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“San Francesco di Sales e l’Eucaristia”: nuovo appuntamento di “Quali salesiani per i giovani di oggi?”

Il Rettor Maggiore da pochi giorni ha inaugurato a Torino, nel museo casa don Bosco, l’anno dedicato a San Francesco di Sales nel 400° anniversario della sua morte. Il contenuto della strenna e l’approfondimento della figura del santo vescovo savoiardo durante le giornate di spiritualità della Famiglia Salesiana vissute a Torino dal 13 al 16 gennaio hanno dato il “La” all’inizio dell’anno a Lui dedicato.

In continuità con queste iniziative il Centro Studi Opera dei Tabernacoli Viventi in collaborazione con la Conferenza delle Ispettorie Salesiane dell’Italia (CISI) settore formazione promuove sabato 22 gennaio dalle ore 9 alle 10,15 in diretta sulla pagina Facebook “Don Bosco Italia” il terzo incontro del percorso “Quali Salesiani per i giovani di oggi?” sul tema “San Francesco di Sales e l’Eucaristia”.

Don Silvio Roggia intervisterà don Morand Wirth attraverso alcune domande centrali nella spiritualità salesiana: qual è il tesoro nel campo, la perla preziosa che questo centenario può regalare alla chiesa e in particolare alla famiglia salesiana? Qual è stato il posto dell’Eucaristia nella missione di Francesco di Sales? Cosa è stata l’Eucarestia per lui, per il suo cammino di vita cristiana? Come l’Eucaristia ha che fare anche con l’amore del prossimo per Francesco? Nei suoi scritti, in sintesi quali sono le luci più importanti che offre per vivere di eucaristia? Quale parentela spirituale tra Francesco di Sales e la serva di Dio salesiana cooperatrice Vera Grita?

Oltre a queste domande, ci sarà la possibilità in diretta di rivolgerne altre da parte di coloro che seguiranno l’intervista on line.

Il Movimento Giovanile Salesiano celebra il 400° di San Francesco di Sales

Di seguito le parole del Coordinatore del Movimento Giovanile Salesiano don Patrick Anthonyraj riportate da ANS in merito alla celebrazione dei 400° di San Francesco di Sales da parte di tutti i gruppi del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) delle Ispettorie salesiane.

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Nella riunione del Consiglio dei Responsabili del Movimento Giovanile Salesiano (SDB SYM-LEADS) dello scorso dicembre, dopo aver approvato le linee guida del Consiglio Mondiale SDB SYM-LEADS, è stata approvata all’unanimità la proposta di celebrare il 400° anniversario della morte di San Francesco di Sales. I membri del Consiglio regionale dell’Africa-Madagascar sono stati incaricati di coordinare questo evento, al quale parteciperanno tutti i gruppi del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) delle Ispettorie salesiane, come segno di omaggio, gratitudine, amore e devozione verso questo grande santo.

L’equipe organizzatrice, composta dai giovani Fabrice Drabo, Laura Dias, e da don Alphoncious Hamweete, SDB, ha proposto quanto segue:

– Un momento di preghiera comune, preparato dall’equipe, verrà inviato in diverse lingue a tutti i membri del MGS. I gruppi del MGS di ogni parte del mondo si raduneranno il giorno della festa di San Francesco di Sales, il 24 gennaio, o il giorno precedente, per pregare e riflettere sulla sua figura.

– Ogni Ispettoria è incoraggiata a chiedere ad uno o due giovani di realizzare un breve video-messaggio, di massimo 2 minuti, sulla vita e gli insegnamenti di San Francesco di Sales o sulla Strenna 2022 del Rettor Maggiore, ispirata dal motto del santo savoiardo “Fate tutto per amore, nulla per forza”.

– A livello ispettoriale, i giovani verranno promossi e incoraggiati a realizzare quadri e disegni ispirati a San Francesco di Sales o alla Strenna 2022.

Tutte queste iniziative verranno condivise anche sulle reti sociali con l’hastag #symsales400.

“Che la dolcezza del Santo che celebriamo accenda i cuori dei giovani” concludono i promotori del progetto.

Don Patrick Anthonyraj, SDB,

Coordinatore del Movimento Giovanile Salesiano

Disponibile il video ufficiale della Strenna 2022 del Rettor Maggiore

Fate tutto per amore, nulla per forza

Disponibile su ANSChannel il video ufficiale della Strenna del Rettor Maggiore per il 2022:

Di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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Dopo la presentazione ufficiale in anteprima alle Figlie di Maria Ausiliatrice, avvenuta lo scorso 27 dicembre, e dopo l’intervista del giorno successivo in cui il Rettor Maggiore ha illustrato il messaggio della Strenna per il 2022, sul tema “Fate tutto per amore, nulla per forza”, esce finalmente in via ufficiale ed accessibile a tutti il video della Strenna.

