Museo Don Bosco di Chieri: presentazione dei nuovi interventi “Nel segno di don Bosco”

Il Museo Don Bosco di Chieri si arricchisce di nuovi elementi espositivi, che permetteranno ai visitatori di avvicinarsi in modo ancora più diretto alla figura del giovane Giovanni Bosco e agli anni trascorsi in città. La presentazione ufficiale delle novità è fissata per sabato 23 maggio, alle ore 15.45, e sarà aperta alla cittadinanza.

Interverranno il Sindaco Alessandro Sicchiero, l’assessora alla Cultura Antonella Giordano, il direttore dell’Istituto Salesiano San Luigi don Genesio Tarasco e don Enrico Lupano, Salesiano del Colle Don Bosco.

La novità di maggiore rilievo è l’esposizione di tre oggetti di straordinario valore storico e spirituale: una camicia appartenuta a don Bosco, il messale che egli utilizzava per la celebrazione della Messa e una reliquia del Santo donata ai Salesiani di Chieri da Adriana Tosco, moglie di Luigi Fasano. I preziosi cimeli sono concessi in comodato d’uso dalla Congregazione Salesiana.

La camicia e il messale sono collocati in una nuova teca espositiva appositamente realizzata e accompagnati da un pannello informativo che ne illustra la provenienza e il significato. La reliquia proviene da Smirne, dove fu acquistata dal domenicano padre Innocenzo Tosco (1888-1963), che la donò come regalo di nozze a Giovanni e Laura Tosco, genitori della donatrice.

Il percorso espositivo è stato inoltre integrato con quattro nuovi pannelli fotografici che aiuteranno i visitatori nella conoscenza di alcuni luoghi direttamente legati alla biografia di Don Bosco.
In particolare due pannelli ospiteranno immagini d’epoca rispettivamente della Cappella interna e del Cortile del Seminario, mentre altri due mostreranno fotografie di luoghi torinesi strettamente connessi alla prosecuzione del percorso formativo del giovane don Bosco: la Chiesa della Visitazione e la Chiesa di San Francesco d’Assisi.

Completano il rinnovamento alcuni elementi di arredo, che contribuiscono a rendere lo spazio più accogliente e funzionale per i visitatori.

Le integrazioni sono state curate da Mediacor, la stessa società che aveva già seguito il restyling complessivo del museo nel 2024, garantendo così continuità di linguaggio visivo con il percorso già esistente.

Il Museo Don Bosco di Chieri custodisce la memoria degli anni giovanili di Giovanni Bosco a Chieri, dove, dopo aver svolto umili lavori manuali per mantenersi, compì gli studi ginnasiali e maturò la sua vocazione sacerdotale. L’arricchimento del percorso espositivo si inserisce nel più ampio impegno di valorizzazione di questo patrimonio storico e spirituale.

Informazioni
  • Museo Don Bosco – Complesso San Filippo
  • via Vittorio Emanuele II, 63 – Chieri
  • www.turismochieri.it

“Penso Positivo: oltre le sostanze”, ai Giardini Sambuy un pomeriggio di prevenzione e confronto

Si è svolto venerdì 15 maggio 2026, presso i Giardini Sambuy di Torino, Penso Positivo: oltre le sostanze, un evento dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione sull’uso di sostanze, promosso in collaborazione con il Giardino Forbito e rivolto a giovani e adulti del territorio.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di incontro, riflessione e partecipazione attiva, con l’obiettivo di promuovere maggiore consapevolezza sugli effetti delle sostanze e sui comportamenti a rischio, attraverso modalità coinvolgenti e accessibili.

Nel corso del pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.30, una quarantina di partecipanti tra giovani e adulti hanno potuto sperimentare diverse attività educative ed esperienziali: il simulatore degli effetti delle sostanze, quiz interattivi e punti informativi curati dall’Asl hanno favorito momenti di confronto e approfondimento, stimolando curiosità, dialogo e partecipazione.

L’evento si è inserito all’interno del progetto Penso Positivo finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, con capofila la rete associativa nazionale Salesiani per il sociale, realizzato su tre territori nazionali: Torino con l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS, Avola con La Compagnia della Gioia APS e Torre Annunziata con Piccoli Passi Grandi Sogni APS.

