5×1000 ai Salesiani: non è solo una firma. È un tratto di strada percorso insieme.

C’è un gesto semplice, quasi quotidiano, che però può cambiare il cammino di molti. Una firma. Un tratto di penna che dura un secondo, ma che racconta molto di più: racconta fiducia, responsabilità, desiderio di futuro.

Per i Salesiani di Don Bosco, camminare accanto ai giovani non è uno slogan. È un modo di vivere. È scegliere di esserci soprattutto quando un ragazzo ha bisogno di ascolto, quando una famiglia cerca un appoggio, quando un’adolescente non sa più in quale direzione andare. È in quei momenti che la presenza educativa diventa decisiva.

Il valore di un gesto che sostiene percorsi reali

Destinare il proprio 5×1000 all’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS per il Territorio), significa entrare concretamente in questa storia di accompagnamento. Significa sostenere progetti educativi e sociali che ogni giorno aiutano bambini, adolescenti e famiglie a ritrovare fiducia, a rialzarsi dopo una caduta, a scoprire talenti che non sapevano di avere.

Nei nostri oratori, nei centri di formazione professionale, nei doposcuola, negli spazi di ascolto e nei progetti di strada, una firma può trasformarsi in:

  • accoglienza per chi vive momenti di fragilità
  • scuola per chi ha bisogno di un metodo, di un sostegno, di una seconda possibilità
  • oratorio per chi cerca un luogo sicuro dove crescere e fare esperienza di comunità
  • lavoro per chi sogna un futuro possibile e ha bisogno di qualcuno che creda in lui

Ogni giorno, grazie al contributo di tanti, questi luoghi diventano casa, rete, opportunità. Per questo diciamo che non è solo una firma: è un tratto di strada percorso insieme. È un modo concreto per dire “ci sono”, per sostenere chi educa, chi accoglie, chi costruisce comunità.

Come destinare il tuo 5×1000

Nella dichiarazione dei redditi, nella sezione dedicata al 5×1000, basta inserire il codice fiscale di AGS per il Territorio ETS:

  • C.F. 97585800010

Un gesto semplice, che diventa possibilità. Grazie per scegliere di camminare con noi.

Festa di Maria Ausiliatrice 2026: Valdocco abbraccia la sua gente

Il cuore della casa di Don Bosco ha battuto ancora una volta all’unisono con quello di migliaia di persone. La Festa di Maria Ausiliatrice, appuntamento centrale per la Famiglia Salesiana e per la città di Torino, ha trasformato nella giornata del 24 maggio 2026 le vie del quartiere in un grande pellegrinaggio di fede, gratitudine e affidamento.

Fin dalle prime ore della giornata, la Basilica si è riempita di volti, passi, preghiere. Famiglie, giovani, anziani, gruppi provenienti da tutta Italia e dall’estero: una moltitudine che, come ogni anno, si ritrova attorno a Maria per dire grazie, chiedere forza, rinnovare una promessa.

Il momento centrale della mattinata è stata la Solenne Messa delle ore 11.00, presieduta da S. Em. Card. Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, accompagnata dalla Corale della Basilica.

Alle 18.30, la Basilica ha accolto invece la Messa dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard e animata dal coro dell’Oratorio di Vigliano Biellese. Un momento vibrante, carico dell’entusiasmo tipico dei giovani che seguono Don Bosco: canti, preghiera, testimonianze e un clima di gioia contagiosa che ha preparato il cuore alla grande processione serale.

La Processione dell’Ausiliatrice: un popolo in cammino

Il momento più atteso è stato, come sempre, la grande processione con il Carro dell’Ausiliatrice. Accolto da una folla immensa e con la presenza del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e delle Autorità, il Carro ha attraversato le vie di Valdocco illuminando il quartiere con la sua presenza maestosa e familiare. Le strade illuminate, i canti, gli sguardi rivolti a Maria: tutto parlava di una devozione che attraversa le generazioni e continua a rinnovarsi.

A conclusione della serata, il cielo sopra Valdocco si è acceso con uno spettacolo di fuochi d’artificio che ha illuminato la Basilica e il quartiere.

Una festa che unisce e rinnova

Anche quest’anno, Valdocco ha mostrato il suo volto più autentico: un luogo dove la fede diventa incontro, dove la tradizione si intreccia con la vita quotidiana, dove ogni persona trova spazio per il proprio grazie.