Il video, della durata di circa 20 minuti, parte da Annecy, la terra di San Francesco di Sales, per presentare le origini del “santo dell’amorevolezza”. E immediatamente il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, coglie i primi tratti comuni tra Francesco di Sales e Giovanni Bosco: entrambi savoiardi, entrambi con un legame particolare verso le rispettive madri, prime educatrici alla fede, ma soprattutto entrambi appassionati di Dio e dell’umano.

Così, nonostante le differenze di censo – il primo nasce in un castello, il secondo in una malandata casa di campagna – lo spirito che maturerà da Francesco di Sales arriverà fino a Torino, a Giovanni Bosco, e poi a tutto il mondo.

Il video ricorda chiaramente come Don Bosco sempre si mostrò debitore verso il vescovo ginevrino; ne ammirava la pazienza e l’amabilità messe al servizio del prossimo; la sensibilità e l’acume, che adoperava nella missione di direttore spirituale; la carità verso il prossimo come misura e cifra della preghiera e del rapporto con Dio; e infatti da lui raccolse alcuni spunti fondamentali per la sua spiritualità.

Come ricorda Don Á.F. Artime, alcune tra le più note massime di San Francesco di Sales – “Tutti potete essere santi, ovunque siate”; “Dobbiamo fiorire lì dove Dio ci ha piantato”; “Studia di farti amare” – oggi sono patrimonio dell’intera Famiglia Salesiana, che attraverso Don Bosco si è abbeverata di questa spiritualità.

“Il motto della Strenna, Tutto per Amore, nulla per forza, è per noi Salesiani come un quarto voto salesiano” sintetizza il Rettor Maggiore.

Da oggi, sabato 8 gennaio, il video della Strenna 2022 è disponibile in italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese nei rispettivi canali linguistici di ANS.

La mostra temporanea “Francesco di Sales 400” al Museo Casa Don Bosco

In occasione del quarto centenario della morte di San Francesco di Sales, il Museo Casa Don Bosco di Torino-Valdocco presenta la mostra Francesco di Sales 400, un percorso espositivo che racconterà la vita, la fede e la spiritualità del salesiano. Di seguito le principali informazioni riportate sul sito del museo.

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La mostra Francesco di Sales 400 sarà aperta al pubblico dal 15 gennaio 2022 fino al 15 gennaio 2023: le linee guida mireranno ad educare il visitatore alla conoscenza del santo, alla lettura salesiana della sua vita e all’approfondimento del “clima” salesiano seicentesco.

La mostra verrà inaugurata il 15 gennaio alle ore 10:30 presso il Teatro Grande di Valdocco.

La partecipazione all’inaugurazione è esclusivamente su invito ed è gratuita.

Il momento dell’inaugurazione sarà in diretta streaming, trasmessa in 5 lingue su ANS e sulla Pagina Facebook del Museo.

In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Super Green Pass muniti di mascherina FFP2 e controllo della temperatura.

LA MOSTRA

La mostra Francesco di Sales 400 sarà aperta al pubblico fino al 15 gennaio 2023: le linee guida mireranno ad educare il visitatore alla conoscenza del santo, alla lettura salesiana della sua vita e all’approfondimento del “clima” salesiano seicentesco.

Tre saranno i settori tematico/espositivi principali, ovvero:

  • gli elementi biografici del Santo,
  • l’iconografia ‘salesiana’ del Santo nell’oratorio delle origini,
  • gli elementi della spiritualità e della pedagogia salesiana.

Sarà possibile ammirare un ritratto di San Francesco di Sales del 1618, il parato liturgico, detto “di San Francesco di Sales” (ante 1622), il parato liturgico di San Francesco di Sales con ricami eseguiti da Santa Giovanna F. Frémiot de Chantal (1610-1622), una lettera olografa del 1608, e ancora, stampe, libri, oggetti molto particolari come un medaglione in osso di manifattura piemontese del 1613, ricordo coevo dell’ostensione della Sindone del 1613. Preziose le collaborazioni con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Monastero della Visitazione di Annecy, il Monastero della Visitazione di Moncalieri, il Santuario della Consolata di Torino e l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte.

ORARIO

  • Lunedì: chiuso
  • Martedì e Giovedì: 9:30 – 12:30
  • Mercoledì e Venerdì: 14:30 – 17:30
  • Sabato e Domenica: 9:30 – 12:30 / 14:30 – 17:30

UPS, corso di teologia spirituale su San Francesco di Sales

“Tutto per amore, niente per forza” – Storia e spiritualità di San Francesco di Sales (TB1420) – Corso di teologia spirituale

Sono ormai passati 400 anni dalla morte di San Francesco di Sales. Egli viene descritto da Pio IX come uno di quei santi inviati da Dio per illuminare la Chiesa nei momenti difficili. Egli era, secondo Papa San Giovanni Paolo II, il “dottore dell’amore divino, e non aveva pace finché i fedeli non accoglievano l’amore di Dio, per viverlo in pienezza, volgendo il loro cuore a Dio e unendosi a Lui”.