Un momento significativo del pomeriggio ha visto inoltre la partecipazione degli enti del Tavolo di Coesione San Salvario per la firma simbolica del Patto Interistituzionale tra enti e istituzioni, nato con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione educativa e sociale sul territorio. Sono intervenuti l’Assessore al Welfare Jacopo Rosatelli e l’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda che hanno ribadito la collaborazione tra le istituzioni e gli enti del territorio, hanno sottolineato l’importanza di chi lavora sul territorio per rendere il quartiere più sicuro e contribuire a prendersi cura della Città.

Penso Positivo: oltre le sostanze” ha voluto offrire ai partecipanti non solo contenuti informativi, ma anche spazi di confronto per sviluppare maggiore consapevolezza, favorendo una cultura della prevenzione fondata sull’ascolto, sulla relazione e sulla responsabilità condivisa.

Borgomanero: incontro con Pippo Ricci, capitano dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana di basket

Dai salesiani di Borgomanero.

***

Mercoledì 27 maggio alle ore 18.00 il Teatro Don Bosco di Borgomanero ospiterà Pippo Ricci, capitano dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana di basket, per un incontro dedicato alla presentazione del suo ultimo libroVolevo essere Robin. Il mio viaggio fino a qui”.

L’evento sarà aperto agli studenti, alle famiglie e al territorio e rappresenterà un’importante occasione di dialogo sui temi dello sport, della crescita personale e del valore educativo dell’esperienza sportiva. Nel libro, Ricci racconta il proprio percorso umano e professionale: dagli anni dell’adolescenza fino ai successi nel basket di alto livello, condividendo riflessioni su impegno, sacrificio, fragilità e determinazione.

La serata sarà caratterizzata da un dialogo diretto con i ragazzi, che avranno la possibilità di confrontarsi con uno degli sportivi italiani più apprezzati degli ultimi anni, capace di unire carriera sportiva, percorso universitario e attenzione ai temi educativi.

L’iniziativa si inserisce all’interno delle attività culturali e formative promosse dal Don Bosco di Borgomanero, con l’obiettivo di offrire agli studenti esperienze capaci di ispirare e stimolare riflessioni autentiche sul proprio futuro.

Per info: spazio.cultura@donboscoborgo.it.

La famiglia è sempre casa e cammino: si è concluso il percorso “Partiamo da Cana”

Si è concluso “Partiamo da Cana“, il cammino di formazione e condivisione che ha accompagnato numerose coppie in un viaggio profondo all’interno della bellezza, delle sfide e della complessità della vita sponsale e familiare alla luce dell’Amoris Laetitia. 

 Il percorso, guidato dalle catechesi di don Roberto Carelli, ha offerto alle coppie partecipanti uno spazio protetto di riflessione per scendere in profondità nel proprio vissuto, riscoprendo il valore dei legami alla luce della fede. 

 La famiglia come equilibrio dinamico

Il focus dell’ultimo appuntamento ha scardinato l’idea comune di famiglia come sinonimo di stabilità statica. Al contrario, è emerso come il nucleo familiare sia un organismo in continua evoluzione, dove gli equilibri mutano costantemente giorno dopo giorno. 

 In questo dinamismo, le coppie hanno appreso che ogni crisi non è un punto di arresto, ma l’occasione preziosa per arrivare “a bere insieme il vino migliore”. 

 Un cammino di amicizia e Grazia

Nato come un itinerario condiviso da un bel gruppo di partecipanti, “Partiamo da Cana” si è trasformato in un’esperienza di profonda amicizia comunitaria. Durante gli incontri, i partecipanti hanno potuto riconoscere le molteplici Grazie che costellano la vita quotidiana, anche quando si presentano sotto forma di “doni incartati male”. Il percorso ha aiutato a comprendere che ogni istante, se affrontato accogliendo le reciproche fragilità e ricchezze, diventa una tappa di crescita, nella certezza che “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”. 

 Difendere gli spazi dello spirito nella frenesia quotidiana

In una società dai ritmi vorticosi, dove il rischio concreto è quello di lasciarsi travolgere dalle scadenze e dal “fare”, l’iniziativa ha voluto ribadire l’importanza di difendere gli spazi dedicati alla cura dello spirito e della vita di coppia. Questi momenti di formazione si sono rivelati occasioni preziose, un bisogno spesso silenzioso che emerge in tutta la sua importanza solo dopo essere stato vissuto. 

