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Liceo San Lorenzo Novara: una giornata di “Pianezza”

In queste settimane di ottobre, le classi quinte dell’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara si sono recati a Pianezza per il consueto ritiro autunnale. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

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Il tempo pare fermarsi durante il periodo scolastico, sembra quasi rallentare drasticamente quasi fino ad inaugurare la vera noia per i ragazzi. È effettivamente così? Era il 10 settembre 2017 quando la classe 2003 del San Lorenzo varcava per la prima volta le porte dell’Istituto per iniziare un capitolo della vita: il liceo. Gli anni sono passati più veloci del previsto fino alla tanto attesa e temuta quinta liceo. L’anno si è aperto con il ritiro spirituale delle due sezioni presso Pianezza (TO), dove hanno affrontato argomenti molto importanti. Ad accompagnare le nostre classi vi erano due figure nuove di quest’anno nella scuola: la prof.ssa Balsarini e Don Paolo.

Giunte a destinazione, le classi hanno affrontato una sorta di “throwback” dove hanno potuto guardare indietro nel tempo e osservare come sono cambiate nel corso di questi anni; ognuno, poi, è stato fotografato in una posa che rappresentasse se stesso nel presente; infine, ciascuno dei ragazzi ha dovuto scrivere una lettera al sé stesso presente a nome del sé stesso futuro, immaginando trentenne.

Successivamente, grazie alla testimonianza del professor Giorgio, un insegnante della scuola salesiana Agnelli, le classi hanno avuto l’opportunità di chiedere qualsiasi tipo di informazione circa la vita universitaria e i criteri per la decisione del proprio futuro.

Nel pomeriggio, dopo la Messa, si è svolto un ultimo momento dove le due classi, con l’insegnante di riferimento, hanno potuto discutere collettivamente del futuro.
Il ritiro è servito molto a ciascuno di noi, ci ha aiutati a comprendere che il futuro prossimo è alle porte e che la vita ci aspetta: il futuro appartiene ai giovani!

 

 

Open Day al Liceo Scientifico San Lorenzo di Novara

Di seguito le informazioni dell’Open Day al liceo scientifico San Lorenzo di Novara.

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Il liceo scientifico San Lorenzo torna ad aprire le sue porte alle visite “dal vivo” per l’open day sabato il 6 novembre 2021, con due turni pomeridiani (ore 15.30 / ore 16.30).
Sarà un “open day” ricco di iniziative che vedrà coinvolti docenti, allievi ed ex-allievi nella presentazione dell’offerta formativa. Accanto al percorso del liceo scientifico, con lo studio della lingua latina, si colloca l’opzione delle scienze applicate, con particolare attenzione alla biologia e all’informatica.

Nel biennio sono attivati diversi potenziamenti linguistici: conversazione inglese con insegnanti di madrelingua e conversazione spagnola.

L’istituto salesiano offre ambienti moderni ed attrezzati, possibilità dello studio guidato pomeridiano, il servizio mensa, approfondimenti e recuperi pomeridiani. Organizza ogni estate dei periodo di soggiorno all’estero nel triennio validi anche per l’Alternanza Scuola Lavoro.

Per venire a trovarci, è sufficiente prenotarsi compilando il modulo al link https://forms.gle/6AmDVSLT6envMbj86

Per le iscrizioni è necessario un colloquio col Direttore.

Vi aspettiamo!

Malesco is back – Salesiani Novara

Dal 14 giugno all’11 luglio alcuni ragazzi delle medie e del liceo dell’Istituto salesiano San Lorenzo di Novara hanno avuto l’opportunità di ritrovarsi, dopo diverso tempo, nella casa alpina di Malesco. Di seguito l’articolo, con le attività svolte, pubblicato sul sito “Salesiani Novara“.

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L’anno scorso non ci siamo andati, quest’anno abbiamo recuperato alla grande!

In un mese, dal 14 giugno all’11 luglio, più di 300 giovani tra i ragazzi delle medie e del liceo, hanno avuto l’opportunità di ritrovarsi nella casa alpina di Malesco, dopo due anni in cui trascorrere del tempo insieme è stato difficile. 

Sentivamo tutti la necessità di ritornare in questo posto, a cui siamo tanto legati, e di condividere nuovamente momenti indimenticabili.