La sua tesi principale è che ognuno, a modo suo, nel luogo in cui vive e lavora, può essere felice e diventare santo. La santità per il santo savoiardo non era riservata solo ai monaci, religiosi o sacerdoti. Al contrario, la strada della santità era aperta a tutti. A quattro secoli della sua morte, fino ad oggi, è questo un tema ancora molto attuale.

In occasione del quarto centenario della morte di San Francesco di Sales, l’Istituto di Teologia Spirituale dell’Università Pontificia Salesiana organizza un corso sulla Storia e Spiritualità di San Francesco di Sales.

Il corso è composto da tre parti principali:

  • Parte storica: San Francesco di Sales viene collocato nel suo tempo, l’ambiente storico, sociale ed economico per approfondire e conoscere la sua vita, dalla nascita, alla formazione scolastica a Parigi, i momenti di crisi spirituale, lo studio universitario a Padova, la missione nella Chablese e la vita vescovile fino alla morte avvenuta improvvisamente a Lyon.
  • Parte letteraria: introduce agli scritti di Francesco. Una selezione di lettere, opuscoli, brani di sermoni vengono letti e analizzati. Sono discusse ampie parti dell’Introduzione alla vita devota, conferenze alle Visitandine e capitoli del Trattato dell’Amore di Dio.
  • Parte tematica: attraverso la scelta di alcuni temi, si cerca di approfondire la conoscenza dell’eredità di San Francesco ed esplorarne le idee principali. Per esempio, è illustrato il suo insegnamento riguardo alla direzione spirituale, il significato dell’amicizia, come comportarsi nei momenti di tristezza. Questa analisi è condotta confrontando le idee di Francesco di Sales con il pensiero di altri autori, antichi e contemporanei.

Il corso è aperto a tutti coloro che, in occasione del quarto centenario della morte di San Francesco di Sales, desiderano conoscere meglio la vita e i suoi scritti. Ogni martedì pomeriggio dal 22 febbraio al 17 maggio, dalle 15.00 alle 17.25

Il docente è il professore Wim Collin, salesiano fiammingo. Attualmente è professore aggiunto nell’Istituto di Teologia Spirituale della Facoltà di Teologia presso l’Università Pontificia Salesiana a Roma. Tiene corsi sulla spiritualità di San Giovanni Bosco, la storia della congregazione salesiana, la storia dell’Ottocento Torinese, la metodologia del lavoro scientifico.

La partecipazione è gratuita. Chiediamo gentilmente di iscriversi tramite email a francescodisales2022@unisal.it
Gli incontri saranno in presenza, all’indirizzo email sarà possibile richiedere la registrazione.

Il corso è una occasione eccellente per approfondire la conoscenza della spiritualità e la teologia di San Francesco di Sales in quest’anno giubilare.

“La grazia che desidero per voi, è mantenervi uniti a questo santo Salvatore che viene per raccoglierci tutti intorno a lui e tenerci sempre sotto il vessillo della sua santissima protezione, come il pastore che si prende cura delle sue pecore e del suo gregge o come la regina delle api, tanto attenta nei loro confronti che si dice non esca mai dall’alveare senza essere circondata da tutto il suo piccolo popolo.”
(Sermon I, Œuvres: Tome IX, Sermons: Vol III, 14.)

San Francesco di Sales: Convegno Internazionale all’UPS – novembre 2022

A quattrocento anni dalla morte di San Francesco di Sales (1622), l’Università Pontificia Salesiana e la Congregazione annunciano per novembre 2022 il Convegno Internazionale dedicato al santo vescovo di Ginevra che ha rivoluzionato la teologia, in particolare la spiritualità cristiana, e proclamato “Dottore della Chiesa” da papa Pio IX. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’UPS.

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San Francesco di Sales: posterità, spiritualità, pedagogia
A novembre 2022 l’UPS ospita un Convegno Internazionale dedicato al vescovo di Ginevra

L’Università e la Congregazione Salesiana annunciano il Convegno Internazionale dedicato a “San Francesco di Sales: Posterità, Spiritualità, Pedagogia”, il vescovo di Ginevra che ha rivoluzionato la teologia, in particolare la spiritualità cristiana, e proclamato “Dottore della Chiesa” da papa Pio IX.

A quattrocento anni dalla sua scomparsa avvenuta a Lyon il 28 dicembre 1622, il convegno intende offrire un contributo allo studio della vita, delle opere, dell’influsso, del pensiero e della spiritualità del Santo.