 Ad ottobre si riparte

Visto il grande valore dell’esperienza e l’entusiasmo dei partecipanti, gli organizzatori hanno annunciato che da ottobre 2026 prenderà il via una nuova edizione di “Partiamo da Cana. Il cammino sarà nuovamente pensato per supportare e rafforzare l’amore e la fede nella vita di coppia.

L’invito a partecipare è aperto fin da ora a tutte le coppie che desiderano ritagliarsi un tempo di qualità per la propria crescita personale e relazionale. 

 I dettagli sul programma, le date e le modalità di iscrizione per la nuova edizione saranno resi noti prossimamente.  

 Per ulteriori informazioni: info@madonnadeilaghi.it 

Festa di Maria Ausiliatrice in Basilica: 23–24–25 maggio

La Basilica Maria Ausiliatrice si prepara a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno: la Solennità di Pentecoste e la Festa di Maria Ausiliatrice 2026, tre giorni di preghiera, celebrazioni e tradizione che richiamano a Valdocco migliaia di fedeli da tutta Italia e dal mondo salesiano.

“Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e Maria riuniti nel cenacolo

[cf At 1,14]

Sabato 23 maggio – La Vigilia: una notte con Maria

La giornata si apre con le Messe del mattino (07:00 – 08:00 – 09:00 – 10:00), per poi entrare nel vivo nel pomeriggio.

Alle 17:00 il Rosario animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice introduce alla Messa vespertina delle 18:00, presieduta dal Vescovo Mons. Alessandro Giraudo e accompagnata dalla Corale della Basilica.

Dalle 19:00 alle 07:00, la Basilica rimarrà aperta per la tradizionale “12 Ore con Maria”, una maratona notturna di preghiera allo Spirito Santo che coinvolge gruppi, volontari e realtà del mondo salesiano.

Tra i momenti più significativi della notte:

  • 19:00 – Primi Vespri presieduti da don Fabio Attard, Rettor Maggiore dei Salesiani.
  • 20:30 – Preghiamo con Maria, con letture e musica d’arpa.
  • 21:30 – Liturgia Penitenziale e Ufficio delle Letture, animati dai novizi di Castelnuovo Don Bosco.
  • 24:00 – Messa di mezzanotte presieduta da don Giuliano Palizzi.
  • 01:00–07:00 – Adorazione notturna, guidata a turni da FMA, GAM e MGS.

Una notte intensa, vissuta nella luce della preghiera e nella custodia silenziosa della Basilica aperta fino all’alba.

Domenica 24 maggio – Solennità di Pentecoste e Festa di Maria Ausiliatrice

La domenica si apre con un ricco programma di celebrazioni, animate da presenze significative della Chiesa e della Famiglia Salesiana.

Celebrazioni del mattino:

  • 07:00 – Messa presieduta da P. Carmine Arice, Padre generale del Cottolengo.
  • 08:00 – Messa presieduta da don Giorgio Garrone, Rettore del Seminario Maggiore di Torino.
  • 09:30 – Messa presieduta da don Leonardo Mancini, Superiore dei Salesiani ICP (in diretta su Rete 7).
  • 11:00 – Solenne Messa presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, con la Corale della Basilica.

Pomeriggio di festa e preghiera:

  • 15:00 – Benedizione dei ragazzi con don Guido Dutto.
  • 16:00 – Adorazione e Secondi Vespri presieduti da don Manolo Jiménez.
  • 17:00 – Messa presieduta da Mons. Enrico Dal Covolo.
  • 18:30 – Messa dei giovani del MGS, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese.

La Processione di Maria Ausiliatrice – ore 20:30

Il momento più atteso: la grande Processione di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Cardinale Roberto Repole, con la presenza del Rettor Maggiore don Fabio Attard.

Il Carro dell’Ausiliatrice, portato dai gruppi parrocchiali e dai Cooperatori Salesiani, attraverserà le vie storiche di Valdocco. Al rientro, la Messa conclusiva sarà presieduta dal Rettore della Consolata.

La diretta TV su Rete 7 accompagnerà i fedeli dalle 17:00 alle 23:00.

Lunedì 25 maggio – Festa Liturgica di Maria Ausiliatrice

La festa prosegue con le Messe alle 07:00 – 08:00 – 09:00 – 10:00 – 17:00 – 18:30.