Ci sono stati otto campi di quattro giorni ciascuno, per permettere a tutti di partecipare. Nonostante il tempo di permanenza sia stato ridotto, l’intensità dei giorni trascorsi insieme non è di certo cambiata. 

Abbiamo avuto l’occasione di fare grandi gite e di vivere in compagnia la montagna, ammirando il panorama mozzafiato della Val Vigezzo. 

Siamo finalmente ritornati a divertirci tutti insieme con i giochi di squadra e le serate, tra la casa salesiana e la pineta. 

Non sono mancati anche i momenti di riflessione e di preghiera, seguendo i temi di quest’anno che sono state “Le Cronache di Narnia” per le medie e “Le avventure di Pinocchio” per il liceo. 

Una tappa fondamentale di ogni campo è sicuramente quella del pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Sangue di Re, in cui abbiamo avuto l’opportunità di vivere il momento delle confessioni. 

I campi di Malesco non sono semplicemente dei giorni di svago e di vacanza: sono delle esperienze uniche che trasformano il cuore, vivendo con entusiasmo il sano divertimento dello stile salesiano!

Maturità 2021: cinque ragazzi escono con 100 – Salesiani Novara

Finita la maturità 2021, i ragazzi del Liceo salesiano San Lorenzo a Novara hanno ottenuto ottimi risultati. Di seguito l’articolo pubblicato, il su “La Stampa” a cura di Marco Piatti.

Si è conclusa in questi giorni la maturità anche per cinquanta studenti del Liceo salesiano San Lorenzo a Novara.

«E come ogni anno – ha commentato don Giorgio Degiorgi,  direttore uscente del complesso scolastico – ci sono state delle “eccellenze”, cinque ragazzi che hanno dimostrato di saper capitalizzare pienamente i loro grandi sforzi, affrontando questo esame di maturità, quasi “normale”, se paragonato a quello che gli studenti avevano affrontato un anno fa. Devo dire che complessivamente tutti i candidati del San Lorenzo hanno dimostrato un buon livello di preparazione».

I loro profili

Lorenzo Ghellero ha ottenuto la lode e ricorda la sua scuola come «quel luogo dove insegnanti e studenti lavorano insieme per raggiungere l’obiettivo nel modo migliore»; anche Gaia Egiziano è stata insignita dalla commissione con la lode, concludendo il suo percorso nel liceo delle scienze applicate. Nel liceo tradizionale due cento e un cento e lode. Maria Stangalini ottiene infatti il massimo e si prepara ad iniziare la facoltà di ingegneria biomedica. Francesco Tarocco entra nel «club dei 100» e il prossimo anno andrà a Milano per frequentare il corso universitario di ingegneria – architettura. La lode nel Liceo tradizionale è stata assegnata a Edoardo Zaccaria, già iscritto alla facoltà di ingegneria energetica. Ma non smetterà di fare sport e di dare una mano come animatore nella parrocchia San Giuseppe.

Liceo San Lorenzo Novara: concorso “ARTEsprimiAMO”

ARTEsprimiAMO” è il titolo del concorso artistico al quale hanno partecipato gli studenti del liceo San Lorenzo di Novara realizzando un’opera d’arte che partisse dalle riflessioni di questo anno particolare in merito all’impossibilità di vivere un “io senza l’altro”, a causa dell’emergenza sanitaria. Di seguito il resoconto dell’iniziativa a cura della Prof.ssa Valeria Lovera, insegnante dell’Istituto di disegno e storia dell’arte.

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ARTEsprimiAMO … è il titolo dato alla proposta, fatta a tutti gli studenti dell’Istituto: un concorso per scoprire e valorizzare il proprio lato artistico e il tempo “distante”. 

Abbiamo passato tanto tempo alle finestre”: quelle di casa, quelle del web… il nostro nuovo punto di osservazione, reale e metaforico, sul mondo che ci circonda e nel quale siamo immersi. 

E’ stato chiesto di ARTEsprimere, con un’opera, partendo dalle riflessioni sull’impossibilità di vivere un “io senza l’altro”, questo anno 2020-2021 che ha ridisegnato, a livello mondiale, gli spazi e i tempi del nostro vivere comunitario portando con sé la riflessione sui cambiamenti sociali. 