L’incontro, che si svolgerà dal 18 al 20 novembre 2022 all’UPS, prevede due momenti:

l’ispirazione: Francesco non è stato soltanto fondatore dell’ordine delle Visitandine, ma già dal Seicento, fino al ventesimo secolo, fondatore di ordini, congregazioni, istituti che si sono ispirati alla sua spiritualità e al suo operare
vari interventi: di natura pedagogica, storica, ecclesiologica e spirituale che approfondiscono e ampliano la conoscenza di san Francesco di Sales
Interverranno: sulla pedagogia, Michal Vojtáš (Italia); sul rapporto tra Francesco di Sales e Jeanne de Chantal, Wendy Wright (USA); sulla chiamata alla santità, Eugenio Alburquerque (Spagna); sull’accompagnamento spirituale delle donne, Judith de Raat (Paesi Bassi); sulla comunicazione, Vincenzo Marinelli (Italia); sulla relazione tra contemplazione e azione, Giuseppe Roggia (Italia); sul suo influsso su Xavier Thévenot, Thierry Le Goaziou (Francia); sulle relazioni con i protestanti, Emile Amoungou Amoungou (Italia); sulla sua ecclesiologia, Aimable Musoni (Italia).

Lingue del Convegno: italiano, inglese, francese, spagnolo.

Informazioni: francescodisales2022@unisal.it

Don Mauro Zanini nuovo direttore di Valdocco San Francesco di Sales

Nella giornata di mercoledì 25 agosto, presso la Chiesa di San Francesco di Sales a Valdocco, l’Ispettore don Leonardo Mancini ha insediato don Mauro Zanini come nuovo Direttore della Comunità Valdocco San Francesco di Sales. Oltre alla partecipazione dei confratelli di casa, vi è stata anche la presenza di una rappresentanza della Casa del Michele Rua in cui don Mauro ha prestato servizio come Direttore negli ultimi anni. Tra questi anche don Stefano Mondin, che proprio nella stessa mattinata aveva vissuto la cerimonia liturgica di insediamento.

L’Ispettore, in entrambi i casi, ha desiderato commentare l’articolo 55 delle Costituzioni salesiane prendendo spunto da I <<RICORDI CONFIDENZIALI AI DIRETTORI>> DI DON BOSCO:

Il direttore nella comunità
Il direttore rappresenta Cristo che unisce i suoi nel servizio del Padre. È al centro della comunità, fratello tra fratelli, che riconoscono la sua responsabilità e autorità.
Suo primo compito è animare la comunità perché viva nella fedeltà alle Costituzioni e cresca nell’unità. Coordina gli sforzi di tutti tenendo conto dei diritti, doveri e capacità di ciascuno.
Ha responsabilità diretta anche verso ogni confratello: lo aiuta a realizzare la sua personale vocazione e lo sostiene nel lavoro che gli è affidato.
Estende la sua sollecitudine ai giovani e ai collaboratori, perché crescano nella corresponsabilità della missione comune.
Nelle parole, nei contatti frequenti, nelle decisioni opportune è padre, maestro e guida spirituale.

Di seguito qualche scatto della cerimonia, a cura del confratello Antonio Saglia.

RMG – Presentazione del tema della Strenna 2022: «Fate tutto per amore, nulla per forza» (S. Francesco di Sales)

Dal sito dell’agenzia ANS, il Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime ha lanciato il tema della Strenna 2022.

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(ANS – Roma) – Cari Fratelli, Sorelle e Amici, solo sei mesi fa abbiamo consegnato alle Figlie di Maria Ausiliatrice – com’è nostra tradizione fin dai tempi di Don Bosco – e a tutta la Famiglia Salesiana, la Strenna del nuovo anno.

Sei mesi dopo, dunque, mi è stato chiesto di anticipare quello che potrebbe essere il tema orientativo del nuovo anno 2022, come domandano i diversi ritmi degli emisferi dove si trovano le presenze salesiane. Lo faccio volentieri nella speranza che possa essere d’aiuto.

Evidentemente il 2022, anno durante il quale celebreremo il IV centenario dell’anniversario della sua morte, il tema non potrà essere che quello della Spiritualità di San Francesco di Sales , sorgente dello spirito salesiano di Don Bosco, a cui il nostro padre e fondatore si abbeverava e che contemplava in ogni momento, soprattutto quando si trattava di definire lo stile educativo ed evangelizzatore – per dirlo con il nostro linguaggio – dell’incipiente Congregazione Salesiana: «Ci chiameremo Salesiani» .

Sappiamo che Don Bosco rimase profondamente colpito dalla straordinaria figura di questo Santo. Era per lui un’autentica ispirazione, soprattutto perché era un vero pastore, un maestro di carità, un instancabile lavoratore per la salvezza delle anime.