Alle 20:30, il Santo Rosario in Piazza Maria Ausiliatrice riunirà la comunità parrocchiale per un momento di preghiera semplice e partecipato.

Conclusione del Mese Mariano

  • Venerdì 29 maggio – ore 20:30 Rosario con le fiaccole nei cortili di Valdocco.
  • Sabato 30 maggio – ore 21:00 Concerto a Maria a cura del Liceo Cavour di Torino.

Mostre aperte al pubblico

  • Museo Casa Don Bosco – 22 maggio / 12 luglio 2026 Don Bosco: dalle biografie al fumetto
  • Hall dei Salesiani Maria Ausiliatrice – 10 / 24 maggio 2026 Chiamati due volte: i martiri di Algeri

Dungeon & Dragons: oltre la realtà c’è l’immaginazione

Volti sorridenti e persone soddisfatte, il mirabile splendore del gioco di ruolo affiancato alla didattica d’aula, hanno caratterizzato le lezioni nell’ultimo mese tra i nostri ragazzi.

Durante i quattro giovedì di aprile, gli studenti della classe di Spazio LABS della sede di Valdocco, hanno preso parte ad un mirabolante progetto educativo, una scheda personaggio come quaderno, dadi colorati e, al posto dei libri, alcuni manuali da consultare per necessità.

Tramite il gioco di ruolo hanno sperimentato il racconto narrativo con l’aiuto di un professionista della comunicazione: Amedeo Davit. Egli, nel ruolo di formatore, ha messo alla prova il gruppo classe e ha fatto scattare in loro la voglia di vivere i panni di un epico personaggio in grado di compiere imprese grandiose.

Durante gli incontri, Amedeo ha anche condiviso il proprio percorso personale, raccontando come sia riuscito a trasformare la passione per Dungeon & Dragons nella sua professione nell’ambito della comunicazione social, trasmettendo ai ragazzi il valore di creare contenuti con consapevolezza ed etica, senza rincorrere hype o visibilità attraverso messaggi divisivi e aggressivi, ma promuovendo invece contenuti ricchi di valori positivi.

Il nostro Master ha dato luce ad una narrazione fantasy all’interno di Boscobruno, piccolo paesino all’interno di boschi pericolosi e minacciato da creature spaventose. Tutto questo perché la gamification è quella metodologia didattica che trasferisce le meccaniche, le dinamiche e gli elementi dei giochi al campo educativo al fine di aumentare la motivazione e generare apprendimento significativo. In queste dinamiche si incontrano il lato umano di ogni studente e ne fanno emergere sentimenti nascosti e capacità di lavorare in gruppo.

Ogni persona al tavolo, ha contribuito al racconto, ognuno con la propria visione, ognuno con le proprie skill positive personali e capacità collettive. I nostri ragazzi sono stati messi davanti a decisioni importanti, bivi che potevano decidere il futuro o il destino dei loro personaggi.

Con questo progetto organizzato si è dimostrato che questa nostra formula alternativa di didattica può affiancare la ludicità dei momenti all’interno di un percorso scolastico, il quale mette in primo piano lo studente. In un tempo in cui la scuola rischia spesso di essere percepita come distante dalla realtà emotiva dei ragazzi, esperienze come questa dimostrano invece quanto l’immaginazione possa diventare uno strumento concreto di crescita. Dietro a ogni tiro di dado, infatti, si nascondevano ascoltocollaborazioneproblem solvingcreatività e capacità di comunicare con gli altri.

…e forse è proprio questo il vero incantesimo di Dungeon & Dragons: trasformare un tavolo, qualche manuale e una manciata di dadi in un luogo dove imparare a conoscersi, a fidarsi del gruppo e a scoprire che, anche fuori dal gioco, ciascuno può diventare l’eroe della propria storia.

Dentro il silenzio della donna in blu: La visita di Spazio LABS a Palazzo Madama tra arte e racconto

Cosa succede se si portano le ragazze e i ragazzi di Spazio LABS all’interno di un museo della nostra città?

La prima reazione è, senza dubbio, lo stupore. Non si tratta soltanto dell’ingresso in un luogo ricco di storia, ma della scoperta di uno spazio che, pur essendo vicino, spesso non rientra nell’immaginario quotidiano dei più giovani. Le sale, i silenzi, le luci studiate per valorizzare le opere: tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa, capace di accendere quella curiosità spontanea che nasce quando ci si trova davanti a qualcosa di inatteso. È proprio questa curiosità che ha guidato la nostra esperienza.

