“Partiamo da Cana”, terza tappa ad Avigliana: al centro la carità, cuore dell’amore cristiano

Il 9 gennaio si è svolta ad Avigliana, presso il Santuario Madonna dei Laghi, la terza tappa del percorso “Partiamo da Cana”, ispirato all’esortazione apostolica Amoris Laetitia. L’incontro ha riunito circa trenta coppie, che si sono ritrovate per vivere un tempo di ascolto, riflessione e preghiera, approfondendo il dono del Matrimonio cristiano come autentica “miniera di Grazia”.

Questa terza tappa ha riportato i partecipanti al cuore di Amoris Laetitia: l’amore che si fa carità, pazienza e dono di sé, fondamento di ogni relazione autentica, nella famiglia come nella comunità. Tema centrale dell’incontro è stato l’”Inno alla carità” della Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, presentato come il “programma infallibile dell’amore felice”.

La carità, così descritta dall’Apostolo – paziente, benigna, capace di perdono, mai fine a se stessa – diventa per gli sposi un vero e proprio programma di vita, una meta alta che non può essere raggiunta con le sole forze umane, ma che si realizza attraverso l’affidamento a Dio e la fedeltà alla propria vocazione.

Nel corso della riflessione è emerso come, ogni volta che si sceglie di obbedire a Dio piuttosto che agli impulsi immediati, anche nei piccoli gesti quotidiani, accada qualcosa di nuovo: la Promessa si fa esperienza concreta, e la gioia del cuore diventa profonda e duratura.

Il percorso Partiamo da Cana continua così a offrire alle coppie uno spazio prezioso di accompagnamento, formazione e condivisione, ricordando che l’amore cristiano è un cammino da rinnovare ogni giorno, sostenuto dalla grazia dei Sacramenti e dalla presenza dei sacerdoti che accompagnano le famiglie.

Un sentito ringraziamento va a tutte le coppie partecipanti, che continuano a camminare insieme lasciandosi guidare dal Vangelo.

Amoris Laetitia si conferma un percorso di gioia e gratitudine, da scoprire, riscoprire e testimoniare.

Per ulteriori informazioni: info@madonnadeilaghi.it.

Museo Casa Don Bosco: nel 2025 una crescita delle presenze internazionali

Notizia a cura del Museo Casa Don Bosco di Valdocco.

***

Il Museo Casa Don Bosco di Torino ha registrato nel 2025 un totale di 41.407 visitatori, segnando un lieve, ma significativo aumento rispetto ai 41.052 del 2024. Sebbene l’incremento sia contenuto, questo risultato è un chiaro segno di continuità e stabilità, che dimostra quanto la figura di Don Bosco continui ad ispirare e attrarre persone a Valdocco da ogni angolo del mondo.

L’analisi dei dati: una crescita moderata, ma costante e il cambiamento nella provenienza dei visitatori

Dal 2021 ad oggi, il Museo Casa Don Bosco ha vissuto una crescita costante, accogliendo sempre più visitatori attratti dalla figura di Don Bosco e dalla sua opera. Nel 2021 il museo ha registrato 10.073 presenze, salite a 28.449 nel 2023 e cresciute fino a 41.052 nel 2024. Nel 2025, il numero di visitatori è rimasto quasi invariato, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente. Questi numeri raccontano di un interesse sempre vivo verso la Casa Madre, il cuore della Congregazione Salesiana, che custodisce le origini della sua opera. Complessivamente, dal momento della sua apertura, nell’ottobre del 2020, il museo ha accolto 145.202 presenze, un dato che testimonia l’affetto e il legame profondo che milioni di persone in tutto il mondo nutrono per questa casa salesiana.

Nel 2024, i visitatori italiani costituivano il 62,5% del totale, mentre quelli stranieri rappresentavano il 34,7%; per il restante 2,8% non è stata indicata la provenienza. Nel 2025 si osserva un’evoluzione significativa nella composizione del pubblico: la quota di visitatori italiani scende al 51,5%, mentre quella degli stranieri sale al 47,0%; l’1,5% restante riguarda provenienze non specificate. Il dato conferma il marcato incremento delle presenze internazionali.

Con riferimento al totale delle presenze internazionali registrate nel 2025, tra i principali paesi di provenienza, la Spagna si conferma la nazione con il numero più alto di visitatori, con 3.731 persone, pari al 19,2% del totale delle presenze internazionali. Seguita dalla Francia, con 3.018 visitatori (15,5%), gli Stati Uniti con 1.570 visitatori (8,1%), mentre la Polonia ha visto 960 visitatori (4,9%). La Croazia ha registrato 902 visitatori (4,6%), e il Brasile ha portato 581 visitatori (3,0%).