Da giovane seminarista, Giovanni Bosco prese questa risoluzione prima della sua ordinazione sacerdotale: «La carità e la dolcezza di San Francesco di Sales mi guidino in ogni momento». E nelle Memorie dell’Oratorio Don Bosco dichiara: «[L’oratorio] cominciò a chiamarsi di San Francesco di Sales […] perché [per] la parte di quel nostro ministero esigendo grande calma e mansuetudine, ci eravamo messi sotto alla protezione di questo santo, affinché ci ottenesse da Dio la grazia di poterlo imitare nella sua straordinaria mansuetudine e nel guadagno delle anime» .

Naturalmente la Strenna di quest’anno costituirà anche una splendida opportunità per riconoscersi e ritrovarsi nella spiritualità di San Francesco di Sales e per apprezzare ancora di più le magnifiche caratteristiche dello spirito salesiano di Don Bosco, così come i preziosi valori della spiritualità giovanile salesiana. Senza dubbio ci vedremo riflessi in loro e ci sentiremo chiamati ad essere oggi “più salesiani” nella nostra Famiglia Salesiana, cioè più pieni dello spirito di San Francesco di Sales, spirito che impregna la nostra salesianità come Famiglia di Don Bosco.

Essere completamente di Dio, vivendo in pienezza la presenza nel mondo

Questa è probabilmente la proposta più “rivoluzionaria” di San Francesco di Sales. Lo ha espresso con la consueta profondità e bellezza il Papa emerito Benedetto XVI quando ha detto che il grande invito che San Francesco di Sales rivolge ai cristiani è quello di «essere completamente di Dio, vivendo in pienezza la presenza nel mondo e i compiti del proprio stato. “La mia intenzione è di istruire quelli che vivono nelle città, nello stato coniugale, a corte […]” (Prefazione alla Introduzione alla vita devota). Il Documento con cui Papa Pio IX, più di due secoli dopo, lo proclamerà Dottore della Chiesa insisterà su questo allargamento della chiamata alla perfezione, alla santità. Vi è scritto: “[la vera pietà] è penetrata fino al trono dei re, nella tenda dei capi degli eserciti, nel pretorio dei giudici, negli uffici, nelle botteghe e addirittura nelle capanne dei pastori […]” (Breve Dives in misericordia, 16 novembre 1877). Nasceva così quell’appello ai laici, quella cura per la consacrazione delle cose temporali e per la santificazione del quotidiano su cui insisteranno il Concilio Vaticano II e la spiritualità del nostro tempo. Si manifestava l’ideale di un’umanità riconciliata, nella sintonia fra azione nel mondo e preghiera, fra condizione secolare e ricerca di perfezione, con l’aiuto della Grazia di Dio che permea l’umano e, senza distruggerlo, lo purifica, innalzandolo alle altezze divine» .

Certamente incontriamo la fonte di questa spiritualità in tanti gesti e parole di nostro Signore nel Vangelo e nella semplicità della proposta di Don Bosco fatta ai suoi ragazzi, con il linguaggio e nel contesto ecclesiale del XIX secolo.

Allora, come non essere attenti affinché sia anche per noi la fonte di ispirazione e la proposta pastorale e spirituale per il nostro oggi?

La centralità del cuore

Durante la sua formazione a Parigi ciò che fa scattare in Francesco la sua conversione è la lettura approfondita del Cantico dei cantici, sotto la guida di un padre benedettino.

È per lui una luce che colora tutta la sua percezione sia di Dio sia della vita umana, sia del cammino individuale sia delle relazioni con qualunque altra persona.

Anche nel simbolo che sceglie per la Visitazione si coglie quanto il cuore sia il segno più parlante di tutta la sua eredità umana e spirituale: un cuore trapassato da due frecce: l’amore di Dio e l’amore del prossimo, a cui sarebbero corrisposti anche i due trattati che condensano tutto il suo pensiero e insegnamento. Il primo – Il trattato dell’amore di Dio – è frutto della sua paziente opera di formazione al primo gruppo di Visitandine: sono le conferenze redatte e riedite in forma di volume. È anche la base della formazione di Maria Margherita Alacoque che, 51 anni dopo la morte Francesco, ha le rivelazioni da cui si apre la strada nella Chiesa alla devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Dell’altro trattato, quello sull’amore del prossimo, è rimasto solo l’indice, a causa della prematura morte di Francesco il 28 dicembre 1622, a 55 anni di età.

L’umanesimo di Francesco, il suo desiderio e la capacità di entrare in dialogo con tutti, il grandissimo valore che dà all’amicizia, così importante per l’accompagnamento personale nel modo con cui lo interpreterà Don Bosco…, tutto si costruisce sulle solide fondamenta del cuore, così come Francesco lo ha vissuto.