Premio Letterario “Meco”: al via la seconda edizione dedicata agli “Atti di cura, scelte di legalità”

Dopo il grande interesse suscitato dalla prima edizione, prende ufficialmente il via la seconda edizione del Premio letterario dedicato a don Domenico “Meco” Ricca, il salesiano che per quarant’anni è stato cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti e che ha lasciato un’impronta profonda nel mondo educativo e sociale torinese.

L’apertura delle candidature per la seconda edizione del Premio è fissata per l’8 giugno 2026. Il concorso, gratuito e aperto a tutti dai 14 anni in su, nasce dalla collaborazione tra il Forum del Terzo Settore in Piemonte ETS e l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio (AGS), con il contributo dei Salesiani Don Bosco Piemonte e Valle d’Aosta. Un’iniziativa che rinnova l’impegno salesiano nel promuovere percorsi di crescita, responsabilità e inclusione sociale.

Il nuovo tema: “Atti di cura, scelte di legalità”

Il tema scelto per questa edizione invita a riflettere su come la legalità non sia solo un insieme di norme, ma una pratica quotidiana che nasce dai gesti di cura verso sé stessi, gli altri e la comunità. Raccontare un atto di cura significa raccontare una scelta di responsabilità, di rispetto e di partecipazione: piccoli gesti capaci di generare cambiamento e costruire una società più giusta e inclusiva.

Il concorso è aperto a tre fasce d’età:

  • Giovanissimi (14–20 anni)
  • Giovani (21–30 anni)
  • Adulti (31 anni in su)

Le opere devono essere inedite e presentate in una delle tre categorie:

  • Racconto breve (max 2.500 parole)
  • Saggio breve (max 4.000 parole)
  • Canzone (brano originale, audio comprensibile)

Sono previsti premi in denaro per ciascuna categoria e fascia d’età, oltre a menzioni speciali dedicate:

  • ai giovani del Ferrante Aporti
  • alle persone private della libertà personale
  • alla miglior canzone
  • al miglior saggio e al miglior racconto, con borse di studio presso la Scuola Holden

I contributi più significativi saranno raccolti in una pubblicazione il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.

La giuria sarà presieduta da don Alberto Martelli, Direttore dell’Opera salesiana Rebaudengo, e avrà come Ambasciatore il rapper e attivista Francesco “Kento” Carlo, impegnato da anni in percorsi educativi nelle carceri e autore del libro Barre – Rap, sogni e segreti in un carcere minorile. Completano la giuria professionisti del mondo editoriale, sociale, accademico e cooperativo.

Scadenze e iscrizione

  • 8 giugno 2026: apertura invio opere
  • 31 luglio 2026: scadenza del bando
  • 5 ottobre 2026: pubblicazione dei finalisti
  • Ottobre 2026: cerimonia di premiazione durante le Giornate della Legalità

La partecipazione avviene tramite form online , disponibile di seguito e aperto dall’8 giugno:

La presentazione del volume della prima edizione al Salone del Libro

Il premio nella sua prima edizione aveva invitato i partecipanti ad affrontare il tema “Dietro le sbarre”, non solo considerandole un ostacolo fisico alla libertà personale, ma guardandole pure come una forma di barriera psicologica, sociale, comportamentale o anche culturale di cui ognuno può essere prigioniero, anche fuori dal carcere.

Durante la XXXVIII edizione Salone Internazionale del Libro di Torino si è svolta la presentazione del volume che raccoglie i 31 testi selezionati tra gli 850 contributi arrivati da tutta Italia per la prima edizione del Premio. Racconti, poesie e saggi nati da esperienze diverse (comprese quelle di detenuti del carcere di Biella e dei giovani ristretti del Ferrante Aporti) hanno dato vita a un mosaico di voci capace di affrontare il tema delle “sbarre” non solo come limite fisico, ma anche come barriera interiore, sociale e culturale.

Il volume, edito da Elledici, restituisce la complessità del tema e custodisce l’eredità educativa di don Meco. I proventi della vendita sono destinati alla Comunità per minori Harambée di Alessandria, realtà a lui particolarmente cara.