Altri Paesi significativi risultano essere la Cina con 535 visitatori (2,7%), la Germania con 521 visitatori (2,7%), il Messico con 509 visitatori (2,6%), e la Slovacchia con 464 visitatori (2,4%). Seguono l’Argentina con 460 visitatori (2,4%), la Slovenia con 438 (2,2%), l’India con 428 (2,2%), la Corea del Sud con 318 (1,6%) e l’Ecuador con 290 (1,5%). Questo cambiamento suggerisce che la casa museo di Don Bosco sta conquistando una rilevanza crescente a livello internazionale: un segnale positivo che va oltre la tradizionale affluenza di pubblico italiano.

Giubileo e continuità: un impegno straordinario del personale e volontari

Seppur il Giubileo abbia portato un afflusso significativo di pellegrini nei mesi di luglio e agosto, il Museo Casa Don Bosco è stato una meta di riferimento anche nei mesi di marzo, aprile, maggio e ottobre, accogliendo non solo pellegrini giubilari, ma anche gruppi scolastici e turisti che hanno visitato Valdocco e Torino.

Un aspetto fondamentale di quest’anno è stato l’impegno straordinario del personale, degli operatori del Servizio Civile Universale e dei volontari, che hanno garantito un’efficiente gestione dell’afflusso di visitatori. Per far fronte alla crescente domanda, sono state organizzate aperture straordinarie al di fuori degli orari ufficiali, con un totale di 128 giorni di aperture extra nei 12 mesi del 2025. Questa disponibilità ha permesso di rispondere alle esigenze dei visitatori anche nei giorni di maggiore afflusso.

Un bilancio positivo e le prospettive future

Il 2025 si configura, dunque, come un anno di stabilità per il Museo Casa Don Bosco, con una crescita contenuta, ma positiva e un significativo incremento delle presenze internazionali.

Guardando al futuro, la casa di Don Bosco si prepara a nuove sfide, puntando a mantenere un equilibrio tra il pubblico locale e quello internazionale. In linea con gli standard internazionali stabiliti dall’ICOM, il Consiglio Internazionale dei Musei, la casa museo continuerà a svolgere il suo ruolo fondamentale nella ricerca, conservazione, interpretazione e esposizione del patrimonio culturale salesiano, sia materiale sia immateriale.

Inoltre, il museo conferma il suo impegno nel servizio alla società, promuovendo i valori salesiani e offrendo un’esperienza di visita sempre più coinvolgente, educativa e accessibile, in piena coerenza con la missione salesiana.

Dott.ssa Ana Martín García Ph.D,
Coordinatrice Generale del Museo Casa Don Bosco

Supporto operativo (rilevazione, registrazione e gestione dei dati delle presenze):

Giulia Barbuzza, Lorenzo Cicciù, Anna Lia Maggioni, Mirca Mallari, Eléna Mattei, Leila Sarizadeh, Miriana Rondo, con il contributo dei volontari del Museo Casa Don Bosco.

 

Il Don Bosco di Borgomanero adotta il Modello SEM: una svolta per la didattica dell’eccellenza

Dai salesiani di Borgomanero.

***

Borgomanero diventerà la seconda scuola in Italia a implementare il prestigioso Modello di Arricchimento Scolastico (Renzulli, Reis, Milan, 2021) che valorizza il potenziale creativo di ogni studente.

Una notizia che segna un momento storico per l’istituto salesiano: in seguito alla delibera del Consiglio di Istituto del 7 gennaio 2026, il Collegio Don Bosco di Borgomanero diventerà la seconda scuola in Italia ad adottare il Modello di Arricchimento Scolastico dopo l’Istituto Salesiano di Varese.

Un percorso di formazione d’eccellenza

Il cammino verso questa importante innovazione didattica è iniziato nell’aprile 2025, quando i docenti della scuola media hanno iniziato un percorso di formazione specifico sul Modello SEM, guidato dalla dott.ssa Lara Milan, massima esperta italiana in questo ambito. Grazie al suo accompagnamento, i nostri insegnanti hanno potuto scoprire il potenziale del Modello per la crescita degli studenti.