Tra provvidenza e amorevolezza

Due riflessi del suo modo di sentire il cuore di Dio e di aprire il suo cuore ai fratelli, intimamente correlati l’uno con l’altro, sono il suo senso della Provvidenza e il suo modo di avvicinare e interagire con ogni persona, ossia la sua proverbiale dolcezza o amorevolezza.

La fiducia nella Provvidenza ha radici che vengono dalla sua formazione parigina e a Padova: la “santa indifferenza”: mi fido senza riserve del cuore di Dio, e questo mi dispone ad abbracciare qualunque dettaglio che la sequenza di eventi e circostanze mi presenta davanti giorno per giorno. Non ho “nulla da chiedere e nulla da rifiutare” rispetto a quanto so essere in ogni caso nelle mani di Dio. Paolo guardava nella stessa direzione quando scrive ai Romani: “Noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8, 28-29).

La dolcezza di cuore, prima che di tratto, verso il prossimo, anche quando è scostante è tutt’altro che piacevole come carattere, è un riflesso della stessa fiducia, questa volta nei riguardi del cuore umano, sempre aperto all’azione di Dio e sempre destinato alla pienezza della vita. Dolcezza e amorevolezza sono approcci missionari, volti a facilitare il più possibile in ogni circostanza e situazione questo incontro tra grazia e libertà nel cuore di chi mi sta davanti. Non è soltanto dunque questione di buone maniere.

Se pensiamo al modo in cui Don Bosco ha reinterpretato questa amorevolezza nel suo sistema educativo, si comprende quanto profonde siano le motivazioni a cui si alimenta, esattamente come è avvenuto per San Francesco di Sales.

Il tirocinio della missione nel Chiablese e il Da mihi animas di Don Bosco

La dura esperienza di evangelizzazione nel Chiablese fra il 1593 (discorso da Prevosto) nel 1596 (le Messe di Natale a Thonon) è dove la missione dà il tono concreto a tutta la sua vita. È estremamente difficile (“qui tutti hanno insulti sulle labbra e pietre nelle mani”) ma è una crisi che fa crescere e trasforma anzitutto il missionario, prima ancora che i suoi destinatari.

È anche molto interessante leggere quegli anni come una pedagogia eucaristica. L’Eucaristia visibile, celebrata, con grande concorso di popolo, portata in processione… dopo anni di vuoto (Natale 1596…), è il punto di arrivo di un lungo deserto, dove è lui che vive di eucarestia e se ne fa presenza in modo nascosto, tra la gente prima ostile, e che lui avvicina e si fa amica uno per uno.

Tenendo conto che le nostre presenze salesiane sono nella maggior parte tra non cattolici, questa spiritualità eucaristica diventa profetica: dall’interno del missionario raggiunge con grande pazienza e perseveranza coloro a cui si è mandati, senza rinunciare all’annuncio esplicito, ma sapendo attendere i tempi lunghi di Dio, e non aspettando che i fedeli riempiano la chiesa, ma mescolandosi con il gregge dovunque e comunque esso sia…

E con l’Eucaristia e sulla stessa lunghezza d’onda si collocano la centralità della croce e la fiducia in Maria.

Tutto questo ci parla della passione educativa ed evangelizzatrice di Don Bosco che, alla presenza del Signore nell’Eucaristia e alla forte presenza di Maria nella vita dell’Oratorio, in mezzo ai suoi ragazzi, trovava la forza quotidiana per realizzare il Da mihi animas, cetera tolle.

Ma come comunicare?

Francesco di Sales è patrono dei giornalisti. Vale la pena di cogliere il suo carisma come comunicatore, dove c’è uno splendido accordo tra, da un lato, l’amore e l’interesse per la riflessione, la cultura, l’umanesimo nelle sue espressioni più belle, da promuovere, incoraggiare, armonizzare creando e favorendo il dialogo tra chi è più capace e più ricco in questi campi e, dall’altro lato Francesco di Sales è un maestro di comunicazione per tutti, un grande divulgatore per i mezzi e le condizioni in cui viveva. Basta pensare all’enorme numero di lettere su cui si è condensata una parte sicuramente non secondaria del suo apostolato di vescovo e di Santo.

Anche in questo abbiamo in don Bosco un discepolo che segue lo zelo del maestro, con i nuovi mezzi a sua disposizione (la stampa popolare “di massa”): 318 opere edite di Don Bosco in 40 anni… in media circa una ogni due mesi. E allo stesso tempo è per noi un messaggio di massima attualità e una vera sfida, nel mondo d’oggi dove la comunicazione è al centro della realtà.

Francesco di Sales nel modo di accompagnare i giovani di Don Bosco: i carismi fioriscono e danno frutto l’uno nell’altro.