“L’anima mia magnifica il Signore” – Ordinazione Sacerdotale di don Giorgio Ramundo

“L’anima mia magnifica il Signore”

(Lc 1, 46-55)

Sabato 16 maggio alle ore 15.00 presso la Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, don Giorgio Ramundo è stato ordinato Sacerdote da Mons. Alessandro Giraudo, Vescovo Ausiliare di Torino.

Don Giorgio ha celebrato la sua prima Santa Messa a Cuneo, dove per tre anni è stato chierico dalla Crocetta, domenica 24 maggio durante la grande Festa di Maria Ausiliatrice.

Insieme eleviamo la nostra lode al Signore per questo dono di Grazia e accompagniamo don Giorgio con la preghiera e l’affetto.

Tu come stai: il nuovo laboratorio ONESTA – MENTE nelle scuole

Casale Monferrato, 20 maggio 2026

Nelle classi della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri arriva il laboratorio “ONESTA-MENTE”,  condotto da Valentina Zavarise e Giulia Capelli, incentrato sul tema dell’ansia, della gestione delle emozioni e delle social skills.
Il laboratorio è inserito all’interno del progetto “Tu come stai? La comunità per il benessere dei giovani”, finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Dopo una prima parte dedicata all’esplorazione delle emozioni attraverso attività creative e sensoriali, il laboratorio ha accompagnato ragazze e ragazzi in un nuovo tratto del percorso, pensato come un passaggio simbolico dall’infanzia all’adolescenza.

Il filo conduttore degli incontri è stato un originale “social su carta”, costruito direttamente dagli studenti: profili, post e contenuti creativi hanno dato vita a uno spazio di confronto in cui a conquistare i “like” erano soprattutto autenticità, sincerità e rispetto reciproco.

Attraverso giochi, momenti di condivisione e attività laboratoriali, i ragazzi delle classi 1A e 1B hanno potuto riflettere sul modo in cui si mostrano agli altri, sulle emozioni che spesso faticano a raccontare e sull’importanza di creare relazioni vere, dentro e fuori dai social.

Anche in questa seconda parte di Feelings Circus, il mix tra momenti formativi e ascolto attivo ha favorito una partecipazione coinvolta e positiva da parte delle classi, confermando il valore di spazi educativi in cui i più giovani possano sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimersi.

 

“Penso Positivo: oltre le sostanze”, ai Giardini Sambuy un pomeriggio di prevenzione e confronto

Si è svolto venerdì 15 maggio 2026, presso i Giardini Sambuy di Torino, Penso Positivo: oltre le sostanze, un evento dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione sull’uso di sostanze, promosso in collaborazione con il Giardino Forbito e rivolto a giovani e adulti del territorio.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di incontro, riflessione e partecipazione attiva, con l’obiettivo di promuovere maggiore consapevolezza sugli effetti delle sostanze e sui comportamenti a rischio, attraverso modalità coinvolgenti e accessibili.

Nel corso del pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.30, una quarantina di partecipanti tra giovani e adulti hanno potuto sperimentare diverse attività educative ed esperienziali: il simulatore degli effetti delle sostanze, quiz interattivi e punti informativi curati dall’Asl hanno favorito momenti di confronto e approfondimento, stimolando curiosità, dialogo e partecipazione.

L’evento si è inserito all’interno del progetto Penso Positivo finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, con capofila la rete associativa nazionale Salesiani per il sociale, realizzato su tre territori nazionali: Torino con l’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS, Avola con La Compagnia della Gioia APS e Torre Annunziata con Piccoli Passi Grandi Sogni APS.

Un momento significativo del pomeriggio ha visto inoltre la partecipazione degli enti del Tavolo di Coesione San Salvario per la firma simbolica del Patto Interistituzionale tra enti e istituzioni, nato con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione educativa e sociale sul territorio. Sono intervenuti l’Assessore al Welfare Jacopo Rosatelli e l’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda che hanno ribadito la collaborazione tra le istituzioni e gli enti del territorio, hanno sottolineato l’importanza di chi lavora sul territorio per rendere il quartiere più sicuro e contribuire a prendersi cura della Città.

Penso Positivo: oltre le sostanze” ha voluto offrire ai partecipanti non solo contenuti informativi, ma anche spazi di confronto per sviluppare maggiore consapevolezza, favorendo una cultura della prevenzione fondata sull’ascolto, sulla relazione e sulla responsabilità condivisa.