Lara Milan

La dott.ssa Lara Milan, Ph.D. è Specialist in Gifted and Talented Education, Specialist in Twice Exceptionality e SEM Specialist, nonché fondatrice di SEM Italy, centro accreditato presso i principali enti internazionali nel campo dell’educazione del talento (www.semitaly.com). Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Psicologia, Neuroscienze e Statistica Medica presso l’Università di Pavia, e ha implementato per la prima volta in Italia il Modello di Arricchimento Scolastico. La dott.ssa Lara Milan è autrice di numerosi volumi e articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali.

Riconosciuta come ambasciatrice del Modello SEM in Italia, la dott.ssa Milan ha perfezionato la sua formazione presso l’Università del Connecticut, dove ha collaborato direttamente con i creatori del modello, il Professor Joseph Renzulli e la Professoressa Sally Reis. Inoltre, ha conseguito la specializzazione sulla doppia eccezionalità presso la Bridges Graduate School of Cognitive Diversity in California. La sua attività si concentra principalmente sulla formazione dei docenti, accompagnandoli nell’implementazione di strategie didattiche innovative per riconoscere e sviluppare il talento di ogni studente, con particolare attenzione agli alunni plusdotati e doppiamente eccezionali.

Cosa cambia da settembre 2026

A partire dal prossimo anno scolastico, la scuola media del Collegio Don Bosco adotterà il Modello SEM, progettato per sviluppare il pensiero divergente e il potenziale creativo di tutti gli studenti. Il Modello SEM non si limita a valorizzare le eccellenze e gli studenti con plusdotazione e doppia eccezionalità ma offre a ciascun alunno l’opportunità di esplorare i propri talenti, interessi e capacità in un ambiente stimolante e inclusivo.

Questo approccio pedagogico si basa sulla convinzione che ogni studente possieda un potenziale unico da sviluppare. Attraverso attività di arricchimento differenziate, progetti interdisciplinari e percorsi personalizzati, il modello permetterà ai ragazzi di esprimere al meglio le proprie capacità, favorendo al contempo lo sviluppo del pensiero critico, della creatività e dell’autonomia nell’apprendimento.

Un’opportunità per tutta la comunità educativa che verrà presentata negli Open Day

L’adozione del Modello SEM rappresenta un investimento significativo nella qualità dell’offerta formativa dell’istituto e conferma l’impegno del Collegio Don Bosco nell’innovazione didattica e nell’attenzione ai bisogni educativi di ciascuno studente. Entrare a far parte di questa rete selezionata di scuole italiane che applicano il Modello SEM ci pone all’avanguardia nel panorama educativo nazionale.

Siamo orgogliosi di questo traguardo e ringraziamo il corpo docente per l’impegno dimostrato nel percorso formativo, il Consiglio di Istituto per aver sostenuto questa importante decisione, e naturalmente la dott.ssa Lara Milan per la sua preziosa guida.

Negli open day di venerdì 16 gennaio (ore 18.00) e di sabato 19 (ore 10.00) verrà presentata nuova opportunità.

Per info:

  • Prof. Emanuela Negri, Preside: ‭347 5762014‬

Gennaio 2026: i martedì salesiani in Basilica Maria Ausiliatrice

Notizia a cura della Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco.

***

Don Bosco, le sue lettere e il nostro tempo” è il tema che si affronta in Basilica Maria Ausiliatrice di Torino nei tre martedì 13, 20 e 27 di questo gennaio 2026 per conoscere di più il Santo torinese invocato ormai in tutto il mondo come “padre e maestro dei giovani”.

In genere si conosce il santo dei giovani attraverso i suoi biografi, in queste tre sere attraverso i suoi scritti, cominciando dalle sue lettere, è don Bosco stesso che svela la sua personalità, il suo pensiero e il suo cuore dove si evince chiaramente che l’intera sua vita è totalmente orientata, come lui stesso dichiarava, a fare di tutto per rendere i giovani di allora e di sempre “felici nel tempo e nell’eternità”. Recentemente è stata completata la pubblicazione del suo epistolario in dieci volumi (G. Bosco, Epistolario. Introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto. Volumi I-X [1838-1888], LAS, Roma 1992-2024) che raccoglie ben 4.682 lettere: un tesoro tutto da scoprire!

I temi delle tre serate, affidati a studiosi autorevoli e in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, sono stati organizzati in riferimento ai destinatari delle sue lettere.

Primo incontro | Martedì 13 Gennaio ore 20.30

Nella prima serata, martedì 13 gennaio ore 20:30, sono quelle indirizzate alle Istituzioni civili e aristocratiche. Il primo relatore è Alberto Riccadonna, direttore del settimanale diocesano”La Voce e il Tempo” di Torino e portavoce dell’Arcivescovo, Card. Roberto Repole, che presenta “Don Bosco e le Istituzioni piemontesi nelle lettere del Santo”.