C’è una vera “comunione dei santi” dentro l’arte educativa e spirituale di Don Bosco, che non nasce dal nulla, ma si nutre di radici profonde, opera dello Spirito nella storia della Chiesa che lo ha preceduto. Non è né un’addizione né una replica: è piuttosto un nuovo fiorire e dare frutto che si alimenta il quel lavoro dello Spirito che ha vivificato la Chiesa con Francesco di Assisi e Ignazio, con Domenico e Teresa d’Avila.

Una bella proposta per l’oggi della Chiesa e senza dubbio della Famiglia Salesiana di Don Bosco è giustamente quella di crescere nell’arte di accompagnare il cammino della fede specialmente di tanti ragazzi, ragazze e giovani del mondo che non conoscono Dio, e che allo stesso tempo hanno fame e sete di lui spesso senza saperlo. È molto “salesiano” sentire e credere veramente che ogni persona ha bisogno di «un amico dell’anima»  in cui trovare consiglio, aiuto, guida e amicizia.

Termino queste sintetiche linee, lungo le quali si potrà sviluppare la Strenna del 2022 per tutta la Famiglia Salesiana di Don Bosco nel mondo, con l’invito che Papa Benedetto XVI ci rivolge alla fine del suo discorso, chiedendoci di seguire in “spirito di libertà” la testimonianza esemplare di San Francesco di Sales, vero esempio di quell’umanesimo cristiano che ci fa sentire che solo in Dio si incontra la soddisfazione del desiderio e della nostalgia che proviamo per Lui: «Cari fratelli e sorelle, in una stagione come la nostra che cerca la libertà, anche con violenza e inquietudine, non deve sfuggire l’attualità di questo grande maestro di spiritualità e di pace, che consegna ai suoi discepoli lo “spirito di libertà”, quella vera, al culmine di un insegnamento affascinante e completo sulla realtà dell’amore. San Francesco di Sales è un testimone esemplare dell’umanesimo cristiano; con il suo stile familiare, con parabole che hanno talora il colpo d’ala della poesia, ricorda che l’uomo porta iscritta nel profondo di sé la nostalgia di Dio e che solo in Lui trova la vera gioia e la sua realizzazione più piena» .

Don Ángel Fernández Artime, SDB, Rettor Maggiore

San Francesco di Sales: l’esempio del santo vescovo ginevrino

Senza l’azione e la persona di Francesco di Sales, ci sarebbe mai stato il Don Bosco del Sistema Preventivo? E perché il Santo dei Giovani scelse il santo vescovo ginevrino come fonte di spiritualità per la congregazione a cui diede vita? Ancora più radicalmente: “Don Bosco fu un vero SALESiano?”. A queste domande ha dato risposta don Gianni Ghiglione, uno dei maggiori conoscitori del pensiero di San Francesco di Sales.

“Due cose belle e importanti San Francesco di Sales può insegnarci ancora oggi” sottolinea don Ghiglione. “La prima è il senso dell’amicizia”: ne troviamo ampia traccia nella sua biografia e precise definizioni nelle sue lettere. “Quando terminò gli studi a Parigi, il suo ritorno ad Annecy fu una marcia di oltre 300 chilometri a piedi, a cavallo e in carrozza insieme a quattro suoi compagni di studi con i quali evidentemente si era creato un rapporto strettissimo”. Possiamo immaginare quale confidenza esistesse fra loro, che permise di commentare in modo approfondito gli anni condivisi sui libri, le osservazioni sullo stato del mondo, i sogni di ciascuno: non una vicinanza formale, non una chiacchiera superficiale, ma un vero incontro di cuori lungo una strada che diventa simbolo di un cammino da amici.

“I suoi scritti, le sue lettere sono una miniera di considerazioni e di testimonianze sulla amicizia” ricorda don Ghiglione. Andrea Ravier raccolse le sue ‘Lettere di amicizia spirituale’ dove ogni destinatario è un uomo o una donna conosciuti in profondità da Francesco sacerdote, in molti casi fino all’intimo dell’anima.

Cosa può suggerire questo ai giovani (e non solo) di oggi?

“Hanno la tendenza a tenere lo sguardo basso, piegato sul cellulare: dovrebbero volgerlo piuttosto allo sguardo altrui in uno scambio interpersonale”. Inviamo battute e pensieri rapidi attraverso i social media ma, raccomanda don Ghiglione, “cerchiamo anche di comunicare cose profonde da vivere e da trasmettere!”.