Dungeon & Dragons: oltre la realtà c’è l’immaginazione

Volti sorridenti e persone soddisfatte, il mirabile splendore del gioco di ruolo affiancato alla didattica d’aula, hanno caratterizzato le lezioni nell’ultimo mese tra i nostri ragazzi.

Durante i quattro giovedì di aprile, gli studenti della classe di Spazio LABS della sede di Valdocco, hanno preso parte ad un mirabolante progetto educativo, una scheda personaggio come quaderno, dadi colorati e, al posto dei libri, alcuni manuali da consultare per necessità.

Tramite il gioco di ruolo hanno sperimentato il racconto narrativo con l’aiuto di un professionista della comunicazione: Amedeo Davit. Egli, nel ruolo di formatore, ha messo alla prova il gruppo classe e ha fatto scattare in loro la voglia di vivere i panni di un epico personaggio in grado di compiere imprese grandiose.

Durante gli incontri, Amedeo ha anche condiviso il proprio percorso personale, raccontando come sia riuscito a trasformare la passione per Dungeon & Dragons nella sua professione nell’ambito della comunicazione social, trasmettendo ai ragazzi il valore di creare contenuti con consapevolezza ed etica, senza rincorrere hype o visibilità attraverso messaggi divisivi e aggressivi, ma promuovendo invece contenuti ricchi di valori positivi.

Il nostro Master ha dato luce ad una narrazione fantasy all’interno di Boscobruno, piccolo paesino all’interno di boschi pericolosi e minacciato da creature spaventose. Tutto questo perché la gamification è quella metodologia didattica che trasferisce le meccaniche, le dinamiche e gli elementi dei giochi al campo educativo al fine di aumentare la motivazione e generare apprendimento significativo. In queste dinamiche si incontrano il lato umano di ogni studente e ne fanno emergere sentimenti nascosti e capacità di lavorare in gruppo.

Ogni persona al tavolo, ha contribuito al racconto, ognuno con la propria visione, ognuno con le proprie skill positive personali e capacità collettive. I nostri ragazzi sono stati messi davanti a decisioni importanti, bivi che potevano decidere il futuro o il destino dei loro personaggi.

Con questo progetto organizzato si è dimostrato che questa nostra formula alternativa di didattica può affiancare la ludicità dei momenti all’interno di un percorso scolastico, il quale mette in primo piano lo studente. In un tempo in cui la scuola rischia spesso di essere percepita come distante dalla realtà emotiva dei ragazzi, esperienze come questa dimostrano invece quanto l’immaginazione possa diventare uno strumento concreto di crescita. Dietro a ogni tiro di dado, infatti, si nascondevano ascoltocollaborazioneproblem solvingcreatività e capacità di comunicare con gli altri.

…e forse è proprio questo il vero incantesimo di Dungeon & Dragons: trasformare un tavolo, qualche manuale e una manciata di dadi in un luogo dove imparare a conoscersi, a fidarsi del gruppo e a scoprire che, anche fuori dal gioco, ciascuno può diventare l’eroe della propria storia.

Evento Labs to Future il 27 maggio 2026

Mercoledì 27 maggio 2026 – ore 9.00-13.00, presso la Sala Sangalli (via Sassari 28 Torino), avrà luogo l’evento Labs to Future – La relazione educativa tra fragilità ed emozioni.

La terza edizione di Labs to Future si propone di proseguire la riflessione formativa tra operatori che a vario titolo si occupano di adolescenti.

Quest’anno l’attenzione si rivolge alla “relazione educativa”. Uno spazio da riscoprire dove tenere insieme le fragilità dei più giovani e le fatiche degli adulti.

Il seminario, partendo dall’analisi di alcuni dati, prevede un momento iniziale di plenaria con una relazione introduttiva sulla condizione giovanile. Nella seconda parte della mattinata, 4 workshop di approfondimento per capire come supportare i giovani nel proprio percorso di crescita, tra emozioni, identità, aspirazioni e desideri di futuro.