Tra marzo ed aprile, alcuni studenti hanno realizzato la loro significativa opera d’arte con tecniche differenti (disegno o collage o fotografia o mista) e condivise con una frase o un racconto o il titolo. In questi giorni le opere sono state sistemate, nel corridoio principale dell’Istituto, le si possono osservare e tutti possono esprimere la propria condivisione dell’ARTEspressione … chiamiamola “voto”. Come? Scrivendo su un foglietto il colore della macchiolina che distingue ogni opera.

Un concorso un po’ anomalo…  Si è voluto trovare un espediente per condividere i cambiamenti attraverso l’arte: linguaggio capace di trasmettere emozioni e messaggi dell’interiorità e dell’animo umano. Alcuni realizzano un’opera per trasmettere le proprie emozioni, altri la osservano e condividono il messaggio trasmesso con la scritta di un colore su un foglio… questo è il un grande premio!!! 

Grazie a tutti.

Prof. Valeria Lovera

Salesiani Novara: il ringraziamento della Comunità di Sant’Egidio

La Comunità di Sant’Egidio ringrazia gli studenti e le famiglie del San Lorenzo di Novara che con generosità hanno scelto di aiutare la mensa che la Comunità offre per i più bisognosi. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’opera.

In questi giorni che precedono la Pasqua, abbiamo voluto portare i nostri auguri alla Comunità di Sant’Egidio e anche la prima parte di una raccolta di offerte che, da dicembre ad oggi, continuiamo a raccogliere grazie alle felpe dell’iniziativa #Natalesolidale. Questo momento ci rallegra doppiamente. Prima di tutto, perché ci ha fatto vivere ancor di più la grande famiglia del San Lorenzo, coinvolgendo ragazzi, studenti, exallievi, genitori, amici e benefattori. In secondo luogo, perché con questa iniziativa abbiamo potuto ESSERE vicini a chi sta operando concretamente il bene in questo periodo difficile, e poi anche perché siamo riusciti a FARE anche noi – tutti insieme – qualcosa per loro.

La raccolta va avanti… Grazie a voi!

Maria e Davide

La Comunità di Sant’Egidio ringrazia i tanti studenti e le loro famiglie che, con generosità e gioia, hanno scelto di aiutare la Mensa per i poveri seguendo così le parole dell’Apostolo Paolo:

“Tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia”.
(2 Cor. 9,6-7)

Una Mensa per la città

A Novara, nell’inverno 2007-08, in una fabbrica abbandonata è morto di freddo e di fame un giovane immigrato, Larbi Mansour Chaht: un fatto che ci ha impressionato. Nella nostra città si può morire anche così, di povertà.

Lo scandalo della morte di quel giovane ci ha fatto decidere ad offrire un punto di riferimento più accessibile per chi ha bisogno. Nei mesi successivi, abbiamo coltivato il desiderio di rimettere i poveri al centro dell’attenzione della città, nel cuore della città ma anche nel cuore delle persone. Il sogno di rispondere anche a Novara ad una domanda crescente di tanti che non avevano neanche cibo sufficiente per vivere e un luogo dignitoso dove mangiare ed essere accolti con amicizia.

La mensa della Comunità di Sant’Egidio apre il 25 dicembre 2009 come un dono e un segno di speranza per la città. Abbiamo voluto aprirla proprio nel giorno di Natale, come un segno per la città, un nuovo spazio aperto a tutti i poveri nel suo cuore economico e sociale. Abbiamo voluto che la mensa fosse nel cuore anche fisico della città, che è uno spazio precluso ai mendicanti, a motivo dell’ordinanza per il decoro urbano, che vieta la mendicità “molesta” e “l’accattonaggio”.

La mensa si trova proprio sotto la Cupola, che è il simbolo della città, in una delle strade più belle con l’acciottolato ottocentesco, con i lampioni stile liberty e con tutte le targhe in ottone ai portoni dei palazzi, al piano terra di uno stabile seicentesco, in locali restaurati mantenendo nella sala mensa le due colonne centrali in granito e le antiche volte. Le tavole, oggi solo da uno o due posti, sono apparecchiate con tovagliette usa e getta con un centrotavola con olio, sale e spezie.