Segue la relazione “Il rapporto epistolare di don Bosco con l’aristocrazia piemontese” della Dott.ssa Rosanna Roccia, storica, membro della Deputazione Subalpina di Storia Patria e della Commissione Nazionale per la pubblicazione dei Carteggi del Conte di Cavour e direttrice della Rivista “Studi piemontesi”.

Secondo incontro | Martedì 20 Gennaio ore 20.30

Nel secondo martedì, 20 gennaio ore 20:30, si affrontano le lettere indirizzate alle Istituzioni ecclesiali ed educativePaolo Cozzo, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo e delle Chiese, e Direttore del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, presenta l’argomento “La Chiesa torinese e piemontese nell’epistolario di don Bosco”.

La relazione successiva: “Le istituzioni scolastico- educative [salesiane] nelle lettere di don Bosco” è svolta dalla Prof.ssa Maria Cristina Morandini, Professore ordinario di Storia della Pedagogia nel Dipartimento di Filosofia e di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

Terzo incontro | Martedì 27 Gennaio ore 20.30

Nel terzo e ultimo martedì, 27 gennaio ore 20:30, a motivo dell’anniversario della 150ma spedizione missionaria appena celebrato (11 novembre 1875-2025), il Dott. Edoardo Garis, Funzionario archivista e docente di Paleografia latina alla Scuola APD dell’Archivio di Stato di Torino, tiene la relazione dal titolo: “Un’anima sola vale più che tutto il mondo”: le lettere missionarie di Don Bosco.

A concludere le tre serate è direttamente il curatore della pubblicazione dei dieci volumi dell’epistolario di Don Bosco, il salesiano don Francesco Motto, Direttore emerito dell’Istituto Storico Salesiano – Roma: “Le lettere di don Bosco: riflessioni conclusive”.

Tutte e tre gli incontri sono moderati dal prof. Silvano Oni.

Infine, ogni martedì sarà introdotto e concluso con un canto a don Bosco eseguito rispettivamente dalla Corale della Basilica di Maria Ausiliatrice, dall’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e dai giovani salesiani dello Studentato di TO-Crocetta.

Ad Avigliana il primo incontro di “Amare da Dio”: un percorso per educare il cuore al vero amore

Il 13 e 14 dicembre 2025 si è svolto presso la Casa Salesiana Madonna dei Laghi di Avigliana il primo incontro del nuovo percorso formativo “Amare da Dio”, promosso dalla Pastorale Giovanile Salesiana e dedicato a giovani single e fidanzati dai 19 ai 29 anni.

Un weekend intenso di formazione, preghiera e condivisione, nato per aiutare i partecipanti a comprendere le basi del vero amore umano e cristiano, nella relazione con sé stessi e con l’altro.

“Amare da Dio” vuole offrire ai giovani strumenti interiori e relazionali per costruire legami maturi e duraturi, imparando a supportarsi, sopportarsi e perdonarsi. Il cammino propone un approccio integrale, che unisce dimensione affettiva, spirituale, psicologica e morale, sempre alla luce del Vangelo e della tradizione salesiana.

Il primo incontro ha aiutato a leggere le dinamiche dell’amore come un dialogo continuo tra ciò che sentiamo e ciò a cui siamo chiamati, offrendo strumenti per vivere le relazioni in modo più consapevole.

Sono stati affrontati i principali nodi della vita affettiva, dal disegno di Dio e gli “scarabocchi” degli uomini ai bisogni e desideri, dal rapporto tra passione e ragione alla tensione tra spontaneità e volontà, dal cammino che va dal piacere alla responsabilità fino al dialogo tra eros e agape.

Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata alla bellezza della differenza uomo-donna, riflettendo sul rapporto tra sesso e genere, sui significati fondamentali della sessualità umana, sui caratteri distintivi dei sessi — biologici, affettivi e spirituali — e offrendo alcuni suggerimenti pratici e spirituali per imparare ad amarsi e rispettarsi nella relazione di coppia.

La proposta formativa ha sottolineato come la differenza non sia un ostacolo, ma un dono reciproco, una grammatica da imparare e da vivere con delicatezza, verità e coraggio.

Tra momenti di catechesi, confronto, adorazione e preghiera, il weekend ha offerto ai partecipanti l’occasione di interrogarsi sul proprio cammino vocazionale, sul desiderio di amare e lasciarsi amare, e sulla presenza di Dio nella vita affettiva.