Si potrà partecipare all’evento prenotandosi attraverso il form di contatto:

Programma

  • Ore 09.00 – 09.30 Coffee Break e registrazione
  • Ore 09.30 – 09.45 Saluti istituzionali
  • Ore 09.45 – 10.45 FIORI NEL CAOS Cronaca del grande burnout e di come si tornò a respirare
    • Davide Fant, supervisore pedagogico Spazio Labs
    • Elisa Carnelli, attrice e drammaterapeuta
  • Ore 10.45 – 11.15 Presentazione della ricerca FRAGILE. Mappae mundi di una nuova generazione a cura di Fondazione Poetica
  • Ore 11.30 – 12.30 Workshop per approfondimento:
    • Work shop 1 | Segnali di fragilizzazione: a cosa fare attenzione come adulti in relazione – a cura di Fondazione Poetica
    • Work shop 2 | Vivere le emozioni: come supportare i giovani nel riconoscimento e nella gestione emotiva attraverso la relazione – Vittoria Passanisi, psicologa Spazio LABS
    • Work shop 3 | Disadattati efficaci: accompagnare la crescita al di là del modello performativo – Davide Fant, pedagogista Anno Unico
    • Work shop 4 | Il progetto di vita. Come sostenere i giovani nell’immaginare futuri possibili – Daniela Rosas Gloria Ferrero, Associazione Inventure APS
  • Ore 12.30 – 13.00 Conclusioni e chiusura dei lavori

 

Dentro il silenzio della donna in blu: La visita di Spazio LABS a Palazzo Madama tra arte e racconto

Cosa succede se si portano le ragazze e i ragazzi di Spazio LABS all’interno di un museo della nostra città?

La prima reazione è, senza dubbio, lo stupore. Non si tratta soltanto dell’ingresso in un luogo ricco di storia, ma della scoperta di uno spazio che, pur essendo vicino, spesso non rientra nell’immaginario quotidiano dei più giovani. Le sale, i silenzi, le luci studiate per valorizzare le opere: tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa, capace di accendere quella curiosità spontanea che nasce quando ci si trova davanti a qualcosa di inatteso. È proprio questa curiosità che ha guidato la nostra esperienza.

Sia la classe di Valdocco sia quella di San Paolo hanno avuto il piacere di visitare il Museo Civico di Torino, ospitato all’interno di Palazzo Madama, immergendosi in un percorso che intreccia arte, storia e osservazione diretta. Il momento più atteso della visita è stato l’incontro con un’opera speciale, arrivata eccezionalmente dal Rijksmuseum di Amsterdam: La donna in azzurro che legge una lettera di Jan Vermeer. Davanti al dipinto, i ragazzi hanno potuto soffermarsi sui dettagli — la luce che entra dalla finestra, il silenzio sospeso della scena, l’espressione concentrata della figura — scoprendo come un quadro possa raccontare una storia senza bisogno di parole.

Per l’occasione abbiamo trasformato la nostra lezione umanistica settimanale in un’esperienza vissuta direttamente all’interno del museo. Più che concentrarci su date, correnti artistiche o biografie, abbiamo scelto di lasciare spazio alle emozioni e all’osservazione personale. I ragazzi sono stati invitati a guardare con attenzione, a formulare ipotesi, a chiedersi cosa stesse accadendo nelle opere e quale atmosfera trasmettessero. Attraverso aneddoti, piccole storie legate ai dipinti e curiosità sugli artisti, la visita si è trasformata in un racconto condiviso, capace di rendere l’arte più vicina e accessibile anche ai nostri studenti che di storia dell’arte, ne han fatta veramente poca…

Questo approccio ha permesso ai partecipanti di vivere il museo non come un luogo distante o formale, ma come uno spazio da esplorare attivamente. Ogni sala ha offerto l’occasione per porre domande, osservare particolari nascosti e collegare ciò che si vedeva a esperienze personali. L’obiettivo non era memorizzare informazioni, ma seminare curiosità: quella stessa curiosità che spinge a tornare, a osservare con occhi nuovi e a riconoscere nell’arte un linguaggio vivo. Una piccola esperienza che, ci auguriamo, abbia lasciato nei ragazzi il desiderio di continuare a scoprire.

A coronamento della visita, il medesimo museo ci ha offerto anche l’opportunità di partecipare, come classe delle secondarie di secondo grado, al concorso letterario dedicato proprio all’opera del pittore olandese “ospite” nella capitale sabauda per alcuni mesi. L’attività ha rappresentato un naturale proseguimento dell’esperienza vissuta nelle sale: dopo aver osservato il dipinto, i ragazzi sono stati invitati a immaginare ciò che non è visibile, a dare voce a quella storia sospesa racchiusa nella tela.