È una mensa, ma è sotto tutti gli aspetti un vero e proprio ristorante e così viene chiamata familiarmente dai poveri che si dicono l’un l’altro: questa sera andiamo a mangiare al ristorante! La mensa durante la pandemia è rimasta sempre aperta offrendo una cena dalle ore 17,30 alle 190,00 per facilitare anche chi viene da più lontano e deve usare gli autobus per muoversi. Apre quattro volte a settimana anche nei giorni festivi, quando la città si svuota per il weekend. La mensa offre il pasto seduti a tavola oppure una cena fredda da asporto per chi non vuole fermarsi. Ad oggi sono oltre 1.600 i poveri che hanno frequentato con regolarità la mensa, di 29 nazionalità diverse.

Nel 2010, nel primo anno di apertura, abbiamo distribuito quasi 7.000 pasti: nel 2018 siamo arrivati a superare i 20.000. Durante quest’anno di pandemia abbiamo triplicato la nostra attività aprendo due mense più piccole nei quartieri di Sant’Agabio e Sant’Andrea garantendo una distribuzione settimanale di quasi mille pasti. La mensa non è sostenuta da sovvenzioni pubbliche continue né da fondazioni private, ma dalla generosità dei cittadini novaresi che con il loro aiuto partecipano a questa opera.

Grazie alla mensa abbiamo incontrato povertà vecchie e nuove, vicine o che diventano tali pur arrivando da lontano. Ad una povertà più italiana, fatta di anziani novaresi o degli immigrati dal sud Italia, si è aggiunta quella più recente che parla le tante lingue del mondo dall’Ucraina al Ghana, dal Perù all’Albania, dal Marocco alla Cina.

Una povertà che, potremmo definire, della “porta accanto”. Le persone che vengono alla mensa a volte abitano vicino alla nostra casa, oppure sono degli ex colleghi di lavoro, l’operaio di una fabbrica chiusa dalla crisi che a 55 anni non trova più impiego, un giovane precario che ha perso il lavoro a causa del covid 19, la bidella che lavora a tempo determinato per una cooperativa e che d’estate rimane senza stipendio, il compagno di giochi dell’oratorio che avevi perso di vista o la badante che accudiva una nostra parente anziana. Una povertà che in una città non grande, come Novara, vive accanto a noi.

In questo tempo, in cui i poveri spaventano, una mensa aperta nel centro storico è la speranza di ritessere il filo dell’unità della città. E dal centro, come sempre avviene nella vita della Comunità di Sant’Egidio, le nostre visite in questa periferia estrema costituiscono la speranza per tanti poveri di non essere esclusi dalla vita della città e di essere riconosciuti e non considerati una folla anonima. L’amicizia personale con ciascuno è la chiave per sostenere la loro speranza.

Durante la pandemia, la mensa è rimasta un segno di speranza per tanti: per i poveri, ma anche per chi non lo è. Sono oltre cento le persone di ogni età che si alternano alla mensa in un servizio gratuito. La mensa, nonostante il rigido rispetto della regola del distanziamento, è diventata spazio d’incontro con i poveri per molti e questo è il motore del cambiamento della città: quando la gente comincia a cambiare idea e ad aiutare, la città cambia e i poveri cominciano ad essere considerati parte “di noi”, volti riconosciuti, sorrisi e parole scambiati non solo alla mensa, ma per la strada, quando ci si incontra anche per caso e questo cambia il clima umano della nostra Novara.

L’incontro umano con chi è povero aiuta a cambiare il cuore: nascono storie di amicizie altrove improbabili, si aprono possibilità inedite di aiuto e una nuova comprensione della vita della nostra città e del mondo. In questo cambiamento dei cuori è la ragione della nostra speranza.

Comunità di Sant’Egidio, Vicolo Ognissanti 2 – 28100 NOVARA – tel. 0321 33387 – info@csepiemonte.org IBAN: Comunità di Sant’Egidio – Piemonte Onlus: IT53 L 05034 10100 000000001306

Liceo San Lorenzo Novara: “Cosa vuoi fare da grande?” – L’appello di Alessandro D’Avenia

Un’esperienza significativa quella vissuta dai ragazzi del liceo dell’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara alla diretta webinar di giovedì 11 marzo scorso organizzata con lo scrittore Alessandro D’Avenia. Di seguito l’articolo pubblicato oggi sul sito dell’Opera a cura dei giovani del liceo salesiano.