Il clima di familiarità e sincerità ha reso possibile un’esperienza profonda, capace di generare fiducia, apertura e discernimento.

Missioni Don Bosco: concerto di Natale in Vaticano per l’Ucraina e la Nigeria

Da InfoANS.

***

Si è tenuta nel tardo pomeriggio di sabato 13 dicembre, presso l’auditorium Conciliazione a Roma, a pochi passi dal Vaticano, il tradizionale evento di musica e solidarietà del “Concerto di Natale in Vaticano”, giunto ormai alla XXXIII edizione.

Grandi star internazionali del pop, del rock, del soul, del gospel, della lirica, insieme a cori di bambini, gospel e folklorici, si esibiranno dal vivo accompagnati dall’Orchestra Italiana del Cinema per festeggiare insieme la ricorrenza del Natale in un concerto che ripropone i motivi più classici e più evocativi della festa.

Il concerto verrà ritrasmesso dall’emittente nazionale italiana Canale 5 la sera del 25 dicembre. Anche quest’anno alla manifestazione è associato un progetto benefico della onlus salesiana “Missioni Don Bosco” di Torino, volto in questa circostanza a sostenere l’educazione dei minori a rischio di Côte-Matève, presso Pointe-Noire, nella Repubblica del Congo (Congo-Brazzaville).

La realtà di Ngimbi e dei suoi compagni

Un tubo di gomma in mano a un ragazzo di Côte-Matève diventa un cerchio, usando un tronchetto di legno per unirne le estremità. È un rifiuto, un oggetto rotto e abbandonato, prontamente conquistato per farne un trofeo o un gioco. Ma è anche qualcosa di più: uno strumento per attirare l’attenzione di chi guarda e scatta la fotografia. Per adesso Ngimbi ha in mano soltanto un oggetto recuperato fra l’immondizia: domani avrà penna e quaderni per costruire il suo futuro. Lui rappresenta uno dei 350 bambini che saranno accolti nella scuola primaria che i Figli di Don Bosco vogliono costruire proprio a Côte-Matève.

Il progetto solidale dei salesiani

La capitale economica della Repubblica del Congo, Pointe-Noire, è nota per la sua importanza strategica in ambito commerciale e industriale, è uno dei principali poli di sviluppo dell’Africa centrale grazie allo sfruttamento delle risorse naturali e all’attività portuale; ma è anche un luogo di profonde diseguaglianze sociali, con zone periferiche in rapida espansione urbanistica ma prive delle infrastrutture di base. Uno dei quartieri più colpiti da questo squilibrio è Côte-Mateve, dove si registra un’alta densità abitativa, una crescita demografica accelerata e una grave carenza di servizi fondamentali: acqua potabile, elettricità, strutture scolastiche, centri sanitari, sistemi di trasporto pubblico.

Qui, la mancanza di strutture educative è una delle emergenze più drammatiche. I bambini e gli adolescenti, che rappresentano la fetta più grande della popolazione (il 58% degli abitanti ha meno di 24 anni, e ben il 43% è costituito da minorenni), vedono i loro diritti sistematicamente negati. Frequentare la scuola, per molti di loro, è un privilegio inaccessibile. L’attuale rete scolastica non è in grado di rispondere alla domanda crescente: troppi pochi edifici, insegnanti insufficienti, ambienti inadeguati.

Davanti a questa realtà i salesiani, presenti nel Paese dal 1959, cioè da un anno prima che esso diventasse indipendente, non possono restare inerti. A Côte-Matève vogliono realizzare una nuova scuola primaria, in grado di accogliere almeno 350 studenti, tra i 6 e i 12 anni, provenienti da contesti di vulnerabilità socioeconomica, garantendo loro ambienti adeguati, una struttura sicura e materiali didattici appropriati. Il complesso scolastico comprenderà:

  • dieci aule didattiche con una capienza di 35 alunni per aula
  • stanze destinate a uffici, sala docenti e spazi di coordinamento
  • servizi igienici funzionali e sicuri
  • banchi, sedie, tavoli, armadietti e scaffali.

Il coinvolgimento di imprese e manodopera locali rappresenta inoltre un’opportunità importante di sviluppo economico per l’intera comunità, generando occupazione e trasferimento di competenze. I missionari vogliono contrastare le difficoltà di accesso all’istruzione per centinaia di bambini, ridurre l’abbandono scolastico, migliorare la qualità dell’insegnamento e rafforzare la comunità attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie.