Sia la classe di Valdocco sia quella di San Paolo hanno avuto il piacere di visitare il Museo Civico di Torino, ospitato all’interno di Palazzo Madama, immergendosi in un percorso che intreccia arte, storia e osservazione diretta. Il momento più atteso della visita è stato l’incontro con un’opera speciale, arrivata eccezionalmente dal Rijksmuseum di Amsterdam: La donna in azzurro che legge una lettera di Jan Vermeer. Davanti al dipinto, i ragazzi hanno potuto soffermarsi sui dettagli — la luce che entra dalla finestra, il silenzio sospeso della scena, l’espressione concentrata della figura — scoprendo come un quadro possa raccontare una storia senza bisogno di parole.

Per l’occasione abbiamo trasformato la nostra lezione umanistica settimanale in un’esperienza vissuta direttamente all’interno del museo. Più che concentrarci su date, correnti artistiche o biografie, abbiamo scelto di lasciare spazio alle emozioni e all’osservazione personale. I ragazzi sono stati invitati a guardare con attenzione, a formulare ipotesi, a chiedersi cosa stesse accadendo nelle opere e quale atmosfera trasmettessero. Attraverso aneddoti, piccole storie legate ai dipinti e curiosità sugli artisti, la visita si è trasformata in un racconto condiviso, capace di rendere l’arte più vicina e accessibile anche ai nostri studenti che di storia dell’arte, ne han fatta veramente poca…

Questo approccio ha permesso ai partecipanti di vivere il museo non come un luogo distante o formale, ma come uno spazio da esplorare attivamente. Ogni sala ha offerto l’occasione per porre domande, osservare particolari nascosti e collegare ciò che si vedeva a esperienze personali. L’obiettivo non era memorizzare informazioni, ma seminare curiosità: quella stessa curiosità che spinge a tornare, a osservare con occhi nuovi e a riconoscere nell’arte un linguaggio vivo. Una piccola esperienza che, ci auguriamo, abbia lasciato nei ragazzi il desiderio di continuare a scoprire.

A coronamento della visita, il medesimo museo ci ha offerto anche l’opportunità di partecipare, come classe delle secondarie di secondo grado, al concorso letterario dedicato proprio all’opera del pittore olandese “ospite” nella capitale sabauda per alcuni mesi. L’attività ha rappresentato un naturale proseguimento dell’esperienza vissuta nelle sale: dopo aver osservato il dipinto, i ragazzi sono stati invitati a immaginare ciò che non è visibile, a dare voce a quella storia sospesa racchiusa nella tela.

I partecipanti si sono quindi messi nei panni dell’autore della lettera — o, in alcuni casi, della donna stessa — provando a costruire una narrazione plausibile e al tempo stesso sorprendente. Ne sono nate lettere intime, avventurose, misteriose, talvolta ironiche, ognuna capace di interpretare in modo personale lo sguardo concentrato e l’atmosfera silenziosa del dipinto. C’è chi ha immaginato un messaggio d’amore atteso da tempo, chi una notizia inaspettata proveniente da lontano, chi ancora un segreto familiare custodito tra le pieghe della carta. L’esercizio ha permesso ai ragazzi di passare dall’osservazione alla creazione, trasformando un’opera d’arte in uno stimolo concreto per la scrittura.

Ci abbiamo provato, con entusiasmo e con la consapevolezza che il valore dell’esperienza non stava soltanto nel risultato finale, ma nel percorso compiuto. Mettersi davanti a un capolavoro, interrogarsi su ciò che racconta e provare a completarne la storia significa entrare in dialogo con l’arte in modo attivo. Anche chi inizialmente mostrava qualche esitazione ha trovato, passo dopo passo, una propria idea da sviluppare, lasciandosi guidare dalle suggestioni raccolte durante la visita.

In questo modo il museo è uscito dalle sue sale per continuare dentro l’aula e, soprattutto, dentro l’immaginazione dei ragazzi. La figura della donna in azzurro non è rimasta soltanto un’immagine osservata, ma è diventata un personaggio, una storia, una voce da interpretare. Un’esperienza che ha unito osservazione, emozione e scrittura, dimostrando come l’incontro diretto con l’arte possa generare nuove forme di espressione e, ancora una volta, alimentare quella curiosità che aveva dato inizio a tutto.