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Un incontro travolgente, un clamoroso inno alla vita, alla quale tutti noi siamo chiamati a rispondere.
La diretta webinar organizzata dalla Fidae con lo scrittore Alessandro D’Avenia, giovedì 11 marzo con gli studenti di alcune scuole paritarie sparse per l’Italia, si è aperta proprio con il video girato dai nostri compagni del liceo San Lorenzo riguardante il suo ultimo libro “L’appello”. Difficile dire se i nostri attori fossero più emozionati in quel momento o quando il telegiornale annuncia una zona gialla; avreste dovuto vedere le loro facce! Comunque, un momento di grande orgoglio!!


Durante l’incontro, ovviamente virtuale, sono state poste allo scrittore delle domande specifiche sul libro, da cui sono sorti poi temi molto più ampi e, parlo personalmente, illuminanti. Sarà stata la sua capacità oratoria o la particolarità degli argomenti trattati, ma posso assicurare che tutti i presenti in quell’aula pendevano dalle sue labbra.
Domande sul nostro presente scolastico e su un ipotetico futuro lavorativo hanno fatto girare le povere e assonnate rotelle del nostro cervello dalle 9 del mattino in poi: cosa mi mette alla prova? Su cosa sono disposta a scommettere? Ci è stato detto che fallire è il sale della vita e che dovremo rimanere fedeli alle nostre ispirazioni, che ognuno di noi è chiamato a compiere qualcosa di epico, ma anche che siamo una generazione succube dell’ansia e di una mentalità dove vince il “tutto e subito”, che molti di noi sono vittime di un sistema scolastico che spersonalizza le persone, come una specie di addestramento.

Questo mi ha fatto riflettere. La scoperta di sé stessi non è la portata principale del banchetto della vita, ma semplicemente uno dei tanti contorni.
Come siamo arrivati a questo punto? Penso che D’Avenia avesse lo scopo di spingerci a pensare a come diventare quello che siamo a 360 gradi, ed io affermo senza paura che ho capito qualcosa in più su di me: anche se poco, anche un centimetro, è stato un passo in più.
“Ciò che è in alto non si regge senza ciò che è in basso”. Spero di non risultare troppo melodrammatica quando dico che ormai molti hanno aspettative bassissime, rasenti la sufficienza per il quieto vivere, ma auguro specialmente a questi ultimi di poter tenere un discorso con persone che possono essere in grado di ampliare la loro visione sulla vita. A noi è successo proprio stamattina!
Giulia Zodio

VAI AL VIDEO:

Liceo San Lorenzo Novara: “Don Bosco ritorna”

Un’esperienza diversa ma altrettanto significativa quella vissuta dai ragazzi del liceo dell’Istituto Salesiano San Lorenzo di Novara per la festa di Don Bosco. Di seguito l’articolo pubblicato oggi sul sito dell’Opera a cura dei giovani del liceo salesiano.

Questa settimana noi ragazzi del liceo ci siamo riuniti, chi giovedì e chi venerdì, per festeggiare il nostro Don Bosco. Dopo qualche ora di lezione in mattinata, siamo stati accolti in cortile con pane e salame, facendo sembrare tutto un po’ più normale anziché in balia di una pandemia.

Al nostro ritorno in classe, per le ultime ore di lezione, sono invece stati preparati delle sfide a distanza fra le classi, che – nonostante tutto – si sono rivelate una valida alternativa rispetto ai tornei degli anni passati. Per concludere la mattinata ci siamo tutti ritrovati in chiesa, per celebrare la Messa e ricordare il nostro Santo.

Ho un ricordo completamente diverso del 31 gennaio 2020: i calcetti nei corridoi, la briscola, la tombola, i balli di gruppo, il karaoke, la gara delle torte e tantissime altri. Se penso a quante cose sono cambiate quasi mi vengono i brividi. Credo, tuttavia, di aver finalmente compreso il significato di questa festa, perché finché continueremo a sostenerci e renderci allegri l’un l’altro allora niente sarà realmente cambiato, e questo vale sin dagli anni in cui Giovanni Bosco sosteneva e rendeva allegri i suoi ragazzi.