L’appello di Missioni Don Bosco

Per questo, alla vigilia del concerto, il Presidente di Missioni Don Bosco, don Daniel Antúnez, SDB, ha condiviso un significativo messaggio. “Adesso Ngimbi ha di fronte prospettive nuove (…). Gli sono state fatte in passato promesse non mantenute, ma ora percepisce che può superare la propria condizione di vulnerabilità. Il futuro che gli è stato annunciato non prevede regali illusori, ma il dono della scuola: sta a noi permettergli di attraversare quell’invisibile parete che lo separa dalla speranza, garantirgli che l’invito degli adulti è reale, assicurare continuità alla cura, sua e degli amici con i quali passa le giornate inventandosi passatempi e giocattoli con materiali di scarto”.

Conclude don Antúnez: “Con questo Concerto di Natale, che è un inno alla Bellezza e alla Speranza, possiamo essere davvero vicini a lui attraverso i con una proposta carica di prospettive concrete. Una volta di più, in questo tempo di Giubileo della Speranza, le melodie che ascolteremo all’Auditorium potranno risuonare nelle orecchie anche di Ngimbi e di tanti altri bambini e bambine insieme a lui là a Côte-Matève. Grazie alla vostra generosità, grazie per credere alla Speranza, sempre”.

Basilica Maria Ausiliatrice: celebrazioni Natale 2025 ed inizio anno 2026

Si rende nota la programmazione della Basilica Maria Ausiliatrice di Valdocco in merito alle celebrazioni per il Natale e per l’inizio del nuovo anno 2026.

Martedì 16 – Martedì 23 Dicembre

  • Ore 17.00: “Canto delle Profezie” e S. Messa
  • Ore 19.00: “Canto delle Profezie” e Vespri

Sabato 20 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: “Canto delle Profezie” e S. Messa
  • Ore 19.00: “Canto delle Profezie” e Vespri
  • Ore 21.00: Concerto di Natale “Coro di voci bianche” del Teatro Regio di Torino

Domenica 21 Dicembre | Quarta domenica di Avvento

  • Ore 16.00: “Canto delle Profezie”, Adorazione e Vespri

Lunedì 22 Dicembre

  • Ore 20.30: Liturgia penitenziale e scambio degli auguri

Natale del Signore

Mercoledì 24 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: “Canto delle Profezie” e S. Messa
  • Ore 19.00: Canto delle Profezie” e Primi Vespri
  • Ore 21.00 e ore 24.00: S. Messa della notte
    (con presepio vivente e suono della cornamusa)
  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00

Giovedì 25 Dicembre

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Ottava di Natale (26 – 31 Dicembre)

Venerdì 26 Dicembre | Santo Stefano

  • Ore 16.30: Preghiera del Rosario
  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00 | 17.00 | 18.30

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe | Conclusione dell’anno Giubilare

Sabato 27 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Domenica 28 Dicembre

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Lunedì 29 – Martedì 30 Dicembre

  • Ore 16.30: Preghiera del Rosario
  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00 | 17.00 | 18.30

Mercoledì 31 Dicembre

  • S. Messe: ore 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00

Con Maria SS. Madre di Dio concludiamo il 2025
e iniziamo il 2026

AUGURI DI BUON ANNO DA PP LEONE

“Come alla globalizzazione dell’indifferenza Papa Francesco oppose la cultura dell’incontro, così vorrei che oggi, insieme, iniziassimo a opporre alla globalizzazione dell’impotenza una cultura della riconciliazione. Riconciliarsi è un modo particolare di incontrarsi. Oggi dobbiamo incontrarci curando le nostre ferite, perdonandoci il male che abbiamo fatto e anche quello che non abbiamo fatto, ma di cui portiamo gli effetti. […] Il male si trasmette da una generazione all’altra, da una comunità all’altra. Ma anche il bene si trasmette e sa essere più forte! Per praticarlo, per rimetterlo in circolo, dobbiamo diventare esperti di riconciliazione. Bisogna riparare ciò che è infranto, trattare con delicatezza le memorie che sanguinano, avvicinarci gli uni agli altri con pazienza, immedesimarci nella storia e nel dolore altrui, riconoscere che abbiamo gli stessi sogni, le stesse speranze. […]È la cultura della riconciliazione. […] Così si moltiplicheranno le isole di pace, diventeranno piloni di ponti, affinché la pace possa raggiungere tutti i popoli e tutte le creature. … ”

[PP LEONE, Lampedusa venerdì 12 settembre 2025]