I ragazzi hanno scoperto che l’arte non è distante, né immobile, ma può dialogare con loro, provocare domande, suggerire ipotesi, stimolare la creatività. Una tela del Seicento, arrivata da lontano, è riuscita a generare riflessioni contemporanee, racconti personali e punti di vista differenti. Ed è forse questo il potere più autentico di un museo: creare connessioni tra tempi diversi e persone diverse, lasciando spazio all’interpretazione e alla scoperta.

Quando siamo usciti da Palazzo Madama, la sensazione non era quella di aver concluso una semplice visita didattica, ma di aver aperto una porta. Un varco aperto verso nuovi luoghi da esplorare, nuove storie da immaginare, nuove domande da porre. Perché, in fondo, basta molto poco per viaggiare oltre quella metaforica soglia: un quadro, una stanza silenziosa, uno sguardo curioso.

…e da lì, tutto può cominciare!

Alessandro Galli
Docente umanistico di Spazio LABS

Quando un progetto diventa rete: a Venaria nasce il Patto Educativo Territoriale nato dal cammino di “Scuola Libera Tutti!”

Sabato 9 maggio, presso l’Oratorio San Francesco d’Assisi di Venaria Reale, si è svolto l’evento finale del progetto Scuola Libera Tutti!, un pomeriggio di festa, incontro e restituzione che ha coinvolto numerosi ragazzi, famiglie, docenti, educatori e rappresentanti degli enti del territorio.

La partecipazione è stata ampia e sentita: fin dall’accoglienza, il cortile dell’oratorio si è riempito di giovani e adulti accomunati dal desiderio di condividere il cammino vissuto in questi due anni di progetto. Attraverso stand interattivi, attività e momenti di confronto, i partecipanti hanno potuto ripercorrere le esperienze realizzate insieme: dai laboratori STEAM ai percorsi di mentoring e orientamento, dalle attività di cittadinanza attiva ai momenti formativi dedicati a famiglie e insegnanti.

Uno dei momenti più significativi del pomeriggio è stata la firma del Patto Educativo Territoriale, uno dei frutti più importanti del percorso di Scuola Libera Tutti!. Non un semplice documento formale, ma una promessa di corresponsabilità educativa tra le realtà del territorio. A sottoscriverlo sono stati scuole, oratorio, associazioni sportive e scout, servizi educativi e sociali, l’ufficio Scuole del Comune, ma anche singoli cittadini: soggetti diversi, ma uniti dalla volontà di continuare a prendersi cura insieme dei più giovani.

Da oggi il Tavolo Educativo Territoriale potrà continuare a essere uno spazio di confronto, ascolto e progettazione condivisa, una comunità educante capace di mettere in rete risorse, competenze e relazioni. Il motto che ha accompagnato la giornata — Per educare un bambino ci vuole un villaggio — è diventato così qualcosa di concreto e visibile.

A rendere ancora più bello l’evento è stata proprio la presenza di tante persone diverse: studenti, genitori, insegnanti, volontari, educatori e rappresentanti degli enti che in questi anni hanno contribuito a costruire una vera rete educativa sul territorio.

La giornata si è conclusa con una foto di gruppo, il buffet preparato dai ragazzi del Maker Lab di cucina e tanti momenti informali di dialogo e condivisione. Un finale che è stato anche un nuovo inizio: perché Scuola Libera Tutti! non si chiude con un evento, ma lascia in eredità relazioni, esperienze e un impegno comune che continuerà nel tempo.

Un ringraziamento speciale va a Fondazione CDP, ente no-profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che ha sostenuto il progetto ‘Scuola libera tutti!‘ nell’ambito del bandoA Scuola per Il Futuro – Uniti per contrastare la dispersione scolastica, e a Salesiani per il sociale APS che ne ha coordinato la realizzazione, rendendo possibile in questi due anni la costruzione di percorsi, relazioni e opportunità per i ragazzi e per tutta la comunità educante.

“Oltre il muro”: inaugurato l’affresco urbano realizzato con gli studenti del Michele Rua e dell’IC Bobbio

Domenica 10 maggio, in via Paisiello 50, davanti all’Istituto Salesiano Michele Rua, è stato inaugurato Oltre il muro, il nuovo affresco urbano realizzato dall’artista Carlo Galfione insieme agli studenti delle scuole secondarie Michele Rua e IC Bobbio. L’opera nasce all’interno di un percorso di arte partecipata curato da Lorena Tadorni, che ha trasformato un muro dismesso dell’Oratorio in uno spazio rigenerato, capace di raccontare storie e identità del quartiere.

