Open racconta Spazio LABS – Arte, lavoro e poesia, la “non-scuola” di Torino dove i ragazzi ritrovano se stessi: «Qui imparano facendo»

Open racconta Spazio LABS – Arte, lavoro e poesia, la “non-scuola” di Torino dove i ragazzi ritrovano se stessi: «Qui imparano facendo»

Il quotidiano online Open ha dedicato un ampio servizio a Spazio LABS, raccontando da vicino il nostro modo di stare accanto ai ragazzi che vivono la fatica della scuola tradizionale.

Di seguito riportiamo un estratto dell’articolo apparso su Open il 27 febbraio 2026:

Arte, lavoro e poesia, la “non-scuola” di Torino dove i ragazzi ritrovano se stessi: «Qui imparano facendo»

C’è una grande emergenza sociale che non sempre fa rumore, ma segna in profondità la vita di molti ragazzi in Italia: la dispersione scolastica. Un fenomeno complesso che spesso riguarda chi si sente “sbagliato”, fuori posto, incapace di riconoscersi nei binari di una scuola tradizionale, rigida e standardizzata, e a volte poco incline ad ascoltare le fragilità. Un disagio che non sempre esplode, ma che scava lentamente, fino a spegnere motivazione e fiducia. È per far fronte a questo fenomeno che è nato a Torino Spazio LABS, un progetto educativo promosso dall’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS) con il contributo di UniCredit Foundation, la fondazione che dà corpo alla Strategia Sociale della banca omonima per garantire un accesso equo all’istruzione in Europa.

Se la scuola diventa un “fallimento” 

I ragazzi che arrivano a Spazio LABS hanno spesso alle spalle esperienze di insuccesso in ambito scolastico. «Hanno tutti sperimento un fallimento – afferma la psicologa Vittoria Passanisi – arrivano con un forte senso di inadeguatezza, che a volte si trasforma in ansia o somatizzazioni». I destinatari sono adolescenti tra i 15 e i 19 anni che, pur avendo conseguito la licenza media, non si sentono ancora pronti ad affrontare il mondo del lavoro o a proseguire negli studi. Il progetto si rivolge però anche a chi è inserito in un percorso scolastico ma avverte il bisogno di una proposta didattica integrativa, così come a quei ragazzi che cercano semplicemente un luogo accogliente di aggregazione. 

Una (non) scuola

Si tratta sì di una scuola, ma di una scuola diversa. Che funziona in maniera non convenzionale e cerca di fare da paracadute a una società che privilegia la competitività. «Non diamo voti, ma impariamo con un’altra modalità, più attiva – precisa Mellano – Noi la chiamiamo Maker Labimparare facendo». Al centro c’è il ragazzo, non la didattica. «È molto più importante che gli studenti stiano bene: da lì nascono le conoscenze». Le attività sono organizzate in tre grandi “contenitori”: logica, per l’area matematico-scientifica; comunicazione, per l’ambito umanistico e attività laboratoriali, cuore dell’apprendimento esperienziale. 

Un concetto radicale: «Nessuno è sbagliato»

L’impostazione di Spazio LABS si ispira alla pedagogia salesiana e al sistema preventivo di Don Bosco, come sottolinea Don Marco, sacerdote degli oratori di Torino: «Ci permette di incarnare ciò che diceva, ovvero dare di più a chi ha avuto di meno. Intercettare quel ragazzo che non viene intercettato dai normali percorsi, che viene scartato». Al centro c’è un’idea semplice e radicale: il valore della persona. Che non si misura con i voti né con le prestazioni. «I ragazzi hanno bisogno di essere riconosciuti», precisa il sacerdote. «Di sentire che sono qualcuno per qualcuno. Il rischio è confondere gli sbagli con se stessi. Una delle cose più preziose che possiamo fare è far capire che nessuno è sbagliato». 

L’articolo completo è disponibile sul sito di Open.