Mercoledì 31 Dicembre

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa con TE DEUM (preghiera di ringraziamento)
  • Ore 22.30: Vegliamo con Maria aspettando il 2026
    Adorazione – Ufficio delle Letture – Te Deum – Benedizione
  • Ore 24.00: Scambio di auguri con brindisi

Giovedì 1 Gennaio

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Sabato 3 Gennaio

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Domenica 4 Gennaio | Seconda domenica dopo Natale

  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Lunedì 5 Gennaio

  • S. Messe: 7.00 | 8.00 | 9.00 | 10.00

Epifania del Signore

Lunedì 5 Gennaio

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Martedì 6 Gennaio

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Battesimo del Signore

Sabato 10 Gennaio

  • Ore 17.00: Preghiera del Rosario
  • Ore 18.00: S. Messa
  • Ore 19.00: Primi Vespri

Domenica 11 Gennaio

  • Ore 16.00: Adorazione e Secondi Vespri
  • S. Messe: ore 8.00 | 9.30 | 11.00 | 12.30 | 17.00 | 18.30 | 21.00

Educare alla fiducia: don Claudio Burgio a IUSTO tra emergenza educativa e speranza

Notizia a cura di IUSTO.

***

Nel tempo delle baby gang, della criminalità giovanile che occupa sempre più spesso le pagine di cronaca e di un’emergenza educativa che sembra aver raggiunto proporzioni allarmanti, cresce il senso di smarrimento di genitori, insegnanti ed educatori.

Di  fronte a comportamenti violenti, disagio diffuso e percorsi di vita segnati da fragilità profonde, una domanda attraversa il cuore e  la mente di chi è chiamato a educare: è ancora possibile costruire un rapporto di fiducia con le nuove generazioni?

A questo interrogativo ha dato voce e profondità don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano e fondatore della Comunità Kayròs, intervenuto a IUSTO in occasione del Christmas Party il 12 dicembre.

Un incontro che ha rappresentato non solo un momento di riflessione in vista delle festività natalizie, ma anche un’occasione significativa per interrogarsi sul senso e sulle responsabilità dell’educazione oggi.

Nel suo intervento – che riprende i temi del suo ultimo libro – don Claudio ha sottolineato come la risposta al disagio e alla criminalità giovanile non possa essere affidata esclusivamente a un inasprimento delle leggi o a misure repressive, ma richieda piuttosto un investimento serio e continuativo in opportunità educative reali, capaci di offrire ai ragazzi alternative concrete e percorsi di crescita autentici.

Attraverso il racconto delle storie dei giovani incontrati nel suo servizio pastorale e educativo, l’autore accompagna il lettore e l’ascoltatore in un cammino complesso, imprevedibile e talvolta rischioso: quello della fiducia.

Una fiducia che non è ingenua né cieca, ma che nasce dall’incontro, dall’ascolto e dalla capacità di riconoscere in ogni ragazzo una possibilità di cambiamento, anche quando tutto sembra suggerire il contrario.

Le esperienze narrate da don Claudio mostrano come la relazione educativa, quando è fondata sulla responsabilità e sulla presenza, possa diventare uno spazio in cui i giovani riscoprono il proprio valore e la possibilità di un futuro diverso.

In questo senso, la fiducia si rivela non solo come una scelta educativa, ma come l’unico terreno capace di generare speranza, restituendo dignità e prospettiva a chi vive ai margini.

L’incontro ha offerto alla comunità accademica di IUSTO – studenti, docenti e personale – l’opportunità di una riflessione profonda e condivisa sul ruolo dell’educazione nel contesto sociale attuale.

Un richiamo forte alla responsabilità di credere ancora nei giovani, di non rinunciare al compito educativo e di continuare a investire in relazioni capaci di trasformare le fragilità in risorse.

Un messaggio che, nel tempo dell’incertezza e della paura, invita a scegliere il coraggio della fiducia come via possibile per costruire futuro.

33° Concerto di Natale in Vaticano con Missioni Don Bosco: una scuola per Ngimbi e i suoi amici in Congo

Si pubblica di seguito il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco.

***

Una scuola per Ngimbi e i suoi amici a Côte-Matève in Congo Brazaville

Il progetto di Missioni Don Bosco per l’istruzione primaria: speranza per tutto il quartiere della periferia di Pointe-Noire

Un tubo di gomma in mano a un ragazzo di Côte-Matève (Repubblica del Congo) diventa un cerchio, usando un tronchetto di legno per unirne le estremità. È un rifiuto, un oggetto rotto e abbandonato, prontamente conquistato per farne un trofeo o un gioco. Ma è anche qualcosa di più: uno strumento per attirare l’attenzione di chi guarda e scatta la fotografia. Per adesso Ngimbi ha in mano soltanto un oggetto recuperato fra l’immondizia: domani avrà penna e quaderni per costruire il suo futuro.