I partecipanti si sono quindi messi nei panni dell’autore della lettera — o, in alcuni casi, della donna stessa — provando a costruire una narrazione plausibile e al tempo stesso sorprendente. Ne sono nate lettere intime, avventurose, misteriose, talvolta ironiche, ognuna capace di interpretare in modo personale lo sguardo concentrato e l’atmosfera silenziosa del dipinto. C’è chi ha immaginato un messaggio d’amore atteso da tempo, chi una notizia inaspettata proveniente da lontano, chi ancora un segreto familiare custodito tra le pieghe della carta. L’esercizio ha permesso ai ragazzi di passare dall’osservazione alla creazione, trasformando un’opera d’arte in uno stimolo concreto per la scrittura.

Ci abbiamo provato, con entusiasmo e con la consapevolezza che il valore dell’esperienza non stava soltanto nel risultato finale, ma nel percorso compiuto. Mettersi davanti a un capolavoro, interrogarsi su ciò che racconta e provare a completarne la storia significa entrare in dialogo con l’arte in modo attivo. Anche chi inizialmente mostrava qualche esitazione ha trovato, passo dopo passo, una propria idea da sviluppare, lasciandosi guidare dalle suggestioni raccolte durante la visita.

In questo modo il museo è uscito dalle sue sale per continuare dentro l’aula e, soprattutto, dentro l’immaginazione dei ragazzi. La figura della donna in azzurro non è rimasta soltanto un’immagine osservata, ma è diventata un personaggio, una storia, una voce da interpretare. Un’esperienza che ha unito osservazione, emozione e scrittura, dimostrando come l’incontro diretto con l’arte possa generare nuove forme di espressione e, ancora una volta, alimentare quella curiosità che aveva dato inizio a tutto.

I ragazzi hanno scoperto che l’arte non è distante, né immobile, ma può dialogare con loro, provocare domande, suggerire ipotesi, stimolare la creatività. Una tela del Seicento, arrivata da lontano, è riuscita a generare riflessioni contemporanee, racconti personali e punti di vista differenti. Ed è forse questo il potere più autentico di un museo: creare connessioni tra tempi diversi e persone diverse, lasciando spazio all’interpretazione e alla scoperta.

Quando siamo usciti da Palazzo Madama, la sensazione non era quella di aver concluso una semplice visita didattica, ma di aver aperto una porta. Un varco aperto verso nuovi luoghi da esplorare, nuove storie da immaginare, nuove domande da porre. Perché, in fondo, basta molto poco per viaggiare oltre quella metaforica soglia: un quadro, una stanza silenziosa, uno sguardo curioso.

…e da lì, tutto può cominciare!

Alessandro Galli
Docente umanistico di Spazio LABS

Sai davvero che cosa fanno le sostanze? Pensi di sapere tutto? Vieni a scoprirlo il 15 maggio con “PENSO POSITIVO: oltre le sostanze”

Venerdì 15 maggio 2026, dalle 15:00 alle 18:30, presso i Giardini Sambuy di Torino, in collaborazione con il Giardino Forbito, si terrà “Penso Positivo: oltre le sostanze”, un evento aperto a giovani e adulti dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione sull’uso di sostanze.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, confronto e informazione  attraverso attività esperienziali e momenti aggregativi, offrendo strumenti concreti per comprendere gli effetti delle sostanze e riflettere sui comportamenti a rischio.

L’evento si inserisce all’interno di un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei  Ministri – Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, con capofila la rete associativa nazionale Salesiani per il sociale, e realizzato in collaborazione con Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS di Torino, La Compagnia della Gioia APS di Siracusa e Piccoli Passi Grandi Sogni APS di Napoli.

Nel corso del pomeriggio saranno proposte diverse attività, tra cui:

  • simulatore degli effetti delle sostanze;
  • punto informativo;
  • quiz interattivi;
  • attività aggregative;
  • giochi educativi.

Durante l’evento interverranno anche gli enti del Tavolo di Coesione San Salvario e una rappresentanza della Città di Torino per la presentazione del Patto Interistituzionale tra enti e istituzioni, volto a rafforzare la collaborazione educativa e sociale sul territorio.