Parafrasando ciò che è stato detto durante l’omelia, ognuno ha una scintilla dentro di sé che può far nascere un fuoco che ci spinge a fare del bene, perché ogni volta che noi ci supportiamo, Don Bosco ritorna davvero.

(Dai ragazzi del liceo)

IL SAN LORENZO APPRODA SUI SOCIAL – Salesiani Novara

Nasce la Commissione Sito e Comunicazioni del liceo San Lorenzo, una task force che tiene tutti aggiornati sui Social. Si riporta, di seguito, la notizia pubblicata oggi, 26 gennaio 2021 su Salesiani Novara.

Inutile dire che al giorno d’oggi i social sono uno dei migliori modi per farci conoscere e tenerci uniti e in questo periodo più che mai ne abbiamo bisogno.

Quale idea migliore, allora, di un’efficientissima task force che mantenga tutti aggiornati?

È da questa idea che nasce la Commissione Sito e Comunicazioni del liceo, che si sta impegnando anche con incontri pomeridiani per rendere il nostro lavoro più accessibile e spassoso. Nel mese di dicembre, complice la didattica a distanza e l’ormai grande dimestichezza con la tecnologia, il gruppetto di studenti della Commissione è stato accompagnato da don Moreno Filipetto in un breve percorso formativo su articoli, foto, post e organizzazione di redazione … speriamo che si vedano presto i frutti!

Che siano notizie, attività, Open Day o anche qualche semplice ma forte spunto di riflessione, i nostri materiali sui siti o piattaforme social vi aiuteranno a trovare quel che cercate.

In presenza oppure nei giorni in DAD, inoltre, tutti i ragazzi sono resi partecipi del buongiorno del direttore oppure del preside grazie al nostro account YouTube.

Alcuni ragazzi si stanno occupando invece di avviare iniziative sul profilo Instagram, sfornando continuamente nuove idee che diffondano un po’ di cultura contemporaneamente a del sano divertimento.

Penso sia incoraggiante sapere che in ogni momento abbiamo persone che ci stanno vicino, anche in modo non convenzionale, ma efficace e molto innovativo.

Tenetevi pronti a tanti nuovi progetti e date un’occhiata ai nostri profili: non costa nulla e, diciamocelo chiaramente, non abbiamo molti altri impegni 😉

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L’economia circolare ai tempi delle medie

La rivista online Semi di Scienza, volta a divulgare e promuovere la cultura scientifica, ha pubblicato un articolo realizzato da quattro allievi della classe terza media dell’Istituto San Lorenzo di Novara.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato su Semi di Scienza.

L’economia circolare ai tempi delle medie

Care lettrici e cari lettori,

Questo articolo che leggerete è speciale perché scritto da due studentesse e due studenti di una scuola media. Infatti, tra le tante attività di divulgazione che portiamo avanti, gli incontri nelle scuole sono quelli che ci danno maggiore gratificazione. Incontrare le generazioni protagoniste del prossimo futuro, ci permette di stimolare la progettazione, la partecipazione e l’innovazione attraverso la discussione di alcune problematiche globali e le soluzioni per affrontarle. Con la scuola media San Lorenzo di Novara ci siamo incontrati online circa due settimane fa ed abbiamo parlato di esaurimento delle risorse naturali e di economia circolare, ed abbiamo visto come la scienza possa essere applicata alla vita di tutti i giorni in modo da rendere sostenibile sia come utilizziamo direttamente le risorse sia come le sfruttiamo per produrre oggetti. Questo argomento ha suscitato molto interesse nei ragazzi, che hanno così ideato un progetto concreto di economia circolare, mettendo in pratica lo slogan “Pensare globale, agire locale”. Il consiglio direttivo dell’associazione ha deciso di pubblicare l’articolo di presentazione del progetto, premiando questi ragazzi volenterosi, motivati ed innovatori .

Eccoci qui: Alessandro Garoni, Nicolò Padolazza, Matilde Villa, Camilla Zabarini. Siamo quattro studenti della scuola media salesiana San Lorenzo di Novara. Frequentiamo la terza media. Quest’anno la nostra insegnante di matematica e scienze, la professoressa Lavinia Velata, ci ha coinvolto in un progetto sull’economia circolare. Dopo aver assistito ad alcune lezioni su questo sistema economico, ci ha stimolato ad immaginare una nostra proposta di azienda che applicasse i principi di tale economia.