Lui rappresenta uno dei 350 bambini che saranno accolti nella scuola primaria che i missionari di Don Bosco vogliono costruire in uno dei quartieri periferici di Pointe-Noire, la capitale economica della Repubblica del Congo.

Sì, perché Ngimbi è nato in un luogo con grandi potenzialità economiche, almeno sulla carta: la città si è sviluppata intorno a un porto molto dinamico che congiunge l’interno dell’Africa con il resto del mondo. Gli ingenti investimenti finanziari hanno puntato su scambi commerciali e servizi logistici, che hanno fatto crescere la popolazione arrivata alla ricerca di un’occupazione a quasi un milione e mezzo di persone. Ma, come sempre, lo sviluppo affidato unicamente agli interessi di pochi, anche a Pointe-Noire determina marginalizzazioni, povertà, vulnerabilità.

È così che i missionari salesiani si ritrovano a lavorare a pieno ritmo, portando il loro servizio fra le baracche abitate da famiglie poverissime e le strade piene di bambini sottratti ai percorsi scolastici, che diventano vittima di sfruttamento, delinquenza, violenza.

Con questo Concerto di Natale (che è un inno alla Bellezza e alla Speranza) possiamo essere davvero vicini a lui attraverso i missionari salesiani con una proposta carica di prospettive concrete.

Una volta di più, in questo tempo di Giubileo della Speranza, le melodie che ascolteremo all’Auditorium potranno risuonare nelle orecchie anche di Ngimbi e di tanti altri bambini e bambine insieme a lui là a Côte-Matève. Grazie alla vostra generosità, grazie per credere alla Speranza, sempre.

don Daniel Antúnez
Presidente di Missioni Don Bosco

La conferenza stampa per presentare il Concerto di Natale in Vaticano si terrà sabato 13 dicembre alle ore 11,30 al Collegio Teutonico dentro il Vaticano, in via della Sacrestia.

Un viaggio condiviso: l’evento conclusivo del progetto Erasmus+ alla Scuola Media Salesiana San Domenico Savio di Bra

Nella mattinata di giovedì 27 Novembre, alla Scuola Media Salesiana San Domenico Savio di Bra, si è svolto l’evento conclusivo del progetto Erasmus+, un percorso che ha portato un gruppo di studenti delle classi seconde e terze in Irlanda per un’esperienza interculturale unica.

Il progetto, promosso dall’Unione Europea a sostegno della partecipazione, della crescita personale e della mobilità dei giovani in Europa, è stato realizzato anche grazie alla preziosa collaborazione dell’agenzia viaggi Effatà Tour, che ha accompagnato la scuola nell’organizzazione del viaggio.

Guidati dalla professoressa Chiara Noello, i ragazzi rientrati dall’Erasmus hanno condiviso con i compagni foto e video che raccontavano le attività vissute durante la loro permanenza in Irlanda.
Tra queste, le più amate dai ragazzi sono state:

  • la caccia al tesoro per scoprire la città;
  • gli incontri con le famiglie ospitanti;
  • i giochi interattivi come il bingo, il quiz sui piatti tipici e le interviste alle persone del posto;
  • la giornata di Halloween, con l’intaglio delle zucche;
  • la visita alla città di Galway;
  • i laboratori di cucina con i cupcake preparati insieme e i momenti dedicati ai balli tradizionali irlandesi, vissuti proprio con i coetanei irlandesi.

Prima della partenza, gli studenti che non hanno preso parte al viaggio hanno realizzato una presentazione dedicata alla loro scuola, destinata ai ragazzi  irlandesi come gesto di accoglienza e scambio culturale.

Durante l’evento di questa mattina hanno partecipato con entusiasmo, provando i balli irlandesi insegnati dai compagni rientrati dall’esperienza. All’incontro hanno preso parte la Preside Lorenza Fissore e l’Assessore alla Cultura del Comune di Bra Lucilla Ciravegna, che hanno portato il loro saluto, riconoscendo il valore educativo e culturale del progetto Erasmus+ nel percorso di crescita dei ragazzi.

La mattinata si è conclusa con una merenda tutti insieme, un momento semplice ma significativo che ha saputo racchiudere lo spirito dell’intero progetto: scoprire, condividere, crescere.