All’inaugurazione erano presenti l’Assessora alla Rigenerazione Urbana della Città di Torino Carlotta Salerno e il Presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto, che hanno sottolineato il valore culturale e comunitario dell’iniziativa.

Un progetto che nasce dalla domanda: “Cosa c’è oltre il muro?”

Il percorso creativo ha coinvolto le classi in momenti di brainstorming, confronto e progettazione condivisa. Guidati da Carlo Galfione, i ragazzi hanno esplorato il tema del “muro” come limite ma anche come possibilità: da barriera fisica e simbolica a luogo di attraversamento, incontro e narrazione.

L’intervento artistico si fonda sulla ricerca pittorica di Galfione, che da anni lavora su supporti non convenzionali come carte da parati e tessuti recuperati. In Oltre il muro, la tappezzeria – simbolo dell’intimità domestica – si apre allo spazio pubblico, diventando una soglia tra “dentro” e “fuori”.

Su questo sfondo si intrecciano i disegni degli studenti: piccoli “oggetti del cuore” che raccontano frammenti di vita quotidiana. Le immagini emergono gradualmente, richiedendo uno sguardo attento e paziente, invitando chi passa a scoprire la stratificazione di storie che abita il muro.

L’Assessora Salerno ha ricordato come l’arte muraria sia «una delle forme più affascinanti e complesse per una città», capace di incuriosire, creare legami e generare fiducia nei luoghi in cui si vive. Abbellire i quartieri – ha sottolineato – significa aiutare le persone a riconoscere che meritano il bello.

Anche il Presidente Lomanto ha evidenziato l’importanza del progetto per il territorio, esprimendo gratitudine per il lavoro svolto dagli artisti, dai curatori e dal Michele Rua, «da sempre un faro per la comunità», capace oggi di restituire uno spazio che parla alle persone e ricostruisce quello spirito di comunità di cui c’è grande bisogno.

Collaborazioni e rete territoriale

Oltre il muro” rientra nel programma Barriera Oggi. Il quartiere diventa comunità, sostenuto da Impresa Sociale Con i Bambini. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato diversi soggetti del territorio, tra cui l’Oratorio Salesiano Michele Rua, l’IC Bobbio Novaro, la Biblioteca Primo Levi e AGS per il Territorio. Il coordinamento è stato affidato al Comitato Salesiani per il sociale APS – Piemonte e Valle d’Aosta, capofila dell’iniziativa.

Un’opera che unisce arte, educazione e comunità

Oltre il muro non è solo un affresco, ma un processo educativo e comunitario: un’esperienza di co-creazione che ha permesso ai ragazzi di diventare protagonisti di un gesto artistico condiviso, restituendo al quartiere un luogo rinnovato e accogliente.

Borgomanero: due giorni e notte a scuola per prepararsi insieme all’esame di Terza Media

Notizia a cura dei salesiani di Borgomanero.

***

Per tutte/i 14enni, l’esame dell’ultimo anno della scuola media è oggi il primo esame della vita. L’ansia, la fatica, la tensione è proporzionata all’età, per cui – per loro – intensa o molto intensa.

Per prepararsi all’esame (in particolare alla prova orale) serve fare esperienza dell’esame stesso, quindi simularne anche l’intensità, accelerando i tempi e fermandosi a riflettere sui risultati. I docenti hanno quindi progettato una due giorni intensa di preparazione alle prove.

La mattinata partiva da un momento di “agorà” tutti insieme sul senso della due giorni. Non sarà certo il voto ad identificare ragazze/i (ognuno vale molto di più di un voto), ma ognuno deve prepararsi per dare il meglio.

Così le quattro classi di Terza Media hanno vissuto due giorni al don Bosco, dormendo a scuola, studiando insieme e simulando le prove orali di esame. Hanno tutti colto l’opportunità, cioè letteralmente il vento favorevole per arrivare in porto. Una condivisione forte, di tempi e spazi (le aule, anche di notte), per una esperienza di preparazione all’Esame, culminata la prima sera con un dj set e la seconda con Messa e poi pizzata finale.