“La seconda cosa che ci può consegnare oggi san Francesco di Sales è la cura del carattere” continua lo studioso salesiano. “Egli non era nato santo: aveva una tempra orgogliosa, pronta a scattare contro le persone avverse. L’origine nobile lo faceva essere una sorta di cavaliere medievale pronto a lavare le offese o semplicemente a sbandierare la sua superbia”. La mitezza comunemente attribuita al santo Vescovo non era espressione del suo carattere, ma di una impegnata educazione di questo: “il cervello ribolle, ma per grazia di Dio riesco a tenere sotto controllo i sentimenti” confessava ai suoi amici, come Jeanne-Françoise Frémyot, baronessa de Chantal, che divenne con lui fondatrice dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria. L’autocontrollo – al quale si è attenuto nel suo relazionarsi con gli altri e nello svolgere il suo ministero pastorale – è parte della sua ascesi spirituale. Fu un’educazione permanente non alla repressione dei sentimenti, ma alla loro conversione in empatia verso gli altri (una lezione che oggi viene spesso ricercata nelle filosofie orientali, ma che non è inedita per la cultura del cuore cristiano d’Europa).

Per don Ghiglione questa ‘lezione’ sarebbe da riprendere per risolvere i tanti problemi di relazione oggi così comuni. “Nelle famiglie, tra colleghi, fra gli stessi operatori socio-educativi prevalgono i conflitti personali. Anche le relazioni di coppia ‘saltano’ perché i due non hanno un carattere coltivato, fatto di pazienza, di rispetto, di autocontrollo”.

La salesianità è questo, e Don Bosco se n’è fatto portabandiera incastonando il nome di Francesco di Sales nello scudo della sua ‘casata’ religiosa: “Un progetto di educazione dei giovani che gradualmente si è esteso a tutto il mondo perché evidentemente è valido ad ogni latitudine, fondato sui noti principi dell’amorevolezza, della ragione e della religione” ribadisce don Ghiglione.

Che, infine, conclude con soddisfazione: “Il nostro è un metodo che viene da lontano e che va lontano!”

Giornata Internazionale dell’Educazione: l’impegno delle scuole salesiane a contrasto dell’abbandono scolastico dei più poveri

Dal sito dell’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Torino) – Ieri, 24 gennaio si è celebrata la terza edizione della Giornata Internazionale dell’Educazione. La ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite con la risoluzione approvata il 3 dicembre del 2018 e ha come obiettivo ribadire il ruolo cruciale dell’istruzione nella costruzione di società sostenibili e resilienti. Ma a causa della pandemia lo scenario globale è molto preoccupante: si calcola che le chiusure delle scuole in 180 Paesi abbia lasciato 1.6 miliardi di studenti a casa. Una generazione di giovani vede ridotte al lumicino le opportunità di formazione nelle diverse competenze e nelle capacità di relazione interpersonale fra i pari e con gli adulti.

Il report di dicembre 2020 sullo stato dell’istruzione nel mondo redatto dalla Banca Mondiale riporta che è aumentato drammaticamente il numero di minori privati della possibilità di ricevere un’istruzione. Su 720 milioni di bambini in età scolare elementare, la povertà educativa colpisce 382 milioni di bambini. E Covid-19 potrebbe far crescere questo dato di altri 72 milioni.

Le misure adottate per non bloccare la didattica sono state diverse. Ma un fatto è certo: la didattica a distanza – da quella online ai programmi radiofonici, dalle trasmissioni televisive educative al materiale didattico consegnato nelle case delle famiglie – non può sostituire quella in presenza e soprattutto non è riuscita a raggiungere tutti, in particolare nelle realtà più svantaggiati e più povere.

Emblematico è il caso dell’India, dove sono 445 milioni i minori che frequentano le scuole di ogni grado. Già all’inizio della pandemia le scuole salesiane si sono fatte trovare pronte e in pochi giorni sono riuscite a mettere in piedi una rete di strumenti per raggiungere gli studenti che avevano in casa almeno un computer o uno smartphone per poter accedere ai materiali scolastici digitali. Purtroppo, in alcune case è possibile farlo solamente quando i genitori tornano dal lavoro, dato che nel nucleo familiare solo il padre o la madre hanno un cellulare.

Nelle zone rurali, inoltre, dove gli studenti non hanno alcun strumento per seguire le lezioni, i salesiani hanno deciso di creare delle équipe di volontari, insegnanti e ragazzi che hanno finito gli studi i quali, con mascherine e disinfettanti, hanno portato la scuola per strada, vicino alle case dei ragazzi e delle ragazze, in posti all’aperto, sicuri e accessibili.

“La nostra priorità è stare dalla loro parte: dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, dei più giovani” fanno sapere da “Missioni Don Bosco”, la Procura Missionaria salesiana di Torino.

La Giornata Internazionale dell’Educazione coincide con la festa di Francesco di Sales, il santo al quale Don Bosco ha ancorato la sua mistica, traducendola in un metodo educativo tuttora praticato in 134 Paesi del mondo. Essa rimane un’occasione per ribadire che l’educazione è un diritto umano per tutti e per far presente che la Congregazione Salesiana mai cesserà di impegnarsi per sostenere i minori nella costruzione del loro futuro.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.missionidonbosco.org