione Agesc. In questo modo si evidenzia maggiormente il compito educativo della scuola salesiana, che cerca di farsi vicina agli allievi e alle loro famiglie anche in questo frangente. Il bilancio è positivo: alunni partecipi e soddisfatti, altrettanto le famiglie, pur con i limiti legati a questa particolare modalità di insegnamento.

Coronavirus, i Salesiani di Bra usano una web radio per rimanere in contatto con gli studenti

Pubblichiamo un articolo de La Stampa sulla web radio gestita dagli insegnanti del CFP di Bra.

Una web radio per rimanere in contatto con gli studenti. Succede al Centro di formazione professionale dei salesiani di Bra, in questo periodo di forzata assenza causa Covid-19.

Oltre alla didattica svolta in Fad (formazione a distanza), un appuntamento quotidiano (o quasi) con il «Buongiorno», gestito dai membri dell’Equipe Pastorale attraverso un canale Youtube, creato appositamente per il Cfp. E adesso anche una radio, che trasmette grazie ad una piattaforma web.

I docenti Matteo Pronzati e Giovanni Spadafora, ideatori della radio, commentano: “Approfittando della strumentazione già presente nell’oratorio, abbiamo creato un palinsesto pomeridiano, attivo da lunedì 16 marzo, che ci consente di rimanere in contatto con i nostri giovani, fornendo loro delle informazioni utili sulle proposte e sui materiali che trovano su internet, caricati dai loro docenti, per permettere la prosecuzione del percorso formativo. Insomma, li vogliamo raggiungere direttamente a casa loro, con uno strumento che stimoli la loro curiosità e li aiuti al contempo”.

Salesiani Bra: l’esperienza studio della scuola media a Londra

Il quotidiano online della provincia di Cuneo ideawebtv dedica un articolo all’esperienza a Londra dai ragazzi della Scuola Media Salesiana di Bra che si è svolta nelle giornate scorse. Svariate le attività culturali e ricreative vissute durante la settimana: visite culturali ai musei di Londra e dintorni, passeggiate nei quartieri centrali, nei parchi e nei mercati locali. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato il 21 febbraio 2020.

Ottima esperienza-studio per gli alunni della media salesiana di Bra in viaggio a Londra

Svariate le attività culturali e ricreative durante la settimana: visite culturali ai musei di Londra e dintorni, passeggiate nei quartieri centrali di Londra, nei parchi e nei mercati locali, con abbonamento ai mezzi di trasporto di Londra per l’intero periodo.

Si è conclusa l’esperienza del soggiorno linguistico a Londra dei 33 alunni della scuola media salesiana accompagnati dalla prof.ssa Noello Chiara, da don Alessandro Borsello e dal sig.Paolo Pellegrino dell’agenzia Effatà Tour. Sono stati 8 giorni intensi di lezioni e di visite.

Il corso di lingua inglese “Go Create! English”, 15 ore settimanali con elementi di preparazione alla certificazione KET e alla certificazione PET, si teneva presso la scuola di lingua KKCL English, situata nella zona di Harrow nella parte nord-occidentale di Londra. Durante il corso gli studenti hanno lavorato con l’inglese scritto e parlato in una varietà di media, dai tablet alle arti creative. I progetti includevano regia, foto story, design e musica. Le lezioni si tenevano in classi internazionali di 15 studenti con un gruppo di studenti coreani di età 10-15 anni. Erano suddivise in base al livello di conoscenza della lingua inglese con docenti abilitati all’insegnamento a studenti stranieri. Le lezioni si svolgevano soprattutto al mattino, ma a volte anche al pomeriggio.

La sistemazione in famiglia prevedeva la mezza pensione. Le famiglie erano selezionate direttamente dalla scuola di lingua KKCL English. Il pranzo caldo era servito presso la mensa della scuola.

Svariate le attività culturali e ricreative durante la settimana: visite culturali ai musei di Londra e dintorni, passeggiate nei quartieri centrali di Londra, nei parchi e nei mercati locali, con abbonamento ai mezzi di trasporto di Londra per l’intero periodo. Le attività culturali e ricreative durante il soggiorno si avvalevano della presenza dello staff della scuola di lingua. Venivano forniti i libri di testo e il materiale didattico. A fine corso attestato con valutazione di competenza linguistica.

Non sono mancati alcuni imprevisti, risolti peraltro positivamente dai tre accompagnatori. Bilancio: un’esperienza senza dubbio positiva.