Nella nostra ricerca, abbiamo conosciuto Orange Fiber, un’azienda italiana che, prima al mondo, ha brevettato un processo per produrre tessuti da scarti della produzione degli agrumi. Tale azienda è nata dall’idea di due ragazze siciliane che hanno creduto fermamente nel futuro della moda sostenibile. Noi siamo rimasti molto colpiti da questa realtà e abbiamo voluto elaborare un progetto che coinvolgesse il nostro territorio: le campagne novaresi.  Novara è famosa in tutto il mondo perché ricca di risaie. Noi, ispirati da ciò che hanno fatto Adriana Santanocito e la sua amica Enrica Arena dagli scarti degli agrumi, abbiamo pensato di creare qualcosa con gli scarti del riso, prodotto simbolo della nostra provincia.

Abbiamo scoperto che, ogni anno in Italia si producono circa 900 mila tonnellate di riso ed abbiamo calcolato che si co-producono anche 180 mila tonnellate di lolla che ogni anno devono essere eliminate e più di 1 milione di tonnellate di paglia di riso che ogni anno vengono bruciate. E se questi scarti fossero trasformati in qualcos’altro? Immaginate se tutti gli scarti del riso potessero essere recuperati e utilizzati. Sarebbe una cosa fantastica per il nostro pianeta che consuma così tante risorse naturali, ecco come è nato il primo embrione di idea per RiceArt.

Abbiamo poi approfondito l’argomento e abbiamo scoperto che esistevano già alcune aziende che trasformano questi scarti della lavorazione del riso in prodotti per l’edilizia. Abbiamo ‘conosciuto’ l’architetto Tiziana Monterisi che, con la sua RiceHouse, progetta materiali per l’edilizia dagli scarti del riso dalla paglia del riso ed abbiamo scoperto che anche il progetto RiceRes del CNR valorizza lolla e paglia di riso per la fabbricazione di pannelli per la bioedilizia. Insomma, già altri avevano avuto la nostra stessa idea. Nonostante ciò, non ci siamo però scoraggiati. Gli scarti sono così tanti che poteva esserci materia prima anche per il nostro progetto. Ormai, infatti, ci eravamo ‘affezionati’ all’idea di produrre qualcosa con gli scarti del riso. Anche se ancora non ci era chiaro cosa.

Poi è arrivato il lampo di genio: pensare di unire arte e design. Ispirati ancora una volta dalla Sicilia, abbiamo avuto l’idea di produrre dei vasi simili alle pregiate ceramiche ‘teste di moro’. Abbiamo pensato, però, di sostituire i mori con le teste di sculture famose. È nata così RiceArt.

La prima statua che ci è venuta in mente è stata quella della Libertà, la famosissima Miss Liberty. Poi subito abbiamo pensato al David di Michelangelo e così via via ci sono venute in mente le altre opere: la Sfinge, i Bronzi di Riace, la Venere di Milo.

Abbiamo immaginato di produrre i nostri oggetti usando ciò che avevamo imparato studiando il processo di RiceRes. La paglia insieme a scarti di lana, trattata con una soluzione di soda, rilascia la cheratina, una proteina e origina una pasta viscosa che è capace di prendere la forma desiderata. Abbiamo pensato così di usare questa pasta in stampi appositi per produrre in nostri oggetti di design. Da Rice House abbiamo invece imparato che si può utilizzare la lolla miscelandola con calce aerea ed ottenere un materiale che era perfetto per rivestire i nostri oggetti. Così sono nati i prototipi dei nostri vasi.

Ci piacerebbe poter partecipare a varie manifestazioni ed eventi per presentare i nostri prodotti e cercare  sponsor e finanziatori. Sogniamo addirittura di poter esporre ad un evento del  FuoriSalone durante il Salone del Mobile del 2021.

Ovviamente siamo consapevoli che tutto ciò è solo un sogno, ma davvero ci piacerebbe lanciare la nostra linea di prodotti sostenibili ispirati alla scultura moderna perché ci entusiasma così tanto l’idea che RiceArt possa entrare nelle case di chiunque.